- La giornata ideale per i cardiopatici, non per chi cercava emozioni. I quarti di finale del Mundial berlinese finiscono "tanto a poco" tutti quanti, e con andamento simile a certe gare di Formula 1 in cui uno prende il comando al primo giro e lo mantiene fino all'ultimo con ampio margine e senza mai rischiare. La sorpresa, ma solo per i pronostici della vigilia e per il blasone di chi ha perso, è l'uscita del Belgio per mano della Germania, ma la superiorità sciorinata dalle tedesche è stata lampante, cioè non dovuta a occasionali oscillazioni di rendimento.
- Gli Usa fanno a pezzi l'Ungheria e questo era ampiamente prevedibile, forse non in modo così brutale. Il 1° quarto si chiude 36-12 con un assist schiacciato a terra di Clark per l'accorrente Reese sulla sirena: tra le due presunte nemiche in realtà l'intesa è ottima perché l'una è un metronomo nei passaggi, l'altra seppur non raffinata tecnicamente è ottima concretizzatrice d'occasioni e sa sempre dove farsi trovare. Ma ovviamente non è questione di loro due o di altre singole, è una superiorità collettiva schiacciante. Le magiare, già paghe d'essere arrivate ai quarti, si rassegnano con fin troppa passività ma, come sovente diciamo citando non ricordo più chi, "è difficile combattere nella certezza di perdere". Finisce 108-56 (Collier 19 in 15', Clark 10+9 assist; Lelik 12, annullata Juhasz, 2 con 1/12).
Per la seconda volta dopo lo spavento contro di noi, le americane tornano ad essere i trattori di sempre. Basterà per arrivare al solito oro? Quantomeno sembra meno scontato di altre volte. - Anche la cavalcata della Francia sulla Cina era nell'aria, a meno che le transalpine non pagassero l'impatto con l'eliminazione diretta dopo un girone fin troppo dominato (mentre gli Usa avevano avuto quel sano spavento che ti alza l'attenzione per il prosieguo). Ma la Francia è sul pezzo e la Cina non ha armi per mettere granelli negl'ingranaggi. 48-31 all'intermezzo, 90-61 finale, punteggio quasi identico a quello che avevano fatto le americane contro il medesimo team asiatico. Johannès e Salaun 15, di là Xu Han fa la solita bella figura (21+9 rimba) ma la sua incidenza sul risultato è nulla. La Francia imperversa in contropiede, denudando la lentezza cinese; ingabbia l'immane Zhang Ziyu a mo' di panino (7 punti e 8 rimbalzi ma anche 7 perse), insomma sciorina una padronanza totale.
Strano a dirsi (considerate le mille medaglie europee e l'argento olimpico), per la Francia è la prima semifinale mondiale; aveva perso 6 volte su 6 nei quarti. - "Le jour de gloire est arrivé"; ma qui parliamo della Germania, a sua volta alla prima semifinale della storia, e nel suo caso è il massimo picco raggiunto dal basket femminile. I tedeschi hanno vinto la scommessa di organizzare il Mundial e fare anche bingo col risultato di squadra. Dinnanzi a 10.537 spettatori festosi, le crucche strapazzano un Belgio che ora, col senno di poi, possiamo definire ingiallito, con le eroine stanche dopo mille battaglie negli anni, ma che finora aveva fatto percorso netto e veniva dato favorito (circa 1.40 contro 2.60 nelle quote prepartita). In realtà non è che il Belgio sia stato molto al di sotto del suo standard; è che non ha trovato risposte a un meccanismo tedesco davvero scintillante e con chiunque entrasse in campo (10 elementi con almeno 10' d'uso e tutte a segno), mentre le Cats come al solito hanno avuto poco o nulla dalla panca a parte Lisowa-Mbaka. Qualche momento in cui le belghe si riavvicinavano c'è stato, ma la Germania le ha ricacciate con teutonica martellanza (11/31 da 3 ma anche eccellenti giocate collettive per l'appoggio da sotto). 42-35 all'intervallo; 93-74 finale (Fiebich 17+10 rimba, N. Sabally 16; Meesseman, solita immensa ma predicatrice in semi-deserto, 29 con 12/21).
- Infine la Spagna maramaldeggia sui resti dell'Australia, ancora priva di Alanna Smith e delle due che avevano giocato solo pochi minuti contro di noi, cioè Magbegor (addirittura crociato rotto, risulta) e Melbourne. In sostanza tre quinti dello starting five. Le iberiche approcciano feroci, segnano sempre (anche per loro, come la Germania, eccellente circolazione-palla) e fanno 58-37 all'intervallo; le Marsupiali possono solo limitare i danni ma cambia poco o nulla; 89-66 (Gustafson 16, la 2006 Martin 14; Bibby e Wilson 13).
Dobbiamo dirlo o tacere per non soffrire? Un'Australia così era un'occasione enorme per noi e l'abbiamo gettata. Almeno per arrivare ai quarti. Oltre, credo fosse impossibile, almeno per la qualità che le quattro vincenti di giovedì hanno messo sul piatto. - Dunque nelle semifinali, sabato, si avrà: Francia-Germania, inedito (a questi livelli) derbone centroeuropeo, favorita la Francia ma la Germania avrà tifo e fiducia dopo 4 vittorie in continuo crescendo (lontanissima la debacle dell'esordio contro le iberiche) e Usa-Spagna, favorite ovviamente le yankees ma avranno di fronte un'avversaria con armi e mentalità per provare almeno a giocarsela fino all'ultimo.
venerdì 11 settembre 2026
Mondiali (8) - Quarti: c'è solo Europa oltre agli Usa. L'onda tedesca sommerge il Belgio
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