Abbiamo iniziato l’altro giorno a raccontare qui “Viaggio con le donne” di coach Fabio Fossati. La parte più interessante, e non a caso centrale nel libro, a mo’ di spartiacque tra i periodi a Como e a Schio, è quella della sua esperienza in Russia, tanto breve quanto rocambolesca, da gennaio a maggio 2004. Fossati è reduce dalla sconfitta in finale contro Taranto alla guida di Como, alla quale è seguito il mancato rinnovo del contratto, comunicatogli troppo tardi per trovare un'altra squadra. Inizia la stagione 2003/04 come commentatore Rai, ma come un po' tutti gli allenatori disoccupati che si riciclano come telecronisti, freme dalla voglia di tornare in campo. Subito dopo Natale riceve una proposta dalla Dinamo Mosca, e dopo un consulto con la famiglia decide di accettare.
Nel giro di poche ore si trova catapultato in un mondo al limite del surreale (anzi, spesso ampiamente oltre). Siamo all'inizio dell'epoca “dorata” dei club russi, coincidente col declino di quelli italiani (infatti Fossati, raccontando la stagione prima, sottolineava come Pennestrì avesse bruscamente decretato un disimpegno dall'Eurolega; e nel frattempo finiva anche la “grandeur” parmense).Straniere viziate (se una non vuole giocare perché l’ambiente non è ben riscaldato, le danno 1000 dollari per tenerla buona) e ingestibili, come Michelle Snow, vista poi anche a Parma, che ne combina di tutti i colori. E un'organizzazione caotica in cui non si capisce chi comanda: perché c'è la Polisportiva Dinamo con dei dirigenti, la sezione basket con altri, e poi il famigerato (e defunto) Shabtai von Kalmanovic che fa da “supervisore” (nonostante all'epoca fosse presidente di Ekaterinburg) e una volta, prima della semifinale di Fiba Cup, minaccia Fossati di ammazzarlo se terrà fuori squadra Snow per motivi disciplinari; oppure un'altra volta gli dà appuntamento in una sauna di Mosca dove approfitta per tenere una riunione d'affari con certi faccendieri, alla quale Fossati è costretto ad assistere. Insomma, roba da romanzo più che basket. Anche i contrattempi: ad esempio, una volta che si presenta per l'allenamento gli dicono che è annullato perché il campo serve all'Aris Salonicco, avversario della Dinamo maschile, allora Fossati per protesta fa un sit-in in mezzo al campo e deve intervenire il glorioso Yannakis per convincerlo a desistere...
Così, blindato nel gelo dell'inverno moscovita in un appartamento di fronte al palazzetto, con la famiglia rimasta in Italia, si dedica al basket 24 ore su 24, cercando di portare un po' di metodo e disciplina in quel bailamme, e in qualche modo riesce ad arrivare alle final four di Fiba Cup, mentre in campionato c'è poco da fare contro le vere "big", anche se quella Dinamo ha, oltre a Snow, Shannon Johnson, Kiesha Brown, Natalia Zassoulskaja e altre che vanno e vengono a seconda delle lune di von Kalmanovic o di imprevisti vari: ad esempio, Johnson pianta tutte per una tournée con la nazionale Usa, Brown invece perché si scopre che la sua naturalizzazione russa è falsa e rischia l’arresto…
Alla fine Fossati riesce a togliersi qualche soddisfazione e a farsi apprezzare: ottiene il rinnovo del contratto e la possibilità di guidare il mercato per la stagione successiva; ma poche settimane dopo gli arriva un'offerta da Schio, allora mostra il dito medio ai russi (i quali se la prendono un po’) e torna in Italia.
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