- L'evento più importante nella storia dell'Africa dai tempi della fine dell'apartheid. Sempre nel girone A, che si sta rivelando il più infernale, si rialza anche la Germania dinnanzi a 8.367 spettatori. Battuto nettamente il Giappone che, dopo le 20 triple insaccate contro il Mali, stavolta totalizza un miserando 3/27. Le triple sono l'arma più infida: ti seducono, ti affidi a loro e poi ti mollano sul più bello. Ma le nipponiche, con la loro fisicità bonsai, non hanno scelta, specie contro le panzer crucche, che hanno una guardia di 1.92, la stella Fiebich, che peraltro ha fatto poco; la matadora è stata la 2004 Buehner (la battemmo nella finale per il bronzo U20 con Villa e socie), 19 punti, insieme a Nyara Sabally (18); finisce 72-58 ma poco prima era +25.
E quindi ora qui hanno tutte e quattro 1 vinta-1 persa. Una signora squadra ci lascerà le penne, ovvero chi perderà la terza partita e avrà la sfiga di ritrovarsi a 1 vinta-2 perse insieme a una squadra che l'ha battuta anziché con quella che ha battuto. Per dire, la Spagna va fuori se perde con le Giappa e intanto il Mali perde con la Germania.
- Meno crepitante il girone B. L'Ungheria regola la Nigeria, 71-67, ma era +14 fino a poco prima. Le suddite di Orban fanno valere la coppia di lunghe, ovvero Kiss (17+14 rimbalzi), o meglio Takacs-Kiss ora che s'è sposata (perdio che fastidio le grandi atlete che prendono il cognome di uomini che valgono un'unghia di loro, cestisticamente parlando) Per la Francia, dopo il maramaldeggiamento sull'Ungheria, poteva essere più probante il test con la Corea, reduce da una bella "W" sulla Nigeria. E almeno all'inizio sembra che le francesi debbano spremersi, subendo 31 punti nel 1° quarto. Però quando fai uscire dalla panchina Johannès, Leite e Malonga, la probabilità di cambiare marcia alla distanza è elevatuccia. Così man mano le coreane finiscono nel tostapane; 95-69 conclusivo (Johannès 17).
Quindi: Francia già prima e ai quarti, Nigeria già ultima e fuori. Deludente per quella che era attesa come la migliore fra le africane.
- Per l'Italia è stato un sabato goduto. Avessimo perso con la Cechia, sarebbero state ore interminabili di rimpianti e stridor di denti, con la prospettiva di una bastonata dagli Usa (che arriverà ma, avendo vinto ieri, sarà più dolce) e poi di dover fare l'impresa con la Cina, magari non sufficiente a passare. Invece così le nostre, in un'atmosfera di euforia, si sono persino potute concedere un bagno di folla, in cui non avremmo mai creduto sino a pochi giorni or sono (tantomeno un anno e mezzo fa, quando si faticava a riempire Bologna): hanno detto sui social che avrebbero incontrato i tifosi fuori dall'albergo nel pomeriggio e, le immagini parlano, sembrava di essere a un firmacopie di qualche gruppo pop, perché era pieno di ragazzine adoranti.
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