L'impressione di chi avesse visto Geas e Reyer soltanto nella partita di domenica potrebbe essere questa: squadre di pari potenzialità, anzi forse qualcosa di più per Venezia, ma una funziona e l'altra meno. In effetti potrebbe essere anche la sintesi della stagione di entrambe, visto che Sesto finisce terza con 14-8 di bilancio e l'Umana quinta con un 11-11 senza aver mai dato l'impressione di poter finire tra le prime quattro, pur con le attenuanti degli infortuni.
Ma lasciamo i bilanci ad altra occasione e parliamo della partita. Alla quale si arrivava da indicazioni opposte rispetto a quanto detto sopra: ovvero, il Geas veniva da 4 sconfitte in 5 partite, di cui l'ultima a Pozzuoli, mentre Venezia da una vittoria importante nello scontro diretto con Como, che le aveva assicurato una buona fetta di quinto posto. Questo, unitamente al fatto che sapeva che vincendo avrebbe di nuovo beccato il Geas nei playoff (e quindi conveniva poco scoprire tutte le carte), può aver forse indotto la Reyer a non giocare alla morte, mentre Sesto aveva voglia di riscattarsi.Durante l'intervallo, quando Venezia aveva appena incassato un parzialaccio di 0-13 che sembrava aver compromesso la partita (e in effetti è stato probabilmente così, perché la successiva rimonta è costata fatica e c'è stato il classico effetto-rinculo alla fine), abbiamo udito un tizio legato in qualche modo all'ambiente-Reyer, anche se non nell'organico societario, borbottare che Rossi, inteso come il coach, di basket ci capisce poco. Inutile il tentativo dell'interlocutore di spiegargli che è considerato uno dei mostri sacri del femminile.
Sta di fatto però che mentre all'andata col Geas, Rossi ha la sua parte di responsabilità per essersi fatto rimontare 17 punti in 4 minuti, stavolta non ci ha convinto la sua insistenza su un quintetto alto e legnoso con Jokic, Ohlde e David, che a quanto pare è il suo assetto preferito negli ultimi tempi. Assetto che, in generale, ci pare penalizzante rispetto a un organico fin troppo ricco di esterne (in panchina, l'abbiam detto nel Cinguettio su Maiorano, domenica c'erano Rossi, Kostaki, Meneghel, Valerio e appunto Maiorano), in cui per forza un paio diventano di troppo se giochi con 3 lunghe (anche il Geas parte con 3 lunghe, ma non ha così tante esterne da ruotare); e nell'occasione, David era semplicemente pessima (2/8 da 2, 0/4 ai liberi, -8 di valutazione) mentre è bastato mettere Meneghel nel quintetto d'inizio ripresa, con Kostaki in regia e Sottana in panca (la greca ha perso troppi palloni ma se calcoliamo approssimativamente il "plus minus", vediamo che con lei Venezia ha quantomeno pareggiato), perché la bombardiera bergamasca riaprisse la partita con 9 punti di fila, oltre a poter difendere tutte in maniera molto più aggressiva con pressing e ripartenze.
A inizio ultimo quarto Venezia ha lasciato fuori Jokic (la migliore all'inizio) e Meneghel, preferendo David e un'Ohlde non disastrosa ma a corrente alternata: risultato, Geas che ruba palloni a raffica e con un 12-0 firmato Crippa-Haynie-Ujhelyi ammazza la partita. Nel momento-chiave, dal 58-53 al 33', c'è stato uno stoppone di Ujhelyi su Ohlde, poi una sequenza-horror di David che sbaglia dalla media, regala un passaggio banale e fa antisportivo su Crippa, che s'era già accesa con una tripla allo scadere del 3° quarto ma da lì in poi è diventata una bestia, con una serie di contropiedi: 10 punti nell'ultimo quarto. Poi s'è visto pure un alley-oop (ovviamente senza schiacciata) di Haynie per Ujhelyi.
Insomma il Geas ne aveva di più, ma Venezia poteva fare di più.
Altre menzioni d'onore per il Bracco: Haynie, ottimo inizio con 6 punti e 5 recuperi nel 1° quarto, alla fine 9 recuperi e 6 assist; Zanon e Ujhelyi grande sostanza. Non era ancora al meglio Summerton ma non s'è sentito. Wabara anche stavolta limitata dai falli, però c'ha messo anche lei intensità quando è stata in campo (in un'azione ha demolito un paio d'avversarie rubando palla, poi però s'è mangiata un contropiede pazzesco), Zanoni non protagonista ma con qualche lampo, idem Arturi.
A fine partita tutti davanti al computer per i risultati dagli altri campi: s'apprendeva così che Venezia restava quinta e trovava Umbertide, e che il Geas coronava la rincorsa al terzo posto (in realtà è stato anche secondo durante l'anno, seppur con partite in più di Umbè e Taranto) e pescava la Comense. E dato che entrambe le serie sono incerte, non è scontato che alla fine chi ride oggi pianga domani e viceversa.
Nota sul pubblico: 210 spettatori all'incirca: così così ma ora la prospettiva del derby-playoff promette bene. Spiccava, rispetto agli anni passati, l'assenza di sostenitori veneziani: casualità o segnale di crisi?
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