venerdì 11 marzo 2011

Cinguettii (175) - Lo stato del basket femminile: considerazioni riepilogative (2)

Chiudiamo il discorso (almeno per stanotte) con un altro paio di dolenti note.

- Questione gradimento dello spettacolo. Mi sembra un problema da considerare, però non nel senso di "spettacolo puro". Perché in effetti non ha torto chi dice che anche se alzi il livello con 200 straniere per squadra, non è che vengono a vederti le folle oceaniche. Più che di spettacolo, conviene parlare di “gioco”: ovvero, ho il timore che il gioco del basket, versione femminile, piaccia poco all'italica plebe. :angry: Intanto piace poco agli stessi appassionati di basket (maschile), che storcono la bocca quasi come i calciofili quando gli si nomina la pedata-donne. Ed è inutile dire che il pubblico muliebre preferisce guardare il volley, non solo per l'ovvia ragione che se ci sono 10 pallavoliste per ogni cestista, sulle tribune poi ne ritrovi di più. Altro problema, che avevamo già sottolineato quando si parlò di possibili modifiche regolamentari: il basket è sport per definizione ricco di errori, ma nel femminile questi si moltiplicano per ragioni fisiche (maggior difficoltà a controllare la palla ad alta velocità, maggiore distanza verticale dal ferro), rendendo spesso le partite un'ininterrotta sequela di azioni malriuscite. Nel volley, grazie anche alla rete più bassa, tu vedi delle donne che riescono in oltre il 50% di ciò che fanno, in linea di massima (parlo così, da profano, ma questa è l'impressione); nel basket siamo sì e no al 30%. E vedere uno che riesce dà più piacere di uno che fallisce; stessa cosa vale dal punto di vista di chi pratica: una ragazzina, a parità di doti, credo si senta più capace giocando a volley che a basket. Se l'abbassamento dei canestri è impossibile, il ritorno ai 30" per azione magari potrebbe giovare; tuttavia appaiono palliativi rispetto al complicatissimo problema di come far piacere questo gioco all'italiano medio. Ci vorrebbe Mandrake.
- Questione ambiente. Il forumista sassarese che ha sottolineato certe esasperazioni del basket giovanile donne rispetto alla serenità del volley, non so se dia una fotografia esatta della realtà (immagino che qualche pazzoide e situazione al limite ci sia anche nella pallavolo), però in effetti se devo invidiare qualcosa al volley, è il fatto di trasmettere un senso di “fratellanza”, di comunità, maggiore rispetto all’ambiente nostro dove si respirano troppi conflitti, invidiucce, crisi di nervi e soprattutto (massimo fastidio per me) c’è troppa gente perennemente insoddisfatta di come siamo. :cry: Si ama ripetere che bisogna fare propaganda, andare nelle scuole, eccetera; ma la prima forma di pubblicità non sarebbe quella di apparire contenti, orgogliosi, fautori del proprio sport? Se il basket femminile rende tristi, sclerati, insoddisfatti, non so quanti s’invogliano...
- Questione praticanti. Grave problema, però probabilmente è l’inevitabile conseguenze di tutto quanto detto finora, più il fatto che oggi (come hanno già detto vari forumisti in passato) ci sono tanti più sport concorrenziali. Una volta forse molte finivano al basket per inerzia. Non rivango su questo argomento perché non c’è molto da fare, temo, se non prenderne atto e fermare l’emorragia in qualche modo. Se togliere la quarta straniera è utile alla causa, la si tolga. Il problema, invece, della mancanza di selezione per arrivare al vertice, e quindi del calo del vertice, non penso che sia inevitabile: si può lavorare meglio sul vertice. College Italia, se realizzato bene, può essere una soluzione in tal senso. Del resto, se a livello di nazionali un paese da pochi milioni di abitanti, come la Serbia o la Lituania, può sfornare una nazionale in grado di stare in campo con gli Usa, che hanno decine di volte i loro praticanti, anche noi possiamo tirar fuori un’élite forte pur avendo meno materiale umano.

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