La stagione di B1 non è che duri tantissimo, con la formula a 20 giornate salvo playoff o playout. E così sabato era una delle ultime occasioni di andare in pellegrinaggio a vedere il "Maffe show" sulla collina di Vighizzolo, frazione di Cantù dove tanto per complicare la vita agli appassionati, stanno costruendo dei condomini dove prima si parcheggiava per poi scendere al palazzetto. Avevo già visto in passato Giulia Maffenini, ma da comprimaria nel super-gruppo '91 di Pasqualin-Spreafico-Bestagno e l'anno scorso alla prima esperienza senior con Cantù, non faceva nulla di paragonabile alla sensazionale stagione che la guardia del '92 di scuola Comense sta disputando quest'anno, a 30 punti, 9 rimbalzi e 6 recuperi di media. Diventando quasi un "cult" nel basket minore lombardo.
La partita era un interessante derby lariano contro Costamasnaga, che ha a sua volta due giovani come primi punti di riferimento in attacco (poi ne ha varie altre nel roster, è un bel vivaio): Giorgia Molteni, play-guardia del '90 l'anno scorso non benissimo in A2 a Reggio Emilia, e Lara Tagliabue, lunga dell'89 che era stata a Crema e Messina prima di tornare alla base. Nessuna delle tre "osservate speciali" ha deluso; e in generale la partita è stata godibile anche se a tratti farraginosa; sempre in equilibrio, con tanti sorpassi anche se perlopiù con Cantù avanti. Padrone di casa male da fuori ma attivissime a rimbalzo d'attacco; Costa al contrario bene dalla media e dalla lunga, ma sciupona da sotto e in lunetta. Si è arrivati quasi inevitabilmente a un finale punto a punto, in cui Molteni (Giorgia, va specificato, perché dire Molteni in quella zona è come dire Rossi nel resto d'Italia, e infatti Cantù ne ha due: Martina e Alessia)Capitolo Maffenini. Non è stata la sua miglior serata (recentemente, per dire, aveva steso l'allora capolista Valmadrera con 41 punti e 47 di valutazione), ma ha chiuso con 30 tondi, cifra toccata per la decima volta in stagione (se non ho contato male), quindi una prova... di routine.
In difesa è più una da palle rubate che un mastino, però è anche logico che dovendo fare il boia e l'impiccato in attacco, non possa spremersi troppo in retroguardia. La cosa che mi è piaciuta è che, forse accorgendosi di non essere al top delle energie, è stata abbastanza quieta nel primo tempo (solo 8 punti, tutti su secondi tiri), mentre a inizio ripresa è parsa girare la chiavetta del turbo, tant'è che ha fatto 6 tiri di fila in contropiede o accelerazione (4 segnati), e ne ha messi 22 nei secondi 20', quando si decideva la partita (brave comunque alcune panchinare di Cantù a sopperire all'inizio, e Martina Molteni a darle man forte nel finale). E farne 30 con relativa facilità contro un'avversaria di medio-alta classifica non è male...
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