giovedì 24 febbraio 2011

Cinguettii (158) - A2: il College va a lezione a Spezia (1): la partita -

Perché farsi 450 chilometri, con 5 ore di macchina tra andata e ritorno, per vedere un Virtus Spezia-College Italia infrasettimanale di A2 Sud, non esattamente un big match essendo di fronte la settima e l'ultima? :unsure: Intanto perché il College, com'è noto, è pagato dalla federazione e quindi io, da paladino del contribuente, dovevo verificare che i soldi pubblici siano spesi bene. Poi perché nella Virtus giocano Lalla Gorla, Dunja Vujovic e Cilly Canova (quest'ultima inserita tra le 10 al posto dell'infortunata Crescenzo; poi sempre per la serie lombarda, da un mese o due c'è pure l'ex comasca Mandonico) che sono transitate per più edizioni al torneo di Binzago, non so se mi spiego. E poi, ammettiamolo pure, mi ero rotto il cazzo di non veder giocare Michela Frantini: perché l'anno scorso giocava solo scampoli di partita, quest'anno è migrata nell'altro emisfero e dunque nisba totale. :cry:

Due parole devo spenderle per il PalaMariotti di Spezia. Sta in una zona industriale, vicino al mare, in uno di quei classici grovigli liguri fatti di colate di cemento oggi alquanto fatiscenti; davanti all'ingresso in uso oggidì, peraltro sul lato opposto a quello ufficiale (lieve peregrinazione per trovarlo), è accampata una specie di tendone da circo con annesse baracche, tubi e quant'altro.
Il palasport, in sé, è una piazza d'armi: gradoni immensi, anatomicamente pensati per spettatori di 2 metri e 15; una capienza di almeno 600-700 persone aumentabile di 300 con tribune estraibili sul lato opposto; temperatura "invernale" e preoccupante macchia d'umido intorno a metà campo (si ricorderà che il primo derby a novembre fu rinviato perché pioveva dentro); inoltre, su altri piani della struttura, si vede gente all'opera tra taekwondo, danza, un bar e sa Iddio cos'altro. :wacko: Meno gente la si vede sulle tribune, visto che anche contando i parecchi arrivati a partita in corso, si arriverà a un centinaro scarso di presenze; del resto l'orario di mercoledì alle 18.30 non è comodissimo, come detto non è un big match, e poi la Virtus ha solo una minoranza di pubblico rispetto all'Olimpia, la squadra tradizionale cittadina. Da segnalare la presenza della coppia di boss biassonesi Beretta-Marchini insieme a papà Gorla.
L'abbiam tirata in lungo perché sulla partita c'è poca cronaca, quasi nulla. A metà 1° quarto la Virtus già allunga con Frantini e la superiorità enorme della coppia di torri Muciniece-Vujovic rispetto alle tenere lunghe collegiali, anche se la lèttone si mangia canestri enormi. Il College fa una fatica boia a produrre gioco contro la uomo ben stretta delle spezzine: perdono tanti palloni, non la mettono da fuori e ad entrare in area pagano dazio fisico, anche se qualche sporadica penetrazione c'è. Pressano a tutto campo per 40' e questo rende poco tattico e molto caotico il gioco: a sprazzi le palle rubate dal College ci sono pure, ma varie altre volte il pressing è saltato e la Virtus segna facile da sotto. Quando poi il College fa zona (dopo il pressing, s'intende), è agevole per le spezzine bucarla da 3 o dalla media. Insomma sembra una partita tra una squadra senior e una giovanile... e infatti è proprio ciò che è. 28-8 a inizio 2° quarto, poi c'è una mini-riscossa College in contropiede (30-19) ma con 6 punti delle lunghe la Virtus ristabilisce un 38-20 all'intervallo.
A inizio ripresa il massacro con un parziale di 13-1 di Frantini, De Scalzi e Vujovic: ovvero 51-21 al 24'. :woot: Si potrebbe anche pigliare la via del ritorno, ma le collegiali di qua e le milanesi di là van seguite fino in fondo; e dunque c'è tempo per vedere un po' di riscossa delle giovani di Star Lowfield (Stella Campobasso), che rubano svariati palloni, mettono anche qualche discreto arresto e tiro e rendono più dignitoso lo scarto: 67-52 alla fine. Nel dopopartita avevo una battuta pronta per Agresti, coach Virtus: "Gioisci, uomo fortunato, che in due anni consecutivi hai avuto prima Maiorano e poi Frantini". :yes: Ma il tipo ha l'aria incazzosa e dunque niente, solo una stretta di mano col patron Brunetto, due parole con le Dunja-Lalla-Miky nazionali e poi via. Impressioni sulle squadre e le singole seguiranno prossimamente.

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