domenica 31 agosto 2014

Taccuino illustrato - 176 (e ultimo)

31 agosto, tradizionale chiusura dell'annata forumistica. E allora vediamo di finire in bellezza, anche se col classico argomento su cui nessuno ha da dire, cioè la Wnba. Siamo alle finali di Conference e sono successe delle belle cose nel primo turno. Ad esempio, che Brittney Griner, l'androgina 2.03 di Phoenix recentemente in evidenza per aver annunziato il suo fidanzamento con una giocatrice di San Antonio, in una delle due gare contro Los Angeles ha rubato palla ed è andata in contropiede a realizzare la prima schiacciata nella storia dei playoff Wnba. :alienff:
All'Est invece è stato grande il duello tra Angel McCoughtry, che per Atlanta ha pareggiato 1-1 la serie con Chicago segnando 39 punti, ed Elena Delle Donne, che nella successiva e decisiva gara-3 ha trascinato le chicagote a rimontare una ventina di punti di scarto realizzando 34 punti di cui 17 nell'ultimo quarto, compreso il canestro della vittoria a poch'istanti dalla fine. Rediviva questa giocatrice di grandissimo talento ma dai tanti triboli (ricordiamo ai tempi del college l'abbandono temporaneo del basket per motivi personali), che ha saltato 2 mesi di stagione per la "malattia di Lyme", quella causata dalle zecche. :cry:
Le finali di Conferenza sono dunque: Indiana-Chicago (al momento 1-0) e Phoenix-Minnesota, che proprio oggi le campionesse uscenti minnesotiane hanno impattato 1-1 grazie a 32 punti della superstar Maya Moore (eletta intanto "mvp" della stagione). In gara-1 la compagine phoeniacense aveva dominato con 23 punti e 11 rimbalzi di Griner. Ora si va a una gara-3 che appare come una finalissima anticipata: infatti entrambe le finaliste Est, curioso a dirsi, hanno un bilancio negativo in stagione regolare (cioè più sconfitte che vittorie) e appaiono ben inferiori alle due contendenti occidentali.
Da notare che in tutte e 4 le finaliste vi sono ex esponenti di Schio: Penny Taylor a Phoenix, Courtney Vandersloot a Chicago, Janel McCarville a Minnesota, Erlana Larkins a Indiana. Una conferma indiretta del ruolo della società scledense nel basket mondiale nell'ultima dozzina d'anni. :o:

- A proposito di "mondiale", ci sarà appunto il Campionato del mondo come prossimo grande appuntamento, dal 27 settembre al 5 ottobre in Turchia. Vinceranno gli Usa in maniera schiacciante, a meno d'un'inversione dei poli magnetici terrestri (o di un'epidemia di assenze); per il podio ci sarà come sempre l'Australia, in rialzo Francia e Spagna oltre ovviamente alle padrone di casa che, già in ascesa, si gioveranno del clima amico; in ribasso la Russia anche se dopo la resurrezione estiva giovanile non vogliamo sottovalutarla.

- Qualcosa di più vicino ai nostri orizzonti: il vulcano Ezio Parisato sta eruttando i suoi lapilli estivi prima di rituffarsi nella stagione agonistica ordinaria (com'è noto, egli rovescia la piramide nelle sue preferenze, ovvero considera la Promozione il top e l'A1 la meno interessante, ma è un altro discorso): su Imbecilli.it sta pubblicando a puntate il resoconto dell'Europeo U16 e dei tornei U14 ai quali ha assistito. Almeno una citazione all'anno, poi, la merita il suo Almanacco del Basket Femminile Lombardo, pubblicata anche quest'anno a giugno. Interessante novità, che può piacere anche a chi lombardo non è: la descrizione del lavoro stagionale compiuto da Azzurrina, di cui lui nella scorsa annata è stato dirigente/sovrintendente. Sorprende, però, che nella premessa al volume Parisato annunci che questa è l'ultima edizione dell'Almanacco. :woot: "Si sta come d'autunno gli alberi le foglie", o qualcosa del genere, diceva un tal poeta, a simboleggiare la caducità umana, tanto più quella dei prodotti giornalistici (o simil-giornalistici) su carta, che nei momenti di pessimismo ci paiono come il telegrafo quando arrivò il telefono, o come le carrozze quando arrivò l'automobile.

- Si conclude dunque la decima annata di questo topic. Stagione forumistica 2013/14 tranquilla come quella agonistica, cioè senza particolari momenti memorabili ma che non definirei nemmeno negativa. Gli "oscars" peraltro li diamo di solito a fine anno solare, per cui ci limitiamo a dire che sul piano agonistico il momento-top stagionale è stata la finale scudetto con Ragusa arrivata a un passo dal titolo da neopromossa, mentre per quanto concerne il basket che ho seguito dal vivo oserei dire il primo derby Geas-Sanga, a fine ottobre, per il clima d'attesa e il significato "generazionale" dello scontro.

- I consueti numeri consuntivi: le visite totali, dal 1° settembre 2013 al 31 agosto 2014 (cioè oggi) sono state 268.000, pari a circa 730 al giorno, contro le 266.500 della passata stagione (aumento dell'1%, indice di un prodotto senza più margini di crescita ma certamente stabile), mentre il numero di pagine è sceso a 296 da 329 che erano state l'anno scorso (diminuzione del 10%, indice di una riduzione delle liti selvagge). -_- Il mese più "gettonato" è stato ottobre con 31.000 visite.

Nella foto: Elena Delle Donne esulta durante la memorabile rimonta in gara-3 di semifinale di Conference contro Atlanta.

domenica 24 agosto 2014

Taccuino illustrato - 175

Rimasugli d'agosto. Due settimane or sono s'è conchiuso l'Europeo U16 a Debrecen (coach Lucchesi). Siamo giunti noni, piazzamento né carne né pesce, anche se con un buon bilancio di 6 vinte-3 perse. Dopo due passeggiate con la Svezia e la Danimarca, siamo stati battuti nettamente dalla Rep. Ceca, rivelatasi una superpotenza in quest'edizione (argento alla fine), poi nel 2° turno abbiamo perso con la Francia col classico punteggio "rasoterra" imposto dalle transalpine (36-47), battuto la Lettonia ma perso beffardamente col Belgio (42-44 con un canestro a 4" dalla fine) la sfida decisiva per andare ai quarti. Poi 3 vittorie nella fase di classificazione, tra cui quelle con Serbia e Croazia che non è certo roba da poco.
Ha vinto, anzi stravinto, la Russia, che torna Grande Madre avendo vinto l'oro anche in U18: sembrava in crisi, il suo filone giovanile, e invece è tornato a garrire con prepotenza. La notizia è che la Spagna (ma era già successo nel 2010) non ha vinto alcun oro quest'estate, anche se quando ramazzi varie medaglie tra cui l'argento al Mondiale U17, vacche proprio magre non sono.
Sull'Italia, credo che con quasi metà del roster sotto età (4 del '99 e addirittura una 2000, Madera) non ci si potesse aspettare piazzamenti all'altezza degli ultimi 3 anni in questa categoria (venivamo da un 3°, un 2° e un 4° posto), anche se il tasso di centimetri era superiore alle nostre abitudini, con parecchie ragazze intorno o sopra l'1.85 (Cubaj e Trucco le più elevate, però ambo del '99), il che per noi è manna dal cielo. Miglior marcatrice Pinzan con 10,9 di media, davanti a Cubaj con 10,1 (e prima rimbalzista con 6,2); entrambe del '99.
La "classifica per nazioni" dell'estate 2014, elaborata dall'utente Cyclo con la sommatoria dei piazzamenti nei 3 Europei giovanili, ci vede al 4° posto al pari della Serbia: una conferma del nostro ruolo importante riguadagnato negli ultimi 6 anni, col gioiello del bronzo U20 a gratificare, anche se con un pizzico di sorte in più (o di abilità, beninteso) poteva andarci ancora meglio. Ricordiamo anche il 13° posto ai Mondiali U17.

- Questa settimana e la scorsa sono state appannaggio delle più piccole. A Saragozza le U15 (allenatore Malakiano) sono giunte seconde al Torneo dell'Amicizia, il classico quadrangolare "mediterraneo", battendo Francia (59-56 dts) e Grecia (37-35), perdendo con la Spagna (30-41). Marcature (magre salvo la prima partita) molto distribuite per le nostre. Anche qui insomma più che dignitosi.
Nei giorni intorno a Ferragosto c'era stato un torneo internazionale in Slovenia per l'Italia U14 (allenatrice Pirani), giunta ultima senza vittorie.

- Le senior che facevano intanto? Si godevano gli ultimi giorni di vacanza (tra domani e lunedì 1° settembre si ricomincia), s'allenavano individualmente per conto proprio (poche, secondo me), oppure si davano allo streetball (3 contro 3), di cui si son giocate le finali nazionali nei primi 20 giorni d'agosto. Ci sono due circuiti paralleli, uno gestito dalla Fip (Streetball Italian Tour), le cui finali sono state a Cagliari domenica 18. Nel femminile hanno vinto "Le Blacks", cioè Patrizia De Gianni, Tayara Madonna e Alessandra Visconti, quest'ultima peraltro bianca. In finale battuto il quartetto Giunzioni-S. Bassani-Ilaria e Lalla Guidi. Molto lombarda, direi, questa finale, visto che su 7 giocatrici, 5 sono lombarde e le altre due militano o hanno militato in terra longobarda. L'altro circuito, organizzato dalla Fisb (Free Italian Streetball), ha disputato la kermesse conclusiva a Riccione a inizio mese e hanno vinto Valentina Gatti, Sara Canova, Diodati e Filippi in finale su Visconti, Germanetti, Valguarnera e Tarantino, quindi più o meno Lombardia (più Chieti) batte Piemonte.

- A proposito di Lombardia: diavolaccio d'un Franz Pinotti. E' lui il re del mercato d'inizio agosto in regione. Nel giro di pochi giorni, il Sanga ha ufficializzato: la conferma di Calastri (che vale come un acquisto), l'arrivo di Vujovic, quello di Maffenini e infine delle giovani Rossi e Djedjemel da Vittuone. Se Gottardi può dare disponibilità piena, è una squadra ben competitiva, anche se il livello del girone è duro.
Il colpo gobbo è Maffenini (che Pinotti occhieggiava già da vari mesi), giocatrice nel fiore degli anni (22), autrice di 9 punti di media in un collettivo "grandi firme" com'era Napoli, e a mio parere con forti margini di miglioramento. Un'incognita è Vujovic, rimasta ferma un anno e in passato circondata da fama d'irrequietezza sul piano caratteriale; resta però un talento come ce n'è pochi nell'arido settore-lunghe regionale. Riforma con Calastri una coppia già vista al Geas e a Valmadrera. Punto di domanda ancora più grosso è la regia (se non arriva qualcun'altra), perché al momento, salvo amnesie, non mi viene in mente chi erediti la bacchetta di comando detenuta da Stabile nelle ultime 3 stagioni.
Ma a parte il discorso tecnico, si registra un'altra vittoria di Pinotti su chi lo dava per l'ennesima volta spacciato. Al torneo di Binzago udivo gente dire: "Ormai, senza Piacentini che era quello che gli portava gli sponsor, come fa?" (Piacentini, noto anche come opinionista tv sul calcio, era il vicepresidente da cui Pinotti ha divorziato a inizio estate insieme ad altri dirigenti). A quanto pare fa. Inoltre, come vice e responsabile vivaio, ha rimpiazzato Susanna Padovani (passata a Milano Basket Stars) con un nome importante quale Andrea Piccinelli. Insomma, Milano è viva, Pinotti è sempre sul trono e chi non andava più d'accordo con lui è (in parole povere) defenestrato. :shifty:

- E a proposito di Gottardi, tanto per chiudere. Com'è noto, da Ferragosto circa, il mondo si divide in due categorie: quelli che fanno il video in cui si tirano un secchio d'acqua ghiacciata in testa, in quanto "nominati" da qualche conoscente nella nuova catena di S. Antonio che domina su internet ("Ice Bucket Challenge", nata come campagna di sostegno alla lotta contro la SLA, sindrome laterale ecc. ecc.), e quelli che ne hanno le tasche piene di veder gente che si tira addosso le secchiate, puntualizzando che, se ti tiri la secchiata ma non fai la donazione, non è che la ricerca sulla SLA progredisca. Peraltro succede per qualsiasi cosa qualcuno faccia: c'è sempre qualcuno che dice: "Ma perché invece di far così non si fa cosà?", "Il vero problema è un altro", ecc. :wacko: Su tutto ciò io sono senza opinione perché c'entra poco col basket; e dunque perché ne parlo? Perché, delle giocatrici note, sono apparsi i video di Ilaria Zanoni e Silvia Gottardi; vedremo se ne seguiranno altri, anche se presumibilmente l'arrivo dei primi freddi (peraltro al Nord già arrivati da... giugno) farà scemare la pratica.

Nella foto: passatempi estivi. Un manipolo d'importanti giocatrici lombarde e piemontesi su una spiaggia ligure in versione beach volley.

martedì 29 luglio 2014

Taccuino illustrato - 174

In questi giorni si discute di gironi, di formule (ma perchè i punti della prima fase non contano per la seconda, mannaggia?), :angry: la riunione delle società sabato 26, il trapasso dell’A3, i calendari appena sfornati (figata Geas-Carugate alla prima).
Non sappiamo che esito abbia avuto la lettera di Genova contro il lassismo su Broni; mentre a quanto pare Carugate s’è rassegnata a stare nel girone di Nord-ovest, anche se sul suo sito s’era concessa una stoccatina (poi rimossa, direi saggiamente) sulla presunta mediocrità del girone Nord-est in confronto: il che è forse vero ma diplomaticamente un po' indelicato, considerando che qualche esponente di laggiù s'incontrerà con Carugate in seconda fase e che c'è gente permalosa in giro... :P Intanto Calastri, la concupita del mercato, sceglie di restare a Milano, che quindi riparte da lei e Gottardi.

Ma qui vorremmo invece parlare di un argomento di sicuro disinteresse, nel senso che a nessuno in Italia pare fregare granché, e invece è un peccato, visto che si tratta del miglior campionato femminile al mondo, davanti alle leghe russa e turca. -_-
Intendiamo la Wnba. Siamo molto avanti nella stagione regolare, che termina il 17 agosto; capeggiano, all'Est, Atlanta di McCoughtry e Sancho Lyttle; all'Ovest, Phoenix della coppia di sovrumane Diana Taurasi-Brittney Griner (la prima crivella, la seconda schiaccia) davanti alle campion'in carica di Minnesota, dove Maya Moore è sempre più la mattatrice realizzativa della lega: ne ha 24 di media, di recente ne ha fatti 48.
La cosa importante da notare è che molte delle superstars attuali sono nel fiore degli anni, ovvero dai 26-27 in giù, il che assicura un futuro non solo alla Wnba ma anche alla nazionale Usa, destinata a dominare Mondiali e Olimpiadi come e più che negli ultimi lustri, dato che, a mio parere, in Europa non v'è altrettanta fioritura. Marziane come la succitata Griner, oppure Delle Donne e Diggins, le altre due super-matricole del 2013 (ala e play rispettivamente) non hanno ancora debuttato nelle massime competizioni per nazionali, eppure sono probabilmente più forti di qualunque europea. (Delle Donne però risulta aver problemi di salute, indagheremo; ha giocato solo 9 partite sinora). :blink:
Ma come sta la Wnba nel suo complesso? Esser giunta alla 18esima stagione è un record di stabilità per una lega "pro" femminile, che negli Usa non hanno mai avuto vita lunga (calcio compreso: ne sono defunte 3 negli ultimi 10 anni…). L'All Star Game appena disputato, e finito 125-124, è stato giudicato il più spettacolare di sempre; mvp, storia curiosa, la matricola Shoni Schimmel che sta disputando una stagione solo discreta ma grazie ai voti del pubblico è stata inserita nel quintetto "all star", e da cenerentola è divenuta regina per una sera.
Tuttavia l'ombra della precarietà non sembra mai allontanarsi. La media-pubblico dello scorso anno è stata intorno alle 7500 unità, che a noi può sembrare mostruosa ma per loro è vicina al minimo storico (il massimo fu di 10.000 e rotti nei primi anni). C'è un contratto televisivo con Espn, che l'anno scorso ha fatto registrare records di audience; però non è sufficiente per farne un vero business, e negli Usa c'è poco margine per campare in assenza di guadagni importanti (altro che contributi dalla regione Sardegna, per dire). <_< Gli opinionisti sono discordi: vi è chi vede la Wnba in salute e in crescita, e chi invece la considera sull'orlo della crisi se non della sparizione a medio termine: fra questi un articolista di "Forbes", la rivista economica, che considera rischiosa la recente mossa della lega di strizzare apertamente l'occhio al pubblico omosessuale, giacché tende a rendere troppo settoriale la nicchia di appassionati. Da sempre la Wnba pesca bene fra gays e lesbiche, perché varie giocatrici sono dichiaratamente o notoriamente di quell'orientamento; tuttavia non era mai stata esplicita una promozione presso quella fascia di pubblico (proponendosi invece come spettacolo per tutti), mentre ora sì. Terreno spinoso perché in America gli steccati tra le minoranze, io temo, sono ancora piuttosto alti, e già il basket risente dell'essere percepito come sport "di neri", figurarsi una lega che sia percepita come "di nere e di lesbiche". Da noi risulterebbe indifferente; da loro mi sa meno. Nella foto: una schiacciata di Brittney Griner con la maglia di Phoenix. Da notare che le divise Wnba hanno lo sponsor, già da qualche anno.

Taccuino illustrato - 173

Ma sì, concediamoci il lusso di essere delusi per un 7° posto: vuol dire che i tempi sono lauti. Ci siamo fatti la bocca buona, negli ultimi anni. Per questo il piazzamento della Nazionale U18 agli Europei in Portogallo lascia un sapore amaruccio. Nello scorso Taccuino eravamo nella seguente situazione: 5 vittorie di fila e una sconfitta solo all’ultimo minuto contro la Spagna che pareva la gran favorita; stesso gruppo e allenatore dell’argento U16 di 2 anni fa, una garanzia. Ci ritroviamo ora senza medaglie e, ciò che spiace di più, senza Mondiali U19, persi per mano dell’Olanda che avevamo battuto 4 giorni prima. Perché i conti non sono tornati?
Probabilmente i conti medesimi erano viziati dallo squilibrio dei due gironi di seconda fase. Alla prova dei fatti, l’altro girone ha prodotto le due finaliste, 3 delle prime 4, 4 delle prime 6. S’è capita la realtà quando la Spagna ha faticato otto camicie per battere il Belgio, quarto classificato di là. E la Serbia, che era già temibile alla vigilia, considerando che le ’96 s’erano già messe in evidenza nel bronzo U18 dello scorso anno, diventava così tutt’altro che sfavorita.
Ciò non toglie che, probabilmente, non ce la siamo giocata al meglio delle nostre possibilità. All’intervallo avevamo 6/33 al tiro. Si è posto l’accento sul deficit a rimbalzo ma, come ha notato l’utente Tignuzzo, il conto è viziato dal gran numero di nostri errori, e non è che i rimbalzi offensivi fossero così sperequati. Noi sparacchiavamo dalla distanza e loro ci crivellavano di triple. Alla fine 2/22 nelle bombe noi, 9/22 loro. :woot: Ecco la chiave, più che i rimbalzi. Abbiamo insomma attaccato male, che sia stato per calo d’energie delle nostre spremute atlete (ma al di là dell’effettivo problema delle 3 scavigliate, perché le nostre dovrebbero essere più spremute delle altre? Miglior marcatrice dell’Europeo è stata la ’97 spagnola Salvadores che ha appena fatto i Mondiali U17) o per altri motivi, non sapremmo dire. Poi nel finale c’è stata una pregevole rimonta, arrivando a -6, ma una tripla ci ha ricacciato indietro, e siamo ri-scivolati sino a 51-66. Zandalasini 12, Tagliamento 11.
A volte, nelle partite di classificazione, se arrivi da una sconfitta bruciante rischi più di chi viene da un k.o. netto. Così abbiamo perso pure l’indomani con l’Olanda, che forse aveva già la testa sin dall’inizio sull’obiettivo Mondiali, mentre noi eravamo legittimamente protesi alle medaglie. Fatto sta che anche stavolta la sconfitta è stata giusta. A parte il 19-9 per noi nel 1° quarto, ci siamo di nuovo spenti in attacco, le tulipone non hanno fatto meglio per 30' su 40' ma segnandone 27 nel 3° periodo se la son portata a casa. Non è bastata una gran Tagliamento, 22 con 8/15 e 9 rimbauz, mentre Zandalasini si è fermata a 7 con 3/10 e 7 perse.
Abbiamo poi chiuso con un sorrisetto sulla Croazia, 53-51 rimontando con 2 triple di Tagliamento nel finale; Cordola 15 punti. Tagliamento finisce come miglior marcatrice azzurra a 14,0 di media (sesta assoluta, seconda per percentuale da 2), sorpassando "Zanda" che si è flessa nelle ultime partite (11,8 la media conclusiva), pagando forse il fatto che presumibilmente tutte le avversarie impostano la difesa su di lei in primis.
Ha vinto la Russia, 57-53 in rimonta sulla Francia in finale (ben 2500 spettatori ufficiali: ma il Portogallo non era terra arida per il basket?); ed è un ritorno in auge dopo che la grande madre sovietica sembrava non partorire più talenti. La compagine transalpina ha sfiorato il bis dell’oro U20. Mentre la Spagna s’accontenta del bronzo, e se non vincerà l’Europeo U16 passerà l’estate a secco d’allori (poveracce, anche al Mondiale U17 solo argento…). Ovviamente il quintetto ideale è riservato alle esponenti dei top 4 teams, il che sancisce l’uscita della nostra alfiera Zandalasini dalle migliori cinque ’96 del continente. (E Tagliamento mette in discussione la sua primazia tra le '96 italiane?) Smacco ma col passaggio a Schio ormai i suoi obiettivi sono più alti.
C’è infine da notare un dato: a parte il meraviglioso exploit d’oro del 2010, questa categoria U18 sembra la più avara di risultati per noi, anche nei gaudiosi ultimi anni. Recentemente abbiamo fatto un 10°, un 8°, un 6°, ora un 7° posto. Casualità? Forse, ma azzardo una spiegazione: nelle U16 la stazza conta meno perché i fisici sono più acerbi; nelle U20 conta sì, ma c’è anche più tattica, laddove siamo ferrati; le U18 sono forse l’età in cui più conta il talento puro e semplice, fisico-tecnico, e lì i nostri limiti vengono fuori. :unsure:

Nella foto: la Nazionale U18 in fase di raduno, quando sognava una medaglia.

giovedì 24 luglio 2014

Taccuino illustrato - 172

Tanto piovve che tuonò. La pioggia è quella di rinunzie ai campionati nazionali, ufficializzate lo scorso weekend con la pubblicazione dei gironi. Il tuono è quello delle società scontente che pigliano carta e penna (virtuali) e scrivono al presidente federale Petrucci. L’hanno fatto Genova e Carugate ma chissà se non ve ne sono state altre che non l’hanno pubblicizzato. Genova protesta perché Broni è regolarmente accettata in A2 anche se pare acclarato che non abbia rispettato le norme sui campionati giovanili da disputare: “se funziona così, allora noi ci sentiremo autorizzati a violare la norma che meno ci aggrada”, concludono quelli della Lanterna sul filo del paradosso (ci auguriamo). Carugate protesta perché è stata inserita nel girone di A2 di nord-ovest anziché quello di nord-est: “eppure siamo più a est di Biassono”. Cosa c’è in comune, come del resto nel “caso Hackett” che sta tenendo banco nel maschile in questi giorni? Che il protestante accusa una mancanza di uniformità nell’applicazione delle norme: “Se ci sono delle regole, devono valere per tutti”, è il leit motiv. :o:
Il tutto sembra riflettere una situazione (o almeno percezione) di anarchia: laddove il potere centrale pare latitare, le proteste si moltiplicano, ognuno vede violati i suoi diritti da parte di furbacchioni che approfittano del caos, ognuno si sente autorizzato, o costretto, a picchiare i pugni sul tavolo.

- L’A2 e l’A3 sono state falcidiate. Con ripescaggi a grappolo si è riusciti a turare in parte la falla, arrivando a un semi-dignitoso numero di 26 compagini in A2 e 25 in A3. Dovevano essere 32 e 32, però. Se non abbiamo contato male, le defezioni sono state 7 in A2 e 10 in A3 (più Priolo in A1), nuovo record storico dell’era moderna. :woot: La cifra tonda in A3 si è raggiunta grazie a Pesaro che ha defezionato a gironi già composti: come in certe scene da cartone animato, in cui a uno crolla la casa in testa, emerge faticosamente dalle macerie e gli cade addosso una tegola residua per farlo svenire definitivamente. In pratica si è perso un girone sia in A2 che in A3. Il Sud è particolarmente prosciugato; resiste la zona di Cagliari, caso anomalo con 4 squadre nei campionati nazionali: grande passione o contributi pubblici che resistono a differenza di altrove? :unsure:

- In A2 hanno defezionato: Catania, Valmadrera, Ancona, Udine, Brindisi, più le neopromosse Pomezia (alias Minerale Puro Roma) e Pordenone. Quest’ultima s’è auto-congelata in A3. Sono state ripescate Viterbo e Biassono, le uniche 2 retrocesse (quindi i playout si son giocati per finta, a posteriori), promossa a tavolino Albino (finalista-playoff con Carugate: anche questa serie, col senno di poi, è stata platonica). Caso anomalo l’SRB Roma, formalmente ammessa a tavolino, di fatto promossa sul campo col titolo della Virtus Albano-Pavona, quindi non la contiamo come ripescata. Dall’A2 in A1 sono salite 4 compagini, compresa Napoli a tavolino.
Sommatoria: delle 28 squadre del 2013/14, permangono regolarmente in 17, più 3 ripescate/promosse a tavolino, più 6 neopromosse regolari. Totale 26.

- In A3 hanno fatto rintoccare le campane a morto: Sorrento, Treviso, S. Bonifacio, Bergamo, Maddaloni, Bari, Athena Roma, Sassari, Anagni e appunto Pesaro in tackle scivolato finale. Anche qui l’unica retrocessa sul campo è stata ripescata: Savona, per il secondo anno di fila. Piangono in primavera, ridono d’estate. La sopravvivenza è condizione sufficiente per mantenere la categoria: se sul campo si è fatto pietà, risulta ininfluente se non per l’amor proprio. :wacko: Ammesse a tavolino: Bolzano, Battipagliese (ora il salernitano ha un team in A1, uno in A2 e uno in A3), B. School Udine, S. Raffaele Roma, Ostia.
Sommatoria: delle 31 squadre del 2013/14, permangono regolarmente in 11 (poco più di un terzo!), più 2 “congelate” (Pordenone auto-stoppatasi, Savona ripescata), più 7 neopromosse regolari, più 5 ammesse a tavolino. Totale 25. E certamente, quando anni or sono si paventava una cristallizzazione delle categorie (per via del semi-blocco di promozioni e retrocessioni), non immaginavamo tutta questa grazia: nel 2014/15, su 53 squadre di A2 e A3, ben 21 non giocheranno nella stessa categoria dell’anno precedente. Di questo non ci possiamo lamentare... :shifty:

- A quanto pare, si è già al “de profundis” per l’A3 intera, poco amata dalla Fip (nacque per compromesso voluto dalla Lega, che a sua volta non amava la B magmatica a 1000 squadre) e ormai difficile da difendere, stravolta nello spirito originario (“campionato di sviluppo” per le giovani: non c’era più l’obbligo delle under) e direi pure abbandonata da chi l’aveva inizialmente voluta, ormai salito di categoria o scomparso.
Come sempre, quando qualcosa finisce male, hanno buon gioco i suoi detrattori a dire che ha sempre e solo fatto cagare dall’inizio; ma questo è falso perché l’A3 ha garantito 3 stagioni (compresa la prossima) di basket a un livello intermedio, più che dignitoso, tra A2 e B regionale. Ha ospitato club come Venezia e Geas che hanno potuto ripartire da lì con le loro giovani senza intrupparsi nella palude della B regionale da cui per uscire servono più i gomiti delle veterane che gli slanci delle ragazzine. La Coppa Italia di A3, poi, per quanto abbiamo visto a Pessano, era una bella festa, valida tecnicamente e che contribuiva all’identità di una categoria che, contrariamente agli sfascisti, aveva una sua piena ragion d’essere. Chiaro, se diventa insostenibile e chi la fa muore, non si può che prenderne atto. Però bisogna anche capire perché chi la fa muore, non semplicemente dire che era una cagata. La vera cagata è dire che era una cagata. :angry:

- In mezzo a cotanto sfacelo, fanno da contraltare i successi delle nazionali giovanili. Le Under 18 di Riccardi sono ai quarti di finale europei con 5 vittorie in 6 partite. :) Forse si eccede un po’ nella retorica dell’”Italia tutto cuore” (lo dico dai commenti che si leggono), perché c’è anche tanto talento in questo gruppo ’96; però il roster è totalmente privo di centri e ha un’altezza media ufficiale di 1.76, ovvero quasi 10 cm meno della Russia, per fare un esempio.
Forse abbiamo avuto una prima fase malleabile, perché né Rep. Ceca, né Svezia né Portogallo sono poi approdate ai quarti; ma poi abbiamo legittimato con una franca vittoria sulla Croazia, una più combattuta sull’Olanda (che però è forte, e comunque eravamo a +5 prima di una tripla da metà campo tulipana allo scadere) e soprattutto una vittoria sfiorata con la Spagna ieri. Abbiamo preso un’imbarcata nel 2° quarto ma poi abbiamo rimontato da -16 con un super 3° quarto, passando anche avanti e poi più volte tornando a condurre sinché nel testa a testa hanno prevalso le iberiche (68-63) nonostante 40 punti in coppia per Zandalasini e Tagliamento. Per le castiglio-catalane (e altre etnie minori) è prima realizzatrice quella ’97 Salvadores che poche settimane fa ha segnato 40 punti nella finale del Mondiale U17.
Per noi invece, non sorprendentemente, Zandalasini capeggia le scorers con 14,2 di media; è anche la miglior rimbalzista (con meno di 5 a partita, però: specchio delle nostre carenze), rubapalloni e stoppatrice. Il problema è che nei quarti, domani, ci tocca la Serbia, cliente aspro (bronzo uscente) e che rischiamo di affrontare con 3 scavigliate, tutte fuori con la Spagna. :woot:

- PS finale: visto che all’inizio si parlava di lettere a Petrucci, avevo finora omesso di menzionare che la lettera scritta dalle giocatrici di Varese al presidente medesimo, lamentando d’essere state private della vittoria alle finali di B lombarda ottenuta sul campo, ha avuto risposta circa un mese or sono: Petrucci ha mostrato comprensione per la vicenda subìta dalle giocatrici, precisando però che il suo ruolo istituzionale non gli consente di entrar nel merito delle decisioni della giustizia sportiva. Non risolve il problema ma almeno rasserena un po’ l’ambiente varesino. Ma cosa risponderà (se risponderà) Petrucci a Genova e Carugate?

Nell'immagine: loghi di società che hanno abbandonato l'A2.

venerdì 18 luglio 2014

Taccuino illustrato - 171

- Lombardia, terra dolceamara. Domenica, tornando dal lago di Como, sono passato da Casnate, laddove sorge il Palasampietro, tempio della Comense che fu, ora putrescente cattedrale in un deserto post-atomico dove imperversano avvoltoi e sciacalli. E all'occasionale interlocutore ho detto: "Vedi? Una volta lì giocava la squadra femminile più forte d'Italia. Poi il proprietario è stato condannato per frode fiscale e tutto è scomparso". :cry: Per carità, è giusto che chi ha delinquito (si dice? Boh) abbia pagato. Ma il brutto – sia nello sport che nella vita reale - è quando, dopo il passaggio della falce della legalità, rimangono macerie e null’altro. Bisognerebbe che quando la legalità falcidia, lo stato si prendesse cura di non far marcire quel poco o tanto di buono che il colpevole aveva messo in piedi. Lo so, è impraticabile; ma così muore il bambino insieme all’acqua sporca e rischi di trovarti a sperare che la finanza non becchi mai il patròn di turno, se poi non rimane nulla.

- Per combinazione, ecco mercoledì 16 il comunicato che annuncia la rinascita della Comense come Polisportiva, comprendente anche un settore giovanile di basket. Una gioia rivedere la firma di Enrico Levrini, l’addetto stampa dei tempi che furono. Certo, è una briciola rispetto alla Comense che fu; ma già il fatto che risorga il nome, e il marchio, è un altro paio di maniche rispetto ad altri tentativi di surrogato. Se son rose (bianconere) rifioriranno.

- A Valmadrera invece annunziano la rinunzia all’A2, con richiesta di ripartire dalla B regionale. Sorpresa? Poca. Un’avvisaglia era stata quando, a giugno, era stato comunicato che tutte le giocatrici erano da considerarsi libere. Gli addetti ai lavori si chiedevano: “E che vogliono fare? Come Biassono l’anno scorso? Ma Biassono almeno aveva le giovanili forti. Eppure ne prendeva 30 a partita. Valmadrera ne piglierebbe 80”. :wacko: Ecco, il dubbio è stato risolto. Certamente il declino è stato rapido: due anni fa, da neopromossa, una squadra ambiziosa, anche se poi non andò benissimo; l’anno scorso una squadra pericolante ma comunque salva; ora la chiusura. Al tempo stesso, però, parliamo di una società che il vivaio ce l’ha: non qualitativamente bestiale ma buono. La B potrà essere una buona base di ripartenza.

- E veniamo a chi l’A2 la farà e attende i gironi, tra voci e trapelamenti più o meno ufficiosi (meglio aspettare che tutto sia definitivo, perché se ci sono riunioni di Fip e Lega in ballo, magari stiamo a discutere di qualcosa che poi si stravolge). Geas, Biassono e sostanzialmente anche Crema (per quest’ultima, gran parte del gruppo o è prodotto in casa o è lì da svariati anni, faranno l’A2 col proprio personale interno più sporadici rinforzi; di Broni mi pare avessimo già parlato.
Su Carugate, la più pimpante sul mercato, le ultime sono che Schieppati ha scelto di partire per Castel S. Pietro mentre rimane De Gianni. È ancora in sospeso Calastri, che potrebbe anche scegliere di restare a Milano. Certo che se andasse a Carugate, la matricola sarebbe ancor più competitiva, considerando un quintetto con Stabile, Frantini, Giunzioni, De Gianni e appunto Calastri. Il rischio? Qualcosa che capitò al Sanga di 3 anni fa: dopo la salvezza avventurosa fece acquisti possenti (Stabile, Frantini, Ntumba, Lidgren, Schieppati) con l’effetto collaterale che chi aveva giocato l’anno prima finì in panca e non necessariamente fu entusiasta.

- E Milano che fa? Se lo chiedono in molti in questi giorni. Perché sinora non è trapelato niente, se non che Gottardi ci sarà, compatibilmente con impegni extra-basket. Ma null’altro. Il patron-coach Pinotti è appena tornato da un camp in Spagna, preceduto dal suo classico camp societario. Nel frattempo ci sono stati cambiamenti societari: sono andati via il vicepresidente Piacentini e la responsabile del vivaio (nonché vice in A2), Susanna Padovani, subito accasatasi a Milano Basket Stars. Invece è rimasto il direttore sportivo Bianchetto, che sembrava andasse a Torino; da lui abbiamo appreso che vi sono alcuni obiettivi di mercato, non solo giovani ma anche senior, e che lo sponsor Il Ponte-Casa d’Aste è confermato. Da Pinotti abbiamo invece avuto questa dichiarazione: “Stiamo scegliendo una linea molto interessante; aspettatevi sorprese”. :o: In sostanza non sarà forse una squadra d’ambizioni elevatissime ma nemmeno una smobilitazione. Chiaro che con o senza Calastri cambia un po’.

- A proposito di Calastri. È stata lei l’mvp femminile al torneo misto di Binzago che s’è concluso sabato 12. Eravamo rimasti alla vigilia delle semifinali. Nelle quali la squadra di Miciona Gatti (per la verità non brillantissima nel resto del torneo, ma quella sera sì, come anche le sue compagne) piegava, con parziale sorpresa, la squadra di Fifi Scudiero. Mentre quella di Giulia De Cristofaro, vera “matadora” realizzativa del torneo, dominava su quella di Calastri, la quale incappava in una serata storta.
Dopo una finale 3° posto in cui la squadra di Scudiero, con 25 punti dell’ex biassonese Gariboldi, piegava quella di Calastri (20 per lei), nella finalissima, disputata all’aperto ma con una temperatura degna di ottobre inoltrato (specie nel 2° tempo), la squadra di De Cristofaro (14 punti), Silvia Bassani e Minervino bistrattava quella di Gatti e delle albinesi, conquistando la corona binzaghese per la prima volta.
Detto del premio di “mvp” a Calastri, quello di top scorer andava, di larghissimo scarto, a De Cristofaro, 137 punti in 7 partite (ossia quasi 20 di media) contro i 100 di Calastri e gli 85 di Vale Gariboldi. Di quest’ultima segnalo anche le 50 presenze in 8 edizioni senza mai saltare una partita: iron-woman.
Tra big di A1, come media-punti, Galbiati piegava d’un soffio Maiorano (14,0 contro 13,4). Elenco infine altre che si sono messe in luce, tra le 70 totali che han giocato: Carlotta e Martina Picco; Valeria Bassani (di Villasanta); le ’97 della Pro Patria Rossini e Castiglioni; Marta Meroni; Chiara Pozzi; Contestabile; Vujovic; Camilla Tandoi; per essere ferme da un anno, Biscari e Arnaboldi se la son cavata più che bene; e sicuramente ne dimentico.
Chiudo con un dato confortante, ovvero il significativo (mah) :huh: aumento della percentuale di punti femminili sul totale segnati al torneo: 30,4% contro 29,6% della scorsa edizione. Allegria e buona estate a tutti.

Nella foto: collage dalle premiazioni di Binzago. Da sinistra: Camilla Bassani e Giulia De Cristofaro laureate campioni con la squadra; Alessandra Calastri mvp femminile; Valentina Gariboldi "iron-girl" e terza con la squadra; Camilla Mariani giocatrice più giovane.

giovedì 17 luglio 2014

Taccuino illustrato - 170

- Il bronzo europeo delle Under 20. Eravamo rimasti alla vigilia dei quarti di finale con la Russia. L'abbiamo vinto 73-64 con un brillante ultimo quarto, 25-14, in cui Orazzo e Peresson hanno indovinato un paio di triple-chiave nel finale, mentre Penna è stata la migliore nell'arco della partita, con 16 punti e 8 rimbalzi.
Poi la semifinale con la Spagna, mentre s'accendevano le telecamere di Sportitalia e il pubblico udinese saliva sino a quasi 1000 unità. Contro la muraglia difensiva delle iberiche, e contro lo strapotere di Ndour sotto canestro (26+15 rimba) e Romero tra le esterne (19+8 assist) non siamo stati a guardare ma dopo il -15 dell'intervallo siamo solo riusciti in un riavvicinamento nel 3° quarto prima di essere rispediti indietro (64-46). Milazzo unica in doppia cifra, con 11, ma il 3/16 al tiro e il -16 di plus/minus sono piuttosto eloquenti (anche se sul plus/minus io sono piuttosto scettico perché dipende anche da chi c'è dall'altra parte: se giochi sempre contro il miglior quintetto avversario, è logico che rischi una cifra negativa, mentre se capiti in campo quando l'altra squadra fa rifiatare le migliori, puoi racimolare un dato positivo senza particolari meriti - chiusa parentesi).
Restava quindi la finaluccia con la Serbia per prenderci una medaglia. Addirittura 2000 gli spettatori dichiarati, non saprei se reali visto che la telecamera riprendeva la parte opposta all'unica tribuna. Ma comunque la partita ha meritato ogni spettatore avuto, compresi quelli televisivi. Un andamento a ottovolante ci ha visti sotto di 7-8 punti nel 3° quarto, poi avanti di 11 nell'ultimo con un paio di strepitosi minuti; dopodiché un blackout (che qualcuno nel topic sulla Nazionale U20 attribuisce a scelte sbagliate dal c.t. Molino) ci costava uno 0-12 per il sorpasso serbo a -40" (62-63). Dopo azioni convulse andava in lunetta Ercoli a 5 secondi dalla fine e la conterranea del celebre lupo ammansito da San Francesco (quello di Gubbio) faceva 2/2. Come ha fatto a finire 68-63? Perché nell'azione successiva la Serbia segnava in arresto e tiro ma gli arbitri annullavano per sbracciata su Milazzo; la panchina slava esplodeva e si beccava du' tecnici. Gambarini 16 punti con 7/10; Crudo 14; Ercoli 10+12 rimbalzi.

- Sui social networks, giocatrici e staff esaltavano il "cuore infinito", l'orgoglio, la grinta ecc. Tutto vero ma a mio parere questo gruppo ha anche un notevole talento diffuso. Se la classe '94 non è di per sé straordinaria (avevamo già notato che non venisse da risultati brillanti negli Euro U16 2010 e U18 2012, i precedenti in cui era annata dominante), anche se le due "azzo" sono importanti (Milazzo e Orazzo), c'è un gruppo '95 che fa leccare i baffi tra Penna (nel quintetto ideale del torneo), Gambarini, Peresson, Crudo, Nicolodi, Barberis e un'Ercoli che forse è il centro del futuro del nostro basket (non solo per mancanza d'alternative a parte la baby Cubaj). Insomma anche meglio del celebre gruppo '92 che, come s'intuiva già ai tempi, ottenne le sue due grandi medaglie più per meriti collettivi che per talento individuale megagalattico.
Chiaro, aver giocato in casa non consente di valutare con certezza se eravamo effettivamente la terza miglior squadra; tuttavia ricordiamo che avremmo potuto schierare una tal Zandalasini, se non fosse giustamente a riposo nell'interstizio tra gli impegni senior e quelli U18...

- Siamo alla sesta medaglia europea giovanile dal 2008, e l'estate ha ancora due kermesse da proporre (buone speranze per le U18, a partire da domani, giovedì 17). Stiamo meglio, come risultati, di 10 anni fa; enormemente meglio, a dispetto del calo di tesserate e dei problemi ben noti a tutti. E' inevitabile chiedersi: perché le annate dall'81 al '91 non hanno mai vinto una medaglia né mai si sono qualificate a un Mondiale, mentre quelle dal '92 al '97 hanno appunto 6 medaglie in carniere più 3 Mondiali raggiunti? Erano scarse quelle e fenomeni queste? Io non credo; in quel lasso di annate c'erano diverse valide giocatrici oggi protagoniste in A1, con l'eccellenza di Sottana e forse anche una fisicità maggiore di quella che abbiamo ora. Penso che sia migliorata la qualità della preparazione, la personalità con cui affrontiamo gli impegni, e probabilmente i risultati instaurano un circolo virtuoso, cioè danno fiducia a staff e giocatrici, ispirando i gruppi successivi. Ad esempio, a vedere le U20 a Udine c'erano in tribuna le U18 che sicuramente ne avranno tratto gasamento e voglia di emularle. Insomma, l'inaspettato argento U16 di Katowice ha fatto girare il vento e graziadeo non è rimasto isolato. E poi chissà, forse, contrariamente a quelli che dicono che "gli altri ci stanno superando", in realtà qualche vecchia potenza è in fase calante e noi ne approfittiamo. Finché durano le vacche grasse, brindiamo. E complimenti a tutti, comunque, perché mai nulla è scontato.

- E diciamo qualcosa sulla finalissima Francia-Spagna. "Franza o Spagna, purché se magna", recita il famoso detto popolare. Ma entrambe ci hanno tenuto a stecchetto, in carestia mortale di canestri. 47-42 per le transalpotte dopo un supplementare, 34-34 al 40'. "Partita vibrante sul piano agonistico", si scrive solitamente quando non si vuol dire che sul piano tecnico è stata uno strazio; e in effetti è stata entrambe le cose: suspense per l'esito, terribile per lo spettacolo. Anche se gli allenatori magari s'esaltano quando vedono difese che annullano gli attacchi e gente fisicata che corre, salta e muscolareggia. E certamente la Francia ha fatto un grandissimo lavoro concedendo a Ndour solo 8 tiri in 40 minuti. Ma il 26% al tiro da una parte, 23% dall'altra, 38 perse complessive, hanno ferito il basket, agli occhi dell'appassionato plebeo. :cry:
Sin dal 1° quarto le due squadre s'impegnavano per distogliere i pochi che avessero preferito la loro partita alla contemporanea finale del Mondialcalcio (le tribune, però, non eran così vuote, va notato): una sinfonia di errori da sotto, "airballs" che non pigliavano il ferro, palle alle ortiche. Ohibò, non sto negando che fossero squadre forti, ma la propensione difensivista di entrambe, e forse l'eccessiva conoscenza reciproca (si scontravano per la millesima volta negli anni), ha prodotto un annullamento reciproco. Nella prima fase era finita 48-42 per la Spagna e quindi non è un caso.
Spagna avanti 9-6 al 10' e 20-14 al 20'. Poi la svolta: Spagna che segna 2 punti nel 3° quarto (!) e Francia che scappa sul 22-29 a 8' dalla fine. Rimonta delle ex suddite di Juan Carlos: 31-31 a 4'30" dalla fine. Lì si riprende con le atrocità, una serie pazzesca; solo a 53 secondi dalla fine si sblocca il punteggio con una tripla di Badiane per il +3 Francia. Con quei chiari di luna, poteva essere decisiva, ma Romero, dopo aver sbagliato quasi tutto, tornava stella con una tripla a -5".
Overtime, e lì la Francia si sbloccava con 13 punti in 5', portando a casa l'oro. La Spagna aveva vinto le ultime 3 edizioni. Il play tascabile francese Epoupa ha segnato 12 punti e gestito, pur tra qualche svalvolamento, con personalità; Badiane 13 punti e 10 rimbalzi.

Nella foto: le nostre Under 20 in festa, ormai è una piacevole abitudine.

venerdì 11 luglio 2014

Taccuino illustrato - 169

E veniamo ora a parlare di senior. Dobbiamo proprio? Purtroppo sì. L’altroieri, mercoledì 9, c'era la cruciale scadenza delle iscrizioni ai campionati nazionali. Come di consueto non si sanno immediatamente tutte quelle che si sono iscritte (forse domani il quadro), ma si sa chi ha esternato la rinunzia: in A1 Priolo, in A2 Udine, Ancona, Pordenone, Brindisi e si vocia pure di due laziali; anche in A3 si parla di un numero abbondante. Okkio che potrebbero esservi altre rinunzie silenziose, cioè di gente che non si prende neanche la briga di avvisare. Okkio anche che siamo a livello di probabilità e non di certezze (speriamo).
In sostanza, nel peggiore dei casi, avremmo uno scenario post-atomico (tanto per non drammatizzare) con 24 iscritte in A2 (tolta pure Napoli che s'appresta a salire in A1 al posto di Priolo) e 24 in A3. Ricordiamo che quest'anno erano 28 e 32, anche se alla cifra relativa all'A3 si era giunti tramite assunzioni dalle serie inferiori, cosa che potrebbe essere ripetuta. Ma diciamo pure che se è così, è un'ecatombe. Se la causa maggiore sia che i mecenati hanno il portafoglio vuoto, o che i parametri strozzano, o che le istituzioni non versano più danari, sarebbe interessante saperlo, ma ora importa soprattutto cosa succede ai campionati in questione, perché è evidente che con 24+24, anziché le previste 32+32, ogni formula andrebbe rivista.

La defezione di Priolo: ce n'erano tutte le avvisaglie nelle faticose sopravvivenze degli anni scorsi, con allarmi, appelli, mercato fatto a metà stagione dopo inizi con le pezze per risparmiare, eccetera. Sul campo l'esperienza di Coppa e dei dirigenti era sempre bastevole per salvarsi, ma probabilmente era impossibile tirare a campare così. Scomparsa dolorosa perché Priolo aveva un’identità forte, rappresentava un’area geografica particolare, una passione intensa (sebbene spentasi negli ultimi tempi) e vittorie memorabili come i due scudetti 1989 (il primo dell’era post-Vicenza, beffando l’eterna seconda Milano) e 2000, forse il più clamoroso della storia recente, con una squadra di “outsiders” del basket italiano, un po’ come sarebbe stata Ragusa se avesse vinto quest’anno.
Con questa scomparsa, la situazione storica è sconcertante: tutte le società campioni d'Italia tra il 1989 e il 2012, eccettuate Schio e Parma, sono scomparse. Priolo, Cesena, Comense, Taranto, Napoli Vomero che non è la stessa che salirà in A1 ora. Se non altro, può essere un'occasione di riflettere sulla caducità delle glorie umane. :wacko: Caducità che riguarda pure il basket maschile, se pensiamo che tra il 1997 e il 2013 tutti gli scudetti sono stati vinti da Virtus Bologna, Fortitudo Bologna, Treviso e Siena, ognuna delle quali ha subìto poi un crac societario, sebbene in qualche modo rappezzato con una ripartenza dalle serie inferiori. "Cogli l'attimo, non credere mai al futuro", diceva all'incirca Orazio, non il fidanzato di Clarabella ma il poeta latino.

- Accennammo nel Taccuino precedente al ritorno di Superbasket. La rivista, divenuta mensile, è tornata dapprima in formato digitale, poi da questa settimana in edicola (ancora da decidere se il cartaceo sarà occasionale o regolare). Ottima notizia ma, da fissati del femminile, non si può tralasciare che Roberto Lurisi non è stato coinvolto nell'operazione, e le uniche tracce di basket donne sono: una citazione della qualificazione dell'Italia agli Europei nell'editoriale del direttore, Dan Peterson; il vivaio di Venezia (anche maschile) come già dicevamo; e infine due paginette abbastanza "light" sullo scudetto di Schio. :angry: Non so come andrà in futuro ma, visto che negli ultimi 2 anni e mezzo la rivista non era uscita, male che vada non ci perdiamo nulla, bene che vada è comunque qualcosa in più.

- Come antidoto alla depressione, invochiamo il torneo (misto) di Binzago. Si sono giocati martedì e mercoledì i quarti di finale. Ma prima va citato l’exploit di Giulia De Cristofaro, che avevo già menzionato come giocatrice che al torneo diventa un’iradiddio. Era nulla, però, in confronto a quel che ha fatto sabato 5, segnando 49 punti in una partita, :woot: nuovo record della kermesse. Qualcosa di inarrestabile, al punto che il pubblico ha applaudito ironicamente quando dopo 16/16 ai liberi ha sbagliato il diciassettesimo...
I quarti di finale sono stati allietati da duelli femminili d’alto profilo, di quelli che fanno dire ai presenti: “Però, ‘ste tipe, come giocano!”. :yes: Martedì la squadra di De Cristofaro ha giocato contro quella di Virginia Galbiati e altre 4 biassonesi o ex (Gargantini, M. Fumagalli, Porro, Zucchi). Il primo quarto è stato semplicemente pirotecnico perché Galbiati ha segnato 16 punti e De Cristofaro 14. Da paura, una andava di là e sparava la tripla in faccia, l’altra veniva di qua e segnava in entrata carpiata, roba così. Peccato che la partita era iper-squilibrata e la squadra di De Cristofaro ha vinto di 48. Galbiati poi s’è placata e ha chiuso con 22, De Cristofaro invece 27. Gli esperti esaminano le cause per cui De Cristofaro al torneo sembra Diana Taurasi mentre durante l’anno non ha funzionato bene a Carugate (dovendosi poi rifugiare a Giussano); s’ipotizza che il credo difensivo di coach Mazzetto non le calzasse a pennello...
Mercoledì altro scontro fra titane: Masha Maiorano e Alessandra Calastri. A tratti anche marcandosi. Si sono limitate a vicenda perchè han tirato ambo intorno al 33%, però anche bei colpi riusciti; Maiorano ha chiuso con 18 punti e Calastri con 11 ma ha vinto la centrona dopo un supplementare, acciuffato grazie a un canestro incredibile segnato da Beatrice Pentrella (nome ignoto al grande pubblico), con Maiorano incollata, da 6 metri fuori equilibrio allo scadere dei regolamentari.
In semifinale, quindi, oggi (venerdì) si affrontano: la squadra di Fifi Scudiero e Valentina Gariboldi contro quella di Miciona Gatti; poi quella di De Cristofaro e Silvia Bassani contro quella di Calastri. E comunque vada ci divertiremo.

Nella foto: Giulia De Cristofaro festeggia il suo record di punti al torneo di Binzago insieme a Silvia Bassani e al suo tipo.

giovedì 10 luglio 2014

Taccuino illustrato - 168

- Giovanili, giovanili a bizzeffe. Qualcuno s'è attrezzato con tre streamings contemporaneamente, nei giorni scorsi. Iniziamo dalla massima nobiltà: domenica 6 si è concluso il Mondiale U17 in Repubblica Ceca. Hanno vinto gli Usa dopo una finale straordinaria con la Spagna: 77-75.
In realtà non è finita all'ultimo tiro, giacché le iberiche hanno segnato il -2 su rimbalzo in attacco allo scadere, dopo che le statunitensi avevano piazzato a circa 1' dalla fine il +4 decisivo. Ma a 3' dal termine le suddite dei Borboni avevano coronato un lungo tallonamento con il sorpasso, firmato dall'ennesimo canestro di Angela Salvadores, un'esterna dotata di uno straordinario palleggio-arresto-tiro (poco da invidiare al maschile, salvo ovviamente l'elevazione) che ha segnato addirittura 40 punti, venendo nominata "mvp". Lauren Cox ne ha realizzati 20 per gli Usa. :B):
Per le americane è il terzo titolo di fila, ma impressiona il fatto che la Spagna si sia dimostrata alla pari. La Spagna in questi anni è gli Stati Uniti d'Europa, nel senso che sforna una continuità di gruppi forti che è degna degli Usa. Le altre nazionali del mondo dipendono dalle annate: ne azzeccano alcune, poi decadono, poi magari ritornano. Solo gli Usa, e ora pure la Spagna, sono in grado sempre e comunque di essere competitive.
Per quanto concerne l'Italia, dopo l'uscita amara (ma a testa alta) negli ottavi con la Rep. Ceca, che poi è stata tritata dalla Spagna in semifinale così come l'Ungheria è stata fatta polpette dagli Usa (notevole poi il bronzo per le magiare), siamo incappati in una meno onorevole sconfitta col Mali nel primo match di consolazione, finendo poi decimoterzi con una vittoria sulla Slovacchia e una sul Messico. Piazzamento non certo brillante, ma al di là del malo modo con cui abbiamo perso con Brasile e Spagna, l’unico k.o. evitabile era col Mali. D'altra parte, essere al Mondiale significa aver fatto bene all’Europeo precedente, e dunque “l’importante è partecipare” non era vacuo slogan, nella fattispecie.
Peccato per l’assenza di Pan, unica stella dell’annata ’97 insieme a Santucci che, non a caso, è stata la sola in doppia cifra tra le azzurre con 12,4 di media, davanti a Ciavarella (8,4) e Porcu (6,4). Cubaj, 2 anni sotto età, la miglior rimbalziera con 7 tondi; vista la penuria di materia prima nel ruolo, è probabile che qualunque rappresentativa azzurra futura la userà come imprescindibile pivot.

- Scendendo d’un gradino d’importanza: Europei U20 a Udine. Alti e bassi ma siamo ai quarti di finale (contro la Russia) e siamo più competitivi di 2 e 4 anni or sono con le ’94. Merito anche delle ’95 che in più d’un’occasione hanno recitato da primattrici. L’esordio con l’Olanda del tulipone nero Treffers era stato tragico, ma poi le sorti si sono clamorosamente ribaltate, tanto che noi siam finiti secondi dopo la seconda fase e loro sesti e ultimi, tragedia nazionale ben più dell'eliminazione ai Mondiali di calcio ieri. Per l'Italia quattro vittorie: Polonia, Bielorussia (prima fase), indi Serbia (seconda fase), la più brillante visto che le belgradesi son giunte prime, e Slovacchia, con 20 di Penna. In mezzo tra queste ultime due un passo falso con l’Ucraina (-2 non maturato all’ultimo tiro perché eravamo a -5 prima di una tripla di Gambarini a tempo quasi scaduto), senza il quale saremmo stati primi. Solo con l'eliminazione diretta, però, capiremo i valori assoluti, perché il fatto che nell'altro girone ci fossero le tre "bigs" Spagna, Francia e Russia potrebbe significare squilibrio. Però, sinora, per noi bene così.

- Restringendo vieppiù la sfera: Finali nazionali U15. Venezia è campione d’Italia: battuta in finale, sabato 5, S. Martino in un derby sia geografico, sia fra squadre di A1, e considero positivo questo secondo aspetto, piuttosto raro nell’ultimo decennio (mi vengono in mente un paio di Geas-Venezia nel 2012, poi non so quali altri casi). Reyer padrona dell’annata giovanile: finalista U19, campione U17 e U15: in pratica è arrivata a una sola partita (e poteva vincerla) dall’inedita tripletta di scudi. Solo frutto del reclutamento massiccio? :unsure: Intanto il vivaio lagunare (maschile compreso) viene lodato in una pagina del nuovo Superbasket, che casualmente ospita anche una pagina pubblicitaria della “crociera Reyer”, in partenza nei prossimi giorni nell’Adriatico, se a qualcuno interessa.
Per questa kermesse U15 eravamo rimasti alla vigilia delle semifinali. Venezia regolava Livorno 55-41 mentre S. Martino spegneva Biassono 59-52 con una straordinaria Fassina: 31 punti, 15/22 da 2, 17 rimbalzi. :woot: Della finalissima ho visto poche fasi in streaming, ma direi che se le precedenti di quest'anno erano state belle (quella U17 addirittura ottima), questa non lo è stata, con troppa fatica da parte degli attacchi, e quel senso di sofferenza che si prova a seguire un match in cui una squadra capeggia pur senza brillare e l’altra arranca senza mai minacciare il sorpasso. Venezia ha vinto 48-37 con 22 punti e 11 rimbalzi di Elisa Pinzan, Nella finalina Biassono d'autorità su Livorno (56-41) per un 3° posto che conferma il valore del vivaio brianzolo.

Nella foto: Nicolodi in lunetta durante l'Europeo U20, con un suggestivo sfondo urbano udinese [foto da Basketinside].

venerdì 4 luglio 2014

Taccuino illustrato - 167

- Si è concluso il Mondiale U17 (o meglio, continua ma nelle partite di consolazione) per la nostra compagine. Che, dopo i rovinosi passivi con Spagna e Brasile, senza arrivare a 40 punti, e una vittoria senza fanfare con l'Egitto, stava passando dalle stalle alle stelle, buttando fuori le padrone di casa della Rep. Ceca negli ottavi a eliminazione diretta (la discutibile formula qualificava tutte e 16). Davanti a 2000 spettatori, le nostre comandavano pressoché per tutta la partita, sulla spinta di un sontuoso 24-16 nel 1° quarto, giocando gagliardamente sul piano agonistico ma pure bene sul piano estetico, sinché proprio nel finale subivano il sorpasso, da mani nei capelli (4-16 il parzialaccio dell'ultimo periodo per il 57-61 finale), però anche con l'orgoglio di aver dimostrato di non essere "la peggior nazionale nostrana di sempre", come abbiamo visto scrivere su Facebook, anche se sotto forma di domanda, a un addetto ai lavori del femminile... :angry: Santucci con 15 punti l'unica in doppia cifra; da segnalare Porcu con 6 punti, 7 rimbalzi, 4 recuperi.
I quarti di finale, venerdì 4, sono: Ungheria-Giappone; Canada-Usa; Rep. Ceca-Australia; Spagna-Francia. Considerando che il Brasile ha perso di 12 col Canada e a noi c'aveva demolito, v'è da chiedersi se la nostra impresa sfiorata con le ceche sia dipesa da una reale metamorfosi nostra o da un accoppiamento favorevole. Forse entrambe le cose. In ogni caso sarà un'esperienza utile per la crescita del gruppo '97 già positivo l'anno scorso agli Europei U16. :)
Peccato che la kermesse si sia coperta di ridicolo nel mondo web, per via del filmato dell'inspiegabile episodio di confusione collettiva in Messico-Slovacchia. L'avete visto tutti: una messicana sbaglia il secondo libero, la Slovacchia prende il rimbalzo difensivo, la lunga passa alla piccola che, senza senso alcuno, deposita nel canestro. Il proprio, però: quello dove si era appena posizionata con le compagne per il rimbalzo difensivo. :ph34r: Ma il bello è che nessuno fa una piega: né gli arbitri, né le altre giocatrici, né apparentemente gli allenatori. Così ora in Rete è tutto un fiorire di lazzi e di sfottò sul basket femminile.

- Archiviato il primo spunto azzurro dell'estate, c'è già il secondo, ossia gli Europei U20 a Udine, come già detto nello scorso taccuino. L'esordio di ieri è andato disastrosamente: 39-65 con l'Olanda. Ma ne parleremo prossimamente, se no c'è troppo fuoco alla carne.

- Bisogna parlare qui e ora, invece, delle finali nazionali Under 15, giunte al momento-clou. Le semifinali sono Venezia-Livorno e S. Martino di Lupari-Biassono. Ovvero sostanzialmente le 4 più accreditate, anche se Livorno s'è salvata in overtime con l'ostica Muggia. Franche invece le vittorie delle altre 3. Terribile il punteggio del quarto di oggi fra S. Martino e Geas: 36-22, che non è il parziale dell'intervallo ma il totale della partita, che gli amanti dell'attacco non avranno particolarmente amato, visto che dopo 10 minuti si era sul 7-4, all'intervallo 21-11 e dopo 3 quarti 26-16. Vero è che il 3 luglio a Porto S. Giorgio per una 15enne avrebbe più senso essere in spiaggia che nel chiuso d'un palazzetto a scannarsi, però ho l'impressione (da confermare attraverso i numeri, se sarà possibile), che i punteggi a livello giovanile siano in ribasso, ovvero che si stia spesso e volentieri sotto i 50 che è la soglia della sufficienza, a mio parere. :blink:

- Sempre agonismo, ma tra adulte. Torneo di Binzago, alias Coppa dei due Mondi perché purtroppo c'è anche quello maschile, ma ci si diverte lo stesso. Premesso che a livello di risultati c'è finora un'incertezza pazzesca, per cui è impossibile prevedere chi vincerà (le 8 che andranno ai quarti di finale, da martedì, avranno quasi le medesime possibilità di titolo), vediamo qualche spunto sulle singole.
Virginia Galbiati: da esordiente al torneo ha impiegato due partite e mezza ad ambientarsi, poi ha preso in mano la situazione segnando 16 punti nell'ultimo quarto di una partita fondamentale per la sua squadra, che ha rimontato da -11. La finalista scudetto ha chiuso con 24, miglior prestazione realizzativa di quest'edizione sinora.
Masha Maiorano: a proposito di Galbiati, l'atteso duello di A1 l'ha vinto la Masha provinciale (nel senso che ora scende in A3 a Costamasnaga, quindi non è più nazionale se non di fama), per 18 punti a 7 e netta vittoria della sua squadra. Ma non c'era confronto tra le due quanto a esperienza nel torneo, che ha pesato, per cui auspichiamo di rivedere la sfida nella fase finale, con Galbiati più rodata.
Alessandra Calastri: conferma di essere la più dominante di quest'edizione, in forma fisica e tecnica (nel frattempo s'è cimentata anche in altri tornei della zona), anche se "Fifi" Scudiero l'ha arginata nell'ultima partita. Ma Calastri intanto è anche oggetto d'interessi di mercato perché è incerta se seguire Stabile e Frantini nell'esodo a Carugate (dove peraltro lei è già stata) oppure restare a Milano oppure sa Iddio che altro. In ogni caso per me è il miglior pivot lombardo in circolazione fra quelli del circuito di A2.
Giulia De Cristofaro: la figlia di Miriam Cogliati, reduce da una stagione poco soddisfacente (ha lasciato Carugate a metà anno, scendendo in B a Giussano senza però incantare), conferma che a Binzago dà il meglio di sé (l'anno scorso fu "mvp" femminile). La sua squadra, in cui ci sono anche Minervino di Carugate e Bassani di Costamasnaga, promette di fare molto bene.
Dulcis in fundo, Dunja Vujovic: un piacere rivederla in campo dopo un anno di stop dovuto non a infortuni ma a scelte lavorative nonché mancati accordi con qualsivoglia società. L'abbiamo notata in forma, poco o nulla arrugginita, con quel suo buon mix tra movimenti in post basso e agilità. Al torneo fa coppia di lunghe dell'87 con Contestabile. Abbiamo apprezzato anche il suo noto "caratterino" quando ha cazziato un compagno maschio reo di una dormita difensiva in un momento topico. A fine partita ci ha detto di voler tornare in A2 e avere qualche contatto con clubs lombardi. La sto sponsorizzando? Ebbene sì perché non mi va l'idea che a 26-27 anni sia già persa per il basket. A bordo campo, nella partita dell'altro giorno a Binzago, c'era Big Flavio Suardi, neo-direttore sportivo del Geas: che vi sia un interesse concreto? :unsure: Per il momento non credo, ma una lunga, per quanto di potenziale più inespresso che espresso nella sua carriera, resta merce pregiatissima nel panorama attuale. E già che abbiamo nominato Contestabile (accompagnata al torneo dal fratellino di 10 anni che sfiora già l'1.70, potere della genetica), pure lei è in attesa di nuova destinazione cestistica dopo aver terminato anzitempo (ma troppo tardi per ricollocarsi) l'annata di A1 con La Spezia.

- Infine una notazione televisiva, ovvero il successo di Maurizio Fanelli e Alice Pedrazzi come commentatori dei playoff di A maschile. La scorsa settimana, gara-7 Milano-Siena ha avuto circa 1 milione di spettatori su Rai3 premiando quindi anche la "strana coppia" che debuttò 4 anni or sono nel femminile. "Strana" perché, ai tempi, lui era già avvezzo alle telecronache ma del tutto digiuno di femminile (e poco versato anche nel basket in generale), lei al contrario era sapiente nel basket ma novizia ai microfoni (a parte qualche esperienza già fatta col grande Massi Mascolo). Per cui si facevano un po' da stampella reciproca. :P Lavorando sodo sono diventati all'altezza di reggere la platea maschile e ora hanno avuto anche la vetrina della tv nazionale, varcando i confini dei canali sportivi di nicchia. Bene così.

Nella foto: Lorela Cubaj a canestro nel match perduto valorosamente dalle nostre U17 con la Rep. Ceca.

lunedì 30 giugno 2014

Taccuino illustrato - 166

E dunque andiamo agli Europei 2015. Pure brillantemente, con un 85-68 sulla Lettonia nell’ultima partita, mercoledì 25 a Ragusa. Chiaro, la Lettonia era appagata dalla qualificazione già ottenuta, così come noi avevamo le spalle leggere dopo che la vittoria della Bulgaria su Israele ci aveva garantito di essere una delle migliori 5 seconde a meno di una sconfitta rovinosa con le baltiche. Resta comunque una prestazione di qualità da parte nostra, con una prolificità offensiva che nelle precedenti partite c’eravamo solo sognati. Abbiamo tirato col 62% e il 39% da 3. Dotto 23 punti con 8/13, Masciadri 17, Gatti 12 (importante il suo ritorno nelle ultime 2 partite). Gente non del femminile che ha visto la partita (trasmessa giusto prima di gara-6 di finale scudetto maschile) è rimasta ben impressionata. Potere della mente sgombra? Può darsi ma l’impressione è di una squadra cresciuta strada facendo. E Dotto, che sembrava in appannamento rispetto all’esplosione di un anno fa, è diventata la trascinatrice, folletto inarrestabile e con quel dinamismo di cui Sottana, tecnicamente più brava, è carente.
Due sere fa, al torneo di Binzago, c’era Martina Crippa come spettatrice: “non abbiamo mai dubitato”, le ho detto ma a mo’ di boutade, :D perché in realtà tutti avevano dubitato, presumo anche loro stesse, dopo il k.o. in Portogallo e in Lettonia. Ma la ruota gira: due settimane fa, l’Italia calcistica era osannata per il “trionfo” sull’Inghilterra, candidata al titolo mondiale, gioco meraviglioso che il mondo c’invidia, eccetera (rivedere i titoli dei giornali per credere), ora tutti la sputazzano e la vilipendono, “specchio di un Paese malato”, “s’era capito fin dall’inizio che sarebbe finita così” e così via. :woot: Ricchini ovviamente non sarebbe stato crocifisso dalla plebe, in quanto la plebe è ignara di tutto, però ricordiamo certi malumori tra gli appassionati qui sul forum per le convocazioni, poi dopo le 2 sconfitte era partito il solito ritornello del basket da rifondare, “Nazionale specchio di un movimento alla frutta” o simili; ma a parte le esagerazioni, non qualificarsi sarebbe stato un fiasco e invece bisogna dire che, obiettivamente, per la terza estate consecutiva raggiungiamo l’obiettivo (2 qualificazioni ottenute e un ottavo posto a Euro 2013).
Bisogna vedere se l’anno prossimo si riuscirà ad avere un organico meno d’emergenza (una lunga vera però, salvo il ritorno di Ress, dove la troviamo?) per puntare a qualcosa di più che semplicemente esserci; ma la sensazione che trasmette la squadra è che, valori tecnici a parte, la mentalità è quella giusta. Si sanno i propri limiti ma si sa anche come fare per superarli. :B):

Ma ora è tempo di giovanili, che frizzano da ogni poro in questi giorni. Donde iniziare? In ordine d’importanza, dai Mondiali U17, cominciati sabato 28 in Repubblica Ceca. L’Italia di Alliori (Porcu, Santucci, Ranzini, Keys, Zecchin, Ciavarella, Policari, L.Rossi, Bonomi, Gianolla, Costa, Cubaj le convocate; purtroppo manca Pan; da notare Cubaj 2 anni sotto età perché sotto canestro è manna) ha perso bruscamente le prime 2 partite denotando difficoltà offensive: 39-71 contro la Spagna (Ciavarella 12) e 33-54 contro il Brasile (Policari 14). In questo secondo match, surreale il 5-19 a nostro sfavore all’intervallo, forse un record di stitichezza; più normale la ripresa ma ormai la situazione era compromessa. Fortunatamente la formula prevede che tutte passino agli ottavi di finale (mah), sicchè anche se per disgrazia perdessimo oggi con l’Egitto saremmo ancora in corsa.

Giovedì comincia l’Europeo U20, che giocheremo a Udine con credenziali incerte, dato che il campo di casa ci avvantaggerà ma l’annata dominante è il ’94, che non ha allori alle spalle: 2 anni fa come U18 arrivarono ottave; nel 2010 come U16 addirittura decimoterze, anche se è troppo lontano come confronto. Si sono appena sapute le convocate: Barberis, Bonasia, Crudo, Ercoli, Gambarini, Milazzo, Nicolodi, Orazzo, Penna, Peresson, Ramò, Reggiani (per curiosità: del team U16 di 4 anni fa le superstiti sono Orazzo, Peresson, Reggiani, Ramò).
E sono iniziate pure le finali nazionali Under 15 a Porto S. Giorgio. Chi vincerà? Non ne ho idea. Immagino una delle 16 partecipanti. :blink:

Nella foto: la festa dell'Italia con il cartellone di Euro 2015. Loro "col cuore" sanno già giocare.

venerdì 27 giugno 2014

Taccuino illustrato - 165

Aggiornamento lombardo. Ancora figli di un dio minore vista l'assenza dall'A1, :( ma il drappello di A2 è nutrito e magari prima o poi se n'estrarrà qualcuna in grado di tornare nella massima serie. Del resto il Geas avrebbe potuto riuscirci già quest'anno. Geas che però ora riparte senza Zandalasini, assunta in cielo a Schio, senza inoltre Meroni (va all'estero sino a gennaio, poi a Costamasnaga) e Burani sotto canestro. Queste ultime due sono compensate dall'arrivo di Laterza, che sulla carta vale di più. Però il reparto-lunghe era già sottile prima, tanto più ora che le uniche due sull'1.85 se ne sono andate. E senza Zandalasini il tasso di talento s'abbassa. Sull'altro piatto c'è la maturazione naturale delle giovani già presenti (tre delle quali hanno giocato poco o nulla per infortunio, ovvero Kacerik, Barberis e Picco, quasi nuovi acquisti), la stabilità offerta da Arturi e magari gli stimoli nuovi portati da Cinzia Zanotti in panchina.

Le notizie importanti di mercato sono quelle sull'asse Milano-Carugate, o meglio in direzione esclusiva (per ora) dalla prima alla seconda. Si spostano in provincia infatti due nomi di spessore assoluto come Stabile e Frantini. Sorprendente? Mica tanto, perché la situazione di Milano è in divenire e i nomi sul mercato, per chi s'affacci in zona all'A2, erano quelli e poche altre. Inoltre il neo-coach Cesari le ha già allenate quando era vice al Sanga.
Anche Calastri le seguirà? Possibile, è già stata lì e una lunga vera come lei è difficile da trovare: Carugate l'anno scorso s'arrangiava con Cagner e Bonomi da pivots, sostenibile in A3 ma più difficoltoso in A2. Sono convinto che se il Geas avesse avuto Calastri anziché Burani (rivelatasi fragile fisicamente e, secondo voci attendibili anche se Nonino smentirà per amor di patria, con atteggiamento sbagliato nell'ultimo periodo) sarebbe andato ancora meglio. Naturalmente Carugate non potrà più avere Mazzoleni in "doppio" col Geas, ma ne verrà fuori con una squadra ben competitiva (quanto competitiva lo vedremo aspettando il confronto con gli altri: Genova ha già annunziato colpi come Diene, Visconti e la croata Bozic).
E il Sanga che fa? Per il momento annuncia (ieri sera Franz Pinotti su Facebook, ormai vero organo d'informazione visto che i giornali cartacei o tagliano il femminile o si limitano a copiare i comunicati stampa delle società; oppure fanno tutto per bene ma arrivano in ritardo rispetto al web) :blink: che Gottardi sarà capitana anche la prossima stagione. :) Sul piano tecnico direi la decisione giusta per la 36enne ex tricolore a Priolo, perché nell'ultima stagione ha giocato meglio che nella precedente, quindi perché ritirarsi? Però vi sono incognite legate al suo tentativo di costruirsi una carriera nel mondo televisivo.

Valmadrera: annuncio di smantellamento totale del gruppo. Le giocatrici sono libere in blocco. A questo punto chi potrebbe rimescolare le carte del mercato? E Valma che fa, imbastisce un mercato con giocatrici da fuori o va di gioventù senza però avere un vivaio come quello di Biassono, che certo non ha salvato la squadra lo scorso anno ma almeno assicurava un minimo di competitività?

A proposito di Biassono: probabile la richiesta di ripescaggio in A2. In caso di successo, le lombarde sarebbero ben 7. Ma i gironi come saranno? Crema e Broni torneranno nell'ovile del Nord, con soddisfazione somma per entrambe (riteniamo), anche perché non sarebbero costrette a far salti mortali sul mercato per essere competitive. Da Crema, al momento, non giungono notizie di trasferimenti; a Broni vi sono conferme di spessore come Zampieri, Corradini, Accini, e arriva una straniera notevole come Dimana Georgieva. Ma si vocifera che il club dell'Oltrepò sia sub judice per possibile non ottemperanza delle norme sui campionati giovanili da disputare.

In A3 è particolarmente attiva Costamasnaga, che ha salutato Tunguz e Casartelli ma in compenso s'è rimpiombata ben bene con Giorgia Molteni e Meroni (cavalli di ritorno anche se la seconda, come detto prima, pare solo da gennaio in poi), e infine, trillo di tamburi, Masha Maiorano che fa la "scelta di vita" dopo 10 anni di A1 (per lei anche un incarico societario nel settore giovanile). :o: Che combinerà? Deve depurarsi dalle scorie delle ultime due annate un po' depressive, deve riabituarsi a un ruolo da protagonista in attacco che non svolge più da un decennio, deve adattarsi a un tipo di gioco e a compagne completamente differenti dal pianeta-A1 (oltre che parecchio più giovani); tuttavia nello scenario auspicato è una realizzatrice da far la differenza. PS, a chiusura della sua carriera in A1: alcuni detrattori ritengono che 10 anni lassù li abbia fatti al di là dei suoi meriti tecnici, premiando cioè la sua grande disponibilità ad adattarsi, trasferirsi, far da gregaria eccetera; io però noto che in almeno due circostanze, Rovereto all'inizio e la Comense due anni fa (a cui si potrebbe aggiungere Venezia tre anni or sono), è arrivato un crac societario a costringerla a ricominciare daccapo dopo che si era ritagliata un ruolo significativo. Non dimentichiamo che nella Comense che fece la semifinale scudetto lei era sovente titolare e fu la miglior marcatrice delle sue in gara-5 con Schio.

-- E' iniziato sabato 21 il torneo di Binzago, quello in cui purtroppo ci sono anche gli uomini ma non riescono a rovinare tutto. Ci sono 72 giocatrici iscritte, di cui 3 di A1 (Maiorano, Contestabile, Galbiati: ovviamente il riferimento è alla categoria della passata stagione), 7 di A2 (C. Picco, M. Meroni, V. Gatti, Gargantini, Porro, Scudiero, Calastri) e 6 di A3 (Bassani, Minervino, C. Pozzi, M. Fumagalli, Lissana, Locatelli). La più anziana: Elena Ceriani, l'eterna (classe '63 e si fa ancora rispettare). La più giovane: Camilla Mariani, la '99 di Biassono che ora però parte per le finali U15. Ieri, per non rischiare di scassarsi, ha giocato solo gli ultimi 16 secondi ma ha fatto a tempo a segnare da metà campo. Finora la miglior prestazione realizzativa sono 22 punti di Maiorano; la più brillante Calastri. Stasera duello di lusso tra Maiorano e Galbiati.

Nella foto: gran bel quintetto di prodotti biassonesi al torneo di Binzago: da sinistra Fumagalli, Gargantini, Zucchi, Porro e Galbiati.

mercoledì 25 giugno 2014

Taccuino illustrato - 164

Belìn, siamo vivi, anche se pericolanti. 8 giorni dopo l'ultimo aggiornamento che avevamo fatto, cioè dopo 3 partite delle qualificazioni, la Nazionale è messa sensibilmente meglio, anche se tutto passa attraverso una vittoria sulla Lettonia domani (anzi, ormai oggi).
Certo, festeggiare due vittorie sofferte in Estonia e col Portogallo, ottenute più per la mediocrità altrui che per meriti nostri (salvo un'apprezzabile capacità di salire di livello nell'ultimo quarto) può sembrare indice di modeste prospettive. In effetti lo è. Ma queste sono le avversarie da battere oggi come oggi, questo è il nostro livello e nulla è facile per noi. Fare i filosofi sulla qualità del gioco e sui mali del movimento che non ci consente di veleggiare a quote più alte non sarebbe privo di fondamento, ma ora conta solo salvare la pellaccia. :woot: E quindi viva queste due vittorie.
In Estonia: siamo alla terza trasferta di fila e nelle peggiori condizioni mentali possibili, dopo 2 sconfitte e con la consapevolezza che un'altra e siamo fuori. La partenza 2-10 per noi illude: nei successivi 12 minuti, disastrosi, le balto-finniche ci rifilano un 20-5. Ci ritroviamo poi sul 27-20 a nostro sfavore a inizio 3° quarto. In qualche modo bisogna uscire dalla buca e in qualche modo ci riusciamo, con Sottana che segna, Dotto che ruba palloni, Laterza che batte finalmente un colpo dal nostro risicato pacchetto-lunghe (6 punti e 7 rimbalzi). Sorpassiamo ma a 3' dalla fine è ancora tutto in bilico (44-45). In un contesto di giocatrici non irresistibili la qualità di Sottana emerge al momento giusto, con 5 punti di fila (3 liberi e un canestro su palla rubata) per il 44-50 a 2' dalla fine: in una partita così è quanto basta per vincere (45-52). Sottana chiude con 18 punti.
Risorti ma non trasformati da anatroccoli in cigni, il copione della sofferenza a lieto fine si ripete col Portogallo. Si gioca a Ragusa e il pubblico, se certo non è quello tracimante delle finali-scudetto, trasmette però un bel calore. Solo che per 2 quarti e mezzo sembra non servire a nulla. Ho sentito gente, non avvezza al basket femminile, che vedendo la partita le si è accapponata la pelle. Hai voglia a spiegargli che più di così, al momento, non riusciamo a fare. :cry: In effetti non era esaltante vedere l'Italia con 5/29 al tiro dopo un quarto e e mezzo con un'avversaria, l'atletica Da Silva, in grado di tenerci sotto pressoché da sola (13-19). Consolini ci sveglia con 6 punti sul finire del 2° quarto (24-25), ma il grigiore torna ad avvolgerci a inizio ripresa (25-34 al 26'). Sottana stavolta non azzecca una, e non è facile per il c.t. trovare le carte giuste quando, ogni partita, cambiano le due o tre in vena e quelle della volta prima scompaiono. La sorte però c'è propizia sbloccando proprio Sottana con una tripla dall'angolo e un contropiede su lancio di Dotto: da lì con un 11-0 chiudiamo avanti il 3° quarto (36-34). Sull'abbrivio troviamo entusiasmo e maggior consistenza in difesa, poi si scalda pure Pastore, una criticabile finché si vuole ma anche una che infonde positività quando le azzecca; Consolini da 3; e infine Dotto, con un'entrata e una tripla. Voliamo sul 53-39 e ovviamente per il Portogallo è troppo. Finisce 65-52, insperabile nel momento più nero. :B):
Adesso il calendario, dopo averci proposto la suddetta insidia di 3 trasferte consecutive, ci ripaga offrendoci in casa una Lettonia già qualificata. In più, la bizzarra regola dei risultati da scartare contro l'ultima (Massi Mascolo ha ironizzato al riguardo, in telecronaca) potrebbe rendere innocuo il k.o. in Portogallo. C'è da vincere e pregare Iddio. Altrimenti siamo fuori dalle prime 20 d'Europa e perdiamo due anni.

Restiamo in ambito di vertice con il mercato di A1. Di fuoco alla carne ce n'è abbastanza, bisogna dire. Saranno movimenti con pochi soldi, immagino, però ci sono. Parliamo solo delle novità italiane, perché dire che la tal squadra ha preso Tuppia Smith e la talatra LaWoofia Jones, americane delle quali potremmo solo fingere di sapere qualcosa, avrebbe poco senso. :blink: L’elenco che segue andrà sicuramente integrato.
Schio: Giulia Gatti e Zandalasini. Quest’ultima dunque entra in A1 dalla porta principale. Né America né un’A1 di “assaggio”: subito le pluri-tricolori, subito l’Eurolega. Affascinante sfida, anche secondo il sito di Fiba Europe che ha dedicato un articolo a questo trasferimento, definendo la giocatrice una delle più grandi stelle nascenti del continente.
Ragusa: Gonzalez, Gorini, Nadalini, Cinili che torna dalla Turchia (fra le straniere è confermata Walker, va via Malashenko, non sappiamo Williams).
Lucca: prese Templari e C. Rossi; è andata via Mahoney.
Venezia: F. Dotto, Bagnara, Sandri.
Umbertide: Pegoraro.
Parma: Crudo [nella terra del Parmacotto, tanto per fare una battuta alla Carlo Besana]. :ride:
Orvieto: Granzotto, Sarni.
La Spezia: Perini, Puliti ma anche incertezze economiche.
Cagliari: Correal, Stoppa, Milica Micovic.
S. Martino: netto cambio della guardia, inteso come il gruppo della promozione 2013: via Pegoraro, Sandri, Granzotto, Stoppa. Ha preso invece Favento e Filippi da Spezia.
Vigarano: Francesca Zara, nome nobilissimo, poi anche Brunelli e Cupido.
Trieste: Borroni (parentesi: fa piacere che l’imperatrice di Muggia scelga di misurarsi con l’A1).
Battipaglia: Ngo Ndjock.

Infine ancora àmbito nazionale, ma giovanile: la Toscana ha vinto il Trofeo Bulgheroni, in pratica il Trofeo Regioni “baby”, cioè U13. Battuto in finale il Veneto. Terza la Lombardia.

Nella foto: incitamenti Italia nella partita a Ragusa col Portogallo.

lunedì 16 giugno 2014

Taccuino illustrato - 163

E dopo l'escursione nel minibasket torniamo alle grandi, segnatamente alla Nazionale. A fine andata delle qualificazioni siamo 2 punti sotto la tabella di marcia, che prevedeva una sconfitta in Lettonia e due vittorie con Estonia e Portogallo: siamo secondi per classifica avulsa, ma distanziati di 4 dalla Lettonia e alla pari con le altre due. Ricordiamo che il 2° posto non basta se non si è fra le migliori 5 seconde, cosa che essere a 1 vinta e 2 perse, anziché 2-1, rende più difficile. Situazione non compromessa ma complicata: vincere 2 delle prossime 3 potrebbe non bastare. Ricordiamo anche che agli Europei 2015 parteciperanno 20 squadre anziché le solite 16, quindi stare fuori sarebbe ancor più rammarichevole.

Siamo partiti domenica 8 con una vittoria sofferta in casa con l'Estonia (66-58). Buona affluenza di pubblico a Lucca (1500) nonostante la calura estiva appena piombata sulle italiche lande. Siamo andati in difficoltà nel 2° quarto (-8), poi l'ingresso di Zandalasini, scelta come "donna immagine" dalla Gazzetta nell'articolo di presentazione uscito quel giorno, ha dato una scossa positiva dalla quale altre compagne hanno raccolto poi il testimone. Santucci, Fassina nel recupero a -1, indi uno scambio d'assist di puro talento fra Sottana e "Zanda" (prima un alley oop della veneta per la pavese, poi una riapertura della quasi ex Geas, in volo, per la tripla della scledense), insomma si cominciava a capire che l'Estonia, al di là di una maggior stazza in area e di qualche guizzo estemporaneo, non ne aveva più di noi. Come d'altronde è logico, se si considera che la miglior realizzatrice delle baltiche, Rebane, ha militato nella nostra A2 quest'anno. Nel prosieguo restavamo quasi sempre avanti con buone cose da Crippa (10 punti), Dotto (12), Consolini (9) e Masciadri (10), ovvero le esterne, a compensare il nulla pneumatico delle lunghe (Laterza 0 in 19', Bestagno non entrata, le altre 10 non sono lunghe). :wacko: In sostanza, non di che esaltarsi ma l'impressione di una squadra che sa di doversi sudare ogni cosa ed è pronta a farlo.

La doppietta di trasferte ha buttato male. Quella che è difficile da accettare è la sconfitta col Portogallo (54-52), mercoledì 11. E' vero che "al giorno d'oggi non esistono più partite facili" (ma è mai esistita un'epoca in cui ce ne fossero?), è vero che noi non siamo la squadra dello scorso anno (4 superstiti su 12), però perdere col Portogallo vuol dire non essere superiori a nessuno in Europa. Portogallo del quale dopo Ticha Penicheiro e Mery Andrade si fatica a trovare una giocatrice di livello internazionale. Ma siamo partiti malissimo (16-5), abbiamo rimontato, subendo però un altro parziale nel 3° quarto, anch'esso rimontato ma sbagliando con Masciadri la tripla della vittoria a -25" (la stessa pluriscudettata aveva segnato da 3 l'ultimo canestro azzurro in precedenza). Undici giocatrici impiegate da Ricchini dai 9' in su ma nessuna in doppia cifra: quando la quantità non fa la qualità.

Infine, ieri, domenica 15, la sconfitta in Lettonia (70-59), che in questo caso non può essere considerata una prestazione negativa. La Lettonia non è più quella che entrò fra le prime 4 d'Europa, ma ha un roster superiore al nostro. Cioè, ha un roster con tutti i ruoli. Mentre noi anche stavolta abbiamo avuto il nulla dal reparto lunghe (Laterza zero punti, Bestagno 3 minuti). Il mio regno per una Katrin Ress sana. Ma non possiamo essere allo zero totale per un'assenza. E pensare che, se un destino crudele non ce le avesse strappate tutte, avremmo potuto avere, oggi, nel fiore degli anni Eva Giauro, Dubbi Dacic e Vale Fabbri, ovvero 6 metri in tre. Un genocidio, l'estinzione di una specie. :woot: A livello internazionale, giocare senza lunghe è come correre su un piede solo: le esterne hanno un bel dannarsi l'anima (13 rimbalzi in attacco in Lettonia), ma ogni partita in area è un calvario. Anche se nella fattispecie sono state le 8 triple lettoni a scavare la differenza (22-7 nel 3° quarto) dopo un primo tempo perfettamente alla pari, con la Sottana realizzatrice che vorremmo sempre (17 punti). Non siamo affondati, siamo ancora in corsa ma il problema è che nulla sembra garantito per questa squadra, neanche una vittoria col Portogallo: va tutto conquistato a suon d'unghie e denti che possono a volte bastare, ma anche no. Il dubbio di fondo è: valiamo davvero così poco, e quindi stiamo già facendo il fattibile, oppure potremmo fare di più? :unsure:

Nella foto: la Gazzetta dell'8 giugno con l'inizio dell'"era Zandalasini". Ma certo non può essere lei fin d'ora a trainare l'Italia.

domenica 15 giugno 2014

Taccuino illustrato - 162

Un giorno di fine maggio ero in un ex oratorio femminile delle mie parti: si usavano una volta nei paesi, prima che li unificassero con quelli maschili. Si scorgevano, per terra, i segni di un antico campo da basket all'aperto: asfalto crepato, righe del campo scolorite, ma inconfondibili. Il prete raccontava: "Qui una volta c'era una fortissima squadra femminile". E qualche donna sui 40 anni lì presente diceva: "È vero, una volta c'erano un sacco di ragazze che giocavano a basket... adesso non c'è più nessuna". :( In quanti oratori di provincia potresti sentire la stessa cosa?
Sempre in quell'ex oratorio femminile, c'è un ex convento di suore salesiane, oggi abbandonato perché le ultime superstiti si sono estinte per vecchiaia. Suore e giocatrici di basket: c'entrano come... il diavolo e l'acqua santa, ma hanno in comune la crisi di praticanti, l’assottigliamento progressivo dei numeri, la scarsità di vocazioni tra le giovani.

Delle future suore però non m'importa granché, delle future giocatrici invece sì, e allora ho colto l'occasione del Torneo dell'Amicizia di Usmate (dal 31 maggio al 2 giugno) per andare a osservare qualcuno di questi “panda” degni di protezione dal Wwf. Nella ridente cittadina a metà strada tra Monza e Lecco c'era infatti un maxi-torneo di minibasket con 3 categorie maschili e 2 femminili: Esordienti 2002-03 e Gazzelle 2004-05.
Si giocava su campi all'aperto (tranne una parte del torneo Esordienti, disputata in palestra), in un clima non ancora torrido come nel weekend successivo; anzi, il sabato mattina faceva piuttosto fresco prima che spuntasse un incerto sole.
Si respirava allegria nell'ambiente, sia per la presenza di questi stormi di giovani cestisti coi genitori, sia per la recentissima promozione in A3 della prima squadra locale, le cui esponenti (un paio in panchina come allenatrici delle Gazzelle usmatesi) bazzicavano in giro col sorriso soddisfatto di chi ha raggiunto l’obiettivo. Inoltre, un piacevole odore di carne grigliata proveniente dall’area-ristoro impregnava l’aria. ^_^
Ma eccoci dunque a osservare le ragazzine all’opera in questo torneo, all’apparenza simili alle loro normali coetanee, forse mediamente un po’ più massicce; ma ce n’era di tutti i tipi. Avrei voluto interrogarle una per una per sapere come hanno iniziato a giocare a basket. Ma non volevo essere importuno. Del resto, un’inchiesta simile l’abbiamo già fatta gli anni scorsi su “Pink Basket” (chiedendo alle attuali giocatrici senior come avevano cominciato), e l’impressione ricavata era che, rispetto ad altri sport che hanno più visibilità presso le femmine (pallavolo, ginnastica, danza, pattinaggio, nuoto), al basket ci si finisca non per spontanea vocazione, ma per circostanze favorevoli: genitori che hanno giocato, un fratello o una sorella maggiori, l’amica del cuore che ti chiede se vieni anche tu, in qualche caso pure i famosi e invocati “corsi nelle scuole”. Sono comunque gemme strappate a fatica alle sirene delle altre discipline.

Che impressione fanno queste giocatrici in erba? L’aspetto più divertente è vederle combattere a viso aperto, con la massima e genuina voglia di vincere (ma forse, più che di vincere: di fare del loro meglio, che è un pizzico diverso), ancora libere da quel carico di delusioni, sconfitte, frustrazioni, invidie, infortuni che costellano le carriere delle più grandi. Insomma, l’entusiasmo puro del giocare a basket, che forse è l’entusiasmo che mettono in qualsiasi gioco a quell’età, dal nascondino alla palla prigioniera; ma non è giusto pretendere già una dedizione esclusiva al nostro sport. L’importante è che inizino ad amarlo, a provare emozioni legate ad esso.
È ovvio poi che c’è parecchia differenza tra Esordienti e Gazzelle. In queste ultime il gioco è un assalto all’arma bianca da un canestro all’altro, con ingolfamenti di massa sulla palla (contese ogni 30 secondi, esagerando un po’ ma non troppo...), valanghe di tiri, rimbalzi in attacco e ri-tiri, ricerca di soluzioni ravvicinate, le uniche alla portata delle capacità balistiche delle piccole atlete, anche se ogni tanto qualche ardita tiratrice dalla media s’azzarda e riesce pure. Inevitabilmente, lo sviluppo tecnico è embrionale per tutte (a 10 anni sono alla seconda o massimo terza stagione di gioco, quindi non possono certo aver costruito chissà qual bagaglio) e quello tattico è inesistente, per cui ciò che ognuna riesce a fare in campo dipende in gran parte dalle sue doti fisico-atletiche e di coordinazione. E la difesa, per usare un’azzeccata definizione del prof. Maurizio Mondoni (luminare del minibasket), è in realtà un “attaccare l’attacco”: ovvero, se l’avversario ha la palla gli si salta addosso per rubargliela. Una cosa importante si nota, però: rispetto al minibasket maschile, la propensione naturale al passaggio e alla collaborazione è maggiore. :yes:
Nelle Esordienti invece s’iniziano a vedere azioni più elaborate, maggior ricerca del tiro da fuori, difese organizzate. Alcune ragazze (non tutte) sono già nell’età dello sviluppo, vicine alla statura definitiva, anche se questo comporta pure svantaggi in termini di coordinazione e di fragilità (esperti mi suggeriscono che le ragazze cresciute in fretta, e per questo magari filiformi nella struttura, si espongono a infortuni che invece le bambine, più “elastiche”, non rischiano). Per certi versi il loro basket è ovviamente più gradevole di quello delle Gazzelle, cioè assomiglia di più al basket “reale”; per certi altri però è un giuoco che non ha più la gioiosa spontaneità del “mini” ma non ha ancora le qualità del giovanile vero e proprio; insomma un ibrido in attesa di sbocciare, così come lo sono le ragazzine di 12 anni non più bambine e non ancora adolescenti.

Risultati? Tra le Esordienti ha vinto il Sanga Milano, squadra tra le migliori di Lombardia, battendo in finale (abbastanza combattuta, ma sempre condotta) Usmate padrona di casa; terze Milano Basket Stars regolando Villasanta nella finaluccia.
Nelle Gazzelle s’è imposta Biassono in una finale molto tirata su Verderio; terza Usmate piegando con altrettanto equilibrio Milano Stars. Interessante che Biassono, non avendo sinora un settore minibasket, ha messo insieme per l’occasione una decina di ragazzine della zona che giocano con i maschi, prevalendo su 3 squadre che hanno invece fatto la stagione Gazzelle: qualcuno sostiene che il “misto” a quell’età sia più formativo, ma non sapremmo valutare da un singolo torneo. :unsure:
Nota positiva finale: lì a Usmate, tra panchina e bordocampo, c’erano personaggi come Franz Pinotti, Marino Mannis, la coppia dirigenziale biassonese Lelo Beretta-Patrizia Marchini. Un segnale che, probabilmente, cresce la consapevolezza che il giardino, per non lasciarlo inaridire, va coltivato sin da quando le pianticelle sono piccole.

Certo, il 90% di queste ragazzine viste al torneo non combineranno granché nel basket. Però hanno un vantaggio: che se tengono duro avranno molte più possibilità di emergere rispetto a uno sport con miriadi di praticanti. Per tornare al paragone iniziale, una che si fa suora oggi ha ottime chances di diventare madre superiora, vista la scarsità di concorrenza, no? Così, una giovane cestista coi mezzi adatti e una forte volontà entrerà più facilmente nelle selezioni regionali e poi (chissà) azzurre rispetto a una coetanea pallavolista. :B): E come diceva Giulio Cesare, “meglio primi in provincia che secondi a Roma”. Ad esempio, nel team Gazzelle di Verderio c’era una lunga già alta 1.60 circa, pure discretamente coordinata anche se tutta da sgrezzare: considerando che suo padre doveva essere quella montagna umana che la incitava a bordo campo (quindi potenziale genetico idoneo), e considerando come siamo messi attualmente nelle lunghe, costei ha un luminoso avvenire, se ci si mette...

Nella foto: una Gazzella usmatese zompetta a raggiunger la palla nel match con Biassono.