"All Star Game" vorrebbe dire, alla lettera, "Partita di tutte stelle", intendendo che tutte quelle che la giocano sono stelle. Sembra un’ovvietà ma forse no. L'assenza di molte delle migliori azzurre tra 2 settimane nella kermesse di Parma farà sì che buona parte della pur apprezzabile rappresentativa di Ticchi sarà composta da giocatrici che sono tutto tranne che stelle, relativamente all’A1: gregarie a volte di lusso, a volte neanche. Ma pazienza, quello è un problema legato a un singolo evento, inutile rivangare più di tanto.
La questione è più generale e riguarda il basket che vediamo ogni settimana: quante "stelle" evoluiscono nell'A1 nostrana di oggi? La domanda viene spontanea notando che nella classifica marcatrici, dopo 15 giornate, solo una giocatrice, Antibe, supera i 15 punti di media, seguita da Cirov con 14,9, poi via via tante altre, in un magma livellatissimo tra gli 11 e i 14. Insomma, bottini più che dignitosi, ma non proprio quelli che nell'immaginario collettivo sono associati all'idea di "stella". Idea che, andando al di là dei soli punti segnati, possiamo definire come "giocatrice chiaramente identificabile come la migliore della sua squadra, in grado di fare la differenza (quasi) in ogni partita, punto di riferimento costante e indispensabile per le compagne". In altre parole, quelle che ti danno la sensazione di elevarsi sopra la media, di avere qualcosa di speciale. Vanno più in alto delle altre, inventano canestri più difficili, quando la partita è in bilico ti fanno capire che se decidono di vincere lo fanno e basta. E hanno anche addosso quella "patina glamour" che, sarà magari apparenza, però trasmette indubbio fascino: mi vengono in mente Penicheiro e una Brunson, per dirne due che erano da noi in anni recenti ma ora sono via.Non è solo un problema di carenza di stelle. Il discorso è più profondo e riguarda una tendenza in atto in tutto il basket europeo, maschile e femminile, nell'ultimo decennio (almeno): le squadre, soprattutto le più forti, sono composte da tanti buoni, anche ottimi giocatori, dai valori omogenei, senza che nessuno spicchi in modo particolare. Gli allenatori amano i "sistemi democratici" (in realtà dittatoriali, ma il dittatore è il coach) in cui le pedine sono intercambiabili, il singolo non è troppo condizionante, la difesa viene prima di tutto e i minuti e i tiri sono divisi con cura certosina, come in effetti fanno le prime 3 dell’A1 donne di quest’anno (secondo la classifica precedente alla scorsa giornata zoppa), cioè Taranto, Schio e Geas. Emblematico il recente Geas-Taranto, finito 52-54, in cui, tra i tanti grossi nomi in campo, nessuna ha prodotto più dei 12 punti e 11 rimbalzi di Young (la top scorer è stata Twehues con 16, ma sarebbe la quarta straniera di Sesto), celebrata come decisiva ma in realtà autrice di una prova normalissima, forse con più bassi che alti.
Può non piacere ai cultori dello “star system” all’americana, immagino piaccia molto invece agli amanti del collettivo. In ogni caso, un segno dei tempi: oggi si gioca così. Nel basket odierno (mi ricordo che qualcuno lo scrisse qui sul forum tempo fa) una Lataunya Pollard da 99 punti o una Valerie Still da 88, o comunque gente da 30-35 di media stagionale, non sono più concepibili, ma non perché le giocatrici d'oggi siano molto più scarse: nemmeno Diana Taurasi (doping o non doping, la migliore attualmente) riuscirebbe a farne 40 in una partita, se non per un exploit isolato.
Detto questo, però, l'impressione è che nell'A1 2010/11 c'è chi potrebbe essere, se non proprio superstar, almeno stellina, ma brilla a intermittenza: ad esempio, com'è che una Sophia Young ne fa 15 di media in Wnba e qui arriva a 10 o poco più? È solo fuori forma? Macchi ha problemi fisici davvero seri o ha imboccato il declino? Dixon, l'ultima delle mohicane perché quando è in vena, come con la Comense, sa ancora imbastire uno one-woman-show vecchia maniera, ormai deve proprio risparmiarsi per 3 partite su 4? McCarville non sta un po' vivacchiando anche lei? Ohlde, che sembrava spaccasse il mondo, quante partite sta facendo vincere a Venezia? Ballardini e Sottana ogni tanto fanno il botto, ma com'è che la volta dopo magari fanno 1/10 e 6 perse?
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