sabato 15 marzo 2025

EuroCup: la finale è Baxi Ferrol-Villeneuve. Non passa Pasa

- Il Baxi Ferrol, giustiziere di Sassari, la fa grossa e arriva in finale. Delusione per Lione (rima) che seguivamo con più simpatia in questa semifinale, non solo per la presenza della nostra alfiera Francesca Pasa (da play titolare), ma anche per i due astri nascenti del 2005, Jocyte e Malonga. Ma la compagine francese ha toppato completamente l'andata, davanti a 3.598 spettatori in terra iberica (tra parentesi, sia Francia che Spagna in quest'annata di coppe hanno avuto dai 2000 ai 4000 spettatori con 5-6 squadre ciascuna; l'invidia è lecita); :wacko: fatto sta che il Baxi rifila a Lione una paga memorabile, 93-62, un abisso non recuperabile salvo cataclismi. Esplosione improvvisa dell'irlandese Melia, una lunga che da una decina di punti di media ne confeziona 27; dall'altra parte Malonga ne fa 17, almeno sufficiente, ma Jocyte solo 6 con 2/7, e Pasa 2 in 24' con 1/7. Una Caporetto.

Al ritorno appare chiaro fin da subito che la rimonta è utopia, perché le spagnole stanno lì incollate; Lione può solo ambire alla vittoria-brodino nella singola partita, cosa che ottiene con un 74-63 che sa d'amaro. Malonga stavolta è più esplosiva, ne fa 22 + 14 rimba; 23 Quevedo; ancora buia Jocyte con 5, e Capobianco sarà contento, visto che la Lituania è nostra avversaria nel girone di Eurobasket; Pasa 5. Per il Baxi, 4 in doppia cifra, bel collettivo.

- Nell'altra semifinale, più equilibrata ma non del tutto, Villeneuve piazza la stoccata cruciale all'andata in terra ungara contro Sopron; 3 quarti quasi alla pari, poi il break francofono nell'ultimo, 66-73. Insieme a Shavonte Zellous (17), ancora sugli scudi la Tilde Villa di Francia, ovvero Carla Leite (play 2004 creativa, come la nostra), 16 con 6/8 dal campo + 6 assist, solito carattere da vendere.
Al ritorno, davanti a 2200 spettatori, Sopron parte all'assalto (8-15 al 10') ma Villeneuve rimette le cose a posto (24-21 al 20'), la partita s'impaluda a punteggio basso e va bene per le francesi, che così non rischiano di farsi scappare le avversarie, anzi le tengono al guinzaglio chiudendo 54-46. Stavolta Zellous fa solo 1 punto con 0/9 ma la tale Leite è letale e fatale (che cazzo dico? Boh) =_= con 15 punti; Gueye, 2002 francese (ma quante ne hanno, perdio, di giovani forti?), fa 13 + 12 rimba.

giovedì 13 marzo 2025

A1: vincono le favorite. Faenza battuta ma felice: è ai playoff

 Un turno di transizione, questo quartultimo, che non sarà ricordato per l'effervescenza.

- S. Martino-Battipaglia. Non priva d'interesse, perché le campane mettono a lungo in difficoltà le Lupe, capeggiando per quasi tutto il primo tempo salvo subire l'aggancio all'intervallo (25-25). Punteggio che non decolla neanche nel 3° quarto, che conferma la parità dopo qualche sorpasso vicendevole (37-37). Spunto decisivo per S. Marino a inizio 4° periodo con punti preziosi di Gilli; il margine di 6 punti, poi 7, alla fine ridotto a 5, è sufficiente per arrivare in porto senza troppi patemi (56-51).
Bickle 13 punti, mentre D'Alie fa registrare il... numero della Bestia, ovvero 6-6-6 (punti-rimba-assist); per Batti Cupido 14, Benson 11, Smorto 9.
Le Serventiane mancano l'occasione ma conservano il +2 su Brescia e Sassari in ottica-playoff.

- Alpo-Geas. Bene la vittoria (anche per non guastare il compleanno di Cin'Zanotti), per la prestazione attendere tempi più propizi. Geas quantomeno pragmatico, con un colpo di reni nell'ultimo quarto per evitare i rischi di una volata con Alpo, di cui chiaramente la miglior Sesto avrebbe fatto succo e polpa, ma la miglior Sesto in questo periodo non c'è. Tanto che fatica, per 3 quarti, a scrollarsi di dosso Alpo, che anzi a tratti passa pure in vantaggio, mostrando qualche spunto interessante di Keller che nelle sue prime due partite era stata oggetto misterioso. Sigla lei l'ultimo sorpasso veronese, ma il Geas chiude il 3° quarto con uno 0-4 (correzione al volo di Trucco, arresto e tiro di Conte) che fa da prologo al decisivo break di 0-8 in apertura dell'ultima frazione. Finisce 51-62 con Moore 16, Spreafico 12, Jakubcova 11 per le vittoriose, fra cui però Makurat deve ancora riprendersi (0/8) e Gwathmey ha giocato solo 3 minuti; per le battute, Ejiofor 14.

- Schio-Derthona. Poteva essere il big match se Derthona fosse stata al meglio, ma non puoi competere a Schio per 40 minuti se ti presenti con due straniere di cui una gioca 2 minuti (Premasunac). Le tortonesi provano comunque a resistere, con Zahui e Attura soprattutto, ma beccano un 12-3 nel corso del 2° quarto, staccandosi irrimediabilmente. A fine 3° periodo sono 20 tondi di distacco. Alla fine 88-69. Come già contro Venezia, è bestiale Schio a rimbalzo offensivo (20 arraffati). Curiosa abbondanza di elementi in doppia cifra: 6 per le venete (guidate da Laksa con 17), 5 per le piemontesi (con Attura a 19, Zahui a 15).
Derthona dovrebbe comunque arrivare quarta anche se ha solo due partite rimaste; se da dietro non fan prodigi, potrebbe bastarle battere Alpo.

- Brescia-Campobasso. Era importante soprattutto per Brixia, a caccia di punti per credere nei playoff (ma ora servirebbero 2 vittorie in 3 partite, sempre che Battipaglia non si smuova più). E all'inizio sembrano gagliarde le lombarde (rima), scattando 9-2 con Toglia(ni) & Taglia(mento). Le molisane macinano con calma, sapendo di avere più frecce al loro arco; le frecce per la verità non entrano molto (4/18 da 3 nel primo tempo) ma in compenso c'è una supremazia a rimbalzo offensivo (punto debole bresciano dopo la dipartita di Evans) che consente di tirare e ritirare sinché la boccia non entra. All'intervallo così è 30-36 ospite nonostante le locali tirino meglio. Poi Campo nel 3° quarto ha anche sprazzi di qualità superiore e fa il vuoto; pure +23 nell'ultimo; finisce 55-70, scarto onesto.
Tagliamento 17+11 rimba per Brescia, nessun'altra in doppia cifra; troppo poco contro una Campo senza squilli ma molto bilanciata (Quinonez 13, Kunaiyi 9+15 rimba).
Campobasso terza sicura.

- Venezia-Faenza. Beccarne 34 ed essere felici si può? Sì, se ottieni a distanza la qualificazione matematica ai playoff, che non avresti mai sperato (o meglio, sperato sì, ma nei sogni) a inizio stagione. Sulla partita è troppo lo squilibrio per poter offrire dei contenuti (21-8, 35-18, 51-27, 69-35 il progressivo). Divertente qualche bizzarria statistica: le due lunghe titolari romagnole hanno prodotto: Fantini 0/6 al tiro anche se 10 rimbalzi, Jakpa zero tiri in 28 minuti e se non è un record, poco ci manca. :blink: La Reyer sciorina la sua profondità con 11 elementi a segno, tra cui la bebè-prodigio Hassan (2).

mercoledì 12 marzo 2025

Coppa Italia A2: l'oro di Empoli (Colognesi vera mvp), Costa a un soffio, Milano e Valdarno steccano, debacle del girone Est tranne Roseto

 Una Final Eight senza padroni designati, senza favorite d'obbligo, ma solo semi-favorite, trova in Empoli una vincitrice nitida. Dominata Mantova tranne un passaggio a vuoto a cavallo della pausa lunga; capolavoro su S.G. Valdarno con una partenza forte e poi soffocando ogni reazione della rivale corregionale; in finale con Costa, è vero che ha vinto di un punto (75-74, un altro thriller dopo quella dello scorso anno che aveva battuto ogni record con 3 supplementari), ma ha fatto l'andatura e poi ha trovato il colpo di reni vincente in volata. Su 120 minuti, ne ha trascorsi qualcosa come 110 in vantaggio.


- Nulla da eccepire su chi sia stata la migliore delle 8 in lizza. Il che non significa migliore in ottica-playoff, òcio: anzi, dal 2017, cioè da quando c'è la F8, su 9 edizioni solo Crema nel 2022 ha bissato coppa & promozione. Un conto è essere la migliore in marzo nella dura ma condensatissima riffa di 3 partite secche in 3 giorni, un conto è esserlo in maggio in una maratona di 3 serie da 2 o 3 partite, più diluita nel tempo.
Quindi al massimo si può dire che il girone Est è stato meno competitivo dell'Ovest, diciamo pure che ne ha prese un sacco e una sporta, se non fosse per le padrone di casa, che però appunto avevano il vantaggio di campo e pubblico. Vedremo se nei playoff cambierà qualcosa; al momento il divario è parso netto.

- Un fattore-chiave per Empoli è stata la capacità di tirare bene o molto bene da 3 in tutte le partite (nell'ordine: 11/26, 9/19 e 11/30), cosa per niente semplice in 3 serate di fila contro avversarie del massimo livello: normalmente almeno una volta in cui spacchi i ferri la becchi. Su questa base la compagine tosca ha aggiunto la versatilità di Colognesi, Tarkovicova e Vente, una Castellani che ha smazzato 27 assist, una difesa che ha saputo mordere (pur con qualche passaggio a vuoto in finale), e un supporto prezioso delle attrici non protagoniste; perché se guardi la somma delle individualità, la squadra di Cioni ne aveva probabilmente meno rispetto a certe rivali, e del resto in campionato qualche passo falso l'ha avuto, ma è un bel collettivo che in queste F8 ha mostrato la sua versione migliore.

- Sulle individualità va però sottolineato che, se il premio di mvp riguardava solo la finale, ci sta di darlo a Ianezic che l'ha decisa, obiettivamente, con 8 punti in volata; ma nell'arco della F8 la migliore è nettamente Silvia Colognesi. La quale si è presa lo sfizio di battere la sua "alma mater" Costa in finale. Ma soprattutto ha avuto un rendimento altissimo sui 3 giorni: 19,3 punti e 10 rimbalzi di media, 50% da 2, 56% da 3, 28.3 di valutazione a partita. Ianezic, per dire, ha avuto 11.3 punti di media e 11 di valutazione. Fino allo scorso anno Colognesi era una buona giocatrice, gran rimbalzista ma con un arsenale offensivo limitato. Ora è un'ottima giocatrice che ha aggiunto l'arma di un tiro da 3 che può essere micidiale, come contro Valdarno: 5/6 dall'arco nel primo tempo. Ma ha anche una presenza mentale notevole, non svalvola mai anche quando in campo regna il caos, non va sopra le righe né indulge in personalismi. Magari c'è chi incanta di più per talento puro, movenze o che altro, ma lei è una colonna solidissima nell'edificio di una squadra.
Detto di Ianezic-killer, merita una nota Liga Vente, che in A1 probabilmente mostra limiti di taglia e tecnica, ma al piano di sotto ha messo insieme un palmarès clamoroso, 3 promozioni e 2 Coppe: parafrasando il famoso detto sui tedeschi che vincono sempre nel calcio, "l'A2 femminile è quella categoria in cui si scannano una trentina di squadre e alla fine vince sempre quella di Liga Vente".

- Quando perdi di un punto la finale non vai via col sorriso sulle labbra, ma Costa ha fatto una buona F8, approfittando in parte dei guai di Udine ma comunque battendola con autorità, poi scampando al trappolone di Roseto che la sera prima aveva impegolato il Sanga, infine contendendo la vittoria sino all'ultimo, rimontando un'Empoli che a lungo sembrava lanciatissima a bissare il dominio su Valdarno. La squadra di Andreoli vive di alti e bassi, ha minuti di appannamento in cui perde palloni banali e s'intestardisce nelle triple, apparentemente dimenticandosi di avere due torrioni d'area come Osazuwa e Kaczmarczyk (oltre che penetratrici pericolose come Crowder e N’Guessan), ma ha anche frangenti in cui ha un'energia e un pacchetto completo piccole/lunghe/tiratrici in grado di rifilare parzialoni a chiunque. La migliore nell’arco dei 3 giorni è stata “Big O” Osazuwa, che come già in campionato ha fatto vedere quanto sia progredita nella continuità mentale sui 40 minuti, dimostrata non solo dalle cifre complessive (16 punti e 8,3 rimbalzi di media col 64% da 2 per 22 di valutazione) ma anche da canestri importanti che ha messo nei due finali in volata, segnatamente quello della svolta in semifinale, con un’entrata di forza ma anche di destrezza dal post alto (in un momento di massima pressione perché Costa s’era fatta sorpassare accumulando errori); ma anche in finale è stata lei a tenere viva Costa replicando a Ianezic, prima della tripla “tabellata” di Cibinetto che è arrivata troppo tardi (meno 1 a 2 secondi dalla fine).

- Le maggiori delusioni, rispetto al previsto, sono Valdarno e Sanga che erano le finaliste più pronosticabili. Non è che sia la prima volta, anzi, che si entra papa e si esce cardinali alle Final Eight, l’abbiamo visto con tante squadre-top negli anni. Stavolta è toccato a loro. Le tosche hanno passeggiato fin troppo agevolmente con Matelica, poi sono sembrate faticare a “settarsi” a un livello più alto di difficoltà come quello proposto da Empoli, che le ha strapazzate dall’inizio alla fine. Qualche segnale di vulnerabilità era in effetti emerso nella marcia d’avvicinamento alla kermesse, sotto forma di sconfitta a Broni e vittoria risicata a Livorno: forse l’assenza di Conde pesa più del dovuto, perché in compenso è arrivata Policari e non è che il resto del roster sia carente.

Milano ha avuto un po’ di sfiga nel beccare la squadra di casa “in gas”, ma anche demeriti nel non riuscire mai a prendere le redini della partita. Solo qualche sprazzo (+6 a inizio secondo quarto, e soprattutto +5 a 4’ dalla fine) in mezzo a molta fatica. La volata dimostra poi che a volte nelle situazioni di massima tensione non vince l’esperienza ma la gioventù, visto che Lucantoni ha messo tutti i tiri decisivi mentre le “big” del Sanga hanno sbagliato sia scelta che esecuzione (mi riferisco soprattutto alle entrate fallite da Moroni e Nori nell’ultimo minuto), oltre a inanellare due svarioni di fila con Cicic (dormita difensiva su penetrazione e passaggio regalato). La stessa Toffali sembrava una Ferrari con le ganasce alle ruote, un po’ perché Roseto le è stata addosso con profitto, un po’ perché non era in giornata lei, anche se poi di classe e di mestiere ha racimolato 13 punti dopo lo zero all’intervallo.

Roseto ha indubbiamente reso sopra il suo potenziale, come dimostrato anche l’indomani sfiorando il bis contro Costa, e alla luce della debacle delle altre del suo girone (c’è da supporre che in campo neutro non avrebbe fatto molto meglio di loro).
Contro Milano ha trovato una Espedale versione “jolly inatteso” che spariglia le carte dando fiducia alle compagne col suo ingresso dalla panca, poi una Lucantoni che conferma il gusto per i canestri decisivi (se fosse forte nei primi 38’ come lo è negli ultimi 2’, saremmo a cavallo) e una Coser che in battaglia sa sempre dire la sua. Oltre a una Saskeviciute costante e una Caloro positiva sia nel realizzare che nell’arginare Toffali.
Contro Costa ha probabilmente giocato meno bene ma è arrivata vicina a partorire un altro colpaccio, quando dopo aver succhiato le ruote delle lombarde per tutta la partita (cioè sempre sotto ma di poco), ha messo la freccia a 45” dalla fine con Coser che ha lucrato fallo su una tripla e ha messo 2 liberi su 3 per il +1, ma Osazuwa di là ha replicato in entrata e per la favola rosetana è scoccata la mezzanotte, visto che poi non ha azzeccato più nulla, beccando un 7-0 in un amen.

- Per il resto è stata una Caporetto del girone Est, come già s’accennava prima. Udine purtroppo è stata svuotata (forse non solo di giocatrici ma anche di energie mentali) dalle vicissitudini societarie; è durata un quarto contro Costa. Mantova e Matelica hanno preso legnate, con la differenza che le lombarde contro Empoli hanno almeno avuto una buona reazione col sorpasso nel 3° quarto, prima di eclissarsi con un parziale di 0-18; mentre le marchigiane non hanno dato segni di competitività. Al momento è difficile capire qualcosa in quel girone in ottica-playoff, anche perché al momento sembra Treviso la migliore laggiù, come del resto Broni rischia di essere la migliore dall’altra parte, ed entrambe non c’erano alla F8. Così come non c’era Ragusa che non va trascurata in prospettiva. Un gran magma ma è anche bello così.

- Sul bilancio organizzativo non mi pronunzio, avendo assistito a distanza. Pare che un maldestro spettatore abbia staccato un cavo dello streaming all’inizio della prima giornata; l’associazione degli statistici ha denunziato cifre malfatte; c’è stato l’affaire inquietante del pulmino di Empoli sabotato (e tuttavia ha portato bene, se vogliamo…), bis del guasto già capitato alle Panthers la settimana prima. :blink: A parte questo, credo sia andata nella norma. Si parla di 1000 spettatori per la semifinale, non pochi anche se l’effetto visivo nel palazzone era di vuoto più che di pieno. Una finale con Roseto avrebbe potuto attirare 1500 anime; in assenza della medesima si è faticato un attimino a cacciar dentro la gente, seppure gratis.



giovedì 6 marzo 2025

A1: Faenza si conferma nel recupero. A2: il "miracolo" di Giussano, il colpo di Siciliano-Ragusa e il caso dei pulmini di Roseto alla vigilia della Copp'Italia

- Appendice telegrafica sul recupero di A1, Alpo-Faenza, che per ambo le compagini si risolve in una conferma: ovviamente in positivo per le romagnole e in negativo per le veronesi. Le quali, in una sgradita fotocopia di sabato con Brescia, cedono in volata dopo aver anche condotto, in un match a fasi alterne. Meglio Faenza nei primi 2 quarti (31-35), buono il terzo di Alpo che passa in testa e si presenta avanti di 4 a poco più di 5' dalla fine.
Qui però la svolta decisiva, perché Faenza in meno di 1'30" piazza 3 stoccate, due con Scekic da dentro l'area e una con Turel da 3 in transizione (62-65 a -3'50"), mentre Alpo commette una serie tremenda di errori, fra tiri e palle perse. Serie che continua anche quando le romagnole a loro volta s'inceppano e non sferrano il k.o.; dopo un'altra sinfonia di pastrocchi delle locali, Faenza ha buon gioco a chiudere i conti con un libero di Fondren e un arresto-e-tiro di Turel (62-68 a -17"); finale 65-69.
Si hanno: Tulonen 21 per Alpo che però ha quasi nulla da Ejiofor (che invece era stata in evidenza contro Brescia) e, ahi ahi, dal recente innesto Keller che per la seconda volta non sembra esattamente una che ti svolta la stagione... Per Faenza le garanzie Fondren (17) e Roumy (16) sono supportate da una vieppiù sorprendente Scekic (8 + 12 rimba + 3 stoppate) e dal plotone di proletarie italiane d'assalto.
E Faenza, ascolta oh popolo, oggi 5 marzo notte è quinta da sola. "Do you believe in miracles?", come esclamò una volta Federico Buffa (ex fidanzato dell'ex giocatrice Brembilla, tra parentesi, ma soprattutto ex telecronista Nba).

A2: nei miracoli ci ha creduto, e ne ha realizzato uno, la giovane Giussano nel derby contro Costa a cui ho assistito personalmente (e consiglio questa videosintesi personale di circa 3 minuti).
Non solo era penultima contro seconda, ma le Foxes giussanesi erano all'osso dopo la partenza di Reani per Vigarano e l'indisponibilità della nipote d'arte Colico. In sostanza aveva 8 giocatrici da ruotare di cui 6 nate dal 2005 in poi; non che Costa sia stagionata, ma le sue 5 "senior" c'erano tutte (Penz, Bonomi, N'Guessan e le due straniere) e sommate a "Big O" Osazuwa e le altre young girls, sembrava più che sufficiente per controllare saldamente la partita.
Oltretutto, non è che Giussano fosse in serata clamorosa al tiro. Anzi, tra le varie Lussignoli, Crippa, Ramon e inizialmente anche Diotti, non entrava nulla. Però Giussano è stata brava a mettere sul parquet un agonismo che è riuscito ad annullare il gap tecnico, con l'aiuto, probabilmente, di quel campo particolare che è il bunker di Arese, dove gli spazi sembrano stretti per via delle pareti laterali vicinissime (tribune solo dietro i due canestri).
Fatto sta che Costa non riusciva né a correre, né a infilare triple, né a dominare a rimbalzo come sembrava logico facesse. N'Guessan la più incisiva, ma rispondeva dall'altra parte l'ex di turno Bernardi. Punteggio comunque bassissimo. Costa aveva l'aria di aspettare che la vittoria le venisse incontro fisiologicamente, senza doversi dannare per conquistarla, giocando come il gatto col topo.
E a un certo punto sembrava che andasse proprio così, dopo un triplone a campanile di Osazuwa sulla sirena del 3° quarto (+6) e un break all'inizio dell'ultimo, sbloccando finalmente qualche contropiede e un paio di triple di Penz e Bonomi. Sul 41-52 a -4'30" pareva davvero chiusa, anche perché pensavi "Giussano così stitica, quando li segna 11 in 4 minuti?". Ebbene, inopinatamente ne ha segnati 13, contro uno solo. Protagoniste Bernardi (due triple) e, bella notizia per le nostre nazionali giovanili, la 2008 Zanetti con un canestro su rimbalzo offensivo e soprattutto un sontuoso canestro in "reverse" su giro dorsale in post basso. Poi Diotti pareggiava in arresto e tiro.
Nel frattempo, Costa sbagliava tutto, anche da mezzo metro. Dopo l'ultimo errore, nella mischia a rimbalzo, frittata da dodici uova con fallo in attacco di Osazuwa su Zanetti. Per la verità è forse un fischio "di confusione", di quelli utili agli arbitri per evitare il supplementare, ma resta un'ingenuità, e comunque Costa non ci doveva arrivare a quel punto.
Zanetti segna un libero, sbaglia il secondo, rimbalzo Costa ma c'è gente che scivola, palla fuori, rimessa Costa ma mancano solo 7 decimi. Dopo il timeout, rimessa con "lob" verso il centro dell'area ma intercettato. Vince clamorosamente Giussano 54-53 (19 di Bernardi e 15 di Zanetti contro 18 di N'Guessan e 10 di Osazuwa).

- Quindi: Costa scivola dal 2° al 4° posto (raggiunta da Empoli e da Milano che ha una partita in meno). Intanto Valdarno si salva all'overtime a Livorno e resta solitaria.
Nel girone Est, una clamorosa Siciliano (37 punti, 11/20 dal campo, 9/10 ai liberi, 10 rimbalzi, 11 falli subiti, 46 di valutazione) trascina Ragusa a sbancare Udine, che dopo l'intervento salva-società ha recuperato Gianolla, Bovenzi e Cancelli rispetto alla scorsa partita, ma non è bastato. In testa Matelica e Mantova ma ci sono 6 squadre a quota 5 e 6 sconfitte (compresa Ragusa che ha 3 punti di penalità).
Tra queste c'è Roseto, la quale non ha giocato a Vicenza per guasto ai pulmini societari, sospetto sabotaggio:woot: Devo dire che questa ci mancava, in tanti anni di bizzarrie del femminile. Il tutto dopo che la scorsa partita un individuo rosetano aveva commesso invasione di campo, forse un altro sabotaggio, procacciando la squalifica del PalaMaggetti.
Insomma non l'ideale viatico per la Coppa Italia da ospitare in casa nel weekend imminente.

Coppa Italia, dunque: chi vince? Non ne ho la più pallida idea. :wacko:
Però nemmeno è il caso di rifugiarsi nel classico "In partite secche può succedere di tutto". Che è vero, ma è anche vero che Crema ha vinto 5 edizioni di fila, quindi esiste una logica del più forte. Lo scorso anno ha vinto Derthona, l'anno prima Udine, e non erano capitate lì per caso.
Solo che al momento il panorama è quantomeno ingarbugliato. L'Est è stato sottovalutato a torto nelle scorse edizioni ma stavolta offre davvero poche certezze: Udine, che era la migliore, e anche la più rodata nella competizione, è come una nave che ha attraversato una burrasca ed è rimasta con qualche vela rattoppata; Roseto, Mantova e Matelica sono tutte buone ma ce le vedi a vincere 3 big matches in 3 giorni? Con tutto il rispetto, no. Almeno uno sì, non sto dicendo che finiranno tutte fuori subito. Ma non paiono da trofeo. Forse Matelica se azzecca il colpaccio su Valdarno alla prima, poi trova la vincente di Mantova-Empoli che è fattibile, e poi va in gas e arriva fino in fondo. Ma resta improbabile. Non vorrei sottostimare Mantova che ha gente mica male come Orazzo, Fietta, Fusari e le due argentine, però stesso discorso, 3 partitoni di fila li ha in canna? E Roseto? Stessi dubbi ma in più ha anche un tabellone arduo. Occhio poi che ultimamente nessuno è profeta in patria, in queste Final Eight.
E dunque, se Udine non produce un ritorno di fiamma, punterei su un'esponente dell'Ovest. Valdarno merita credito per il primato nel suo girone e per l'organico, che pur senza Conde ha fior di gente per la categoria. Milano e Costa come prime alternative, anzi Milano potrebbe anche essere favorita, se ha recuperato almeno Guarneri fra le due assenti della partita scorsa (Merisio dovrebbe essere out sicura). Però il Sanga ha Roseto, compagine di casa, al primo scoglio e il fattore ambientale potrebbe pesare.

mercoledì 5 marzo 2025

A1: Schio esce dal Taliercio con lo scettro di leader. Gode Batti nello scontro-playoff. La grandine di Campo sul Geas

Giornata in cui 4 partite su 5 sono finite con uno scarto entro i 5 punti; e anche l'unica squilibrata ha avuto qualcosa da dire.

Venezia-Schio. Lo scudetto passerà dal fortino scledense, che la Reyer dovrà espugnare almeno una volta se vuole conservare il tricolore. Questo il verdetto della megasfida del Taliercio (3.037 spettatori, cornice degna). Dopo la Coppa Italia, il Famila vibra una seconda stoccata nel suo piano di restaurazione che, ovviamente, prevede di completarsi col tricolore.
Rispetto al recentissimo “big clash” di Coppa, è stata una partita leggermente più frizzante sul piano offensivo, almeno nella prima metà, mentre nella seconda si è rivista la stitichezza che aveva caratterizzato la disfida torinese. In parte, la differenza si spiega col fatto che nel primo tempo di domenica gli arbitri hanno elargito tiri liberi in abbondanza (poi non più, quasi si siano pentiti di cotanta generosità), mentre in Coppa s’erano ingollati il fischietto.
Alla fine però la sostanza è la stessa: vince Schio pur senza brillare, ma facendo indubbiamente qualcosa di più. Una vittoria, insomma, non per episodi, anzi casomai per gli episodi la stava sciupando nel finale, sino a concedere la tripla del potenziale overtime.
Va tenuto conto che il Famila veniva dalla dispendiosa trasferta d’Istanbul, mentre l’Umana aveva avuto tutta la settimana per prepararsi, oltre al vantaggio del campo. Eppure le Mazzoniane non hanno mai preso in mano la partita, sempre al traino con qualche aggancio o minimo vantaggio. Le Dikaioulakote hanno comandato per tutto l'ultimo quarto, ma anche prima sono state loro a proporre gli unici veri breaks, seppur mai risolutivi. La partita quindi ribadisce l’attuale riconquistata supremazia scledense.
Cosa sta mancando a Venezia rispetto a quando lo scettro l'aveva preso lei? Se ci sia qualcosa a livello di gruppo, non lo so. Ma, come già in Copp’Italia, è palese individuare la causa principale nel vistoso calo delle due principali artefici del trionfo tricolore: Kuier Berkani. Cioè le due che, nel rispettivo reparto e quindi sommandosi alla perfezione, avevano innalzato le loro prestazioni a un livello dove nemmeno le punte scledensi erano riuscite a seguirle. Domenica Kuier si è fermata a 5 punti con 2/11; Berkani a zero con un solo tiro in 14' insulsi.
Da aggiungere, e non è poco, che Shepard, la quale era accusata da alcuni di essere troppo accentratrice e poco propensa alla difesa (colpe da cui si era riscattata in finale, mettendosi al servizio della squadra), è stata sostituita da una Stankovic talmente poco accentratrice da risultare trasparente (2 punti in 8'). :blink: Quindi 3 straniere su 4 hanno prodotto poco o nulla. Shepard, anche nelle giornate peggiori, tra l’altro, una decina di rimbalzi li portava giù. Stavolta Schio ha pasteggiato comoda sotto le plance veneziane, rastrellando 23 rimbalzi offensivi contro 5, e tirando così oltre 20 volte più delle avversarie.
In questa situazione, è già tanto che la Reyer abbia portato Schio fino all’ultimo tiro, grazie soprattutto alle italiane e a una buona Smalls. Potrebbe anche vedere il bicchiere mezzo pieno: se Kuier e Berkani ritrovassero smalto, le radiose giornate di maggio 2024 potrebbero ripetersi, anche se il fattore-campo che tanto giovò per andare 2-0 in finale, stavolta sarà a sfavore delle orogranata.
Da parte loro, però, anche le Cestariane hanno margini di miglioramento, anche perché non avranno più l’impegno d’Eurolega in mezzo, e perché la miglior Juhasz dopo il mezzo infortunio in nazionale non è ancora tornata. In più anche Salaun in questo periodo è in flessione.
In sintesi: oggi Schio numero 1, entrambe possono salire di livello da qui a maggio, chi lo farà di più si papperà lo scudo.

L'andamento. Il 1° quarto è un garibaldino botta e risposta che sembra voler cancellare il ricordo della carestia di Copp'Italia; finisce infatti 22-26 per Schio dopo fiammate alterne; di Sottana e Verona quelle più ficcanti per le ospiti; Pan, Santucci e Fassina fanno di più per le locali. Schio ha già 19 tentativi dal campo, una gragnuola.
Ancora vivace il 2° periodo, anche se cominciano a calare ritmi e canestri; le straniere, in ombra all'inizio, battono qualche colpo; tripla di Kuier per il 31-31; Laksa, Salaun e André rilanciano Schio (33-39), controbatte Cubaj, che emerge come la migliore per la Reyer, propiziando il 40-40, anche se l'ultima parola prima del riposo l'ha Keys (40-42).
Nelle cifre alla pausa già emerge il nocciolo della supremazia scledense: 36 tiri dal campo contro 26; tanti tiri liberi per parte, già 17 per la Reyer, 14 per il Famila: non ne avranno quasi più nella ripresa.
E non a caso le segnature colano a picco. Nei primi 5' della ripresa il parziale è uno stitico 4-2; c'è poi l'ultimo vantaggio veneziano, di brevissima durata, con Cubaj e Smalls, ma anche stavolta è rapida Schio a reagire, graffiando con Juhasz, Sottana e una tripla di Zanardi che, dopo un periodo in naftalina, viene rispolverata con successo (50-55 al 30').
All'inizio dell'ultimo quarto, Schio va per la spallata definitiva e sembra ottenerla con Sottana e una tripla di Laksa (52-60), rincarando poi, dopo un botta-e-risposta tra Villa e Zanardi (in duello come ai bei vecchi tempi delle giovani longobarde), sino a +10 quando mancano ormai meno di 4' (56-66).
Comincia lì un'altra partita perché Schio si pianta totalmente, esaurendo forse la benza dopo le fatiche di Eurolega; Venezia torna a crederci con Villa e Pan (60-66) ma sciupa poi una serie di occasioni ghiotte, in uno stallo del punteggio che dura oltre 2', a tutto vantaggio del Famila che ormai è in palese difficoltà; Santucci realizza da sotto con una buona percussione-arresto-appoggio, poi frittata di Verona che regala un passaggio a Smalls, la quale realizza in contropiede (64-66 a -27").
Il Taliercio, rianimato quasi all'improvviso, ora sogna il ribaltone; sbaglia ancora Schio, con Laksa in arresto dalla media, ma ecco la piaga dei rimbalzi tornare a colpire sul più bello: la stessa lèttone arraffa la palla sul proprio errore e si procaccia fallo. Realizza solo un libero, così la Reyer, dopo timeout, ha la chance per pareggiare, ma Smalls viene ben chiusa, deve mollare la patacca bollente a Pan che può solo improvvisare un lancio da 9 metri, senza esito. Schio vince 64-67.
Si hanno: per le vittoriose Juhasz 13, Verona 12, Salaun e Laksa 10, Sottana 9, insomma varie discrete, nessuna da urlo; ancora al buio Dojkic (0 con 0/8). Per le battute, Smalls 14, Cubaj 13, Santucci e Villa 10; del trio Kuier-Berkani-Stankovic s'è già detto. Così come s'è detto, ma giova ribadirlo, che Schio vince grazie a 23 rimbalzi offensivi contro 5, pur tirando col 31% dal campo contro il 42%.

- Campobasso-Geas. Era il "sottoclou" di giornata, fra le due maggiori candidate alla semifinale, perlomeno se si considera il potenziale teorico e non il rendimento attuale. Di Sesto, chiaramente, che oggi come oggi non c'è, qualunque sia il motivo principale (acciacchi, calo di condizione di troppe pedine, approccio sbagliato com'è stato detto in conferenza stampa sia da Spreafico che da Zanotti, o che altro).
Entrambe venivano da sconfitte mal digerite, ma solo Campobasso aggredisce la partita con la voglia di dimostrare qualcosa: scatta 13-5 con Quinonez e Scalia, poi 24-9 in 6 minuti, bucando una difesa sestese inconsistente. C'è una reazione, 0-8, con Moore e Spreafico, le uniche due "sul pezzo" per le nord-milanesi, ma Morrison penetra nel burro allo scadere del 1° quarto (26-17).
Ma è nel secondo che scende la grandine: il team del pastificio crivella la retina da ogni punto dell'arco, in alcuni casi con troppo spazio concesso dalla difesa, in altri con fiondate pazzesche semplicemente immarcabili, soprattutto di Scalia, ma anche Trimboli, Quinonez, Ziemborska, insomma chiunque alza la mano fa canestro. All'intervallo è 51-29, Campobasso ha 7/8 da 3 nel 2° quarto (12/16 nei primi 20') contro 1/8 del Geas, il che fa tutta la differenza.
Reazione sestese? Non ve n'è ombra se non dopo un'ulteriore mazzata molisana, sino al 68-37 del 25'. A quel punto inizia un parziale di 7-24 per il Geas, con Moore e il risveglio di Makurat, e Sabatelli s'inquieta un po' quando a 4'30" dalla fine è "solo" +14 (75-61), ma ci vuol poco per ristabilire 19 punti di scarto finale (89-70).
Si hanno: Scalia 18, Kunaiyi 17, Quinonez 14 per le trionfanti, prestazione maiuscola; Moore 17, Spreafico 15, Makurat 11 per le battute, prestazione minuscola.
Ormai Campo ha blindato il 3° posto mentre il Geas è in un calderone fra quinto e settimo, anche se ha un calendario favorevole: le ultime 4 partite sono contro le ultime 4 della classifica.

- Battipaglia-Sassari. Cruciale per la lotta-playoff. E le campane... suonano a festa, giacché vincendo si portano a +2 sulla rivale nuragica, pur senza ribaltare la differenza-canestri. Entrambe hanno solo 3 partite rimaste e sono tutte durissime, per cui salvo imprese rimarranno alla quota attuale. Discorso simile per Brixia che ha una gara in più da giocare, ma 2 punti meno di Batti e lo 0-2 negli scontri diretti.
Insomma al momento è la compagine di Serventi in "pole" per l'ottava piazza. Una sorpresa rispetto a inizio stagione, ma si è guadagnata tutto sul campo, per l'esattezza sul suo campo, il micidiale PalaZauli dove ha colto 5 delle sue prede stagionali.
In questa torrida disfida, inizia meglio Sassari (11-15 al 10'), ma nei quarti centrali Battipaglia sorpassa (29-24 al 20') e poi scappa via (49-42 al 30') con un +9 al 34'; segue però un blackout campano con rimonta sassarese grazie alla convalescente Begic, a Toffolo e al risveglio di un'opaca Taylor (53-53 a -1'50"). Tutto in bilico, segna Cupido, risponde Gonzales, poi l'azione decisiva: Tassinari sbaglia da 3, Benson arraffa il rimbalzo, riapertura, altra tripla dell'ex bandiera bolognese e canestro; Gonzales fallisce la replica e commette antisportivo. Batti chiude 62-57 (Cupido 17, Benson 11 contro Gonzales e Toffolo 17, ma solo 9 per Taylor e 3 per Carangelo con 4/21 in coppia).

- Derthona-S. Martino. Bel duello che mette virtualmente al sicuro il 4° posto delle tortonesi, mentre le Lupe restano favorite per il quinto, avendo un buon calendario nelle ultime 4 gare, e gli scontri a favore sul Geas.
A far l'andatura sono sempre le padrone di casa (16-14 al 10' con Zahui già a 11 punti; 39-30 al 20' con folate di Penna e un 4/4 da 3 nel 2° quarto, 56-49 al 30' con buoni spunti di Arado), salvo estemporanee ricuciture ospiti; si riapre tutto nell'ultimo, con SML che si riporta a meno 3, viene respinta da Melchiori e Arado ma si rifà minacciosa sul 64-61 a 3' dalla fine; canestro cruciale di Zahui (66-61), le Lupe sbagliano 3 volte da 3 nella stessa azione, poi D'Alie mette due liberi, Attura fa altrettanto, Simon idem, Attura 1/2 ma ormai non c'è più tempo (69-66).
Si hanno: per le vittoriose Zahui 20, Penna 14 (+9 rimba e 5 assist, meno squillante di altre volte ma più di sostanza), Arado 10; per le battute ipercinetica D'Alie che fa 3/17 dal campo ma racimola 13 punti con 15 rimbalzi e 9 assist; Simon 17 e Robinson 14.

- Alpo-Brescia. Sfida fa ultima e penultima (ora diventata terzultima) ma non priva di contenuti piacevoli. Ci provano fino in fondo, le veronesi, a rompere un digiuno da monache trappiste (unica vittoria nell'Opening Day, ovvero fine settembre...). Brixia però nel finale trova quel paio di guizzi in più per avere la meglio. Garibaldi avrebbe gradito i ritmi a martello; si corre e si tira senza risparmio (alla fine saranno 73 tentativi dal campo per l'una, 72 per l'altra con quasi 30 liberi per parte). Vantaggi alterni, sinché sul 75-75 a 5' dalla fine è come ripartire da zero; decide uno 0-5 di Ivanova (arresto e tiro dalla media) e Johnson (tripla) anche se Alpo arriva ad avere la tripla del sorpasso con Rosignoli, sul ferro; Brescia chiude con 2 liberi di Pinardi (82-86).
Si hanno: Johnson 20, risorta, Tagliamento e Togliani 18 per le lombarde; Tulonen 23, Ejiofor 17 per le veronesi, che se non altro dimostrano d'essere vive dopo che qualche loro prestazione rendeva lecito il dubbio. Ha esordito la polacca Keller, nuovo rinforzo, senza peraltro destare meraviglia. Vedremo nel proseguio.

Nella foto: Villa contro Zanardi, duello che il grande pubblico vorrebbe vedere sempre.


sabato 1 marzo 2025

Coppe europee: Schio ci crede tardi; alle F6 c'è Praga. Niente miracoli per Sassari, Pasa c'è

Eurolega

- Fenerbahce-Schio. Alla fine rimane più d'un rimpianto. Perché se è vero che il Fener è il Fener e che ha comandato pressoché dal primo all'ultimo minuto, è bastata una Schio tutt'altro che trascendentale, anzi in pratica con la sola Laksa realmente in serata, per risalire a pochissima distanza dalle turche, anche se solo nell'ottica di vincere la partita e non di ribaltare il discorso-qualificazione. Si è rimasti con la classica sensazione "se durava ancora 5 minuti...". Ma tant'è, sull'arco delle due gare non c'è dubbio che il Fener abbia fatto qualcosa di più.
La strampaleria della formula (che ha tratto in inganno più d'un mass media, abbiamo notato: si è letto "Schio eliminata") fa sì che, se Schio batterà Praga nei quarti della F6 di Saragozza, ritroverà nuovamente il Fener in semifinale. E a volte, giocare contro una squadra con cui hai vinto due volte può essere una trappola (dal punto di vista delle turche), ma occhio che alle F6 dovrebbero esserci rinforzi in arrivo per Meesseman e socie: McBride e Nyara Sabally, non due pescetti d'acqua dolce. E tuttavia sono altre due stars, mentre se c'è qualcosa di cui il Fener è carente sono gregarie d'energia, spaccalegna che si sacrifichino per il prossimo. Chiaro però che, come ha scritto qualcuno nei commenti sui social, se hai Meesseman parti in vantaggio contro chiunque...
E' altrettanto chiaro che il percorso di Schio si fa in salita: per diventare campione d'Europa dovrebbe vincere 3 partite di fila al massimo livello di difficoltà (Praga, Fener e chi emergerà dall'altro lato di tabellone, ossia Valencia contro la vincente tra Mersin e Bourges).

- La partita ha due facce; la prima è nettamente a favore del Fener. La spallata turca di metà 1° quarto, con le solite note Gabby Williams e Meesseman, è neutralizzata da Schio all'inizio del secondo (da 24-14 a 27-25) col pacchetto italico Verona-André-Keys, che funziona meglio dell'assetto iniziale, ingessato, con Dojkic in regia. La croata è opaca sia in fase registica che realizzativa, ma non è che Salaun e Juhasz siano più incisive. Per cui, appunto, Schio trova più linfa dalle italiane, almeno in questa fase, compresa Sottana. Però dura poco, perché Charles produce un 9-0 tutto suo (36-25), cui segue un 6-0 dell'ineffabile Meesseman, con 3 canestri uno più di classe dell'altro. In totale è un micidiale 15-1 per un 42-26 all'intervallo che sa già di "game over" per la qualificazione, dato che fa +22 sommando l'andata. Schio paga caro lo 0/7 da 3 nel 2° quarto.
E' però un'altra partita nella ripresa. Mettiamo pure che il Fener si rilassi un po' troppo, sentendo già sbrigata la pratica. Fatto sta che il Famila riesce a mettere la museruola alle punte di diamante istanbulliote. Solo che a sua volta segna col contagocce, sicché lo stitico 8-8 dei primi 7' lascia tutto invariato. Qualcosa cambia nel finale del 3° quarto con uno 0-6 prodotto dal risveglio di Dojkic (rimasto isolato, peraltro) e Juhasz: 50-40 al 30'.
Seguono altri 7' circa di stallo, stavolta intorno ai 10 punti di scarto (ancora parziale di 8-8); per la verità c'è un interessante meno 6 dopo una correzione al volo di Verona su contropiede sbagliato da Dojkic, la quale mostra nervosismo lagnandosi invano per un fallo sia in quell'azione, sia poco dopo su una persa banale portando palla. Male maluccio. In ogni caso, Meesseman e Uzun ricacciano Schio a meno 10 e ormai sul 58-48 a -3'20" è tardi per sognare ribaltoni.
Tuttavia basta una scintilla per riaccendere almeno la partita in poco più di un minuto: tripla di Sottana su doppio rimbalzo offensivo scledense; canestro di Juhasz da sotto; tripla di Laksa: 58-56 a -1'50".
Allemand dà fiato alle turche con due liberi; risponde subito Laksa su assist di Sottana (60-58); poi sbaglia Williams e quindi addirittura palla del pareggio o sorpasso per Schio, ma Sottana arrischia un passaggio in area che viene intercettato; sull'altro fronte Williams segna su taglio in area mal difeso (62-58 a -30"); accorcia Salaun dalla lunetta; Meesseman fa 1/2 ma Laksa manda sul ferro la tripla del pareggio, che comunque valeva solo per l'onore; finisce 64-60 e dunque Fener avanza, Schio rimandata ma non cacciata.
Si hanno: Meesseman 19 (9/14 al tiro)+ 10 rimba, Williams 16+9, Charles 12 per le turchesi; Laksa 25 unica in doppia cifra per le Orange, con 6/6 da 2 e 4/10 da 3, "prova dell'ex" avendo lei militato, seppure da gregaria, in maglia gialloblù; e come detto sottotono Juhasz (seppure in ripresa, 8+10 rimba) e soprattutto Salaun (5 con 1/7), Dojkic (2 con 1/11), mentre André fa il suo con 6+8 rimba. Non bene il 6/30 da 3 per Schio, sia per la percentuale che per il numero di tentativi; anche stavolta si palesa la mancanza di un'animalessa d'area per la nostra portacolori.

- Le altre partite. Per l'accesso diretto alle semifinali, Valencia dopo il clamoroso +32 su Mersin doveva solo controllare l'assalto fu rioso delle turche, e ci riesce bene per 3 quarti e rotti, poi da 69-65 all'inizio dell'ultimo c'è un 21-3 che porta Mersin financo a +22, ma ormai manca troppo poco; le iberiche rappezzano comunque nel finale (92-77; Johannès 21 e N.Howard 18 per le ottomane; Fiebich 16 per il solito profondissimo collettivo valenciano).
Per l'accesso ai quarti, e quindi per restare in corsa, Praga dopo il +4 all'andata è rullo compressore su Landes in casa: 69-43 (21 di Brionna Jones, spauracchio numero 1 per Schio in vista dello scontro alle F6; 14 di Magbegor).
Sempre per i quarti, dinnanzi a 4.040 spettatori, Bourges dopo aver lucrato un +20 a Saragozza, controlla senza patemi sino a 5' dalla fine (meno 1), poi lascia l'onore delle armi alle iberiche, le quali sprecano l'occasione delle F6 casalinghe non riuscendo a qualificarsi. Okonkwo 17 punti per le francesi; Mané 15 per le sàraghe.

EuroCup

- Baxi Ferrol-Sassari. Che la Dinamo, risicata nelle risorse e logorata nelle energie, potesse allungare la sua epopea continentale ribaltando in trasferta il meno 19 dell'andata, era più improbabile di una nevicata sulle coste sassaresi. E infatti non succede; eppure il gran cuore nuragico è riuscito ad alimentare il sogno, allorché si è andate all'intervallo sul 36-47 per le ospiti con un gagliardo break di 4-15 nel finale del 2° quarto. E non per occasionale bonanza di triple sassaresi, ma per buone esecuzioni per tiri da sotto e dalla media. Si è anche rivista Begic, solo per qualche minuto ma abbastanza per dare una risorsa in più, anche a livello di morale.
Tuttavia il risveglio è stato brutale, sotto forma di un 53-23 per le spagnole nella ripresa, che dopo il sorpasso nel 3° quarto ha portato a un +19 finale (89-70) identico all'andata e ingiusto come all'andata, s'intende nelle proporzioni, giacché nulla da eccepire sul fatto che il Baxi Ferrol sia superiore.
Si hanno: Mataix 19, Pospisilova 15 per le ispaniche; Taylor 26 (con 8/19 dal campo e 9/9 ai liberi), Gonzales 17 ma nessun'altra in doppia cifra per Sassari (strana Carangelo a 0 con 3 soli tiri; Begic 4 in 7'), discreta Natali (8).

- Le altre partite. Sorridiamo per Lione di Frafrà Pasa che passa alla grande, dinnanzi a 2.103 spettatori, ribaltando il meno 5 dell'andata con Girona: arrembante il +18 dopo un quarto e mezzo, le spagnole non si ripigliano più (72-51). Troneggiano ancora i talentoni classe 2005 Malonga (18 + 14 rimba) e Jocyte (15); Pasa ne fa 9 con 3/11 in 27', comunque un ruolo da regista titolare in una semifinalista d'EuroCup, non è poco. Bibby 14 per Girona che fa solo 20/67 dal campo.
Sopron dopo il +27 dell'andata amministra in casa di Lattes, mollando solo nell'ultimo quarto (69-57).
Villeneuve, che aveva infilzato come un tordo il Besiktas con un +19 in Turchia, ha qualche sudor freddo quando a inizio 2° quarto sprofonda a meno 15, ma risale pazientemente sino al pareggio conclusivo (81-81); Zellous 19 per le francesi (si ferma a 9 stavolta il talento del 2004 Leite), 25 di Peterson, 18 di Winterburn e 15 di Kraijsnik per le turche, le quali, se si nota, hanno cambiato pedine rispetto alla fase a gironi in cui incontrarono il Geas: dentro Peterson e Kraijsnik, fuori Evans e Fagbenle.
Le semifinali saranno: Baxi Ferrol-Lione e Sopron-Villeneuve.