Il mese di marzo, lo dicevamo la volta scorsa, presentava un calendario ispido per la Virtus, al quale s'è aggiunto il contrattempo dell'assenza di Lalla Gorla, una delle giocatrici più in forma dell'ultimo periodo, per una ciste al ginocchio o qualcosa del genere. E senza di lei la benzina delle biancoblù è regolarmente finita prima del traguardo, anche perché, tranne che con Alcamo, l'impatto offensivo di Muciniece è stato scarso o nullo, mentre le buone prove di Donati, De Scalzi e Baggioli potevano arrivare solo fino a un certo punto.
I foschi presagi hanno trovato la prima conferma nella sconfitta interna con Viterbo, diretta inseguitrice che s'è presa così un 2-0 nel doppio confronto: Virtus avanti per due quarti e mezzo, poi il sorpasso nel finale del terzo e l'allungo decisivo a metà dell'ultimo, guidato dalla sempiterna Koutznesova. Da notare che Agresti aveva presentato Viterbo come una squadra che lascia tirare molto da 3, e in effetti all'andata era stato così; ma evidentemente stavolta le laziali si sono adeguate, concedendo appena 8 tentativi sul perimetro alle spezzine, che dunque han dovuto affidarsi alle lunghe, collezionando però un 4/19 con le due torri Muciniece-VujovicToccava poi a una trasferta ad Alcamo alquanto ardua. In settimana aggiungeva pepe il coach delle sicule, Petitpierre, definendo “passive” le spezzine di Agresti dopo averle viste nella partita precedente, essendo lì per giocare contro l’Olimpia.
College che 4 giorni dopo, nell’infrasettimanale, rendeva un altro favore all’Agresti team, andando a sbancare Siena, altra rivale della Virtus. La quale però – complici ulteriori acciacchi a Baggioli e De Scalzi – non s’aiutava da sola, cedendo alla capolista Chieti delle lombarde V.Gatti e Silva, che ha perso Georgieva per infortunio ma ha trovato, da poche settimane, una sorprendente David (intesa come Natasha, non come Karen: è la lunga italo-argentina l’anno scorso a Pozzuoli) e poco prima aveva arruolato Monica Bello. La partita si giuocava nell’impianto dell’Olimpia per via d’infiltrazioni d’acqua nel palasport della Virtus, stesso problema che aveva costretto al rinvio del derby di andata. Dopo un inizio impreciso, Frantini si sbloccava con 10 punti nel secondo quarto, senza però evitare il break di Chieti (+13 al 20’) che diventava anche +19; la stessa Frantini guidava una fiammata a metà ultimo quarto con due triple, ma le abruzzesi la spegnevano prontamente dopo il timeout. Alla fine per la Miky intercomunale 18 punti (massimo stagionale) anche se con 4/11 da 2 e 2/8 da 3 più 4/5 ai liberi: bene la... poca timidezza e pure i 6 rimbalzi e 5 recuperi per 14 di valutazione. In classifica la Virtus scivolava al settimo posto dietro Battipaglia, ma 2 punti avanti alla coppia Viterbo-Siena.
A stretto giro, ovvero oggi, arrivava l’ultima partita della serie, altro impegno improbo sul campo di Orvieto quinta della lista. È vero che all’andata aveva vinto la Virtus e che nel resoconto di 3 settimane fa dicevamo che Orvieto era raggiungibile, ma nel frattempo di acqua ne è passata sotto i ponti, e le umbre ora sono messe decisamente meglio. È andata come parecchie altre volte: spezzine che lottano ma alla fine cedono. Caparbia la rimonta dal -12 (o giù di lì) iniziale al sorpasso (+3 a inizio 3° quarto); ma poi Orvieto ha rimesso le cose a posto, allungando nell’ultimo quarto con Angelona Ratti. Per Frantini partita a fasi alterne: poco all’inizio, poi 10 punti nel momento migliore spezzino, a cavallo della pausa lunga; ma negli ultimi 15 minuti è rimasta a secco. In effetti la costante di questo periodo sembra essere per lei che quando ha una fiammata realizzativa, poi le difese altrui prendono le contromisure, e lei fatica a venirne a capo. A Orvieto le cifre sono: 13 punti, 2/5 da 2, 3/7 da 3, 5 perse ma 4 recuperi.
In classifica non è cambiato molto: Viterbo ha agganciato la Virtus al settimo posto, ma nelle ultime 2 giornate ha un calendario più difficile. Le spezzine hanno Ancona e Rende, e se le vincono entrambe possono anche superare al 6° posto Battipaglia (incespicata pure a Pomezia ieri), che ne ha solo una ed è ad Alcamo. Mentre è difficile che Siena rinvenga, avendo Orvieto e Ragusa da affrontare. Insomma, Virtus non ride ma nemmeno le altre. E occhio alla suspense: con la Termocarispe orientata verso il 3° posto, potrebbe saltar fuori il derby di Spezia al primo turno... Tutto sommato più da guadagnarci, in quel caso, per la Virtus che giocherebbe senza molto da perdere in una serie che, com'è regola per le stracittadine, rimescolerebbe i valori tecnici più che in una sfida normale. Insomma, due o tre partite per ribaltare il senso di una stagione. Ma prima dei voli pindarici bisogna mettere al sicuro i playoff.
Come medie generali, da notare che finalmente Frantini ha “scollinato” oltre i 10 punti (10,1 per l'esattezza), col 37% da 2 e 29% da 3; in crescita la percentuale ai liberi grazie al 90% delle ultime 4 partite.
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