Gossip! Virginia Saba, l'ex guardia cagliaritana che aveva fra i suoi estimatori Bibi Velluzzi, si è fidanzata con Gigi Di Maio, il capo dei 5 Stelle.
Si vedeva dai suoi esordi giornalistici che la tipa era determinata. Ma le serviranno doti agonistiche per reggere ai fuochi degli oppositori del fiancé.
Chiara Catella, ex bandiera di Varese, si candida a sindaco di Cantello.
Dopo Saba e Catella, qui abbiamo Michela Frantini (ex Geas, Sanga eccetera) candidata consigliera comunale ad Arluno.
martedì 12 marzo 2019
giovedì 7 marzo 2019
Eurocup - andata quarti
Nell'andata dei quarti di EuroCup, il Cukurova fa cucù a Schio: vince 75-79 in terra scledense. 21 punti di Ndour e 20 di Iagupova per le turche. Schio aveva condotto a lungo. Seconda delusione di fila per le pluritricolori dopo la Coppa Italia, ma ovviamente questa è rimediabile.
martedì 5 marzo 2019
Meesseman vince l'Europlayer Gazzetta
Emma Meesseman vince il premio Europlayer della Gazzetta, posticipato di un paio di mesi rispetto alla tradizione.
Succede a Torrens, due volte Petrovic e altre due volte Torrens, andando a ritroso. Unica italiana ad averlo vinto (esiste dal '79, quindi Bocchi non ha mai potuto concorrere) è Cata Pollini, 4 volte.
Succede a Torrens, due volte Petrovic e altre due volte Torrens, andando a ritroso. Unica italiana ad averlo vinto (esiste dal '79, quindi Bocchi non ha mai potuto concorrere) è Cata Pollini, 4 volte.
domenica 3 marzo 2019
Coppa Italia A1: trionfa Ragusa
Oggi vince la favorita: Ragusa 77-61 Sesto.
Break profondo già nel 2° quarto, il Geas non si rassegna, memore delle rimonte già compiute, ma la Passalacqua, a differenza di Venezia ieri, non lascia aperta la porta.
Devastante Hamby, 26 punti e 14 rimbalzi.
Seconda coppa per Ragusa; la Sicilia potrebbe fare un clamoroso bis con Palermo in A2 ma per ora è solo un dettaglio.
Importante invece che Ragusa lancia la sua candidatura a favorita per lo scudetto, perché dopo i tentennamenti d'inizio stagione ora è la squadra più in forma e convincente, grazie all'innesto di Romeo ma non solo.
Il Geas torna da S. Martino con una nuova dimensione. Snobbata nei pronostici (anche comprensibilmente), ha dimostrato non solo qualità tecnica ma anche un carattere e una solidità mentale che finora aveva palesato solo in alcuni guizzi casalinghi ma pressoché mai lontano da casa e mai contro le "big" assolute.
Rispetto a quando la vidi proprio contro Ragusa in gennaio, ora ci sono punti più fermi: sono tornate in condizione tutte e tre le straniere; è stato definito che Arturi è la regista titolare e Verona il cambio (anche perché Arturi stessa è salita di forma); è stato sfrondato qualche dualismo nei cambi, cioè Panzera in e Galbiati out; Barberis in e Schieppati out (anche se rimane in roster).
Se trasporta questa sua versione in campionato, c'è una candidata in più per quel quarto biglietto in semifinale che, dopo il tracollo di Napoli, è più che mai aperto a molte (Broni, Lucca, S. Martino e volendo essere ecumenici anche Vigarano).
Il Geas inoltre rimette sulla mappa del basket femminile di vertice se stesso (senza risalire all'ultimo trofeo vinto, 1978, ricordiamo la semifinale-playoff 2011) e una Lombardia che, può sorprendere ma gli anni passano veloci, non conquista trofei di A1 dallo scudetto+supercoppa della Comense 2004.
L'A1, bisogna dirlo, esce con qualche ammaccatura in meno dopo quelle che aveva a seguito del crash di Napoli. Otto squadre in grado di offrire uno spettacolo dignitoso, e una competitività all'altezza, ci sono. Quando non si sa già da prima chi vince è sempre un bene.
Inoltre, se elenchiamo i nomi di Gruda, Quigley, Lavender, Hamby, Harmon, Sanders, Steinberga, non avremo il top del top come nei gloriosi anni '80, però è una bella batteria di straniere di livello internazionale. Le italiane non recitano da protagoniste assolute, è ampiamente risaputo, però un po' di vitalità s'è vista anche qui.
Grave, però, non aver avuto la copertura televisiva nemmeno per la finale. Ok, la concomitanza con la Coppa di A2, eccetera. Ma ci saremmo accontentati anche di una modesta differita, non per gli appassionati incalliti che si saranno indubbiamente connessi in streaming, ma per far vedere in giro la partita che assegnava il secondo trofeo più importante della stagione.
Break profondo già nel 2° quarto, il Geas non si rassegna, memore delle rimonte già compiute, ma la Passalacqua, a differenza di Venezia ieri, non lascia aperta la porta.
Devastante Hamby, 26 punti e 14 rimbalzi.
Seconda coppa per Ragusa; la Sicilia potrebbe fare un clamoroso bis con Palermo in A2 ma per ora è solo un dettaglio.
Importante invece che Ragusa lancia la sua candidatura a favorita per lo scudetto, perché dopo i tentennamenti d'inizio stagione ora è la squadra più in forma e convincente, grazie all'innesto di Romeo ma non solo.
Il Geas torna da S. Martino con una nuova dimensione. Snobbata nei pronostici (anche comprensibilmente), ha dimostrato non solo qualità tecnica ma anche un carattere e una solidità mentale che finora aveva palesato solo in alcuni guizzi casalinghi ma pressoché mai lontano da casa e mai contro le "big" assolute.
Rispetto a quando la vidi proprio contro Ragusa in gennaio, ora ci sono punti più fermi: sono tornate in condizione tutte e tre le straniere; è stato definito che Arturi è la regista titolare e Verona il cambio (anche perché Arturi stessa è salita di forma); è stato sfrondato qualche dualismo nei cambi, cioè Panzera in e Galbiati out; Barberis in e Schieppati out (anche se rimane in roster).
Se trasporta questa sua versione in campionato, c'è una candidata in più per quel quarto biglietto in semifinale che, dopo il tracollo di Napoli, è più che mai aperto a molte (Broni, Lucca, S. Martino e volendo essere ecumenici anche Vigarano).
Il Geas inoltre rimette sulla mappa del basket femminile di vertice se stesso (senza risalire all'ultimo trofeo vinto, 1978, ricordiamo la semifinale-playoff 2011) e una Lombardia che, può sorprendere ma gli anni passano veloci, non conquista trofei di A1 dallo scudetto+supercoppa della Comense 2004.
L'A1, bisogna dirlo, esce con qualche ammaccatura in meno dopo quelle che aveva a seguito del crash di Napoli. Otto squadre in grado di offrire uno spettacolo dignitoso, e una competitività all'altezza, ci sono. Quando non si sa già da prima chi vince è sempre un bene.
Inoltre, se elenchiamo i nomi di Gruda, Quigley, Lavender, Hamby, Harmon, Sanders, Steinberga, non avremo il top del top come nei gloriosi anni '80, però è una bella batteria di straniere di livello internazionale. Le italiane non recitano da protagoniste assolute, è ampiamente risaputo, però un po' di vitalità s'è vista anche qui.
Grave, però, non aver avuto la copertura televisiva nemmeno per la finale. Ok, la concomitanza con la Coppa di A2, eccetera. Ma ci saremmo accontentati anche di una modesta differita, non per gli appassionati incalliti che si saranno indubbiamente connessi in streaming, ma per far vedere in giro la partita che assegnava il secondo trofeo più importante della stagione.
sabato 2 marzo 2019
Coppa Italia A1 - semifinali: Ragusa allo scadere, impresa Geas
Oh Romeo, Romeo! Perché sei tu Romeo? 70-68 Ragusa su Schio con canestro vincente dell'italo-australiana.
Clamorosa impresa del Geas: rosicchia punto su punto dal -10 d'inizio 4° quarto e infilza una Venezia in paralisi finale: 74-78.
L'ex Nicolodi è il fattore che scompiglia le carte.
Un "Davide batte Golia" con pochi precedenti nella storia recente dell'A1, che non ha brillato per imprevedibilità nell'ultima decade. Salvo ovviamente lo scudetto di Lucca.
A inizio anno c'era qui chi dileggiava Zanotti... destino degli allenatori essere capri espiatori quando le cose non girano. Certo, stasera il Geas è sembrato avere le idee molto più chiare.
Se il bordocampista ha riportato correttamente uno degli ultimi timeout di Liberalotto è stato: "Calma! Calma! Stiamo calmi!" (che notoriamente è il modo migliore per trasmettere nervosismo) e "facciamo bene le letture" (senza specificare quali).
Ma questo può anche essere fumo. Di concreto c'è che Venezia si è giocata il finale di partita coi suoi due acquistoni di metà stagione, mentre due di quelle che avevano trainato la squadra in testa alla classifica nei primi mesi guardavano dalla panca. Non è andata bene. A Ragusa con Romeo invece sì, ma mi par di vedere nella giocatrice ben altra energia rispetto a una Macchi francamente a disagio e una Sanders con l'aria di chi fa il suo compitino e stop.
Il Titanic Venezia è affondato e chiaramente il comandante è colpevole. Tuttavia dargli ogni colpa, compresi gli errori da mezzo metro, i rimbalzi difensivi sfuggiti dalle mani e le dormite sui tagli in area, commessi nel finale da sue giocatrici di calibro internazionale, mi pare indice di bile da sfogare nei suoi confronti.
Sottolineo anche la metamorfosi di un Geas che, in stagione, aveva finora zoppicato parecchio lontano da casa, e non aveva mai impensierito le tre corazzate. La vittoria su Broni ci stava, ieri siamo nell'ambito dei miracoli, termine che di solito non amo usare. Anche se parliamo di un organico da sesto posto, quindi non certo mediocre. Però anche il modo in cui è maturata la vittoria, andando a rimontare 10 punti negli ultimi 8 minuti contro gente di quell'esperienza e quel livello, è del tutto inopinato.
Curiosità: in caso di vittoria Geas, Giulia Arturi avrà battuto in due giorni consecutivi le ultime due giocatrici che ha intervistato per Pink Basket, ovvero Macchi e Romeo.
Clamorosa impresa del Geas: rosicchia punto su punto dal -10 d'inizio 4° quarto e infilza una Venezia in paralisi finale: 74-78.
L'ex Nicolodi è il fattore che scompiglia le carte.
Un "Davide batte Golia" con pochi precedenti nella storia recente dell'A1, che non ha brillato per imprevedibilità nell'ultima decade. Salvo ovviamente lo scudetto di Lucca.
A inizio anno c'era qui chi dileggiava Zanotti... destino degli allenatori essere capri espiatori quando le cose non girano. Certo, stasera il Geas è sembrato avere le idee molto più chiare.
Se il bordocampista ha riportato correttamente uno degli ultimi timeout di Liberalotto è stato: "Calma! Calma! Stiamo calmi!" (che notoriamente è il modo migliore per trasmettere nervosismo) e "facciamo bene le letture" (senza specificare quali).
Ma questo può anche essere fumo. Di concreto c'è che Venezia si è giocata il finale di partita coi suoi due acquistoni di metà stagione, mentre due di quelle che avevano trainato la squadra in testa alla classifica nei primi mesi guardavano dalla panca. Non è andata bene. A Ragusa con Romeo invece sì, ma mi par di vedere nella giocatrice ben altra energia rispetto a una Macchi francamente a disagio e una Sanders con l'aria di chi fa il suo compitino e stop.
Il Titanic Venezia è affondato e chiaramente il comandante è colpevole. Tuttavia dargli ogni colpa, compresi gli errori da mezzo metro, i rimbalzi difensivi sfuggiti dalle mani e le dormite sui tagli in area, commessi nel finale da sue giocatrici di calibro internazionale, mi pare indice di bile da sfogare nei suoi confronti.
Sottolineo anche la metamorfosi di un Geas che, in stagione, aveva finora zoppicato parecchio lontano da casa, e non aveva mai impensierito le tre corazzate. La vittoria su Broni ci stava, ieri siamo nell'ambito dei miracoli, termine che di solito non amo usare. Anche se parliamo di un organico da sesto posto, quindi non certo mediocre. Però anche il modo in cui è maturata la vittoria, andando a rimontare 10 punti negli ultimi 8 minuti contro gente di quell'esperienza e quel livello, è del tutto inopinato.
Curiosità: in caso di vittoria Geas, Giulia Arturi avrà battuto in due giorni consecutivi le ultime due giocatrici che ha intervistato per Pink Basket, ovvero Macchi e Romeo.
venerdì 1 marzo 2019
Coppa Italia A1 - nei quarti il colpo è del Geas
Ragusa passa.
Schio nel finale si tira fuori dai guai.
Geas fa il colpo, 56-58, tenendo Broni a 4 punti nell'ultimo quarto.
Curiosità: negli ultimi due anni il Geas si era presentato alle final eight (di A2) da testa di serie numero 1 ed era uscito ambo le volte al primo turno all'ultimo tiro. Stavolta si presenta da ripescato e vince al primo turno all'ultimo tiro.
PS: una chiave, Geas 17 punti dalla panchina contro zero di Broni. In questo momento il Geas ha più profondità delle pavesi e il risultato di oggi è una sorpresa solo per la classifica stagionale, ma allo stato attuale le due squadre sono equipollenti, ovvero di pari livello.
Un 20-8 di Venezia nell'ultimo quarto spegne il sogno delle canidi (Lupe). Out le locali e Broni, il cassiere non ride ma ci son pur sempre due venete.
Accoppiamenti che hanno falsato la competizione (solo in parte, s'intende) e niente TV per la finale. Incassiamo.
Schio nel finale si tira fuori dai guai.
Geas fa il colpo, 56-58, tenendo Broni a 4 punti nell'ultimo quarto.
Curiosità: negli ultimi due anni il Geas si era presentato alle final eight (di A2) da testa di serie numero 1 ed era uscito ambo le volte al primo turno all'ultimo tiro. Stavolta si presenta da ripescato e vince al primo turno all'ultimo tiro.
PS: una chiave, Geas 17 punti dalla panchina contro zero di Broni. In questo momento il Geas ha più profondità delle pavesi e il risultato di oggi è una sorpresa solo per la classifica stagionale, ma allo stato attuale le due squadre sono equipollenti, ovvero di pari livello.
Un 20-8 di Venezia nell'ultimo quarto spegne il sogno delle canidi (Lupe). Out le locali e Broni, il cassiere non ride ma ci son pur sempre due venete.
Accoppiamenti che hanno falsato la competizione (solo in parte, s'intende) e niente TV per la finale. Incassiamo.
giovedì 28 febbraio 2019
Coppa Italia A1: prospettive
Vigilia di Copp'Italia A1. Almeno dalle semifinali in avanti dovremmo avere equilibrio negli scontri fra le titane Schio, Venezia e Ragusa (senza dar per scontato che facciano fuori Lucca, S. Martino e Vigarano rispettivamente; specie le Lupe, è chiaro, in casa possono fare l'impresa), del tutto incerto il derby lombardo Broni-Geas che mette in palio il posto da outsider nel ballo delle semifinaliste.
Un regaluccio per entrambe, quest'opportunità (soprattutto per il Geas, che da classifica avrebbe dovuto beccare Venezia; Broni se la sarebbe dovuta vedere con S. Martino; oppure con Napoli se non fosse defunta), da parte del bizzarro accoppiamento "free" delle teste di serie con le 4 rimanenti, di cui francamente non abbiamo trovato traccia scritta della motivazione. Ho notato che sul "Pink Basket" appena uscito, qualcuna delle capitane intervistate mostra di non gradire tale stramberia.
Un regaluccio per entrambe, quest'opportunità (soprattutto per il Geas, che da classifica avrebbe dovuto beccare Venezia; Broni se la sarebbe dovuta vedere con S. Martino; oppure con Napoli se non fosse defunta), da parte del bizzarro accoppiamento "free" delle teste di serie con le 4 rimanenti, di cui francamente non abbiamo trovato traccia scritta della motivazione. Ho notato che sul "Pink Basket" appena uscito, qualcuna delle capitane intervistate mostra di non gradire tale stramberia.
sabato 23 febbraio 2019
Barilla - Zanda & Filippi col top assoluto
Qui siamo al glamour assoluto. Marcella Filippi e Cecilia Zandalasini con Pietro Aradori a un evento Barilla con la presenza (solo evocata o reale? Boh) di Roger Federer e Mikaela Shiffrin, mostri del tennis e dello schi (come pronunziava l'Avvocato Agnelli).
sabato 16 febbraio 2019
La "pres" di Varese attacca su Facebook
Quanto segue è stato pubblicato su Facebook dalla presidentessa di Varese, Linda Inuggi Brautigam, dopo la sconfitta con Ponzano della scorsa settimana. Per capire meglio l'allusione alla "gogna mediatica", va detto che alcune giocatrici erano state criticate dallo staff per scarso rendimento.
giovedì 14 febbraio 2019
S. Valentino di Barberis
Mentre il mondo del giornalismo che conta è appeso ai socials del duo Maurito Icardi-Wandita Nara, noi andiamo con il S. Valentino di Beatrice Barberis (pure poetessa) da Instagram, sullo sfondo dell'Arco della Pace in Milano:
Sul trasferimento di Galbiati dal Geas ad Alpo
La questione di base è la stessa per molte giocatrici che salgono dall'A2: se la società prende una straniera nel tuo ruolo, rimane solo uno spazio da gregaria. Tanto più se nel frattempo matura un prospetto di casa, in ruolo più o meno simile. Alla Galbiati ventenne a Ragusa potevano star bene i panni della gregaria, adesso a 26 anni nella squadra in cui è stata gran protagonista per due stagioni, probabilmente stavano stretti. Un carattere forte come il suo è probabile che pensi "mi son sbattuta per portare la squadra in A1 a suon di punti e adesso guardo giocare le altre?". Forse aveva fatto calcoli diversi durante l'estate.
Ma di per sé mi pare una dinamica normale, che succede a molte. Salire in A1 non sempre è un affare per la propria carriera, almeno dal punto di vista agonistico (economico bisogna vedere).
Ma di per sé mi pare una dinamica normale, che succede a molte. Salire in A1 non sempre è un affare per la propria carriera, almeno dal punto di vista agonistico (economico bisogna vedere).
mercoledì 6 febbraio 2019
Presidenti vulcanici eruttano (Rossini e Civolani)
E' l'ora dei presidenti vulcanici che eruttano: oltre a Civolani (di cui nel topic di A2 è stato riportato il 'transcript' dell'esternazione televisiva contro coach Giroldi) si segnala il battipagliese Rossini, il quale ha preso non benissimo la prestazione delle sue contro Vigarano (che io non ho visto, ma sulla carta un -7 contro una squadra più forte giocando senza Brown sembrerebbe dignitoso...):
Anche a Bologna come spettacolo non c'è male:
Quella di oggi è stata una partita che avremmo potuto vincere se l’avessimo approcciata con più voglia, con più impegno e con più concentrazione. Invece, dopo poco, eravamo già sotto di 10 punti … e questo perché abbiamo permesso a Bocchetti di tirare quattro volte da sola. Eppure sapevamo che è una specialista del tiro dalla distanza … e, oltre a questo, è una giocatrice che mette tanto impegno in campo e che può essere da esempio per le nostre che devono imparare da lei qual è l’atteggiamento giusto con il quale scendere in campo.
Ma il nostro problema principale è che non abbiamo un gioco: nell’ultimo quarto abbiamo tirato 20 volte da tre … tiri senza logica …
Inoltre, voglio onestà dalle persone … mi rivolgo, in primo luogo, alla Handy e poi alle altre: se non hanno più voglia possono lasciare la borsa e andare a casa. Se intendono continuare così, io mi comporterò di conseguenza. Perché sono stanco di vedere questa indecenza e questo atteggiamento. La squadra non gioca … la squadra fa tutto, tranne che giocare … e mi vergogno di assistere ad uno spettacolo simile e di essere il presidente di una squadra così. Il ritiro di Napoli è una fortuna per noi perché per il gioco che esprimiamo e per l’impegno che mettiamo saremmo stati la più seria candidata alla retrocessione in A2 … perché a questo ci avrebbero portato lo staff e le giocatrici …
Per giocare partite di questo livello ci vogliono un altro atteggiamento e un altro modo di allenarsi: infatti, in allenamento mancano intensità e voglia … durante gli allenamenti si cammina. Il basket non è questo: il basket è intensità, è voglia. Noi facciamo tanta teoria e poca pratica: cosa abbiamo preparato su Bocchetti? Cosa abbiamo preparato su Rakova?
Le mie parole non sono dettate da rabbia o preoccupazione. Siamo salvi. Dunque, sono sereno. Ma, a fine anno, devono andare a casa tutti, dal primo all’ultimo. Non voglio vedere più nessuno … a parte qualche ragazza …
E poi: come mai giochiamo in 7? Possibile che le altre non siano in grado di giocare? Oggi un nostro play ha fatto un solo punto giocando 30 minuti … perché non è entrata nessun’altra al suo posto? Forse perché qualcuna è una figlioccia che deve giocare per forza? Mi riferisco a Maggie … che è bravissima e si impegna … ma oggi non era in condizione … e allora poteva giocare qualcun’altra al posto suo … invece in campo vedo sempre le stesse e sempre le stesse idee. L’A2 è una cosa, l’A1 un’altra … sono due campionati diversi . Sono molto deluso e non vedo l’ora che finisca questa stagione. Ripeto: non vedo impegno, le giocatrici non si allenano, corricchiano … il nostro modo di allenarci non serve.
Mi chiedo ancora: come mai Simon gioca a 8 metri dal canestro? Come mai non riceve una palla sotto? Come mai Rakova ha tirato più volte da sola? Oggi ho assistito ad uno spettacolo indecente, specchio del nostro modo di allenarci in cui ci sono tanti video e poi? Vedo schemi che si facevano all’epoca in cui giocava l’Unione Sovietica negli anni Settanta. Cosa vedo? Vedo che arriviamo al limite dei 24 secondi per poi buttare la palla in aria. Questo non è basket.
Chi vuole rimanere rimanga … ma chi vuole andare può farlo: la porta è aperta e non trattengo nessuno.
Anche se siamo salvi, pretendo impegno perché abbiamo un’immagine da salvaguardare e la voglia non può e non deve venire meno”.
Anche a Bologna come spettacolo non c'è male:
Non c’è giorno senza notizia in casa Bologna sponda Matteiplast. Giancarlo Giroldi è di nuovo l’allenatore della bolognesi complice la protesta delle giocatrici che hanno minacciato di non scendere in campo senza Giroldi. A spiegare il tutto è patron Civolani questa mattina in radio: “L’ottanta per cento delle ragazze ha detto al presidente che non avrebbero più giocato se non con Giroldi. A quel punto sono stato costretto a fare marcia indietro e ritirare il provvedimento. Le ragazze così sono contente e continueranno la stagione con il loro allenatore preferito. Detto ciò, essendo io il proprietario, non mi farò più vedere fino a Giugno non volendone più sapere di questo gruppo e di questo allenatore. Da oggi seguirò solo le giovanili, ignorando la prima squadra. Il prossimo anno se decideremo di fare il campionato di A2 lo faremo con una squadra nuova di zecca perchè io le giocatrici che mi hanno ferocemente contestato non le voglio più vedere per tutta la vita”.
giovedì 31 gennaio 2019
Ex Geas '95-96: dove sono ora
Dove sono ora (o dove non sono più) le ex Geas delle annate '95-96, cioè la dinastia giovanile che ha preceduto quella veneziana '98-99.
Classe '95
Beatrice Barberis - Geas (A1)
Valentina Ruisi - Milano Bk Stars (B)
Francesca Cassani - Varese (A2)
Francesca Gambarini - Carugate (A2)
Anna Minguzzi - ritirata
Mara Da Ros - ritirata
Elisa Penna - Wake Forest (Usa)
Classe '96
Martina Kacerik - Venezia (A1)
Arianna Beretta - Varese (A2)
Cecilia Zandalasini - Fenerbahce (Turchia)
Carlotta Picco - ritirata
Claudia Colli - Castelnuovo Scrivia (A2)
Quando seguivo le imprese giovanili di codesti gruppi, veneziano e sestese, immaginavo cos'avrebbero potuto fare insieme a livello senior, persino vincere lo scudetto (per la verità ai tempi della Reyer '98-99 ero già diventato scettico).
Ma in realtà ci sono troppi fattori che rendono praticamente impossibile che un gruppo stia insieme dalle giovanili all’A1. Non è solo questione di politiche societarie, ma spesso sono le stesse giocatrici che dopo un po’ di anni preferiscono cambiare aria, vuoi perché non si trovano bene con un allenatore, vuoi perché sono stufe di fare le gregarie di certe compagne (purtroppo non è che tutte si possa essere protagoniste scintillanti), vuoi perché fare un’esperienza da “professionista” altrove è più eccitante che svernare fra le quattro mura domestiche.
Senza contare chi si perde per strada causa infortuni, calo motivazionale, incapacità di migliorare i propri difetti, ecc.
Classe '95
Beatrice Barberis - Geas (A1)
Valentina Ruisi - Milano Bk Stars (B)
Francesca Cassani - Varese (A2)
Francesca Gambarini - Carugate (A2)
Anna Minguzzi - ritirata
Mara Da Ros - ritirata
Elisa Penna - Wake Forest (Usa)
Classe '96
Martina Kacerik - Venezia (A1)
Arianna Beretta - Varese (A2)
Cecilia Zandalasini - Fenerbahce (Turchia)
Carlotta Picco - ritirata
Claudia Colli - Castelnuovo Scrivia (A2)
Quando seguivo le imprese giovanili di codesti gruppi, veneziano e sestese, immaginavo cos'avrebbero potuto fare insieme a livello senior, persino vincere lo scudetto (per la verità ai tempi della Reyer '98-99 ero già diventato scettico).
Ma in realtà ci sono troppi fattori che rendono praticamente impossibile che un gruppo stia insieme dalle giovanili all’A1. Non è solo questione di politiche societarie, ma spesso sono le stesse giocatrici che dopo un po’ di anni preferiscono cambiare aria, vuoi perché non si trovano bene con un allenatore, vuoi perché sono stufe di fare le gregarie di certe compagne (purtroppo non è che tutte si possa essere protagoniste scintillanti), vuoi perché fare un’esperienza da “professionista” altrove è più eccitante che svernare fra le quattro mura domestiche.
Senza contare chi si perde per strada causa infortuni, calo motivazionale, incapacità di migliorare i propri difetti, ecc.
giovedì 24 gennaio 2019
Crac di Napoli - commento telegrafico
Tra le possibili conseguenze, anche l'arrivo sul mercato di giocatrici non da poco, come Macchi, Ress, Pastore, Gonzalez, Tagliamento, Diene.
Lotta per i playoff in A1 che diventa... selettivissima: tutte dentro tranne una.
Lotta per i playoff in A1 che diventa... selettivissima: tutte dentro tranne una.
domenica 20 gennaio 2019
Bocchetti bestia nera del Geas
C'è qualcosa di misterioso per cui Bocchetti, quando trova il Geas, gli fa sempre un paiuolo (oggi 22 punti; all'andata 20, ossia i suoi due massimi punteggi stagionali). Ovviamente è un'impressione che richiederebbe un controllo d'archivio, ma la cosa iniziò ai tempi di una finale nazionale giovanile, quando il Geas fece un comunicato in cui presentava la sfida con Napoli citando solo Orazzo come pericolo, e invece fu Bocchetti a decidere la partita.
Ecco, ho già trovato in poch'istanti il comunicato che originò tutto (anno 2010): vedi
e poi quello con la cronaca della partita, in cui Bocchetti dominò con 23 punti:vedi
Passiamo poi al 2014, semifinale di Coppa Italia A2, Bocchetti 29 punti e batte il Geas vedi
Be', il 2015/16 mi frega un po' perchè Bocchetti contro il Geas segnò solo 6 punti all'andata e 11 al ritorno, comunque 2 vittorie per lei.
In sostanza, se non mi sono perso qualcosa, la campana (nel senso geografico, anche se... rintocca forte) ha battuto 6 volte su 6 il Geas e 4 volte ha segnato più di 20 punti.
Ecco, ho già trovato in poch'istanti il comunicato che originò tutto (anno 2010): vedi
e poi quello con la cronaca della partita, in cui Bocchetti dominò con 23 punti:vedi
Passiamo poi al 2014, semifinale di Coppa Italia A2, Bocchetti 29 punti e batte il Geas vedi
Be', il 2015/16 mi frega un po' perchè Bocchetti contro il Geas segnò solo 6 punti all'andata e 11 al ritorno, comunque 2 vittorie per lei.
In sostanza, se non mi sono perso qualcosa, la campana (nel senso geografico, anche se... rintocca forte) ha battuto 6 volte su 6 il Geas e 4 volte ha segnato più di 20 punti.
domenica 13 gennaio 2019
Riassunto del weekend
Weekend non privo d'interesse.
In A1, Venezia riprende la corsa dopo lo stop a Broni, battendo Ragusa che manca ancora il decollo definitivo.
Stavolta invece è Broni a trovare disco rosso, nel derby col Geas, che pure era ancor privo di Brubrù Brunner. Dopo una rimonta pavese con pareggio a metà ultimo quarto, risolvono in volata Nicolodi, Arturi e Williams. Esito che moralmente pesa più di due semplici punti. A proposito di punti, Wojta passa dai 35 con Venezia ai 2 di oggi (complice un'uscita anticipata per colpo al naso; ma non stava incantando).
Thriller a Lucca dove S. Martino, che finora aveva stentato molto in trasferta, passa al supplementare con Fietta che ciula palla a Gatti e lancia Marshall la quale segna sulla sirena in contropiede. Da notare che anche qui, come a Sesto, la squadra con 2 straniere vince contro quella con 3. E pure in Torino-Battipaglia e Napoli-Empoli, fi'!
In A2 gli ultimi posti per la Coppa Italia vanno a Moncalieri e Faenza.
In B lombarda torna a sorpresa Silvia Gottardi e segna pure 7 punti contro la co-capolista Lodi (anche se non basta a vincere): a 40 anni e dopo praticamente un anno e mezzo di stop, mica male.
In A1, Venezia riprende la corsa dopo lo stop a Broni, battendo Ragusa che manca ancora il decollo definitivo.
Stavolta invece è Broni a trovare disco rosso, nel derby col Geas, che pure era ancor privo di Brubrù Brunner. Dopo una rimonta pavese con pareggio a metà ultimo quarto, risolvono in volata Nicolodi, Arturi e Williams. Esito che moralmente pesa più di due semplici punti. A proposito di punti, Wojta passa dai 35 con Venezia ai 2 di oggi (complice un'uscita anticipata per colpo al naso; ma non stava incantando).
Thriller a Lucca dove S. Martino, che finora aveva stentato molto in trasferta, passa al supplementare con Fietta che ciula palla a Gatti e lancia Marshall la quale segna sulla sirena in contropiede. Da notare che anche qui, come a Sesto, la squadra con 2 straniere vince contro quella con 3. E pure in Torino-Battipaglia e Napoli-Empoli, fi'!
In A2 gli ultimi posti per la Coppa Italia vanno a Moncalieri e Faenza.
In B lombarda torna a sorpresa Silvia Gottardi e segna pure 7 punti contro la co-capolista Lodi (anche se non basta a vincere): a 40 anni e dopo praticamente un anno e mezzo di stop, mica male.
martedì 8 gennaio 2019
[A1] - Resoconto di Geas-Ragusa
Domenica, per aprire il nuovo anno con le abbaglianti luci dell'A1, mi sono recato a Sesto San Giovanni ad assistere alla partita fra la locale compagine, detta Geas, e la formazione ragusana della Passalacqua.
Come note sostanziali sottolineo che il clima all'esterno era quasi primaverile, con una quindicina di gradi e una luce scintillante; che non ho potuto salutare l'utente Nonino a fine partita in quanto avevo la macchina parcheggiata male e dovevo andare al supermercato; e che i numeri di maglia di Ragusa sono ai limiti dell'indistinguibile: color verde chiaro su verde appena un po' più scuro (evidentemente usare il bianco era banale).
Discreta affluenza di pubblico, che stimo intorno alle 300 unità, anche se piuttosto silente, come del resto è signorile consuetudine a Sesto. Sarà senza dubbio più rumoroso, l'ambiente, domenica prossima per il derby con Broni; presumo più nel settore ospiti, ma anche i sestesi alzeranno i decibels, per una partita che si preannunzia più eccitante nell'andamento. Stavolta c'era onestamente poco da eccitarsi o da contestare: senza Brunner, e dopo pochi minuti anche senza Ercoli per 3 falli precoci, quindi con un'area sguarnita sia in attacco che in difesa, il Geas aveva ben poco margine per giocarsela con Ragusa, a meno che quest'ultima patisse una giornata quantomai storta al tiro da fuori e le sestesi ne vivessero una straordinaria. Considerato che le sicule hanno fatto 6/11 da 3 e le nordmilanesi 4/17, s'intuisce che nessuna delle due condizioni s'è verificata.
Le percentuali da 2 risultano piuttosto simili (22/40 Ragù, 21/44 Geas, ovvero 55% contro 48%), ma il dato è ingannevole, in quanto condizionato da un primo quarto e mezzo in cui Ragusa era un po' legnosa dopo la sosta (almeno così ha detto Recupido), tant'è che al 16' si era sul 25-24 per Sesto, e di un "garbage time" di 8 minuti circa, in cui il Geas ha lenito lo scarto da -25 al -15 conclusivo (da 37-62 a 57-72).
In mezzo ci sono stati 16 minuti di strapotere ragusano, quelli in cui le ospiti hanno approfittato del suddetto vantaggio dentro l'area, segnando a piacimento con Hamby di potenza e con Harmon di destrezza, entrambe inarginabili per un reparto-lunghe rimasto con Nicolodi, Schieppati, Barberis (Zanotti ha riproposto Ercoli a inizio 3° quarto ma ben presto ha commesso il 4° fallo e allora la si è rivista a buoi ormai scappati).
Le due straniere ragusane testè nominate, più Kuster, hanno assommato 50 punti, contro i 22 (con modeste percentuali) della coppia sestese. Quasi scientificamente, in A1, se c'è una sperequazione del genere nella produttività forestiera, le italiane non possono compensare il divario.
Si è aggiunta, oltre alla magagna in area, qualche palla persa di troppo da parte del Geas, complice un attacco che - l'ha detto Zanotti nella video-intervista di commento finale, ma l'ho sentito anche durante un timeout ("Dobbiamo muovere 'sta c... di palla") - talvolta stagnava troppo nelle mani di qualcuna, soprattutto Williams ma non solo.
E quindi è andata come doveva andare, nonostante Ragusa abbia dovuto rimandare il debutto di Romeo, che manca quindi il duello contro Giulietta (Arturi). :ride:
Sulle singole, da menzionare inoltre la precisione al tiro delle due registe Gianolla e Arturi, e l'imprecisione invece di Consolini e Cinili, peraltro ininfluente nell'esito, salvo . Mi è piaciuto il dinamismo di Ercoli, nei minuti in cui è stata in campo.
Posto che le squadre si valutano meglio in un'occasione in cui affrontano un'avversaria di pari livello e la partita è equilibrata, ho l'impressione che la catena di assenze a turno che il Geas sta scontando da inizio stagione (prima era fuori Loyd, ora Brunner, inoltre Barberis è tornata a dicembre) abbia ritardato la creazione di meccanismi consolidati di squadra, cosa che già richiederebbe un certo tempo per una neopromossa; e le sole 22 giornate di calendario non regalano tempo. L'organico è buono, però forse un po' troppo abbondante di giocatrici di livello simile, adesso come adesso. Non è semplice stabilire gerarchie fra le italiane. La regista di riferimento è Arturi o Verona? Giocano circa 20 minuti a testa. Se serve una guardia dalla panchina metti Panzera o Galbiati? Per il cambio di una lunga (o mezza lunga) c'hai Nicolodi, Barberis, Schieppati; sì, forse meglio tante alternative che nessuna. Ma devi avere il tempo di oliare tutte nel ruolo definitivo in cui tu pensi di collocarle. Se una volta devi spostarne una a coprire la pezza dell'assenza di Loyd, un'altra volta tamponi Brunner, un'altra volta ci sono tutte e quindi una passa da 20 a 3 minuti, difficile trovare continuità.
Il rischio è che la stagione sestese rimanga un po' a metà del guado, cioè senza rischio di retrocedere ma anche senza inserirsi in una zona interessante di classifica, cosa che in certi momenti (con le vittorie su S. Martino e Napoli) è sembrato poter succedere. A partire dal già citato derby con Broni, la quale ora gonfia il petto dopo aver steso Venezia (ciliegina sulla torta, peraltro, non certo un lampo isolato) ma che, se battuta domenica 13, potrebbe rappresentare un novello trampolino di lancio per le suddite di Penati.
Come note sostanziali sottolineo che il clima all'esterno era quasi primaverile, con una quindicina di gradi e una luce scintillante; che non ho potuto salutare l'utente Nonino a fine partita in quanto avevo la macchina parcheggiata male e dovevo andare al supermercato; e che i numeri di maglia di Ragusa sono ai limiti dell'indistinguibile: color verde chiaro su verde appena un po' più scuro (evidentemente usare il bianco era banale).
Discreta affluenza di pubblico, che stimo intorno alle 300 unità, anche se piuttosto silente, come del resto è signorile consuetudine a Sesto. Sarà senza dubbio più rumoroso, l'ambiente, domenica prossima per il derby con Broni; presumo più nel settore ospiti, ma anche i sestesi alzeranno i decibels, per una partita che si preannunzia più eccitante nell'andamento. Stavolta c'era onestamente poco da eccitarsi o da contestare: senza Brunner, e dopo pochi minuti anche senza Ercoli per 3 falli precoci, quindi con un'area sguarnita sia in attacco che in difesa, il Geas aveva ben poco margine per giocarsela con Ragusa, a meno che quest'ultima patisse una giornata quantomai storta al tiro da fuori e le sestesi ne vivessero una straordinaria. Considerato che le sicule hanno fatto 6/11 da 3 e le nordmilanesi 4/17, s'intuisce che nessuna delle due condizioni s'è verificata.
Le percentuali da 2 risultano piuttosto simili (22/40 Ragù, 21/44 Geas, ovvero 55% contro 48%), ma il dato è ingannevole, in quanto condizionato da un primo quarto e mezzo in cui Ragusa era un po' legnosa dopo la sosta (almeno così ha detto Recupido), tant'è che al 16' si era sul 25-24 per Sesto, e di un "garbage time" di 8 minuti circa, in cui il Geas ha lenito lo scarto da -25 al -15 conclusivo (da 37-62 a 57-72).
In mezzo ci sono stati 16 minuti di strapotere ragusano, quelli in cui le ospiti hanno approfittato del suddetto vantaggio dentro l'area, segnando a piacimento con Hamby di potenza e con Harmon di destrezza, entrambe inarginabili per un reparto-lunghe rimasto con Nicolodi, Schieppati, Barberis (Zanotti ha riproposto Ercoli a inizio 3° quarto ma ben presto ha commesso il 4° fallo e allora la si è rivista a buoi ormai scappati).
Le due straniere ragusane testè nominate, più Kuster, hanno assommato 50 punti, contro i 22 (con modeste percentuali) della coppia sestese. Quasi scientificamente, in A1, se c'è una sperequazione del genere nella produttività forestiera, le italiane non possono compensare il divario.
Si è aggiunta, oltre alla magagna in area, qualche palla persa di troppo da parte del Geas, complice un attacco che - l'ha detto Zanotti nella video-intervista di commento finale, ma l'ho sentito anche durante un timeout ("Dobbiamo muovere 'sta c... di palla") - talvolta stagnava troppo nelle mani di qualcuna, soprattutto Williams ma non solo.
E quindi è andata come doveva andare, nonostante Ragusa abbia dovuto rimandare il debutto di Romeo, che manca quindi il duello contro Giulietta (Arturi). :ride:
Sulle singole, da menzionare inoltre la precisione al tiro delle due registe Gianolla e Arturi, e l'imprecisione invece di Consolini e Cinili, peraltro ininfluente nell'esito, salvo . Mi è piaciuto il dinamismo di Ercoli, nei minuti in cui è stata in campo.
Posto che le squadre si valutano meglio in un'occasione in cui affrontano un'avversaria di pari livello e la partita è equilibrata, ho l'impressione che la catena di assenze a turno che il Geas sta scontando da inizio stagione (prima era fuori Loyd, ora Brunner, inoltre Barberis è tornata a dicembre) abbia ritardato la creazione di meccanismi consolidati di squadra, cosa che già richiederebbe un certo tempo per una neopromossa; e le sole 22 giornate di calendario non regalano tempo. L'organico è buono, però forse un po' troppo abbondante di giocatrici di livello simile, adesso come adesso. Non è semplice stabilire gerarchie fra le italiane. La regista di riferimento è Arturi o Verona? Giocano circa 20 minuti a testa. Se serve una guardia dalla panchina metti Panzera o Galbiati? Per il cambio di una lunga (o mezza lunga) c'hai Nicolodi, Barberis, Schieppati; sì, forse meglio tante alternative che nessuna. Ma devi avere il tempo di oliare tutte nel ruolo definitivo in cui tu pensi di collocarle. Se una volta devi spostarne una a coprire la pezza dell'assenza di Loyd, un'altra volta tamponi Brunner, un'altra volta ci sono tutte e quindi una passa da 20 a 3 minuti, difficile trovare continuità.
Il rischio è che la stagione sestese rimanga un po' a metà del guado, cioè senza rischio di retrocedere ma anche senza inserirsi in una zona interessante di classifica, cosa che in certi momenti (con le vittorie su S. Martino e Napoli) è sembrato poter succedere. A partire dal già citato derby con Broni, la quale ora gonfia il petto dopo aver steso Venezia (ciliegina sulla torta, peraltro, non certo un lampo isolato) ma che, se battuta domenica 13, potrebbe rappresentare un novello trampolino di lancio per le suddite di Penati.
domenica 6 gennaio 2019
Riassunto del weekend
Domenica discretamente frizzante. Broni tocca il dito con un cielo: abbatte Venezia con un 19-7 nell'ultimo quarto e 35 punti di Wojta.
Cade anche l'ultima imbattuta di A2, ovvero Campobasso, per mano d'Umbertide.
L'Athena vince il derby di Roma dopo un overtempo sull'Elite.
Per la Copp'Italia di A2, 3 qualificate con un turno d'anticipo in ciascun girone: Alpo, Costa e Crema al Nord; Campobà, Palermo e Spezia al Sud.
Per la quarta piazza duellano Castelnuovo e Moncalieri da una parte, Faenza e Bologna dall'altra; si parte da pari punti ma la prima nominata nella coppia ha lo scontro diretto a favore.
Cade anche l'ultima imbattuta di A2, ovvero Campobasso, per mano d'Umbertide.
L'Athena vince il derby di Roma dopo un overtempo sull'Elite.
Per la Copp'Italia di A2, 3 qualificate con un turno d'anticipo in ciascun girone: Alpo, Costa e Crema al Nord; Campobà, Palermo e Spezia al Sud.
Per la quarta piazza duellano Castelnuovo e Moncalieri da una parte, Faenza e Bologna dall'altra; si parte da pari punti ma la prima nominata nella coppia ha lo scontro diretto a favore.
sabato 5 gennaio 2019
Superbasket: numero speciale per i 40 anni
Prima che riprendano le ostilità sul campo (ormai imminenti), segnalo questo numero speciale di Superbasket per i 40 anni della rivista, uscito verso metà dicembre, ancora in edicola.
C'è il riepilogo, stagione per stagione, di quanto successo nel basket italiano, e meritoriamente (cioè, sarebbe doveroso ma di solito non è scontato) c'è spazio anche per il femminile.
Si ripercorrono quindi i successi di Vicenza negli anni '80, quelli della Comense nei '90, l'equilibrio degli anni 2000 e l'attuale monopolio di Schio.
Alla fine della lettura si resta con almeno un paio di domande amletiche:
1) la decadenza del basket italiano rispetto alla concorrenza europea (nei club, com'è noto, prima vincevamo sempre e adesso mai) è più dovuta al calo nostro o più alla crescita altrui? Perché prima, obiettivamente, gli altri paesi occidentali erano indietro e quelli comunisti si limitavano da soli;
2) tale decadenza nostrana è andata di pari passo (più o meno) nel maschile e nel femminile; eppure nel maschile non c'è il dramma-tesserati che ha colpito il femminile. Allora il problema della base ristretta non è così determinante?
C'è il riepilogo, stagione per stagione, di quanto successo nel basket italiano, e meritoriamente (cioè, sarebbe doveroso ma di solito non è scontato) c'è spazio anche per il femminile.
Si ripercorrono quindi i successi di Vicenza negli anni '80, quelli della Comense nei '90, l'equilibrio degli anni 2000 e l'attuale monopolio di Schio.
Alla fine della lettura si resta con almeno un paio di domande amletiche:
1) la decadenza del basket italiano rispetto alla concorrenza europea (nei club, com'è noto, prima vincevamo sempre e adesso mai) è più dovuta al calo nostro o più alla crescita altrui? Perché prima, obiettivamente, gli altri paesi occidentali erano indietro e quelli comunisti si limitavano da soli;
2) tale decadenza nostrana è andata di pari passo (più o meno) nel maschile e nel femminile; eppure nel maschile non c'è il dramma-tesserati che ha colpito il femminile. Allora il problema della base ristretta non è così determinante?
mercoledì 2 gennaio 2019
Ancora sul caso Crespi/Masciadri: Basketnet e Galanda
Il portale Basketnet.it, fra i siti cestistici leader, nella sua consueta classifica dei "top 100" personaggi del basket italiano mette Petrucci al 1° posto (vedi un po') e, nella scheda, dice fra l'altro: "Bravo anche a disinnescare l’ultima polemica in ordine di tempo, protagonista il ct della femminile Marco Crespi e Raffaella Masciadri, finita sulle prime pagine del Corriere della Sera".
In realtà lui era intervenuto nella prima parte della polemica, cioè quando era limitata al mancato utilizzo di Masciadri, rimanendo invece in silenzio dopo il focolaio innescato dalla lettera di Passaro e dal "dossier" del magazine-Gazzetta sulla violenza sulle donne.
Forse ha avuto ragione lui rispetto a quanti di noi, qui (compreso il qui scrivente), auspicavano un ulteriore e più nitido intervento in questa seconda parte della diatriba. Meglio lasciar sgasare il gas, e sfumare il fumo, anziché apparire come un bastian contrario quando i "grandi media" cavalcano un filone. A fine novembre c'era la violenza sulle donne, mo' c'è il razzismo dopo il caso Koulibaly. Se uno interviene per puntualizzare tipo "ma non è razzismo, sono solo insulti a un avversario", così come a novembre "ma non è violenza sulle donne, era solo scarsa sensibilità verso la giocatrice + eccessi di focosità verso tutte", vero o falso che sia, fa brutta figura, si piglia le bacchettate.
Mi è piaciuto, però, quel che ha scritto "Gek" Galanda, l'argento olimpico di Atene, nella sua rubrica sul numero di dicembre di Basket Magazine. Equilibrato nell'esprimere rammarico per il mancato ingresso di Masciadri senza per questo gridare al mostro e gettarlo nel calderone dei violenti sulle donne.

In realtà lui era intervenuto nella prima parte della polemica, cioè quando era limitata al mancato utilizzo di Masciadri, rimanendo invece in silenzio dopo il focolaio innescato dalla lettera di Passaro e dal "dossier" del magazine-Gazzetta sulla violenza sulle donne.
Forse ha avuto ragione lui rispetto a quanti di noi, qui (compreso il qui scrivente), auspicavano un ulteriore e più nitido intervento in questa seconda parte della diatriba. Meglio lasciar sgasare il gas, e sfumare il fumo, anziché apparire come un bastian contrario quando i "grandi media" cavalcano un filone. A fine novembre c'era la violenza sulle donne, mo' c'è il razzismo dopo il caso Koulibaly. Se uno interviene per puntualizzare tipo "ma non è razzismo, sono solo insulti a un avversario", così come a novembre "ma non è violenza sulle donne, era solo scarsa sensibilità verso la giocatrice + eccessi di focosità verso tutte", vero o falso che sia, fa brutta figura, si piglia le bacchettate.
Mi è piaciuto, però, quel che ha scritto "Gek" Galanda, l'argento olimpico di Atene, nella sua rubrica sul numero di dicembre di Basket Magazine. Equilibrato nell'esprimere rammarico per il mancato ingresso di Masciadri senza per questo gridare al mostro e gettarlo nel calderone dei violenti sulle donne.

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