martedì 9 aprile 2024

A1: Venezia rimette le mani sul primato; Geas, Campobasso e Roma corsare in volata. Il punto sull'A2

 Venezia, il grosso del lavoro è fatto? Con ogni probabilità sì. La sconfitta nel big match con la Virtus aveva messo a rischio il primato finale della Reyer, coltivato ininterrottamente per mesi; la vittoria a Ragusa nella terzultima giornata riporta le pecore nell’ovile di Brugnaro. Perché ora rimane il recupero interno (mercoledì 10) con la fragile S. Martino di questo periodo, e la chiusura altrettanto in casa contro Roma, la quale lotta per i playoff ma resta inferiore.

Sarebbe un mezzo suicidio, diciamo pure un suicidio intero, se le orogranata non ce la facessero. Peraltro a Ragusa non hanno avuto vita facile, almeno all’inizio, con le sicule a toccare un +7 dopo metà 2° quarto, cui seguiva una reazione veneziana per il +1 all’intervallo (32-33); poi la svolta dell’infortunio a Chidom (vedremo la prognosi) :( che azzoppa ulteriormente una Passalacqua già orba di Spreafico (influenza); il parziale di 10-21 nel 3° periodo spiana la strada a Venezia (finale 57-70). Mazzon ha 21 punti da Kuier, 16+15 rimba da Shepard; per Ragusa 15 di Juskaite.
La brutta notizia per l’Umana è che ormai il terzo indizio fa una prova: il recente acquisto Held non solo non fa la differenza, ma non incide proprio; stavolta 0 punti in 5 minuti. :cry:

- Le altre due di vertice rispondono. Poteva non essere liscia per Bologna contro una Sassari in rialzo, ma la Virtus tira con il 71% da 2 e fa subito un break, anche se ha bisogno di rincarare la dose nel 3° quarto dopo la reazione delle nuragiche (da +5 all’intervallo a +17 al 30’; finale 81-63). Zanda ne fa 20 con 6/6 da 2, superando i 2000 in carriera; gran profondità per Vincent che dà almeno 7 minuti a 11 elementi.

Schio maciulla San Martino anche oltre il pensabile: stanti gli stenti delle Lupe senza Kostowicz, e stante il periodo da schiacciasassi per le tricolori, non ci si attendeva un thrilling punto a punto, ma nemmeno che all’intervallo il tabellone scrivesse 10-45, :woot: un “tanti a pochi” da categoria giovanile più che da A1. Alla fine 43-85.

- E quindi sia Sassari che S. Martino restano a 18 punti dove piomba Roma. La quale, uopo ricordare sempre, si giova dei 2 punti avuti “aggratis” per il 20-0 su Sassari. :angry: Ma è giusto riconoscere che nelle ultime 3 giornate non ha sprecato le altrettante buone occasioni consecutive: Sanga, S. Martino e ora Faenza. Non proprio titanica l’impresa di battere le romagnole, prive di Dixon, Spinelli e Niemojewska (Seletti ha dovuto utilizzare 6 giocatrici, più 2’43” per Grande), oltretutto soffrendo pene infernali, perché dopo 3 quarti si era sul +1 Roma, stesso scarto minimo ancora a -1’25”; provvidenziali due canestri della match-winner Cupido, che poi aggiunge due liberi (76-83).
Ma come già con S. Martino (e altre volte prima), Roma in volata ne combina sempre qualcuna cruda, stavolta subendo 5 punti in una manciata di secondi (tripla di Tagliamento, infrazione di 8”, canestro di Cvijanovic), sicché sull’81-83 a -8” Gilli va in lunetta con liberi che pesano; ne segna uno. Fallo immediato su Brossmann, negando così la tripla del pareggio; la tedesca dovrebbe segnare il primo libero, sbagliare apposta il secondo sperando nel rimbalzo delle sue; ma tutto va storto, compreso il primo libero, e finisce 81-84.
Travolgente Dongue, 30 punti con 15/18 da 2 e 12 rimba, ma come detto la chiave è Cupido (ex di turno) coi suoi 21. Per Faenza 22 di Tagliamento (4/10 da 3), 18 Cvijanovic, 14 Peresson, 12+11 rimba Brossmann.
A quanto sale il conto delle sconfitte stagionali di Faenza entro i 2 possessi di scarto (cioè 6 punti)? 10 su 11 volte. Il bicarbonato dev’essere esaurito da tempo nei supermercati della ridente cittadina di Romagna. :ph34r:

- Dunque nella lotta-playoff si crea un grumo a tre squadre con 18 punti: S. Martino, Sassari e Roma. Due vanno ai playoff, una alla salvezza diretta (salvo miracoli di Brescia, vedi sotto). Alla penultima giornata c’è Sassari-Faenza, Campobasso-S. Martino, Roma-Brescia; all’ultima giornata c’è S. Martino-Sassari e Venezia-Roma. In più, i recuperi, che però sulla carta non frutteranno punti alle contendenti-playoff: Venezia-SML e Roma-Schio.
Da ricordare che SML ha gli scontri diretti a favore su Roma, la quale li ha con Sassari (per la maledetta gabbola del 20-0). SML ha un prezioso +18 all’andata su Sassari e il fattore-campo nella sfida diretta finale. Ma al momento è in stato comatoso quanto a rendimento.
I due scenari di classifica più probabili mi sembrano, nell'ordine: o Sassari a 22, Roma a 20, SML a 18; o tutte e tre a 20 punti (e quindi Sassari fuori). In alternativa, se Roma perde con Brescia, avremmo le capitoline a 18 e quindi fuori a meno che le sarde perdano ambo le volte.

- Infine la lotta per il quarto postoCampobasso conferma la sua arte di vincere partite tirate (9 su 11 entro i due possessi di scarto: l’opposto di Faenza) e la sfanga anche a Brescia. Dove le padrone di casa si giocavano le ultime chances di salvezza diretta, o addirittura di playoff (qualche speranziella di 9° posto in realtà ce l’hanno ancora, ma poche), e dunque partono con un assalto all’arma bianca, che le molisane sembrano subire impotenti. Si è infatti su un tennistico 30-15 dopo 12 minuti. :o: Chiunque alzi la mano per Brescia fa canestro, compresa la giovine Pinardi con una tripla.
E qui è molto bravo il team del pastificio a non decomporsi, mettersi a sua volta ventre a terra e recuperare, in realtà mettendoci pochissimo tempo: contro break di 4-15 in 4 minuti ed è già quasi pari (torissima Quinonez, già 13 punti al 20’, bene anche Morrison e Trimboli), poi Kunaiyi fa il sorpasso e all’intervallo è un insperato 40-45.
Nella ripresa si segna molto meno; buon affare per Campobasso che controlla il match con 5-6 punti di margine, poi sembra chiuderla con una tripla di Dedic (61-68 a -2’50”), ma Brescia lotta con Tassinari e Zanardi tornando a meno 1 (67-68). Va in lunetta Trimboli a -12”, una garanzia, infatti fa 2/2 (67-70); Garrick tenta una triplaccia fuori equilibrio, marcatissima, senza prendere il ferro; lancio lungo per Morrison che deposita allo scadere, arrotondando a +5 (67-72), giacché per la questione del quoziente-canestri stagionale anche due punticini sono oro.
Cinque in doppia cifra per Campobasso, solito collettivo; 16 di Louka, 14 Tassinari, 12 Zanardi per Brescia. Il cui destino però sembra sempre quello di andare vicina ma non completare l’impresa, contro le squadre di medio-alta classifica. E ogni volta c’è almeno una straniera che “toppa” la partita, a rotazione. Stavolta Garrick che fa 0/8 da 3; in più Skoric da alcune settimane è sottotono; era stata presa Lawrence come rinforzo ma ha giocato solo una partita. :unsure:

- L’altra aspirante quarta, il Geas, sono andato personalmente a vederla nel “derbissimo d’Italia” (esagero ma un tempo lo era davvero, Sesto-Milano), al campus della Bocconi, contro un Sanga che non voleva limitarsi a fare rodaggio in vista dei playout. E infatti è stata partita vera fino in fondo, col piacere di mandarla in onda su RaiSport (dove finora non eravamo stati fortunatissimi con le partite scelte).
Primi minuti avanti soprattutto Milano, mentre il Geas che dopo appena 5’ perde Conti per scavigliata, il che favorisce l’ingresso rapido, e poi la permanenza con minutaggio abbondante, della neo-arrivata Wadoux, guardia francese del 2001 (cioè solo un anno più di Panzera, ma sembra una veterana; o forse è l’Ilaria nazionale a non essere più l’eterna giovane che siamo abituati a considerare? Mah) dalla chioma bionda ricciuta e dall’indubbia intraprendenza, giacché tenterà 8 triple in 20’ (segnandone 2). A proposito di triple, il finale di 1° quarto è piroclastico, perché ne entrano 4 di fila, due per parte; e alla prima sirena si è su un frizzante 20-20.
Secondo quarto dapprima a matrice Geas, col primo vero break della gara, 23-32 al 16’, innescando le lunghe, Belgic-Trucco poi la matadora per eccellenza, Moore. Mentre in difesa Sesto lavora per limitare Dornstauder, che infatti avrà solo 7 tiri in tutta la partita, con pochi spiragli utili in area, ma in compenso si conferma una che di basket ne mastica eccome, perché non forza nulla ma apre spazi per le compagne. Le quali approfittano per martellare da 3: Tulonen ne mette 2, Toffali altre 2, e all’intervallo è quasi parità (35-36).

- Terzo quarto con un sorpasso di Madonna in apertura, ma è l’ultimo vantaggio Sanga. Il Geas fa di nuovo pesare la maggior caratura e stazza; Dotto orchestra bene, Panzera segna dalla media; soprattutto, Moore è arma totale in area; chiude lei la frazione su rimbalzo offensivo (49-57).
E sembra sino a metà ultimo quarto che tutto proceda verso l’epilogo più pronosticabile, ovvero Milano generosa che resiste finché può, ma alla lunga si stacca (come già visto varie volte fin stagione). Sul 59-70, siglato dalla solita Moore a 5’30” dalla sirena, quasi nessuno dei circa 400 astanti in tribuna pensa che ci sia ancora storia. E invece c’è, perché il Geas non sferra i colpi del k.o., il Sanga dopo qualche occasione fallita (soprattutto con Penz, brava come intraprendenza ma non negli esiti) riprende a crederci, con la maiuscolissima Toffali che sblocca il punteggio incuneandosi dalla linea di fondo (61-70 a -3’20”), poi Dornstauder con un 2/2, Turmel idem (dopo aver stoppato Begic poco prima), insomma 65-70 a -2’, c’è ancora vita per le Pinottiche.
Le Zanottiane escono dall’impasse con un assist di Dotto per Gwathmey: 65-72 a -1’45”, e stavolta pare la sentenza definitiva. Ancora no, invece, perché da lì Sesto non segna più; 1/2 di Turmel, poi buona chiusura su Moore da sotto; azione che consuma troppo tempo per il Sanga ma ben conclusa da Toffali in arcobaleno mancino da centro area (68-72 a -33”). Gwathmey va su con un “jumper” plastico dei suoi, ma la bellezza del gesto non vale due punti di bonus: il tiro va sul ferro (partita abbastanza piatta per la grande Jazmon); altra palla per Milano, sbaglia Toffali da fuori, rimbalzo offensivo, riapertura ancora per Toffali che segna da 3 sulla sirena e commenta con un labiale ben colto anche dalla tv: “Ma vaffanculo, va’”. X) :ph34r: Perché il finale è 71-72, ed è quasi più beffardo che se avesse sbagliato e fosse finita di 4.
Moore 24 punti per le vittoriose (3 su 3 in stagione, mai battute dalle “cugine” a livello senior, compresa l’A2); 22 di Toffali (5/5 da 3) e 10 punti, 15 rimbalzi e 6 assist di Dornstauder per le battute con onore, che fanno 13/24 da 3 di squadra.

- Risultato che fa brodo per il Geas ma non piatto ricco, perché porta a casa solo un +1 ed era in teoria un turno più propizio che per Campobasso. Ma Sesto resta quarta per 2 millesimi di punto nel quoziente-canestri (se non ho calcolato male). Ago della bilancia nella sfida a distanza fra le due, è Bologna che deve affrontare entrambe: se una delle due riuscisse a batterla, potrebbe essere la stoccata decisiva per pigliarsi il fattore-campo nella sfida che ormai è quasi sicura nei quarti.
In chiave-playout, Milano non stacca Battipaglia che però ha Schio e Ragusa nelle ultime due giornate. Certo, se le sicule sono già sicure al 6° posto (come in effetti sono), può essere una chance ghiotta per le campane. Vedremo. Per ora è incoraggiante questa prestazione per le mediolanensi; e i playout promettono di essere una riffa senza pronostici, perché Battipaglia e Milano sono migliorate, Faenza sta perdendo sempre di poco ma "c'è", e Brescia (se sarà lei) è più forte delle altre ma non così tanto da essere al riparo da sorprese.

- Terzultima giornata anche in A2. All'Ovest quasi sicuro il primato per Derthona (se batte Empoli nel prossimo turno, altrimenti rischia perché va a Costa all'ultima), Costa con 11 vittorie di fila è favorita su Valdarno per la seconda piazza; Broni e Mantova si giocano la quarta; Empoli e Selargius la sesta; La Spezia e Giussano l'ottava, con Torino che prova a scippare alle brianzole la salvezza diretta; Basket Roma, Carugate e Moncalieri ai playout; Stella Azzurra al 99% condannata. Doppio thrilling di giornata, Broni su Empoli all'overtime di 1 punto (Marciniak in entrata a -7") e Torino di 1 su Spezia.
All'Est ultra-prima Udine, +8 su Alpo e Roseto appaiate; pari anche Trieste, Matelica e Treviso fra il 4° e il 6°; Ponzano, Bolzano e Umbertide, nell'ordine, a cavallo tra 7° e 9°; piccola speranza per Vicenza di evitare i playout, che sono sicuri per Rovigo e Ancona, mentre Vigarano e Abano lottano per scampare la retro diretta, e ambo hanno vinto in quest'ultimo turno.

domenica 7 aprile 2024

Ncaa, semifinali: South Carolina domina, Iowa all'ultimo respiro su UConn col nuovo record di audience

- Sarà la finale più attesa per la March Madness del secolo. L'imbattuta South Carolina tritatutto contro Iowa di Clark e compagne; rivincita della semifinale dello scorso anno in cui la diva Caitlin confezionò quello che rimane probabilmente il suo massimo capolavoro, quando con 41 punti e 8 assist eliminò le "Galle da combattimento" (Gamecocks), anche allora imbattute. Stavolta il duello è in finale e significa che qualcuno piangerà per la seconda volta di fila: o South Carolina (per la seconda stagione dominando tutto salvo non vincere il titolo) o Iowa (per il secondo k.o. in finale, giacché lo scorso anno poi s'inchinò a LSU).

Sono storie e protagoniste che attirano le masse americane (e noi di riflesso): di nuovo battuto il record ogni tempo di audience per il basket femminile con 14,2 milioni di media per la semifinale Iowa-Connecticut, ovvero il duello delle stars Clark e Bueckers; ma anche l'altra semifinale, di richiamo mediatico ben minore, è andata forte con 7,1 milioni (terzo miglior dato di sempre per una semi). Il tutto su ESPN che è una rete a pagamento. :woot:
Che tale botto d'interesse porti con sé le quasi inevitabili polemiche di contorno - segnatamente le accuse che ci sia uno sfondo razzistico nelle crociate degli haters di Angel Reese, la stella di LSU sconfitta nei quarti dalla fidanzata dell'America bianca, Clark -, è un prezzo fastidioso ma che non baratteremmo in cambio di un ritorno nel quieto vivere della nicchia che solitamente seguiva l'Ncaa femminile.

- Dinnanzi ai 18.000 spettatori dell'arena di Cleveland (prezzi dei biglietti fuori da ogni grazia di Dio), la prima semifinale, il derby delle Caroline, dura due quarti, belli tirati, chiusi sul 32-31 per quella del Sud: l'ultra-favorita che però nelle ultime settimane aveva dato a tratti qualche sensazione di vulnerabilità, nonostante il percorso netto da 36 vittorie prima di questa, e poteva quindi sperare, l'outsider NC State, di confezionare un'altra impresa dopo quelle che l'hanno portata al Gran Ballo nel ruolo d'invitata a sorpresa (ma non Cenerentola).
Tuttavia dopo l'intervallo la musica cambia drasticamente, con un assolo di South Carolina, la quale soffoca con la difesa i guizzi delle nord-carolensi che sin lì avevano trovato spesso modo di pungere, a mo' di vivaci tafani, il possente avversario, mentre in attacco la quotata coppia di guardie titolari delle Gamecocks, Paopao e R. Johnson, si sveglia dopo un primo tempo incolore, sommandosi al dominio in area della torre brasileira Cardoso che aveva sorretto la squadra sino all'intervallo. La risultanza è un parziale mortifero di 29-6, coronato da una tripla sulla sirena del 3° quarto da parte dell'aletta Hall (suo unico canestro) e dunque giochi chiusi con ampio anticipo (61-37 al 30'); ultima frazione di puro scorrimento sino al 78-59.
Cardoso mvp con 22 punti, 11 rimbalzi e 10/12 al tiro in soli 23 minuti, complice un'uscita temporanea con transito in spogliatoio in seguito a una scavigliatura. Strapotere sotto le plance per SC anche grazie a Watkins, 8 punti e 20 rimbalzi. Eloquente il 50% dal campo di squadra contro il 32%. Per NC State la stelluccia Aziaha James ne segna 20 ma con 6/17.

- Ed eccoci al super-clou, la seconda semifinaleIowa-Connecticut, la più attesa, ultra-pompata nei giorni della vigilia come il duello del secolo tra Caitlin Clark e Paige Bueckers, le due giocatrici più popolari del college basketball. Si arrivava da quarti di finale in cui entrambe avevano scintillato, il che aveva contribuito all'eccessiva polarizzazione dell'interesse sulle due stars, certo utile mediaticamente ma poco rispettosa del valore dei due collettivi intorno alle leader riconosciute; e forse anche poco adatta allo spirito dei college che è sfida tra atenei, non fra individualità.
E in effetti la partita è stata ben altro che un duello fra singole. Né Clark né Bueckers hanno fatto miracoli, giocando da 6 in pagella (rispetto al loro assoluto valore, s'intende); hanno inciso di più, in particolare nel finale, i rispettivi "cast di supporto". Poi ci si è messa anche una chiamata arbitrale controversa, che con molta saggezza Bueckers non ha additato come causa della sconfitta, ma che da noi avrebbe scatenato un'interrogazione parlamentare. O perlomeno si sarebbe parlato quasi solo di quella.

- Ma andiamo alla cronaca, ché si fa notte. Nel primo tempo ambo gli attacchi stentano a trovare continuità, a partire dalle stelle designate, che si palesano subito in serata non entusiasmante: 2 punti a testa nel 1° quarto, oltretutto per Clark segnati alla primissima azione, per Bueckers dopo un paio di minuti, quindi poi una lunga siccità per ambo.
La Caitlin d'America è guardata a vista dalla tignosa croata Mühl (elemento interessante, direi, per il basket europeo nel prossimo futuro, essendo una senior del 2001); è soprattutto la solida mezza lunga Stuelke, capitalizzando ogni occasione ravvicinata, a tenere a galla Iowa sui primi strappi di UConn (13-5, 19-11), che, sia per le diverse caratteristiche di Bueckers rispetto a Clark (la prima è soprattutto una finalizzatrice, la seconda è anche creatrice di gioco), sia per il maggior talento individuale che hanno le "altre" di UConn in confronto a quelle di Iowa, dipende meno dalla propria superstar, e quindi impiega meno tempo a compensarne l'inizio sottotono.
E' infatti ancora UConn a menare le danze, con la lunga Edwards dalle trecce multicolore, poi con una tripla di Bueckers per il +12 a metà 2° quarto (28-16). E' brava, lì, Iowa a restare in partita, stringendo la difesa e rastrellando canestri come càpita, a partire da Clark che, in latitanza delle abituali prodezze da 3, s'arrangia in penetrazione.
Bueckers sigla in entrata sulla sirena il 32-26 per le Huskies all'intervallo, ma l'impressione è che UConn abbia capitalizzato solo in parte la sua supremazia territoriale. Lo stesso che era capitato a LSU, sempre contro Iowa, nel turno precedente. Segno di grande solidità per Iowa, che sa assorbire i frangenti negativi, per poi crescere alla distanza.

- E' quel che succede anche stavolta. La prima tripla di serata per Clark arriva dopo 2' del 3° quarto e ormai la fuga delle discepole d'Auriemma è vanificata; continuano a condurre, ma di poco; e dopo un gioco da 4 punti per Clark (sudato sette camicie per smarcarsi dall'asfissiante Mühl, fra blocchi, veli e spintonate) arriva il sorpasso di Iowa, cui segue un frangente di belle giocate collettive su ambo i fronti, che dà come onesto prodotto un 51-51 al 30'.
La magia di Clark riappare, seppur sporadicamente, su una tripla in transizione per il +5 a 9' dalla fine (51-56). Poi lei stessa firma un arresto e tiro e un ennesimo assist per Stuelke, la quale è una macchina in appoggio a tabellone. Prezioso come oro colato il lavoro della sentinella difensiva Marshall, minuta ma guizzantissima, su Bueckers, che rimane ai margini del gioco per svariati minuti. E la stessa Marshall segna la tripla del +9 (57-66 a -5'30").

- Ma tocca a UConn reagire. Mühl scippa Clark e alimenta Bueckers che segna una tripla in transizione (62-66 a -4'). C'è uno stallo di un minuto e mezzo, poi arrivano due canestri pesantissimi di Martin, il "secondo violino" di Iowa, sin lì poco prolifica. Ma non è ancora finita. Da +6 (64-70), Iowa concede un canestro da sotto, poi nell'ultimo minuto pastrocchia due azioni offensive regalando palla alle avversarie: nel primo caso gli sviluppi dell'azione portano a una tripla di Mühl per il meno 1 (69-70 a una trentina di secondi), nel secondo c'è aria di sorpasso, ma a 4" dalla fine - come accennato sopra - gli arbitri rubano la scena fischiando un dubbio fallo in attacco a Edwards per blocco irregolare (mentre cercava di smarcare Bueckers) sull'astuta Marshall, che accentua abilmente il contatto. :angry: Senza entrare nel merito tecnico della chiamata, diciamo solo che l'azione decisiva meritava di essere conclusa da un canestro o da un errore delle giocatrici, non da un fischio opinabile. Ma tant'è.
Timeout, rimessa da metà campo per Iowa, ovvio fallo sistematico, va in lunetta Clark che segna il primo, sbaglia inopinatamente il secondo ma le sue compagne lavorano bene a rimbalzo offensivo e guadagnano un'altra rimessa, su cui scade il tempo (69-71).

Clark chiude con 21 punti (4/7 da 2, 3/11 da 3, 4/5 ai liberi), 9 rimbalzi e 7 assist: non fosse lei, sarebbe grasso che cola; ma essendo lei fa notizia che non sia la top scorer delle sue, bensì Stuelke con 23 punti (9/12); 11 per Martin. Va notato che mentre LSU aveva scelto di non imbastire un trattamento difensivo speciale su Clark, beccandone 41 da lei e perdendo, Auriemma ha seguito la strada opposta, limitando lei ma finendo così per lasciare più spazi alle compagne.
Per UConn ne ha 17 Bueckers con 4/9 da 2 e 3/8 da 3; anche Edwards 17, poi Arnold 14; Mühl 9+7 assist.
Percentuali quasi identiche di squadra (46%, idem da 3, qualcosa di più per Iowa dalla lunetta, dove si è andati col contagocce ma UConn quasi mai (3/4 contro 10/14); importanti anche gli 11 rimbalzi offensivi (di cui 6 di Affolter) per Iowa contro solo 6 di UConn.
Rotazioni cortissime, che saranno piaciute ai paladini dell'antica tradizione, quella delle titolari in campo sinché non scoppiano: UConn ha giocato in 6 (va ricordato che era decimata da infortuni, a partire da quello estivo dell'egiziana El Alfy, poi altri 4, tra cui quello della fortissima Azzi Fudd), Iowa in 7 dando 12' totali ai suoi cambi. Per quanto vengono spremute le protagoniste, all'ennesima partita sotto massima pressione nel giro di poche settimane, è davvero notevole quello che fanno.

giovedì 4 aprile 2024

Ncaa: Elite 8, record dei record per la rivincita di Iowa. Sarà Clark-Bueckers nelle F4. "Derby delle Caroline" nell'altra semi

- La grande sbornia continua. Si sentiva che la maionese stava montando alla grande, ma 12,3 milioni di audience tv per Iowa-LSU ha sorpreso sia noi che ammiriamo da lontano cotanta bonanza, sia gli americani stessi, a quanto si occhieggia in giro. Frantumato il record di tutti i tempi per una partita di basket femminile; superate tutte le partite Nba dell'ultimo anno e numerosi altri eventi sportivi di varie discipline maschili. :wub: My gosh.
Molto si deve al richiamo messianico della fenomenale Clark, ma non solo; anche l'altra disfida del lunedì di Pasquetta, UConn-USC, ha fatto numeri eccellenti: 6,7 milioni. E pensare che a trasmettere era ESPN, canale sportivo a pagamento, non l'ABC che detiene i diritti principali del torneo e che manderà in onda le Final Four, con prospettive di fracassare ulteriormente il primato.

- Riassunto delle vicende del campo. La domenica di Pasqua ha aperto le Elite 8 con le due partite meno attese (che comunque han fatto rispettabili audience sull'ABC, 3 milioni e 2,5 milioni).
South Carolina, poco convincente nel turno prima, stavolta non ha troppi problemi contro Oregon State, anche se non è una passeggiata (70-58); modesto il 33% dal campo delle Gamecocks (Cardoso con 12+9 carambole), ma i 22 rimbalzi offensivi contro 7 fanno la differenza. Per le discepole della leggenda Staley è la vittoria n° 36 senza sconfitte in stagione: rullo. :o:

- Contro la favorita #1 per il titolo (al momento danno, circa: South Carolina a 1,50; Iowa a 4,00; UConn a 8,00) ci sarà l'outsider North Carolina State, che completa la sua cavalcata buttando fuori la testa di serie Texas; le Wolfpack partono forte, +12 all'intervallo, e reggono sino in fondo, 76-66. Si conferma la poco celebrata ma caldissima Aziaha James, 27 punti.

- Ma eccoci al lunedì delle stelle. Subito sul ring le duellanti più feroci, Caitlin Clark ed Angel Reese con le loro Iowa LSU, rivincita della finalissima dello scorso anno. La figlia prediletta dell'America bianca, e le sue altrettanto candide compagne, contro l'autodefinita "bad girl" dal ghetto e le sue sodali.
A volte quando si pompa troppo una sfida, finisce per deludere; non è questo il caso, anzi. Un primo quarto ultra-garibaldino si chiude sul 31-26 per LSU, che sembra poter andare a canestro come e quanto vuole, e se sbaglia arraffa secondi e terzi tiri contro la "banda bassotte" di Iowa (23 rimbalzi offensivi contro 6, alla fine). Ma le discepole della santona Mulkey, la quale si presenta in un improbabile completo verde e con la solita aria incazzosa e arrogante, commettono l'errore di capitalizzare poco il frangente di supremazia territoriale; c'è una Clark inizialmente poco ispirata da fuori (a parte la tripla con cui apre la disfida dopo 20"), ma che con intelligenza va a cercare soluzioni da sotto, e LSU non è brava a negargliele, né a fermare qualche transizione di troppo da parte delle avversarie.
Da parte sua Reese - anch'essa in tenuta appariscente, con scaldamuscoli viola a tutta gamba, ma solo una - spadroneggia sotto le plance per tutta la gara (finirà con 20 rimbalzi), ma dopo un inizio incisivo in attacco vede crollare le sue percentuali (7/21 al termine, pur con 17 punti). Pare che abbia avuto un problema a una caviglia, ma comunque a mio parere lei è giocatrice rispettabilissima, ottima agonista, difensora, combattente, eccetera, ma dal talento solo discreto, cioè non è dello stesso pianeta di Clark pur essendo la sua antagonista come personaggio. Ma la vera zavorra di LSU è Van Lith, la guardiola con le trecce bionde da brava "american girl", che doveva essere il valore aggiunto per LSU quest'anno, e invece è parsa un corpo estraneo nel momento della verità; in perenne ritardo difensivo (e non solo perché Clark è un demonio), imprecisa al tiro che sarebbe la sua specialità (2/10).
Insomma l'impeto iniziale di LSU si spegne e Iowa, pur senza ancora miracoli di Clark (peraltro già a 19 punti all'intervallo), agguanta un 45-45 al riposo.
Poi, fra 3° quarto e metà dell'ultimo, è il momento in cui la Caitlin d'America convertirebbe al suo culto anche il più refrattario. Fa grandinare triple, di cui una su cambio di mano dietro la schiena, arresto su un francobollo e siluro da 9 metri in faccia alla misera Van Lith; roba da piangere o gridare a seconda della sensibilità di ciascuno. Sull'ultima tripla della serie, Van Lith è stata immortalata mentre allarga le braccia desolata. Abbiamo detto delle sue colpe difensive all'inizio, ma qui non c'era nulla da fare.
Oltretutto, Clark conferma per l'ennesima volta di abbinare il tiro di una Taurasi all'arte del passaggio di una Sue Bird, mandando a canestro le compagne ogni volta che ce n'è l'occasione; e loro sono bravissime nel coordinarsi con la divina compagna per infilzare la difesa con tagli o corse in contropiede, premiate dall'assist di Caitlin. Così soprattutto Stuelke e Affolter, mentre la versatile Martin sa anche crearsi tiri in proprio; finirà con 21 punti. Sono invece 41 punti, con 12 assist, 4/9 da 2, 9/20 da 3, 6/7 ai liberi, 7 rimbalzi per Clark. In una partita con quella pressione ed importanza. My gosh e ri-gosh. :woot: <3
Per tornare all'andamento, la fiammata clarkense procaccia il +11 di Iowa a fine 3° quarto e LSU non riuscirà più a recuperare, nonostante Flau'Jae Johnson (23), Williams (18) e Morrow (14+14 rimba) facciano il loro. Ma di là c'è una che vale per tre, più il resto della squadra. Too much persino per le campionesse in carica, che così abdicano per 94-87.

- Caitlin chiama, Paige risponde. Sarà Bueckers, con la sua Connecticut di
Geno Auriemma, a sfidare in un ancor più stellare duello l'mvp stagionale Clark (titolo appena confermato). Battuta Southern California, alias USC, della più giovane delle stars, la 2005 JuJu Watkins. Un'altra partita coinvolgente, anche se nella prima parte con più errori (33-33 al 20' dopo un inizio forte di USC e la ricucitura di UConn), poi in crescendo nella ripresa, con UConn che comanda quasi sempre, ma viene ripresa sul 59-59 a 7' dalla fine. Lì emerge la maggiore esperienza delle discepole di Auriemma, che ripartono senza più farsi raggiungere; un triplone di Bueckers dà il via allo scatto decisivo intorno ai 4' dal termine.
Finisce 80-73 ed è esultanza liberatoria per la brillante Paige (28 punti con 11/23 al tiro, 10 rimbalzi e 6 assist), dopo tanta sofferenza per gli infortuni; ottima spalla per lei l'ala Edwards (24 punti), mentre di là Watkins segna tanto ma anche forza qualcosa di troppo (29 punti con 9/25), così come Forbes (24 con 8/22).

- Nel lunedì delle superstars era di scena, seppur su un palcoscenico minore, anche la stelluccia di casa nostra Eleonora Villa, che ha giocato la semifinale del torneo "di consolazione" WBIT, perdendola contro Illinois alquanto nettamente; per lei la consueta buona figura, 14 punti in 37 minuti, seconda miglior marcatrice di squadra. Si chiude così la sua promettente stagione d'esordio; per lei una media di 12,9 punti in 33 minuti.
La nostra altra italiana di punta in Ncaa, Vittoria Blasigh, ha cifre simili: 13,5 punti in 30 minuti.
Per curiosità, abbiamo pure l'audience di quella semifinale giocata da Villa (Washington State-Illinois), che è stata di 107.000 su un canale secondario dell'Espn. :o: Poco rispetto alle folle oceaniche del torneo principale, ma vedremo se le finali scudetto su RaiSport sapranno fare meglio... :wacko:

mercoledì 3 aprile 2024

Il "caso Sottana" su Pink Basket, ad anni di distanza

Curiosità. Sul defunto magazine Pink Basket di Silvia Gottardi, pubblicai, nella rubrica delle notizie brevi, in dicembre 2019 quella che allora mi sembrava una scaramuccia buona per riempire uno spazio vuoto, tra Giorgia Sottana e il giornalista Pea che scrisse per primo di una sua lite con l'ambiente della nazionale (e lei sul momento smentì duramente); poi, circa un anno dopo, la seconda puntata con la lettera aperta di Sottana in cui annunciava di essere stata fatta fuori dall'azzurro contro la sua volontà.

A distanza di anni bisogna ammettere che Pea, o meglio la sua gola profonda, aveva dannatamente ragione; e forse Sottana stessa sul momento non aveva percepito la gravità dell'episodio per la sua successiva carriera azzurra. Di fatto non ha più vestito la maglia dell'Italia dopo quell'autunno '19.



martedì 2 aprile 2024

A1: il Sabato Santo esalta Bologna; squilli da playoff per Sassari e Roma; il Geas torna quarto

- Il sabato pre-pasquale di A1 è stato un successo di pubblico:B): Dubitavo che fosse una buona idea costringere la gente a venire la sera della vigilia; e invece ecco 2638 spettatori per il big match a Venezia; 1847 per il "sotto-clou" a Schio; ma anche 911 a Roma, per nulla scontati considerando lo zoppicante andamento della squadra e la tendenza delle metropoli a svuotarsi di più rispetto alla provincia; un discreto 527 a Sassari, mentre a Campobasso non c'è dato ufficiale ma le tribune erano discretamente popolate seppur non esaurite (ipotizziamo un 400); unico dato sottotono i 100 dichiarati a Sesto (magari in realtà un po' di più). Fanno circa 1000 di media, non male.


- I riflettori erano su Venezia-Bologna, ovviamente. Sarebbe stato bello trasmetterla su RaiSport, anche se la partita in realtà ha deluso; :( o quantomeno, poteva regalare di meglio. Situazione classica di quando una squadra gioca da voto 5, se non 4,5, sicché all'altra è sufficiente un 6,5, diciamo 7, per controllare l'andamento senza patemi. Dietro la lavagna va la Reyer, che ripiomba in quell'appannamento da cui sembrava uscita con la nitida vittoria sul Geas; un litigio permanente col tiro da fuori (2/21 da 3) e in generale una gran difficoltà a farne due cotte di fila in attacco, se andava bene una cotta e una cruda, più spesso due o tre crude. Nel 1° quarto non faceva meglio la Virtus (10-10 al 10') ma poi cambiava passo, mantenendo come punto cardine una buona difesa dentro l'area, che disinnescava totalmente Shepard, e trovando in attacco quel tanto di continuità, specie con Rupert e André, che bastava per un +10 all'intervallo (21-31).
Nella ripresa, anziché la reazione lagunare, giungeva un ulteriore affondo delle V nere con Peters, Rupert e Pasa per il +15 (27-42 al 24'); seguiva una fase orrenda, in cui Venezia continuava a costruire con fatica mortale le sue azioni, ma Bologna sprecava buone occasioni per uccidere definitivamente la partita. Che sembrava riaprirsi con un 7-0 veneziano, con Shepard a sbloccarsi non da sotto ma con una tripla, e un pregevole movimento in post basso di Cubaj (34-42); ma qui Bologna era brava a rispondere subito con un contro-0 a 7, ripristinando il +15 (34-49 al 30').
A inizio ultimo quarto, finalmente uno sprazzo frizzante da ambo le parti, che lasciava invariato lo scarto; poi la stoccata da 3 di Cox per il +17 a 6' dalla fine; e vista la mala parata offensiva di Venezia, era bastevole a chiudere i conti. A quel punto si lottava per la differenza-canestri: la Reyer cercava almeno di salvare il +11 dell'andata, ma Berkani dopo un buon canestro dalla media per il -12 si mangiava il -10 in entrata, mentre allo scadere lei stessa falliva di poco una preghiera da 9 metri. Quindi 51-63 e anche doppio confronto strappato da Bologna, che ha 15+10 rimbalzi da Rupert, 11 da André, 8+6 assist da Zanda; niente di spaziale, come detto, ma almeno solido. Per Venezia 16 della solita croce-e-delizia (ma più che sufficiente stavolta) Berkani, 11 di Kuier, 9 raffazzonati tardivamente da Shepard, solo 2 con 1/6 per Villa e in generale spente le italiane; per il recente acquisto Held 12 minuti di poco o nulla, apparente conferma del sospetto balenato vedendola all'esordio col Geas, e cioè che sia una discreta gregaria, non una che sposta i valori. :unsure:

Schio, per l'ennesima volta, batte Ragusa. Con il solito copione delle sicule che restano in partita finché possono (39-37 a metà gara) ma poi ineluttabilmente vengono staccate; nell'occasione avviene sul finire del 3° quarto, a partire da due triple di Verona; lo scarto si stabilizza intorno ai 10 punti, poi il Famila tira un'altra spallata e via (76-60). Verona top con 18; 10/27 da 3 come dato-chiave; di là Chidom 14.
Ora per il primato finale che succede? Si ha Venezia con 3 sconfitte e scontri diretti a favore su Schio che ne ha 3 pure lei; Bologna segue con 4 sconfitte. Boccia quindi ancora in mano alla Reyer, che se passa a Ragusa nel prossimo turno ha la strada in discesa (ha poi Roma e S. Martino in casa), ma se perde si farà probabilmente zufolare da Schio, la quale ha 4 partite abbordabili; la Virtus spera nei k.o. delle rivali ma non ha un calendario facile: dovrà battere almeno una tra Geas e Campobasso che la tallonano, per non sciupare i 4 punti di margine. Insomma al momento lo scenario più probabile è che rimanga l'ordine attuale in classifica. Ma occhio a Ragusa-Venezia.

- E a proposito delle duellanti per la quarta piazza, vincono entrambe e quindi restano appaiate ma c'è il sorpasso del Geas, che torna avanti per quoziente-canestri stagionale, sfruttando la buona occasione con Faenza. Le sestesi hanno perso, nei giorni precedenti, Bestagno per infortunio alla spalla (seppur non comunicato né alla vigilia né nel resoconto post-gara); le romagnole si presentano senza Dixon e col ritorno a mezzo servizio di Cvijanovic.
Andamento fatto di strappi casalinghi e riavvicinamenti ospiti; c'è un 12-0 a suon di triple contro la zona che potrebbe chiudere i conti già verso fine 2° quarto per il Geas (35-19 al 19'); Faenza si riavvicina a -6; a quel punto le rossonere ne hanno abbastanza e fanno 22-4 a cavallo fra 3° e 4° periodo. Poi c'è l'insolita necessità di dover spingere fino all'ultimo, col miglior quintetto possibile, per la questione del quoziente-canestri stagionale a parità di scontri diretti con Campobasso (se ne sarà ormai convinto anche il nostro amico Nonino, che è così), e sulla sirena Gwathmey fissa un +22 (71-49) che può soddisfare le Zanottiane. Gwathmey 16 punti, Tagliamento 18.

- Non riesce a fare altrettanto bottino Campobasso, anch'essa in casa contro una delle ultime, anzi proprio l'ultima, Battipaglia. Abbiamo letto nel comunicato post-partita del club salernitano di tifo contrario da parte di spettatori teoricamente dalla loro parte; non abbiamo letto né prima né dopo, invece, una comunicazione sull'ennesimo cambio di panchina (a meno che sia sfuggito, nell'abbondanza di comunicazioni sulle finali U19). Sparito Conte, ora c'è Dragonetto, ma senza annunci. In campo, si vede qualcosa di simile al periodo recente, e cioè una squadra competitiva. Il limite di Campobasso è sempre quello di non avere punti garantiti nelle mani, sicché quando la giornata collettiva è di scarsa ispirazione, segna poco o nulla. Così nel 2° quarto le campane toccano il +10 (9-19, poi 18-28). Una pezza è messa negli ultimi 5' prima dell'intervallo dalla difesa, che non concede più punti; ma le molisane ne mettono a referto appena 4.
Anche a inizio ripresa, dopo essere sembrate sbloccarsi con Kunaiyi (33-33), le padrone di casa tornano a incepparsi (5' senza segnare) e Battipaglia torna in vantaggio (33-38 al 30'), nonostante l'uscita di Ferrari per botta in faccia (tornerà nel finale). Le chiavi per salvare la ghirba per Campobasso sono l'emergere di Trimboli (12 punti nell'ultimo quarto, tra cui un 3+1 per il sorpasso) e il coraggio (o almeno il buon senso) di Sabatelli nel panchinare le spente Dedic e Mistinova in favore delle giovani Quinonez e Giacchetti, "in gas" dopo lo scudetto U19 vinto il giorno prima. Le due ci mettono energia e anche qualche punto, favorendo l'allungo a +10 con 2'30" da giocare. Ferrari con due triple e Seka ridanno speranza a Battipaglia ma Morrison mette la tripla della staffa. Il 59-52 (Trimboli 17, Kunaiyi 12+15 rimba) non basta a salvare il 4° posto ma è grasso che cola, per come si stava mettendo. Per le volenterose ma tribolate campane, 15 di Ferrari, 12 di Seka, mentre Yurkevichus gioca "da Yurkevichus" più che mai, ovvero cattura 18 rimbalzoni ma realizza solo 2 punti.

- E chiudiamo con le due partite della lotta-playoff. Nel pomeriggio Sassari conferma il suo buon momento regolando Brescia senza troppe sofferenze; primo break verso metà 2° quarto con una scatenata Joens; le longobarde si riavvicinano a meno 2 verso metà del terzo, ma le sarde ripartono con un attacco a martello finendo a +18 (81-63 con 19/39 da 2 e 10/28 da 3). Joens ne ha 25, di là Garrick 22 ma Zanardi stavolta non s'illumina (7 con 1/8 dal campo) così come Skoric (1/8 pure lei). Ma al di là delle singole, la Dinamo riafferma una superiorità di squadra, che aveva mostrato all'andata ma non nel più recente scontro diretto in Coppa Italia. Ora ha 4 punti di margine su Brescia e il 2-0: difficilmente si farà riprendere.

- E Sassari aggancia S. Martino che cade nuovamente, stavolta contro Roma che finalmente vince in volata. Poteva, in realtà, chiuderla prima l'Oxygen, che dopo un garibaldinissimo 46-46 a metà gara vola sul +15 nel 3° quarto, ma si fa rimontare sino a soltanto +2; provvidenziali Kalu, che scippa Turcinovic (fin lì ottima al rientro) subendo antisportivo, e Dongue che in auto-rimbalzo offensivo realizza il +4. Poco dopo, D'Alie fa "airball" sulla tripla del possibile overtime; finisce 87-84 con 25 di Dongue e altre tre romane a 11 tra cui, fa piacere, Gilli. Per le Lupe, 23 di Turcinovic, 20 di una rediviva D'Alie, 15 di Conte.
Ora si ha, in classifica: Sassari e SML 18 (zona-playoff); Roma 16 (salvezza diretta); Brescia 14 (playout); luparensi e romane hanno una gara in meno.

lunedì 1 aprile 2024

Finali nazionali U19: Campobasso imperiale su Costa; finisce l'epopea delle 2005 del Basket Roma

Campobasso porta a casa il suo secondo scudetto giovanile con questo gruppo, lo scorso anno già dominatore in U17, stavolta in U19. E sarà difficile scalzarlo da questo trono il prossimo anno, se resterà insieme: tutte le principali giocatrici sono del 2006 (Quinonez, Del Sole, Trozzola, Bocchetti) o addirittura '07 (Giacchetti, Moscarella, Rizzo), con l'unica eccezione di Vitali.

Ma anche in generale la kermesse battipagliese ha offerto più gloria alle annate "cadette" che a quella maggiore. In quintetto ideale sono entrate solo due '05 (Aghilarre e Gianangeli), poi le '06 Quinonez (ovviamente) e Piatti, e la '07 Giacchetti. Del resto la nostra annata 2005, come hanno indicato finora i riscontri internazionali (sia pur parziali per via del Covid), è inferiore a quelle che l'hanno preceduta; e in questa finale nazionale mancavano la migliore in assoluto (Zanardi), altri elementi da maglia azzurra (Cedolini, Tempia, Sammartino, Cappellotto), e strada facendo si sono aggiunti infortuni di peso (Benini, Lussignoli, più Osazuwa in condizioni precarie per scavigliata recente).
Era già successo, curiosamente, nelle finali U18 di 5 anni fa, sempre a Battipaglia, quando le magnifiche 2002, poi due volte oro europeo, brillarono più delle '01 e addirittura delle '00, al punto che in quintetto ideale entrarono Panzera del Geas e Balossi più Nasraoui di Costa campione.

- Quindi: condizioni di fragilità per l'annata portante; infortuni; aggiungi le 5 partite in 5 giorni e il fatto che più d'una squadra non fosse un vero gruppo d'allenamento; difficile così avere le condizioni migliori per una qualità sopraffina del gioco. Si è giocato quasi sempre su ritmi alti, con più iniziative individuali che costruzioni corali pazienti, sicché si sono visti canestri notevoli, nel contesto però di una gran quantità di errori al tiro e palle perse. In 10 partite su 16 c'è stata almeno una squadra che non è arrivata a 50 punti. Ma diamo anche il giusto merito all'intensità difensiva, aspetto in cui nessuna squadra è mancata.
Parlando invece dell'ambiente, va sottolineata l'atmosfera che Battipaglia, bisogna dire, sa sempre creare intorno agli eventi che ospita. Riempie le tribune (non solo quando gioca la squadra di casa), comunicati e foto a pioggia, e poi le performance del telecronista Giovanni Salerno: un fenomeno, capace di macinare 4 partite al giorno con la stessa enfasi dalla palla a due della prima fino all'ultima azione della quarta, anche se il punteggio è 90-30. :lol:

- Il dettaglio degli eventi. Il girone A allineava 3 delle 4 maggiori candidate al titolo (Roma, Campobasso, Venezia) più un'outsider da non sottovalutare (Geas, in gran parte '07)- Roma parte con un 59-41 su Sesto, break decisivo nel 3° quarto (Lucantoni 19; nessuna in doppia cifra per le lombarde); ma quasi subito perde Benini per infortunio. Campobasso manda subito un messaggio spazzando Venezia 72-46 con cambio di marcia bestiale dopo il +1 all'intervallo; domina la coppia Quinonez (25)-Moscarella (20).
Poi Venezia batte Geas, tirato (53-48) ma stando sempre avanti; 15 per Hassan (lei addirittura '09, a proposito di "sotto età" interessanti), 15 anche per Ostoni e Ramon. Secondo colpo al cuore della concorrenza per Campobasso su Roma, 71-55; le rimaneggiate capitoline rimontano a inizio ultimo quarto con una zona che sfida le molisane a sparacchiare da 3; però poi le future tricolori riprendono il controllo dando la palla dentro e distendendosi in velocità mentre le percentuali romane colano a picco (13/59); Quinonez 30, un'ira d'iddio, Moscarella 14; di là Fantini e Aghilarre 17.
Ultima giornata con platonica, anche se pregevole, vittoria del Geas su Campobasso (48-47, libero di De Lise a pochi secondi dalla fine) rimontando da -9; molisane chiaramente al risparmio essendo già qualificate. Poi spareggio tra Roma e Venezia, e l'esperienza delle figlie della Lupa, pur malconce, ha la meglio sul Leone di San Marco, che forse in questo caso aveva un potenziale superiore ma è molto meno concreta. Punteggio rasoterra tra mille palle perse (34 per la Reyer; 21 per Roma) e ovviamente errori al tiro; da 33-33 a inizio ultimo quarto, decisivo 9-0 per Fantini (17 punti) e compagne; finisce 51-46 (Zuccon 12 per le battute). Quindi è Venezia a restare col cerino in mano fra le 3 "big" del girone.

- Nel gruppo B era netta la supremazia di Costa, che infatti liquida le Sisters, alias Samoggia, con un 68-57 (Edokpaigbe e Bernardi 20 contro Palmieri 17), Battipaglia con grande autorità, 72-47 (Cibinetto 12 contro Prete 15), e Bergamo nel derby lombardo con un 57-43 pur essendo già qualificata.
Lotta aperta fra le altre 3 squadre: Battipaglia piega Bergamo, 57-53, dopo vari sorpassi, e rimontando da meno 8 negli ultimi 7' (Gianangeli 16 contro Lussignoli 14), nonostante l'uscita di Esposito per infortunio; poi le Sisters domano a loro volta le est-lombarde (68-63; 27 di Palmieri e 28/32 ai liberi di squadra), le quali perdono presto Lussignoli per infortunio; per il passaggio del turno se la giocano quindi Battipaglia e Sisters, con netta prevalenza delle padrone di casa (ribaltando le impressioni del giorno prima, che erano state nettamente migliori da parte delle emiliane), 62-49 ma già +20 all'intervallo, con 18 di Gianangeli contro 20 di Palmieri.

Semifinali. Si ritrovano Costa Basket Roma, le eterne duellanti. La prima volta, a livello di finali nazionali, fu nel 2019, quando si giocarono lo scudetto U14 all'ultimo tiro: Costa lo sbagliò, vinse Roma. C'è stato di mezzo il Covid a negare allori ad entrambe. Poi nel '22 Roma batte Costa in semifinale U17 e si ripete lo scorso anno, con una grande rimonta, per il titolo U19. Stavolta il duello è ad armi impari per la decimazione dell'organico romano: s'infortuna anche Lucantoni, terzo elemento da quintetto a venir meno per le tricolori in carica, le quali reggono più a lungo del previsto, vanno a +2 all'intervallo, ma nel terzo Costa, grazie anche all'uso delle due torri, Piatti-Osazuwa, inizia a staccarsi e non si fa più riprendere; finisce 57-46, tabù infranto per le masnaghesi (Piatti 17 punti, Gorini 12, Bernardi 10 contro Aghilarre e Fantini 9); non sapremo mai se a ranghi completi sarebbe andata diversamente.
Grande pubblico per cercare di spingere Battipaglia all'impresa; ma non basta contro Campobasso (a sua volta con abbondante e fragoroso seguito). All'inizio le campane coltivano speranze con qualche vantaggino; riescono a limitare Quinonez con la zona (12 punti con 4/15 al tiro per la fuoriclasse), ma emerge la completezza dell'arsenale molisano (Trozzola 11, Vitali 10 le altre in doppia cifra, non le più celebrate del gruppo); tra fine 2° quarto e il terzo arriva il break che Battipaglia non recupera più; 70-53 il finale (per Batti, 18 di Gianangeli e 14 di Gesuele).

- In finale 3° postoRoma chiude da par suo, cioè con una vittoria, la carriera giovanile delle sue 2005 (51-46 su Battipaglia); 20 punti di Fantini alla quale sarà negato il quintetto ideale in favore di Aghilarre, credo per questioni di ruolo, ma nel complesso la lunga è stata la migliore per le tricolori uscenti.
Poi la finalissima, che ti aspetti equilibrata, considerando i valori individuali e anche quanto mostrato finora nella kermesse. Invece è un monologo di Campobasso. Costa non perviene, se non per un breve tratto sul finire del 2° quarto e poi nell'ultimo ma a buoi ampiamente scappati. Per il resto, fa una fatica mortale a costruire gioco, contro l'intensità difensiva delle molisane, ma certe palle perse (già 14 all'intervallo) ed errori da sotto sono banali se non addirittura gratuiti. Una giornata-no di tutte le principali giocatrici (soprattutto delle "piccole", ma è inutile puntare l'indice contro questa o quella perché è stato un k.o. collettivo) inevitabile finire travolte da una Campobasso che il suo lo fa ampiamente, colpendo sia da vicino sia con le triple. Non è tanto la maggior precisione al tiro (che è solo parziale) ma l'intensità a fare la differenza.
Chiaro che poi, quando a una squadra riesce quasi tutto e all'altra quasi nulla, il fattore mentale aiuta ulteriormente la prima a dominare mentre abbatte la seconda. Così avviene nonostante l'ennesimo infortunio di queste finali, che stavolta toglie dalla scena Moscarella:cry: Non una da poco, eppure le molisane continuano a martellare: 28-9 al 15', poi come detto c'è l'unico segnale di risveglio da Costa (35-20 al 20'), con una discreta energia portata da Galli dalla panchina (la quale però non poteva essere quella che cambia le sorti della gara); ma quando si torna dagli spogliatoi e ti aspetti la reazione lombarda, si ha invece la mazzata definitiva: si giunge fino a un 58-25 (tripla di Giacchetti) verso la fine del 3° quarto, oltre ogni attesa.
Nell'ultimo quarto Costa mette qualche pezza allo scarto, ma la sostanza non cambia; 71-51 per Campobasso, che ha 22 da Quinonez (7/11 da 2 e 2/8 da 3), 12 Del Sole, 11 Giacchetti, 8 Vitali e Trozzola, insomma bel lavoro collettivo; per Costa 19 Bernardi (molti però nel finale), 13 Piatti, 9 Cibinetto.
E quindi Campobasso festeggia il secondo tricolore, mentre Costa chiude con una finale che non le rende giustizia, ma conferma la sua eccellenza... costante con la dodicesima finale scudetto (rimangono 5 quelle vinte) e la quindicesima volta di fila tra le prime 4. :woot: