1) In questi giorni d'interessante dibattito (anche se non nuovo) su come salvare il basket femminile italico con riforme e controriforme, non potevano mancare i tentativi di regolamentare le presenze a referto di questa e quella categoria di giocatrici, che è il massimo passatempo di ogni alchimista riformatore de' noantri, insieme a quello della piramide dei campionati. In fondo è un giuoco divertente (tanto è innocuo), ma trovo fastidiosa la tendenza a mettere nel mirino certe categorie di giocatrici, individuate di volta in volta come una peste da rimuovere, generalmente per far "spazio alle gggiovani". In questo caso, oltre alle straniere e alle passaportate, consueti bersagli (e in fondo parzialmente condivisibili), tocca pure alle cosiddette "mestieranti" italiane, cioè quelle giocatrici non più verdissime, mai diventate fenomeni ma in grado di farsi ingaggiare da comprimarie in A1 o protagoniste in A2. Abbiamo letto le seguenti proposte: "in A1 limite per le over"; "in A1 3 under 21 obbligatorie con doppio tesseramento in A2" (così occupano altri posti, NdMeur), "in A2 5 o 6 under"; addirittura "i presidenti potrebbero decidere di non pagare nessuno, che tanto 10 persone per far la squadra gratis le trovano", o giù di lì (spero fosse una provocazione).
Se fossimo in politica, i sindacati sarebbero già sul piede di guerra. Tenete conto, signori alchimisti, che da 5-6 anni a questa parte i posti in A1 e A2 per le italiane, che sono in gran parte dei posti di lavoro, si sono ridotti già da un totale di 432 (112+320) agli attuali 324 (72+252) per effetto della diminuzione dei club di A1 e A2, l'aumento da 3 a 4 straniere in A1 e da 0 a 1 in A2. Ovvero si sono persi 108 posti, pari al 25%, un quarto esatto. Ma lor signori alchimisti non sono sazi, vogliono sfrondare col machete.Donne di 26-28-30 anni che con le loro capacità e la loro disponibilità a dedicarsi a tempo pieno (o semipieno) al basket si sono guadagnate la possibilità di giocare per soldi, perché togliergli il lavoro, o rendergli più difficile trovarlo (dimezzando i posti) o renderglielo più sottopagato possibile? Che male fanno? Sono italiane, sanno giocare bene, benino o benone, pur senza essere fenomeni di primo livello: che senso ha trattarle come se fossero una zavorra per il movimento, favorendo gente meno brava che ha il solo merito di avere 5 o 10 anni di meno? Auspicare che si caccino le mestieranti nostrane dall'A1 e dall'A2 è come auspicare che impiegati maturi perdano il posto in favore di stagisti. Il lavoro, casomai, perdetelo voi che volete far perdere il lavoro agli altri.
Dice: ma possono andare a giocare in B. Sì, bella roba: la futura "B unica" da 136 squadre, dove non si sale e non si scende, e quindi non si capisce perché un patron dovrebbe investire sulle giocatrici, salvo qualche fissato. Ma anche se girassero buoni soldi anche in B, perché uno dovrebbe essere costretto a giocare in B se merita l'A2?
E infine, non capisco il "pauperismo" che spesso viene auspicato come un toccasana: si vorrebbe che i presidenti spendessero il meno possibile, magari nulla, come se fossero soldi pubblici e non invece soldi privati di cui può fare quel che gli aggrada. Ma vogliamo, invece, auspicare una maggiore professionalizzazione? Se le giocatrici sono pagate bene, possono fare il loro lavoro nelle migliori condizioni, altrimenti a 22 anni, massimo 24-25 se sono proprio fesse, mollano o scendono di categoria. Quale vantaggio ne tragga il nostro basket, mi sfugge. E auspicherei anche che ci fossero soldi per i dirigenti, i preparatori, i vice, gli addetti stampa, i giornalisti, eccetera, perché il volontariato è sinonimo di volontà (lodevole) ma non di qualità. Stiamo parlando di A1 e A2, non dell'oratorio. E in ogni caso non sarebbe bello se più persone possibili potessero campare, o almeno arrotondare, grazie al basket femminile?
2) Argomento simile anche se la categoria di persone coinvolte è diversa. La rivista online "Pick and Roll" supporta una campagna, e una raccolta firme, per chiedere che le straniere con passaporto italiano possano giocare liberamente in B. Com'è noto, attualmente nei campionati regionali possono circolare, ma in B1 sono bandite: e l'anno prossimo, secondo la riforma dei campionati, la B1 e la B2 si fondono, creando la famosa "B unica" gestita dai comitati regionali ma formalmente nazionale. Non so se è già stata presa una decisione sulle straniere per questa nuova categoria,
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