Per quanto concerne Milano-Alpo, ho assistito a partire dal 19° minuto, cioè in pratica sono arrivato ed è iniziato subito l'intervallo. Mi si raccontava di una partenza a razzo della compagine di casa, 26-11 a fine 1° quarto, ma nel secondo scemava un po' il ritmo del Sanga, le veronesi cavavano qualche vantaggio dalle profondissime rotazioni (11 vorticate molto democraticamente, invero nella fattispecie non abbinando la qualità alla quantità), e sul 36-28 al riposo sembrava poter diventare una partita equilibrata, così come lo erano state le 3 precedenti di Milano nella sua nuova dimora del PalaIseo, il palazzetto - ricordiamo - riaperto quest'anno dopo che la criminalità organizzata l'aveva annerito con un incendio doloso.
In realtà le suddite di Pinotti ripartivano con veemenza dopo la pausa, con un 23-10 in cui Alpo mostrava encefalogramma alquanto piatto. Nessuna veronese, a parte qualche sprazzo della rientrante Monica, appariva in grado di trainare una rimonta. Impacciata Dzinic, le altre era la stessa cosa mettere tizia o caia. Nell'occasione, s'intende, perché Alpo era reduce da una vittoria di pregio con Carugate.
Maffenini anche stavolta sciorinava una tripla da 9 metri; per talento la pasticcera di Erba s'ergeva al di sopra della contesa, chiudendo con un ciclonico 34 di valutazione (25 punti, 13 rimbalzi, 5 recuperi, strano solo il 2/9 ai liberi). Ottima anche Da Silva, la portoghese, con 15 punti e 12 rimba.
Nell'ultimo quarto Alpo tentava qualcosina ma al massimo arrivava a -14. Finale 74-59, quindi Sanga a 6 vittorie di fila e secondo da solo dietro il molosso Broni.
Ma già si respirava attesa per il derby di sabato con Carugate. Nelle interviste dopogara, Franz Pinotti parlava della sfida in arrivo, con una frase che non saprei se interpretare come un attestato di stima o una frecciatina (presumo la prima ipotesi), in quanto diceva che non sa come faccia Carugate a essere così indietro in classifica con l'organico che ha (vedi qui se interessa). Per quanto mi riguarda penso che Carugate ha solo avuto, come capita, bisogno di più tempo (a maggior ragione ora che ha appena innestato alcune giocatrici) per trovare una quadratura che il Sanga invece ha già trovato; poi logicamente i conti si fanno a fine stagione perché la qualità certo non manca al popolo di Puopolo.
giovedì 3 dicembre 2015
lunedì 30 novembre 2015
[A1] Resoconto di Geas-Venezia
Ieri ho assistito a Geas-Venezia per quanto concerne l'A1. Difficile giudicare un confronto ad armi impari. E' evidente che il Geas avrebbe dovuto far meglio in attacco, visti i 38 punti, il 15/56 dal campo e il fatto che i primi tiri liberi siano stati guadagnati al 28'; però c'è stata probabilmente una focalizzazione sulla difesa, che era stata deficitaria nelle precedenti partite, che ha prodotto un positivo conto di 56 punti subiti (non male, considerando l'avversario) ma ha portato, a causa della coperta corta, a pagare lo sforzo nella metà campo opposta.
E poi l'impressione è che se il Geas avesse fatto di più, Venezia non avrebbe avuto soverchi problemi ad alzare a sua volta il livello. Non avendone bisogno, s'è limitata ad amministrare quel po' di margine preso dal 2° quarto in avanti. La pessima serata al tiro da 3 per entrambe le squadre (prima tripla segnata dalla Reyer a 4'30" dalla fine, mentre per il Geas l'unico bersaglio pesante è stato di Galli nel 2° quarto) ha favorito gli arrocchi in area e quindi diciamo che lo spettacolo puro non è abbondato. Difficile giudicare anche Venezia da una partita che non le ha richiesto di tirar fuori il suo meglio.
Il Geas adesso ha due trasferte ardue a Parma e Umbertide. Sarà più cruciale la partita del 19/12 con Vigarano in casa. La difesa vista ieri, se mantenuta con la compagine emiliana, potrebbe andar bene; c'è però bisogno che Brown aggiusti la mira, perché ieri ha fatto 2/11, e in una squadra che ha già una straniera in meno è complicato averne solo una che segna (Mandache). Alla prima giornata segnò 29 punti contro Orvieto e sembrava che il Geas avesse pescato un asso dal cilindro, o un coniglio nella manica, ma poi non si è più avvicinata a quel livello se non con Cagliari quando ne ha messi 20.
Se lei tornasse a segnare, in aggiunta al ritorno di Gambarini e Laterza, i conti potrebbero quadrare per il Geas.
Nota negativa, l'assenza totale di pubblico veneziano al seguito. Mi ricordavo le orecchie rimbombanti dai cori degli ultras reyerini nel periodo di A1 2008-2011 (insomma quello tra il ritorno del Geas in A1 e la rinuncia di Venezia che precedette di un anno quella sestese), invece ieri una tristezza totale: ai canestri ospiti si sentiva un misero applausino dalla panchina e null'altro. Impietoso confronto con il calore dei luparensi di S. Martino nella partita di un mese fa.
Nel film di Silvia Gottardi si dice che la sinergia col maschile potrebbe aiutare il femminile e un esempio è la Reyer. Mah, può darsi ma a me sembra che là il maschile abbia cannibalizzato l'interesse.
E poi l'impressione è che se il Geas avesse fatto di più, Venezia non avrebbe avuto soverchi problemi ad alzare a sua volta il livello. Non avendone bisogno, s'è limitata ad amministrare quel po' di margine preso dal 2° quarto in avanti. La pessima serata al tiro da 3 per entrambe le squadre (prima tripla segnata dalla Reyer a 4'30" dalla fine, mentre per il Geas l'unico bersaglio pesante è stato di Galli nel 2° quarto) ha favorito gli arrocchi in area e quindi diciamo che lo spettacolo puro non è abbondato. Difficile giudicare anche Venezia da una partita che non le ha richiesto di tirar fuori il suo meglio.
Il Geas adesso ha due trasferte ardue a Parma e Umbertide. Sarà più cruciale la partita del 19/12 con Vigarano in casa. La difesa vista ieri, se mantenuta con la compagine emiliana, potrebbe andar bene; c'è però bisogno che Brown aggiusti la mira, perché ieri ha fatto 2/11, e in una squadra che ha già una straniera in meno è complicato averne solo una che segna (Mandache). Alla prima giornata segnò 29 punti contro Orvieto e sembrava che il Geas avesse pescato un asso dal cilindro, o un coniglio nella manica, ma poi non si è più avvicinata a quel livello se non con Cagliari quando ne ha messi 20.
Se lei tornasse a segnare, in aggiunta al ritorno di Gambarini e Laterza, i conti potrebbero quadrare per il Geas.
Nota negativa, l'assenza totale di pubblico veneziano al seguito. Mi ricordavo le orecchie rimbombanti dai cori degli ultras reyerini nel periodo di A1 2008-2011 (insomma quello tra il ritorno del Geas in A1 e la rinuncia di Venezia che precedette di un anno quella sestese), invece ieri una tristezza totale: ai canestri ospiti si sentiva un misero applausino dalla panchina e null'altro. Impietoso confronto con il calore dei luparensi di S. Martino nella partita di un mese fa.
Nel film di Silvia Gottardi si dice che la sinergia col maschile potrebbe aiutare il femminile e un esempio è la Reyer. Mah, può darsi ma a me sembra che là il maschile abbia cannibalizzato l'interesse.
domenica 22 novembre 2015
Mini-riassunto del weekend (+ Zanon a Carugate)
Crema reagisce alla grande alla partenza di Iannucci dominando a Selargius, campo mica facile. Il coach selargiota accusa Crema di non aver voluto rinviare la partita per la convocazione di Ljubenovic in nazionale. Ma pensavo ci fosse lo spostamento d'ufficio. Se si lascia alla discrezionalità delle squadre, s'incappa in problemi. Non si può rimproverare una società se esercita un diritto a suo vantaggio, senza violare regolamenti.
Carugate è riuscita in un'impresa mai realizzata dal Sanga (né da Crema quest'anno), ovvero vincere in casa con Leoni Orsenigo arbitro. Battute a parte, interessante la crescita delle giovani. Il derby col già citato Sanga, del 5 dicembre venturo prossimo, sarà tutto da godersi. :alienff:
Partita della nazionale non molto combattuta (121-38).
Sara Madera, la quindicenne solo per l'anagrafe, segna 21 punti + 13 rimbalzi per 35 di valutazione nel big match vinto da Pordenone su Vicenza. Meglio di Zandalasini alla sua età, tanto per fare paragoni antipatici? Certamente la toscana non ha la bellezza stilistica e l'elevazione aerea del cigno da Broni, tuttavia sembra apparire alla razza delle giocatrici che concretizzano il 100% del loro potenziale, cosa di cui Zanda deve ancora convincere, a mio immodesto giudizio.
Albino passa a Costa con un allungo finale propiziato da Fumagalli (20 punti di cui 17 nell'ultimo quarto) che vince il duello con Maiorano (13 con 5/20 dal campo).
Atroce primo quarto fra Spezia e Salerno ieri: 34-1.
Lucrezia Zanetti e anche Manuela Zanon a Carugate, ritorno in campo a sorpresa. Sono curioso di vedere l'impatto. Di sicuro però la profondità dell'organico è notevole.
Tanto per dettagliare: Ruisi, Beretta, Guarneri, Stabile, Koufogianni, Picco, Colli, Frantini, Zuin, Scarsi, Zanetti, Zanon. Io conto 12 giocatrici competitive. Non sarà un organico da A1 ma mi pare che valga più della mera salvezza...
Carugate è riuscita in un'impresa mai realizzata dal Sanga (né da Crema quest'anno), ovvero vincere in casa con Leoni Orsenigo arbitro. Battute a parte, interessante la crescita delle giovani. Il derby col già citato Sanga, del 5 dicembre venturo prossimo, sarà tutto da godersi. :alienff:
Partita della nazionale non molto combattuta (121-38).
Sara Madera, la quindicenne solo per l'anagrafe, segna 21 punti + 13 rimbalzi per 35 di valutazione nel big match vinto da Pordenone su Vicenza. Meglio di Zandalasini alla sua età, tanto per fare paragoni antipatici? Certamente la toscana non ha la bellezza stilistica e l'elevazione aerea del cigno da Broni, tuttavia sembra apparire alla razza delle giocatrici che concretizzano il 100% del loro potenziale, cosa di cui Zanda deve ancora convincere, a mio immodesto giudizio.
Albino passa a Costa con un allungo finale propiziato da Fumagalli (20 punti di cui 17 nell'ultimo quarto) che vince il duello con Maiorano (13 con 5/20 dal campo).
Atroce primo quarto fra Spezia e Salerno ieri: 34-1.
Lucrezia Zanetti e anche Manuela Zanon a Carugate, ritorno in campo a sorpresa. Sono curioso di vedere l'impatto. Di sicuro però la profondità dell'organico è notevole.
Tanto per dettagliare: Ruisi, Beretta, Guarneri, Stabile, Koufogianni, Picco, Colli, Frantini, Zuin, Scarsi, Zanetti, Zanon. Io conto 12 giocatrici competitive. Non sarà un organico da A1 ma mi pare che valga più della mera salvezza...
mercoledì 18 novembre 2015
Striulli ne ha per tutti
Avevo già segnalato qualche giorno fa l'intervista di Striulli su Basket Magazine per l'accusa ad Albino di essersi voluta accaparrare la famosa partita dell'errore sul referto (accusa che peraltro la società bergamasca aveva smentito nei giorni successivi, cioè ben prima che l'intervista uscisse). Ora torno a segnalarla per due bei siluri rifilati a Ricchini nella doppia veste di coach di Napoli (dove Striulli militava lo scorso anno) e di c.t. uscente.
Sulla stagione a Napoli: "Non è semplice allenarsi duramente e non sentirsi mai gratificati"; sulla nazionale: "Non mi sono mai state date le stesse opportunità che hanno avuto altre, e questo mi è dispiaciuto molto. La sensazione era che, a prescindere da quanto si dimostrasse in campo, determinati posti fossero già stati assegnati. Adesso si è aperto un nuovo ciclo con Capobianco, che speriamo porti entusiasmo a tutti".
Sulla stagione a Napoli: "Non è semplice allenarsi duramente e non sentirsi mai gratificati"; sulla nazionale: "Non mi sono mai state date le stesse opportunità che hanno avuto altre, e questo mi è dispiaciuto molto. La sensazione era che, a prescindere da quanto si dimostrasse in campo, determinati posti fossero già stati assegnati. Adesso si è aperto un nuovo ciclo con Capobianco, che speriamo porti entusiasmo a tutti".
sabato 14 novembre 2015
Prahalis impazza ancora
Prahalis non ripete i 50 punti di settimana scorsa, ma i suoi 32 di oggi forse valgono anche di più (vabbè, diciamo altrettanto), perché in uscita da un cinquantello di solito la volta dopo ti trovi addosso 3 o 4 difensori, e poi l'avversario era notevole, San Martino. Potremmo considerare lei l'mvp finora del "campionato B", ovvero quello che si svolge alle spalle delle prime 4, le quali fanno corsa a sé.
Tra l'altro ho nel frattempo visto Geas-Cagliari, e debbo dire che, se certamente contro una difesa come Schio non avrebbe fatto 50 punti, molti dei suoi canestri erano però contestati come meglio poteva la sua marcatrice di turno. O quantomeno non erano regalati. Una serata di trance agonistica allucinante e in crescendo dal primo all'ultimo quarto.
Tra l'altro ho nel frattempo visto Geas-Cagliari, e debbo dire che, se certamente contro una difesa come Schio non avrebbe fatto 50 punti, molti dei suoi canestri erano però contestati come meglio poteva la sua marcatrice di turno. O quantomeno non erano regalati. Una serata di trance agonistica allucinante e in crescendo dal primo all'ultimo quarto.
martedì 10 novembre 2015
Avvistamento di Ponchiroli e Calastri
Se qualcuno si chiede che fine abbiano fatto Vera Ponchiroli e Alessandra Calastri (quest'ultima fino all'anno scorso attivissima in A2 col Sanga), ecco un'immagine segreta, scattata ieri sera nella palestra di Binzago.
domenica 8 novembre 2015
Mini-riassunto del weekend
Incredibili 50 punti di Prahalis di Cagliari contro il Geas. Credo sia il massimo bottino individuale in A1 dai tempi gloriosi degli anni '90. Ma io non ho visto una mazza perché sono qui bloccato, zorco bio, per impegni inderogabili di famiglia.
A parte questo, Geas adesso nei pasticci ma penso che col ritorno di Gambarini e poi quello di Laterza potrà ritrovare la piena competitività.
Nel resto dell'A1 nessuna sorpresa; Venezia demolisce Napoli che non attraversa un buon momento.
In A2 Nord, Costa beffata sulla sirena dell'overtime da Zimerle che sin lì aveva 0/9 dal campo ma realizza in contropiede da rimbalzo difensivo (visto in streaming col nuovo servizio di Costa). Impresa sfiorata dalla compagine lecchese che era priva di Mistò e Schieppati.
Ieri anche Carugate va vicina a un bel colpo con Pordenone, ma nel finale prevalgono le giovani reyerine con Madera che impressiona ancora (19 + 11 rimba, 25 di valutazione giocando "all around" come dice il comunicato carugatese). Comunque mi pare che la compagine di Puopolo stia crescendo.
A inseguire Broni restano, oltre a Pordenone e Vicenza, pure Selargius e Milano, quest'ultima in rimonta su Albino in un derby difensivo (48-42).
A parte questo, Geas adesso nei pasticci ma penso che col ritorno di Gambarini e poi quello di Laterza potrà ritrovare la piena competitività.
Nel resto dell'A1 nessuna sorpresa; Venezia demolisce Napoli che non attraversa un buon momento.
In A2 Nord, Costa beffata sulla sirena dell'overtime da Zimerle che sin lì aveva 0/9 dal campo ma realizza in contropiede da rimbalzo difensivo (visto in streaming col nuovo servizio di Costa). Impresa sfiorata dalla compagine lecchese che era priva di Mistò e Schieppati.
Ieri anche Carugate va vicina a un bel colpo con Pordenone, ma nel finale prevalgono le giovani reyerine con Madera che impressiona ancora (19 + 11 rimba, 25 di valutazione giocando "all around" come dice il comunicato carugatese). Comunque mi pare che la compagine di Puopolo stia crescendo.
A inseguire Broni restano, oltre a Pordenone e Vicenza, pure Selargius e Milano, quest'ultima in rimonta su Albino in un derby difensivo (48-42).
domenica 1 novembre 2015
Mini-riassunto del weekend
Stavamo per avere un campionato vivo (parlo di A1), con la sconfitta di Ragusa a Umbertide, nonostante l'esordio di Brubrù Brunson, e quella che stava materializzandosi per Schio con Venezia, ma per l'ennesima volta (se non ricordo male) la Reyer è beffata in volata dalle corregionali.
Notevole la vittoria di Cagliari su Torino se si considera che le isolane hanno una panchina (nel senso di giocatrici utilizzabili) composta in tutto e per tutto da Giulia Gombac.
In A2 il Sanga impone la prima sconfitta a Pordenone, con Cubaj tenuta a soli 4 punti dall'arcigna Da Silva che già aveva fatto soffrire Keys contro Vicenza. Maffenini 24 punti + 11 rimba. Milano si candida a far bene anche se la panchina è ancora da far crescere. Broni in testa da sola nel Nord. Al Sud capeggiano Spezia e Ferrara.
Come riuscire a perdere con 21 rimbalzi in attacco contro 11 e 34 recuperi contro 18 perse? Esegue la V. Cagliari contro Carugate. Scibelli 20 rimbalzoni ma 4/19 da 2, Pacilio 5/22 al tiro, Masic 3/16.
Straordinario, "She Got Game" di Silvia Gottardi ha vinto la rassegna internazionale di cinema sportivo nell'ambito della quale è stato proiettato giovedì scorso a Milano.
Notevole la vittoria di Cagliari su Torino se si considera che le isolane hanno una panchina (nel senso di giocatrici utilizzabili) composta in tutto e per tutto da Giulia Gombac.
In A2 il Sanga impone la prima sconfitta a Pordenone, con Cubaj tenuta a soli 4 punti dall'arcigna Da Silva che già aveva fatto soffrire Keys contro Vicenza. Maffenini 24 punti + 11 rimba. Milano si candida a far bene anche se la panchina è ancora da far crescere. Broni in testa da sola nel Nord. Al Sud capeggiano Spezia e Ferrara.
Come riuscire a perdere con 21 rimbalzi in attacco contro 11 e 34 recuperi contro 18 perse? Esegue la V. Cagliari contro Carugate. Scibelli 20 rimbalzoni ma 4/19 da 2, Pacilio 5/22 al tiro, Masic 3/16.
Straordinario, "She Got Game" di Silvia Gottardi ha vinto la rassegna internazionale di cinema sportivo nell'ambito della quale è stato proiettato giovedì scorso a Milano.
lunedì 26 ottobre 2015
[A1] Resoconto di Geas-S. Martino
Per quanto mi concerne ho assistito a Geas-S. Martino. C'era il rischio di una mattanza per le sestesi, rimaste orbate di una straniera (Poston) alla vigilia per risoluzione contrattuale, il tutto oltre alle assenze consuete di Kacerik, Laterza e Gambarini. In sostanza 4 fuori su 10. Ha esordito Rossi ed è stata schierata anche Galli per quasi 10 minuti complice un'uscita momentanea di Mandache per infortunio. Insomma una sfiga dietro l'altra (non compensate dall'indisponibilità di Favento tra le ospiti), eppure a 2' dalla fine ci si ritrovava sul 54-56 e il Geas aveva anche il tiro del pareggio, prima di subire il riallungo finale delle luparensi.
Riavvolgendo all'indietro, anche se sono arrivato a inizio 2° quarto, il Geas giocava per nulla rassegnato e anzi ben più tonico di S. Martino che, forse, incappava nell'errore, non così insolito, di non riuscire ad affondare i colpi contro una squadra palesemente menomata. Forse ha contribuito anche coach Abignente, il quale, come Trapattoni contro la Moldavia, apparentemente s'adeguava all'avversario più debole, facendo partire in quintetto Sbrissa e Filippi come lunghe anziché imporre le torrione Pascalau e Fabbri su un reparto avversario che contava esclusivamente su Ercoli (brava peraltro).
Ma non voglio fare il commissario tecnico della domenica. Fatto sta che la teorica superiorità di S. Martino tardava assai a concretizzarsi (segnavano quasi solo Davis e Pascalau), anzi per tutto il 1° tempo era avanti il Geas, salvo proprio nel finale con il sorpasso a +1; peraltro bruttino il 2° quarto con un 6-9 di parziale.
Nel 3° quarto tornavano a scaldarsi le mani con un duello di triple (il Geas era comprensibilmente a zona), vinto ai punti da S. Martino con 4 missili a 3; in più S. Martino innescava Fabbri che, dopo un paio d'errori da mani nei capelli (una di quasi 2 metri che da sotto fa un cross al di là del ferro è brutto da vedersi), si riscattava con un coast-to-coast su palla rubata per il +11.
A inizio ultimo quarto, sembrava tutto finito sul +14 ospite (42-56 al 32'), ma sorprendentemente S. Martino staccava la spina e il Geas, caparbio, senza parziali clamorosi ma con tenacia da formichina, passando a uomo con un quintetto piccolo, rosicchiava punto su punto, aiutato da Pascalau che si produceva in due assurdi falli di frustrazione dopo intercetto della difesa di casa, il secondo dei quali antisportivo, regalando 2 liberi segnati da Brown la quale poi (e torniamo da dove eravamo partiti) aveva anche il tiro del pareggio ma lo falliva.
Da lì S. Martino si scuoteva, trovando una tripla dall'angolo di Filippi che cavava il fuoco dalle castagne. Poi un paio di rimpalli favorevoli alle ospiti che ne ricavavano un canestro di Fabbri (56-61). A quel punto i miracoli del Geas erano esauriti e si finiva 56-65.
Insomma il Geas da applaudire per l'orgoglio ma chiaramente si auspica che possa puntellare l'organico, in attesa che torni qualche assente; al completo potrebbe vedersi qualcosa d'interessante. Barberis ancora ottima, 15 punti e 10 rimbalzi per 25 di valutazione (ormai non mi sorprendo più); c'è bisogno che Brown ritrovi la vena realizzativa della prima giornata, perché è vero che ieri ha fatto 8 rimbalzi, 6 recuperi e 6 assist (mica poco), però tanti ferri presi al tiro (4/16) e se non segna lei la coperta sestese si fa davvero corta.
S. Martino vincente ma non promossa come giuoco, anche se, come sempre, contano i due punti e i due punti li ha fatti.
Bella cornice di pubblico grazie anche al folto settore ospiti.
Riavvolgendo all'indietro, anche se sono arrivato a inizio 2° quarto, il Geas giocava per nulla rassegnato e anzi ben più tonico di S. Martino che, forse, incappava nell'errore, non così insolito, di non riuscire ad affondare i colpi contro una squadra palesemente menomata. Forse ha contribuito anche coach Abignente, il quale, come Trapattoni contro la Moldavia, apparentemente s'adeguava all'avversario più debole, facendo partire in quintetto Sbrissa e Filippi come lunghe anziché imporre le torrione Pascalau e Fabbri su un reparto avversario che contava esclusivamente su Ercoli (brava peraltro).
Ma non voglio fare il commissario tecnico della domenica. Fatto sta che la teorica superiorità di S. Martino tardava assai a concretizzarsi (segnavano quasi solo Davis e Pascalau), anzi per tutto il 1° tempo era avanti il Geas, salvo proprio nel finale con il sorpasso a +1; peraltro bruttino il 2° quarto con un 6-9 di parziale.
Nel 3° quarto tornavano a scaldarsi le mani con un duello di triple (il Geas era comprensibilmente a zona), vinto ai punti da S. Martino con 4 missili a 3; in più S. Martino innescava Fabbri che, dopo un paio d'errori da mani nei capelli (una di quasi 2 metri che da sotto fa un cross al di là del ferro è brutto da vedersi), si riscattava con un coast-to-coast su palla rubata per il +11.
A inizio ultimo quarto, sembrava tutto finito sul +14 ospite (42-56 al 32'), ma sorprendentemente S. Martino staccava la spina e il Geas, caparbio, senza parziali clamorosi ma con tenacia da formichina, passando a uomo con un quintetto piccolo, rosicchiava punto su punto, aiutato da Pascalau che si produceva in due assurdi falli di frustrazione dopo intercetto della difesa di casa, il secondo dei quali antisportivo, regalando 2 liberi segnati da Brown la quale poi (e torniamo da dove eravamo partiti) aveva anche il tiro del pareggio ma lo falliva.
Da lì S. Martino si scuoteva, trovando una tripla dall'angolo di Filippi che cavava il fuoco dalle castagne. Poi un paio di rimpalli favorevoli alle ospiti che ne ricavavano un canestro di Fabbri (56-61). A quel punto i miracoli del Geas erano esauriti e si finiva 56-65.
Insomma il Geas da applaudire per l'orgoglio ma chiaramente si auspica che possa puntellare l'organico, in attesa che torni qualche assente; al completo potrebbe vedersi qualcosa d'interessante. Barberis ancora ottima, 15 punti e 10 rimbalzi per 25 di valutazione (ormai non mi sorprendo più); c'è bisogno che Brown ritrovi la vena realizzativa della prima giornata, perché è vero che ieri ha fatto 8 rimbalzi, 6 recuperi e 6 assist (mica poco), però tanti ferri presi al tiro (4/16) e se non segna lei la coperta sestese si fa davvero corta.
S. Martino vincente ma non promossa come giuoco, anche se, come sempre, contano i due punti e i due punti li ha fatti.
Bella cornice di pubblico grazie anche al folto settore ospiti.
domenica 25 ottobre 2015
[A2] Resoconto Sanga Mi-Vicenza
Ho assistito alla partita di A2 Nord tra Sanga Milano e Vicenza: impresa per la compagine lombarda che ferma in volata (58-55) una delle maggiori favorite del girone.
Va premesso che è stato un piacere tornare al PalaIseo di Affori, restituito alla cittadinanza due settimane fa dopo 4 anni di chiusura per incendio doloso provocato dalla 'ndrangheta (secondo gli inquirenti; giammai vorrei infangare ingiustamente l'organizzazione). L'ultima volta che ero venuto là fu nel dicembre 2009, se non erro, in occasione di una "tavola rotonda" sul femminile organizzata da Franz Pinotti, alla quale partecipò pure Aldo Corno, il quale sedeva oggi sulla panchina di Vicenza. Subito dopo, il Sanga si trasferì a Pessano e poi al PalaGiordani dal 2010/11.
Altro motivo d'interesse nel contorno, l'eventuale incursione del gruppo ultras "scomunicato" (e pure denunciato) da Franz Pinotti dopo il fumogeno a Broni. Ma non si è visto nessuno, e un po' era strano l'effetto di una partita di Milano senza il rimbombare delle voci dell'agitato drappello, che non ne aveva saltata una dal dicembre 2012, quando s'appalesò per la prima volta.
Sul versante agonistico, molto onore al Sanga che ha fatto tutto quello che doveva fare per annullare il teorico divario a suo svantaggio: difesa intensa, attacco in controllo a parte qualche momento di scarsa lucidità, resistenza notevole pur con rotazioni ben più ristrette rispetto a Vicenza (0 punti dalla panca contro 28, 22 minuti contro 85). Un quintetto ben bilanciato, con la portoghese Da Silva stasera un po' sprecona in fase di conclusione, ma solidissima in difesa dove ha reso la vita difficile a Keys.
Il problema di Vicenza è stato che a parte Stoppa (18 punti con 7/10) nessuna ha giocato in modo convincente. Keys e Ramon a sprazzi, Zimerle solo due triple nel finale anche se non insufficiente, male soprattutto Pegoraro, la quale forse, avendo fatto piangere Milano 3 anni fa in finale con S. Martino di Lupari, ha deciso di restituirle qualcosa, finendo con 0 punti (anche se a me ne risultano 2), 0/8 dal campo e un'inspiegabile decisione sull'ultima palla, quando sul -3 a non ha tirato dall'arco, passandola invece in area a Keys che ha subìto fallo, ma a 1 secondo dalla fine. La figlia d'arte ha sbagliato il primo libero, poi il secondo apposta, ma in ogni caso in 1 secondo era impossibile prendere il rimbalzo, passarla fuori e tirare da 3.
In precedenza era stata Da Silva a segnare dal limite dall'area sul lato destro il 57-55, vanificando una tripla di Ramon che aveva fatto 55-55.
Vicenza avanti per la maggior parte del tempo, ma mai scappando a parte un +7 nel 2° quarto. Milano sempre tenace nel tornare a contatto e, per brevi momenti, sorpassare. Decisive l'ex Martelliano nel 2° quarto, unica a segnare nel momento di blackout meneghino (8 punti tutti suoi nella frazione), e Maffenini nella ripresa; Pozzecco (15 punti) la più continua, con 2 triple nell'ultimo quarto.
Corno ha provato la zone-press nel finale ma senza esito tranne un recupero però non concretizzato.
Vicenza avrebbe forse dovuto correre un po' di più, per sfruttare la profondità, ma con tre elementi non giovanissimi non ha, probabilmente, i mezzi per giocare alla garibaldina anziché a ritmi compassati. Ma il Sanga si è preparato bene e ha eseguito i piani, sopravvivendo a un 8/31 al tiro nella prima metà (Vicenza era vicina al 50% ma ha ricavato solo un +5) per poi accendersi con le fiammate del suo quintetto, compresa una Picotti che non abbiamo citato sin qui, meno appariscente, ma anche lei importante.
In generale due squadre che, dopo i tanti cambiamenti estivi, devono cercare ancora la messa a punto, ma il Sanga ha fatto una migliore impressione sul piano dello spirito, dell'agonismo.
Va premesso che è stato un piacere tornare al PalaIseo di Affori, restituito alla cittadinanza due settimane fa dopo 4 anni di chiusura per incendio doloso provocato dalla 'ndrangheta (secondo gli inquirenti; giammai vorrei infangare ingiustamente l'organizzazione). L'ultima volta che ero venuto là fu nel dicembre 2009, se non erro, in occasione di una "tavola rotonda" sul femminile organizzata da Franz Pinotti, alla quale partecipò pure Aldo Corno, il quale sedeva oggi sulla panchina di Vicenza. Subito dopo, il Sanga si trasferì a Pessano e poi al PalaGiordani dal 2010/11.
Altro motivo d'interesse nel contorno, l'eventuale incursione del gruppo ultras "scomunicato" (e pure denunciato) da Franz Pinotti dopo il fumogeno a Broni. Ma non si è visto nessuno, e un po' era strano l'effetto di una partita di Milano senza il rimbombare delle voci dell'agitato drappello, che non ne aveva saltata una dal dicembre 2012, quando s'appalesò per la prima volta.
Sul versante agonistico, molto onore al Sanga che ha fatto tutto quello che doveva fare per annullare il teorico divario a suo svantaggio: difesa intensa, attacco in controllo a parte qualche momento di scarsa lucidità, resistenza notevole pur con rotazioni ben più ristrette rispetto a Vicenza (0 punti dalla panca contro 28, 22 minuti contro 85). Un quintetto ben bilanciato, con la portoghese Da Silva stasera un po' sprecona in fase di conclusione, ma solidissima in difesa dove ha reso la vita difficile a Keys.
Il problema di Vicenza è stato che a parte Stoppa (18 punti con 7/10) nessuna ha giocato in modo convincente. Keys e Ramon a sprazzi, Zimerle solo due triple nel finale anche se non insufficiente, male soprattutto Pegoraro, la quale forse, avendo fatto piangere Milano 3 anni fa in finale con S. Martino di Lupari, ha deciso di restituirle qualcosa, finendo con 0 punti (anche se a me ne risultano 2), 0/8 dal campo e un'inspiegabile decisione sull'ultima palla, quando sul -3 a non ha tirato dall'arco, passandola invece in area a Keys che ha subìto fallo, ma a 1 secondo dalla fine. La figlia d'arte ha sbagliato il primo libero, poi il secondo apposta, ma in ogni caso in 1 secondo era impossibile prendere il rimbalzo, passarla fuori e tirare da 3.
In precedenza era stata Da Silva a segnare dal limite dall'area sul lato destro il 57-55, vanificando una tripla di Ramon che aveva fatto 55-55.
Vicenza avanti per la maggior parte del tempo, ma mai scappando a parte un +7 nel 2° quarto. Milano sempre tenace nel tornare a contatto e, per brevi momenti, sorpassare. Decisive l'ex Martelliano nel 2° quarto, unica a segnare nel momento di blackout meneghino (8 punti tutti suoi nella frazione), e Maffenini nella ripresa; Pozzecco (15 punti) la più continua, con 2 triple nell'ultimo quarto.
Corno ha provato la zone-press nel finale ma senza esito tranne un recupero però non concretizzato.
Vicenza avrebbe forse dovuto correre un po' di più, per sfruttare la profondità, ma con tre elementi non giovanissimi non ha, probabilmente, i mezzi per giocare alla garibaldina anziché a ritmi compassati. Ma il Sanga si è preparato bene e ha eseguito i piani, sopravvivendo a un 8/31 al tiro nella prima metà (Vicenza era vicina al 50% ma ha ricavato solo un +5) per poi accendersi con le fiammate del suo quintetto, compresa una Picotti che non abbiamo citato sin qui, meno appariscente, ma anche lei importante.
In generale due squadre che, dopo i tanti cambiamenti estivi, devono cercare ancora la messa a punto, ma il Sanga ha fatto una migliore impressione sul piano dello spirito, dell'agonismo.
lunedì 19 ottobre 2015
[A1] Resoconto di Geas-Torino
Ieri ho assistito a Geas-Torino, ritorno dell'A1 su suolo sestese dopo 20 anni salvo un occasionale Geas-Schio nel 2012. Pubblico non da tutto esaurito ma piuttosto numeroso; purtroppo non è realistico aspettarsi che l'A1 da queste parti moltiplichi le presenze. Strana sensazione rivedere due squadre che hanno battagliato spesso e volentieri in A2 e A3 negli ultimi 3 anni, con l'aggiunta ora delle straniere.
Partita a due volti: il primo durato 12 minuti di brillante supremazia Geas (massimo +13), il secondo di predominio torinese che ha portato dapprima a un riavvicinamento non rapidissimo ma costante (+2 Geas all'intervallo), poi a un allungo perentorio delle suddite degli Agnelli, che di fatto a fine 3° quarto avevano chiuso il discorso, magari non in termini numerici (erano a +12) ma come impressione di aver messo alle corde l'avversario. Infatti poco dopo si è giunti sino a +20, il Geas non ne aveva più ed è finita 58-75. Drastico il calo sestese sui due versanti: in attacco non entrava più nulla, in difesa venivano concessi tanti appoggi al ferro e secondi-terzi tiri.
Il Geas ha pagato, ovviamente, l'organico risicato in assenza di Kacerik, Laterza e Gambarini (nella seconda parte di stagione potrebbe diventare una squadra ben profonda), ma forse ancor di più, nella circostanza, la giornata opaca di Brown, che a parte uno sprazzo tardivo ha collezionato ferri su ferri (4/15), e quella anonima di Poston (pochi palloni e pochi tiri), in contrasto con le prestazioni devastanti delle due americane di Torino, la piccola Anderson e la lunga Smith, che hanno dominato in tutti i modi. Se giocano sempre così, Torino può essere da prime 8.
Mandache ha fatto meglio di Sotiriou nel confronto fra terze straniere, ma è calata dopo un grande inizio. Tra le italiane, nonostante qualche sprazzetto di Puliti, Ntumba e Quarta ha fatto meglio il Geas, con un'Ercoli quantomeno combattiva e soprattutto con una Barberis che non finisce mai di stupire, perché ogni volta che arriva in una categoria c'è scetticismo sulla sua possibilità di adattarsi, e invece lei come una spugna sembra assorbire quello che serve per emergere nel nuovo livello raggiunto. Ieri 19 punti, 10 falli subiti, 6 rimbalzi, certo avvantaggiata dal non dover duellare direttamente contro americane com'è capitato ad esempio ad Arturi, però mannaggia che agonista che è. Talenti inespressi, che fate 10 movimenti stilisticamente leggiadri ma stringi stringi cavate pochi ragni dal buco, prendete esempio da lei che invece distilla concretezza da ogni poro del suo metro e 75 che va a tirare nelle aree di A1 come se niente fosse.
Nota a margine per Madda Ntumba, autrice di una prova generosa come di consueto, ma macchiata da un 1/9 ai liberi inspiegabile per una che in quella palestra c'è cresciuta, anche se forse ai suoi tempi i ferri erano diversi...
Partita a due volti: il primo durato 12 minuti di brillante supremazia Geas (massimo +13), il secondo di predominio torinese che ha portato dapprima a un riavvicinamento non rapidissimo ma costante (+2 Geas all'intervallo), poi a un allungo perentorio delle suddite degli Agnelli, che di fatto a fine 3° quarto avevano chiuso il discorso, magari non in termini numerici (erano a +12) ma come impressione di aver messo alle corde l'avversario. Infatti poco dopo si è giunti sino a +20, il Geas non ne aveva più ed è finita 58-75. Drastico il calo sestese sui due versanti: in attacco non entrava più nulla, in difesa venivano concessi tanti appoggi al ferro e secondi-terzi tiri.
Il Geas ha pagato, ovviamente, l'organico risicato in assenza di Kacerik, Laterza e Gambarini (nella seconda parte di stagione potrebbe diventare una squadra ben profonda), ma forse ancor di più, nella circostanza, la giornata opaca di Brown, che a parte uno sprazzo tardivo ha collezionato ferri su ferri (4/15), e quella anonima di Poston (pochi palloni e pochi tiri), in contrasto con le prestazioni devastanti delle due americane di Torino, la piccola Anderson e la lunga Smith, che hanno dominato in tutti i modi. Se giocano sempre così, Torino può essere da prime 8.
Mandache ha fatto meglio di Sotiriou nel confronto fra terze straniere, ma è calata dopo un grande inizio. Tra le italiane, nonostante qualche sprazzetto di Puliti, Ntumba e Quarta ha fatto meglio il Geas, con un'Ercoli quantomeno combattiva e soprattutto con una Barberis che non finisce mai di stupire, perché ogni volta che arriva in una categoria c'è scetticismo sulla sua possibilità di adattarsi, e invece lei come una spugna sembra assorbire quello che serve per emergere nel nuovo livello raggiunto. Ieri 19 punti, 10 falli subiti, 6 rimbalzi, certo avvantaggiata dal non dover duellare direttamente contro americane com'è capitato ad esempio ad Arturi, però mannaggia che agonista che è. Talenti inespressi, che fate 10 movimenti stilisticamente leggiadri ma stringi stringi cavate pochi ragni dal buco, prendete esempio da lei che invece distilla concretezza da ogni poro del suo metro e 75 che va a tirare nelle aree di A1 come se niente fosse.
Nota a margine per Madda Ntumba, autrice di una prova generosa come di consueto, ma macchiata da un 1/9 ai liberi inspiegabile per una che in quella palestra c'è cresciuta, anche se forse ai suoi tempi i ferri erano diversi...
domenica 18 ottobre 2015
Il netball
Ho scoperto qualche giorno fa l'esistenza del netball. Non so quanti in Italia lo conoscano, ma pare che sia molto popolare nei paesi del Commonwealth, cioè Gran Bretagna e soprattutto Australia e Nuova Zelanda. Potremmo anche fregarcene se non fosse che il netball è una variante del basket ed è praticato soprattutto dalle donne. Le differenze non sono poche: il canestro è privo di tabellone; se ben capisco non si può palleggiare, quindi il movimento-palla avviene in modo simile alla pallamano; mi pare poi che ci sia un'area in cui solo alcune giocatrici possono entrare; i canestri valgono 1 punto.
Il contatto fisico è sicuramente inferiore al basket normale e infatti le giocatrici hanno un fisico più sottile, quasi da pallavoliste. La divisa da gioco è il body-gonnellino che s'era visto anche nel nostro basket in qualche esperimento anni or sono. Chissà, forse se importassimo il netball in Italia funzionerebbe meglio del basket presso le nostre femminucce poco amanti delle botte da orbi e dei fisici massicci.
Comunque più delle chiacchiere conviene mostrare un esempio di partita di netball: questa è la finale dei Mondiali 2011 tra Australia e Nuova Zelanda.
Il contatto fisico è sicuramente inferiore al basket normale e infatti le giocatrici hanno un fisico più sottile, quasi da pallavoliste. La divisa da gioco è il body-gonnellino che s'era visto anche nel nostro basket in qualche esperimento anni or sono. Chissà, forse se importassimo il netball in Italia funzionerebbe meglio del basket presso le nostre femminucce poco amanti delle botte da orbi e dei fisici massicci.
Comunque più delle chiacchiere conviene mostrare un esempio di partita di netball: questa è la finale dei Mondiali 2011 tra Australia e Nuova Zelanda.
lunedì 12 ottobre 2015
Resoconti Mariano-Giussano (B) e Costa-V. Cagliari (A2)
In questo assolato e caldo weeekend d'ottobre, anziché andare a raccoglier castagne sono andato a vedere due partite. Sabato, in B lombarda, che con la scomparsa dell'A3 è ulteriormente salita di livello, c'era un saporito derby brianzolo tra Mariano Comense e Giussano; varie giocatrici ex dei campionati nazionali su ambo i fronti, fra cui Bossi, Chiara Pozzi, Mandonico (Mariano), Capiaghi, Bussola, De Cristofaro, Cotti (Giussano). Davanti a una centocinquantina di persone vince Mariano che era sotto di 9 a metà 2° quarto, si porta avanti di 7 nel terzo, viene raggiunta un paio di volte ma riallunga con canestri decisivi di "Scricci" Zanotti nel finale, proprio lei che sbagliò il tiro decisivo nella finale dell'ultimo torneo di Binzago, fantasma che sicuramente la perseguita di notte.
Domenica, ovvero ieri, sono andato a Costamasnaga-Virtus Cagliari, debutto in A2 della compagine brianzola dopo quasi 20 anni. Causa una gara ciclistica tra i coglioni giungevo a partita iniziata da 3 minuti e purtroppo già finita, in quanto Costa si era già portata sull'11-0, arrotondato poi a 16-0, e buonanotte al secchio. Cagliari, senza Scibelli, era in versione "turismo lombardo" (purtroppo una sua costante negli ultimi anni), eccettuata un'onorevole Pacilio, e salvo un mini-riavvicinamento nel 2° quarto non era mai in grado di giocarsela, finendo schiantata 72-40. Maiorano brillante con 22 punti e una forma apparentemente perfetta; probabile che l'A2 le calzi ancor meglio della più ruvida A3. Ma bene tutta Costa, da Canova alle confermate. Da rivedere, chiaro, contro avversarie più solide, a partire da Crema domenica prossima.
Domenica, ovvero ieri, sono andato a Costamasnaga-Virtus Cagliari, debutto in A2 della compagine brianzola dopo quasi 20 anni. Causa una gara ciclistica tra i coglioni giungevo a partita iniziata da 3 minuti e purtroppo già finita, in quanto Costa si era già portata sull'11-0, arrotondato poi a 16-0, e buonanotte al secchio. Cagliari, senza Scibelli, era in versione "turismo lombardo" (purtroppo una sua costante negli ultimi anni), eccettuata un'onorevole Pacilio, e salvo un mini-riavvicinamento nel 2° quarto non era mai in grado di giocarsela, finendo schiantata 72-40. Maiorano brillante con 22 punti e una forma apparentemente perfetta; probabile che l'A2 le calzi ancor meglio della più ruvida A3. Ma bene tutta Costa, da Canova alle confermate. Da rivedere, chiaro, contro avversarie più solide, a partire da Crema domenica prossima.
sabato 10 ottobre 2015
A2 - prospettive delle 6 lombarde
Inizia oggi l'A2. In Lombardia il precampionato, che con una buona idea è stato messo in comune nella "Coppa Lombardia" che ha consentito di mettere a confronto tutte e 6 le squadre in un clima non proprio da campionato ma almeno da amichevole competitiva, ha proposto Broni come favorita del girone insieme probabilmente a Vicenza. Albino, seconda, nonostante il cambio di panchina sembra poter sfruttare le basi dello scorso anno da matricola, e in più ha due innesti azzeccati come Silva e Bedalov. Crema forse non ha brillato in quella coppa ma in compenso è arrivata in finale al "Pasquini" settimana scorsa; Veinberga e Iannucci sono due buone "pesche"; è partita una colonna come Capoferri però anche in questo caso il gruppo non è stravolto rispetto agli anni scorsi.
Milano invece ha cambiato quasi tutto (in pratica tranne Maffenini) ma è parsa già a buon livello, arrivando terza; certo in questo momento è un laboratorio sperimentale, con 16 giocatrici da cui poi lo staff dovrà estrarre la formula migliore, però Da Silva, la lunga portoghese, promette bene, poi Picotti, Pozzecco e Martelliano non si scoprono certo ora a livello di A2.
Costamasnaga è sì matricola, con i difetti del caso, però ha un roster fatto tutt'altro che di esordienti in A2, come Maiorano, Tagliabue, Canova, Schieppati, Pozzi, Meroni, pure Mistò che da giovanissima militò a Cremona.
Carugate ha perso 3 partite su 3 in coppa e anche la scorsa settimana con Milano nel trofeo casalingo, però anche nel suo caso i nomi non sono certo malaccio, da Stabile-Frantini (uniche rimaste tra le senior) alla "meglio gioventù" Beretta-Colli-Ruisi, più varie altre novità. Da valutare l'impatto della greca Koufogianni.
Sarà interessante vedere, fra due squadre rifatte da fondo a cima come Sanga e appunto Carugate, chi dimostrerà di aver pescato meglio e/o di saper cucinare la miglior pietanza nel corso dell'anno.
Insomma c'è di che divertirsi.
Milano invece ha cambiato quasi tutto (in pratica tranne Maffenini) ma è parsa già a buon livello, arrivando terza; certo in questo momento è un laboratorio sperimentale, con 16 giocatrici da cui poi lo staff dovrà estrarre la formula migliore, però Da Silva, la lunga portoghese, promette bene, poi Picotti, Pozzecco e Martelliano non si scoprono certo ora a livello di A2.
Costamasnaga è sì matricola, con i difetti del caso, però ha un roster fatto tutt'altro che di esordienti in A2, come Maiorano, Tagliabue, Canova, Schieppati, Pozzi, Meroni, pure Mistò che da giovanissima militò a Cremona.
Carugate ha perso 3 partite su 3 in coppa e anche la scorsa settimana con Milano nel trofeo casalingo, però anche nel suo caso i nomi non sono certo malaccio, da Stabile-Frantini (uniche rimaste tra le senior) alla "meglio gioventù" Beretta-Colli-Ruisi, più varie altre novità. Da valutare l'impatto della greca Koufogianni.
Sarà interessante vedere, fra due squadre rifatte da fondo a cima come Sanga e appunto Carugate, chi dimostrerà di aver pescato meglio e/o di saper cucinare la miglior pietanza nel corso dell'anno.
Insomma c'è di che divertirsi.
lunedì 5 ottobre 2015
Aggiornamento Wnba (finali)
Indiana ha espugnato il terreno di Minnesota e ora mena 1-0 nelle finali Wnba. Ricordiamo che nella compagine minnesotense c'è Brunson che è attesa da Ragusa quando avrà terminato, immagino non in tempo per debuttare già domenica.
aggiunta del 10/10:
In Associazione Nazionale Pallacanestro Donne (= Wnba) Minnesota espugna Indiana, 77-80, e conduce ora 2-1 nella serie finale. Se si allunga alla quinta, forse Rebekkona Brunson dovrà saltare un'altra partita di Ragusa oltre a quella di domani col Geas.
aggiunta del 13/10:
Finale Wnba, si va a gara5: Indiana pareggia 75-69 su Minnesota. Piange Ragusa che dovrà fare ancora a meno di Rerè Brunson.
Intanto gara-3, non l'avevamo precisato, si era risolta con una prodezza allo scadere di Maya Moore.
aggiunta del 10/10:
In Associazione Nazionale Pallacanestro Donne (= Wnba) Minnesota espugna Indiana, 77-80, e conduce ora 2-1 nella serie finale. Se si allunga alla quinta, forse Rebekkona Brunson dovrà saltare un'altra partita di Ragusa oltre a quella di domani col Geas.
aggiunta del 13/10:
Finale Wnba, si va a gara5: Indiana pareggia 75-69 su Minnesota. Piange Ragusa che dovrà fare ancora a meno di Rerè Brunson.
Intanto gara-3, non l'avevamo precisato, si era risolta con una prodezza allo scadere di Maya Moore.
sabato 3 ottobre 2015
Premi di Lega per la scorsa stagione
Intanto si apprendono i premi di Lega per il 2014/15: per l'A1 Macchi, Ugoka e Tagliamento, per l'A2 Arturi, Rulli e Vespignani (strano però il criterio di premiare in base ai gironi di prima fase, cioè fino a dicembre).
Allenatori Molino e Zanotti (in questo caso premio unico).
Brugnaro si porta a casa il premio di miglior dirigente. Non so se ha avuto tempo di passare a ritirarlo o era impegnato a continuare la polemica con Elton John, giacché adesso ha affari più importanti di cui occuparsi.
Allenatori Molino e Zanotti (in questo caso premio unico).
Brugnaro si porta a casa il premio di miglior dirigente. Non so se ha avuto tempo di passare a ritirarlo o era impegnato a continuare la polemica con Elton John, giacché adesso ha affari più importanti di cui occuparsi.
giovedì 24 settembre 2015
Mabel Bocchi intervistata da "Avvenire"
A proposito di visioni del mondo da parte di cestiste... la scorsa settimana "Avvenire", il quotidiano dei vescovi, ha dedicato una pagina intera a un'intervista a Mabel Bocchi. Essendo uscita all'indomani dell'eliminazione dell'Italia maschile, il primo argomento è proprio quello e lei punta il dito contro questa "generazione dei selfie", giocatori superficiali e individualisti, che Pianigiani non è riuscito a disciplinare. Dopodiché ci si allarga sul mondo in generale, lei s'ìndigna per come i profughi vengano maltrattati e in sostanza dipinge l'Italia come un paese laido e infame. Questo il riassunto, non voglio banalizzare, Mabel Bocchi è sempre Mabel Bocchi.
martedì 22 settembre 2015
Aggiornamento Wnba - playoff
Aggiornamento Wnba. Siamo al primo turno di playoff; due squadre l'hanno già superato: Indiana a Est, eliminando Chicago di Delle Donne che ha segnato invano 40 punti in gara-3 persa 89-100 in casa; e Phoenix a Ovest, con il torrione Griner che ha rifilato 16 stoppate in due partite. Costrette alla "bella" le due primatiste di regular season: New York contro Washington e Minnesota contro Los Angeles.
Brutte notizie purtroppo sul piano del seguito: la stagione regolare ha fatto registrare il minimo storico di pubblico alle partite (7300 di media; sembra tanto ma da loro è poco), non un crollo ma comunque un calo. Il peggio peraltro non è questo bensì dover leggere, nei siti che riportano la notizia, i commenti beceri degli utenti, che sfottono il basket femminile al punto da far rimpiangere la cultura sportiva italiana. Del resto, la plebe Usa ha appena eletto la lottatrice circense Ronda Rousey "miglior sportiva di tutti i tempi"...
PS: per fare un paragone, la lega professionistica di calcio Usa (NWSL) ha avuto 5000 spettatori di media per la stagione 2015, quindi meno della Wnba. Risulta però in crescita.
aggiunta 24/9:
In Wnba sono iniziate le finali di Conferenza. New York e Minnesota, le teste di serie n°1, se la sono cavata nelle rispettive gare-3 di semifinale; New York ora è già 1-0 su Indiana mentre deve ancora iniziare la serie tra Minnesota di Maya Moore e Phoenix di Brittney Griner.
aggiunta 29/9:
Intanto in Wnba Minnesota detronizza Phoenix eliminandola 2-0 con 40 punti di Maya Moore in gara-2 ma anche, pare, una chiamata arbitrale erronea che ha causato la sconfitta della squadra di Brittney Griner che era campione uscente.
L'altra finalista si avrà stasera dalla decisiva G3 fra New York e Indiana.
aggiunta 30/9:
In Wnba è Indiana la seconda finalista: New York, prima in stagione regolare all'Est, crolla in casa in gara-3 di semifinale: 51-66. Resta tabù il titolo per la compagine nuovayorchese, credo l'unica delle franchigie storiche a non averlo mai vinto. L'altra finalista è Minnesota.
Brutte notizie purtroppo sul piano del seguito: la stagione regolare ha fatto registrare il minimo storico di pubblico alle partite (7300 di media; sembra tanto ma da loro è poco), non un crollo ma comunque un calo. Il peggio peraltro non è questo bensì dover leggere, nei siti che riportano la notizia, i commenti beceri degli utenti, che sfottono il basket femminile al punto da far rimpiangere la cultura sportiva italiana. Del resto, la plebe Usa ha appena eletto la lottatrice circense Ronda Rousey "miglior sportiva di tutti i tempi"...
PS: per fare un paragone, la lega professionistica di calcio Usa (NWSL) ha avuto 5000 spettatori di media per la stagione 2015, quindi meno della Wnba. Risulta però in crescita.
aggiunta 24/9:
In Wnba sono iniziate le finali di Conferenza. New York e Minnesota, le teste di serie n°1, se la sono cavata nelle rispettive gare-3 di semifinale; New York ora è già 1-0 su Indiana mentre deve ancora iniziare la serie tra Minnesota di Maya Moore e Phoenix di Brittney Griner.
aggiunta 29/9:
Intanto in Wnba Minnesota detronizza Phoenix eliminandola 2-0 con 40 punti di Maya Moore in gara-2 ma anche, pare, una chiamata arbitrale erronea che ha causato la sconfitta della squadra di Brittney Griner che era campione uscente.
L'altra finalista si avrà stasera dalla decisiva G3 fra New York e Indiana.
aggiunta 30/9:
In Wnba è Indiana la seconda finalista: New York, prima in stagione regolare all'Est, crolla in casa in gara-3 di semifinale: 51-66. Resta tabù il titolo per la compagine nuovayorchese, credo l'unica delle franchigie storiche a non averlo mai vinto. L'altra finalista è Minnesota.
sabato 12 settembre 2015
Il sondaggio Espn sulla miglior sportiva scade nel ridicolo
La clamorosa sconfitta di Serena Williams ieri sera contro la nostra grande Vinci mi ha fatto ricordare di quel sondaggio della ESPN per la "miglior sportiva di sempre" che avevamo lasciato ai quarti di finale con Taurasi e Leslie impegnate a difendere la bandiera del basket. Purtroppo il sondaggio è scaduto nel ridicolo con Taurasi eliminata da Ronda Rousey, la lottatrice di arti marziali miste che è il personaggio del momento ma che, dal punto di vista sportivo, è come se Hulk Hogan (il celebre wrestler anni '80) forse eletto miglior sportivo maschio della storia...
La finale è tra Serena Williams e proprio Rousey che il pubblico, non pago dell'abominio commesso, ha fatto vincere anche in semifinale contro Florence Griffith, la velocista che aveva eliminato Lisa Leslie nei quarti e che, tralasciando le ombre di doping mai dimostrato, era pur sempre alfiera di uno sport nobile come l'atletica.
A questo punto c'è solo da sperare che vinca Serena Williams anche se, dopo ieri, perderà consensi visto che è sfumato il "grande slam". Altrimenti questo sondaggio va sepolto. Sarebbe una cosa terrificante, come se le Spice Girls fossero elette miglior gruppo rock della storia battendo i Beatles o i Rolling Stones...
(aggiunta del 18/9):
Lo immaginavo, il ridicolo è compiuto. Ha vinto Ronda Rousey. Secondo il pubblico americano, tra tutte le sportive di tutti i tempi e di tutte le nazioni, la migliore è una tipa che in carriera ha vinto un bronzo olimpico nel judo e riempito di botte una decina di avversarie di una disciplina praticata da una ventina di atlete sì e no.
(aggiunta del 15/11):
Avete presente quel sondaggio per la "miglior sportiva della storia", organizzato a settembre dall'americana Espn, che avevo preso sul serio finché non è scaduto nel ridicolo incoronando Ronda Rousey, la lottatrice di "mixed martial arts", che è una roba poco diversa dal wrestling, in cui i meriti di costei, a parte essere gnocca, erano quelli di aver vinto una decina di combattimenti?
Ebbene, la tipa ieri è stata schienata duramente, avendo forse trovato la prima avversaria seria. E questa sarebbe la miglior sportiva della storia? Ma andate a cagare nel senso pieno del termine. Gente che eleggerebbe le Spice Girls (o non so chi vada per la maggiore adesso) come miglior gruppo rock della storia.
La prossima volta, tamarri americani, scegliete qualcuno serio. Non dico per forza una cestista ma Serena Williams, la Graf, la Comaneci, gente così.
La finale è tra Serena Williams e proprio Rousey che il pubblico, non pago dell'abominio commesso, ha fatto vincere anche in semifinale contro Florence Griffith, la velocista che aveva eliminato Lisa Leslie nei quarti e che, tralasciando le ombre di doping mai dimostrato, era pur sempre alfiera di uno sport nobile come l'atletica.
A questo punto c'è solo da sperare che vinca Serena Williams anche se, dopo ieri, perderà consensi visto che è sfumato il "grande slam". Altrimenti questo sondaggio va sepolto. Sarebbe una cosa terrificante, come se le Spice Girls fossero elette miglior gruppo rock della storia battendo i Beatles o i Rolling Stones...
(aggiunta del 18/9):
Lo immaginavo, il ridicolo è compiuto. Ha vinto Ronda Rousey. Secondo il pubblico americano, tra tutte le sportive di tutti i tempi e di tutte le nazioni, la migliore è una tipa che in carriera ha vinto un bronzo olimpico nel judo e riempito di botte una decina di avversarie di una disciplina praticata da una ventina di atlete sì e no.
(aggiunta del 15/11):
Avete presente quel sondaggio per la "miglior sportiva della storia", organizzato a settembre dall'americana Espn, che avevo preso sul serio finché non è scaduto nel ridicolo incoronando Ronda Rousey, la lottatrice di "mixed martial arts", che è una roba poco diversa dal wrestling, in cui i meriti di costei, a parte essere gnocca, erano quelli di aver vinto una decina di combattimenti?
Ebbene, la tipa ieri è stata schienata duramente, avendo forse trovato la prima avversaria seria. E questa sarebbe la miglior sportiva della storia? Ma andate a cagare nel senso pieno del termine. Gente che eleggerebbe le Spice Girls (o non so chi vada per la maggiore adesso) come miglior gruppo rock della storia.
La prossima volta, tamarri americani, scegliete qualcuno serio. Non dico per forza una cestista ma Serena Williams, la Graf, la Comaneci, gente così.
martedì 1 settembre 2015
** STAGIONE #12 (2015/16) **
Non viene tenuta alcuna "rubrica" né filo conduttore a puntate.
Nei primi mesi gli scritti sono brevi e saltuari, poi da gennaio via via più intensi e lunghi, fino a raggiungere lo standard degli anni passati.
In A1 seguo l'annata del neopromosso Geas, conclusa con la retrocessione.
In A2 è la stagione perfetta di Broni; bene il Sanga; delude Carugate con un organico ricco di nomi ma mai decollato.
Un "tormentone" dell'annata è il riferimento a giocatrici "ex" di qualche squadra, in quanto in settembre era scoppiata una querelle forumistica, ma anche personale, con il patron di Carugate, Gavazzi (rappacificazione poi avvenuta due anni più tardi).
Nei primi mesi gli scritti sono brevi e saltuari, poi da gennaio via via più intensi e lunghi, fino a raggiungere lo standard degli anni passati.
In A1 seguo l'annata del neopromosso Geas, conclusa con la retrocessione.
In A2 è la stagione perfetta di Broni; bene il Sanga; delude Carugate con un organico ricco di nomi ma mai decollato.
Un "tormentone" dell'annata è il riferimento a giocatrici "ex" di qualche squadra, in quanto in settembre era scoppiata una querelle forumistica, ma anche personale, con il patron di Carugate, Gavazzi (rappacificazione poi avvenuta due anni più tardi).
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