giovedì 31 marzo 2011

Cinguettii (196) - A1: Geas-Comense, habemus derby/1

Già da un po' di tempo auspicavamo l'incrocio-playoff tra le due lombarde; alla vigilia dell'ultima giornata, lo davamo per difficile a realizzarsi, in base a un puro rapporto matematico tra le combinazioni "giuste" e quelle possibili. Ma non tenevamo conto che alcuni risultati erano molto più probabili di altri: e così, pochi minuti dopo la sirena delle partite di domenica, l'accoppiamento più sognato è parso l'esito più logico. Ed è iniziato il godimento preventivo. :yes:

La Lombardia si assicura una semifinalista per la prima volta dal 2004: e ciò da un lato fa piacere, dall'altro indica che non sono stati anni felicissimi, gli ultimi. Ma il Geas è risorto dal limbo dell'A2 e Como s'è scrollata di dosso almeno in parte quella mediocrità che l'ha invischiata dalla seconda metà del decennio scorso: e così eccole qui.
Tra i mille motivi d'interesse aggiuntivi a un derby che interesse massimo l'ha già di suo, è scontato citare lo scontro tra due grandi storiche eppure inedito (prendendo spunto da S. Clerici della Provincia di Como, pare che sia la prima volta che capita l'incrocio nei playoff), così come la sfida di Montini alla sua ex società (la quale due anni or sono lo mandò via senza troppa gloria; a proposito, Pennestrì senior ha dichiarato di essere ancora scottato dal voltafaccia di Galli, che nel 2008, com'è noto, mollò Como il giorno delle nozze per tornare, figliol prodigo, dalla vecchia fiamma Geas...), :woot: robe che comunque aggiungono pepe e quindi ben vengano. Ma ci soffermiamo qui su un altro tema della serie: la Comense che cerca di strappare al Geas ciò che avrebbe potuto già essere suo se le cose fossero girate in un certo modo durante la stagione.
Che sto a ddì? Sto a ddì che durante il precampionato, Sesto fu brillante, bastonando due volte le nerostellate, e guadagnandosi così i galloni di aspirante grande, mentre Como sembrava faticare a digerire il nuovo corso di Barbiero e l'addio del pilastro Brooke Smith. Tant'è che Superbasket profetizzò il Geas quinto e Como addirittura nona. Le prime giornate di campionato, e in particolare il derby al Palasampietro già alla seconda, ribaltarono tutto ciò: lariane che volano, demolendo le sestesi alla distanza, e poi si portano stabilmente nelle posizioni d'immediato rincalzo al vertice mentre il Bracco stagna nella medio-bassa classifica. Hicks rivelazione, Vilipic seconda giovinezza, Barbiero lodato come esordiente-boom.
Quando poi Como annunciò l'ingaggio di Jansone, che avrebbe coperto l'unica falla dell'organico, cioè l'impalpabile Sowinski, sembrò chiaro il destino di lottare fino in fondo con le prime. Poi però la sfiga tolse di mezzo Harmon per 5 partite, ci furono i problemi con Zampella e una strana sfiducia nei confronti di Vilipic, e il rientro post-natalizio, con quella sconfitta rocambolesca contro Venezia, segnò l'inizio di un crollo verticale: 6 sconfitte di fila, tutto gennaio. Onestamente lì non avremmo scommesso molto sulla permanenza di Barbiero in panca.
Nel frattempo il Geas viveva un percorso opposto: crescita dapprima timida, poi sempre più baldanzosa, fino a far fuori Umbertide e Venezia nel finale dell'andata, entrando nelle prime 4-5 della classe proprio mentre Como ne usciva.
L'ultima occasione di riaggancio per le nerostellate fu nel derby di ritorno. Una partita surreale: da una parte fuori Zampella, convalescente Harmon, s'infortuna Donvito nel 2° quarto e comunque ben poco funzionava; dall'altra c'era Schieppati in quintetto perché mezza squadra era k.o. per l'influenza. Finì col noto contatto sospetto su Stabile non fischiato a decretare la sconfitta di 2 per una Comense che non usciva dal tunnel, mentre il Geas ricavava ulteriore fiducia (e punti), completando una rincorsa al vertice che, con un picco addirittura al secondo posto, l'ha poi vista assestarsi su un lusinghiero terzo.
Ora Como è guarita (moralmente, purtroppo non in termini di salute) e ha la grande occasione di riprendersi quelle soddisfazioni, quel ruolo di leader lombarda, che le circostanze le hanno negato. Sesto ovviamente le vorrà difendere a tutti i costi, avendole meritate in stagione e non volendosele far fottere sul più bello. In palio la semifinale e il gusto di aver fatto fuori l'avversaria più sentita. Non credo che il Geas abbia più da perdere essendosi piazzato meglio e la Comense sia invece più tranquilla: i rimpianti per chi esce saranno, credo, esattamente uguali perché nessuna delle due vorrà vedere la dirimpettaia esultare a sue spese. Quel che è successo in stagione, ormai, conta poco. Chi vince 2 partite prima dell'altro, solo questo conta. :alienff:

mercoledì 30 marzo 2011

Cinguettii (195) - A1: giudizi sintetici di fine regular season

Considerando soltanto la stagione regolare, quindi niente playoff, niente supercoppa, niente Copp'Italia, niente coppe europee, una valutazione-lampo su ogni squadra:

1) Schio (21 v-1 p): ha dominato, non serve dire altro. Taranto lo scorso anno ebbe anch'essa 1 sconfitta sola ma soffrì molto più spesso. La stagione regolare più sontuosa dai tempi della Comense anni '90, direi.
2) Taranto (16-6): parecchi gradini dietro Schio, ma alla fine quando s'è concentrata per arrivare seconda c'è riuscita piuttosto nettamente. Non s'è ancora capito quanto vale davvero, per via di infortuni e fatiche d'Eurolega.
3) Geas (14-8): ha vinto il campionato delle "squadre normali" (cioè tutte tranne Schio e Taranto). C'era l'occasione, perché qualche medio-grande era in calo, l'ha sfruttata bene sembrando il collettivo più compatto al di là del valore delle singole (insieme a Lucca, ma un livello sopra). Unica pecca, non aver mai vinto con le due "big" ma se l'è giocata 3 volte su 4.
4) Umbertide (14-8): è dietro al Geas solo per questione di scontri diretti, e con la Copp'Italia ha avuto ben più gloria. Ma qui contiamo solo il campionato e l'impressione spiacevole, pur riconoscendo l'esser sempre stata al vertice, è che la squadra sia calata anziché cresciuta durante l'anno.
5) Venezia (11-11): alla fine il piazzamento è più che discreto, ma non ha mai trovato continuità , senza grosse crisi e senza periodi di grazia, al di là della questione infortuni che ha pesato (però l'organico, dopo gli arrivi di David-Kostaki, era di primo livello). Comunque cresciuta nel ritorno.
6) Comense (11-11): tre stagioni in una. Sorpresa principe all'inizio, in grave crisi a metà, brava a rimettersi in carreggiata. Resta il rimpianto per quel che poteva essere senza la malasorte e il caso Zampella.
7) Priolo (10-12): qui le "stagioni in una" sono due. Fallimentare la prima, con qualche scommessa persa sul fronte "rape da cui cavar sangue" (stile Santino), soddisfacente la seconda, con i puntelli di lusso Eric e Spencer. Alla fine bastava poco di più e poteva arrivare persino quinta.
8) Faenza (10-12): dopo il 2° posto dell'anno scorso è un bel passo del gambero. Ha mille attenuanti (gli infortuni) e in fin dei conti finisce a -2 dal 5° posto, ma tra la scelta sbagliata di Breitreiner e il calo di Adriana, l'impressione è che la magia del 2010 fosse comunque svanita. Resta la perla contro Schio...
9) Lucca (9-13): pagato lo scotto iniziale, ha fatto davvero più di quanto pensassimo, vincendo quasi tutte le partite alla portata. Brava anche a trarre motivazioni e non scorno dall'iniziale levata di scudi contro il suo gioco duro.
10) Parma (8-14): come dice Roberto Lurisi su Superbasket (chi più di lui se ne intende?), tante sfighe ma anche qualche errore grave. Riassestata con Sauret ma la situazione era già quasi compromessa.
11) Pozzuoli (4-18): ha fatto il minimo indispensabile per non arrivare ultima, vedremo se serve. Però sembra sempre che l'ambiente non riesca a cavare il massimo da un organico tutt'altro che scarso.
12) Napoli (4-18): fino a inizio ritorno sembrava competitiva, poi è franata malamente; difficile capire se più per problemi interni, per infortuni o perché le avversarie si sono tutte rinforzate e lei no.
Giudizio complessivo: al di là dell'eccessiva superiorità di Schio, possiamo dire che, nel ritorno, il campionato è stato equilibratissimo, incerto, ricco di talento anche nelle squadre di medio-bassa classifica. All'andata, però, troppe squadre hanno sbagliato assetto, partendo a handicap per poi mettere pezze col mercato. Il risultato è che il torneo ha faticato a trovare una sua identità precisa; è mancata anche una fascia medio-alta più consistente: le uniche a convincere, magari non sempre ma spesso, a parte le due davanti sono state Geas e Umbertide. Gli infortuni hanno condizionato troppo anche quest'anno. Ci rimane una sensazione spiacevole d'incompiuta per troppe squadre: ma forse questo è quasi inevitabile quando si gioca 22 giornate: o hai la fortuna e bravura di trovare in fretta gli assetti giusti, o arriva la fine stagione che li stai ancora cercando. Ora vediamo cosa offrono i playoff.

Perché Como e Parma non sono criticabili sulle straniere

Como e Parma additati come esempi negativi stonano: Como è l'unica in Italia ad avere in roster, e a far giocare sul serio, due giocatrici under 20 prodotte in casa (Pasqualin e Spreafico); Parma ne ha una dell'88 semi-prodotta in casa (Battisodo) e una del '90 (Narviciute). Sono queste due società che non curano il vivaio? Non mi sembra. I motivi per cui sono ricorse a straniere aggiuntive non mi pare siano altro che i problemi d'infortuni o una scelta sbagliata (Sowinski).

Il motivo principale della scarsa cura dei vivai non sta nel fatto che ci siano straniere o naturalizzate a bizzeffe sul mercato, ma nel fatto che la mentalità più diffusa tra chi ha più soldi prevede di investirli per acquisti "pronto uso", non per la produzione in proprio di giocatrici che forse renderanno, ma forse no e comunque troppo tardi per aspettare. Se ci fossero meno straniere e zero naturalizzate, concentrerebbero di più i soldi per le poche straniere, razzierebbero le italiane buone in numero più o meno pari a quello attuale, per il resto piglierebbero veterane a basso costo, giovani senza pretese e farebbero roster più corti. Perché tanto, essendo tutti nelle stesse condizioni, non si sarebbe più costretti a fare roster chilometrici.
La ragione per cui oggi sono d'obbligo i roster lunghi, in cui se ti si rompe una devi subito affannarti a sostituirla, è che con l'equilibrio che c'è, e la flessibilità di mercato consentita a tutti, se ti si rompe una e non la rimpiazzi, perdi competitività, e come s'è visto, con 22 giornate basta che sbagli un mese e rischi di fare i playout. Prendi il Geas dello scorso anno: quando si ruppero Zanon e Danzi cosa fece? Stette immobile ad aspettare la rovina, magari dando più spazio a due semi-prodotti di casa come Frantini e Schieppati? No, prese Wabara e Zanoni. Dirai: ma sono italiane. Ok, ma perché si ruppero due italiane. Se si fossero rotte 2 straniere avrebbero preso 2 straniere, il totale stagionale sarebbe salito a 6 e sarebbero quindi finiti pure loro dietro la tua lavagna. Il che mi parrebbe ingiusto. Ma il concetto è uguale: mi si scassano una o due, le rimpiazzo non con le risorse interne ma prendendo da fuori.

Cinguettii (194) - A1: autovalutazione sui pronostici

L'ultima giornata, domenica, è stata al tempo stesso interessante, perché ha proposto due sorpassi (Geas su Umbertide e Priolo su Faenza) e deludente, perché le 6 partite sono state tutte stravinte dalla squadra di casa, con quella ospite che è parsa "darla su" più o meno in fretta. Un breve confronto tra la classifica finale e i pronostici del qui scrivente a inizio stagione (che erano fatti per fasce, senza specificare un ordine al loro interno):

- prima fascia (1-2°): Schio e Taranto --> ok ma qui era semplice; con Taranto s'è un po' rischiato;
- seconda fascia (3-5°): Faenza, Geas e Umbertide --> bene aver previsto il Geas così in alto; con Umbertide era più facile; toppato Faenza ma finché non è stata abbattuta dagli infortuni era lì;
- terza fascia (6-9°): Como, Parma, Priolo e Venezia --> forse leggermente sottovalutate Como e Venezia ma alla fine Como è lì mentre Venezia solo un passetto sopra, grazie al crollo di Faenza; sopravvalutata la Priolo iniziale, che se non interveniva sul mercato andava a ramengo; sopravvalutata leggermente Parma ma ha avuto infortuni;
- quarta fascia (10-12°): Lucca, Napoli, Pozzuoli --> ammetto, pensavo che Lucca fosse er pejo o giù di lì, invece ha mancato di poco i playoff. Napoli e Pozzuoli invece previsto giusto.
In data 8 marzo avevo invece azzardato una previsione sulla classifica finale, quando mancavano 2 giornate alla fine: Griglia playoff: (1) Schio vs (8) Priolo; (4) Geas (o Umbertide) vs (5) Venezia; (2) Taranto vs (7) Faenza; (3) Umbertide (o Geas) vs (6) Comense. Griglia playout: (9) Lucca vs (12) Pozzuoli; (10) Parma vs (11) Napoli. Due errori e mezzo: non avevo previsto il sorpasso di Priolo su Faenza, né quello di Pozzuoli su Napoli; mentre tra Geas e Umbertide avevo sì ipotizzato un pari punti, ma vedevo una Taranto a sua volta pari e quindi, per classifica avulsa, Umbè davanti al Geas, con ipotesi alternativa Geas davanti qualora Taranto avesse vinto almeno una partita in più (com'è successo).
In definitiva mi do un 6 politico.
Tanto per fare pubblicità comparativa, ripesco i pronostici di Big Roberto Lurisi su Superbasket a ottobre: 1) Schio; 2) Taranto; 3) Umbertide; 4) Venezia; 5) Geas; 6) Faenza; 7) Parma; 8) Priolo; 9) Como; 10) Pozzuoli; 11) Lucca; 12) Napoli. In sostanza: leggera sopravvalutazione di Venezia e sottavalutazione Geas; sopravvalutazione Parma (ma con attenuante infortuni); sottovalutazione Como (questa sì piuttosto netta) e anche di Lucca. Promosso, dai. Anche se, a voler essere rigidi com'è lui quando rifila le sue pagelle di fine stagione, più di 6 stretto non possiamo dargli... :D

Cinguettii (193) - Curiosità: Mazzoleni sbugiarda la Santanché, Gottardi scrive un libro, Consorti fa la cronista

Raccolgo qui tre spunti che riguardano personaggi del basket femminile anche se il basket c'entra solo in un caso. Sono giornate intense per Mario Mazzoleni, presidente Geas: sabato rischierà le coronarie in un doppio impegno micidiale per la sua fede sestese e interista, visto che alle 18 c'è Geas-Comense gara-1 e alle 20.30 il derby pedatorio Milan-Inter semi-decisivo per lo scudetto. Ma intanto l'eminente docente-presidente assurge agli onori della cronaca perché dice pane al pane e ballista alla Santanché, la quale sarebbe quella specie di donna che 3 anni fa sparava a zero contro Berlusconi e oggi gli fa da stuoia (in cambio di un "modesto" sottosegretariato): a quanto pare vanta un master alla Bocconi senza averne i titoli. D'altronde, una contaballe principe di un governo di vendifumo, cosa può spacciare se non balle & fumo? Così dalle agenzie di stampa: "Altro che master. Quello conseguito da Daniela Santanché alla Bocconi nel 1993 non era neppure un corso post-universitario: era aperto anche ai non laureati. E non è durato un anno, come sostiene la sottosegretaria: i giorni di lezione in aula furono appena 24. Tre ogni mese, per otto mesi”. Il settimanale Oggi torna sulla vicenda che il settimanale definisce del ”falso Master Sda Bocconi” che la Santanchè afferma di avere conseguito nel proprio curriculum sul sito internet ufficiale del governo italiano.

L’università milanese ha già confermato che la sottosegretaria non l’ha mai ottenuto, afferma il settimanale anticipando il contenuto del suo nuovo articolo che riporta le dichiarazioni del Professor Mario Mazzoleni per dodici anni (fino al 2004) direttore del programma dei master Bocconi.
”Trovo le affermazioni della Santanchè offensive verso tutti coloro che il master lo hanno davvero conseguito con tanti sacrifici”, ha dichiarato a ‘Oggi’ il professore. ”Non prendiamoci in giro. Un Mba è qualcosa di serio e molto difficile: otto ore al giorno per sedici mesi. E costa decine di migliaia di euro. Non si possono confondere le due cose. Poi, uno può millantare quel che vuole. Tutti i miei ex studenti Mba (Master Business Administration) sono infuriati. Il progetto Gemini frequentato dalla Santanchè era un’iniziativa seria, indirizzata a giovani imprenditori. Ma non era nemmeno un corso di specializzazione”, conclude.
 :clap:
Bravo Mazzoleni. Ma brava anche Silvia Gottardi, la quale ha appena dato alle stampe, insieme alla socia Mariella Carimini, un libro che raccoglie i loro resoconti dell'ormai celebre Mongol Rally dell'estate scorsa. L'opera della poliedrica giocatrice del Sanga Milano s'intitola "Donne al volante - Missione Mongolia - diario di 13.632 km per beneficenza" ed è edito da Led Media Lab. Non ho idea né di quanto costi né di dove lo vendano, ma in qualche modo bisognerà provvedere. Se non altro per vedere se scrive bene come gioca...
Abbiamo già potuto constatare, invece, che scrive bene Benedetta Consorti, la quale ha firmato un articolo erroneamente intitolato (dal sito Lega) "Sandalia, non tutti i mali vengono per nuocere", che invece riguarda Bolzano, la squadra dell'ala del 1986. Racconta la loro vittoria appunto sul Sandalia Cus, sabato scorso. C'è un gran fermento scrittorio intorno all'A2 (compresi, ultimamente, i due siti Sportando e Basketinside), e purtroppo non riusciamo a star dietro a tutti, sicché non sappiamo se Consorti stia scrivendo le cronache già dai mesi scorsi. Ma una cosa è certa: se le giocatrici si mettono in proprio a raccontare loro le partite, i giornalisti possono andare direttamente in pensione, ammesso che abbiano maturato i contributi... :woot:

martedì 29 marzo 2011

Cinguettii (192) - A1: Il Bracco abbaia e morde Venezia, sale sul podio

L'impressione di chi avesse visto Geas e Reyer soltanto nella partita di domenica potrebbe essere questa: squadre di pari potenzialità, anzi forse qualcosa di più per Venezia, ma una funziona e l'altra meno. In effetti potrebbe essere anche la sintesi della stagione di entrambe, visto che Sesto finisce terza con 14-8 di bilancio e l'Umana quinta con un 11-11 senza aver mai dato l'impressione di poter finire tra le prime quattro, pur con le attenuanti degli infortuni.

Ma lasciamo i bilanci ad altra occasione e parliamo della partita. Alla quale si arrivava da indicazioni opposte rispetto a quanto detto sopra: ovvero, il Geas veniva da 4 sconfitte in 5 partite, di cui l'ultima a Pozzuoli, mentre Venezia da una vittoria importante nello scontro diretto con Como, che le aveva assicurato una buona fetta di quinto posto. Questo, unitamente al fatto che sapeva che vincendo avrebbe di nuovo beccato il Geas nei playoff (e quindi conveniva poco scoprire tutte le carte), può aver forse indotto la Reyer a non giocare alla morte, mentre Sesto aveva voglia di riscattarsi. :unsure: Può darsi. Conta comunque quel che s'è visto, e cioè un Bracco più intenso, aggressivo in difesa (29 recuperi e buone chiusure in area), ma anche preciso al tiro, che ha comandato dall'inizio alla fine; dall'altra parte un'Umana che sembrava poter rientrare tranquillamente in partita non appena alzava il livello della difesa e trovava continuità in attacco, ma è riuscita solo in paio di riavvicinamenti: nel 1° quarto da 8-0 a 13-11, e a inizio terzo da 40-25 a 44-40. A 7' dalla fine era ancora solo +5 Geas, ma il finale è stato un monologo lombardo.
Durante l'intervallo, quando Venezia aveva appena incassato un parzialaccio di 0-13 che sembrava aver compromesso la partita (e in effetti è stato probabilmente così, perché la successiva rimonta è costata fatica e c'è stato il classico effetto-rinculo alla fine), abbiamo udito un tizio legato in qualche modo all'ambiente-Reyer, anche se non nell'organico societario, borbottare che Rossi, inteso come il coach, di basket ci capisce poco. Inutile il tentativo dell'interlocutore di spiegargli che è considerato uno dei mostri sacri del femminile. :woot: A dire il vero, il tizio tra le motivazioni di tale severo giudizio inseriva il fatto che Sottana sarebbe un "play perfetto" mentre Rossi da quando c'è Kostaki la usa anche da guardia, il che lascia qualche dubbio sull'attendibilità del misterioso personaggio... :blink:
Sta di fatto però che mentre all'andata col Geas, Rossi ha la sua parte di responsabilità per essersi fatto rimontare 17 punti in 4 minuti, stavolta non ci ha convinto la sua insistenza su un quintetto alto e legnoso con Jokic, Ohlde e David, che a quanto pare è il suo assetto preferito negli ultimi tempi. Assetto che, in generale, ci pare penalizzante rispetto a un organico fin troppo ricco di esterne (in panchina, l'abbiam detto nel Cinguettio su Maiorano, domenica c'erano Rossi, Kostaki, Meneghel, Valerio e appunto Maiorano), in cui per forza un paio diventano di troppo se giochi con 3 lunghe (anche il Geas parte con 3 lunghe, ma non ha così tante esterne da ruotare); e nell'occasione, David era semplicemente pessima (2/8 da 2, 0/4 ai liberi, -8 di valutazione) mentre è bastato mettere Meneghel nel quintetto d'inizio ripresa, con Kostaki in regia e Sottana in panca (la greca ha perso troppi palloni ma se calcoliamo approssimativamente il "plus minus", vediamo che con lei Venezia ha quantomeno pareggiato), perché la bombardiera bergamasca riaprisse la partita con 9 punti di fila, oltre a poter difendere tutte in maniera molto più aggressiva con pressing e ripartenze.
A inizio ultimo quarto Venezia ha lasciato fuori Jokic (la migliore all'inizio) e Meneghel, preferendo David e un'Ohlde non disastrosa ma a corrente alternata: risultato, Geas che ruba palloni a raffica e con un 12-0 firmato Crippa-Haynie-Ujhelyi ammazza la partita. Nel momento-chiave, dal 58-53 al 33', c'è stato uno stoppone di Ujhelyi su Ohlde, poi una sequenza-horror di David che sbaglia dalla media, regala un passaggio banale e fa antisportivo su Crippa, che s'era già accesa con una tripla allo scadere del 3° quarto ma da lì in poi è diventata una bestia, con una serie di contropiedi: 10 punti nell'ultimo quarto. Poi s'è visto pure un alley-oop (ovviamente senza schiacciata) di Haynie per Ujhelyi.
Insomma il Geas ne aveva di più, ma Venezia poteva fare di più. -_- In due frangenti la Reyer ha giocato sontuosamente: all'inizio del 2° quarto, con Screen e Sottana in evidenza (entrambe però, nel complesso, poco incisive) e appunto a inizio terzo. Ma nel primo caso Sesto ha risposto colpo su colpo, soprattutto con Twehues, e così c'è stato uno spettacolare 12-12 in 4' che ha impedito all'Umana di scappare, poi Venezia ha perso il filo e il Geas è volato a +15. Mentre la rimonta nella ripresa è stata sì notevole, ma col fiato corto.
Altre menzioni d'onore per il Bracco: Haynie, ottimo inizio con 6 punti e 5 recuperi nel 1° quarto, alla fine 9 recuperi e 6 assist; Zanon e Ujhelyi grande sostanza. Non era ancora al meglio Summerton ma non s'è sentito. Wabara anche stavolta limitata dai falli, però c'ha messo anche lei intensità quando è stata in campo (in un'azione ha demolito un paio d'avversarie rubando palla, poi però s'è mangiata un contropiede pazzesco), Zanoni non protagonista ma con qualche lampo, idem Arturi.
A fine partita tutti davanti al computer per i risultati dagli altri campi: s'apprendeva così che Venezia restava quinta e trovava Umbertide, e che il Geas coronava la rincorsa al terzo posto (in realtà è stato anche secondo durante l'anno, seppur con partite in più di Umbè e Taranto) e pescava la Comense. E dato che entrambe le serie sono incerte, non è scontato che alla fine chi ride oggi pianga domani e viceversa.
Nota sul pubblico: 210 spettatori all'incirca: così così ma ora la prospettiva del derby-playoff promette bene. Spiccava, rispetto agli anni passati, l'assenza di sostenitori veneziani: casualità o segnale di crisi?

lunedì 28 marzo 2011

Cinguettii (191) - Maioranews: sopra la panca la Masha campa (ma almeno va ai playoff)

Una Venezia ormai al sicuro ai fini della qualificazione ai playoff, ma con il piazzamento da definire, ha cominciato marzo con una sportellata tremenda a Schio: -40 nei punti, -97 nella valutazione. Sembrava professioniste contro dilettanti. :woot: Per la Masha interregionale è continuato il periodo di poco spazio - iniziato nel mese precedente, dopo l'arrivo di Kostaki e il rientro diSottana - e ancor meno gloria: 10 minuti, 0/3 da 3, 0 punti anche se 4 rimbalzi.

Arrivava poi il momento delle Final Four di Coppa Italia. Venezia riusciva a tener testa per 3 quarti e mezzo alla favorita Umbertide, poi cedeva 85-75 ma lanciando segnali abbastanza positivi in chiave-campionato (anche se poi, considerando che Umbertide ha perso netto le successive 4 partite, viene da pensare che non fosse poi così brillante farsi battere dalle umbre...). In tutto ciò però non aveva parte Maiorano, che complice un leggero infortunio in settimana (qualcosa tipo collo o schiena) faceva “n.e.” per la prima volta in stagione. Ma la sensazione è che non avrebbe giocato molto di più, se anche fosse stata al 100%.
E il ritorno di Screen certo non agevolava il suo impiego, rendendo la pluricapocannoniera del torneo di Binzago un po' pletorica in un roster che allinea anche Meneghel e Valerio nel suo ruolo. Guardavo ieri la panchina di Venezia all'inizio della partita col Geas: oltre alle due appena citate e a Maiorano c'erano Rossi e Kostaki. Ovvero 5 giocatrici "vere" e tutte play, guardie o ali piccole. :o: In tale situazione, già tanto se vengono fuori 5 minuti per l'ex sestese, parmense, scledense, umbertidense, napoletana eccetera.
La riprova nel successivo impegno di campionato, una vittoria importante nello scontro diretto con la Comense: Maiorano giocava 4 minuti con una tripla sbagliata e null’altro.
Si arriva così all'ultima giornata, ieri, con Venezia padrona del proprio destino: con una vittoria su Sesto era sicuramente quinta e affrontava proprio il Geas nei quarti; con una sconfitta aveva comunque buone probabilità di arrivare quinta lo stesso. E così è andata: prestazione modesta per la Reyer, ma piazzamento confermato, però con accoppiamento a Umbertide, che in effetti non sembra inarrivabile in questo momento. Guardando tutto in chiave maioranesca, significativo il ritorno ai playoff dopo 2 annate di playout (a Umbertide e Napoli), ma salvo imprevisti sono poche le speranze di giocarli non dico da protagonista, ma quantomeno da comprimaria che conta. :cry: Ieri ha avuto 9 minuti, senza tiri, a tabellino giusto un paio di rimbalzi e un recupero; impiego frammentato in 3 spezzoni, neanche il tempo di prender confidenza e fuori. Ovviamente non è che questo c'entri con la sconfitta di Venezia, è solo un dato di fatto. Nel primo frangente (metà 2° quarto) marcava Crippa, da cui ha subìto un tiro dalla media in ricezione da un taglio lungo la linea di fondo; poi non ha trattenuto un passaggio di David (responsabilità a metà); poi è passata su Zanoni; buon intercetto su un passaggio di Haynie. Nel secondo spezzone (fine 3° quarto) marcava Twehues; buona rubata su Ujhelyi su rimbalzo da tiro libero sbagliato: riapertura ma poi l'azione sfuma; buona deviazione su un passaggio di Arturi, con recupero di una compagna, ma sull'altro fronte Zanon gliel'ha ciulata. Infine in pieno "garbage time" (ultimi 2 minuti) nulla da segnalare.

venerdì 25 marzo 2011

Cinguettii (190) - Riassunto lombardo - A1: Geas e Como per i piazzamenti; A2: eppur non si muovono; B1: Vittuone sul filo; B2: aggancio Rho

Il weekend scorso è stato, per certi versi, di transizione in vista di questo prossimo, che assegnerà parecchi verdetti. In A1 il duo lombardo ha segnato il passo in trasferta, ma senza particolari dolori, o perlomeno con possibilità di sterilizzare le sconfitte in caso di vittorie proprie e sconfitte altrui nell'ultima giornata di domenica. La Comense, che prima della pausa di Copp'Italia veniva da successi importanti su Taranto e Priolo, ha perso sabato con la diretta rivale Venezia, pagando le 26 palle perse a scorno di percentuali dal campo piuttosto buone; di conseguenza non potrà più arrivare quinta (è 0-2 con la Reyer che è 2 punti avanti), ma poiché, come abbiamo già notato, il piazzamento più ambito è il sesto, non è detto che abbia fatto un brutto affare, visto che finirà appunto sesta in 8 casi su 12 che possono uscire dai risultati di giornata. Battendo Parma (non più in lotta per i playoff), il sesto posto è sicuro. Può darsi che in base a tali calcoli Como non abbia giocato alla morte a Venezia, però va annotata la seconda sconfitta in breve tempo contro le dirette rivali di fascia (Faenza la precedente) e anche il fatto che il ritorno di Vilipic Donvito non ha portato bene, specie a Zampella che aveva giocato alla grande nelle ultime partite e stavolta invece è stata anonima. Tuttavia, se saltasse fuori il derby lombardo nei quarti, non daremmo il Geas per favorito sicuro, bensì un 50-50%. Como ora ha 10-giocatrici-10, manco fosse Schio o Taranto. Non è però l'accoppiamento più probabile perché ci può essere solo con Sesto terza, ma ciò dipende da due risultati: vittoria Bracco su Venezia e sconfitta di Umbertide a Priolo. Ok, ci possono stare entrambi, ma matematicamente è un 25%, che moltiplicato per il 67% che ha Como di finire sesta, fa solo il 17% di chances per avere il derbissimo nei quarti. Chiaro, no? :wacko:

Quanto al Geas, abbiam già detto qualche parola sulla sconfitta a Pozzuoli; sconfitta che potrebbe costare il terzo posto, ma solo domenica sera si capirà se è così e se, poi, è più un danno o un vantaggio, anche guardando l'accoppiamento. La cosa curiosa è che se Sesto perde, al 100% ritrova Venezia già 6 giorni dopo in gara-1 dei playoff. Curioso vedere se ciò avrà effetti sull'atteggiamento delle due squadre domenica questa: giocheranno a nascondino o a carte scoperte? :unsure:
In A2, giornata interlocutoria per le 3 lombarde, tutte sconfitte: in un duello tra squadre decimate dagli infortuni, Crema ci prova fino in fondo in casa-Virtus Cagliari, poi cede (63-56 ma era -2 a 1' dalla fine; grande Fumagalli con 26, Censini 17, meno protagoniste stavolta le giovani). Rimane però a +2 sul duo rivale perché Milano s'è arresa netto sul campo dell'altro Cagliari, il Cus (81-59, scarto progressivo; Gottardi 21, Giunzioni 15), mentre Biassono ha lottato con Udine ma ha pagato un blackout a inizio 3° quarto (58-70; importante ritorno in auge di Invernizzi, 16). Domenica ultima chance per Crema di evitare i playout: ospita Marghera che è a +4.
In B1 girone "A1", niente verdetto anticipato sulla salvezza: Vittuone perde con Lavagna (38-47, solo 12 punti nella ripresa), ma Genova scivola in casa con Savona, e così resta alla pari con le milanesi, ma essendo 0-2 negli scontri, deve vincere con la capolista Biella mentre Vittuone riposa e prega. Nel turno scorso, Cantù cede a Biella (60-72, Maffenini "solo" 21); bel colpo di Costamasnaga a Novara (58-60, Pozzi 15, Tagliabue 14); riposava Valmadrera. Costa lotta per il 4° o 5° posto, Cantù dal 6° all'8°. Valma è seconda.
Nel girone "A2", vittoria fondamentale per Bergamo contro la diretta rivale Vicenza: le orobiche riposano all'ultima giornata, ma anche in un'eventuale maxi-parità tra il 6° e il 9° posto (è possibile), non sarebbero ultime, quindi playoff sicuri.
Nel girone "B1", Cremona s'assicura il 2° posto battendo Fiorenzuola (70-52, Colico 16); Broni passa a Usmate in un derby a punteggio bassino (39-41, rimonta finale che non basta alle brianzole); Carugate pur incompleta cede d'un soffio a Reggio Emilia (59-62, out tiro dell'overtime per Calastri; notevole Genta con 22); impresa "platonica" per Lodi (già sicura nona) a Valdarno (47-52). Broni in pole-position per il 4° posto, Carugate e Usmate ora sono sesta e settima, ma l'ultima giornata può cambiare le cose.
In B2 lombarda, Albino perde in casa della lanciatissima Canegrate (8 in fila) ed è raggiunta da Rho al comando. Sconfitte costose per Cerro e Varese, forse fatali per le ambizioni da playoff. Classifica delle prime: Rho, Albino 36; Villasanta 34; Canegrate e Giussano 32 (Albo e Cane una partita in più).
Nelle giovanili Open, il Geas U19 vince lo spareggio a tre fra le squadre con elementi al College Italia (battuta Costamasnaga che aveva eliminato Cremona) e diventa "Lombardia 5". Negli interzona s'intravedono storie tese per la corazzata Biassono.

McCarville e Moro accusate da un tifoso tarantino

Ho intercettato su Facebook questa "denunzia" di un tifoso tarantino su comportamenti irridenti di McCarville e Moro ieri sera:


a fine primo tempo (McCarville) inizia a deriderci insieme a betta moro,esce dal campo per entrare negli spogliatoi e la gente compreso me la inizia ad insultare,lei si ferma ci fa il gesto delle orecchie e inizia a riderci in faccia ed esce.a fine partita invece moro fa la faccia per dire ma come siete bravi sempre ridendo e mc carville si ferma e ci fa fa le orecchie e il gesto alzate la voce vicino ai carabinieri,quel trans che platinette è piu bella a confronto,poi cohen da gran donna dopo 10 minuti lei è uscita per penultima,è venuta verso di noi a testa china e le abbiamo battuto le mani,all'inizio aveva paura poi ha alzato la testa e ci ha dato il 5,era piena di vergogna e poi pastore si è presa gli applausi spontanei e ci ha ringraziato,ecco com'è andata!

Mica male la battuta, anche se un po' grezza.

mercoledì 23 marzo 2011

Cinguettii (189) - A1: Schio avvisa Taranto. Ecco la supertabella analitica

Poco più di un'ora fa, Schio ha finito di demolire a domicilio Taranto, mandando un segnale di superiorità degna della Comense anni '90, l'ultima grande dinastia del nostro basket. Nel giro di 4 giorni il Famila ha vinto con un totale di +30 in casa delle due dirette inseguitrici. Taranto non aveva ancora perso in casa e doveva riscattare il -28 dell'andata. Sticazzi. :wacko:

La disputa dell'ultimo recupero rimasto ci consente di presentare la seguente supertabella, in cui abbiamo scomposto (ma perché parlo al plurale? Ho fatto da solo, nessuno sarebbe altrettanto deficiente da perderci tempo sopra) :woot: i risultati di ogni squadra in base alla fascia di classifica dell'avversaria di turno, aggiungendo poi anche una statistica sulle partite finite in volata (da 1 a 5 punti di scarto: ovviamente può capitare che una partita finisca di 4 ma sia meno combattuta di una finita di 6, ma in qualche modo bisognava fissare un criterio). C'è anche la scomposizione in andata/ritorno. Tutti i dati sono da intendersi come "vinte-perse" : ad esempio, nella colonna "Vs 8-10" - sottocolonna "And", se leggi "3-0" vuol dire che quella squadra ha avuto 3 vinte e 0 perse nell'andata contro le squadre attualmente piazzate tra l'ottavo e il decimo (Priolo, Lucca e Parma).
Le fasce sono quelle evidenziate dallo sviluppo del campionato: le prime 4, poi la fascia medio-alta, le tre che fino alla scorsa giornata erano in corsa per l'ultimo posto-playoff, e infine le due partenopee che hanno fatto corsa a parte in fondo.
Obiezione: ma perché non aspettare l'ultima giornata, in modo da avere dati completi? Perché Faenza rischia di essere superata da Priolo, e questo mi manderebbe a puttane il lavoro scombussolando le fasce. :blink:
Scopo del lavoro: soprattutto scoprire chi ha avuto il cammino più regolare e chi invece ha sprecato molto; in generale, vedere come ogni squadra ha reso contro un certo tipo di avversarie. Alcuni esempi: Schio perfetta con le altre "grandi", che per il resto si sono sconfitte tra loro (pur con Taranto leggermente meglio); Umbertide molto bene con le medio-grandi e con le piccole, maluccio con le medio-piccole; Venezia scadente con le "big" ma puntuale con quelle dietro, al contrario Como con molti colpacci ma così-così con le avversarie dirette. Tra quelle già ai playout o a rischio, pochi rimpianti per Lucca che è stata perfetta con le ultime, mentre Parma ha lasciato 4 punti vitali a Napoli. Tutto sommato le sorprese non sono mancate, visto che tutte le squadre dal 5° al 12° posto hanno vinto almeno una volta con il quartetto di testa.
Nella statistica sulle volate, emerge che le più brave nelle situazioni in bilico sono state Umbertide (4-1) e Venezia (5-2), le peggiori Geas (2-5) e Pozzuoli (2-5), le quali quindi possono mordersi qualche dito.
Nel confronto andata/ritorno balza all'occhio l'omogeneità di valori nella seconda metà stagione: a parte il rullo-Schio e una Taranto comunque staccatasi dal plotone, ci sono 8 squadre con un bilancio compreso tra 6-4 e 4-6, ovvero senz'infamia e senza lode; e in fin dei conti (salvo ribaltoni all'ultima giornata) l'unico sorpasso operato da qualcuno rispetto ai piazzamenti dell'andata è di Venezia sul duo Como-Faenza. Come dire che la regular season di quest'anno s'è decisa più nella prima metà che nella seconda.

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Cinguettii (188) - A2: il ruggito della Miciona e il ritorno di Fuma-Mitraglia

Parliamo di due grandi ex dell'incompiuto Sanga Milano dello scorso anno. Valentina Gatti, nella diaspora di giocatrici perdute dal mercato lombardo dopo la desertificazione dell'estate scorsa, è quella che si sta facendo più rimpiangere: abbina risultati di squadra a prestazioni individuali di rilievo. Dalla scorsa giornata, Chieti è prima in classifica da sola e ha buone possibilità di confermarsi tale alla fine della stagione regolare; il tutto nonostante la perdita della straniera, Georgieva (che dovrebbe rientrare per i playoff, credo), peraltro compensata dai recenti arrivi di Bello e N. David. Non mi sembra che Chieti fosse tra le primissime favorite a inizio stagione. E la Miciona che fu svezzata a Varese - che nel Cus fa coppia con l'altra ex milanese Silva - sta avendo cifre all'altezza delle migliori lunghe italiane di A2: 11,5 punti col 49% da 2, il 58% ai liberi e 7,8 rimbalzi, per un 11,1 di valutazione che però è salito a 17,6 nelle ultime 5 partite, il che indica che, alla sua prima esperienza lontano da casa, "The Big Kitten" ha probabilmente accresciuto il suo rendimento una volta presa appieno confidenza con la realtà del girone Sud. Ricordiamo che i suoi 192 centimetri per 100 chili (o giù di lì) non sono farlocchi come certe misure, ma reali, ed è raro trovarne in giro che s'abbinino a una mano morbida anche dalla media. Col vantaggio, anche se apparentemente è un difetto, di una relativamente scarsa esperienza ad alto livello (ha esordito in B1 nel 2008 e in A2 lo scorso anno), il che significa che a 22 anni compiuti lo scorso dicembre ha margini di miglioramento. Ma evidentemente, di lunghe italiane di valore siamo pieni, visto che Gatti non ci risulta aver mai ricevuto un invito ai raduni della Nazionale: e se "Nazionale" è una parola grossa, ci pare però che ultimamente tali inviti siano stati estesi a cani e porci, evidentemente animali più graditi di una Miciona... :blink: Intanto, sarebbe bello se si conquistasse l'A1 con le sue forze, cioè salendo con Chieti, anche se poi, di lì a esser confermata, il passo non sarebbe automatico, temo.

I 26 punti segnati sabato in casa della Virtus Cagliari, nonostante la sconfitta di Crema, confermano che Laura Fumagalli, uno dei pochi "pezzi da mercato" rimasti in Lombardia, è pienamente recuperata o perlomeno quasi. L'avvisaglia c'era già stata con i 31 punti rifilati a Milano circa un mese e mezzo fa, ma una rondine da sola non faceva primavera. Dopo il grave infortunio dello scorso anno, la prima metà di questa stagione era stata poco gratificante. Ora invece (anche perché coi mille infortuni di Crema se non prende in mano la situazione lei, non rimane altra veterana oltre a Censini) sembra tornata davvero la leggiadra quanto micidiale tiratrice di un tempo, dato che nel ritorno sta viaggiando a 14,2 punti di media col 43% sia da 2 che da 3, contro medie stagionali rispettivamente di 9,8, 40% e 40%, il che mostra comunque che le percentuali erano più che dignitose anche prima: si trattava, probabilmente, solo di ritrovare smalto fisico e fiducia per poter giocare e tirare di più.

Cinguettii (187) - Misto A1: non si esce da Schio-Taranto; la strana lotta per il "non quinto posto"; le denunzie di SB

1) Due settimane fa, o giù di lì, valutavamo la possibilità che la finale da tutti pronosticata, Schio-Taranto, potesse saltare per via dei passi falsi del Cras che potevano costare un approdo al quarto posto e quindi ovviamente l'incrocio col Famila in semifinale. Ipotesi oggi ampiamente sbaragliata dalla serie di vittorie tarantine che hanno garantito il secondo posto con una giornata d'anticipo (anzi, una e mezza, contando il recupero di domani con Schio che avrà valore solo platonico, o, se vogliamo, psicologico nel senso di messaggio da inviare alla rivale in attesa di rivedersi più avanti). Ci si può chiedere cosa sarebbe cambiato se Taranto avesse perso con Lucca il primo dei 3 recuperi anziché vincerlo di 1. Ma poi la vittoria con Umbertide è stata netta, quella a Parma non brillante ma di spessore considerando il campo difficile e le motivazioni avversarie.

Il responso delle ultime giornate è piuttosto semplice: le alternative al duopolio Schio-Taranto per ora non ci sono. Umbertide e Geas non sembrano oggi in grado di battere l'una o l'altra 3 volte, come richiederebbe una semifinale. Le umbre sono state respinte 3 volte in 7 giorni (Schio in coppa-Taranto-Schio), e considerando che hanno perso con scarti dagli 11 ai 14, il verdetto è inequivocabile. Il Geas invece s'è stranamente smarrito a Pozzuoli. Ok, campo sempre insidioso, ma si tratta pur sempre dell'ultima in classifica e per giunta priva di Dixon e Walker, mentre Sesto tornava al completo. Inoltre, finora Sesto aveva avuto due doti fondamentali: affidabilità con le medio-piccole (salvo il k.o. con Parma, ma era la prima volta senza Ujhelyi) e capacità di non farsi impallinare da singole giocatrici (salvo forse Sottana all'andata, ma la partita fu vinta). Concedere a Pozzuoli 83 punti con oltre il 60% dal campo, e al duo Mazzante-Crasnoscioc 24 a testa con percentuali super, è in preoccupante controtendenza, così come 4 sconfitte nelle ultime 5 partite non è proprio un segnale di forma smagliante, anche se una flessione dopo aver messo al sicuro almeno il 4° posto ci può stare. Domenica Umbertide e Geas lottano per il terzo posto, che sarà un risultato brillante, ma poi si dovranno porre il problema di superare il primo turno, mettendo per ora nel cassetto sogni di gloria ulteriori.

2) VeneziaComo Faenza si giocano i piazzamenti dal quinto al settimo; la Reyer è l'unica padrona del suo destino, essendo sicura di arrivare quinta se vince domenica col Geas (che, curiosamente, in tal caso ritroverebbe subito nei playoff). Faenza rischia invece di scivolare a ottava se perde a Lucca mentre Priolo batte Umbertide (il che non è improbabilissimo), ma può ancora risalire a quinta, il che per il valore attuale della squadra sarebbe grasso che cola. Così come appare quello con le romagnole l'abbinamento più fortunato per chi delle prime quattro le pesca nei playoff (anche se non conviene mai fare 'sti discorsi). Per fortuna il giuoco di combinazioni è talmente complicato che difficilmente qualcuno farà calcoli di risultato, perché su alcuni giornali locali abbiamo letto nei giorni scorsi strane alchimie sul fatto che "bisogna arrivare sesti", "evitare il quinto posto" e via dicendo. Il tutto sarebbe per "non beccare Schio in semifinale". Ma di grazia, stiamo parlando di squadre (Como, Faenza, Venezia) che vengono da una stagione all'insegna della discontinuità, con rovesci pari se non superiori alle glorie. Che senso ha fare i fighi elucubrando astute tattiche come se a) fosse scontato superare il primo turno; b) pensassero che vincere 3 volte con Taranto in semifinale sia alla portata? Ragazzi, già passare i quarti per voi sarebbe un lusso, altro che scegliersi l'avversario per la semi... :blink: Speriamo che siano state solo fantasie di giornalisti, anche se qualche virgolettato di giocatrici o dirigenti, al riguardo, ci pare di averlo letto.

3) Siamo sempre dell'idea che sarebbe bello avere più attualità su Superbasket, cioè commenti alle partite. Ma a quanto pare ci sono insuperabili motivi di tempistiche. Ci siamo ormai rassegnati, anche se un trafiletto sull'intera giornata ci pare poco. :cry: Bisogna dire però che Roberto Lurisi, oltre alle frequenti analisi di temi tecnici, nelle ultime settimane sta mettendo diti sapienti in alcune piaghe e piaghette del sistema nostrano, cosa che distingue il semplice cronista da chi sa avere una visione d'insieme del movimento. Ad esempio, sul numero scorso s'annotava il mistero della multa non comminata a Schio per l'utilizzo di 4 straniere con Parma: in teoria erano 10.000 cocozze da sfilarsi. Questa settimana c'è una tesi, supportata dai numeri, sulla scarsa incidenza della quarta straniera (dibattito al riguardo tra i presidenti Basile e Mazzoleni), ma anche un'approfondita disamina delle pecche dell'operazione-figurine di Lega. Quali pecche? Pigliate la rivista, o pigra plebe. Non ne parla Superbasket, ma corre anche voce, e non crediamo sia del tutto infondata, che solo 5-6 club dei 12 di A1 siano in pari con gli stipendi. Tuttavia in questo periodo di crisi generale, fa più notizia chi paga puntuale, in ogni campo: ditte che pagano in ritardo i fornitori, inquilini che pagano in ritardo l'affitto... persino due società di volley femminile, l'Eldorado de' noantri, si legge oggi sulla Gazzetta che non stan pagando puntuali, tanto che in una (Castellana Grotte) le giuocatrici sono in sciopero. :blink:

lunedì 21 marzo 2011

Cinguettii (186) - Frantinews: no Gorla no party. Ma i regali altrui avvicinano i playoff

Il mese di marzo, lo dicevamo la volta scorsa, presentava un calendario ispido per la Virtus, al quale s'è aggiunto il contrattempo dell'assenza di Lalla Gorla, una delle giocatrici più in forma dell'ultimo periodo, per una ciste al ginocchio o qualcosa del genere. E senza di lei la benzina delle biancoblù è regolarmente finita prima del traguardo, anche perché, tranne che con Alcamo, l'impatto offensivo di Muciniece è stato scarso o nullo, mentre le buone prove di Donati, De Scalzi e Baggioli potevano arrivare solo fino a un certo punto.

I foschi presagi hanno trovato la prima conferma nella sconfitta interna con Viterbo, diretta inseguitrice che s'è presa così un 2-0 nel doppio confronto: Virtus avanti per due quarti e mezzo, poi il sorpasso nel finale del terzo e l'allungo decisivo a metà dell'ultimo, guidato dalla sempiterna Koutznesova. Da notare che Agresti aveva presentato Viterbo come una squadra che lascia tirare molto da 3, e in effetti all'andata era stato così; ma evidentemente stavolta le laziali si sono adeguate, concedendo appena 8 tentativi sul perimetro alle spezzine, che dunque han dovuto affidarsi alle lunghe, collezionando però un 4/19 con le due torri Muciniece-Vujovic :cry: che in effetti contro il duo Rejchova-Bonafede non avevano il vantaggio fisico di altre volte. Per Frantini una prova senz'infamia e senza lode, segnando 8 dei suoi 10 punti nella ripresa con 2/8 complessivo dal campo ma 5/5 in lunetta e 5 rimbalzi.
Toccava poi a una trasferta ad Alcamo alquanto ardua. In settimana aggiungeva pepe il coach delle sicule, Petitpierre, definendo “passive” le spezzine di Agresti dopo averle viste nella partita precedente, essendo lì per giocare contro l’Olimpia. :angry: Poteva essere l’occasione per fargli rimangiare le puntute parole, tanto più che l’assenza di Gorla era bilanciata dai forfait di Prado e Milazzo sull’altro fronte; ma dopo 3 quarti abbondanti in equilibrio, Alcamo piazzava il break e s’allontanava di una decina di punti. Sconfitta dignitosa contro una “big” come tante altre in stagione per la Virtus, mai travolta ma anche quasi mai in grado di fare un colpo a sorpresa. Per Frantini poca gloria contro il suo ex vice al Geas: punti (tutti nel finale), 2/5 da 2, 0/5 da 3 e -5 di valutazione, statisticamente una delle prove peggiori dell’anno. Fortuna che il giorno prima, le rivali Battipaglia e Viterbo erano scivolate barbinamente contro College e Napoli (quest'ultima alla prima vittoria esterna stagionale nell'occasione...), altrimenti le spezzine erano ottave.
College che 4 giorni dopo, nell’infrasettimanale, rendeva un altro favore all’Agresti team, andando a sbancare Siena, altra rivale della Virtus. La quale però – complici ulteriori acciacchi a Baggioli e De Scalzi – non s’aiutava da sola, cedendo alla capolista Chieti delle lombarde V.Gatti e Silva, che ha perso Georgieva per infortunio ma ha trovato, da poche settimane, una sorprendente David (intesa come Natasha, non come Karen: è la lunga italo-argentina l’anno scorso a Pozzuoli) e poco prima aveva arruolato Monica Bello. La partita si giuocava nell’impianto dell’Olimpia per via d’infiltrazioni d’acqua nel palasport della Virtus, stesso problema che aveva costretto al rinvio del derby di andata. Dopo un inizio impreciso, Frantini si sbloccava con 10 punti nel secondo quarto, senza però evitare il break di Chieti (+13 al 20’) che diventava anche +19; la stessa Frantini guidava una fiammata a metà ultimo quarto con due triple, ma le abruzzesi la spegnevano prontamente dopo il timeout. Alla fine per la Miky intercomunale 18 punti (massimo stagionale) anche se con 4/11 da 2 e 2/8 da 3 più 4/5 ai liberi: bene la... poca timidezza e pure i 6 rimbalzi e 5 recuperi per 14 di valutazione. In classifica la Virtus scivolava al settimo posto dietro Battipaglia, ma 2 punti avanti alla coppia Viterbo-Siena.
A stretto giro, ovvero oggi, arrivava l’ultima partita della serie, altro impegno improbo sul campo di Orvieto quinta della lista. È vero che all’andata aveva vinto la Virtus e che nel resoconto di 3 settimane fa dicevamo che Orvieto era raggiungibile, ma nel frattempo di acqua ne è passata sotto i ponti, e le umbre ora sono messe decisamente meglio. È andata come parecchie altre volte: spezzine che lottano ma alla fine cedono. Caparbia la rimonta dal -12 (o giù di lì) iniziale al sorpasso (+3 a inizio 3° quarto); ma poi Orvieto ha rimesso le cose a posto, allungando nell’ultimo quarto con Angelona Ratti. Per Frantini partita a fasi alterne: poco all’inizio, poi 10 punti nel momento migliore spezzino, a cavallo della pausa lunga; ma negli ultimi 15 minuti è rimasta a secco. In effetti la costante di questo periodo sembra essere per lei che quando ha una fiammata realizzativa, poi le difese altrui prendono le contromisure, e lei fatica a venirne a capo. A Orvieto le cifre sono: 13 punti, 2/5 da 2, 3/7 da 3, 5 perse ma 4 recuperi.
In classifica non è cambiato molto: Viterbo ha agganciato la Virtus al settimo posto, ma nelle ultime 2 giornate ha un calendario più difficile. Le spezzine hanno Ancona e Rende, e se le vincono entrambe possono anche superare al 6° posto Battipaglia (incespicata pure a Pomezia ieri), che ne ha solo una ed è ad Alcamo. Mentre è difficile che Siena rinvenga, avendo Orvieto e Ragusa da affrontare. Insomma, Virtus non ride ma nemmeno le altre. E occhio alla suspense: con la Termocarispe orientata verso il 3° posto, potrebbe saltar fuori il derby di Spezia al primo turno... Tutto sommato più da guadagnarci, in quel caso, per la Virtus che giocherebbe senza molto da perdere in una serie che, com'è regola per le stracittadine, rimescolerebbe i valori tecnici più che in una sfida normale. Insomma, due o tre partite per ribaltare il senso di una stagione. Ma prima dei voli pindarici bisogna mettere al sicuro i playoff. -_-
Come medie generali, da notare che finalmente Frantini ha “scollinato” oltre i 10 punti (10,1 per l'esattezza), col 37% da 2 e 29% da 3; in crescita la percentuale ai liberi grazie al 90% delle ultime 4 partite.