martedì 8 settembre 2026

Mondiali (5) - La Cina ci riporta sulla terra. Rotta di collisione con l'Australia. Out Mali e Turchia, mostro Francia

:zip: - Frittata. Trappolone. Inculata. Il cielo sopra Berlino da azzurro si fa grigio tenebra. Ma non senza una logica. Era altissimo il rischio di pagare lo sforzo della battaglia con gli Usa, come classicamente succede a chi spende il 110% delle sue energie fisiche e mentali ma resta a mani vuote con scorno, e l'indomani deve rimettersi ventre a terra contro un'avversaria che in qualche modo puoi tendere a sottovalutare ma in realtà è lì pronta a fotterti se non sei sul pezzo.
Era successo anche 3 anni fa, in quell'Europeo che abbiamo giustamente rimosso il più possibile dalla memoria, e dunque tutti ricordano che il Montenegro ci affondò, ma il giorno prima avevamo fatto sudare mille camicie il Belgio delle meraviglie, uscendone con mosche in mano e uno stato di cottura avanzata in vista dell'indomani. Stavolta era anche peggio, perché al dispendio totale di forze contro le suddite di Trump, si era aggiunto un assurdo codazzo mediatico, sotto forma di polemica, da un lato nostra contro l'arbitraggio, dall'altro di certi socials americani, che nella mattinata di lunedì accusavano Zanda di aver simulato il colpo nell'occhio incassato da parte di Young nell'azione finale; ne scaturiva un rimpallo di video che a turno inchiodavano o scagionavano la nostra alfiera.

:zip: - Non abbiamo idea se questa cagnara abbia condizionato le nostre, né sarebbe il caso di ergerla ad alibi per la controprestazione prodotta; fatto sta che c'erano tutte le condizioni per rinculare pesantemente, contro una Cina oltretutto battuta due volte nelle recenti amichevoli (il che può averci indotto un'inconscia sottovalutazione). Ci sentivamo, però, fiduciosi nelle nostre, dopo averle viste quasi battere le imbattibili, e dopo aver meritato un'inedita reputazione di squadra che non fallisce nei momenti importanti.
Invece dobbiamo arrenderci alla realtà: all'opposto del Preolimpico, quando avevamo lasciato semaforo verde, se non proprio tappeto rosso, alle americane, concentrando energie e qualità per il match successivo contro la Spagna, stavolta ci siamo bolliti per nulla contro gli Usa, steccando malamente la partita contro la Cina che era 10 volte più importante, ai fini pratici del nostro percorso in questo Mundial. Infatti, quand'anche avessimo fatto il miracolo con gli Usa, poniamo di 1 o 2 punti, perdendo oggi di 20 saremmo finiti terzi per classifica avulsa.
Discorsi, ovviamente, del senno di poi; o meglio, era strategicamente prevedibile fin dall'uscita del calendario, che convenisse farsi asfaltare dagli Usa e riservare il meglio per le suddite di Xi Jinping; credo però che nemmeno Capobianco potesse immaginare di trovarsi punto-a-punto fino in fondo con gli Usa, specie dopo che eravamo sotto di 15 in poco più di un quarto. E allora che doveva fare? Dire alle sue di lasciar perdere? Di sicuro abbiamo sbagliato ma siamo scivolati nell'imponderabile.

:zip: - Dinanzi a una Max Schmeling Halle svuotata rispetto alla Berlin Arena di ieri (3120 spettatori, coi cinesi in maggioranza; si vede che molte delle nostre fans erano dovute rientrare dopo il weekend :wacko: ), la Cina ha fatto ampiamente il suo, va riconosciuto. Pierre Vincent, vice delle asiatiche, non è uno sprovveduto e conosce direttamente le nostre. Quando ci chiedevamo chi avesse nascosto meglio le proprie carte in amichevole, la risposta era evidentemente la Cina. Ci hanno inscatolati a difesa schierata, compresa la zona, lasciandoci correre poco o nulla (ammesso che avessimo la benza per farlo); non segnavamo proprio mai, ma nemmeno costruivamo, contentandoci di tiri da 3 velleitari. E in attacco loro avevano idee semplici ma chiare: giro palla, buon movimento, sfruttare la 2.08 Xu Han sotto (insieme agli sprazzi brevi ma micidiali della mastodonte Zhang Ziyu) e la verve di Yang Shuyu, guardia del 2002, sul perimetro, dove a ben guardare abbiamo pagato di più, perché in area sapevamo di subire, ma ci aspettavamo di vincerla con le esterne. Invece no: ci sgusciavano e ci bombardavano. Emblematica della loro maggior pimpanza la correzione al volo sulla sirena 1° quarto (7-23).
Poi nel secondo lo scarto ha raggiunto dimensioni imbarazzanti, 11-34 a un certo punto; abbiamo messo una pezza parziale sul 21-40 all'intervallo ma ci serviva una svolta radicale, per quanto rimontare 19 punti alla Cina non fosse meno complicato che rimontarne 15 agli Usa come avevamo fatto ieri.

:zip: - E qualche speranza in effetti si rianimava nel 3° quarto, quando finalmente riuscivamo a correre almeno a sprazzi; Zanda e Villa interrompevano la nostra siccità; s'arrivava a -12 con una tripla di Pan, ma usciva quella di Pasa per il -9, mentre di là Xu Han confermava la sua mano morbida mettendo anche la tripla del +15. In sostanza finiva lì. L'ultimo quarto si trascinava con supplizio (per noi) sino al 51-71 conclusivo, scarto severo ma giusto. Nulla si può recriminare. Villa 15 e Zanda 12, ma parlare di prove singole conta poco oggi (per loro Xu Han 19).
Ci fermiamo a 51 punti, confermando la nostra fatica offensiva (siamo sotto i 60 di media in 3 partite), pur avendo avuto il 50% da 2. La differenza rispetto a Cechia e Usa è stata ovviamente la friabilità difensiva: la Cina ci ha impallinato col 51% dal campo. Peccato non solo per il risultato ma per aver deluso chi magari s'era incuriosito dopo aver letto dell'impresa sfiorata con gli Usa e s'era messo a guardarci per la prima volta. Andrè in diretta si scusa col Paese intero per l'approccio sbagliato che hanno avuto. Onesta ma non ci consola, anzi.

:zip: - Ci tocca dunque l'Australia anziché il Portorico nell'ottavo di mercoledì. Diciamo subito che, se uscissimo dal Mundiàl dopo aver perso contro le campionesse di tutto, contro l'argento iridato in carica e contro il bronzo mondiale e olimpico, non ci sarebbe nulla di strano, sulla carta. Ma dopo esserci fatti la bocca buona, ci starebbe stretto, almeno a caldo. Evitiamo di passare dall'eccesso di euforia post-Usa all'eccesso di depressione dopo questo malrovescio. Certo è che le Marsupiali sono favorite anche contro la miglior Italia. Ma se ritroviamo le energie e l'umiltà proletaria di strisciare ventre a terra con la fame di chi non ha ancora dimostrato nulla, qualcosa di speciale può ancora succedere. Devono però sbloccarsi le lunghe, finora stitiche (in 3 partite, 13 punti totali André, 10 Cubaj, 6 Keys), perché non possiamo campare solo coi punti di Zanda e delle piccole.

:zip: - Nell'altra del girone D, era scontato che gli Usa, dopo la magra figura con l'Italia, maramaldeggiassero contro la già eliminata Cechia (105-64; Stewart 19; Joklova 19).

:zip: - Il girone A, quello in cui tutto poteva succedere, premia col primato la Spagna, che si rialza dallo scivolo col Mali dominando il Giappone (79-59) con le 2006 Martin e Fam protagoniste (20 e 16); per le nipponiche Tanaka 15. Il Sol Levante passa comunque come terzo. Resta invece col cerino in mano il Mali, travolto da una Germania che, assorbita la magra d'esordio con la Spagna, sta macinando bene; davanti a 12.550 spettatori è 83-58 con 21 della 2004 Buehner; per le afro in 4 a 10 punti. Spiace per le gagliarde maliane ma era un girone infernale e hanno avuto sfiga.

:zip: - Il girone B era già stato vinto dalla Francia, che non s'è peraltro risparmiata contro la già eliminata Nigeria (deludente nel complesso, in un girone abbordabile transalpine a parte), umiliandola con un 111-56 da partita giovanile (G. Williams 25 in 18'). Con 21 triple è già battuto il record di venerdì del Giappone. :woot: La Francia ora rischia solo di specchiarsi narcisa nella propria bellezza, credendosi già in finale con gli Usa e magari pure d'oro dopo gli stenti americani di ieri. L'Ungheria regola la Corea, 82-73 (Juhasz 22+11; Park 21), e si prende il 2° posto.

:zip: - Nel girone C era doppio duello: per il primato e per qualificarsi. Portorico, confermandosi abile a fare risultato quando conta, stende in rimonta la Turchia di Mazzon (75-71; Guirantes 21 Uzun 18), priva di Burke per motivi che al momento non ci risultano comunicati. :unsure: . Il Belgio delle meraviglie, con una serie di giocate da "ooh", "uuh", "aah" (specie un reverse al volo di Meesseman), batte con autorità l'Australia, 80-68 (Meesseman 22; Magbegor 15), nella rivincita della finale per il bronzo di Parigi '24.

:zip: - Gli ottavi iniziano già martedì con Ungheria-Giappone, pronostico aperto (chi vince va contro gli Usa: pronostico chiuso) e Germania-Corea, favorite le crucche a meno che soffrano la pressione di non fallire e le asiatiche abbiano la mitraglia bella carica (chi vince va contro il Belgio).
Mercoledì tocca a Cina-Portorico, favorite le nostre giustiziere di oggi (chi vince trova la Francia, e credo che nessuna delle due sia in grado di metterle le ruote fra i bastoni), e chiude proprio Australia-Italia, favorite come già detto le Marsupiali (chi passa sfida la Spagna).

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