venerdì 11 marzo 2011

Cinguettii (174) - Lo stato del basket femminile: considerazioni riepilogative (1)

In questo inizio marzo forumisticamente fertilissimo, dopo l’eterno dibattito sulle giovani e le straniere era prevedibile che saremmo passati quanto prima all’altro tormentone per eccellenza: la crisi e il confronto col volley, col passato eccetera. Provo a fissare (in 2 Cinguettii) alcuni punti, anche alla luce degli interventi altrui di questi giorni.

- Questione confronto col passato. Ok, presumo che sia davvero esistito un tempo (ma credo si debba risalire fino agli anni '70, perché io che sono del ’78 non l’ho mai visto, questo tempo...) :blink: in cui il basket aveva tra le ragazzine più successo del volley; ma non è mai esistita un’epoca in cui il basket femminile sia stato popolare: al massimo si può dire che tra fine anni '70 e metà anni '90 (non oltre, secondo me) sia stato un po' meno di nicchia di adesso, sia come numero di praticanti che come seguito della massima serie. Sembra banale dirlo, ma a volte, leggendo qualcuno di quelli che “una volta era un’altra cosa”, si rischia di immaginarsi chissà quali Eldorado. La cosa vera e inconfutabile è, semmai, che il campionato italiano di A1, nel periodo appena menzionato, era leader assoluto in Europa, con straniere di primissimo livello e squadre in grado non solo di vincere la Coppa Campioni ma di monopolizzare la Ronchetti (vero indice della competitività di un campionato), mentre ora non ha più questo primato, anche se rimane tra i migliori d’Europa, non esageriamo con l’autocritica: perché all'estero spesso ci sono uno o due squadroni e il resto è bassa manovalanza. Tuttavia mi pare infondata la teoria del "peggioramento continuo": a mio parere il fondo lo si è toccato verso metà anni 2000, quando c'erano da noi squadre modestissime, vere e proprie A2 mascherate, e anche le migliori avevano una o due straniere non all'altezza e facevano figuracce nelle coppe. Ora abbiamo recuperato dignità in Eurolega, le più forti sono oggettivamente grosse squadre, e complice il taglio a 12 non ci sono team pietosi. Dati ufficiali sul pubblico non ce ne sono, però mi pare che le piazze tradizionali tengano, mentre le altre non hanno folle oggi come non le avevano ieri.
- Questione abbigliamento/sessualità eccetera. Indubbiamente ha una sua importanza nel successo del volley femminile rispetto al basket, tuttavia non credo ci sia molto da fare per noi. La struttura fisica delle cestiste è inevitabilmente diversa, il fisico da "pin up" ce l'hanno in poche. Se metti una Marcedes Walker in body e mutandine, la gente la fai scappare, con tutto il rispetto per la simpatica mastodonte puteolana! :woot: D'altronde i body nel basket si sono già visti e salvo casi sporadici non hanno smosso granché. Forse una volta c’era meno questo problema, perché (a parte la Semionova) le atlete erano più longilinee rispetto alle muscolate budrillone che circolano oggidì (necessario, vista l’aumentata fisicità-atleticità del gioco) e che se a noi nel complesso non dispiacciono (sotto il quintale, s’intende), alle ragazzine e alle loro mamme non esaltano. Insomma, poco da fare al riguardo, se non sperare che i gusti degli italiani in materia di donne e atlete cambino, e che salti fuori qualche personaggio “trasversale”, cioè una cestista così brava e di appeal da diventare nota anche a chi non segue il basket.

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