domenica 15 marzo 2015

La week en rose (77 - A2: Geas vince Coppa Italia)

Domenica 8/3 - Festa delle donne, e allora onoriamole un po' seguendo le loro gesta cestistiche, ovvero la più nobile espressione femminile. :rolleyes: In attesa della finale di Coppa Italia di A2 ci rechiamo sul versante opposto della categoria, ovvero la Poule Retrocessione: esperienza che ancora ci mancava, avendo bigiato i primi impegni casalinghi di Sanga e Carugate. Ma stavolta c'era un interessante Carugate-Stabia, sfida tra due candidate a vincere il girone G. Interessante anche per il contrasto fra due squadre dalle caratteristiche opposte, ovvero Carugate leggera e perimetrale contro Stabia stazzata e con due torri sempre in campo (Voynova, Minervino, Gemini e Carotenuto a rotazione). Emblematica fotografia di ciò è la differenza di statura fra le rispettive Minervino (Maria campana e Giulia milanese), una trentina di centimetri tondi. :lol:

Orario pomeridiano (16.00), come spesso succede in questa Poule con partite fra squadre di parti opposte d'Italia: non l'ideale per attirare il pubblico, che infatti è meno numeroso del solito sulle tribune di Pessano. Arriviamo sul 20-16 per Carugate dopo 3' del secondo quarto. E' il frangente migliore per la compagine di casa, che allunga sul +8 al 17', sembrando più dinamica e incisiva. Sensazione però effimera perché Stabia riequilibra il punteggio trovando 4 canestri da sotto di cui 3 con Voynova (peraltro gli unici per la bulgara, tenuta ampiamente sotto media). Un'invenzione di Frantini allo scadere dei 24" tiene avanti Carugate all'intervallo (28-26).
Nel 3° quarto cambia il tema tattico della partita. La zona di Carugate chiude bene l'area su Voynova e le altre lunghe, ma lascia scoperta la... coperta sul perimetro. Ne approfitta Calamai, una guardia che conoscevamo poco (nonostante, a 29 anni, vanti una proficua militanza decennale fra A2 e A3) ma c'è piaciuta, per segnare 8 punti con 2 triple: c'è il sorpasso di Stabia anche se è pronta la reazione di Carugate con un 8-0 chiuso da una tripla frontale di Stabile (36-31). Cambia però di nuovo l'inerzia quando Giunzioni, su un fallo non fischiatole in entrata, si fa affibbiare un tecnico per proteste. In effetti il metro arbitrale si fa ancor più permissivo che all'inizio, e dato che Stabia ha molti più muscoli, ne trae vantaggio, ovviamente non senza colpe di Carugate che, da quel 36-31, segna 7 punti negli ultimi 15 minuti senza più trovare la misura da fuori; e dato che in area è una tonnara, l'attacco di casa è virtualmente morto. :alienff:
Prima però debbo segnalare una delle peggiori sequenze di azioni cui abbia mai assistito, sul finire del 3° quarto. Una stabiese (non ricordo quale, ma non lo direi comunque per rispetto) commette infrazione su rimessa in zona difensiva, con l'avversaria più vicina a 7 metri, perché in un attacco improvviso di spasticità le scivola la palla prima del passaggio, rimbalzando sulla linea laterale. Palla a Carugate: Cagner fa passi di partenza non fischiati, poi tenta una specie di passo e tiro dalla media, scheggiando il ferro (probabile fallo non zufolato); Stabia perde palla, contropiede Carugate, Robustelli appoggia senza prendere il ferro (forse fallo anche qui); altra persa di Stabia, De Gianni può solo tentare da metà campo sulla sirena, ovviamente non centrando il bersaglio. :woot: Ma la partita nel complesso fin qui non è male; sul 38-38 ci si attende un ultimo quarto interessante fino all'ultimo.
Invece non è così, per i motivi sopra esposti, cui si aggiunge il fatto che la zona di Carugate continua a rischiare molto sul perimetro, e le tiratrici di Stabia non perdonano, in particolare Gallo che canta con 3 bombe nell'ultimo quarto, più una di Potolicchio. Carugate, dopo un canestro di Stabile in avvio di periodo (40-38), metterà solo una tripla con Giunzioni intorno al 5', per il resto nulla. Fisiologico che Stabia sorpassi e poi sgommi via con uno 0-12 finale per il 43-57 che è uno scarto eccessivo. Ma alla fine si salveranno entrambe e quindi questa partita avrà solo un'incidenza (forse) nella platonica lotta per il primato nel girone.

Domenica 8/3 - Ed eccoci al clou di giornata, stavolta in streaming, un po' saltellante ma con la familiare voce di Big Giorgio Pomponi: finale di Coppa Italia A2, Ferrara-Geas. Torniamo da Pessano in tempo per l'inizio del terzo quarto. Riassunto degli antefatti: inizio col freno a mano per entrambe, 8-9 Geas al 10', solo 4 giocatrici a segno (Rosset e Rulli per Ferrara, Tognalini e Gambarini per Sesto). Nel 2° quarto si sono scaldati gli attacchi, segnatamente con Aleotti e Rulli per Ferrara e con Barberis-Laterza per il Geas, e all'intervallo è 27-25 per le concittadine della Spal. Le estensi debbono fare a meno di Nori e due settimane prima han perso l'identica sfida di campionato di 14 in casa. Favori del pronostico quindi per il Geas, ma considerando la fatica delle semifinali nelle gambe, e la tensione della finale, non stupisce che i valori si livellino.
A inizio ripresa ci prova Ferrara ad andar via (34-29 al 23'), ma è pronta la risposta del Geas con Kacerik e Barberis. E dal riaggancio parte la zampata poi decisiva. Minuti di grande basket per le discepole di Cin'Zanotti, quasi stile San Antonio Spurs delle scorse finali Nba, nel senso che ogni canestro è frutto di assist e circolazione magistrale. :B): Barberis e Tognalini le maggiori finalizzatrici. Poi ghe pensa Arturi, fin lì museruolata rispetto alla semifinale: inventa un canestrone dai 6 metri allo scadere dei 24" (vera specialista di quelle situazioni), poi ruba e va in coast-to-coast per il 41-50 al 30'. Parziale cioè di 7-21 dopo il massimo vantaggio ferrarese.
Ma Ferrara ha corazòn y cojònes. In una replica quasi perfetta della semifinale, rimonta quasi tutto nel giro di 3', grazie alle triple di Mini e Miccio e un gioco da 3 punti di Rulli. Tutto d'intensità più che di tattica o altro. 50-52 con 7' da giocare, si rifà daccapo. Ma la fiammata estense s'esaurisce. Il Geas resta in crisi offensiva (2 punti in 7 minuti) ma Ferrara fallisce una serie di occasioni per l'aggancio o sorpasso. Riesce solo ad accorciare a -1 con un libero di Rulli (51-52 a -3'30", ovvero parziale di 1-0 in 3 minuti e mezzo). E' chiaro che la siccità del Geas prima o poi finirà e quindi che Ferrara ha perso l'attimo fuggente. Infatti Gambarini sblocca le sue con un tiro identico a quello cruciale della sera prima. Poi Kacerik segna da 3 allo scadere dei 24". Sul 51-57 a 2' dalla fine è virtualmente chiusa, anche perché Rulli nel frattempo è uscita per 5 falli. Rosset si butta dentro con generosità ma poca efficacia. Il finale è solo una riffa di tiri liberi che cambiano poco o nulla.
Finisce 54-62, il Geas è campione del mondo, campione del mondo, campione del m... vabbè, ha vinto la Coppa Italia di A2. -_- Ma è un bel traguardo, col sapore di storie come il primo trofeo senior di Zanotti nel giorno del suo compleanno e dell'8 marzo, la prima coppa vinta dal Geas dopo la Campioni del '78 con madre in campo allora e figlia adesso, la commozione di Tognalini eletta "mvp" (tra parentesi, si era deciso che valeva solo la finale? Perché nell'arco dei 2 giorni meritava di più Arturi) che racconta la sua rinascita grazie al Geas, le ragazzine del vivaio che consacrano la loro crescita, eccetera. Ma bello è anche il fatto che, come già detto ieri, tutte e 3 le partite potevano finire con esito opposto e ciò significa che di qui sino a fine playoff ci sarà da divertirsi.

Nella foto: feste dell'8 marzo ai lati opposti dell'A2. A sinistra Stabia, a destra il Geas. In questa seconda foto riconosciamo gli utenti Aqualung, Ventiquattro secondi e Mario Mazzoleni.

venerdì 13 marzo 2015

La week en rose (76 - A2: semifinali C.Italia)

Sabato 7/3 - Ferrara e Geas vincono le semifinali di Coppa Italia di A2 a Rimini. Entrambe ribaltando nell'ultimo quarto una situazione che sembrava in mano alla squadra avversa. Si conferma quindi il grande equilibrio che ci si aspettava: se le due semifinali fossero finite all'opposto, nessuno avrebbe avuto da obiettare. Gli anni scorsi, che io ricordi, c'era ogni volta una favorita chiara, o al massimo due, o nei casi di massima incertezza c'era però almeno una contendente nei panni di Cenerentola (per usare l'ormai famosa espressione del coach castelsanpietrino Seletti). :P L'anno scorso, ad esempio, Napoli e Vigarano erano favorite piuttosto nettamente su Geas e soprattutto Trieste.

Quest'anno, aveva ragione Cinzia Zanotti, ognuna aveva il 25% di possibilità. Chi se la giocava meglio, vinceva. E Ferrara e Geas se la sono indubbiamente giocata meglio di Torino e Castel, inaspettatamente imparpagliate nel finale dopo aver comandato in modo anche solido per 3 quarti. E a differenza di Cin'Zanotti, io alla vigilia avrei dato un leggero favore proprio alle due che poi sono state sconfitte. Castel arrivava sull'onda di 5 vittorie su 5 nella seconda fase, e Ballardini fiutando odor di grande sfida poteva alzare ulteriormente il livello; Torino mi pareva meglio di Ferrara, che considero leggermente inferiore alle altre 3 come organico.
Ma evidentemente nelle figlie della Mole, considerando anche le 2 sconfitte in Poule Promo, c'è qualcosa ancora da sistemare come anima di squadra dopo i possenti additivi di Puliti e Ntumba. Per 3 quarti, salvo i primissimi minuti, comandano con vantaggio a elastico, sul 49-39 al 30' sulla spinta di un 8-0 sembra che possano arrivare tranquille in fondo. Ma in 3-4 minuti di fuoco a inizio ultimo quarto Ferrara impatta tutto (2-12 di parziale). Si va così al finale in volata e Ferrara trema di meno, con un canestro di Rulli e un libero di Mini, per il 55-57. Allo scadere viene fischiato un fallo su un tentativo gianduiardo da 3, ma poi viene dichiarato fuori tempo massimo: vincono le concittadine dell'addizione erculea. Sorpresa; non enorme ma sorpresa. Rulli 15 per chi ha vinto, Coen 13 per chi ha perso; la "stecca" più grave è di O'Rourke, 4 punti tirando da cani.

Sabato 7/3 - La vittoria del Geas sul Castello è meno inattesa: diciamo che era un 49%-51% come pronostico. Sorprendente, però, è come il Geas ha ribaltato alla grandissima una situazione da spalle al muro. Per la verità è un classico di questo gruppo, saper piazzare quei parzialoni spezzagambe; ma non sembrava la Magika il cliente adatto a rifilarne uno. Specialmente dopo aver collezionato appena 33 punti in 31 minuti. All'inizio le mani di CSP erano freddine, quelle di Sesto però ghiacciate: 15-9 al 10'. Poi però Arturi, migliore in campo, scioglieva la paresi delle sue: tra fine 2° quarto e inizio 3° c'erano un paio di sorpassi Geas, ed equilibrio costante. Sul finire della penultima frazione, s'ergeva Vespignani con 3 triple e 12 punti. Mentre Tognalini era fuori per una botta in testa da sfunnare il cranio (poi tornerà fasciatissima). :alienff:
A inizio ultimo quarto era 42-33 CSP. Com'è che Ballardini e suddite si sono lasciate sfuggire la presa, andando in crisi sui due lati del campo? Mah, parlerei piuttosto del merito Geas di alzare verticalmente l'intensità. Una zona 1-3-1 che sembrava eseguita in 7, tanto copriva gli spazi; in attacco, un assalto al canestro avversario senza più remore. Laterza era colei che mostrava la via, scuotendosi dopo una partita in sordina. Quando una squadra vede il suo gigante giganteggiare, foss'anche solo per due o tre azioni, si sente improvvisamente al sicuro. Così, se prima segnavano solo Arturi e Tognalini per il Geas, mo' si scaldano tutte, Barberis, Mazzoleni, Gambarini. Uno 0-12 che ribalta tutto, nel giro di 4 minuti.
Negli ultimi 5' si torna a segnare pochissimo da entrambe le parti. E' Mariella Santucci con 2 tiri dalla media l'unica a scuotere Castel, però il Geas ha esaurito la fiammata. Sul 46-47 a 1' e qualcosa, chi inventa una pennellata, stile "goal" calcistico, risolve. E ci pensa la pennellatrice per eccellenza, Gambarini, con un tiro in arrampicata dal limite sinistro dell'area. Ballardini, forse stanca, s'invola sul lato destro ma perde la maniglia. Mentre Arturi, simbolicamente (nel senso che era il duello finale fra le due leader già rivali nei playoff di A1), inventa dall'altra parte un canestrazzo sullo scadere dei 24", chiudendo virtualmente i conti. Poi ancora Ballardini bruciava le ultime chances con un 1/3 in lunetta.
Per Arturi 20 punti con 8/9 ai liberi, per Ballardini cifre contraddittorie, perché da un lato il suo 21 di valutazione (con 10 rimbalzi) è meglio del 15 arturiano, dall'altro il 3/11 dal campo e il 7/13 ai liberi dicono che ha fatto le pentole e non i coperchi, così la vittoria è svaporata dal fornello della Magika che per 31' stava cucinando bene. Il punteggio, 49-53, non è da showtime ma battaglie così (compresa l'altra semifinale), al massimo della tensione, e poi della gioia per chi vince e del dolore per chi perde, sono il meglio che l'A2 può offrire.
Contorno: dallo streaming non siamo riusciti a capire quanta gente ci fosse. Non tantissima, così a occhio. Ma l'atmosfera della mega-kermesse comune, uomini donne e quant'altro, in qualche modo traspariva. Peccato solo leggere che alle donne è stato negato il campo per una sessione di tiro prepartita. Per non dire del fatto che su Sky sono andati tutti tranne le ragazze. Sorelle povere. :cry:

Nella foto (da Basketinside): duelli di semifinale, Rulli sopra Ntumba e Barberis in lotta generazionale con Ballardini sotto gli occhi di Laterza, l'ex Schieppati e Arturi.

mercoledì 11 marzo 2015

La week en rose (75)

Martedì 3/3 - Settimana di playoff di Eurolega. Nelle gare-1 il colpo esterno è di Praga, che sbanca Salamanca (rima), davanti a 3500 spettatori, con un risicato 48-50 grazie a un canestro di Vesela della media.

Non delude, almeno sul piano dell'equilibrio, la serie più attesa, il derby d'Istanbul tra Fenerbahce e Galatasaray. Ha avuto sfiga, il Fener, a finire primo nel girone per beccare l'avversaria più ostica possibile, sia per motivi ambientali sia tecnici, perché le campionesse in carica si sono ampiamente riprese dal "down" d'inizio stagione. Vince però la compagine della parte asiatica della città (Fener appunto) su quella del lato europeo, 58-56, con una stoppata allo scadere di Hollingsworth, che è anche la top scorer delle sue con 14, davanti a Zellous con 13. Per il Gala, 18 di Yilmaz e 14 di Dubljevic. Si annullano a vicenda Tina Carlo e Sancho Pyccola (= Tina Charles e Sancho Lyttle).
Vittorie nette per le corazzate russe. Ekaterinburg liquida 81-54 Orenburg nel derby (4000 seguitori). Gruda mattatrice con 20 punti e 13 rimbalzi, Parker 17, Torrens 13, Taurasi 12 (pensa che squadra è una che si può permettere di avere Taurasi come quarta realizzatrice…). Kursk piega Bourges 75-62 con Augustus… imperiale (18 punti, 8 rimba, 7 assist, 4 rubacchiate).

Venerdì 6/3 - Intermezzo-varietà prima di riparlare di Eurolega. Alla vigilia della Coppa Italia di A2, il coach di Castel S. Pietro, Paolo Seletti, ravviva l'atmosfera dichiarando (l'abbiam già riportato ma repetita iuvant, in questo caso): "L’urna è stata crudele, ma lo sarebbe stata in qualsiasi caso, dato il livello delle contendenti. Per la MAGIKA essere a Rimini è come aver raggiunto l’Eldorado, tutti dicono che siamo la Cenerentola del campionato (...) Per la prima volta mettiamo il naso in una dimensione che va oltre quella del nostro paese, a una festa nella quale sembriamo degli imbucati (…). Adesso ci godiamo la semifinale contro il Geas, che ha una bacheca a tre ante di trofei. Che ha Arturi e Laterza, Tognalini e Barberis… Meglio non pensarci troppo o magari ci verrà la tremarella. Meglio pensare a correre e passarci la palla".
Ok, sappiamo bene che è prassi comune essere un pizzico scaramantici nei pre-partita: l'ultima in classifica è dipinta come "insidiosissima", chi sta davanti è "un'invincibile corazzata". Ma questa di Seletti va oltre. Delle tre l'una: o ha voluto battere il record mondiale di scaramanzia (possibile); o non ha idea dei valori del campionato in cui gioca (difficile); o ha voluto prendere tutti pesantemente per il culo (probabile). -_-
Non è, poi, anche una mancanza di rispetto nei confronti delle proprie giocatrici? Se io fossi Ballardini, ex giocatrice numero 2 o numero 3 d'Italia e non così decaduta, e leggo che il coach ci dipinge come povere sfigate ("imbucate") giunte lì per caso, potrei anche offendermi un attimino. Ma poi perché Mariella Santucci, la top '97 d'Italia insieme a Pan, dovrebbe avere la tremarella di fronte a Barberis, una brava '95 ma non Candace Parker? O perché Castel dovrebbe tremare per il Geas, visto che ha battuto Torino che è finita davanti al Geas? A' Selè, ma che t'ha preso? :woot:
Comunque questo sarà, probabilmente, il futuro dell'informazione: con la progressiva chiusura o riduzione all'insignificanza degli organi di stampa indipendenti, le notizie saranno date dalle parti in causa, che i portali internet si limiteranno a pubblicare acriticamente (del resto, anche vari giornali locali lo fanno, a ben pensarci: ma del resto, se uno è pagato 10 euro lordi ad articolo, perché dovrebbe spendere tempo a rielaborare la "velina" che gli giunge?), il che sicuramente sarà gradito alle società. Peccato solo che non si tratti di informazione ma di propaganda, si tratti di queste pretattiche "estreme" oppure di auto-incensazioni, di "j'accuse" agli arbitraggi e il resto del campionario di quando la gente se le canta e se le suona da soli.

Venerdì 6/3 - Gare-2 di Eurolega. Ekaterinburg e Praga sono le prime due qualificate alle Final Four. Se per il colosso degli Urali era piuttosto scontato, per le concittadine del Golem è una sorpresa demolire così nettamente (72-43) un Salamanca che aveva ben impressionato nel girone di Schio, anche se qui ha dovuto fare a meno della stella Murphy (curiosità, al suo posto ha giocato Paola Ferrari, una paraguaiana omonima dell'ex conduttrice della "Domenica Sportiva", quella che veniva beffeggiata per l'eccesso di "luminescenza"…). Petrovic con 16 la top scorer per le praghesi.
Ekaterinburg passa a Orenburg con un offensivo 75-86 (decisivo l'11-27 del 3° quarto); Taurasi si riappropria dei galloni di top scorer con 20 dinnanzi a Gruda e Torrens con 14. Dall'altra parte non bastano 23 di Bonner.
Ma addiveniamo alle serie più interessanti. Il Galatasaray rende la pariglia al Fenerbahce con scarto identico a gara-1, e punteggio quasi: 59-57. Il Fener rimonta da -10 a 4' dalla fine ma perde la palla del pareggio; la giovane spagnola Casas (che qualcuno ricorderà avversaria delle nostre '92 dorate agli Europei U18) sbaglia ambo i liberi per chiudere, ma alle gialloblù rimane solo una preghiera vana da metà campo. Dubljevic 20 per le giallorosse, 15 della veterana Bibrzycka per le sconfitte, alcune delle quali si sono lamentate che il frastuono dei 5000 spettatori era così assordante che non si sentivano le indicazioni del coach. :alienff: Non vediamo l'ora di gara-3.
Vittoria in volata anche per Bourges su Kursk, 64-62 di fronte a 3000 anime. Errore finale di Epiphanny Prince per le ospiti. Miyem la miglior marcatrice francofona con 19, ma il fattore decisivo è l'emergente lungagnona Ciak, 14 + 17 rimba, vincendo il duello con la ben più quotata Nnemkadi Ogwumike, 16 + 11. E curiosamente le due prime classificate di stagione regolare sono ancora in bilico.

Nella foto: un'azione di gara-2 Galatasaray-Fenerbahce sullo sfondo dell'imponente folla istanbulleota.

lunedì 9 marzo 2015

La week en rose (74)

Domenica 1/3 - Già detto della supersfida Schio-Ragusa, il resto della giornata di A1 offriva soprattutto un S. Martino-Lucca valente per il terzo posto. E le venete, con un 66-61, confermano definitivamente il loro raggiunto status di potenza del campionato, in un certo senso spodestando, le toscane che lo erano state nelle ultime 2 stagioni. Non bastano 19, più 7 rimbalzi e 6 recuperi, di una Crippa che sempre più c'intrippa.

Orvieto prova a riaprire la corsa all'8° posto battendo 73-68 Battipaglia, cui non bastano 33 punti di Williams. Non bastano neanche i 18 di Bestagno a Vigarano per contrastare Umbertide. Nel resto spicca in negativo la perdurante, anzi aggravantesi, friabilità di Trieste, che incassa un 105-67 da Cagliari (ahò, Cagliari, non Schio), con 157-45 di valutazione, nonostante il recente cambio di allenatore. Considerando che il trio straniero delle giuliane non è fenomenale ma nemmeno pessimo, verrebbe da concludere che la scommessa, probabilmente obbligata, di mantenere quasi intatto il blocco italiano della promozione 2014 (più Pertile e Nicolodi) è stata amaramente perduta. :cry: Forse perché la promozione si dovette più a una congiuntura astrale favorevole (Geas e Genova s'ammosciarono, Torino perse la regista Montanaro per infortunio; mentre Vida sembrava ispirata dal Buon Dio), e ben sfruttata, che a un effettivo "livello da A1" raggiunto dalle ragazze. Ma lo dico a mo' di dubbio; la certezza è solo che lì si retrocede a piombo con pesanti passivi settimanali.

Domenica 1/3 - A2 Poule Promo, ultima di andata. Nel gir. D, c'era attesa per Torino-Crema, con le piemontesi spalle al muro dopo 2 sconfitte di fila, e le cremasche che potevano involarsi a +4 in caso di vittoria. Ma la risposta della Piramis è autoritaria, con un 26-7 nel 1° quarto che spezza la partita sul nascere. Poi il +20 si conferma negli altri 3 quarti (41-19, 60-40 e infine 70-50). O'Rourke 15, di là Capoferri 15 ma con 5/16. Quindi Torino riconquista il 2° posto, anche se alla pari con Crema, il che significa che, rimanesse così la situazione, non potrà limitarsi a difendere il +20 nell'ultima di ritorno.
Altra vittoria per Castel S. Pietro, unica in tutta la Poule Promo a chiudere imbattuta al giro di boa. Piegata Vicenza 65-59, non senza soffrire (-7 e -5 nei primi 2 quarti) ma trovando nell'asse Ballardini (27 con 12 falli subiti e 34 di valutazione)-Brunetti (18 con 29 di valutazione) la ciambella di salvataggio. Mancava Matic per le castellane, le quali con 4 punti di vantaggio da gestire in 5 giornate sono decisamente ben messe.
Santa Marinella vince con Genova (58-49) lo spareggio per restare in teorica corsa, anche se la vediamo difficile per le laziali inserirsi davvero nei primi 2 posti. Di sicuro per Genova si fa quasi impossibile, tanto più se Visconti continuerà a latitare.

Domenica 1/3 - A2 Poule Promo, gir. E. Già narrato di Geas-Ariano, che riapre ogni discorso, c'è la riavanzata della coppia emiliana. Bologna liquida 70-50 Alpo, che dopo l'exploit iniziale con Ariano non s'è più ripetuta. E Ariano, senza quella buccia di banana (forse dovuta ai problemi societari, veri o presunti, emersi alla vigilia di quella partita), sarebbe prima al pari col Geas. Ferrara reagisce alle due sconfitte di fila stracciando Broni a domicilio (52-67) con 20 di Miccio. Quindi Geas che resta avanti con 8 punti, ma ha una muta di cagne alle calcagna, cioè il trio Bologna-Ariano-Ferrara a 6. Al ritorno ci sono 3 gare in casa per Bologna e Ariano, 3 in trasferta per Ferrara e Geas. Però finora in questo girone il fattore campo è brutalmente saltato un sacco di volte.

Domenica 1/3 - A2 Poule Retro, ma proprio di corsa. Nel gir. F, debacle sarda (non una gran novità, peraltro), in particolare con Salerno che vince ad Alghero nello spareggio per lasciare l'ultimo posto. Ma ho idea che finiranno entrambe ai playouts. Nel gir. G, colpo di Viterbo su Albino, che lascia Biassono e Muggia negli ultimi 2 posti. Bella partita tra Selargius e Carugate, vinta dalle sarde 69-66 con l'exploit balistico di De Pasquale, 23 con 5/9 da 3. Ovvia dedica a Manuela Tinti, la giocatrice selargiota in attesa di trapianto di midollo osseo. :yes:
Doverosa occhiata all'A3, dove abbiamo le prime promozioni, con 4 turni d'anticipo (ricordiamo che qui salgono dirette le prime 2 d'ogni girone, poi ci sono pure i playoff per altre promozioni: una cuccagna). Si tratta di Pordenone nel gir. B, nonostante 2 sconfitte subìte nella fase a orologio dopo l'imbattibilità nella prima (per le giovani del vivaio Reyer è il secondo anno di fila che vincono l'A3, anche se hanno svecchiato, si fa per dire, il roster; vedremo se stavolta accetteranno di salire); e di Palermo nel gir. C. Nel gir. A, dove c'è una giornata in più viste le 9 squadre anziché 8, c'è Costamasnaga a 2 vittorie dalla meta (trasferte non improbe a Savona e Usmate), mentre Empoli dovrà difendersi dalla rimonta di Castelnuovo, che in questa fase non sta sbagliando nulla. Potrebbe decidere lo scontro diretto fra queste due.

Nella foto (da Basketinside.com): una bella mischia tra Torino e Crema.

domenica 8 marzo 2015

Flash Coppa Italia di A2

Confermato l'atteso equilibrio alla Coppa Italia di A2: in entrambe le partite una squadra comanda per 30 minuti salvo venire infilzata in volata. Ferrara-Geas è la finale.


PS: divertente schermagliuccia di comunicati prepartita tra Castel S. Pietro e Geas.

Castel: "L’urna è stata crudele, ma lo sarebbe stata in qualsiasi caso, dato il livello delle contendenti. Per la MAGIKA essere a Rimini è come aver raggiunto l’Eldorado, tutti dicono che siamo la Cenerentola del campionato (...) Adesso ci godiamo la semifinale contro il Geas, che ha una bacheca a tre ante di trofei. Che ha Arturi e Laterza, Tognalini e Barberis…Meglio non pensarci troppo o magari ci verrà la tremarella. Meglio pensare a correre e passarci la palla"

Geas: "La prima e speriamo non ultima avversaria è certamente, al di là di qualche ingenuo automascheramento, :alienff: la squadra più robusta e “lunga” della A2. Che si tratti di una neopromossa conta quasi nulla, così come era stato un dato semiirrilevante l’anno passato per il Geas stesso".

Chi aveva ragione? Il Geas perché Castel è tutt'altro che una cenerentola (inutile dirlo), Castel perché alla fine ha vinto il Geas. Quindi Castel può andare a letto soddisfatta perché ha dimostrato che faceva bene a temere il Geas. -_-

sabato 7 marzo 2015

La week en rose (73)

Sabato 28/2 - La sfida thriller tra Schio e Ragusa sarebbe stato bello averla in Coppa Italia, ma ci si è rifatti 6 giorni dopo, cortesia di un calendario che ha riproposto il big match in campionato, per le telecamere di Sky. Esito paradossale: tutte e due alla fine avevano di che esultare e di che incazzarsi. Poteva succedere solo se Schio avesse vinto di 1 punto (all'andata +2 Ragusa) e così è stato. :o:

Quindi Ragusa viene agganciata in vetta, ma finirà prima la stagione regolare se non scivolerà su bucce di banana di qui alla fine. Avrebbe potuto chiudere già la pratica se non avesse, diremmo barbinamente se di fronte non vi fosse la diabolica Schio, sciupato un +4 a 1'05" dalla fine dei regolamentari, quando Gonzalez (in campo per tutto il finale per infortunio a Gorini; poco da imputare alla ragazza col viso da india sul piano realizzativo; altro discorso per la gestione in regia) realizzava dall'angolo la tripla del 65-69.
Immediato però l'assist di Macchi per Anderson; poi azione convulsa in cui Pierson sbagliava in incursione, Ragusa prendeva il rimbalzo, Gonzalez falliva in entrata allo scadere dei 24" e c'era contestazione se aveva toccato il ferro o meno (per me no). Si decideva che l'aveva toccato e quindi era ridata palla alle sicule con 14" per tirare. Ma Gonzalez gonzava nuovamente, perdendo la sfera. Ragusa aveva 3 falli da spendere prima del bonus. Poi però Sottana (dopo un interessantissimo timeout microfonato, in cui le scafate scledensi concertavano insieme l'azione) :B): inventava una penetrazione da un lato all'altro dell'area, conclusa con uno splendido sottomano in estensione, beffando Pienetta Pierson allo scadere per il 69-69. Quasi l'unico guizzo di Sottana in una partita di rara imprecisione al tiro (pepe aggiuntivo: Sottana ha poi attaccato su Twitter chi l'ha contestata al PalaCampagnola). :alienff:
Al supplementare, nuovamente Ragusa l'aveva in mano, sul +3 a una trentina di secondi. Ma Masciadri pareggiava con una tripla su rimbalzo d'attacco scledense. Poi Ragusa falliva, Sottana realizzava un libero soltanto (76-75), Gonzalez subiva fallo, e la sua faccia da funerale faceva intuire l'esito dei suoi due liberi, finiti sul ferro. Walker raspava il rimbalzo d'attacco ma non concretizzava (semi-stoppata dalla difesa).
Molino a quel punto ordinava di non fare fallo, Ivezic sembrava non capire e rischiava la frittata, ma alla fine Ragusa recuperava palla, lanciando però il contropiede a tempo ormai scaduto. Quindi gente che esultava a metà e piangeva a metà ("ho vinto ma non abbastanza", "ho salvato la differenza canestri ma ho perso"), nella confusione emotiva totale. Uno spettacolo. E se i valori tra le due "bigs" sono così vicini, come non era sembrato in Coppa, allora potremmo avere una finale ancora più interessante dell'anno scorso.

Sabato 28/2 - Serata di fine febbraio a Sesto San Giovanni, con quell'aria incerta che non ha più il freddo pungente dell'inverno né ancora il profumo della primavera che inizia. Memori delle scorse volte, in cui arrivando all'intervallo al PalaNat la partita era già in ghiaccio, ci presentiamo a questo Geas-Ariano Irpino alle 20.30 quasi spaccate, e con scorno c'avvediamo che si è già iniziato da 1'30", col tabellone recante un 6-0 per le imbattute (nella seconda fase, oltre che in casa da tutto l'anno) locali. Mannaggia a quegli arbitri frettolosi che fanno cominciare le partite in anticipo, negando allo spettatore il diritto di godersi dello spettacolo intero se arriva in perfetto orario.
Ariano Irpino, l'ultima (e unica) volta che la vedemmo dal vivo, fu 3 anni or sono alla finale per la promozione in A2. Curiosamente, di fronte c'erano alcune geassine attuali che ai tempi erano in doppio tesseramento con Costamasnaga in B, e sfiorarono il salto di categoria. Ariano trasudava opulenza: organico di lusso, pullman per i tifosi, staff chilometrico, fotografo al seguito che sparava dozzine d'immagini sul sito. -_- Stavolta invece, dopo la partenza non rimpiazzata di Narviciute, si respira un certo ridimensionamento: 6 giocatrici, in pratica, ruotate dalla vulcanica coach Ferazzoli, più qualche minuto per altre due. Certo, i colpi già messi a segno a Broni e soprattutto Ferrara inducevano a non sottovalutare la competitività di chi è rimasto.
Ma per tutto il 1° tempo sembrava che un Geas pur non scintillante e pur privo di Barberis e Kacerik fosse in grado di controllare la situazione. A quel 6-0 iniziale Ariano reagiva portandosi sull'8-8, ma poi sparacchiava reiteratamente dall'arco senza quasi entrare in area (d'altronde non ha alcuna lunga vera: Chesta, che in A1 era un'esterna, gioca da "5 perimetrale"), e la sua zona schierata sin dall'inizio era piuttosto blanda nella pressione, sicché il Geas riallungava con una Tognalini nuovamente ficcante e con Arturi che indovinava una tripla di tabella quasi dall'angolo, modello biliardo: 17-10 al 10'.
Nel 2° quarto però s'iniziava a vedere qualcosa di diverso: un'Ariano più incisiva in avvicinamento a canestro, con ovvi benefici sul piano dei punti segnati rispetto a quando collezionava padelle da 7 metri; e un Geas invece un po' ingessato, privo di quell'energia garantita da Kacerik e Barberis, specialiste nel creare canestri che sbloccano situazioni di stallo, tipo una palla rubata + contropiede la prima, o un'improvvisazione in area la seconda. Come sa fare brillantemente la scafata Chesta, tant'è che rubava palla su una riapertura svagata del Geas dopo rimbalzo difensivo: 20-19.
Seguiva qui il momento meglio giocato su ambo i fronti. Galli realizzava 3 triple quasi di fila, propiziando il riallungo sestese sul +9. Ma appariva, per Ariano, la Madonna, che interpretava la partita in modo diverso da quel che mi sarei aspettato. M'attendevo, cioè, che peccasse magari d'eccesso d'intraprendenza, invece centellinava le iniziative, quasi volesse attendere il momento buono per scatenarsi. Le bastava un flash in questo 2° quarto per realizzare due triple e riportare Ariano nuovamente a contatto, 30-28. Anche stavolta però era pronta la replica del Geas, e il 34-28 al 20' sembrava (nonostante il 3° fallo precoce di Laterza) l'anticipo della fuga definitiva nella ripresa, contando su un calo d'energie del corto organico campano.
Succedeva, invece, qualcosa di assolutamente inatteso. A inizio ripresa la partita si ribaltava, e non tanto perché Ariano facesse chissà cosa, anzi continuava a sbagliare parecchio. La differenza era che il Geas si piantava completamente in attacco, realizzando 2 punti in 12 minuti, impensabile per una squadra di quel valore. :woot: Va detto che l'intensità difensiva di Ariano aumentava esponenzialmente rispetto al primo tempo; in parole povere menavano che era un piacere e l'arbitraggio tollerante lo consentiva. Però non può spiegare com'è che nessuna del Geas sembrava più in grado di ficcar la boccia nel cerchio, né da fuori né da mezzo metro. Col condimento di palle perse banali e un unico canestro, di Tognalini su rimbalzo d'attacco. Ariano, ripetiamo, non ha fatto nulla di speciale se non, alla lunga, approfittarne per sorpassare, ma non prima di 7' abbondanti, con Madonna in arresto e tiro dopo un'infrazione di 8" del Geas su pressing (34-36, parziale di 2-8 appena).
Il 3° quarto si chiudeva sul 36-40 e dunque le zanottiane potevano ampiamente riprendere in mano la situazione. Ma succedeva l'opposto. Ariano, presa fiducia, diventava, ora sì, convinta e convincente in attacco. Chesta segnava due canestri fila (36-44), Tognalini e Arturi provavano a svegliare il proprio fronte (41-46 al 33'), che poteva fruire anche dell'uscita temporanea di Chesta per 4 falli (Albanese, il suo cambio, francamente non m'è parsa all'altezza della categoria).
Ma ecco per Ariano il jolly a sorpresa: la giovane Mancinelli, fin lì inconcludente (tipo 0/9 dal campo), diventava invece la più ficcante nel finale, in cui realizzava 3 incursioni e un tiro libero. Sommato ciò alla perdurante lite del Geas col canestro (Gambarini e Laterza le maggiori autrici d'errori, ma anche, negli ultimi minuti, Tognalini che pure era stata la migliore sin lì), va da sé che la partita, anziché riaprirsi, si chiudeva (anche +11 per Ariano), senza mai tornare sotto i 6 punti di scarto.
E dunque 50-59 per Ariano (20 della matadora Chesta) che si confermava corsara (3 vittorie su 3 trasferte nella seconda fase, 2 k.o. in casa su 2), mentre il Geas perdeva l'occasione di fare ancor più il vuoto in classifica. Sul sito societario si è avanzata la spiegazione del calo di concentrazione per la "panza piena" dopo le 4 vittorie e il largo margine sulle inseguitrici. Può darsi (e aggiungo, magari la testa già alla Coppa Italia), ma a mio parere non spiega un crollo così improvviso e così verticale della prestazione dopo 2 tempi del tutto normali. In ogni caso resta al Geas il primato, e magari lo stimolo del riscatto sarà utile per la Coppa.

Nella foto: il Geas in attacco nella prima azione della ripresa, quando nessuno poteva immaginare la crisi imminente.

venerdì 6 marzo 2015

La week en rose (72)

Lunedì 23/2 - All'indomani dei 21 punti in 14 minuti della sempreverde Silvia Gottardi contro Alghero, le facciamo il grande onore di attingere spunti dal suo graffiante blog. Parla delle finali di Coppa Italia, maschile e femminile. Fustiga gli organizzatori per la concomitanza di date che ha penalizzato gli appassionati, ma su quello siamo senza opinione (in realtà c'è sempre qualche concomitanza che penalizza il femminile, vaso di coccio tra i vasi di ferro).

Ci pare più interessante quest'altro spunto. Dice, la tipa, che mentre Milano uomini ha ceduto sotto la pressione della favorita, Schio l'ha gestita alla grande, e quindi si chiede: "Non è che le donne sono più brave a reggere la pressione?". :huh: Mah, a dire il vero non mi pare una regola generale: e proprio il caso italiano lo dimostra, visto che tra il 2009 e il 2013 la Coppa maschie l'ha vinta 5 volte di fila Siena che era sempre favorita (anche se parlare delle vittorie di Siena, oggidì, suona un po' come parlare dei trionfi ciclistici di Lance Armstrong). :sick: E a Schio era capitato, prima di quest'epoca di trofei a raffica, di perdere varie volte da favorita, tant'è che era considerato un club perdente.
Vero è, forse (ci vorrebbero però analisi approfondite: il tema è interessante), che lo sport femminile è più propenso alle grandi dinastie perché i gradini gerarchici sono più netti, cioè una supercorazzata trova meno avversarie del suo livello fra le donne che fra gli uomini. Poi, che sotto pressione Chicca Macchi renda meglio di Linas Kleiza (il lituano di Milano), come sottolinea Gottardi, mi pare un'evidenza dei fatti, ma non perché Macchi sia una donna e Kleiza un uomo.

Lunedì 23/2 - Voglia di polemizzare contro i mulini a vento. E allora restiamo sul blog di Gottardi per far le pulci a uno scritto apparso qualche giorno prima, in cui la bionda nativa di Padova (sinonimo di Gottardi) racconta di aver intervistato la venerabile Nidia Pausich, azzurra degli anni '50-60, in occasione del suo 80° compleanno. E che dice, anzi sentenzia, Nidia Pausich? "Le ragazzine di oggi sono viziate e non hanno voglia di sacrificarsi. Ai nostri tempi invece giocavamo con le ciabatte cucite a mano ed eravamo fortissime". :cry:
Chi sono io, scaccabarozzi di provincia, per criticare un monumento dell'italica palla al cesto? Ma è doveroso. Spiace che la saggezza dei suoi 80 anni non le impedisca di scadere nello stereotipo più banale e vigliacco (in quanto viene sparato a mo' di dogma e non può essere discusso) che gli anziani d'ogni epoca hanno sempre utilizzato per marcare la loro superiorità sui "giovanidoggi": ce n'è traccia nelle letterature antiche, medievali, asiatiche, precolombiane, eccetera.
giovani, per definizione (dei non giovani), non hanno mai voglia di sacrificarsi, sono viziati, lagnosi, molli. Mentre gli anziani, ai loro tempi, erano tutti sacrifizio, dedizione e sudore. :inchino: In realtà a ridicolizzare il dogma basterebbe il fatto che, a loro volta, i giovani di un tempo sentivano le medesime litanie dagli anziani di allora (e probabilmente pensavano che fossero tutte trombonerie da vegliardi). E così via, risalendo ai figli di Adamo ed Eva, che si sentivano ripetere dai genitori: "Ai nostri tempi era un paradiso terrestre, mica come adesso". :wacko:
Lo so, insegnanti e allenatori di oggigiorno si lamentano spesso della mollezza & mancanza di rispetto dei giovani, spalleggiati da genitori sempre pronti a difendere il loro pucci pucci anziché temprarlo a suon di botte, "perché vedevi mio padre quante me ne dava se osavo aprire bocca" (sarebbe in realtà un reato, pestare i figli, ma nel Mitico Passato anche le botte diventano sante).
Ohibò, che possa essere una tendenza della società attuale può darsi, sebbene non esista un misuratore oggettivo al riguardo, ma solo le impressioni degli educatori (che peralto mi ricordo scontentissimi anche ai miei tempi). Io però vedo anche un sacco di giovani che studiano come pazzi, fanno mille attività già alle superiori e poi laurea triennale, laurea specialistica, master, corsi vari, per poi mettere insieme stipendi miserabili con doppi e tripli lavori precari. Mentre gli Eroi di mezza e terza età, tutti ardore e sacrifizio, si godono più lauti stipendi, lucrati ai tempi della cuccagna, quando pigliavi un diploma e il giorno dopo eri assunto a tempo indeterminato. Per poi, magari, andare in pensione a 50 anni. :zip:
Ma torniamo al basket. A mio parere la signora Nidia incappa in un vizio frequente nei campioni del passato, e cioè quello di paragonare se stessi (un'eccellenza) alla media dei "giovanidoggi", il che è iniquo. I campioni non vedono gente alla loro altezza nei giovani d'oggi. Ma si dimenticano che anche ai loro tempi non c'era gente alla loro altezza, altrimenti che campioni sarebbero stati, se tutti erano al loro livello? Il campione è tale perché è circondato da mediocri. Insomma Pausich non rappresenta un termine di paragone valido se non per le top players giovanili di adesso. Le quali mi pare che la voglia di sacrificarsi ce l'abbiano eccome, visto che sono sempre impegnate tra 2 o 3 campionati, allenamenti col proprio club, raduni interregionali e ultimamente hanno inventato pure il 3 contro 3 pur di riempire eventuali vuoti di 'ste poverette.
Dopodiché, visto che la signora Nidia ha anche allenato fino a poco tempo fa, non dubito che abbia legittime magagne da imputare alle giovanidoggi. Ma se vuol farci credere che tutte le giovani dei suoi tempi s'allenassero come bestie da soma, animate da un sacro e inestinguibile fuoco, temiamo che sia un ricordo romanticamente sbiadito dal tempo. -_- Ci saranno state, come oggi, le ragazze dalla volontà di ferro come Pausich, e poi tante oneste ragazzotte che facevano basket con moderato impegno, senza dannarsi l'anima, e giustamente sono sparite dai ricordi della signora Nidia perché non degne di nota.
Infine auguriamo alla signora Nidia che non spuntino troppi filmati della palla al cesto dei suoi tempi, altrimenti temiamo che i "giovanidoggi", guardando il rispettabile ma un attimino sorpassato stile di gioco, capiscano che quell'"eravamo fortissime" va preso in modo assai relativo… :moderatore:

Mercoledì 25/2 - Venezia si qualifica per le Final Four della Lega Adriatica. A qualche secolo dalla caduta dei dogi, cercherà di riconquistare il predominio sul mare che un tempo era il suo salotto. Nella serie-playoff ha eliminato 2-0 il Celik Zenica (+25 in casa, +4 in trasferta) e ora trova Buducnost, Celje e Radivoj Korac. Un buon esito che legittima la partecipazione della Reyer. L'unico dubbio: ma se vince, in quale posto lo mettiamo degli albi d'oro? Non è un campionato nazionale, non è una coppa. Va be', fossero questi i problemi.

Venerdì 27/2 - Antonella Contestabile finirà la stagione al Sanga Milano. Ennesimo movimento di un mercato di A1-A2 dove mancano i soldi ma non le manovre. Forse, in qualche modo, non è un caso: se devo prendere zero o zero virgola cinque, tanto vale andare in un posto dove sto bene. :unsure: Antonella a Broni non è stata benissimo, almeno nella parte finale visto che nel comunicato societario sulla sua dipartita si parlava di rapporti progressivamente deteriorati. Ci auguriamo che alla corte di Pinotti trovi la tranquillità giusta per esprimere un bagaglio tecnico che, a mio parere, resta di prima fila fra le lunghe.
Essendo una giocatrice che abbiamo seguito fin dai primissimi tempi di questo forum, abbiamo vissuto con un pizzico di amarezza la sua parabola che, tante volte, è sembrata fermarsi più in basso di quanto avrebbe potuto. Tempo fa un utente di questo forum si chiedeva come mai.
Certezze non ne ho ma, a mio parere, è una questione più caratteriale che tecnica. Avrei bisogno di una puntata intera per spiegare cosa intendo per "caratteriale". Non vorrei che si fraintendesse; non è nel senso che abbia un brutto carattere. Intendo una sensazione, che lei trasmette, di fatica nel giocare all'unisono con la squadra. Concetto molto vago e non quantificabile coi numeri, ma credo che ci sia di mezzo questo fattore prima ancora di altri suoi limiti che si potrebbero evidenziare (non altissima per giocare da lunga, non velocissima per giocare da esterna, il classico difetto che le è stato imputato sin da giovane).
Altrimenti è difficile capire perché gente che sa fare un decimo di quello che sa fare lei abbia ottenuto di più dalla propria carriera. Precisiamo: non è che Antonella non abbia combinato nulla, anzi. Tuttavia l'impressione è che lei stessa per prima si aspettasse di fare molto di più. Ma siccome ha 27 anni e non 35, il tempo per rilanciarsi c'è.

Nella foto: un gruppo di "giovanidoggi" (Azzurrina Lombardia), che non so se abbiano la stessa voglia di sacrificarsi delle eroiche pioniere dei tempi di Nidia Pausich, ma so che passano svariate domeniche, mattina e pomeriggio, a fare raduni e allenamenti oltre alla normale attività col loro club.