lunedì 28 febbraio 2011

Cinguettii (164) - Maioranews e Frantinews: playoff più vicini

Il punto sulle due favorite speciali (a grande richiesta diventato mensile, da trisettimanale che era) -_- cominciando da Masha Maiorano. Eravamo rimasti alla fine di gennaio con Venezia appena eliminata dalla Coppa e in preda alla discontinuità in campionato. Poi è arrivato un k.o. costoso a Faenza, ma quando rischiava di complicarsi la corsa ai playoff è arrivato il colpo su Taranto, seguito da una vittoria abbastanza convincente a Pozzuoli e una sofferta oggi con Lucca. In sostanza Venezia arriverà quinta o sesta (difficilmente settima perché Como ha un calendariaccio, come abbiamo già notato) e poi proverà a inchiappettare una delle prime 4, sperando che non le capiti Taranto, ma alla fine non è neanche detto che cambi così tanto, una volta evitata Schio.

Sul piano individuale c'è poco da segnalare. La squadra ha trovato nuovi assetti con Kostaki, e per la Masha interzonale c'è ora una decina/dozzina di minuti, se non meno: 2 punti in 12' con Faenza, 0 in 10' con Taranto, 3 in 10' a Pozzuoli, 0 in 6' oggi con Lucca. :cry: Così la media punti stagionale è scesa a 4,1 in circa 18'. Fuori dal campo, da segnalare la partecipazione a un programma radiofonico su Radio Base, emittente locale; non siamo riusciti peraltro a seguirla. Una radio, ci pare, meritoriamente di sinistra, ma tanto per cambiare a rischio di chiusura per crisi economica. :sci3:

Cinque partite nel mese per Michela Frantini e la Virtus Spezia. Dopo il 3 su 3 di gennaio, la squadra si è confermata tra le più in forma del girone, portando a 6-2 il bilancio del ritorno con i successi su Pomezia, College Italia e Siena. Unici passi falsi nel derby con l'Olimpia (come già raccontato in un apposito Cinguettio) e sull'insidioso terreno di Napoli. In entrambi i casi la Virtus è partita forte, si è fatta raggiungere nel 2° quarto e poi staccare nel terzo, rimontando solo parzialmente nell'ultimo. Il che indica che margini di miglioramento ci sono, come abbiamo già detto nel commento su quella vista dal vivo col College; e d'altronde nessuna delle 3 vittorie di questo mese è catalogabile come impresa (mentre lo erano quelle su Ragusa e Battipaglia a gennaio). Però con Muciniece al posto di Piotrkiewicz, e in generale crediamo con il ritmo martellante degli allenamenti, c'è una solidità difensiva maggiore che all'andata, e lo si è visto nella vittoria di ieri a Siena (49-56), che complice la sconfitta di Viterbo mette le spezzine a un passo dai playoff: per ora seste (anche grazie al calo di Siena e Battipaglia), Orvieto è acchiappabile al quinto, difficile andare oltre. Marzo propone un calendario duro. Poi si tratterà di ribaltare il fattore-campo al primo turno, proprio come Venezia e Maiorano.
Sul piano individuale, Frantini ha mostrato in quest'ultimo periodo la tendenza a partire forte calando alla distanza. Lo si è visto nel derby, a Napoli, anche ieri a Siena dove era a 9 all'intervallo e tale è rimasta alla fine (si legge comunque di una sua buona difesa su Consolini). Stranamente, all'andata era il contrario: partiva piano piano e poi cresceva. Se trova continuità sui 30-35 minuti d'impiego che le vengono richiesti, può diventare quella trascinatrice che la Virtus s'aspetta da inizio anno e che la Miky universale ha tutti i mezzi per essere. Esploderà nel momento giusto? :unsure: Contro il College, come già detto, mi è piaciuta nei passaggi al di là delle antiche arti triplistiche; dal punto di vista fisico m'è parsa tonica.
Intanto le cifre del mese nel dettaglio: 12 punti nel derby di Spezia (1/2 da 2, 3/6 da 3), 9 con Pomezia (3/5, 1/3), 8 a Napoli (2/6, 1/8 ma 8 rimbalzi e 5 recuperi), 14 col College Italia (2/4, 3/9) e 9 ieri a Siena (0/1, 3/10). La media stagionale è di 9,9 punti in 30 minuti col 38% da 2 e il 29% da 3 più 4,3 rimbalzi per 5,7 di valutazione.

sabato 26 febbraio 2011

Cinguettii (163) - Eurolega: Taranto sculacciata; il "vecchio" avanza

"E' tutto come l'anno scorsoooo, con Nico che fa il bagninoooo...": :blink: lo cantava ossessivamente un mio amico al mare, parecchio tempo fa. Qui non siamo in spiaggia ma sui parquet europei, però lo slogan s'adatta alla bisogna, perché le serie dei quarti di Eurolega sono già tutte finite sul 2-0, e tre delle 4 finaliste sono uguali al 2010 (unica differenza, Salamanca al posto di Cracovia: che se s'invertiva l'esito della loro serie, era un "repeat" totale). Sembrava una stagione di novità sul panorama europeo, col tramonto delle russe, e invece ci sarà una semifinale tutta russa e una tutta spagnola, a confermare che chi comanda, salvo intrusioni sporadiche, sono sempre queste due nazioni, forse stavolta con qualche chance in più per le iberiche, anche se Ekaterinburg è la favorita.

Lo ha dimostrato, Ekaterì, umiliando Taranto , davanti a quasi 3000 spettatori, in una maniera forse mai vista a livello di quarti, perlomeno in trasferta. 32-74 il finale, Cras tenuto a 13/44 dal campo e 22 perse contro soli 5 recuperi. :cry: Unica in doppia cifra Young con 12; di là Parker con 16 e Stepanova con 10, ma sono numeri di pura cronaca perché la partita è durata due quarti. Certo gara-1 aveva illuso che il gap fosse meno ampio, ma onestamente era stata una facile profezia quando si diceva che l'Eurolega di Taranto poteva al massimo arrivare ai quarti, vista la rotta di collisione con l'iceberg russo. S'è rivista Greco (ma 0 punti), in compenso non ha giocato Wambe: strappo al polpaccio alla vigilia. Certo è un po' stridente il risultato finale con i mille proclami che si sono letti sui giornali tarantini in questi giorni: "ce la giochiamo", "siamo lì", "non sono imbattibili". Ma del resto cosa dovevano dire? Che era meglio non sprecare energie e pensare al campionato? Archiviamo il miglior risultato italiano dal 2002 a oggi e riproviamoci l'anno prossimo.
Discorso diverso per Schio, che vedendo lo Spartak Regiondimosca volare alle finali con un secco 2-0 sul favorito Fenerbahce, può rodersi unghie e quant'altro pensando che aveva impegnato le quadri-campionesse in carcia ben più di quanto abbiano fatto le turche, clamorosamente scioltesi nel momento della verità dopo non aver perso neanche una partita fino agli ottavi compresi. Sembrava che anche senza Taurasi e Taylor potessero farcela, invece dopo il crollo nel 2° tempo di gara-1, ne è arrivato un altro ancor più netto (74-56), con McCoughtry che ha steccato per la seconda volta, lei che doveva far scordare la Divina Diana. Il coach del Fener, Ratgeber, ha parlato di "giocatrici poco forti mentalmente". Invece di là 22 di Prince e 13 di Bird. Complimenti allo Spartak che pur senza più tante superstar ha ottenuto la quinta final four di fila.
Salamanca ha vinto abbastanza facile a Cracovia sfruttando l'accoppiamento più favorevole; Valencia con più sofferencia (ah ah) a Bourges ma stesso risultato. Un saluto alle ex italiane, ora valenciane, Martinez e Brunson che sicuramente ci leggono. :roftl:
Un'ultima nota su Taranto: dopodomani torna in campo in una delicatissima trasferta a Como. Avrà un crollo psicofisico dopo la batosta o prevarrà la voglia di riscatto? Tutti davanti alla tv.

Cinguettii (162) - Riassunto lombardo: A2, di peggio in pessimo; B1, Cantù esulta a Vittuone

Come abbiamo già accennato nel "punto" sull'A2 Nord, l'altroieri, la situazione del trio lombardo volge decisamente verso un playout di massa. :cry: A 6 giornate dalla fine, Biassono deve recuperare 4 punti, Crema 6, Milano 8: questo il responso dell'ultimo turno, che ha visto un nuovo tris di sconfitte. Il Sanga se l'è giocata fino quasi alla fine ad Alghero: a metà 4° periodo ha sorpassato da -7 a +1, ma poi ha ceduto bruscamente come all'andata (59-48; bene Pastorino, 14 con 5/7 + 6 rimbalzi; francobollata Gottardi; a secco Rovida). Biassono, pure lei in Sardegna, è invece uscita subito di scena contro uno scatenato Cus Cagliari: 41-19 all'intervallo, 61-32 il 3° quarto, poi una mini-riscossa con Galbiati (20) e Contestabile (16), ma era tardi (75-60). Chi piange più di tutte è però Crema, non tanto per la sconfitta a Udine, ampiamente prevedibile (70-53) ma per un infortunio a Barbiero che pare proprio aver chiuso la stagione della veterana: oltre alla perdita pesante in sé, sia per tecnica che per leadership, piove sul fradicio perché nel reparto-lunghe c'era già il buco di Cerri infortunatasi in prestagione... :woot:

In B1, girone "A1", fondamentale vittoria per Cantù Vittuone (57-62), con "appena" 35 punti di Maffenini (13/27 dal campo, 9/15 ai liberi, 11 rimbalzi; mancava solo che cucinasse pasticcini in campo, visto che è il suo mestiere nella vita :yes: ). Vittuone torna ultima da sola vista la vittoria di Genova. Valmadrera passa a Torino (50-65; Bussola 14) e torna prima grazie al k.o. inatteso di Biella. Riposava Costamasnaga.
Nel girone "A2", Bergamo perde con Sarcedo (43-52).
Nel girone "B1", continua la scalata di Cremona, che straccia Cavezzo a domicilio (63-81; 24 per la divina Colico, 19 per la giovane Cigoli; 12/29 da 3 di squadra) e si porta a -2 dalla vetta. Benone anche Broni che sbanca Fiorenzuola (65-82). Quinta in fila per Carugate: 73-58 su Forlì (Calastri 22+17 rimbalzi). Torna a vincere Usmate: 51-48 su Lodi.
In B2 lombarda, turno agevole per Villasanta e Albino che restano sole al comando in virtù del riposo di Rho. Importante per Giussano la vittoria 72-70 nel derby con Cucciago, agganciando appunto Rho al 3° posto.

Cinguettii (161) - A1, Castigamacchi frustra allo scadere il capolavoro-Geas

Dopo la sconfitta con Parma, di cui abbiam già parlato, arrivava subito per il Geas il più improbo degli impegni, in casa di un Famila che aveva demolito con +40 e passa Faenza e Napoli, su quel campo. Con Schio al completo e Sesto senza Ujhelyi, dopo aver giocato così-così 3 giorni prima, c'erano le premesse per una batosta. :wacko: Invece, in una quasi fotocopia dello scorso anno, il Bracco ha resistito a tutti i tentativi di allungo scledensi (compreso il +12 a inizio ultimo quarto), per poi impattare e sfiorare il colpaccio nel finale: 12 mesi fa riuscì, stavolta no.

Pirotecnico il botta-e-risposta avvenuto all'incirca tra il 35' e il 38'30": Pastore a segno in arresto e tiro e poi in accelerazione (63-57); due liberi di Zanon; mattone di Erkic, transizione Geas con assist di Haynie per Summerton (63-61); canestro di Yacoubou ben servita in area; persa Geas; ancora Yacoubou con "leggiadro" palleggio-arresto-tiro tabellato da centro area (67-61); palleggio-arresto-tiro di Zanon; 1/2 di Pastore (68-63); Twehues tripla impossibile dal lato destro senza neanche prendere la mira; recuperata Geas; 1/2 di Summerton (68-67). :clap: Davvero una sequenza da due grandi squadre.
Nell'ultimo minuto e mezzo , contrassegnato invece da errori fino allo scambio di canestri finale, il Geas ha anche avuto due volte la palla del sorpasso: dal 68-67 c'è stato uno sfondo di Haynie, poi uno 0/2 ai liberi di Yacoubou (tremenda la sua tinta bionda ai capelli), una tripla un po' affrettata da Twehues fuori, un errore in area di Yacoubou che però si è riscattata recuperando palla in difesa; indi un 1/2 di Erkic a -22" (69-67) e il pareggio di Summerton su un'ottima combinazione con un'ispiratissima Zanon (19 punti di cui 11 nell'ultimo quarto; molto bene anche l'altra ex di turno Zanoni): taglio a centro area "in parallelo" alla penetrazione di Manuela, assist e appoggio. Timeout, rimessa a -8" in zona d'attacco, palla a Macchi marcata da Zanoni, un paio di palleggi spalle a canestro per avvicinarsi, poi un terzo tempo con sublime "semigancio-sottomano" (direi una via di mezzo) dai 3 metri circa, a centro area e bersaglio a -2": 71-69:o: Poi Zanoni tentando da metà campo si fa male alla caviglia (sembra in modo non grave ma non so se gioca domenica a Faenza).
Si conferma dunque che il Geas si può piegare ma non si spiezza mai, nemmeno con Schio. Lasciando perdere le prime 2 giornate di andata, per il resto ha avuto 4 sconfitte tutte all'ultimo tiro. Anche se va sotto di 10-12-15, poi recupera. La cosa curiosa è che sui giornali scledensi si legge che "il Famila ha giocato male": e può anche essere (ci sono stati 20 punti di Macchi e 15 di una pimpante Pastore, ma non hanno inciso né McCarville, né Masciadri né altre, ci pare) così come può essere che aver vinto 2 volte di 40, e trovarsi un'avversaria menomata, possa aver indotto un rilassamento, ma in realtà, come abbiamo già detto, è il Geas ad aver la grossa qualità di far giocare male chiunque si trovi di fronte quest'anno (oltre, nell'occasione, ad aver sicuramente giocato bene). Vero è che, specie se togli un'Ujhelyi, sembra trovarsi più a suo agio nella parte di "succhiaruote" piuttosto che a "fare la partita"; però intanto qualche tarlo nel cervello di Schio può anche averlo messo, perché se ci sono volute 7 camicie di sudore per battere Sesto senza il suo pivot titolare... Però le mezze vittorie non fanno punti, e dunque domenica a Faenza serve un'impresa "intera", altrimenti l'ingresso tra le prime 4 torna in discussione, specie se Adriana & C. recuperassero il -10 dell'andata.

venerdì 25 febbraio 2011

Cinguettii (160) - Le memorie di coach Fossati (2): in Russia con stupore

Abbiamo iniziato l’altro giorno a raccontare qui “Viaggio con le donne” di coach Fabio Fossati. La parte più interessante, e non a caso centrale nel libro, a mo’ di spartiacque tra i periodi a Como e a Schio, è quella della sua esperienza in Russia, tanto breve quanto rocambolesca, da gennaio a maggio 2004. Fossati è reduce dalla sconfitta in finale contro Taranto alla guida di Como, alla quale è seguito il mancato rinnovo del contratto, comunicatogli troppo tardi per trovare un'altra squadra. Inizia la stagione 2003/04 come commentatore Rai, ma come un po' tutti gli allenatori disoccupati che si riciclano come telecronisti, freme dalla voglia di tornare in campo. Subito dopo Natale riceve una proposta dalla Dinamo Mosca, e dopo un consulto con la famiglia decide di accettare.

Nel giro di poche ore si trova catapultato in un mondo al limite del surreale (anzi, spesso ampiamente oltre). Siamo all'inizio dell'epoca “dorata” dei club russi, coincidente col declino di quelli italiani (infatti Fossati, raccontando la stagione prima, sottolineava come Pennestrì avesse bruscamente decretato un disimpegno dall'Eurolega; e nel frattempo finiva anche la “grandeur” parmense). <_< Tanti danari da buttare, di provenienza e finalità dubbie: emblematica la frase di un dirigente della Dinamo che, quando Fossati gli chiede il perché di un ritiro di 10 giorni sulle rive del lago Balaton prima di una trasferta di coppa in Ungheria, gli risponde: "I must wash money" (devo lavare, cioè ripulire, i soldi)... :woot:
Straniere viziate (se una non vuole giocare perché l’ambiente non è ben riscaldato, le danno 1000 dollari per tenerla buona) e ingestibili, come Michelle Snow, vista poi anche a Parma, che ne combina di tutti i colori. E un'organizzazione caotica in cui non si capisce chi comanda: perché c'è la Polisportiva Dinamo con dei dirigenti, la sezione basket con altri, e poi il famigerato (e defunto) Shabtai von Kalmanovic che fa da “supervisore” (nonostante all'epoca fosse presidente di Ekaterinburg) e una volta, prima della semifinale di Fiba Cup, minaccia Fossati di ammazzarlo se terrà fuori squadra Snow per motivi disciplinari; oppure un'altra volta gli dà appuntamento in una sauna di Mosca dove approfitta per tenere una riunione d'affari con certi faccendieri, alla quale Fossati è costretto ad assistere. Insomma, roba da romanzo più che basket. Anche i contrattempi: ad esempio, una volta che si presenta per l'allenamento gli dicono che è annullato perché il campo serve all'Aris Salonicco, avversario della Dinamo maschile, allora Fossati per protesta fa un sit-in in mezzo al campo e deve intervenire il glorioso Yannakis per convincerlo a desistere... :o: Tant’è che il Nostro, dopo poche settimane, pensa di tornare indietro, ma il pensiero delle risate altrui per un suo fallimento lo induce a resistere.
Così, blindato nel gelo dell'inverno moscovita in un appartamento di fronte al palazzetto, con la famiglia rimasta in Italia, si dedica al basket 24 ore su 24, cercando di portare un po' di metodo e disciplina in quel bailamme, e in qualche modo riesce ad arrivare alle final four di Fiba Cup, mentre in campionato c'è poco da fare contro le vere "big", anche se quella Dinamo ha, oltre a Snow, Shannon Johnson, Kiesha Brown, Natalia Zassoulskaja e altre che vanno e vengono a seconda delle lune di von Kalmanovic o di imprevisti vari: ad esempio, Johnson pianta tutte per una tournée con la nazionale Usa, Brown invece perché si scopre che la sua naturalizzazione russa è falsa e rischia l’arresto…
Alla fine Fossati riesce a togliersi qualche soddisfazione e a farsi apprezzare: ottiene il rinnovo del contratto e la possibilità di guidare il mercato per la stagione successiva; ma poche settimane dopo gli arriva un'offerta da Schio, allora mostra il dito medio ai russi (i quali se la prendono un po’) e torna in Italia.

Pictures of you (15)

 

image
Geas-Parma (20/2): Sauret ha concluso in contropiede, Twehues può solo guardare.

image
Geas-Parma: una lotta a rimbalzo.

image
Geas-Parma: Battisodo ha depistato Haynie e invoca la palla sulla rimessa da fondo, ma Sauret le dice: "A Vale', anche se te la passo, nana come sei, cosa te ne fai lì sotto?" :wacko:

image
La festa finale di Parma: coach Procaccini va a raggiungere il gruppo.

image
Il Geas in passerella al Forum di Assago durante una partita dell'Armani Jeans Milano maschile (per la cronaca, l'AJ ha perso, mentre quando era venuto il Sanga aveva vinto). [foto da geasbasket.it]

image
Era già nostra idola, ora di più: Gaia Angelo (indicata dalla freccia), ex giocatrice di Varese e Alessandria ora in B1 a Biella, regge un cartello durante la manifestazione delle donne contro Berlusconi il 13/2 [foto dalla prima pagina della Prealpina].

image
La non piccola Inga Muciniece insieme al patron della Virtus Spezia, Brunetto [foto Stefano Stradini].

image
Katie Douglas di Valencia, top scorer dell'andata dei quarti di Eurolega, in azione contro Bourges. [foto dal sito Fiba]

giovedì 24 febbraio 2011

Cinguettii (159) - A2: il College va a lezione a Spezia (2): giudizi assortiti

Abbiamo parlato 'sto pomeriggio di Virtus Spezia-College Italia visionata ieri; dopo una cronaca spiccia dell'ambiente e della partita (che non ha avuto storia), per la quale vedi qui, rimangono da dare alcune impressioni.

- Virtus Spezia. La squadra è ben piazzata fisicamente; è vero che al Sud di lunghe "vere" ce n'è parecchie, però una coppia come Vujovic-Muciniece è una bella corazzatura. Nell'occasione bisogna considerare la fragilità delle pariruolo avversarie, ma la Dunja "from Sarajevo & Villapizzone" :P c'ha comunque ben impressionato sul piano della reattività, anche nelle corse a tutto campo, e della concretezza (4/9 da 2, 7/7 ai liberi, 8 rimbalzi), aspetto quest'ultimo che ai tempi di Crema (l'ultima volta che l'avevamo vista in A2) le difettava un po'. Credo che lavorare con un coach da A1 come Agresti le possa far bene. Muciniece è la donna coi polpacci più grossi che abbia mai visto; :woot: indubbiamente in area è una presenza sia in attacco che in difesa; il problema è che la mano non è sartoriale: s'è mangiata dei canestri allucinanti e non m'è parso che fosse solo per una serata storta... Diciamo che è un'arma notevole ma è meglio non dipendere da lei per l'attacco. Gorla, Baggioli e De Scalzi han fatto il loro giocando poco (ovviamente Agresti ha dato spazio a tutta la panca, comprese Canova, Carbonell e Mandonico). Su Frantini approfondirò nell'apposito punto mensile; ha segnato 14 punti con 2/4 da 2 e 3/9 da 3 tra cui un gioco da 4 punti con tripla dall'angolo più fallo: da alcune esecuzioni (anche nel passaggio) si vede la sua provenienza da categoria superiore; deve ancora, a mio parere, mettere la sua impronta sulla squadra e sulla partita per tutti i minuti in cui è in campo e non solo a tratti. Può e deve farlo.
In generale, la Virtus si vede che è molto allenata, tonica sul piano fisico; difficile farle le pulci in una partita in cui era a +30 dopo 24', ma ho l'impressione che manchino un paio di elementi che tengano in mano le redini della squadra, e non intendo per forza il play (Donati vorrei rivederla in una partita più probante): può essere anche una lunga o un'esterna, questo tipo di giocatrice. In poche parole, una leader, una la cui personalità faccia da evidente e costante punto di riferimento. Così mi pare una squadra con molte buone esecutrici ma non molte pensatrici (non so se mi spiego) col rischio di viaggiare troppo su emotività e improvvisazioni nei momenti difficili. La scommessa è arrivare ai playoff in buone condizioni e non troppo in basso nella griglia, fottendo un'avversaria piazzatasi tra le prime quattro ma magari più spremuta.
- College Italia. Non voglio dare giudizi "scolpiti" dopo aver visto una sola partita di queste ragazze, l'unica delle quali avevo già visto all'opera era Francesca Melchiori ai tempi in cui impazzava al Cavallino Bianco. Certo non è stata una serata brillante per la squadra: la rimonta finale, oltre che tardiva, è stata frutto delle rotazioni e del rilassamento della Virtus. Sulle singole non ho fatto certo uno "scouting" sistematico, quindi dico solo che le più pronte adesso mi sono parse le gemelle Dotto (ma lo erano già ai tempi di S. Martino, del resto) e Reggiani, cioè il reparto play-guardie che però mi paiono di fisicità limitata; Masoni quella col potenziale maggiore anche se con identità tecnica da creare (ovvero: che ruolo avrà? Cosa farà di preciso?); mi è piaciuto qualche 1 contro 1 di Pertile (sia andando fino in fondo che arrestandosi dalla media; considerando la buona statura è interessante) e qualche lampo di Terenzi. Però ho anche visto un paio di ragazze, senza far nomi perché comunque può essere stata una giornata-no, troppo sotto uno standard accettabile: e non parlo di errori, anche banali, che ci possono stare a quell'età, ma di difficoltà congenita nell'eseguire movimenti semplici.
La mia perplessità maggiore non è legata al progetto in sé, che penso tuttora che vada sostenuto perché non può fallire, ma sull'utilità del giocare in A2 con una squadra "all under" contro squadre di semi-professioniste navigate che fanno tutto un altro tipo di basket. Dice: ma così imparano a reggere i contatti, a superare difficoltà serie, a leggere le difese tattiche eccetera. Vero, però viste così mi paiono troppo distanti da quel livello. O meglio, le piccole ci stanno anche benino, dal punto di vista dei fondamentali, atletismo, eccetera, ma una lunga di 17-18 anni, dal punto di vista cestistico, non è come una piccola della stessa età. Così finisce per prendere botte in area o stazionare a 5-6 metri dal canestro: magari ogni tanto la mette, ma non sarebbe il suo mestiere in una prospettiva d'alto livello. Anche se, d'accordo, per la futuribilità di una giocatrice è meglio farle sviluppare un gioco perimetrale e non solo in area. Di certo però le piccole non imparano, se non in parte, a servire le lunghe, perché il gioco interno, a difesa schierata, è troppo arduo da praticare contro squadre col doppio dei muscoli.
In generale, io penso che le giovani migliorino di più, anche in allenamento, se hanno almeno un paio di veterane a supporto: ad esempio, mi piace il Gymnasium Napoli che ha sì tante ragazzine ma anche qualche elemento navigato a dare solidità e leadership, così i difetti delle "baby" si coprono e i pregi vengono valorizzati. Ma ovviamente il progetto-College non può che funzionare così e quindi la nostra è solo una considerazione che facciamo come se si trattasse di una squadra qualunque. La domanda finale a cui rispondere è: la squadra sta facendo progressi dall'inizio della stagione? Il fatto che all'andata, con la Virtus Spezia, abbia perso di 3 mentre al ritorno s'è fatta asfaltare, non fa pensare di sì. Ma se una rondine non fa primavera, un rospo non fa inverno. Di certo, però, le sconfitte, per quanto messe in preventivo, rischiano di creare depressione.

Cinguettii (158) - A2: il College va a lezione a Spezia (1): la partita -

Perché farsi 450 chilometri, con 5 ore di macchina tra andata e ritorno, per vedere un Virtus Spezia-College Italia infrasettimanale di A2 Sud, non esattamente un big match essendo di fronte la settima e l'ultima? :unsure: Intanto perché il College, com'è noto, è pagato dalla federazione e quindi io, da paladino del contribuente, dovevo verificare che i soldi pubblici siano spesi bene. Poi perché nella Virtus giocano Lalla Gorla, Dunja Vujovic e Cilly Canova (quest'ultima inserita tra le 10 al posto dell'infortunata Crescenzo; poi sempre per la serie lombarda, da un mese o due c'è pure l'ex comasca Mandonico) che sono transitate per più edizioni al torneo di Binzago, non so se mi spiego. E poi, ammettiamolo pure, mi ero rotto il cazzo di non veder giocare Michela Frantini: perché l'anno scorso giocava solo scampoli di partita, quest'anno è migrata nell'altro emisfero e dunque nisba totale. :cry:

Due parole devo spenderle per il PalaMariotti di Spezia. Sta in una zona industriale, vicino al mare, in uno di quei classici grovigli liguri fatti di colate di cemento oggi alquanto fatiscenti; davanti all'ingresso in uso oggidì, peraltro sul lato opposto a quello ufficiale (lieve peregrinazione per trovarlo), è accampata una specie di tendone da circo con annesse baracche, tubi e quant'altro.
Il palasport, in sé, è una piazza d'armi: gradoni immensi, anatomicamente pensati per spettatori di 2 metri e 15; una capienza di almeno 600-700 persone aumentabile di 300 con tribune estraibili sul lato opposto; temperatura "invernale" e preoccupante macchia d'umido intorno a metà campo (si ricorderà che il primo derby a novembre fu rinviato perché pioveva dentro); inoltre, su altri piani della struttura, si vede gente all'opera tra taekwondo, danza, un bar e sa Iddio cos'altro. :wacko: Meno gente la si vede sulle tribune, visto che anche contando i parecchi arrivati a partita in corso, si arriverà a un centinaro scarso di presenze; del resto l'orario di mercoledì alle 18.30 non è comodissimo, come detto non è un big match, e poi la Virtus ha solo una minoranza di pubblico rispetto all'Olimpia, la squadra tradizionale cittadina. Da segnalare la presenza della coppia di boss biassonesi Beretta-Marchini insieme a papà Gorla.
L'abbiam tirata in lungo perché sulla partita c'è poca cronaca, quasi nulla. A metà 1° quarto la Virtus già allunga con Frantini e la superiorità enorme della coppia di torri Muciniece-Vujovic rispetto alle tenere lunghe collegiali, anche se la lèttone si mangia canestri enormi. Il College fa una fatica boia a produrre gioco contro la uomo ben stretta delle spezzine: perdono tanti palloni, non la mettono da fuori e ad entrare in area pagano dazio fisico, anche se qualche sporadica penetrazione c'è. Pressano a tutto campo per 40' e questo rende poco tattico e molto caotico il gioco: a sprazzi le palle rubate dal College ci sono pure, ma varie altre volte il pressing è saltato e la Virtus segna facile da sotto. Quando poi il College fa zona (dopo il pressing, s'intende), è agevole per le spezzine bucarla da 3 o dalla media. Insomma sembra una partita tra una squadra senior e una giovanile... e infatti è proprio ciò che è. 28-8 a inizio 2° quarto, poi c'è una mini-riscossa College in contropiede (30-19) ma con 6 punti delle lunghe la Virtus ristabilisce un 38-20 all'intervallo.
A inizio ripresa il massacro con un parziale di 13-1 di Frantini, De Scalzi e Vujovic: ovvero 51-21 al 24'. :woot: Si potrebbe anche pigliare la via del ritorno, ma le collegiali di qua e le milanesi di là van seguite fino in fondo; e dunque c'è tempo per vedere un po' di riscossa delle giovani di Star Lowfield (Stella Campobasso), che rubano svariati palloni, mettono anche qualche discreto arresto e tiro e rendono più dignitoso lo scarto: 67-52 alla fine. Nel dopopartita avevo una battuta pronta per Agresti, coach Virtus: "Gioisci, uomo fortunato, che in due anni consecutivi hai avuto prima Maiorano e poi Frantini". :yes: Ma il tipo ha l'aria incazzosa e dunque niente, solo una stretta di mano col patron Brunetto, due parole con le Dunja-Lalla-Miky nazionali e poi via. Impressioni sulle squadre e le singole seguiranno prossimamente.

Cinguettii (157) - A2: la situazione nei due gironi

Siamo in vena di fare punti, per cui sotto con l'A2, che in definitiva non ne abbiamo mai fatti quest'anno, se non a spizzichi e bocconcelli.

Girone Nord: 6 giornate alla fine. Il vertice è saldamente in mano a un gruppo di 4 squadre che fin dall'inizio ha fatto corsa a parte. C'era anche la Virtus Cagliari, ma dopo l'infortunio di Carta ha perso terreno. Bologna (32p.) e Udine (30) erano attese, la sorpresa è Bolzano (30) che avendo azzeccato alla grande la straniera (Kurpniece) ci ha costruito intorno una stagione di vertice. E ha appena battuto Bologna. A nostro parere la squadra con più talento puro è però il Cus Cagliari (28) delle varie Fabianova, Brunetti, Arioli, Gibertini, però è più discontinuo. Detto della Virtus (24), c'è poi una fascia media con risultati ora buoni, ora mediocri: S. Martino (22), Borgotaro (20, che in casa, nel suo covo infrattato tra le montagne, non sta più sbagliando), e il trio Vigarano-Alghero-Marghera (tutte a 18), di cui la prima è calata dopo la partenza forte, le altre due al contrario erano pericolanti all'inizio ma si son tirate su bene. Sembra già quasi definita la zona-playout, e guarda caso ci sono le 4 squadre che non hanno la straniera: il trio lombardo Biassono (14, Invernizzi come Godot: l'aspetti, non si sa se arriva, ma non è detto che se arriva risolva i problemi)-Crema (12, tegolaccia il k.o. anche di Barbiero dopo Cerri)-Milano (10, segnali di competitività nelle ultime ma i risultati latitano). Infine Cervia (4) dovrebbe fare un miracolo solo per non arrivare ultima: si scalda per i playout in attesa di Carangelo.

Girone Sud: qui mancano 7 giornate ma essendoci il riposo a turno c'è chi ne ha 7 da giocare e chi 6. L'infrasettimanale di oggi ha ingravogliato la vetta perché han perso sia Alcamo (17v-5p) che Chieti (16-5), quest'ultima nello scontro diretto con l'Olimpia Spezia (17-5) che dunque è tornata in cima. Tutti s'aspettano ancora che Alcamo prima o poi domini, ma finora non è successo: per carità, forte ma non spaziale. Ragusa (15-7) e Orvieto (14-8) stanno facendo un buon campionato, dovrebbero contendersi la quarta piazza. Ma attenzione al fattore-infortuni, perché c'arriva notizia che Georgieva, la straniera di Chieti, s'è fatta male ieri, non sappiamo se recuperabile o meno. :unsure: Al sesto posto s'è issata una Virtus Spezia (12-9) in crescita, anche se domenica s'è frenata a Napoli; al momento ha appaiato Battipaglia (12-10) che invece è in forte calo (4 k.o. nelle ultime 5: si vocifera di dissidi interni, ma un dato di fatto è un roster cortissimo che forse sta pagando dazio alla distanza). Subito dietro c'è Viterbo (11-10), attualmente nell'ultima piazza-playoff: a nostro parere è un buon roster, che vale anche qualcosa di più, sta salendo. Invece è in crollo Siena (10-11) che era partita bene ma andando sopra il suo potenziale reale. Occhio invece a Pomezia (9-12) e Napoli (9-12) che stanno risalendo nel ritorno, anche se oggi le partenopee ne han prese un sacco e una sporta. Insomma una bella lotta tra 4 squadre per 2 posti. Troppo ritardo, invece, per Ancona (7-15), anche se ora va meglio, e già con mezzo piede ai playout Firenze (6-15), con un piede intero Rende (4-18) e College Italia (2-19). Rende però, ci dice una veterana di 'sto girone, è un campo minato specie in ottica playout.

Cinguettii (156) - A1: scenari a 4 giornate dalla fine (più recuperi)- 2: zone medio-basse

Ieri parlavamo delle prospettive per le squadre attualmente dal primo al settimo posto (vedi pag. precedente). La vittoria di oggi di Schio sul Geas, di strettissima misura peraltro, non cambia molto nel discorso, se non il fatto che il Famila ormai può permettersi di perdere 3 delle ultime 5 partite, compresa quella con Taranto entro 27 punti di scarto (ovvero l'ipoteca sul primo posto è totale), mentre Sesto semplicemente non guadagna un "bonus" da spendere domenica a Faenza; considerando improbabile uno scivolone di Umbertide con Napoli, sia che vinca sia che perda con Adriana e socie, la successiva sfida sestese con Ballardini & C. è un virtuale spareggio per il terzo posto (o secondo se Taranto perderà varie trebisonde nei recuperi). :unsure:

Chiusa la parentesi, vediamo una scorsa rapida a 'ste zone medio-basse.
- 7°-10° posto. C'è un bel grumo di 4 squadre in un fazzoletto di 2 punti, e sono davvero storie tese perché qui non si tratta di piazzarsi quarto piuttosto che sesto, buono per l'onore ma non vita o morte: qui si tratta di farsi una bella vacanza nel primo turno di playoff (salvo miracoli) e poi le vacanze vere, oppure di rischiare la cotenna in un playout dove materassi non se ne vedono (nemmeno Pozzuoli). Di Como (8v-10p), che penzola tra questa fascia e quella sopra, abbiamo già parlato ieri, ma ricordiamo che ha in calendario: Taranto, a Venezia, a Priolo, Parma, ovvero un mezzo inferno. Deve piazzare il colpo domenica col Cras, pochi cazzi o sono cazzi. :wacko: Il rischio serio è di giocarsi tutto con Parma all'ultima. E perdura il problema delle assenze: di Vilipic non ho notizie fresche, Donvito pare che debba rimandare il rientro. :cry: Delle 3 a quota 14, Lucca (7v-10p) ha qualche potenziale aiuto dal calendario, avendo nelle ultime due Napoli in trasferta e Faenza in casa: entrambe potrebbero aver già definito la posizione. Domenica va a Venezia, poi la vera partita-chiave in casa con Parma; e ha anche un recupero in casa con Taranto. Insomma le occasioni ci sono, se dopo aver fatto 30 la matricola di Diamanti riesce a far non 31, ma 33, andando ai playoff. Però credo che la maggioranza, tra cui noi, scommetterebbe su Priolo (7v-11p), che è in pole position dopo aver battuto Lucca domenica e recuperato di 1 solo punto la differenza canestri, avendo già un +1 anche con Parma! Non grasso che cola, di più: lardo, strutto. Se vince a Napoli domenica e poi in casa con Como (meglio se ribaltando il -7 dell'andata), cosa non impossibile (la chiusura è a Faenza e con Umbertide, più difficile), è quasi a posto perché per fregarla, una tra Parma e Lucca dovrebbe vincere 3 partite: arduo. Infine Parma (7v-11p), che s'è sì rilanciata battendo Priolo e Geas (insperato far 4 punti contro quelle due), ma il calendario recita: Schio; a Lucca; Taranto; a Como. Far più di 4 punti è durissima ma 4 punti rischiano di non bastare. :(
- 11°-12° posto. Qui è più facile: le partenopee sono già blindate in questi bassifondi, e non è nemmeno detto che sia una disgrazia perché possono cominciare fin d'ora a prepararsi ai playout. A Napoli lo scorso andò bene, mentre Livorno che aveva lottato fino a 2 giornate dalla fine per i playoff took it in that place (lo prese in quel posto). Napoli ha un +4 sulle rivali ma c'è ancora il derby di ritorno, Pozzuoli è 1-0 e gioca in casa. Un riaggancio ci può stare, ma solo se le solforose ne battono anche una tra Umbertide, Geas e Taranto: mica facilissimo. In ogni caso è solo un antipasto dei playout.

mercoledì 23 febbraio 2011

Cinguettii (155) - Le memorie di coach Fossati (1): chiamale, se lui vuole, emozioni

Ai tempi dell'Opening Day dissi che avevo acquistato il libro di memorie cestistiche di Fabio Fossati, "Viaggio con le donne", e promisi di farne un resoconto. Siccome poi sono stato preso a scrivere la mia, di autobiografia (s'intitola "Dall'oratorio al Pulitzer" :sleep: ), ho rimandato di qualche mese. Lo spirito del libro di Fossati posso sintetizzarlo prendendo spunto da una frase di Viviana Ballabio intervistata da Superbasket di questa settimana: "Fossati mi ha messo a disposizione un basket fatto di emozioni". E in effetti è soprattutto questo che lui racconta: non schemi, tattiche o esercizi, anche se ovviamente qualche spunto c'è, ma le sue intense sensazioni lungo un periodo di 8 stagioni, dal 1999/2000 al 2006/07.

Il racconto è in ordine cronologico ma i particolari sui nomi, le situazioni, le avversarie eccetera sono alquanto sfumati (immagino volutamente), per cui chi non era addentro al femminile in quel periodo potrà penare un po' per capire certi riferimenti. Ma alla fine è molto interessante per rivivere, oltre alle esperienze d'alto livello di Fossati, il clima di quella che a mio avviso è stata un'epoca di transizione, con certe "grandeur" degli anni '90 ormai appassite ma non del tutto tramontate, l'aumento delle straniere e un equilibrio al vertice tra un manipolo di potenze (ora Priolo, ora Parma, ora Schio, ora Taranto, ora gli ultimi sussulti di Como) certo maggiore che nei 3 decenni precedenti, dominati da una dinastia ciascuno, ma anche del presente, in cui solo Schio e Taranto appaiono rimaste come superpotenze.
Fossati ha avuto la fortuna e il merito di gestire due squadre da scudetto in quel periodo (Como e Schio), in più ha vissuto un'esperienza ai confini del reale in Russia, quindi di autorità per raccontare ne ha, anche se, come detto, le vere protagoniste del libro sono le sue emozioni, per sua stessa ammissione spesso esagerate (traspaiono l'ansia di vincere, il perfezionismo, la paura costante che basti poco a far crollare tutto), e le sue "pillole di saggezza", definiamole così ma senza ironia; anzi bisogna precisare che Fossati, in questo libro, è tutt'altro che propenso all'auto-incensazione. Ovviamente traspare il suo orgoglio per i successi ottenuti, ma in tante occasioni è critico con se stesso, anzi forse esagerando si indica come primo o unico colpevole di certi fallimenti: ad esempio nella famosa finale scudetto del 2003 contro Taranto per non aver stoppato l'eccesso di euforia delle sue dopo che Como aveva vinto gara-1 in trasferta; o nel 2007, ultima sofferta stagione a Schio, per aver fornito alle giocatrici un alibi suggerendo loro l'idea che potevano essersi stufate del suo metodo; o addirittura, per la serie dei quarti di Eurolega persa nel 2001 contro Bourges, si incolpa di aver motivato Souvré esultando eccessivamente dopo aver vinto gara-1... :woot:
Per quanto riguarda "gli altri", invece (avversari, giocatrici sue), Fossati dispensa qualche frecciata (ad esempio ad Aldo Corno e a Zara, l'uno per qualche sgarbo, l'altra per troppi personalismi; ma non li nomina esplicitamente), ma non scarica colpe né tende a ingigantire il proprio ruolo rispetto a quello delle sue ragazze o anche dei dirigenti.
L'autoritratto di Fossati è quello di un allenatore che, se da un lato punta fortissimo sul lavoro in palestra, a costo di rischiare sovraccarichi e infortuni, dall'altro sembra credere che lo spartiacque tra successo e fallimento stia più in fattori psicologici che tecnici; di qui anche la sua enfasi costante ai discorsi prepartita, che forse fanno parte più della cultura americana che della nostra (con le frasi da cinema stile Al Pacino in "Ogni maledetta domenica"), oppure stratagemmi motivazionali come la maglietta "Noi vogliamo salire su quel balcone" utilizzata per vincere lo scudetto a Schio, intendendo il balcone del palazzo comunale da cui affacciarsi per festeggiare.
successi e fallimenti si alternano in egual misura nel corso del libro: si parte dalla stagione da matricola-rivelazione a Treviglio (dove Fossati esordì nel femminile dopo una carriera maschile che stentava a decollare), poi il passaggio a Como con uno scudetto (2002), una o due Supercoppe (mo' non mi ricordo) ma anche qualche bruciante finale persa (compresa la Coppa Italia) e due eliminazioni sulla soglia delle Final Four di Eurolega; poi una breve disoccupazione e successivo ingaggio dalla Dinamo Mosca (semifinale in Fiba Cup 2004); infine i 3 anni a Schio con 2 scudetti, una Coppa Italia e anche lì un paio di Supercoppe.

Cinguettii (154) - Eurolega: Taranto respinta al primo round. Fenerbahce k.o.!

Le russe suonano la carica in gara-1 dei quarti. E senza dubbio il colpo dello Spartak Regiondimosca in casa del Fenerbahce (prima sconfitta stagionale in Europa!) è la notizia del giorno. Logico, lo Spartak con 4 titoli in carniere e gente come Bird (12 stasera), Prince (19), Quinn, McWilliams (16), Osipova (16), eccetera (mancava Korstin), non è che si potesse dare per morto, però contro le imbattute turche stavolta i rapporti di forza erano rovesciati rispetto al passato. E in effetti sul 47-31 per le istanbulliane all'intervallo chi c'avrebbe scommesso? Però il Fener ha difeso in modo quantomeno rivedibile nella ripresa (55 punti subiti) e così s'è clamorosamente ribaltato tutto per il 78-86 finale. Mentre le lunghe russe hanno alla distanza risposto allo scatenato duo Yilmaz-Matovic (24 e 20), le esterne di casa hanno steccato, comprese McCoughtry e Jekabsone che nel giorno più importante han fatto rimpiangere Taurasi e Taylor di cui hanno preso il posto dopo le note vicende-doping. Non sappiamo se la notizia dello scagionamento della Divina Diana abbiano condizionato la squadra, ma certo il buonumore non l'han portato. Probabile che aumentino anche i rimpianti di Schio (eliminata di un soffio dallo Spartak), perché evidentemente questo Fenerbahce inarrivabile non era.

Inarrivabile non è parsa nemmeno Ekaterinburg contro Taranto (sempre priva di Greco): ma dopo aver macinato qualche punto di scarto nei primi 3 periodi, le russe son scappate via con un 18-8 nell'ultimo. Punitivo il 68-51, però se Taranto si ricorda di aver perso netto pure in gara-1 degli ottavi, ribaltando poi la serie, un po' di fiducia può averla. Il problema è che Ekaterì ha un roster un attimino più forte di Praga... :wacko: Gruda 19, Arteshina 16, Pondexter 13, Parker 11 per le russe, contro 16 di Godin e 13 di Mahoney. Ecco, il problema sembra essere che di Ekaterì puoi arginare un paio di superstar per volta, ma comunque ne restano 3-4 in grado di spaccarti (o magari chiudi su Pondexter e ti colpisce Arteshina che non è un fenomeno), mentre Taranto dovrebbe fare una partita perfetta con quasi tutte per stare al passo; certo non può permettersi una Young sottotono contro un'avversaria così. Da notare i 5000 spettatori. Da notare anche la seguente dichiarazione attribuita a Mahoney dall'addetto stampa di Taranto: “Il Cras, solo se unito, può compiere il miracolo. E’ quello che ci vuole contro un avversario immacolato come quello russo. Tutto è aperto. La qualificazione alla final four non è decisa. Rimandiamo l’affare al PalaMazzola. E’ col calore dei nostri fans, che proveremo a sfatare il pronostico”. Ecco, sicuramente ha usato questi precisi termini... :P
Nelle altre due serie, ok le spagnole: Valencia su Bourges e Salamanca su Cracovia.

Cinguettii (153) - A1: scenari a 4 giornate dalla fine (più recuperi)- 1: zone alte

Da inizio gennaio ad adesso (9 giornate) è volata via una bella fetta di campionato, tanto che quasi senza accorgercene siamo già vicini alla fine della stagione regolare. D'altronde col campionato-bonsai a 12 squadre è anche inevitabile, che tutto svolazzi via in fretta. Lasciando perdere la filosofia e guardando al concreto, c'è da dire che l'analisi sulla classifica e i possibili esiti è ovviamente falsata dai 4 recuperi in ballo (ad esempio Taranto, ancora un po' che rinvia partite, e poi dovrà giocare ogni giorno per mettersi in pari), ma grossomodo si può dire che ogni squadra ha un calendario tale da rischiare uno o più k.o., ma al tempo stesso approfitterà dei passi falsi delle altre, quindi azzardiamo che nelle seguenti 3 fasce non ci saranno travasi, al massimo rimescolamenti interni nelle ultime due.

- 1° posto: Schio al 90%. Diventa 95% se batte domani il Geas; altrimenti qualche mini-rischio potrebbe averlo, perché deve giocare poi con Venezia, Taranto e Umbertide (queste ultime due fuori), quindi lasciamo aperto uno spiraglio per un clamoroso cedimento, di cui però non si vedono gli indizi. E se anche cedesse, è dura che una delle inseguitrici faccia percorso netto, come vedremo ora.
- 2°-4° posto: prima di perdere con Parma, il Geas stava diventando il favorito rispetto a Taranto e Umbertide, ora è un po' tutto da rivedere. Sesto (12 v-5 p) gioca domani a Schio, molto probabilmente ancora senza Ujhelyi, e anche se nelle ultime 2 stagioni laggiù ha vinto, e anche se ogni partita fa storia a sé, in teoria il Geas visto con Parma ha poche speranze col Famila che ha inflitto quarantelli a Faenza e Napoli nelle ultime 2 interne... :unsure: E domenica poi andrà a Faenza, la quale almeno in casa sembra aver ritrovato spessore da "big": quindi potrebbe salire a 6 o 7 sconfitte. Però occhio che Umbertide (12-5 pure lei), nelle ultime 3, andrà a casa Geas, ospiterà Schio e andrà a Priolo, in più deve recuperare con Taranto. Insomma se ne perdesse 2, 3 o anche 4, non sarebbe così impossibile. Idem per il Geas che chiude appunto con Umbertide e poi Venezia, e in mezzo va a Pozzuoli che non è mai facile là. Dunque seconda Taranto (attualmente 11-4)? Mica detto. Perché con l'Eurolega a succhiare energie, domenica a Como (dove c'è la passerella-Ballabio) rischia di fare il bis dello scivolone a Venezia; e poi ha un fottìo di recuperi e dovrà destreggiarsi tra Schio, Umbertide, Faenza (queste 3 però in casa), a Parma e a Lucca. :woot: Insomma, pure il Cras, se non sta attento, ne può perdere 2, 3 o anche più. Davvero impronosticabile (e interessante) la situazione. Anche perché, in un modo o nell'altro, nessuna delle 3 pretendenti al podio è al top in questo periodo.
- 5°-6° posto: Faenza (10v-8p) ha un +6 sul gruppetto delle ottave che vale oro. Però se è quella altalenante delle ultime settimane rischia di scivolare fino alla settima piazza, perché il calendario è infame: Geas, a Taranto, Priolo, a Lucca. Nulla garantisce che non le perda tutte e 4. E però, anche nel suo caso, può giovarsi dei guai altrui, perché Como (8v-10p), che avendo appena perso a Faenza (ancora senza Vilipic e Donvito) è ora settima a -4 dalle romagnole, anche se avanti negli scontri diretti, e ha il seguente menù: Taranto, a Venezia, a Priolo, Parma; quindi dovrà pensare più a non farsi ciulare il posto-playoff che a scalare posizioni in alto. :wacko: Casomai Venezia (9v-9p) che è due punti sotto Faenza, ha in calendario Lucca, a Schio, Como, a Geas, ed è in crescita, potrebbe agganciare le romagnole, ma essendo 0-2 negli scontri diretti non servirebbe. Insomma pronostichiamo che Faenza rimanga quinta e Venezia sesta, con nessuna delle due a rinvenire su una delle prime quarto, salvo grossi imprevisti.