venerdì 20 febbraio 2009

Il Bollettino Lombardo (23)

 Ottovolante Geas


«I thought I’d seen some ups and downs, until I came to Bracco Town». Così, parafrasando Bob Dylan (che pensava di aver visto abbastanza alti e bassi, prima di arrivare a New York Town), sintetizziamo la settimana da montagne russe per il Geas: mercoledì scorso ha perso per una repentina crisi offensiva nella ripresa a Napoli (16 punti in 20 minuti), sabato è andato in tilt difensivo, sempre nella ripresa, con Umbertide (57 subiti in 20’), ieri ha sfoderato una prova d’intensità bestiale contro Venezia, che vale molto più di Napoli e immensamente più di Umbertide (come ha dimostrato asfaltandola meno di 10 giorni fa).
Abbiamo già detto dell’apparente mancanza di logica in tutto ciò; mancanza di logica che lascia aperto il dubbio su quale sia il vero Geas: quello che mostra la corda alla distanza, anche contro squadre di talento inferiore (vedi pure Pozzuoli), o quello in grado di giocarsela alla pari con le big del campionato? La cosa più sorprendente è che il rendimento della Bracco non pare dipendere dal valore dell’avversaria di turno, quanto dai suoi meccanismi interni. Se sia un bene o un male non lo so, ma così pare. :unsure:
L’essenziale è comunque aver bloccato la spirale negativa, perché 4 sconfitte in 11 giorni sarebbero state dure da digerire; la zona-playout torna a 4 punti di distanza, il sesto posto è mantenuto e quindi si è perfettamente in linea con l’obiettivo-playoff. Lunedì però, in posticipo televisivo, c’è uno scontro diretto fondamentale a Priolo. Campo difficilissimo, ma se il Geas è quello di ieri non c’è fattore ambientale o alchimia di Coppa che possa stroncarlo. Se invece è quello visto con Umbertide, allora sarà dura. L’importante è che si confermi vero che non c’era nessun problema di calo fisico per la Bracco: altrimenti il “lieve” sforzo richiesto alle titolari nella vittoria su Venezia (Penicheiro 45 minuti, Tillis 45, Crippa 43, Machanguana 37, Zanon 35) potrebbe farsi sentire.

- Ora è il turno della Comense di cercare una vittoria rigenerante: dopo il +50 a Viterbo è incappato in una serie di sconfitte: ma a ben guardare, nessuna di queste è inopinata: Faenza e Schio in casa, Napoli e Pozzuoli in trasferta, queste ultime di misura. Manca probabilmente la miglior condizione, l’infortunio di Donvito è logicamente una grana seria perché sballa anche le rotazioni delle straniere, eccetera. Sicché le lariane sono ora in piena bagarre tra playoff e playout. Domenica arriva Umbertide ed è un test critico, perché sono due punti da fare, ma le umbre hanno dimostrato col Geas, al di là dei demeriti di Sesto, di essere vive, nonostante i problemi di organico.

Biassono, beffa con Bologna. Gualtieri accusa Zanon

da “La Prealpina”

- Sconfitta amara, la quinta in fila, per Biassono, cui non basta risorgere dopo la figuraccia a Udine e condurre per 37’ contro Bologna. All’inizio la Pilot inquadra il bersaglio pesante con regolarità (4/6 da 3 nel 1° quarto, 18-10 al 10’) e allunga fino a +11 col contributo di tutto l’organico, dalle “baby” Galbiati (14 con 6/9 al tiro) e Mandelli (2/2) ai rimbalzi di Dell’Orto e Viganò (20 in due). Nella ripresa però Rios (9 con 3/19 dal campo) non trova più il canestro, mentre il duo Temnik (17 punti)-Arnetoli (16) diventa padrone dell’area; ancora un paio di triple tengono avanti Biassono (45-40 al 30’), che rilancia sul +8 al 33’, grazie anche al 10/22 di Bologna dalla lunetta; ma dopo un tecnico non sfruttato si spegne la luce per la squadra di Gualtieri (3 punti negli ultimi 7’; 20/68 dal campo), che subisce il sorpasso con una tripla di Aleotti (13) a -2’; sul 53-53 Zanon (7 con 2/13) si fa stoppare dall’arco, Rios commette fallo su Arnetoli (2/2 a -6”) e fallisce da 3 sulla sirena. Domenica ancora in casa per uno scontro di vitale importanza con San Bonifacio.

- Aggiungiamo. Coach Gualtieri nel dopopartita con Bologna ha accusato senza mezzi termini Elisa Zanon di avere un atteggiamento sbagliato con Rios, ai limiti del boicottaggio: non le passerebbe la palla anche in situazioni favorevoli, manifesterebbe ostilità nei confronti della cubana. Nelle due volte che ho visto Biassono non ho notato problemi al riguardo; ma di solito Gualtieri non parla a vanvera. Se Zanon, alias “The Princess” su Basketcafè, vuol dire la sua, s’accomodi. -_- Se c'è davvero una guerricciola intestina, pare una roba da chiodi, anche se immagino che Zanon abbia le sue ragioni. Ma l’importante è che il problema si risolva, perché non vorrei che a Biassono si stesse scherzando col fuoco: sembrava che pur senza fare miracoli si riuscisse a stare nella zona tranquilla della classifica, e invece dopo queste 5 sconfitte la Pilot si ritrova solo a +2 sulla retrocessione diretta; vero è che anche i playoff distano solo 2 punti, ma se non s’inverte il trend si finisce più di là che di qua, direbbe monsieur de la Palisse.

- Continuano ad arrivare col contagocce le soddisfazioni anche per il resto della Lombardia. Ridono solo le Leonesse del neo-tri-papà Fassina, che battono Bolzano nello scontro diretto per il 7° posto, e ora sono in zona-playoff con 4 punti di margine, a 7 turni dalla fine: non male. Ancora una sconfitta di misura per Broni, contro Reggio Emilia, e ancora una polemica forumistica: stavolta pare che Kozdron di Reggio abbia usato i gomiti come arma impropria. Infine Crema, che non dà segnali di vita contro Udine, che si conferma in forma dopo aver demolito Biassono. Il grave per Crema è che S. Martino di Lupari vince e raggiunge il gruppetto a quota 10 di cui fanno parte anche il Generale Censo (solo 6 punti con 3/10) e la sua truppa.

B1, tragedia milanese

- Decisamente San Valentino non ha portato bene alle milanesi dei campionati nazionali. Sconfitto il Geas in A1, sconfitta Biassono in A2, hanno perso anche tutte e quattro le portacolori della Madunina in B1. In confronto, il celebre "massacro di San Valentino", ordinato da Al Capone, era una bazzecola. :wacko:
Perde l’imbattibilità nella seconda fase Milano, che trova un Treviso in spolvero al tiro ed efficace con Meneghin in area (23 punti); stavolta la coperta corta si fa sentire per la Sea Logistic che cede nell’ultimo quarto; non bastano 27 di Gottardi e 19 di Gatti. Ma un canestro di Marulli allo scadere salva per un solo punto il +11 dell’andata, così il Sanga rimane primo pur agganciato dalle trevigiane, anche se bisogna tener conto di Alpo che ha una partita in meno.
Vittuone si smarrisce nel finale con Venezia, come all’andata, dopo aver condotto gran parte della gara. Consueti problemi contro la zona. Non cambia granché in classifica ma il periodo buono sembra esaurito.
In classifica Milano, Treviso 20; Alpo*, Muggia 18; Trieste, Vittuone 14; Venezia* 12; Torino 10; Palmanova 8; Novara 4.
Nella poule retrocessione, Carugate perde netto a Monfalcone e non coglie la chance di chiudere i conti per evitare la retrocessione diretta. Ci sarà da soffrire fino alla fine. Monfalcone rimane a -2 da Carugate ma ha gli scontri a favore. Male anche Rho, travolta in casa da Sarcedo con un calo alla distanza. Sabato scontro all’arma bianca tra Carugate e Rho.
In classifica S. Maria di Sala, Sarcedo 10; Rho 6; Moncalieri, Carugate 4; Monfalcone 2. Sorprendono gli stenti di Moncalieri, che nella prima fase era all’altezza della poule-playoff, a differenza delle due milanesi. Ormai la salvezza diretta è questione tra S. Maria e Sarcedo.

Nel girone B va un po’ meglio per le lombarde, anzi decisamente meglio, visto che Valmadrera sbanca Bari, Lodi s’impone sul fanalino Monopoli e nella poule-terrore Costamasnaga sconfigge la sindrome dei finali in volata, passando di 1 a Fiorenzuola. In classifica, Valmadrera è seconda dietro Forlì, Lodi settima alla pari con Bari e ormai è quasi certa dei playoff; Costa ha agganciato il 3° posto, difficilmente avrà la salvezza diretta ma può sperare nel fattore-campo nei playout. Da notare che nella poule-promozione, su 30 partite, solo 6 volte hanno vinto le squadre del girone pugliese.

In B2 ride Canegrate, le leader continuano

- Canegrate rimane sola al 3° posto: dopo metà gara sofferta prende il largo nella ripresa su Trescore (54-44 al 30’), mentre Canneto è stoppata da un Villasanta in gran spolvero, che pur senza Castelli dilaga nel 2° quarto (parziale di 25-9) grazie alla vena balistica di Boscolo (5/8 da 2, 5/11 da 3) e alla produttività delle lunghe. Varese si vede rimontare il primo strappo da Cerro (7-16 al 10’ ma solo +2 all’intervallo con tripla sulla sirena di Catella), però nella ripresa con la zona, le iniziative di Lovato e i rimbalzi di Galasso fa la differenza su un Gso privo di Cosentino (37-43 al 30’). Nel derby con Cucciago, Cantù, senza Bestagno (torna sabato) e Arnaboldi (c’era in programma una risonanza al ginocchio), non dilaga ma riesce a controllare (11-17 al 10’, 35-45 al 30’). Usmate subisce nel 2° quarto a Vertemate (parziale di 21-12), ma cambia passo con un 9-23 nel 3° e rimane a ruota.
In classifica (prime posizioni) Cantù 36; Usmate 34; Canegrate 28; Canneto 26; Varese, Villasanta 24.

Il Sanga perde l’ultimo treno

Nelle Under 19 ammaina (quasi) tutte le ultime speranze il S. Gabriele Milano, sconfitto 45-64 da Crema nell’ultima spiaggia per rimontare sul 4° posto-interzona. Il Sanga paga l’assenza di Brino ma non gioca nemmeno granché. Crema sarà quarta salvo crolli inattesi, anche perché le squadre di fascia medio-bassa non paiono in grado di giocare scherzi, anzi diciamo pure che hanno tirato i remi in barca già da parecchio, anche se a dire il vero Broni ha rischiato a Bergamo ‘sta settimana. Il Geas aveva ammainato la bandiera già da un paio di turni: le due milanesi se la giocheranno tra di loro per il 5° posto. Meglio che un calcio nei cosiddetti, ma non il massimo. Stasera interessante recupero Comense-Crema, ma tutti i riflettori sono puntati a mercoledì 25, quando Costa ospita Como nella supersfida che assegnerà quasi certamente il titolo regionale e l’ambito posto di Lombardia-1, l’unico che abbia un interzona relativamente tranquillo.

giovedì 19 febbraio 2009

E se c'ero dormivo (19) - A1: Geas-Venezia

 Tornato di fresco da Cinisello, metto qualche spunto a caldo, dei dettagli sull’andamento non credo ce ne sia bisogno visto che l’han data in tv. Poi magari domani inserisco altro.


:alienff: - Dopo i ben noti fatti di questi giorni, è inevitabile metterla in politica. Voglio dire, è questione di saper gestire le sconfitte. Veltroni ha perso un paio di regioni di poco conto, ultimamente, e si è dimesso. :sick: Come se Roberto Galli, dopo il terzo k.o. di fila, sabato con Umbertide, avesse detto bye bye. Le dimissioni sono (quasi) sempre una cazzata, in fin dei conti, così come il catastrofismo.
Alla fine di questo Geas-Venezia che ha visto l’apparentemente clamorosa resurrezione della sua squadra, Galli raccontava di essere sempre rimasto tranquillo, perché sapeva che era solo questione di applicazione mentale da parte delle sue; ed era fiducioso che con Venezia quest’applicazione ci sarebbe stata, sia per la voglia di riscatto, sia perché il livello dell’avversario avrebbe impedito rilassamenti fatali come con Umbertide.

Ha avuto ragione, e non solo su questo, perché stasera il coach della Bracco ha portato all’estremo le sue scommesse:
a) zona tutto il tempo: dalla postazione dietro al canestro ci è parsa una classica 2-3 “bulgara”, chiusissima in area, ma voglio rivederla in tv perché magari poi si scopre qualche alchimia segreta. Fatto sta che la difesa che da Umbertide ha beccato 57 punti nella ripresa, oggi ha subito appena 31 punti in 25’ dopo l’intervallo. Insomma, la zona del Geas che ultimamente veniva data per vivisezionata, sepolta, eccetera, è tornata a fare la differenza. La sfida all'avversaria in fondo è semplice: in area non entri (col trio Zanon-Tillis-Machanguana sotto, mica facile), se ci vuoi battere devi metterla da 3. Ma ci sono almeno altri due vantaggi in questa zona, quando funziona così: tanti recuperi, pochi falli e risparmio d'energie per le titolari (vedi sotto);

b) nessun cambio per il Geas dal 4’30” del 3° quarto, :eeh!: e questo è forse l’aspetto più incredibile: sono rimaste dentro Penicheiro, Crippa, Zanon, Tillis e Machanguana per 20’30” consecutivi, e sono riuscite a resistere, in una partita sempre punto a punto, contro Venezia che pur senza Giauro, e con Corradini n.e., ha ruotato vorticosamente 8 giocatrici di pari livello. Una cosa in stile “anni ‘80”, quando le titolari uscivano dal campo solo se morivano. E nel supplementare la Bracco aveva più energie dell'Umana, dopo che nelle ultime 3 partite si era puntualmente squagliato dopo due quarti e mezzo!

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Tripla dall'angolo per Ballardini; sullo sfondo i supporter venexiani

:alienff: - C’è una logica in tutto ciò? No, perché una squadra che ha perso di 11 con Umbertide, la quale aveva appena perso di 26 con Venezia (imbattuta da 8 partite più una persa a tavolino ma già vinta con Parma), quante speranze aveva? Se qualcuno mo’ viene a dire che l’aveva previsto, o mente sapendo di mentire, o non è del tutto a posto. Però per fortuna non è la prima volta che 2 + 2 non fa quattro, nello sport, e poi lo dicevano già nell’Ottocento che «la donna è mobile qual piuma al vento», e perciò non sai cosa aspettarti. :huh: Aggiungo altri dettagli apparentemente fuori logica: Zanon, spesso elemento-chiave per il Geas, ha fatto -10 di valutazione; Venezia ha tirato 28/59 dal campo contro 26/67.

:alienff: - Altre statistiche fanno però capire che il Geas ha vinto sul piano della combattività. 27 recuperi per il Geas contro 17 per Venezia, 13 rimbalzi in attacco contro 8, e soprattutto 25/30 ai liberi contro 8/13: Sesto è andata costantemente in area, Venezia dall’intervallo in poi ne è girata costantemente al largo, affidandosi al tiro da 3 che però entrava all’inizio (6/10 nei primi due quarti) ma poi molto meno (4/17 tra ripresa e overtime). Al di là delle cifre, il Geas è uscito vincente dalla maggior parte delle mischie, palle vaganti, azioni caotiche ecc. Altro fattore importante: pochi canestri facili concessi da Sesto: non solo tiri da sotto, ma anche contropiedi (appena 2 per Venezia in tutta la partita: con le play e le guardie che ha, ci pare poco), in controtendenza con quanto aveva subito da Taranto e Umbertide (con Napoli non l'abbiamo vista).
E così un barlume di logica comincia a esserci, anche se resta un mistero come il Geas abbia ritrovato così di colpo i pregi d’inizio stagione: sarà anche vera la questione mentale che dice Galli, però perdere male con Umbertide e battere Venezia dopo 4 giorni resta in gran parte inspiegabile. Ma fa niente le spiegazioni, si piglia e si mette in carniere.

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Tiro libero per Jokic. Ne ha sbagliato uno importante nel finale, non completando un 2+1 che valeva il +5

:alienff: - Venezia non del tutto convincente. Andrade impalpabile, non è una da 20 punti però ha fatto 16 minuti senza quasi lasciare traccia e non è da lei. Forse l’arrivo di Carson la penalizza? Carson individualmente è ottima, ha un tiro in sospensione di velluto, però non so se il suo innesto fa girare meglio i meccanismi di squadra. Hayden male: ok, ha preso 10 rimbalzi in 20’, di cui due offensivi importanti nel finale, ma in attacco, pur dando merito alla zona del Geas, ha combinato pochissimo, mangiandosi due canestri da sotto ma in generale rimanendo fuori dal gioco; e poi non è nuova a problemi di falli precoci, in difficoltà nel contenere l'agilità delle lunghe-Geas. Quando è così è più una zavorra che una risorsa. Ballardini bene all’inizio, ma poi ha spadellato: 3/11 da 3. Sottana ha tirato male, ma al di là di questo ha inciso poco, pur difendendo aggressiva su Penicheiro. Cirone ha messo 4 bombe nel primo tempo ma poi è calata pure lei, commettendo un antisportivo su Penicheiro che poteva costare la partita già nei regolamentari.
In generale, poche palle dentro (Jokic 4 tiri in 32’, Hayden 3 in 20’, Nadalin tanti all’inizio, segnando quasi sempre, poi poco pure lei), tante perse, sprazzi di zone press senza risultati concreti. Ripeto, va dato credito al Geas, ma dall'Umana ti aspetti qualcosa di più, se non altro perché sembrare meno cariche di un’avversaria che non ha cambiato nessuno per gli ultimi 25’, e che veniva da un periodaccio, non è il massimo. Ahò, può anche essere solo un episodio negativo, beninteso. Forse hanno inconsciamente sottovalutato una Bracco che pareva in crisi. :unsure: E alla fine, se un paio di situazioni giravano a favore nel finale, Venezia la portava a casa.

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Sottana s'aggiusta la scarpa. Non una gran prova per la ragazza che seguiamo ormai da anni

:alienff: - Grande prova di Crippa. Innanzitutto, tenere il campo per 43 minuti contro un’avversaria come l'Umana, è già tanto per una 19enne. Poi ha attaccato il canestro come non la vedevamo fare da un po’. Anche qui non c'è una logica: non riusciva a farlo contro Umbertide, l'ha fatto spesso e volentieri contro Ballardini e compagnia... Ha segnato un canestro importantissimo nel supplementare, da sotto su rimessa di Penicheiro. E poi 4 recuperi, di cui uno da brividi quando, sull’ultima azione di Carson a -15” dalla fine dei regolamentari, ha tenuto l’1 vs 1 dell’americana e ha rubato palla in tuffo a -5”. Lì il Geas ha perso secondi preziosi e non è riuscito ad andare al tiro, però intanto Crippa ha salvato la partita. :clap:
Bene anche Arturi che in 7 minuti ha fatto 5 punti di cui una tripla psicologicamente importante allo scadere del 2° quarto. Non entrata Calastri, 8 minuti Twehues e 5 Frantini: come detto, è stata una vittoria “stile anni ‘80”... Penicheiro qualche gestione così-così ma alla fine decisiva; Tillis brava a venir fuori alla distanza, al contrario delle ultime partite (e non si è fatta condizionare da una "storia tesa" con Jokic) :alienff: ; Machanguana lottatrice super, forse la più stanca alla fine ma ha fatto un lavoro monumentale.

:alienff: - A parte tutto, match vibrante, mai più di 6 punti di vantaggio per Venezia, poi Geas sempre a ruota fino al sorpasso in dirittura d’arrivo dopo il già citato antisportivo su Penicheiro, poi l’overtime con 3’ di blackout ma poi il Geas trova l’allungo vincente. Potevano vincere entrambe, si sono menate per benino, si sono viste molte belle cose dal punto di vista tecnico, ha vinto la sfavorita... non c’è male come serata.
Marcatrici: Tillis 23, Machanguana 19, Penicheiro 17, Crippa 10 per la Bracco; Cirone 16, Ballardini 14, Nadalin 12, Carson 11 per l'Umana.
Nota finale sul pubblico: conterò meglio ma direi non più di 300. Nutrito e fragoroso gruppo di supporter da Venezia, si sentivano più loro che il pubblico di casa, che peraltro s’è scaldato parecchio nel corso della partita: il Geas se l’è meritato.

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Machanguana contro Hayden: duello stravinto dalla mozambicana

:alienff: - Dopopartita. Nonino giustamente euforico, va da tutti a tirare pacche e prendersi le sue rivincite, non si sa bene con chi, ma insomma è bello scaricarsi. Va anche dalla coppia-Rai, per l'occasione formata da Marco Bonamico (appena eletto presidente di Legadue maschile: ma continuerà in Rai? :unsure: ) e Franco Lauro (quale onore, il cosiddetto Frankeeeeno nazionale) :B): , e dispensa sorrisi e lazzi anche a loro. C'è poi modo di parlare con papà Maiorano, presente come spesso (o quasi sempre) alle partite interne del Geas. Sostiene che la sconfitta di Venezia sia dovuta al calo delle percentuali da 3: non credo vada troppo... fuori bersaglio :P nel dire così; sostiene anche che Vujovic avrebbe fatto comodo contro la zona. C'è pure Iaia Zanoni che parla con Michela Frantini; non siamo riusciti a informarci su come proceda la sua rieducazione. Più tardi, fuori dal palazzetto, s'apprende una notizia-shock: Frantini (che si presenta in una non consueta versione occhialuta) ha dato buca al concerto di Laura Pausini a maggio: va solo a quello di Tiziano Ferro (tra parentesi, sapete qual è il colmo per una tiratrice? Avere come idolo musicale uno che si chiama Ferro... Questa è la battuta dell'anno, signori!! :ridi: :woot:)
Mamma Crippa ancora in stato tachicardico dopo le gesta eroiche della figlia, ma mantiene i piedi per terra: "Le scorse partite aveva giocato male, stavolta è andata bene". Nota finale su Pruzzo, arruolato al fianco del qui scrivente come arguta spalla tecnica (per esempio s'è accorto che il Geas era a zona, pensate un po') :roftl: : nel dopopartita è rimasto folgorato dalla visione di Jenifer Nadalin quasi irriconoscibile in versione borghese, coi capelli sciolti e i tacchi alti. Il solito qualunquista di destra. :angry:

martedì 17 febbraio 2009

E se c'ero dormivo (18) - A1: Geas-Umbertide

 Come diceva Adriano Celentano, milanese illustre, «la situazione non è buona». Beninteso, dipende dai punti di vista: Serventi sembrava che avesse vinto il campionato Nba; i maioranofili d’Italia, calati in massa a Cinisello per il ritorno della loro idola sul suolo natio, hanno visto la loro eroina risultare decisiva, oltre a giocare 40 minuti su 40, roba che non le capitava da secoli.

Ma qui siamo di parte milanese e dunque l’unica cosa che si può dire, dopo Geas-Umbertide, è che è grigia. Grigia non solo per le sconfitte, ma perché nonostante il tempo in questi giorni a Milano sia scintillante, la nebbia fitta aleggia sul Geas. :cry: Non ci si capisce granché di questa crisi: l’unica certezza è che sono 3 volte di fila che la Bracco evapora dopo l’intervallo. Contro Taranto si può capire, a Napoli va be’, campo difficile, ma in casa con Umbertide che si presentava senza Rubino, senza Rossi, senza la quarta straniera già da un po’, e s’è pure fatta male Giorgi a partita in corso, non c’è spiegazione che tenga. 33-57 il parziale della ripresa, e già questo dice tutto. Tragica soprattutto la difesa, e non è la prima volta, però a Napoli il Geas ha subito 65 punti e ha perso lo stesso, per cui la costante è solo che la squadra, in un modo o nell’altro, si blocca.

Non che sia la prima volta nella storia che qualcuno va in crisi, e magari la ruota gira di nuovo nelle prossime settimane; ma il contrasto con 2 o 3 mesi fa è stridente. Anzi, per la verità anche con Parma alla prima di ritorno le cose erano andate bene: s’erano viste difesa e capacità di reagire alle difficoltà, quello che sta mancando in questa striscia-no. La sfiga è che il calendario è boia: mercoledì c’è il recupero con Venezia (che ha appena asfaltato Umbertide in diretta tv), lunedì trasferta a Priolo, campo minato per eccellenza. In sintesi: o per miracolo s’inverte la tendenza, o c’è da pensare a come evitare i playout. Non è pessimismo ma è la realtà attuale.

Per 25 minuti sembrava tutto piuttosto lineare, con il Geas a far pesare la sua maggior caratura. Confrontiamo un attimo ruolo per ruolo: Penicheiro-Battisodo; Crippa-Hodges; Zanon-Maiorano; Tillis-Callens; Machanguana-Willis; in panchina Arturi, Frantini, Calastri, Twehues contro Bonaldo, Giorgi, Arcangeli. Solo Crippa-Hodges era favorevole sulla carta a Umbertide.
Infatti il 1° quarto è dominato dalle rossonere, che vanno 7-0 dopo 1 minuto senza che Umbertide riesca nemmeno a tirare. Zanon parte forte (7 punti nei primi 6’), Tillis fa il suo, entrano presto in scena Calastri e Twehues e vanno rapidamente a segno (entrata rocambolesca per Big Cala). Maiorano (che in difesa cura Penicheiro) mette due bombe ma Umbertide fatica a costruire gioco, con Battisodo in grossa difficoltà: forza tiri sbilenchi e ha una regia insicura, tant’è che Serventi la richiama in panchina per Bonaldo, cazziandola. Poi la ragazza dell’88 saprà riprendersi alla distanza. Ma per il momento è supremazia Geas che va alla prima sirena sul 27-14, segnando con grande facilità. Nel frattempo, concesso il consueto quarto d’ora accademico ai ritardatari, possiamo contare il pubblico ed è poco più di 200 persone; d’altronde la partita non era di cartello e il momento della Bracco è quello che è. :wacko:

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Maiorano chiama palla in angolo

Nel 2° quarto il Geas tocca inizialmente il massimo vantaggio, con due buoni canestri di Arturi, uno raccogliendo un rimbalzo vagante a centro area, l’altro in arresto e tiro dal limite dell’area medesima. C’è dentro anche Frantini, che a differenza delle altre neo-entrate del Geas non trova modo di mettersi in evidenza, limitandosi allo smistaggio palla, a parte una tripla che non va; in varie circostanze aspetta scarichi che non arrivano. Siccome in questo frangente è marcata da Maiorano, vorremmo vedere qualche scintilla in più, ma un tentativo di batterla in palleggio è fermato dai passi.

Comunque la Bracco vola sul 34-15 al 13’. Il che significa che nei restanti 27 minuti, Sesto ha beccato 30 punti di scarto da Umbertide. Se qualcuno ci avesse scommesso in quel momento, l’avrebbero ricoverato all’istante per stato confusionale. Umbertide in quel frangente segna quasi solo con Callens, efficace sia da sotto che dalla lunga. Maiorano sbaglia 5 conclusioni in questo quarto, Hodges sembra sonnecchiare (è la “tecnica Dixon” di risparmio energetico, scopriremo poi). Forse in questo momento il Geas ha perso l’occasione di affondare i colpi definitivamente, però va sottolineato che ciò non va imputato al giro di cambi, anzi è stato quando sono rientrate Zanon per Calastri e Penicheiro per Arturi che la Bracco s’è un po’ addormentata. Maiorano ha la tripla dall’angolo per il -8, ma la sbaglia, e Tillis punisce con la bomba del +14, che diventa 41-28 all’intervallo. Nel frattempo si è fatta male Giorgi, che si rivedrà solo per qualche sprazzo nella ripresa. C’è spazio anche per la veteranissima Arcangeli. Insomma un’Umbertide che deve fare di necessità virtù.

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Tillis cerca di battere Callens. L'americana è partita forte ma la belga l'ha avuta vinta

Il tempo di far notare a Paperinik che Frantini è in chiaro vantaggio nel duello con Maiorano, avendo -1 di valutazione contro -2, e si riprende. -_- Non è crollo immediato per il Geas: per almeno altri 5’ nel 3° quarto si va avanti con un botta e risposta alla pari. Tillis in evidenza per Sesto, anche se sbaglia un contropiede da capelli nelle mani, imitata da Crippa che ruba a Battisodo, s’invola in solitudine ma fallisce l’appoggio, “graziata” da Battisodo che rinvenendo si scontra con una compagna e fa sfumare il rimbalzo in rimessa da fondo per il Geas (grottesco). :woot: Umbertide prova a limare qualche punto ma al 25’ è ancora +12 Geas (52-40) dopo che Calastri ha messo un bel canestro da fuori dopo taglio sulla linea di fondo e poi ha fatto 1/2 ai liberi ruzzando bene di potenza sotto canestro per prender fallo da Callens.

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Frantini valuta se passarla a Zanon che chiama palla

A quel punto è cominciata un’altra partita. Umbertide segnerà 45 punti (contro 22) negli ultimi 14’30”.
Non è certo questione di episodi, ma il rientro di Frantini per Crippa da il la al parziale pro-Umbertide che riapre la partita di colpo. Infatti la Miky nazionale si ritrova a marcare una Hodges che sta scaldandosi di brutto, e che alla prima occasione la porta spalle a canestro, si gira in area e segna. Comunque sarebbe ancora +8 Geas. Senonché Umbertide adesso difende forte, con la stessa Hodges su Penicheiro ma anche buone chiusure in area su Tillis e su Machanguana (rientrata per Calastri in questo frangente). E la Bracco pastrocchia. Galli rimette immediatamente Crippa per Frantini, ma Hodges non è più contenibile e infatti rifila un altro palleggio-arresto-tiro da 3 in faccia alla sua giovane marcatrice, poi segna dalla media il pareggio su assist di Maiorano: 55-55. Brava anche Callens con due canestri da sotto nel parziale di 3-15 che ha portato al riaggancio. Zanon sblocca le sue con un bersaglio dai 6 metri in angolo e il 3° quarto finisce 57-55.

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Frantini in difesa su Hodges: una mission impossibile, l'americana è talmente veloce che non si riesce a metterla a fuoco...

Insomma, gli scricchiolii nell’impalcatura-Geas si sentono, ma per il momento sembrano esserci le possibilità di evitare il crollo, anche se all’inizio del 4° quarto a Tillis sfugge come una saponetta un assist di Zanon (punti nell’ultimo quarto per l’americana: 2, a giochi ormai compromessi), mentre Hodges è ormai abbonata alla tripla in arresto e tiro e ne piazza un’altra in faccia a Crippa per il 58-58. Il Geas alterna come di consueto uomo e zona, ma non è che cambi molto come risultati. Si va avanti per qualche minuto punto a punto; in questi minuti Crippa riesce a recuperare qualche buon pallone, ma non si tramutano in punti. Si sblocca invece Penicheiro, che dopo un fallo dubbio fischiatole, ha evidentemente la mosca al naso e si fa giustizia da sola, rubando e segnando in coast to coast: 63-60 a 6’ dalla fine. Nel frattempo i tifosi di Umbertide (3 giovani con la scritta “Supporters Fratta”, più un altro paio dietro sulle tribune) si lasciano andare a bestemmie e insulti agli arbitri, tipo “stronzo”, “pelato di merda”. Vagamente simili a quelli di Parma del mese scorso. Un giorno mi piacerebbe provare anch’io: mi faccio mezza Italia in macchina per fare il pazzo scatenato in tribuna, dev’essere utile a sfogare le tensioni della vita quotidiana. :blink:

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I coloriti ultras di Umbertide

Ma bando alle buffonate, perché arriva il Maiorano-time.
Dopo il 2/9 dei primi due quarti, la trifolaretine dell’82 era rimasta senza tirare per 14 minuti: un po’ perché Hodges, Callens e Willis si erano scaldate e quindi valeva la pena di affidarsi a loro, un po’ perché sulla marcatura stretta, soprattutto di Zanon, Masha non riusciva più a trovare spazi per tirare, né per penetrare.
Ma dimostra di saper aspettare e cogliere l’attimo. Che arriva in un’azione convulsa per Umbertide: stanno per scadere i 24” e Maiorano si ritrova con la palla in mano. Deve tirare lei e mette la tripla del pareggio. Oh my god, Maioranovic. Poco dopo c’è una rimessa in attacco per le ospiti: la crocifiggidifese dell’82, per una dormita difensiva, rimane libera in angolo, riceve e spara dentro un’altra bomba. :o: 63-66 a 5’ dalla fine.

È la svolta della partita. La stessa Maioranovic, carica come una lupara, prova ancora da 3 ma non va. Solo che il Geas nel frattempo è andato in corto circuito: i possessi d’attacco di questi minuti sono all’insegna delle forzature, Twehues entra un attimo per Tillis ma spadella un paio di triple affrettate, nessun’altra fa meglio. E ancora Maiorano si guadagna un fallo e mette entrambi i liberi (clicca qui, sì qui per il video: 63-68 a -3’30”, chi l’avrebbe detto?
E come già altre volte, la Bracco non riesce a reagire alle difficoltà, anzi affonda perché Hodges mette un altro arresto e tiro (stavolta dalla media) in faccia a Crippa facendo 63-70. Poi comincia il fallo sistematico, Penicheiro decide finalmente di attaccare il canestro e ne segna un paio in entrata, ma Umbertide dalla linea è precisa e il divario anziché diminuire si dilata fino al 74-85 della sirena. Clicca qui per il video dell'ultimo minuto e dei festeggiamenti di Umbertide.

Festa grande per le ospiti. Maiorano abbraccia il suo clan distribuito su entrambi i lati delle tribune. E Lorenzo Serventi si mette a esultare come un invasato. :ph34r: Sicuramente è una vittoria importante in un momento difficile per l’organico, anche se il destino-playout sarà arduo da evitare; sicuramente ha visto la squadra giocare un gran secondo tempo e quindi è logico che da allenatore ne goda assai; ma forse anche, chissà, tempo fa gli fischiavano le orecchie perché c’era gente che intorno a novembre-dicembre diceva: «Ma guarda ‘sti allenatori di oggi, tipo Serventi: non valgono una mazza, visto che arriva uno che non allenava da vent’anni e li ridicolizza».
Be’, stavolta l’ha avuta vinta lui. Se è vero che gli allenatori contano qualcosa, e le squadre non sono totalmente in balia degli umori delle giocatrici, bisogna dargli atto di aver saputo rivoltare la partita come un calzino, sia in difesa che in attacco (Umbertide ha tirato con percentuali mostruose dopo l’intervallo), mentre Galli non è riuscito a trovare contromosse. L’ha ammesso lo stesso Galli, nel dopopartita, così come dopo Como e dopo Napoli, che non ha spiegazioni per questi crolli. Esclude che sia un calo fisico generale e parla di “problema mentale”. :unsure: Può darsi che non abbia torto, perché è difficile che il Geas fosse più bollito di Taranto che aveva giocato 48 ore prima in coppa; così come era arduo essere spompati contro un’Umbertide dalle rotazioni quasi azzerate. Per di più, con l’ampio uso della zona che fa Sesto, qualche energia la risparmia, e non credo che siamo in presenza di atlete della mutua. C’è però l’ipotesi che Penicheiro, impiegata quasi sempre dai 35 ai 40 minuti e con compiti non propriamente riposanti, sia un po’ stanchina con tutte queste partite ravvicinate. E se Penicheiro non è al top, il Geas fa flop, o meglio vengono alla luce i difetti strutturali, tra cui sottolineerei la mancanza di esterne dinamiche (salvo forse Twehues che però può giocare poco), in parole povere in guardia c’è un’inferiorità netta, e Zanon da ala piccola non funziona sempre.
Tutti giurano che il gruppo sia ancora solido e unito; però questo non si tramuta sul campo in coesione e aiuto reciproco quando le cose vanno a ramengo.

Qualcun altro ha da dire sui minutaggi. Sabato Arturi è partita bene, poi però non si è più vista fino a 1 minuto dalla fine, quando Zanon è uscita per falli e i giochi ormai erano fatti. Forse non aveva convinto granché mercoledì a Napoli, giocando 19 minuti con -5 di valutazione. Certo ci sono oscillazioni vistose negli spazi per le italiane di casa: ad esempio Calastri ha fatto n.e. a Napoli e 17' contro Umbertide. :o: L'unica che gioca sempre, comunque e quantunque è Crippa: a Napoli -11 di valutazione, ma sabato 30' in campo pur senza incantare, a parte 5 recuperi. Non è in un gran periodo di forma: 3/24 da 3 nelle ultime 7 partite. Ma onestamente si può dire che il Geas perde perché Arturi, Twehues e Frantini giocano poco e Crippa tanto? Mah. :unsure:

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Maiorano abbraccia il padre a fine partita

Insomma, si diceva all’inizio, «la situazione non è buona», sia perché l’analisi delle cause si conclude con un solenne “boh”; sia perché, meno filosoficamente ma più concretamente, i playout sono solo 2 punti sotto e dopo la doppietta Venezia-Priolo non è detto che si allontanino... Mai commettere l’errore di pensare che le condizioni attuali durino per sempre (nel bene come nel male), però, a essere realisti, nemmeno la partita con Ribera, che oggi se l’è giocata con Faenza, si prospetta tranquilla. :huh: Niente drammi ma nemmeno ballare sul Titanic. Forse pensando solo a evitare i playout si può risolvere il “problema mentale”? Ah, saperlo.

Sul dopopartita non c’è molto da dire, perché le giocatrici da entrambe le parti si sono defilate abbastanza in fretta. Forse per impegni di San Valentino da assolvere... abbiamo visto apparire un palloncino a cuore ma non diciamo chi l’ha dato a chi. :wub:

Marcatrici: Tillis 22, Machanguana 11, Penicheiro e Zanon 10 per Sesto; Hodges 25, Callens 24, Maiorano 14, Willis 11 per Umbertide.
Altri dettagli sul duello Maiorano-Frantini nella prossima puntata di “About a girl”.

lunedì 16 febbraio 2009

Duro attacco a coach Manfrè dalla stampa spezzina

 "La Nazione" è durissima con Piergiorgio Manfré, alias PGM Coach, dopo la sconfitta di Spezia ad Ancona:


CITAZIONE
E SETTE. Se ci fosse un minimo di logica e un sussulto di orgoglio, l'era Manfré si dovrebbe chiudere dopo il settimo ko consecutivo, rimediato dalla Pallacanestro Olimpia TermoCarispe ad Ancona. Chiamato a sostituire Giuseppe Piazza alla vigilia di Natale, nonostante che il tecnico lucchese avesse appena vinto con Napoli, il coach varesino con tanto di proclami da play-off e con una squadra sulla carta ristrutturata in meglio al mercato di riparazione, ha fatto un buco nell'acqua.
Se il sodalizio bianconero non possiede la forza di mandarlo a casa, allora Piergiorgio Manfré, potrebbe impreziosire il già chilometrico curriculum ''da far rabbrividire'' quelli di Sandro Gamba, Valerio Bianchini e Dan Peterson tutti insieme, con un gesto di umiltà, un gesto dovuto, e che sarebbe apprezzato.
Se davvero vuole bene a questa società e a questo pubblico, dovrebbe mettersi da parte, rassegnando le proprie dimissioni.

Solidarietà a Coach PGM. I risultati sono frutto di contingenze negative. La situazione è ampiamente rimediabile. Tra l'altro l'articolista dimostra scarsa proprietà di linguaggio: un curriculum non fa "rabbrividire", casomai fa "impallidire". E anche la virgola dopo "Piergiorgio Manfré" (soggetto) non si mette. E a ben vedere, pure "nonostante che" è scorretto: si dice "nonostante" e basta.

giovedì 12 febbraio 2009

About a girl (27)

 Il duello dei duelli. Purché sia la volta buona


Masha Maiorano contro Michela Frantini, stavolta ci siamo. Già due volte il duello più atteso dal qui scrivente, che in confronto quello tra Kobe Bryant e LeBron James gli suscita indifferenza se non fastidio, è saltato all'ultimo momento: nel 2007 al torneo di Binzago per la partenza di "Piccola Barkley" al camp Geas; lo scorso dicembre per colpa di Orlando che rifilò un "n.e." alla nostra ex Favorita principe (peraltro Michela giocò 4 minuti). Ma sabato con Geas-Umbertide, opportunamente collocata nel giorno di san Valentino, non ci sono santi che tengano. Io avviso: se qualcuno o qualcosa si mette di traverso, scateno l'inferno. :grr:

Come arrivano al summit le due contendenti? Non ci si ricorda mai abbastanza che la ruota gira. Alla vigilia del confronto d'andata, Frantini aveva cifre nettamente superiori, giocava tanto, era felice e contenta nella "famiglia Geas" che faceva tremare l'establishment dell'A1, mentre Maiorano s'intristiva sulla panchina di Schio che oltretutto raccoglieva risultati deludenti.
Oggi Maiorano arriva al confronto sulla scia di 10 punti di media nelle sue prime 4 apparizioni in maglia Umbertide. Serventi sembra aver capito che la sparatriple dell'82 può esserle utile e la toglie decisamente poco dal campo. Saggio Serventi. :yes: Ieri abbiamo visto il primo tempo dell'impari sfida con Venezia (13-38 dopo 14 minuti, non so se rende l'idea). La nostra è tonica, non le entrava granché il tiro ma s'è guadagnata un paio di bei canestri da più vicino: un'entrata nel traffico (raro di solito per lei) e un arresto e tiro dalla media. Bene anche un recupero in tuffo con palla indirizzata verso Hodges che s'invola in contropiede; assolutamente folle, ma senza conseguenze gravi, un suo aiuto disperato su Hayden proiettata a canestro, che l'ha travolta come un tornado spazza una cannuccia, finendole, secondo testimoni, anche sopra. :woot: Noi abbiamo spento la tv per non vedere, riaccendendola dopo svariati minuti.
Insomma, i risultati di squadra sono quelli che sono, ma Masha sta trovando quello spazio che mai in 5 anni di A1 aveva avuto. Saremmo curiosi di sapere se è ancora così convinta di preferire il gregariato in un grande club a un ruolo da protagonista in uno piccolo, anche se abbiamo imparato che fare bilanci prematuri è assolutamente da evitare.
Intanto il pubblico del Geas si prepara a ricevere una delle sue figliole predilette, e lei a completare il suo recente tour delle sue ex squadre, essendo passata due volte da Parma e una volta da Schio in poco più di un mese. Ma questa a Cinisello è sicuramente la serata più speciale. Vogliamo sentire gli applausi alla presentazione, se no tutti a casa. -_-
Frantini, s'è visto, ha avuto solo 6 minuti a Napoli, peraltro sbloccandosi dal digiuno al tiro con una tripluccia. Ha segnato 14 punti totali nelle ultime 8 partite, tanto per essere nudi e crudi. Le percentuali sono crollate. Ha conosciuto l'amaro calice dei panchinamenti prolungati, su cui Masha potrebbe scrivere un libro ma che Piccola Barkley non sapeva cosa fosse. La squadra, al di là delle durezze del calendario, ha perso quota con 5 sconfitte nelle ultime 7. Eh sì, la ruota gira. :cry:
Ma sabato conterà solo chi vince il duello individuale, ben sapendo che è solo un antipasto per Binzago 2009.
Ripeto: nessuno si metta di traverso.

The Charming One batte The General

E' decisamente periodo di duelli tra Favorite, visto che domenica si sono scontrate nientemeno che Roberta Colico e Annalisa Censini, ovvero il reparto dietro che trascinò il Geas alla quasi-promozione del 2005. :wub: Le due coetanee del '79 si erano già sfidate l'anno dopo, quando Colico mollò Priolo e fece la seconda metà di stagione a Montichiari. Quest'anno Colico ha piantato Ribera ed è tornata a Montichiari, ora Leonesse. Corsi e ricorsi. Certo, chi avrebbe pensato che Censini nel frattempo sarebbe finita a Crema? Insomma, un duello inatteso. E' finita con la vittoria della Fascinosissima, anche se non senza brividi dopo che per metà gara le Leonesse avevano dominato. La rimonta di Crema arriva fino a -4, ma se non abbiamo visto male dal "live score" della Lega, è stata proprio Colico a segnare il canestro che ha ridato l'inerzia alle bresciane. Ha finito con 12 punti in 35', 3/4 da 2 e 2/2 da 3, 4 perse ma 3 recuperi. Il Generale invece 14 punti con 5/9 da 2, 0/5 da 3, 4/4 ai liberi, 5 rimbalzi, 2 recuperi e 1 assist. Conto valutazione 16-13 per Censo, ma Colico ha vinto la partita. Che non solo era un sentitissimo derby ma valeva oro per la classifica: avesse vinto, Crema avrebbe agganciato le rivali, che invece ora sono al settimo posto mentre l'ex Cream Team è solo 2 punti sopra la retrocessione diretta.

Una s'è desta, l'altra s'è... assopita

Nella stessa partita Crema-Leonesse abbiamo udito uno squillo di tromba. L'Antonella (Contestabile) s'è desta, dell'elmo di Paolo (Fassina, neo-papà per la terza volta) s'è cinta la testa. Aveva promesso di rivitalizzarla (vedi la scorsa puntata di About a girl) e guarda un po', la nostra ha fatto 7 punti con 3/5 al tiro e 11 rimbalzi in 28 minuti. :) Fuss ca' fuss la vorta bbona, o come si dice.
Non possiamo fare a meno di notare, invece, la brutta prova di Laura Fumagalli, 5 punti con 2/8 dal campo. E' la seconda partita di fila in cui segna 5 punti. Il che fa sempre notizia perché le medie della leggiadra ex biassonese sono sempre di tutto rispetto: 13,2 punti, anche se ci pare un'annata un po' anonima per lei, forse più per i risultati di squadra che per colpa sua.

I mostri Mandache e Filippi

«Mostri» ovviamente per le loro prestazioni positive, non in senso estetico visto che hanno entrambe la reputazione di gnocche, sebbene a noi non interessi perché noi guardiamo la bellezza interiore e la caratura tecnica, è chiaro. :huh: Mandache è tutto l'anno che sfodera prestazioni super, ma stavolta per domare una coriacea Broni s'è dovuta superare, urticando le pavesi con 43 punti, 13/18 da 2, 4/9 da 3, 4/4 ai liberi.
Quanto a Filippi, tanto per far contento Paperinik, ha umiliato Biassono con un primo quarto che sembrava quasi una giocatrice forte... yak yak: 20 punti. Poi non ha voluto inferire e ha chiuso a 26 in altrettanti minuti, con 7/12 nelle triple. Pur non gradendo questa sua recente iper-specializzazione balistica, perché riteniamo che abbia i mezzi per fare ottime cose anche vicino a canestro, dobbiamo ammettere che la bergamasca sembra in rampa di decollo. Finora in stagione ha 12,8 punti e 5,6 rimbalzi in quasi 31' di media. Ai tempi di Carugate individuavamo il rischio che, a metà tra ala piccola e lunga, rimanesse né carne né pesce, invece per fortuna sta diventando sia l'una che l'altro. Per abbinamento fisico-tecnica è forse la giocatrice lombarda di A2 con maggior potenziale per inserirsi anche in A1 nel prossimo futuro. Deve solo crescere un po', crediamo, dal punto di vista caratteriale.

Crippa stende David

L'angolo della comicità involontaria, visto che abbiamo già menzionato lo scontro Hayden-Maiorano con inevitabile ruzzolamento dell'ex capocannoniera del torneo di Binzago (e sottolineo ex), si sofferma su Martina Crippa, la quale durante la partita contro Taranto ha dato un'altra prova della sua corazzatura fisica. Ci ricordiamo un Comense-Geas under 19 dell'anno scorso in cui sembrava Obelix contro i romani: correva travolgendo chiunque si trovasse sulla sua traiettoria, le malcapitate finivano in orbita per l'impatto. :alienff: Stesso destino è toccato a Karen David, che certo è magra ma è pur sempre una cristona di 1,90: un tentativo di anticipo in raddoppio ha portato Crippa all'impatto con la brasiliana, che ha avuto la peggio rotolando per le terre. E Crippa, al fischio arbitrale, ha reagito alzando le braccia a mo' di diniego, come a dire: ma no, l'ho solo sfiorata. C'è il rischio in effetti che lei non abbia sentito nulla. Paperinik fu ingeneroso a definirla pronta per il football americano, ma certo è d'acciaio, quella giovine. :o: