Già da un po' di tempo auspicavamo l'incrocio-playoff tra le due lombarde; alla vigilia dell'ultima giornata, lo davamo per difficile a realizzarsi, in base a un puro rapporto matematico tra le combinazioni "giuste" e quelle possibili. Ma non tenevamo conto che alcuni risultati erano molto più probabili di altri: e così, pochi minuti dopo la sirena delle partite di domenica, l'accoppiamento più sognato è parso l'esito più logico. Ed è iniziato il godimento preventivo. ![]()
Tra i mille motivi d'interesse aggiuntivi a un derby che interesse massimo l'ha già di suo, è scontato citare lo scontro tra due grandi storiche eppure inedito (prendendo spunto da S. Clerici della Provincia di Como, pare che sia la prima volta che capita l'incrocio nei playoff), così come la sfida di Montini alla sua ex società (la quale due anni or sono lo mandò via senza troppa gloria; a proposito, Pennestrì senior ha dichiarato di essere ancora scottato dal voltafaccia di Galli, che nel 2008, com'è noto, mollò Como il giorno delle nozze per tornare, figliol prodigo, dalla vecchia fiamma Geas...),
Che sto a ddì? Sto a ddì che durante il precampionato, Sesto fu brillante, bastonando due volte le nerostellate, e guadagnandosi così i galloni di aspirante grande, mentre Como sembrava faticare a digerire il nuovo corso di Barbiero e l'addio del pilastro Brooke Smith. Tant'è che Superbasket profetizzò il Geas quinto e Como addirittura nona. Le prime giornate di campionato, e in particolare il derby al Palasampietro già alla seconda, ribaltarono tutto ciò: lariane che volano, demolendo le sestesi alla distanza, e poi si portano stabilmente nelle posizioni d'immediato rincalzo al vertice mentre il Bracco stagna nella medio-bassa classifica. Hicks rivelazione, Vilipic seconda giovinezza, Barbiero lodato come esordiente-boom.
Quando poi Como annunciò l'ingaggio di Jansone, che avrebbe coperto l'unica falla dell'organico, cioè l'impalpabile Sowinski, sembrò chiaro il destino di lottare fino in fondo con le prime. Poi però la sfiga tolse di mezzo Harmon per 5 partite, ci furono i problemi con Zampella e una strana sfiducia nei confronti di Vilipic, e il rientro post-natalizio, con quella sconfitta rocambolesca contro Venezia, segnò l'inizio di un crollo verticale: 6 sconfitte di fila, tutto gennaio. Onestamente lì non avremmo scommesso molto sulla permanenza di Barbiero in panca.
Nel frattempo il Geas viveva un percorso opposto: crescita dapprima timida, poi sempre più baldanzosa, fino a far fuori Umbertide e Venezia nel finale dell'andata, entrando nelle prime 4-5 della classe proprio mentre Como ne usciva.
L'ultima occasione di riaggancio per le nerostellate fu nel derby di ritorno. Una partita surreale: da una parte fuori Zampella, convalescente Harmon, s'infortuna Donvito nel 2° quarto e comunque ben poco funzionava; dall'altra c'era Schieppati in quintetto perché mezza squadra era k.o. per l'influenza. Finì col noto contatto sospetto su Stabile non fischiato a decretare la sconfitta di 2 per una Comense che non usciva dal tunnel, mentre il Geas ricavava ulteriore fiducia (e punti), completando una rincorsa al vertice che, con un picco addirittura al secondo posto, l'ha poi vista assestarsi su un lusinghiero terzo.
Ora Como è guarita (moralmente, purtroppo non in termini di salute) e ha la grande occasione di riprendersi quelle soddisfazioni, quel ruolo di leader lombarda, che le circostanze le hanno negato. Sesto ovviamente le vorrà difendere a tutti i costi, avendole meritate in stagione e non volendosele far fottere sul più bello. In palio la semifinale e il gusto di aver fatto fuori l'avversaria più sentita. Non credo che il Geas abbia più da perdere essendosi piazzato meglio e la Comense sia invece più tranquilla: i rimpianti per chi esce saranno, credo, esattamente uguali perché nessuna delle due vorrà vedere la dirimpettaia esultare a sue spese. Quel che è successo in stagione, ormai, conta poco. Chi vince 2 partite prima dell'altro, solo questo conta.
