mercoledì 11 aprile 2018

Resoconto celebrazione Geas per il 40° di Coppa Campioni

Domenica sono stato all'evento per il quarantennale della Coppa Campioni 1978, organizzato dal Geas nell'auditorium di un suo sponsor a Sesto S.G.
C'erano quasi tutte le giocatrici vittoriose 40 anni fa, c'erano ospiti di vaglia come Dan Peterson, c'erano politici vari, compresa la giovane neo-assessora regionale allo Sport che pur appartenendo a fazione opposta al presidente Geas, Penati (come del resto il sindaco di Sesto), è sembrata promettere vicinanza. Esauriti i discorsi introduttivi e i saluti delle autorità, è stato proiettato il filmato della finale di quella Coppa Campioni, poi commentato dalle giocatrici medesime.
Si è trattato nel complesso, oserei dire, di una sorta di rito religioso, il cui massimo officiante era Franco Arturi, nelle vesti di: giornalista della Gazzetta che seguì quella finale; marito del play del Geas di allora; padre del play del Geas di adesso; attuale consulente alla comunicazione del Geas; organizzatore principe dell'evento; co-presentatore dell'evento; deus ex machina del numero speciale di "Giganti del Basket" che è stato distribuito ai presenti e che ora è uscito anche in edicola. E' dedicato, quest'ultimo, alle grandi giocatrici della storia del basket femminile italiano. :woot: Quasi una ventina di ritratti; in copertina sono Bocchi, Pollini e Zandalasini, icone di tre epoche.

domenica 8 aprile 2018

Punto A2 Nord (k.o. Costa)

A2 Nord: possibile svolta nella lotta per la promozione diretta. Costa cade a Castelnuovo, come peraltro non era improbabile stante la capacità delle piemontesi di battere chiunque, nelle serate d'ispirazione. Sicché il Geas, nel weekend celebrativo del quarantennale della Coppa Campioni, torna primo da solo. Inoltre la nuova straniera Orozovic s'è presentata con 42 punti in due partite. La terza contendente, Alpo, era stata impallinata a Marghera nel turno pasquale, scivolando a un -4 che non la rende più padrona del suo destino, perché financo battere il Geas a Sesto nella terzultima giornata non basterebbe, in assenza d'altre sconfitte della capolista.

Per Costa invece la corsa è ancora aperta, in quanto è a -2 e andrà a Sesto all'ultima giornata; ma chiaramente dovrà fare almeno gli stessi punti del Geas nelle prossime 3 giornate. Particolarmente ispida per le masnaghesi s'annuncia la trasferta a Crema tra due turni.

martedì 3 aprile 2018

Trofeo delle Regioni & finali U20: report da Desio

A proposito di equilibrio latitante, sono reduce da Desio dove purtroppo le due finali di oggi, U20 e Trofeo Regioni, si sono chiuse dopo un quarto scarso... Troppa superiorità per Venezia su Forlì e per la Lombardia sull'Emilia-Romagna; purtroppo in quelle situazioni ci si trascina con poco sugo - per chi è neutrale, s'intende - attendendo la sirena finale, anche se poi c'è sempre qualcosa di interessante da vedere.

Per la Lombardia da notare che 5 su 12 elementi sono del 2004: come dire, il dominio promette d'essere ancor più marcato il prossimo anno. L'annata 2003 l'avevo già occhieggiata due anni or sono al Trofeo delle Province, primo palcoscenico di spicco per ogni annata longobarda, e in effetti, a fronte di un buon livello medio, solo due individualità erano spiccate in modo particolare: Sara Ronchi e Federica Merisio (entrambe lo scorso anno al Geas).
La prima (che quest'anno sverna a Roma nel progetto HighSchool Lab) è stata eletta nel quintetto ideale oggi, la seconda non è entrata in selezione; debbo informarmi se era frenata da problemi fisici ma l'impressione che avevo ai tempi era di una ragazzina avanti d'uno o due anni, come maturità, rispetto alle coetanee, quindi con meno margine di crescita, mentre Ronchi aveva le stimmate del diamante grezzo, infatti ora che è circa 1.80, longilinea e con movenze eleganti, promette di essere un riferimento della sua annata anche nel prossimo futuro.

In effetti la presenza di cinque 2004 per la Lombardia è stata agevolata da vari infortuni (ad es. Merisio, Toffali). Però è significativo che per le sostitute si sia attinto dall'annata più giovane anziché dal serbatoio 2003.

Le gemelle Villa, miei pallini non da ieri, hanno fatto bella figura come del resto alle finali nazionali U14 dello scorso anno, quando entrarono nel quintetto ideale pur essendo un anno sotto età, anzi un anno e mezzo perché mi risultano di novembre '04.
A parte il loro gioco mi diverte quel sorrisetto che han sempre stampato sulla faccia, come se si stessero divertendo molto mentre ti stanno sbertucciando ("ti" inteso come tu avversario).
Giocano in 3 categorie (U14, U16 Elite, U18 Elite) e si sono fatte valere pure al doppio piano di sopra, cioè U18.

venerdì 30 marzo 2018

Punto A2 (anticipi)

Ieri 3 anticipi con risultati a sorpresa nell'A2 Nord: spesso i turni pre-festivi o post-festivi sono scivolosi e infatti ieri sera sono scivolate Alpo a Marghera (gravissimo nella corsa alla promozione) e Castelnuovo a Bolzano; inoltre poc'anzi, oggi pomeriggio, Cagliari, che sembrava defunta, ha sgambettato Udine. Quindi anche nella zona-playout s'è mossa parecchia acqua. Mercoledì 4 c'è un Costa-Sanga pepatissimo.

mercoledì 28 marzo 2018

Una pecca dei team satellite

A proposito d'impiego giovani, notevole che sabato 24 Venezia abbia preferito portare Madera e Togliani con l'A1, in una partita a Battipaglia che non metteva nulla in palio per le posizioni in classifica, facendole giocare rispettivamente 0 e 9 minuti (con 0 punti), anziché concederle all'A2 di Pordenone che, forse, avrebbe perso lo stesso con Costa, ma se avesse vinto avrebbe fatto punti-salvezza importanti.

In ogni caso si falsa l'A2. Pordenone va seria a Crema e vince di 24, poi va svuotata a Costa e perde di 24. Sicuramente un difetto congenito dei team satellite.

lunedì 26 marzo 2018

[A2] Resoconto di Costa-Pordenone

Ieri ho assistito a Costa-Pordenone (A2 Nord), purtroppo svuotata di contenuti dalle assenze di Togliani e Madera per le ospiti, dovute alla contemporaneità con l'A1 di Venezia. Pur senza Visconti e Mahlknecht, Costa ha galoppato con agio (83-59).
Nel frattempo Alpo e Geas hanno superato ostacoli più impegnativi (Castelnuovo e Vicenza) e quindi si va a Pasqua con una situazione immutata al vertice: Geas 42 (+6 scontro diretto), Costa 42, Alpo 40.
Il Geas avrà 3 partite abbastanza semplici, poi Alpo in casa, infine all'ultima giornata Costa in casa. Anche se Costa ha un calendario complicato nel frattempo (Sanga, Castelnuovo e Crema in serie), aumenta la probabilità che si arrivi a quello scontro diretto finale con la promozione ancora in palio: basterebbe che Costa (imbattuta finora nel ritorno) non perdesse più di 2 punti dalla compagine sestese. La quale nel frattempo, in base a gli ultimi spifferi, ha ingaggiato una straniera (guardia secondo una fonte, ala piccola secondo un'altra) per il finale di stagione. [NB: sarà poi Oroszovic]
Chiaramente c'è la possibilità che tra le due litiganti prevalga il terzo incomodo, Alpo, che ha vinto 9 delle ultime 10 partite; ha però meno margine d'errore visto il ritardo in classifica. Ha un calendario mediamente difficile.

giovedì 22 marzo 2018

Gottardi contro i "vecchi" dello sport

Silvia Gottardi scatenata sul suo blog contro il maschilismo & anzianismo delle federazioni sportive nei posti di potere:

Lo sport in Italia è “roba da uomini (vecchi)”! L’ho scritto ieri su Facebook e qualcuno si è offeso. Mi dispiace, ma è un dato di fatto.

In Italia non c’è nessuna donna a capo di una Federazione sportiva: ci ha provato Norma Gimondi lo scorso anno con la federazione Ciclistica ma è andata male. È stata battuta da Renato di Rocco, alla sua quarta elezione consecutiva.

Nel consiglio di presidenza della Feder Tennis niente donne.

In quello del volley ce ne sono 2 (14 componenti totali), una però è la rappresentante delle atlete, la Piccinini, non vale… Nella giunta esecutiva comunque solo uomini.

Idem il rugby: l’unica donna tra i 13 componenti è la rappresentante delle atlete.

Nel Consiglio della Feder Ciclismo 2 su 11.

Federazione Sport Invernali 1 su 14.

Consiglieri Federazione Italiana Pallacanestro 10 uomini, 0 donne.

Nel Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti, a cui fa capo il calcio femminile, 32 componenti, di cui zero donne. Ma il calcio, si sa, è uno sport “da uomini”…

Addirittura nel Direttivo della Lega Pallacanestro Femminile c’è solo una donna tra i 9 componenti totali. Dico, la Lega Pallacanestro Femminile, non quella maschile eh?

E potrei continuare…

Le sole donne in posizioni che contano qualcosa (anche se questo poi sarebbe da verificare) sono Mara Invernizzi, a gran sorpresa nominata Vice Presidente FIP nel 2017, Daniela Isetti, Vice Presidente Vicario della Federciclismo e la cestista Raffaella Masciadri, Presidente del Comitato Direttivo della Commissione Nazionale Atleti CONI. Per altro, questo Comitato del CONI, è l’unico in cui c’è equità, e addirittura le donne sono in maggioranza: 8 donne, 6 uomini. Se mi sono persa qualche donna in posizioni di potere fatemelo sapere, perché trovarle è davvero difficile…

Passiamo invece ora all’altra questione, quella anagrafica: Petrucci (FIP) 73 anni, Laguardia (FIP) 68, Abete (FIGC) 68, Tavecchio (ex FIGC) 75, Cattaneo (FIPAV) 71, Roda (FISI) 70, Giomi (FIDAL) 70, Tecchi (FDI) 69, Renato Di Rocco (FCI) 71, Barelli (FIN) 64. Per fortuna c’è la linea verde con Malagò (CONI) 59, Abbagnale (FIC) 59, Sibilia (LND) 59, Binaghi (FIT) 58, Gavazzi (FRI) 58 e Bianchi (LBA) 58.

Per piacere che nessuno si senta offeso quando scrivo che lo sport italiano è in mano ad una classe dirigenziale agè!

Mi fa arrabbiare vivere in un paese in cui le donne nello sport non vengono minimamente calcolate (per altro sono spesso le donne a dare le migliori soddisfazioni nelle manifestazioni internazionali, vedi le recenti Olimpiadi invernali), perché non credo proprio dipenda dal fatto che non ci siano donne competenti. Spesso sento dire che dipende dal fatto che sono proprio le donne a cui non interessa mettersi in gioco. Che è colpa nostra, perché non abbiamo voglia di metterci la faccia e di ricoprire certi ruoli. Ma non dipende invece dal fatto che culturalmente pensiamo che tutti i posti di potere debbano essere occupati da uomini?

Ecco, io confido molto nelle nuove generazioni, in quelle ragazze che oggi scelgono la disciplina che preferiscono senza farsi condizionare dagli stereotipi, che si sbucciano le ginocchia per recuperare un pallone, che mettono il cuore in ogni allenamento e fanno tanti sacrifici per lo sport che amano. Sicuramente loro capiranno, prima o poi, che non può essere una classe dirigente fatta da uomini vecchi a rappresentarle.

Chiudo con questa frase di Josefa Idem, una che di sport ne sa abbastanza avendo partecipato a ben 8 Olimpiadi: “Lo sport è maschilista ed estremamente conservatore. Lo è ormai più della politica, dove ci sono tentativi per svecchiare il sistema e favorire il ricambio generazionale ai vertici.” Buon sport a tutti!

mercoledì 21 marzo 2018

Duello Frantini-Ponchiroli in Uisp

Ieri sera in Binzago-Sedriano, partita del campionato Uisp Milano/Brianza, lontanuccia dai riflettori del basket che conta, c'è stato un duello-amarcord fra due protagoniste della promozione in A1 del Geas di 10 anni fa: Vera Ponchiroli e Michela Frantini, entrambe classe '83. Sia sul piano realizzativo (33 punti a 4) sia su quello del risultato di squadra ha prevalso Frantini, che però è tuttora attiva a livelli più competitivi (serie C con Corbetta dopo la finale di B lo scorso anno con Varese e in precedenza 2 anni a Carugate) mentre Ponchiroli ha ripreso quest'anno dopo un lungo stop e due maternità.

domenica 18 marzo 2018

Punto A2 Nord

In A2 Nord, dopo aver apparentemente pagato un lieve rilassamento dopo la conquista della Coppa Italia (batoste con Castelnuovo e Pordenone), Crema fa il colpo in volata a Sesto, dove il Geas giocava per la prima volta orfano di Barberis; di conseguenza Costa, battendo Carugate in una partita allungata da un guasto elettrico, aggancia la vetta anche se il Geas è tuttora primo per scontro diretto. Con Alpo in agguato a -2 da ambo, si fa vieppiù interessante la corsa alla promozione diretta.

sabato 17 marzo 2018

Commento su Crespi da c.t.

Se Crespi ha lavorato sul proprio carattere, cosa che può benissimo succedere con la maturità, non avrà più quegli atteggiamenti con cui probabilmente in passato si è fatto del male da solo. Debbo dire che l'iniziativa del "Contagio Azzurro", a prescindere dai frutti concreti che porterà, è da applaudire perché è stimolante per società e giocatrici che, sebbene non militino nei massimi palcoscenici, si sentono coinvolte nel Movimento con la M maiuscola, anziché relegate a base misconosciuta.

martedì 13 marzo 2018

Flash sul weekend

Appassionante la sfida al vertice di A1: Schio-Venezia 80-42. Sospesa al settimo inning per manifesta inferiorità, se era baseball.
Zandalasini 18 con 8/9 dal campo per 23 di valutazione in 21 minuti primi e 35 minuti secondi.

Madera domenica ha fatto un partitone in A2 contro Crema, forse sta tornando sui suoi livelli.

domenica 11 marzo 2018

[A2] Resoconti di Selargius-Carugate (in stream.), Sanga-Geas, Costa-Marghera

Oggi (sabato) sono riuscito a seguire 3 partite di A2 Nord, anche se nessuna per intero.

Dapprima ho visto in streaming Selargius-Carugate. Delicatissima per le lombarde, provenienti da 8 sconfitte di fila e appena raggiunte da S. Martino al penultimo posto, ovvero l'anticamera del baratro. Curiosamente il neo-acquisto Fabbri, alla sua seconda gara dopo il cambio di maglia, ritrovava già la sua ex compagine. E averla di qua piuttosto che di là spostava non poco i valori... L'accoppiata di torri Fabbri-Zelnyte (2 metri o poco meno l'una, 1.93 l'altra) è senza paragoni nel girone, tanto più sommata ad Albano e Gombac che piccole non sono nemmeno loro. Inoltre Laura Rossi, giocatrice discontinua, era in una di quelle giornate d'ispirazione in cui fa grandinare triple; e contro la zona selargiota fungeva da apriscatole. Nel terzo quarto Carugate prendeva il largo e andava in porto con agio nonostante qualche reazione sarda nel finale.

Successivamente mi sono recato a Milano, periferia Est, per la madre di tutte le rivalità, Sanga-Geas, purtroppo declassata a... sorella minore per via della decimazione dell'organico alle dipendenze di Pinotti. Infatti oltre alle annunciate assenze di V. Grassia (ex di turno), Canova e Guarneri (quest'ultima forse la più in forma nella serie di 8 vittorie che prima della sosta di Coppa aveva fatto risalire le meneghine al 4° posto), s'aggiungeva quella di Maffenini per febbre. Di conseguenza, solo un'ispirazione divina del Sanga unita a una volontà suicida del Geas avrebbero potuto modificare un esito già scritto. Le due condizioni non si verificavano, anche se c'è stata più partita del previsto. Il quintetto titolare di Sesto per la verità dominava quello di casa (mostruosi i "plus/minus" sommati, tipo +100 per le starters ospiti contro -100 per le avversarie...), che pativa la giornata non positiva di Pozzecco, Picotti e Martelliano, in teoria le tre migliori fra le superstiti.
Arrivavo sul 15-27 a inizio 2° quarto e poteva già essere finita; ma i cambi del Geas, eccetto Panzera, producevano assai poco, mentre il Sanga, con Toffali che provava a travestirsi da Maffenini (18 punti), ci metteva molta energia, andando all'intervallo su un onestissimo 31-36.
Dopo il -3 a inizio 3° quarto, però, il Geas dava l'affondo decisivo con Arturi, precedentemente sorvegliata insieme a Galbiati da una "triangolo e due"; con 11 punti della capitana in questo frangente, il Geas volava a +14 intorno al 26'. Dopodiché si placava un po', il Sanga con dignità restava intorno al -12, poi nel finale non ne aveva più e finiva 53-69.
Resta la domanda di come sarebbe finita se il Sanga avesse giocato al completo e con la forma che palesava prima della sosta per la Coppa (8 vittorie di fila); peccato perché c'era il pienone al PalaGiordani e tutti avrebbero goduto maggiormente una sfida ad armi pari.
Il Geas saltava dunque un ostacolo di quelli che, sulla carta, erano più insidiosi sulla strada verso il primato finale; ma a 40 secondi dalla sirena, a partita ampiamente decisa, s'accasciava al suolo Barberis, urlando di dolore per un ginocchio che, in attesa di notizie, potrebbe essersi seriamente infortunato, almeno dalle apparenze del momento.

Infine mi sono transumato in Brianza lecchese, nella ridente Costa Masnaga, per un Costa-Marghera che poteva essere insidioso per l'altra pretendente principale alla promozione. In effetti giungevo al 14' su un equilibrato 32-29. Ma lo spegnimento di Granzotto e Pieropan, oltre a un'uscita temporanea di Llorente per un mini-trauma cranico (apparentemente; poi rientrata nella ripresa), lasciava le veneziane a corto d'armi offensive. Costa con buone circolazioni contro la zona alternava soluzioni interne ed esterne; con un 16-3 nel 3° quarto confezionava con ampio anticipo la fuga decisiva (61-39).
Nell'accademia finale spiccava la presenza contemporanea (anche se non inedita) di quattro 2002 per le padrone di casa, fra cui Celli, rientrante dopo un anno d'assenza per infortunio. Sul lato margheriota apprezzavamo le iniziative di Toffolo e Pastrello, anch'esse teenagers, non bastevoli però a riaprire i giochi (finale 76-58).

Nel frattempo Alpo demoliva un'imbarazzante Cagliari (62-20) e quindi tutto invariato nelle tre in lotta per salire.

venerdì 9 marzo 2018

Coppe europee: Schio out, Venezia miracolo

Schio è uscita dall'Eurolega, perdendo gara-2 con la Dynamo Kursk. Non basta il +8 all'intervallo, parziale di 23-44 nella ripresa (60-73). Zandalasini 18+6 rimb.+4 ass., Yacoubou 17.

Miracolo di Carangelo per salvare la qualificazione di Venezia alla semifinale di Eurocup: tripla con fallo, decisiva.

sabato 3 marzo 2018

Commenti post-Coppa A2 (spettatori, triple)

Nel consueto comunicato trionfale di Lega si parla, se non ricordo male, di 3600 spettatori complessivi nelle 3 giornate. Non valuto l'esattezza del numero, ma comunque le tribune erano più popolate di quanto temessi, considerando che non c'era una compagine casalinga né una particolarmente vicina. Sì, un palazzetto piccolo, ma per noi non esistono palazzetti "non all'altezza", nel senso che fatichiamo a riempirne uno da 1000...
Il problema è che mentre noi celebriamo 3600 spettatori in 3 giornate, la recente Coppa Italia di volley donne (solo A1) ne ha fatti 5000 per la sola finale. Anche se forse è come paragonare basket maschile e calcio, poco sensato.

A proposito di Coppa nostra, non so se avete visto Costa-Palermo, consiglio di rivederla su YouTube a chi non ha avuto occasione. A prescindere da chi ha vinto e chi ha perso, è il modo in cui si è giocato che colpisce, aprendo forse squarci sul basket femminile del futuro. Da una parte Miccio che fa 10/15 da 3, dall'altra Costa che di triple ne tenta 39 e ne segna 13, che come redditività non è malaccio, perché a fronte di 26 padelle, cioè il 66,6% dei tentativi, ci sono 39 punti prodotti, ovvero esattamente 1 punto per tentativo, che è sopra la media del femminile (equivale a un 50% da 2).
A un certo punto mi sembrava di vedere un Golden State-Houston di Nba: ovviamente fatte le debite proporzioni. Ma il concetto era lo stesso: il tiro da 3 come prima soluzione. Appena si ha un metro si tira. Si penetra già con l'idea di scaricare fuori per il fromboliere. Tirare 30-35-40 volte da 3 in una partita (in Nba anche 50), quando un tempo in Nba si arrivava a stento a 15, è considerato normale. Comunque la si pensi, è rivoluzionario: il concetto classico di costruire la soluzione a più alta percentuale possibile, e quindi da vicino, viene soppiantato da una ricerca sistematica del bottino pesante, non importa se effettuata nei primi 5 secondi dell'azione o dopo 20.

Chiaramente sto scheletrizzando il discorso, perché sia nei team Nba che ho citato, sia nelle squadre femminili che professano il nuovo verbo, c'è tutta una serie di concetti a supporto del martellamento da 3, per armonizzarlo con altri aspetti del proprio gioco, sicché non risulta un ottuso sparacchiamento ma un'arma all'interno di un sistema efficace.
Resta il fatto, notevole, che quando pochi anni fa (2010) venne allontanata la linea da 3 a 6,75, in molti pensammo "Oh povere donne, adesso riusciranno a malapena a tirare da 3, figurarsi segnare". Beh, adesso ci sono squadre che tirano 30-40 volte in una partita, e segnano spesso e volentieri. Per ora è una ristretta avanguardia, ma un domani sarà la normalità per tutti?

venerdì 2 marzo 2018

Punto Eurolega

Si è giocata gara-1 dei quarti di Eurolega. Schio battuta 73-61 dalla Dynamo Kursk che ha un quintetto "all stars" con 3 americane (Prince, Ogwumike, McCoughtry) e due straniere europee (Petrovic e Ciak) e una panchina russa di spessore (Vadeeva). 16 punti di Giacubbù, 10 di Zanda, Anderson e Dotto.

giovedì 1 marzo 2018

Punto A2

Il Geas assorbe bene l'eliminazione di Coppa vincendo a Marghera nel recupero; così torna in testa solingo nel girone Nord.
Può cambiare qualcosa in campionato dopo il terremoto di Coppa, in cui ha fatto meglio chi finora andava peggio (diciamo meno bene), e viceversa? Mah, quanto successo può indicare che i valori ora come ora si sono ravvicinati, però il ritardo accumulato da Crema e Castelnuovo (quest'ultima sugli scudi nel turno prima della Coppa, vincendo a Sesto) è troppo ampio per concorrere alla promozione diretta. Idem per il Sanga che è andato alla sosta con 11 vittorie nelle 12 gare precedenti.

Sarà un affare tra Geas, Costa e Alpo, da vedere se fino alla fine con 3 in corsa oppure con qualche defaillance anticipata. Alla terzultima giornata c'è Geas-Alpo, all'ultima Geas-Costa. Costa è 2-0 con Alpo, Alpo 1-0 sul Geas, Geas 1-0 su Costa. Geas +2 punti su Costa che è a +4 su Alpo la quale ha una partita in meno.

lunedì 26 febbraio 2018

Commento sorprese in Coppa A2 (+ flash Coppa A1)

Giudizi drastici sugli allenatori ci stanno nella contingenza, però un format come le Final Eight è l'ideale per mescolare valori e far sembrare il genio di ieri il fesso di oggi e viceversa. Del resto se in tutte e 6 le partite finora giocate ha vinto la squadra peggio piazzata in campionato, probabilmente nell'arco della stagione stanno lavorando meglio i coach che stavolta hanno perso (escludendo magari Coppa dal discorso, visto che è subentrato a dicembre).

Il Geas ha perso contro un organico di quasi pari livello. Con Tava avrei probabilmente tolto il "quasi", senza Tava lascio il "quasi" ma confermo il giudizio. Premesso che l'ampiezza del roster non fa automaticamente la qualità, va notato che nella sfida dei quarti, il Geas ha avuto solo 7 giocatrici sopra i 10' di impiego contro gli 8 di Bologna. E soprattutto, mi pare che Bologna abbia dimostrato la sua qualità battendo l'indomani Alpo e sfiorando la vittoria in finale. Quindi può darsi che il Progresso sappia più di altre mettere ingranaggi nella sabbia* del Geas, ma non si è trattato certo di un rovesciamento inopinato dei valori.

Se Ercoli non si mangiava un rigore da mezzo metro sul +1 a una trentina di secondi dalla fine (se non erro), probabilmente il Geas eliminava il Progresso nei quarti...
Anzi, per l'esattezza, Ercoli ha sbagliato a 12 secondi dalla fine e poi ha pure fatto fallo, regalando a D'Alie i liberi della vittoria.

Per quanto concerne l'A1, purtroppo, le cose diventano interessanti solo se Schio va in defaillance inopinata. Altrimenti, se gioca come sa, tutto si chiude con largo anticipo, e una certa noia subentra. Anche perché di Schio che batte Lucca, salvo ovviamente la finale scudetto scorsa, ne abbiamo viste fin troppe repliche.

venerdì 23 febbraio 2018

Coppa Italia A2: previsioni (si fa per dire)

Tra mezz'ora inizia la Coppa Italia di A2. Mi sento di sbilanciarmi sulle probabilità di vittoria:
- Geas 12,5%
- Bologna 12,5%
- S.G. Valdarno 12,5%
- Alpo 12,5%
- Costa 12,5%
- Palermo 12,5%
- Empoli 12,5%
- Crema 12,5%

Be', chiaramente Geas ed Empoli sono quelle che hanno fatto vedere di più in stagione finora, però, come s'è visto anche nella Coppa Italia maschile la scorsa settimana, a volte chi entra papa esce cardinale. A volte invece vince la favorita. Come minkia si fa a capire preventivamente se è un'edizione in cui vince la favorita o no?

Chiudo quindi con un titolo di sicuro effetto:

"Costa difende la Coppa contro quel santone di Santino Coppa"

in cui notiamo la figura retorica del chiasmo: Coppa / Coppa, santone / Santino

domenica 14 gennaio 2018

[A2] Resoconto di Costa-Geas

La sfida del secolo va al Geas, 55-61. A 1'30" le sorti sono ancora in equilibrio totale sul 53-53, ma Barberis va due volte al ferro mentre Costa sbaglia due volte da 3, in definitiva lo specchio delle due squadre, una che costruisce in avvicinamento e l'altra che si affida alle triple (6 contro 0 nel primo tempo, e infatti Costa era a +5). E Barberis è la chiave di quest'anno per il Geas rispetto allo scorso anno, in cui era stata a lungo sottotono.
La partita è girata nel secondo tempo, quando il Geas ha chiuso meglio sul perimetro e ha ribaltato a suo favore il bilancio perse-recuperate, oltre a sbloccare Galbiati e Schieppati; però come detto si era sul 53-53 a 90 secondi dal traguardo, complici i 16 liberi lasciati sul ferro dalla compagine ospite. Tutto sommato credo che per Costa fosse un affare trovarsi in parità a 1'30" in casa propria. Ma le pentole sono rimaste senza coperchi.

Mai come in questo caso "the winner takes it all", perché ora il Geas non solo ha +4 su Costa, non solo ha lo scontro diretto a favore, ma se guardate il calendario vedete che il Geas al ritorno giocherà in casa contro tutte le prime inseguitrici (Costa, Alpo, Vicenza, Crema) mentre Costa giocherà in trasferta tutti i big match.
Al momento dunque sembra Alpo (che oggi ha vinto bene con Crema) la prima alternativa, essendo sì a -4 ma avendo prevalso all'andata col Geas, a patto però che batta proprio Costa sabato prossimo. Altrimenti il club penatiano avrà strada non proprio spianata, ma diciamo abbastanza aperta, verso un trionfale ritorno in A1.
Giacché ricordiamo che quest'anno chi finisce primo sale (e il Geas con la sua regolarità ne viene premiato), mentre chi non finisce primo si smarrona con un playoff interminabile per poi andare a perdere lo spareggio con la perdente dei playout di A1, che giocherà con 3 straniere contro una.

Pienone notevole stasera a Costa, anzi c'erano un centinaio di persone in piedi. Da quando però, un mese fa, patron Bicio ha dovuto cazziare i tifosi rei di aver procacciato due multe per ingiurie, i decibel si sono abbassati.

Sia Geas che Costa hanno sprecato occasioni che avrebbero lasciato rimpianti a chiunque avesse perso: Geas i tiri liberi, Costa certi palloni regalati in mano alle avversarie. Sta di fatto che a 1'30" dalla fine si era in parità e quindi è contato solo quello che è avvenuto da lì in avanti, e cioè che il Geas è andato due volte al ferro, segnando, mentre Costa ha provato due volte da 3, sbagliando.

Uno degli aspetti più interessanti dei confronti tra Geas e Costa è proprio il contrasto degli stili. Quello del Geas è classico, basato sulla costruzione del tiro più razionale possibile in avvicinamento (naturalmente con licenza per Galbiati o Gambarini di sbrigliare entro certi limiti il loro estro), mentre Costa punta sul ritmo elevato, l'alto voltaggio, la tripla sparata anche quando secondo gli antichi manuali sarebbe criminale; questa è la tendenza che sta dominando nell'Nba attuale; nel femminile Costa è forse la più moderna nel proporre tale modello.

Quando all'intervallo Costa era avanti di 5 pur tirando 4/19 da 2, ma aveva 6 triple contro 0 del Geas, mi sembrava uno Houston-San Antonio che ho visto poche settimane fa, allorquando gli Spurs, che giocano vecchio stile con circolazione paziente, ruoli classici e tiro dalla media se non si trova quello da sotto, sono stati surclassati dai Rockets del futuristico D'Antoni, i quali dopo un quarto e mezzo erano a 9 triple nel paniere contro zero.
Ma non avevo considerato un elemento: lo stile "alto voltaggio" non prevede solo le gragnuole di triple ma anche un contropiede forsennato, per cercare appoggi ad alta percentuale, altrimenti dipendi solo dalle triple, che sono infide, perché prima ti viziano (quando ti entrano, con meno sforzo stai davanti a chi fa 2 punti per volta sfacchinando per costruire il tiro da vicino) e poi ti lasciano a piedi sul più bello, se la percentuale ti va a picco con la fatica e la tensione nelle volate calde.
Dato che Costa non è riuscita a correre (merito anche del Geas, ovviamente), i conti non le sono più tornati, anche se ovviamente, un finale in volata non è scienza esatta ma pure episodi fortuiti.

lunedì 8 gennaio 2018

Mini-punto A2

In A2 Nord cadono Alpo e Vicenza: è sempre più Geas/Costa per il primato; e sabato prossimo c'è proprio Costa-Geas, chi vince ha il titolo d'inverno.

Non so se in Sardegna si mangia il panettone carasau durante le feste, ma in ogni caso pare sia risultato un po' indigesto: le 4 compagini isolane hanno totalizzato 4 sconfitte con -106 di scarto complessivo nel turno della ripartenza. Il bilancio vinte-perse finora è 11-43. Selargius anche quest'anno la più competitiva.