mercoledì 16 febbraio 2011

Cinguettii (148) - A1, mezze idee: Comense rieccoti; nostra proposta straniere

1) La vittoria su Umbertide, ottenuta in condizioni apparentemente sfavorevoli (out Vilipic e Donvito: non ho fatto una statistica precisa, ma con 2 assenze solitamente si perde, vedi anche Taranto a Venezia) rilancia le quotazioni della Comense, depresse dalle 6 sconfitte di gennaio.

Se la rondine con Napoli faceva disgelo ma non primavera, questa è una vittoria che sembra riportare Como allo smalto dell'andata, quando vinceva tutte le partite che si potevano vincere, e in particolare assomiglia al successo sul Geas alla seconda giornata, quando partì in svantaggio ma venne fuori in progressione. Anche il punteggio di domenica (72-66) è piuttosto simile. E occhio che Umbertide ultimamente subiva spesso 50 punti o meno, quindi segnargliene 70 è indice di ritrovata condizione per una squadra che, ricordiamo, fino a poco prima perdeva con Pozzuoli o con un Geas tremebondo per l'influenza.
Possibile che sia solo il ritorno di Zampella la chiave di volta? C'entra sì ma non basta, perché Zampella c'era anche all'inizio della striscia perdente, e ad esempio nella sconfitta a Lucca fu una pallalpiede tremenda. Dev'essersi riassestato qualche equilibrio così come prima s'era spezzato dopo il buon inizio. Intanto c'è Harmon in salute, e anche se con Umbertide ha segnato solo 3 punti, è un collante tattico essenziale. Poi c'è Hicks che va di bene in meglio (21 domenica). E se la scorsa settimana dicevamo che Jansone stentava, stavolta ha fatto una partita dell'ex con 16 punti. Forse l'arrivo della lèttone, a inizio gennaio, aveva allungato fin troppo il roster, dove prima c'era una Sowinski tranquilla ultima ruota del carro, e creato un dualismo con Vilipic che la famosa sferzata di Barbiero alla serba (seppur magari ingigantita dalla stampa) aveva acuito. Ma al di là di eventuali dissapori, c'è un dato tecnico-tattico: Vilipic era in forma a inizio stagione e se è in forma tutto bene, ma se no, com'è capitato a gennaio-inizio febbraio, diventa condizionante per una squadra che ha invece parecchie potenziali interpreti di un basket da corsa (Hicks, Harmon, Fazio, Donvito quando torna, in parte anche Zampella), senza il quale i suoi limiti vengono maggiormente fuori. Jansone non è una freccia ma è più dinamica, bidimensionale, non ha bisogno di essere servita in un determinato modo, eccetera. Mentre Donvito è sì utile ma con Zampella e Stabile il ruolo è già coperto. Insomma non sempre "roster lungo è meglio", specie se lo allunghi quando le cose stanno già andando bene. Sabato c'è un Faenza-Como fondamentale per i piazzamenti in griglia-playoff. Vincendo, Como avrebbe l'aggancio al 5° posto e il 2-0 negli scontri diretti. Ma Faenza ha da farsi perdonare il -42 a Schio, e in casa è tutt'altra cosa. Inutile dire che sogniamo un accoppiamento Geas-Como nei quarti-playoff: quindi se il Geas arriva secondo, Como faccia in modo di arrivare settima, oppure sesta se il Geas è terzo, eccetera... :yes:

2) Qui sul forum abbiamo lievemente stroncato le premesse dell'All Star Game di stasera, ma a ben guardare nemmeno Superbasket scherza. Non esplicitamente, ma se mettiamo insieme le (inevitabili) osservazioni sulle assenze italiane sul numero scorso (le quali assenze sono lievitate nei giorni scorsi con Sottana e Dacic, potenzialmente due del quintetto azzurro), :cry: nonché il giudizio poco lusinghiero sulla qualità delle straniere del campionato, sul numero ora in edicola, non è che venga fuori una pubblicità grandiosa per la partita che mette di fronte le une e le altre. Anche perché Roberto Lurisi aggiunge: «L'Italia sembrava desta ma in realtà non è così vero», notando che pur in un contesto di straniere mediocri, c'è solo una marcatrice italiana (Sottana) tra le prime 10 e altre 3 tra le prime 20 (Bagnara, Ballardini e Macchi). Ma qui vogliamo soffermarci sulla conclusione del discorso di Lurisi: «Se non riusciamo a permetterci le superstar straniere, e non facciamo emergere nomi nuovi per un buon rapporto qualità-prezzo, forse è davvero arrivato il momento giusto per ridurne il numero». A dire il vero qualche grosso nome è arrivato (Cohen, McCarville, Yacoubou, Young è gente di valore assoluto), ma prendiamo spunto dalla proposta di riduzione, che meriterebbe un dibattito (peraltro già fatto in altre occasioni pure qui), per formulare da questa autorevole tribuna :fischia: una proposta alternativa, o meglio di riduzione sì ma con un compromesso: 3 straniere a tutti gli effetti più una naturalizzata per squadra. Così raccattiamo qualche potenziale ausilio per la nazionale, che ne avrà ampio bisogno in futuro quando Alexander, Nadalin, Wabara o chi per esse andranno in pensione.

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