domenica 10 aprile 2022

Eurolega, finale: collasso Fenerbahce, trionfa Sopron

 Finale di Eurolega: onore a Sopron, prima volta per l'Ungheria sul trono d'Europa. Poteva essere la prima volta per il Fenerbahce (alla quarta finale), ma l'armata turca, padrona di casa, è collassata sotto una pressione evidentemente vissuta male dalle giocatrici-chiave. I 10.000 spettatori, l'appuntamento con la storia (vincere la prima Eurolega per il club davanti al suo pubblico nell'anno senza le russe), eccetera.

Da notare che nel giro di 3 giorni abbiamo visto due reazioni opposte a una situazione simile: Bourges si è caricata giocando davanti al pubblico di casa, il Fener si è afflosciato. Qualche campanello d'allarme era lecito dopo la semifinale, riacciuffata per i capelli dalle istanbulliane; evidentemente stavolta il peso è diventato schiacciante.

Non c'è altra spiegazione a un suicidio di massa come quello commesso dal Fener nel primo quarto: 6 punti segnati, zero nei primi 7 minuti. Un panico generalizzato che si traduceva in palle perse a nastro, apparente incapacità di eseguire movimenti che andassero oltre l'elementare, annebbiamento delle scelte che portava, anziché a semplificarsi la vita cercando soluzioni abbordabili, a complicarsela forzando tiracci che non avevano nessuna possibilità di entrare, in quelle condizioni.
Abbiamo visto nel finale di stagione regolare Schio vivere qualcosa di simile in quel tragico primo quarto da 28-2 proprio per il Fener. Abbiamo visto Venezia giovedì colare a picco sul piano tecnico e psicologico in finale di EuroCup. Era dfficile immaginare di vedere un collasso simile da parte di gente come Iagupova, McBride, Hartley, Sabally, Zahui (soprattutto le prime due); eppure è successo.
Sopron ha fatto il suo, ma nulla di più; un gioco lineare, con Hatar riferimento in area e buone conclusioni dalla media per le esterne (Gabby Williams e Fegyverneky), oltre a surclassare le avversarie nella reattività sulle palle vaganti. Ma sostanzialmente le ungheresi hanno raccolto i cocci dell'auto-frantumazione del Fener. Dopo 6 minuti si era sul 12-0. Poi il primo "gol" di Sabally, ma a fine 1° quarto era 16-6 per Sopron.

In quelle situazioni di blocco mentale collettivo, serve almeno una giocatrice che scacci i fantasmi facendo vedere alle compagne che la partita non è maledetta e si può farcela. Il Fener la trova in Cakir (unica turca entrata in campo; le altre 4? N.e.), che tra fine 1° e inizio 2° quarto dà la scossa, almeno a livello di intensità. Il Fener si mette a difendere meglio. I punti però li devono fare le stars, che rimangono corde di violino ipertese; si sbloccano almeno dalla lunetta vista l'abbondanza di falli fischiati a Sopron (18-13 al 13'30"), ma dal campo continuano ad ammaccare i ferri in un attacco impanicato in cui tutte stanno ferme ad aspettare che chi prende la palla inventi qualcosa. Così le ungheresi pur sbagliando tanto anche loro vanno all'intervallo sul 28-19. Il Fener a metà gara ha 4/17 da 2 e 1/10 da 3; sta a galla solo con l'8/10 ai liberi. Sopron ha 13/36 dal campo, non brillante ma almeno dignitoso.

Nella ripresa si vede una partita più normale. In qualche modo, nella pausa, lo staff turco dev'essere riuscito a calmare le turbolenze delle proprie alfiere, o almeno a fornire qualche direttiva che funzioni. Cakir si mette anche a segnare, attaccando il ferro; pure Iagupova sembra sbloccata (33-32, poi 35-33 al 25'). Il Fener però riesce solo ad avvicinarsi nel punteggio: ogni volta che potrebbe agganciare sbaglia. Così Sopron esce dal momento di difficoltà e mette triple pesanti per ripristinare un vantaggio significativo (45-38 al 30').

L'ultimo quarto si apre con uno scippo di January su passaggio pigro del Fener, concluso in contropiede; roba da deprimersi definitivamente. Invece Zahui con una tripla dà il via a un momento favorevole al Fener, che trova finalmente un paio di canestri facili liberando Iagupova da sotto (55-50 quando mancano ormai solo 4'15"). Torna a farsi sentire Hatar, che insacca da sotto allo scadere dei 24", poi mette un libero (58-52); rianima compagne e pubblico Sabally con una triplazza (58-55 a 2' dalla fine) ma saranno gli ultimi punti delle turche. Infatti in un caotico finale sbagliano Iagupova in entrata e McBride due volte da 3 per il pareggio. Non pessimi tiri ma forse poteva non prenderli lei, vista la serata da incubo. Sopron, quasi incredula, fissa il risultato con un doppio 1/2 ai liberi (60-55) e si gode il trionfo. Clamoroso ma vero. La madre di tutte le vittorie per Sopron; la madre, il padre, il fratello e la sorella di tutte le sconfitte per il Fenerbahce.

Gabby Williams 16 con 7/14 (nominata Mvp), Fegyverneky 12; January 11; Hatar 10 per le vittoriose.
Per le sconfitte, Iagupova chiude a 13 ma con 4/18; Zahui 12; Cakir 11; McBride 2 con 1/10. Di squadra, 32% dal campo per il Fener con 5/26 da 3.

venerdì 8 aprile 2022

Eurolega, semifinali: Fener rimonta, Sopron mena le danze

 La finale di Eurolega è tra Sopron e Fenerbahce. Nelle semifinali all'Ulker Sports Arena d'Istanbul battute rispettivamente Salamanca (74-69) e Praga (83-74) .


Partite combattute. Sopron in realtà comanda sempre, grazie a due quarti-bomba, 45-31. Poi il ritorno di Salamanca ma non basta. Strepitosa la veterana Milovanovic alias Brooks con 27 punti; la perticona Hatar 15 e l'ex napoletana Gabby Williams 13. Per Salamanca, inutilmente più profonda (9 elementi con almeno 11' di utilizzo), solo Copper in doppia cifra (23). Tutto sommato credo sia una sorpresa, questo risultato. E' vero che entrambe erano arrivate seconde nel loro girone, ma Sopron con un 8-6, Salamanca con un 11-3.

Praga, giustiziera di Schio, era a +10 verso la fine del terzo quarto, mica poco. Poi la riscossa turca guidata soprattutto da Amanda Zahui con sorpasso già a inizio ultimo quarto; poco prima era uscita per infortunio a una spalla Conde, elemento-chiave delle ceche. Miglior marcatrice Iagupova (24). Le padrone di casa, con pubblico abbondante a sostegno (spero di trovare da qualche parte il numero) chiudono col 51% dal campo, non facile in una semifinale di Eurolega. Per Praga 22 di Oblak e 21 di Brionna Jones.

giovedì 7 aprile 2022

Eurocup, finale: tracollo Venezia, Bourges l'annichilisce

 Diciamo che così ci sono meno rimpianti per la mancata visibilità su un canale più frequentato... Però giusto per far vedere che esistiamo mi sarebbe piaciuto RaiSport o Sky o Sportitalia, che in fondo sono le emittenti che ci trasmettevano fino a pochi anni fa.


Difficile da commentare, questa finale Bourges-Venezia. In realtà per due quarti era una partita normale. Nel primo, già avanti Bourges ma con Venezia incollata (10-8, 12-10, 14-12), solo alla fine un mini-allungo sul 17-12.
Nel 2° quarto saliva in cattedra Rupert, che dopo 2'30" era già a 11 punti con 5/6 al tiro. Micidiale sia da sotto che da fuori, un'ala grande moderna, tipo Gruda ma con più potenza, direi. Mazzon accennava una zona ma Guapo colpiva dall'angolo con la tripla del +11 (27-16). Reazione di Venezia, che qui aveva ancora un encefalogramma attivo, con Anderson e Thornton (29-24 a 3'30" dall'intervallo).
Qui c'è stata una svolta inattesa: l'infortunio a Duchet, che era stata la miglior marcatrice della semifinale per Bourges. Avveniva in un contatto con Anderson su situazione di contropiede; la giocatrice usciva sorretta dallo staff. L'effetto dell'episodio era l'incattivimento del pubblico, che da lì in avanti avrebbe beccato Anderson ogni volta che toccava palla (e secondo me l'ha mandata fuori giri dal punto di vista mentale); e le francesi reagivano benissimo, riallungando a +11 con Rupert e Guapo. Poi un'attiva Attura (almeno in quel frangente) e due liberi di Michel fissavano il 38-29 all'intervallo.
Insomma un predominio sì di Bourges, ma non irrecuperabile per una Venezia che ne aveva ripresi 16, di punti, a Mersin.

Era impensabile il disastro capitato nella ripresa. Ci vorrebbe un esperto di "scatole nere", quelle dei disastri aerei, per capire come si sia potuta spegnere la luce così totalmente per Venezia, perché 9 punti in 20 minuti sono da record mondiale, almeno a questi livelli. Credo si siano sommati episodi (ad esempio una tripla fortunosa di Hampton sullo scadere dei 24" e qualche erroraccio banale delle straniere di Venezia), che hanno gasato le une e depresso le altre, ed effettivamente una qualità del gioco ben superiore da parte di Bourges, che ha siglato 23 assist contro 8. A un certo punto la Reyer ha smesso di costruire, contro una difesa davvero solida, e si è affidata alle preghiere, ma sono piovuti più cross e mattoni che altro.
Non che Bourges abbia segnato molto, nel 3° quarto, ma con Venezia a quota 1 punto in 8 minuti è bastato mettere qualche canestro e si è spaccata la partita. Direi che sulla correzione al volo di Mann, per il 47-30 a 4'30" dalla fine del periodo, era già finita. Poi ci si è messo anche un antisportivo a Anderson. Era 51-34 a fine terzo quarto. Fa specie che Venezia sia rimasta in magro e digiuno quaresimale anche nell'ultimo periodo, anzi persino a babbo morto e stramorto, quando magari negli ultimi 2 minuti ti lasciano segnare qualcosa per addolcire la pillola. Pazzesco.
74-38 ti fa tornare a casa con poca soddisfazione, temo. Non che fosse meglio perdere di 1 all'ultimo secondo, come lo scorso anno, per il morale; ma almeno lì sai che sul piano agonistico sei stato all'altezza.

Come cifre basta il 12/55 dal campo per Venezia. Purtroppo, come in gara-3 persa da Schio con Praga, va notato il poco o nulla prodotto dalle italiane. Le francesi di Bourges, guidate dall'mvp Rupert (25 con 12/16 al tiro e 8 rimbalzi), hanno totalizzato 50 punti; le italiane di Venezia 14 con 4/25 dal campo. Da notare che mancavano due come Miyem e Yacoubou che sanno giochicchiare, se non ricordiamo male. Chiaro che né Anderson (13 con 5/13) né Ndour (10 con 2/8) né tantomeno Thornton (2 con 1/9) hanno giocato bene, però è un peccato che le nostre giocatrici della Nazionale (discorso che comprende anche Schio; e va sottolineato "della Nazionale" perché l'eccezione è Sottana, che in azzurro non è più) non siano in grado di sopperire se le straniere non fanno i miracoli ogni volta.
Non so dire quanto abbia pesato il fattore ambientale. Certo il pubblico si sentiva, per Venezia non c'era nessuno, battere Bourges in casa sua era impresa ardua, però... nulla che possa spiegare un tracollo del genere, specie per una squadra che era andata a vincere a Valencia ribaltando la differenza-canestri. Forse una serata storta collettiva che ha trascinato tutte in una spirale di errori.

E purtroppo siamo nuovamente ad aggiornare il conto degli anni senza titoli europei per i club italiani. Venezia poteva rompere un digiuno di 14 anni (Schio 2008, Eurocup), invece perde la terza finale in 5 stagioni (o 3 in 4 se eliminiamo quella cassata dal Covid).

martedì 5 aprile 2022

Eurocup, semifinali: Venezia magica rimonta, Bourges in volata

Minchia, Dudù Ndour con la tripla frontale dell'80-77. Ora (pen)ultima azione turca.

Palla a Venezia sul +3. 1/2 ai liberi di Thornton ma tripla siderale di Mersin alias Cukurova. Solo +1 a 5 secondi.

2/2 Ndour, blocco irregolare di Mersin sulla rimessa, altri due liberi per Ndour. E' fatta: 85-80. Venezia in finale per il secondo anno di fila.

"Matadoras" assolute Anderson (25 con 9/17 dal campo) e Thornton (24 con 8/13). In una partita fatta di prodezze individuali, hanno replicato alla batteria di stelle di Mersin finendo per surclassarle. Anderson anche 9 assist. Terzo asso Ndour, 18 punti (5/15 dal campo ma 7/8 ai liberi e la tripla più pesante della partita) e 7 rimbalzi.
Tra le italiane, oscaruccio da attrici non protagoniste per Madera (9) e Attura (8). Poco da Carangelo e Bestagno. Petronyte 3 minuti in campo all'inizio, poi archiviata.
Per Mersin, 23 punti della grande ex Fagbenle, 18 Hayes, 14 Yvonne Turner. Dato pazzesco, le giocatrici turche di nazionalità hanno totalizzato 17 secondi in campo... 
Il coach turcomanno ha utilizzato una rotazione in pratica da 6 elementi più 7 minuti per Zellous: forse così le sue sono arrivate cotte in fondo, dopo il troneggiante inizio.
Grandissima la svolta di Venezia da 9-24 nel 1° quarto a 33-20 (di parziale) nel secondo, totale metamorfosi offensiva.

Non per mettere pressione ma giovedì Venezia avrà il compito storico di riportare in Italia un trofeo continentale dopo 14 anni... meglio non dirlo, vincano per se stesse, senza il peso della storia.


Emozioni a pala anche nell'altra semifinale di EuroCup. Vince Bourges per il tripudio del pubblico casereccio. Il Galatasaray fa l'andatura e sembra scappare via con un +13 a inizio ultimo quarto, con una micidiale Kraijsnik. Bourges ricuce e arriva al sorpasso con una tripla frontale di Duchet a 1'05" dalla fine. L'oro olimpico 3x3 Plum pareggia in arresto e tiro ma, dopo un'azione non finalizzata da Bourges, lei stessa perde palla nel traffico, lancio lungo per Michel che segna in contropiede a -3 secondi il 69-67 della vittoria.


La tascabile e guizzante Duchet è il fattore a sorpresa, 19 punti uscendo dalla panchina. 12 di Hampton e 10 di Mann per le francesi, che tra le 4 finaliste sono quelle che puntano di più sulle "indigene". Michel e Rupert importanti, utile gregaria la veterana Godin che ben ricordiamo dalle nostre parti, pochi sprazzi per Guapo che è giocatrice di culto del 3x3.
Per il Gala, 21 punti di Prugna (Plum) ma a corrente alternata (6/18), la migliore è Kraijsnik, 19 + 12 rimbalzi; anche la mastodonte Evans si è fatta rispettare (13).

Quindi due clamorose volate in cui le compagini turche perdono la bussola nonostante la farcitura di stelle. La finale è tra due squadre a buona componente indigena (soprattutto Bourges) e tutto sommato non dispiace. Forse per Venezia l'accoppiamento col Gala era più difficile sul piano tecnico ma battere Bourges davanti al suo pubblico sarà dura, ça va sans dire, per usare un'espressione francese.

sabato 29 gennaio 2022

Coronavirus - 10^ parte: Anno III: dalla ripartenza generale al nuovo caos (set' 21-gen '22)

Settembre-inizio ottobre '21

La Fip pubblica l'aggiornamento dei protocolli per le varie categorie. Confermato a tutti i livelli (tranne per i minori di 12 anni) l'obbligo di Green Pass sia per allenamenti che per partite; chi non si è vaccinato deve fare il tampone.
Ancora molti obblighi e burocrazia a carico delle società: raccolta autocertificazioni, misurazione temperatura corporea all'ingresso, ecc.
Spogliatoi e docce utilizzabili ma con rispetto di distanze, divieto di scambiarsi bevande ecc.

4 ottobre
Inizia il campionato di A1. Nessun caso segnalato di giocatrici ferme per Covid; la situazione sanitaria nel Paese è relativamente tranquilla.

11 ottobre
Inizia il campionato di A2. Da oggi la capienza di pubblico consentita nei palazzetti sale al 60%.

Novembre
Ripartenza dei campionati giovanili, in ogni categoria, su tutto il territorio nazionale. Torneranno a disputarsi, dopo due anni di sospensione, le finali nazionali, mentre non è previsto il ritorno del Trofeo delle Regioni.

20-21 novembre
Primi rinvii per Covid in A2: Torino-Udine e Crema-Mantova.

27-28 novembre
Rinviata Udine-Vicenza per il codazzo Covid della scorsa settimana per le friulane.

18-19 dicembre
In A1 rinviate Venezia-Schio e Ragusa-Moncalieri per casi-Covid a Venezia e Moncalieri.
In A2 rinviate Pall. Bolzano-Torino e Capri-Civitanova (dopo questa giornata, il campionato entra in sosta fino al 6/1).

22 dicembre
Contagi in continuo aumento. Lunghe file fuori dalle farmacie che eseguono tamponi; le terapie intensive si riempiono anche se non quanto nei periodi peggiori. Il governo decreta obbligo mascherina FFP2 per eventi sportivi; divieto di vendita cibi e bevande nei palazzetti.

23-26 dicembre
In A1 rinviate Empoli-Venezia, Geas-Campobasso e Moncalieri-Broni per casi Covid a Geas ed Empoli più continuazione Moncalieri. Si giocano quindi 4 partite su 7 del 12° turno.

28 dicembre
In un’intervista sulla Gazzetta, Protani afferma che il 97% delle giocatrici di A1 è vaccinato; emerge che l’americana Jackson è partita da Costa perché non voleva vaccinarsi.

29 dicembre
I contagi oggi sfiorano quota 100.000; il governo riabbassa al 35% la capienza nei palazzetti; dal 10/1 obbligo “super green pass” (cioè vaccino, no tampone) per fare attività sportiva.

31 dicembre
Alcuni comitati regionali (ad es. Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna) in questi giorni annunciano la sospensione delle partite fino al 16 gennaio compreso. Altri scelgono di continuare (ad es. Lazio).

2 gennaio
Turno tribolatissimo in A1 (ultimo di andata): si giocano solo 2 partite su 7; i rinvii per Covid sono 4; non si disputa Campobasso-S. Martino (anticipo del 30/12) per rinuncia delle venete a presentarsi, a fronte di mancato accordo sul rinvio; il giudice dispone poi la ripetizione.

3 gennaio
Si discute in questi giorni di come modificare le norme per il “Return to Play”, la procedura obbligatoria per gli atleti che contraggono il Covid, e che devono sottoporsi a nuovi esami medici non prima di 30 giorni dalla guarigione (la procedura è abbreviata per le categorie maggiori): un lasso di tempo – da sommare ai costi – che rischia di complicare moltissimo la ripresa dell’attività per le squadre colpite da più contagi.

5-6 gennaio
Infrasettimanale di A1, si tocca un picco di rinvii: si gioca soltanto Geas-Ragusa. Da segnalare soprattutto nuovi focolai a Broni e Costa: le due squadre si erano affrontate il 2/1 nonostante avessero uno o due casi di positività a testa; probabile che alcune negative abbiano trasmesso il contagio.

7 gennaio
Circola una bozza di revisione del “Return to Play”, che abbrevierebbe il lasso di tempo tra guarigione ed esami d’idoneità da 30 a 7 giorni. Ma deve essere approvata dal governo.

8-9 gennaio
Nuovo turno di A1, ancora martoriato dai rinvii: stavolta si giocano 2 partite su 7. I rinvii complessivi salgono a 22, quasi pareggiando il totale della scorsa stagione, che era di 24.
Riprende l’A2 dopo la sosta: situazione altrettanto grave nel girone Nord, dove si gioca appena una gara su 7 (Carugate-Mantova). Meglio al Sud con 4 giocate.
Intanto i venti di chiusura provenienti dal calcio (che dopo pressioni del governo delibera un tetto di 5000 spettatori per le partite del 16 e 23/1) non lasciano tranquilli.

10 gennaio
Videoconferenza di Lega con le società di A1 e A2: viene imposto (tra discussioni) il rispetto della norma DOA per cui se c’è il minimo di 6 giocatrici, e meno di 7 positive, si deve giocare. Ma arrivano già due rinvii per il prossimo turno di A1.
Da oggi obbligatorio il “Green Pass rafforzato”, alias "Green Pass R" (cioè non basta il tampone, serve vaccinazione o guarigione recente) per entrare in palestra. La regola non vale per l’A1 maschile (professionisti, equiparati a lavoratori normali) ma per il resto del basket sì: di conseguenza alcune giocatrici lasciano l’Italia (Krivacevic – Broni; Cerino – La Spezia; già prima di Natale Jackson - Costa).

12 gennaio
La FMSI (medici sportivi italiani) precisa che il nuovo protocollo del “Return to Play” è congelato in attesa di sblocco da parte governativa.
Il calcio si accorda con il governo per fissare un tetto al 35% di positivi in squadra come spartiacque tra giocare e rinviare; si parla di estensione della regola a tutti gli sport di squadra, ma è difficile definire il numero di atleti sul quale calcolare quel 35%.
In questi giorni i comitati regionali prendono decisioni differenti sulla continuazione, ripresa o sospensione dell’attività.

15-16 gennaio
Situazione in miglioramento parziale in A1: giocate 4 partite su 7; rinvii complessivi per Covid saliti a 24, superando il totale della scorsa stagione.
In A2 Nord giocate solo 2 partite su 7 (diventano 15 i recuperi da disputare); in A2 Sud giocate 4, più un posticipo merc. 19.

18 gennaio
Ratificato il nuovo protocollo del Return to play con 7 giorni d’attesa fra negativizzazione e nuova visita, anziché 30.

19 gennaio
Iniziano i recuperi in A1 e A2 (pochi per ora); nuovi rinvii già annunciati per il weekend.

22-23 gennaio
La situazione non migliora. In A1 giocate appena 2 partite su 7 (rinvii complessivi per Covid che salgono a 29), con il rinvio ultim’ora di S.Martino-Empoli; in A2 Nord ancora 5 rinvii (totale 20); in A2 Sud salgono a 4 rinvii (totale 10). Continua la prassi di rinviare in presenza di un numero minimo di positività, a dispetto dei recenti richiami al protocollo che imporrebbe di giocare quando si hanno almeno 6 atlete disponibili.
In Lombardia riparte il campionato di B senza alcun rinvio su 8 partite.

24 gennaio
Fa notizia il “j’accuse” di Staccini, coach di Umbertide, secondo cui c’è chi fa il furbo rinviando partite anche quando le positività non sarebbero tali da impedirgli di giocare.

26 gennaio
Si disputano 2 recuperi di A2; ancora rinviati i recuperi di A1 previsti per questa settimana: nessun recupero in programma prima di febbraio. Dopo stasera rimangono 28 recuperi da disputare in A1, 17 in A2 Nord, 10 in A2 Sud.

27 gennaio
Pianetabasket.com pubblica un’inchiesta sul caos-rinvii in A1; il coach di Costa, Seletti, denuncia che vi è chi fa il furbo. La situazione è fosca e non si vede come venirne fuori.

domenica 9 gennaio 2022

Veteran(issim)e nelle serie minori lombarde

La C e la Promozione abbondano di veterane ben più delle categorie maggiori, dove ormai le over 30 sono considerate da rottamare a meno che non si tratti dei mostri sacri da nazionale.

Stando solo alle ex Geas, a titolo di esempio, troviamo Colombera (33 anni, Parco Nord Bresso, serie C) o Frantini (38 anni, Lainate, Promozione), e persino Roberta Colico (42 anni, Rezzato, serie C) e, top del top come età, Laura Maiorano (46 anni, Basket Como, serie C). Citerei anche Jessica Penna (Parre, serie C) ma ha solo 28 anni, giovanissima.

domenica 28 novembre 2021

[A2]: gran rimonta di Mantova; Castelnuovo su Milano

Clamorosa rimonta di Mantova che era sotto, inopinatamente, 27-43 al 30' contro il fanale di coda Treviso, ma vince con un parziale di 23-2 nell'ultimo quarto. Per Treviso il secondo collasso sul più bello dopo quello avvenuto con la Pall. Bolzano.

Castelnuovo si aggiudica 66-56 il big match con Milano, in modo anche più netto di quanto dica lo scarto finale, giacché al 35' era +16.

Confusione totale contro la zona. Più che sbagliare tiri, non riuscivano nemmeno ad arrivarci, gettando palloni. Dall'altra parte Bottazzi ha segnato 4 triple (di cui una assegnata erroneamente a Monica) e ha riaperto la partita.

giovedì 25 novembre 2021

Il piacevole equilibrio dell'A1 (ma la tv non c'è)

Come equilibrio è il miglior campionato degli ultimi anni, sicuramente meglio di quello scorso dove nella parte bassa c'erano squadre ampiamente sotto il livello medio, mentre quest'anno l'ultima può battere la quinta-sesta, sono tutte lì molto vicino.
Risultati predefiniti ce ne sono pochi, si è visto che la stessa Schio stava per perdere con Costa che è nel gruppo delle penultime. Le partite finiscono spesso punto a punto e quindi conta molto l'abilità di giocarsela nei finali caldi.

Sarebbe bello far vedere 'sto campionato a qualcuno fuori dalla solita cerchia (non so se l'ho già detto... ) ma siamo a zero come tv.

Se fosse fatto come Supertennis, cioè un canale tematico che trasmette a getto continuo lo sport in questione, sarebbe buona cosa (poi ci sarebbe da valutare i costi in rapporto ai benefici, ma è altro discorso). Solo che Supertennis si vede, questo no, tranne per pochi fortunati che evidentemente hanno un apparecchio di ultimissima generazione o non so che tipo di collegamento.

Io sarei sempre dell'opzione "andare dalla Rai col cappello in mano e dire: siamo pronti a giocare in qualsiasi orario, se hai uno spazietto per noi". Magari non ti cambia la vita ma almeno ti togli lo sfizio che qualche essere umano al di fuori dei soliti noti ti possa, eventualmente, vedere.
Cosa che tutto sommato mi pare naturale per chiunque gestisca un'attività che si propone al pubblico, che sia un negozio o un ristorante o altro.

Credo che in una situazione di assoluta mancanza di esposizione televisiva, qualunque possibilità che non provochi un dissanguamento economico sia preferibile allo zero. Qualche post fa, se non erro, hai criticato l'idea del "piuttosto che nulla", ma perché? Sarà banale ma se non puoi avere tutto, perché non avere almeno qualcosa?

Se il calcio femminile gioca il sabato alle 14.30 pur di andare su La7 con una media di circa 150.000 telespettatori, perché dovremmo fare gli schizzinosi noi su un orario non canonico, inseguendo magari 50.000 spettatori che sembrano pochi ma sono manna rispetto ai forse 5.000 (stando generosi) che abbiamo così?

Poi senti tutti che si lagnano "ci serve più visibilità", "il femminile non ha il risalto che merita", ma se non si cercano occasioni alla portata, anche piccole, aspettando il miraggio di una grande opportunità che ti cambia la vita, cosa combiniamo? 

Tendiamo ad auto-rappresentarci come poveri e derelitti, dimenticando però che abbiamo gente come Zanetti (mister Segafredo), Brugnaro (mister Umana), Cestaro (mister Famila), di cui i primi due sono ricchi pure rispetto ai parametri del maschile, soprattutto Zanetti, e il terzo mi pare che abbia infuso parecchi soldi pure nel calcio.
Certo, il ricco è ricco anche perché non butta soldi a fondo perduto, e se ha un sovrappiù lo spende per pigliarsi una straniera in più, non per una tv a benefizio del movimento, ma i soldi ci sarebbero tranquillamente, se ci fosse la volontà. Ahò, Zanetti paga stipendi da 1 milione di euro e più, per la sua squadretta maschile.

domenica 21 novembre 2021

A1: turno difficile per le big ma Schio si salva

Le big soffrono alla ripresa dopo la sosta. Dopo la sconfitta di Venezia ieri, oggi ha perso Bologna contro Ragusa (ovviamente ci poteva stare vista l'avversaria) e ora Schio è sotto di 6 dopo 3 quarti a Costa. Quindi potrebbero perdere tutte le prime 3, anche se Schio ha 10 minuti per raddrizzarla.

Overtime a Costa. Schio pareggia con una rimessa magistralmente eseguita che porta alla tripla di Laksa, poi nell'ultima azione di Costa doppia stoppata su Villa e Jackson.

E alla fine Schio la sfanga, 78-80 con canestro di Gruda decisivo (a -3" dall'altezza della lunetta su palla vagante; allo scadere sbaglia l'ex di turno Spreafico da 3), e prende il largo in classifica.

La bebè d'assalto M.Villa si ferma (si fa per dire) a 22 punti, 8/19 dal campo, 6 rimbalzi, 4 assist, 21 di valutazione (la pariruolo azzurra Verona 6 con 3/11 e 7 assist). Gruda 18+17 arraffi. Laksa 22. Sottana 17 di cui la gran parte fra 4° quarto e supplementare.

Costa con un bilancio di 2-5 che sta strettissimo viste le tante sconfitte in volata. Ma col ritorno di Spreafico può essere ottimista. L'equilibrio è feroce, ogni settimana ci sono partite punto a punto e risultati che si invertono rispetto alla precedente.

sabato 20 novembre 2021

Campanello d'allarme: si riaffaccia il Covid

 Sono due le partite rinviate per Covid questo weekend in A2 Nord: Crema-Mantova (positività a Crema) e Udine-Torino Teen (positività a Udine). Ovviamente si spera che non sia la punta di un iceberg, anche se il virus, è evidente, sta bollendo in pentola in questo periodo, quantomeno a livello di contagi (non ancora di ospedali, o meglio non ancora in modo preoccupante).

martedì 16 novembre 2021

Qualificazioni Eurobasket: bilancio dopo la 2. giornata

 - Nella seconda giornata delle qualificazioni a Eurobasket, non si ripetono i risultati eclatanti della prima. Del resto non c'erano scontri diretti fra le favorite. Le due battute illustri della giornata inaugurale si sfogano: la Francia con la Lituania, il Belgio con la Turchia. Mentre le due autrici delle sorprese ai danni delle suddette non falliscono il bis: l'Ucraina in Finlandia (sia pure a fatica) con 31 di Iaià Iagupova, la Bosnia in Macedonia con Jojò Jones che stavolta si ferma ad appena 30 punti e 17 rimbalzi.

Era interessante il derby Croazia-Serbia, vinto dalle campionesse d'Europa 66-84 con 33 di Crvendakic, la quale dopo l'uscita di scena delle veterane nobili sembra aver preso il timone di leader, come aveva fatto prospettare ai tempi delle giovanili in cui rivaleggiava con Zandalasini.
La Lettonia strapazza la Svezia. Grottesco il +99 della Slovenia sull'Albania, con un parziale di 0-32 in un quarto.
Per quanto ci concerne, credo che non finiremo mai di ringraziare il sorteggio: la Slovacchia vince di 16 in Svizzera (anche se per 2 quarti erano quasi pari), quindi con le elvetiche non sarà proibitiva, diciamo così. In qualsiasi altro girone avremmo avuto almeno un'avversaria più quotata delle slovacche.

- In tempi di carestia televisiva (a meno che si sia sbloccato il famoso canale 411; io sto abbandonando le speranze), è stato grasso, o almeno... lardo che cola la diretta su Sky della partita col Lussemburgo. Così come è stata manna l'occasione offerta dal debutto di M.Villa. Probabilmente i 3 minuti più attesi e poi più celebrati nella storia del basket femminile azzurro. La pagina Facebook della Fip (Italbasket) ha seguito la giocatrice con una telecamera per tutta la giornata, producendo un video da 5 minuti che avrà sicuramente un riscontro notevole. Si vedono anche la gemella, il fratello, il padre, tutti fieri e sorridenti, specie quando Bestagno alla fine fa i complimenti per com'è la ragazza non solo come giocatrice ma anche come persona.
Il personaggio piace, lo si è visto anche dall'accoglienza del pubblico faentino. La Gazzetta le ha dedicato un articolo (persino su carta) prima e uno online dopo. Si è risolto nel frattempo il dilemma su chi fosse la detentrice dell'esordio più precoce. La Gazzetta stessa ha indicato in Marinella Draghetti (esordio nel 1978) la primatista, avendo 16 anni, 8 mesi e 23 giorni contro i 16+8+26 di Zandalasini nel 2012.

- Non capita spesso che un procuratore faccia l'editorialista, ma Luigini (LBM Italy) ha pubblicato una sua analisi sulla nazionale, simile a quelle che in questi giorni vengono partorite (sull'Italia di calcio) dai giornalisti di tutt'Italia in seguito alla drammatica (per loro) qualificazione non ancora ottenuta ai Mondiali.
Dopo aver parlato bene delle sue assistite in azzurro, Luigini così afferma:

Detto questo, raccontarci che le cose siano andate bene o che possiamo essere soddisfatti perché abbiamo recuperato per miracolo (e per la dabbenaggine altrui) una vittoria contro un avversario mediocre (la Slovacchia) o perché abbiamo giocato un quarto tempo convincente contro un Lussemburgo meno che mediocre - parliamoci chiaro - è prenderci in giro. E le pur importanti assenze non possono essere che una minima attenuante.
Il lavoro da fare per il bravo coach Lardo è ancora tantissimo, soprattutto sul fronte della necessità di dare un decente equilibrio di squadra, che l'Italia non ha da anni, figlia di solismi che vedono cambiare gli interpreti ma non il senso.
Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo: in questo momento storico, il roster delle giocatrici a disposizione ha tutto, in ogni reparto, per puntare come un treno a quella qualificazione olimpica che manca da Atlanta.
Non andare a Parigi sarebbe uno schiaffo che ci condannerebbe ad altri lustri di anonimato.
E non fissare Parigi come un obiettivo fondamentale sarebbe un tragico errore.
Ma serve quello che latita da molti anni quando si parla di Nazionale italiana: programmazione a lungo raggio e identità di gioco.
Sono arrivati i quattro punti, ma non sottovalutiamo ancora una volta i campanelli d'allarme.


Commento. Si nota, intanto, la frase in grassetto, che sembra copiata dall'utente Nu95 (si vede che tra colleghi s'intendono, oppure sono la stessa persona). A parte questo, non credo che ci sia un problema di "solismi", né che ci sia stato in passato. Il problema è stato, ed è, di un nostro livello che non va oltre il discreto. La qualificazione olimpica deve certamente essere un obiettivo (se no che giochiamo a fare?) ma non so se abbiamo tutte 'ste risorse nel roster, da essere come un treno. D'altronde manca più di un anno e mezzo al prossimo grande appuntamento, vedremo come saranno i valori nostri e degli altri.
Se dovessimo fotografare la situazione al momento, siamo ancora tra l'ottavo e il dodicesimo posto in Europa, e non perchè ci siano le soliste. Parola che mi fa venire in mente il grande (si fa per dire) Luciano Lutring, rapinatore di banche anni '70 detto "il solista del mitra"; e mitragliette sono state le nostre azzurre in queste due partite, con oltre 30 triple tentate a partita. Contro il Lussemburgo 36 tentativi da 3 contro 29 da 2. E parliamo di un'avversaria che non poneva enormi difficoltà nell'entrare in area. Tendenza nostra che mi lascia perplesso, perché è vero che in queste due partite abbiamo trovato in una Romeo, nell'altra Madera che han fatto i botti da 3, però è l'arma più infida che ci sia, la quale tende a mollarti nella fanghiglia quando la pressione si alza. Vedi le padelle che inanellammo in giugno contro la Svezia.
Il problema di fondo è quanto tempo abbia Lardo per fare "programmazione a lungo raggio", creare "identità di gioco", come invoca Luigini. Se ci si vede solo sporadicamente, hai voglia a suonare i campanelli d'allarme.

sabato 13 novembre 2021

[A2] Mantova-Sanga, maratona da 4 supplementari

Bestiale Mantova-Milano, si va al terzo overtime. Allo scadere del primo, clamorosa tripla di Bottazzi sulla sirena.


Allucinante, si va al quarto overtime a Mantova. Beretta con una tripla di tabella salva il Sanga, ma lei stessa sbaglia il libero aggiuntivo.

Vince Mantova 74-72 dopo 4 supplementari... è mancato pochissimo ad andare al quinto, forse c'era un fallo sull'ultima azione del Sanga, difficile dire dallo streaming. Partita epica (si può rivedere su YouTube di Basket 2000 San Giorgio per chi non ha seguito in diretta).

Monumentale Llorente: 31 punti, 10/12 da 2, 11/12 ai liberi, 14 rimbalzi, 9 falli subiti in 53 minuti per 46 di valutazione, stravincendo il duello con un cliente non facile come Vida, che si ferma a 8+13.
Ancora più impressionante è che, tolta Llorente, Mantova ha tirato 7/41 da 2 oltre che 6/26 da 3, pari a 13/67, meno del 20%. Ruffo ha fatto 0/13. Le compagne di Llorente insomma hanno demolito i ferri (salvo Bottazzi e, in parte, Monica) ma lei le ha fatte vincere lo stesso.
Milano ha avuto prestazioni più omogenee, con Penz-Beretta-Viviani a 14 l'una, più Novati a 9, Vida a 8 e Madonna a 7, ma è mancata una sopra le righe che trascinasse. Madonna è uscita per falli nell'ultimo quarto, si è persa tutta la maratona. Due sconfitte di fila per un totale di 5 overtimes, qualcosa che roderà fortissimo sul piano emotivo, anche se tecnicamente venire asfaltati è peggio.

Per gli annali: ricordiamo che il record di supplementari in serie A femminile è di 5, stabilito nel 2015 da La Spezia e Castel S. Pietro, con record di minuti per Lauma Reke. Se ne occupò anche la Gazzetta con questo articolo (vedi) che iniziava con una frase che voleva essere di apprezzamento ma suonava all'opposto: "Chi sostiene che il basket femminile non possa riservare emozioni è stato ancora una volta smentito", come a dire: "Chi sostiene che le donne non siano intelligenti come gli uomini è stato smentito", quasi ci fosse bisogno di dirlo.

Sull'ultima azione "da moviola": Penz abbattuta in area, se era calcio ci stava il rigore. Essendo basket non so, c'è il muro di Llorente, sinceramente da casa mia con le immagini sgranate non penso di vedere meglio dell'arbitro che era a mezzo metro.


venerdì 12 novembre 2021

Qualificazioni Eurobasket: bilancio dopo la 1. giornata

 Due nobili cadono in trasferta ieri nella prima giornata: la Francia finisce bastonata dall'Ucraina, 90-71, con 33 di Iagupova e 27 di Mastko; il Belgio vieneo picconato dalla Bosnia, o meglio da Jonquel Jones da sola, che fa 44 punti e 22 rimbalzi; finisce 87-81 ma dopo 3 quarti il Belgio era sotto di 24. Un break incredibile quello delle bosniache, da +1 verso metà 2° quarto, trascinato appunto dall'indemoniata Jones che ha fatto letteralmente tutto, dai coast to coast 1 vs 5 alle triple a difesa schierata, ai rimbalzi in attacco, eccetera, in un tripudio crescente nella celebre "Skenderija" di Sarajevo. Vedi qui il filmato


La situazione di Jones è paradossale. Attualmente è senza dubbio una delle migliori 5 giocatrici al mondo, ma essendo bahamense non poteva considerare l'ingresso nella nazionale Usa, sicché la Bosnia ha pescato un 6 al Superenalotto. Lavorando una vita sui suoi vivai non riuscirebbe a produrre nulla di paragonabile.

Cadute illustri che ci ricordano due cose: a) la prima giornata, specie in trasferta, è sempre a rischio; b) meno male che l'avversaria più forte del nostro girone è la Slovacchia e non una come Ucraina o Bosnia, se no con la prestazione di ieri ci lasciavamo le penne, probabilmente.

Giusto festeggiare lo scampato pericolo, ma in prospettiva temo che siamo arenati al solito livello intermedio. C’è speranza che entro questo ciclo, cioè gli Europei 2023, qualche nostra giocatrice buona si trasformi in ottima, ovvero del livello che attualmente solo Zandalasini e la reietta Sottana hanno, in un contesto internazionale? Le ragazze dal ’93 al ’97, diciamo, non possono diventare quello che non sono state finora; dal ’98 al 2002 non vedo una traiettoria di crescita che faccia sperare in tal senso; dal 2003 in avanti, comprese M.Villa e Zanardi, è troppo presto per dirlo.

In poche parole rischiamo di essere, per almeno altri 2 anni, né carne né pesce, cioè una buona squadra che non può diventare una grande squadra.

martedì 19 ottobre 2021

Giocatrici & Instagram: statistica sui followers

Queste sono 30 fra le principali cestiste italiane, ordinate per numero di followers su Instagram alla data odierna (può darsi che qualche giocatrice di minor vaglia tecnica sia più seguita di qualcuna di queste; non ho possibilità di scandagliarle tutte):

 1) Zandalasini 68.500

2) Sottana 18.500

3) Tagliamento 13.800
4) D'Alie 11.700
5) M.Villa* 8.252
6) Cinili 7.867
7) Gilli 7811
8) Cubaj 6.978
9) Romeo 6.495
10) Pan 5.820
11) Keys 5.438
12) Panzera 5.371
13) Santucci 4.733
14) Filippi 4.443
15) Madera 3.989
16) Orsili 3.807
17) Carangelo 3.788
18) M.Bestagno 3.019
19) Penna 2.996
20) Spinelli 2.949
21) Verona 2.853
22) Rulli 2.766
23) André 2.707
24) Crudo 2.692
25) Ravelli 2.668
26) Natali 2.537
27) Fassina 2.513
28) Peresson 2.429
29) Ciavarella* 2.394
30) Bocchetti* 2.163

* = profili privati (cioè serve il permesso per seguirli; Villa ha pubblicato solo 4 post)


A titolo di raffronto con due esponenti di altre discipline, particolarmente in vista:

Egonu Paola (pallavolo) 240.000
Paternoster Letizia (ciclismo) 218.000

Possono sembrare pochi, guardando queste ultime due, i 219.000 di Diana Taurasi, ma la divina ha pubblicato solo 11 post, cioè in pratica non usa Instagram.



lunedì 18 ottobre 2021

Wnba - Chicago campione; elette le top-25 della storia

 Tutto è compiuto, compiuto è tutto. Le Chicago Sky sono campioni Wnba per la prima volta, rinverdendo i fasti dei Bulls di Jordan. La serie finale termina 3-1; battuta Phoenix che, curiosamente, nello stesso anno solare ha perduto all'ultimo atto anche in Nba.


Due partite su quattro si sono risolte in volata ma la superiorità complessiva delle Sky è stata nitida, con una vittoria netta in G1 (77-91 in trasferta) e una schiacciante in G3 (86-50).
L'ultimo hurrà delle Mercury è stato in G2 al supplementare, davanti a 13.600 spettatori (li mortècci), poi sembrava potessero sfoderare l'ennesimo miracolo dei loro playoff (ricordiamo che avevano passato all'ultimo tiro i primi due turni secchi, poi all'overtime della quinta gara la semifinale) ma in G4 hanno esaurito le batterie nel finale dopo aver comandato a lungo, anche in doppia cifra. Sembrava, in quei frangenti, che la serie prendesse un'inattesa svolta pro-Phoenix, che avrebbe avuto la "bella" sul suo parquet. Ma non era destino.
Ancora a 4' dalla fine, le Mercurie guidavano 65-72. Ma inopinatamente da lì in avanti subivano un 15-2. In volata la grande Candace Parker pareggia con una tripla, poi Big Stephanie Dolson (che fa il bis dell'oro olimpico 3x3) fa +2 da centro area; poi Vandersloot segna dai 4 metri uccellando la difesa con una finta e giro dorsale.
Finisce 80-74 fra il tripudio dei 10.387 di Chicago (esaurito). Per Phoenix ancora enorme Griner (20, 29, 16 e 28 punti nelle 4 gare) mentre Taurasi, nonostante i 16 punti, ha chiuso in calando questa partita decisiva. Si consolerà con la seconda figlia appena avuta dalla moglie Penny Taylor, nel bel mezzo dei playoff.
L'mvp delle finali è il nome nuovo Kahleah Copper (Rame, in italiano, come la fu attrice Franca), una guardia razzente che ha superato due volte i 20 punti nella serie.
Per Parker è solo (si fa per dire) il secondo anello in carriera; sfuma il quarto per Taurasi.

Due reduci dalle finali sono pronte a planare (previo minimo riposo) sul nostro campionato: a Bologna Brianna Turner, che è partita in quintetto per Phoenix, e Astou Ndour, comprimaria ma comunque utilizzata da Chicago neo-campione. Peccato che le loro gesta in terra nostrana saranno visibili solo dagli abbonati di Lbf.tv e dai pochi miracolati ai quali funziona il canale 411; ma questa è un'altra storia.

Tornando a bomba, è stata una delle migliori stagioni dell'epoca recente della Wnba; peccato per l'infortunio che ha eliminato dalla contesa la grande Breanna Stewart e di conseguenza la sua Seattle, così come peccato i problemi fisici che hanno martoriato Delle Donne lasciandole giocare solo una manciata di partite dopo un anno e mezzo di assenza; ma i playoff hanno offerto emozioni a martello, venendo anche premiati dall'audience tv, che è risultata essere la migliore dell'ultimo quinquennio (ovviamente i numeri sono relativi: 789.000 spettatori su Espn per gara-2 di finale è l'ultimo dato disponibile).
E' stato anche l'anno del ritorno del pubblico dopo la stagione 2020 formato "bonsai" in una bolla molto più spartana e laida di quella dell'Nba.

Inoltre sono state elette le 25 migliori giocatrici della storia della Lega; il pubblico ha votato Taurasi come migliore di sempre. Questo è l'elenco completo delle prescelte:

- in attività: Sue Bird, Tina Charles, Elena Delle Donne, Sylvia Fowles, Brittney Griner, Angel McCoughtry, Nneka Ogwumike, Candace Parker, Breanna Stewart, Diana Taurasi.
- ritirate: Seimone Augustus, Swin Cash, Tamika Catchings, Cynthia Cooper, Yolanda Griffith, Becky Hammon, Lauren Jackson, Lisa Leslie, Maya Moore, Ticha Penicheiro, Cappie Pondexter, Katie Smith, Sheryl Swoopes, Tina Thompson, Lindsay Whalen.

sabato 16 ottobre 2021

La Comense storica sparisce dal tabellone

 Storia curiosa e un po' nostalgica: dopo 9 anni sono spariti i nomi delle giocatrici dell'ultima partita casalinga della Comense in A1 (gara-4 di semifinale scudetto 2012, vinta contro Schio), che erano rimasti sul tabellone del Palasampietro, in mancanza di utilizzatori di livello tale da necessitare un aggiornamento.


Tra le giocatrici di allora sono ancora in attività: Spreafico (Costa), Giulia Gatti (ora in B regionale ad Albino), mentre ho perso le tracce di Harmon (fino all'anno scorso ovviamente a Schio) e da tempo di Cameo Hicks e Brooke Smith, mentre le altre sono sicuramente ritirate (Forgione smise presto per problemi fisici, Maffenini e Pasqualin hanno smesso da poco, Maiorano 4 anni fa, le altre erano già non giovanissime ai tempi).