venerdì 12 gennaio 2024

Quello che non torna nel confronto Fip-Fipav

Io non entro nel merito se il minibasket in Italia sia fatto male, se in qualsiasi altro paese lo fanno meglio (eccetera), ma la teoria secondo cui fa scappare i bambini si scontra con un dato di realtà: i corsi minibasket attualmente sono pieni di iscrizioni. Altro che scappare via.

Il problema è per il femminile, che da anni ha un numero modestissimo di praticanti. Ma non è plausibile che il minibasket fatto male (ponendo che sia vero) faccia scappare solo le femmine mentre i maschi invece continuano a venire eccome.

Allo stesso modo, quando si dice sempre "la Fipav lavora benissimo, loro sì che sono bravissimi", resterebbe da spiegare la stranezza per cui la suddetta Fipav ha avuto successo nel femminile ma nel maschile no (o molto meno), visto che nonostante le mille medaglie vinte fin dai tempi del santone Velasco, e anche recentemente con l'argento a Rio 2016, il Mondiale del 2022, l'argento europeo lo scorso anno eccetera, non ci ha mai superato come tesserati maschili, anzi il divario è sempre netto.

Allora è evidente che ci dev'essere una spiegazione diversa da quella che tende a dare meriti e colpe ai "federali" dell'una e dell'altra parte. Ci sono delle dinamiche sociali per cui uno sport in certi periodi storici piace di più o di meno ai giovanissimi, con differenze tra maschi e femmine. E in questo le federazioni c'entrano poco o nulla, anche se può sembrare deludente perché trovare capri espiatori da incolpare è più rassicurante che dire "sono fenomeni sociali, che ci possiamo fare?".

Resta comunque questa spiegazione da dare (ripeto a mo' di sintesi), che non ho mai trovato da nessuno: perché, se i nostri federali sono incapaci e quelli della Fipav bravissimi, gli effetti sul numero di praticanti si sono sentiti solo nel settore femminile, nonostante i risultati della nazionale maschile di pallavolo siano stati altrettanto brillanti, anzi migliori, della loro nazionale femminile, nonostante abbiano avuto personaggi forti pure coi maschi, eccetera?

mercoledì 10 gennaio 2024

A1, Coppa Italia: irrompono Ragusa e Geas con Venezia e Schio. A2, Valdarno e Roseto campioni d'inverno

- Spunti e spuntini di Coppa Italia. E' stato un modo piacevole di iniziare il nuovo anno solare. La nuova formula ha funzionato, a parte il problema del primo turno con troppo poco tempo per programmare le trasferte. Ha dato un'opportunità a tutte (tranne Battipaglia, ma una selezione minima era necessaria), con un equo vantaggio per le meglio piazzate. E ha partorito un perfetto equilibrio tra conferme e sorprese: 4 vittorie in casa e 4 in trasferta.


- Tra i due ribaltoni (o "upsets" per dirla col termine inglese di moda) dei quarti, il più grosso è quello di Ragusa ai danni di Bologna. Il tutto senza Milazzo, assenza che sembrava dover pesare più di quella di Dojkic. E' una Virtus insipida, che non mette mai la sua impronta sulla partita; lascia fin dall'inizio che siano le sicule a fare l'andatura; pare accontentarsi, sorniona, di star lì vicina per poi cambiare marcia al momento buono. Nel primo tempo è solo Zandalasini a produrre con continuità; orripilante Cox; abulica Rupert; si sveglia poi Peters; le altre italiane nulla di che.
Il fantomatico cambio di marcia continua a latitare finché si palesa un'evidenza preoccupante (per il pubblico casalingo disperso nell'immensità della Sega'Arena): Ragusa ha tutta l'intenzione di arrivare sino in fondo. Scivolata in doppia cifra di svantaggio, la Virtus ha effettivamente un risveglio nell'ultimo quarto, soprattutto con Peters; ma le Lardelliane rispondono bene, con azioni lucide, ben costruite, una tripla-chiave di Miccoli, giocate puntuali di Chidom dentro l'area (24 punti per lei, 10/14 al tiro, in brillante accoppiata con Thomas che spacca sul perimetro, 19). E così non c'è mai una vera occasione per Bologna di ribaltare l'esito. Zanda ha 18 punti con 7 assist ma si spegne anche lei.
Finisce 67-76 ed è strameritato da una parte, deludente dall'altra, perché una prova così incolore non è all'altezza di una squadra che sta lottando per i playoff di Eurolega. Si capirà molto presto se c'è una crisi conclamata o se è stato un episodio, che dopo il break delle feste (aveva giocato 11 giorni prima) e in un trofeo "minore" può anche capitare. Si è rivista quella Virtus vulnerabile che aveva perso con S. Martino e Sassari, non quella gagliarda che aveva espugnato Schio il 27 dicembre. Resta il problema di fondo su Dojkic: a Bologna sono molto affezionati a lei, è brava quando c'è, ma appunto: quando c'è? Lo scorso anno ha saltato 12 partite di stagione regolare, ora è fuori da un mese. :unsure:
Parlando di Ragusa, è un rilancio forte della sua candidatura a un posto fra le prime 4, che sembrava lontano durante il sofferto inizio di stagione. Invece ora è tornata su bene in campionato (pari punti col Geas, meno 4 su Campobasso e Bologna ma recuperabile, almeno sulle molisane) e ha fatto la voce grossa in Coppa. Con Milazzo ancora da reinserire.

- L'altro colpo gobbo, anche se meno eclatante, è del Geas Campobasso. La quinta che elimina la quarta non è mai clamoroso; le sestesi lo avevano fatto anche negli ultimi playoffs ai danni di Sassari. Era però legittimo dare alle molisane un favore di pronostico, per il fattore-campo, per quanto di buono fatto finora in stagione, in cui avevano perso solo con le "super 3". Ma non c'è stata partita, se non nel primo quarto e mezzo, in cui ambo le compagini faticavano a muovere il punteggio e si era sul 18-15 per Campo. La quale però, se prima segnava poco, da lì in poi ha preso a non segnare nulla. Difesa attenta, compatta, delle Zanottiane, ma onestamente Campobasso ha sbagliato anche tiri elementari da sotto oppure con ampio spazio da 3.
E il Geas senza far miracoli in attacco, ma con sprazzi di qualità (a turno Gwathmey, Trucco, Dotto, Conti, Moore, all'inizio anche Panzera), ha preso man mano il largo, sino al 30-50 a circa 7' dalla fine. Da lì Sesto ha frenato decisamente ma Campobasso non è andata oltre un tardivo dimezzamento dello scarto con Trimboli, unica a sbloccarsi (43-53 il finale).
Clamorosa prova a rimbalzo per Trucco, che ne ha rastrellati 23 al cospetto della piovra Pallas ("solo") 13, aggiungendo 12 punti.
Sono emerse le doti del Geas di continuità difensiva, che gli (= al Geas, che è maschile) -_- consentono di reggere quando l'attacco tende a bloccarsi (non a caso l'unico vero passo falso finora del team rossonero, che per il resto ha perso solo contro le prime 4, è stato a Roma, unica occasione in cui ha difeso male), e di fare breaks cospicui nei momenti in cui l'attacco s'accende, cosa che prima o poi succede perché la qualità non manca.
Dall'altro lato invece si è palesato un limite di Campobasso che era nell'aria ma finora era stato ben mimetizzato dalla capacità di vincere tante volte punto a punto: ovvero, a differenza dello scorso anno, in cui aveva una grande risolutrice come Parks, quest'anno il team del pastificio ha un collettivo molto democratico, in cui almeno 6 o 7 possono essere a turno protagoniste, ma nessuna sicurezza assoluta a cui affidarsi, specie se tutte sono in giornata storta al tiro come domenica. Di sicuro Campobasso ha fatto il massimo arrivando quarta a fine andata.

- Gli altri due matches dei quarti hanno seguito il copione: 75-44 per Venezia su Brescia, dominando "wire to wire", cioè dall'inizio alla fine (pochi frizzi nel duello Villa-Zanardi, anche se la bresciana ha chiuso con 22 di valutazione); 81-72 per Schio su Roma, ma era +19 dopo 3 quarti (Keys 19+10 rimbalzi).

- Passetto indietro al primo turno. Anche qui due partite con poca storia e due colpi esterni. Nel derby Geas fa 81-71 su Milano, ma era +21 a 5' dalla fine (positivo l'esordio di Turmel per il Sanga). Ragusa trova una Faenza malleabile, senza la tagliata Booker, senza Spinelli e non ancora col neo-acquisto Niemojewska; giocano 19' complessivi le due Ciuffoli, '06 e '07. "Un par de ciufoli", commenterebbero a Roma. :woot: Chidom fa 29 punti in 27' con 11/13.

- Addiveniamo ai due colpacci. I quali sono stati ad opera di Roma e Brescia, ovvero le due di cui si dice da inizio stagione che varrebbero più della loro classifica. Stavolta lo hanno dimostrato. L'Oxygen a S. Martino scatta forte (0-10) e riesce a stare sempre davanti, nonostante vari riavvicinamenti della Lupe; le quali sullo stesso campo, pochi giorni prima, avevano tenuto gagliardamente testa a Venezia. Stavolta invece sempre sotto. Neanche l'espulsione di Kalu cambia il vento. Roma vince 69-73 con 20 di Czukor; anche una buona Gilli.
Sassari-Brescia è stata ancora più combattuta. Sorpassi e controsorpassi, si arriva testa-a-testa sino in fondo; lì ti aspetti che le nuragiche facciano valere il maggior rodaggio (anche internazionale) in situazioni tese, e invece sono le lombarde a piazzare la zampata, prima con Skoric che da meno 4 pareggia con una tripla + fallo subito, poi con Zanardi che sul 67-67 si prende con personalità da... 18enne un arresto e tiro da 3 e lo realizza per il 67-70. Negli ultimi secondi Carangelo si procaccia con astuzia un fallo su tentativo di tripla ma sbaglia i primi due liberi; finisce 68-72 (19 di Skoric che per me è l'ago della bilancia di Brescia; 16 di Zanardi per 27 di valutazione; 14 di Carangelo con 10 assist).

- Insomma ci si è divertiti e sembra il preannunzio di un girone di ritorno in cui le carte possono rimesciarsi in modo interessante. Anche per i volti nuovi che si sono inseriti in queste settimane.
Ultima chiosa sulla Coppa: il botteghino delle F4 torinesi forse non ride, perché sperava nella giunzione fra tifo Virtus maschile e femminile (ma è sacrosanto che sul campo sia passata Ragusa); quantomeno c'è Venezia che potrebbe giovarsi del tifo per gli uomini.

- In A2 si è conchiuso il girone d'andata. All'Ovest un finale incredibile ha deciso la corsa alla Coppa Italia: Derthona ha rimontato 12 punti negli ultimi 4 minuti su Costa Masnaga e l'ha esclusa dalle top 4; fenomenale Attura nella rimonta, 11 punti in 3' trattando le avversarie come birilli. Oltre a Valdarno (campione d'inverno col brivido, vincendo in volata a Spezia) e Derthona passano Broni e la sorpresa Selargius.
All'Est è prima Roseto (che ha vinto a tavolino l'ultima per mancanza di medico a Vicenza), ed è notevole il girarrosto delle abruzzesi rispetto all'ultima piazza dello scorso anno; seconda Udine che però è orfana di Ronchi; staccate le altre, su cui hanno prevalso (su un gruppone di 4 squadre rimasto 2 punti sotto) Alpo terza e Matelica quarta.

martedì 2 gennaio 2024

Oscars dell'anno solare 2023

La scelta più difficile era quella su giocatrice italiana dell'anno e prestazione italiana dell'anno. Come prestazione ho scelto quella di Keys in semifinale di Eurolega, per la qualità abbinata all'importanza della partita; vero che non è bastato a vincere ma siccome quella di Zanda non riesco a considerarla separatamente dal cesso che è stata la partita col Montenegro, non potevo premiarla.
Invece ho messo Zanda come giocatrice italiana dell'anno perché credo che sui 12 mesi sia stata ancora lei la migliore. Tutto sommato l'unica sempre e costantamente protagonista e mai comprimaria nella sua squadra, perché Keys non di rado è gregaria (seppur di lusso) delle compagne straniere, Villa adesso è titolarissima ma nei primi mesi di stagione no, Verona ha fatto bene fino a maggio, poi meno, la venerabile Sottana fa delle partite "vintage" di livello assoluto ma anche tante anonime, eccetera.


 - Miglior partita (Italia): ex-aequo le due gare-scudetto tra Schio-Virtus Bologna (fine aprile-inizio maggio)

- Miglior partita (mondo): Cina-Giappone 73-71, finale Asia Cup (luglio)
- Miglior partita (giovanile/mondo): Usa-Spagna 69-66, finale Mondiale U19, decisa all'ultimo tiro davanti a 7.000 spettatori a Madrid col parquet super-tecnologico (luglio)
- Miglior partita (giovanile/Italia): Basket Roma-Costa 68-63 d.t.s., finale scudetto U19, vinta da Roma al supplementare dopo una gran rimonta (maggio)
- Miglior partita vista dal vivo: ex aequo Geas-Sassari, gara-2 quarti playoff A1 (aprile), e Costa-Sanga Milano, gara-2 finale A2 Nord (maggio)

- Impresa dell'anno (Italia/A1&nazionali): Schio qualificata alle F4 di Eurolega dopo 21 anni per un'italiana
- Impresa dell'anno (Italia/A2):Costa elimina l'ultrafavorita Castelnuovo in semifinale-playoff
- Impresa dell'anno (Europa/mondo): Belgio campione di Eurobasket (giugno) battendo Serbia, Francia e Spagna dai quarti alla finale
- Impresa dell'anno (giovanile/Italia): Nazionale U16 bronzo europeo
- Impresa dell'anno (giovanile/mondo): Iowa batte South Carolina (42 vittorie di fila) in semifinale Ncaa (aprile)

- Miglior giocatrice (mondo): A'ja Wilson (Las Vegas): mvp finali Wnba + primo quintetto stagione Wnba + difensore dell'anno
- Miglior giocatrice (Europa): Emma Meesseman (Fenerbahce/Belgio): vince da mvp Eurolega ed Eurobasket
- Miglior giocatrice (Italia): Cecilia Zandalasini (Virtus Bologna)
- Miglior giocatrice (giovanile/mondo): Caitlin Clark (Iowa University)
- Miglior giocatrice (giovanile/Italia): [fuori categoria Matilde Villa] Emma Giacchetti (Campobasso/Italia U16): scudetto U17 + medaglia di bronzo e quintetto ideale all'Europeo U16

- Prestazione individuale dell'anno (senior/mondo):Breanna Stewart (New York), 45 punti con 15/21 al tiro e 12 rimbalzi contro Indiana (stagione regolare Wnba)
- Prestazione individuale dell'anno (senior/Italia): Jasmine Keys (Schio), 19 punti con 6/10 dal campo, 6/6 ai liberi e 6 rimbalzi in semifinale di Eurolega contro il Fenerbahce (aprile)
- Prestazione individuale dell'anno (giovanile/mondo): Caitlin Clark (Iowa Un.), 41 punti, 8 assist, 6 rimbalzi e vittoria in semifinale Ncaa contro South Carolina (aprile)
- Prestazione individuale dell'anno (giovanile/Italia): Matilde Villa (Italia), 25 punti, 9 rimbalzi, 6 assist, 35 di valutazione nei quarti dell'Europeo U20 contro la Francia (agosto)

- Il meglio: i vari botti di pubblico (5.300 a Bologna per gara-1 finale scudetto; 2.500 a Milano per la finale di A2; 10.000 a Saragozza per la finale di Coppa di Spagna; 55.646 per l'amichevole Iowa-DePaul, (record femminile d'ogni tempo); i 9 milioni di telespettatori per la finale Ncaa Louisiana State-Iowa e la Caitlin Clark-mania; l'insaziabile voglia di vincere di Schio; il record assoluto (uomini compresi) di Sabrina Ionescu nella gara di tiro da 3 punti all'All Star Game Wnba; la tripla di Tempia che evita la retrocessione alla Nazionale U18; il ritorno dell'A1 e della Nazionale sulla Rai; la vittoria della Nazionale in Germania in novembre; le 20 vittorie su 20 partite per Venezia tra campionato ed Eurocup da ottobre a dicembre.

- Il peggio: il tracollo della Nazionale contro il Montenegro a Eurobasket; la rinuncia di 3 squadre all'A1, soprattutto Crema e Lucca che sono sparite dalle categorie superiori; la doppia sconfitta all'ultimo tiro con la Francia agli Europei U20 (quarti) e U16 (semifinale); la perdurante esclusione delle giocatrici russe dalle competizioni internazionali (per le giocatrici, non per il Paese in sé); il nostro Mondiale U19 del tutto anonimo.

domenica 31 dicembre 2023

A1: Bologna e Venezia, acuti di fine anno. Sorrisi per Campobasso e Brescia

Il turno più strambo dell'anno, che si chiama settimo ma di fatto è stato il tredicesimo, posticipato da novembre a dicembre con spezzatino (anzi, cotechino con lenticchie e purea, visto l'imminente San Silvestro) di partite fra il 20 e il 30, ha offerto un big match assoluto e un mini-big match, quest'ultimo in diretta mondiale sulla Rai.


- Giovedì 27, con poco tempo per smaltire gli eccessi natalizi, ci servivano in tavola la prelibata pietanza di Schio-Bologna. Rivincita della finale scudetto o, se vogliamo, della più recente Supercoppa. La classifica, in virtù delle tre scivolate felsinee (San Martino, Sassari e quella più accettabile ma troppo netta contro Venezia), metteva maggior pressione sulle spalle di queste ultime, attardate di 4 punti. Il che significava non avere quasi più speranze di raggiungere le due di testa, in caso di sconfitta.
Assenti Juhasz e Reisingerova da una parte, Dojkic dall'altra; tuttavia non è che il materiale umano di qualità scarseggiasse. L'andamento è stato schizofrenico nei primi due quarti, salvo poi assestarsi nell'equilibrio e condurre a un volatone all'ultimo tiro. Nel complesso, entrambe hanno mostrato il meglio e il peggio di se stesse a fasi alterne; per questo forse non è considerabile una partita-capolavoro, però certo fra le migliori dell'anno e senza dubbio imprevedibile fino in fondo. -_-
Per non tirare mezzanotte con le premesse, andiamo al dettaglio: clamoroso scatto iniziale di una Virtus che non veniva certo da un buon periodo, mentre Schio sì; invece nel 1° quarto le arancioni sono punching-balls percosse a piacimento dalle bianconere, con Zandalasini a menare le danze sia in fase realizzativa che di assists: 1-15 dopo 3'30" (!), poi 6-20, 11-27, 15-30 alla prima sirena, che arriva come un provvidenziale gong di fine round per un pugile suonato. Bologna ha 8/10 da 2 e 4/6 da 3 nella frazione.
Non ti aspettavi un break del genere, non ti aspettavi il controbreak altrettanto drastico per le scledensi. Le quali in 4'30" di fuoco cancellano tutto il divario con un 17-2 in cui ci mette la... firma Penna (ah ah) insieme alle più attese Parks e Keys. Tocca alla Virtus ora subire legnate senza reagire. Ancora Penna scrive il sorpasso, 35-34. Clamoroso per com'era iniziata. Schio è indemoniata e, sulla scia, potrebbe dilagare. La fortuna/bravura di Bologna è di azzeccare un paio di triple che limitano i danni alla sosta (47-44), confidando che al riattaccar della spina, la vampa avversaria sia sbollita.
Cosa che in effetti avviene, giacché Schio, dopo aver dato idea all'inizio di avere ancora il vento alle spalle (ma non oltre il +7, 57-50 su coast-to-coast di Sottana), si sgasa. Il barometro è Guirantes, che forza una serie di arresto-e-tiro non impossibili, ma che venendo sbagliati dalla portoricana mettono il freno a tutta Schio. La Virtus, che arraffa rimbalzi offensivi pregiati, coglie che è l'attimo buono per riprendere la partita prima che le sfugga definitivamente; lo fa con uno 0-7 firmato da Cox (57-57). Sottana riaccende poi la luce sulla sirena con un arcobaleno di classe (61-59), ma ormai la fuga scledense è abortita. Vistoso il calo delle percentuali su ambo i fronti dopo che si era intorno al 50% da 2 e 60% da 3 all'intervallo.
Ultimo quarto: tocca a Bologna tentare la fuga: buone palle in area per André, contribuisce anche Orsili, poi soprattutto due triple di Rupert e, ciliegia, contropiede di Pasa che scippa un'opaca Verona e deposita il 67-73 a 5'30" dalla fine.
La partita però non ha ancora finito di cambiare direzione. Mossa di Dikaioulakos che toglie Verona e mette Bestagno: quintetto alto, senza play di ruolo; funziona. Si svegliano Parks e Guirantes; un tecnico non frena l'impeto rimontatorio di Schio che pareggia sul 74-74 a 3' dalla fine. Poi va anche avanti con Bestagno che trasforma un fallo subìto a rimbalzo difensivo (76-74). Virtus in apparente stato confusionale.
Ma ecco l'ultima giravolta della sfida: negli ultimi 2'30" abbondanti, il Famila non segna più un punto, così non sferra il k.o. alle avversarie, le quali hanno modo di scuotersi e uscire dalla buca. Lo fanno con un giro-e-tiro di Zanda, rimasta a lungo silente in fase realizzativa: 76-76 a -1'50".
Segue una serie di errori ed erroracci da entrambe le parti, sinché Bologna ha l'occasione di vibrare il colpo vincente, gestendo palla con 25" sul cronometro. Schio spende un fallo tattico non in bonus, ma non può nulla quando Zanda penetra verso il centro, attira il raddoppio e trova molto bene Pasa appostata sui 45° lato sinistro. Tripla dell'assai migliorata giocatrice veneta ed è canestro: 76-79 a -4".
Timeout, rimessa per Parks che tenta un difficile siluro dall'arco, ampiamente fuori. Festa Bologna anche se resta davanti Schio al giro di boa. La Virtus la vince tirando leggermente meglio sia da 2 che da 3 (54% e 48% contro 52% e 38%), a dispetto dei soli 7 liberi a favore contro 23 per Schio. Ma non è tanto nelle cifre che si coglie la differenza a vantaggio delle V nere, tant'è che la valutazione è 94-89 per le arancio. E' stata questione di episodi che potevano anche finire all'opposto. Però se lo scorso anno nei finali punto-a-punto c'erano Mabrey e Howard a decidere per Schio, quest'anno ci sono Parks e Guirantes che sono brave ma meno affidabili quando la palla scotta.
Zanda 17 punti con 6/10 al tiro e 11 assist; mvp senza fare cose eclatanti ma giuste per la squadra; e infatti vittoria di collettivo è stata, con Cox e André a 16, Rupert a 14, mattoncini delle altre. Schio ha 19 da Parks, 15 con 8/8 ai liberi da Keys, 10 da Penna come "plus" ma solo 9 da Guirantes e 5 da Verona.

- Ieri sera, sabato 30, il derbissimino veneto (essendo derbissimone quello tra Schio e Reyer) ha messo il coperchio sulla perfetta pentola veneziana del girone d'andata e in generale dell'autunno. 12 vittorie su 12 in campionato, 8 su 8 in Eurocup: 'cezziunale. :B): Unico k.o. in semifinale di Supercoppa, ma ormai sembra lontana. La Reyer è la squadra da battere, oggi come oggi; e grazie alla caduta di Schio ha 4 preziosi punti da difendere nel ritorno per avere il fattore-campo in tutti i playoff.
S. Martino ci ha provato, meritoriamente. Il meno 15 finale (che era pure meno 17 a pochi secondi dalla fine) è punitivo. A metà era 32-29, a fine 3° quarto 48-48; le Lupe difendevano tosto, non consentendo mai alle gondoliere (guidate dal giovane Dall'Ora per influenza di Mazzon) di trovare ritmo. Un canestro qua, uno là, mai un break consistente. Dopo lo scoppiettante 21-22 del 1° quarto, si aveva un rognoso 11-7 nel secondo.
Il problema di SML è che solo D'Alie (peraltro calata di precisione nel finale), Turcinovic (21 punti) e Kostowicz hanno giocato bene in attacco. Soule nulla, Conte pochino, dalle altre non ci si poteva attendere prodigi. Troppo poco per resistere fino in fondo contro una Reyer che, quando c'è stato da cambiare marcia, lo ha fatto ferocemente: 7-22 l'ultimo quarto. Staffilate spacca-partita di Berkani (13) e Pan (14), ma le più continue sono state Villa (12) e Cubaj (10); utili senza strafare Shepard e Kuier. Logico che se metti sul piatto 6 elementi così, la brava ma non corazzata S. Martino o fa un capolavoro o perde. Le Lupe scivolano dal quinto al settimo posto, in virtù di questo risultato, pagando gli scontri diretti persi con Geas e Ragusa: piazzamento che non ripaga pienamente le ottime cose fatte dalle giallonere.

- Archiviate infine le vittorie da pronostico per Brescia su Battipaglia e di Campobasso su Milano, si ha la classifica di fine andata, che sciorina una situazione a più fasce, ciascuna separata da 4 punti: le top-4, Venezia su tutte, poi Schio tallonata da Bologna e Campobasso (quest'ultima l'outsider migliore); le medio-alte, altro quartetto col Geas davanti per scontri diretti sulle appaiate S. Martino e Ragusa, poi Sassari subito dietro; poi una mini-fascia da due compagini, Brescia e Roma, le quali potrebbero recuperare sulla zona-playoff ma anche restare impegolate nella zona a rischio; infine le 3 pericolanti, Faenza-Milano-Battipaglia, per ora non in grado di battere le altre e, per via della formula del campionato, ormai proiettate verso i playout, con limitata urgenza di vincere ora, essendoci in palio solo il fattore-campo nelle sfide-salvezza.
Milano intanto ha preso il torrione francese Turmel ma anche Battipaglia sembra aver tratto giovamento dall'aver ingaggiato proprio dalle meneghine Yurkevichus, la quale ha raccattato 19 rimbalzi contro Brescia.

mercoledì 27 dicembre 2023

A1: Roma sì, Roma no. Venezia regina d'inverno, Geas di misura nel derby

 Roma capoccia a metà. Nell'anticipo dell'ultima di andata (formalmente anticipo del posticipo del 7° turno, per via dello spostamento del medesimo in fondo al calendario d'andata), mercoledì 20 dicembre, l'Oxygen doveva riscattare la sconfittaccia contro Brescia, e in generale una stagione finora sotto le attese, almeno in termini di crudi risultati, che purtroppo o per fortuna sono quello che conta di più. Di fronte v'era un Geas che, invece, aveva speso molto nella trasferta a Bologna, in cui aveva, quasi eroicamente, resistito fino all'ultimo nonostante mancasse Moore (oltre alla solita Begic). Stavolta Moore c'era, e ha fatto il suo, ma la squadra nel complesso non ha avuto energie sufficienti per ribattere fino all'ultimo alla serata gagliarda delle capitoline, oppure per spegnerla abbassando il punteggio per giocarsela in volata. Tant'è che Roma ha segnato 75 punti, bottino che di solito il Geas non concede. La partita è stata un bel batti-e-ribatti alla pari per quasi 3 quarti. L'equilibrio s'è iniziato a rompere sul finire del terzo: protagonista, con 17 punti in 21' (4/6 da 2 e 9/10 ai liberi) la sventurata Sventoraite, che dopo un inizio stagione da cui ci si aspettava di più (almeno in rapporto alle più che discrete prestazioni offerte quando ha rimpiazzato Ndour negli scorsi playoffs per Schio) stavolta fa ampiamente valere i suoi centimetri: segna, carica di falli Moore (che va in panca con 4 penalità, dove già Panzera si trovava da metà 3° quarto), dà il via alla fuga di Roma che si concretizza pienamente verso metà ultimo quarto, in cui le triple di Czukor e Romeo non trovano replica da un Geas che col rientro di Panzera e Moore riesce solo ad avvicinarsi salvo venire respinto sino al 76-65 finale.


- Ci provava poi Roma, ma era ben più dura, anche sabato 23 nel match di RaiSport contro l'intrattabile Venezia, davanti a 1643 spettatori secondo il dato ufficiale, che non è poco. Terrificanti però, dal punto di vista televisivo - anche se si tratta di un dettaglio - i riflessi luminosi su tutta la zona centrale del campo: fenomeno già notato nelle riprese di Oxygen-Geas. :woot: Se nemmeno i tecnici Rai sono riusciti a ovviare al problema, si vede che gli esecutori dei brevi (si fa per dire: durati anni) lavori di restauro dell'impianto non hanno provato le luci in condizioni di partita serale... Ma tant'è. Di sicuro Venezia brilla di luce propria, e disinnesca l'inizio garibaldino delle romane con un 2° quarto da 9-19 che le manda al comando già definitivamente. Al termine è 62-73 con 21 punti di Shepard. Si conferma Sventoraite con 17, fanno il loro Kalu e Dongue, ma l'Oxygen ha poco... ossigeno realizzativo da Czukor e dai cambi mentre la Reyer, pur priva di Makurat, ha la coppia Berkani-Villa a 12 cadauna, con giocate d'elevata destrezza con la palla, e una Pan da 11 punti dalla panchina.
E quindi Venezia è campione d'inverno senza aspettare l'ultima giornata.
Del turno prenatalizio si era già disputata un mese fa Campobasso-Bologna, il big match (che ha assegnato allora il 3° posto alle felsinee, ma occhio che se la Virtus non batte Schio, saranno le molisane a prendersi la terza piazza, a meno di perdere in casa con Milano).

-Tra le partite disputate sabato 23, la più importante era Sassari-S. Martino. Le nuragiche arrivavano in forte crescita ma probabilmente erano stanche per l'impegnativo ritorno di Eurocup disputato in Belgio due sere prima, mentre le Lupe azzannano ferocemente, con 33 punti nel 1° quarto e 98 alla fine, contro 80 di Sassari, di cui 33 di Raca ma nessuno di Carangelo (0/6 al tiro). Clamorosa D'Alie con 17 punti, 10 rimbalzi e 15 assist, tripla doppia con 36 di valutazione. Chi ama pigliare la partita di turno come pretesto per dire "Ecco! Dovrebbero convocare lei al posto di Tizia in nazionale", dovrebbe ora caldeggiare la Rae Rae più amata dagli italiani. :shifty: Alla quale però auguriamo di essere a Parigi 2024 con i colori azzurri nel 3x3.

- C’è stato il duello a distanza tra Milano e Battipaglia per andare in Coppa Italia. Bastava non essere ultime. Bisogna dire che entrambe hanno perso con dignità. Il Sanga a Schio era più debole (nomi alla mano) di quanto fosse lo scorso anno in A2: una sola straniera (Tulonen) e il gruppo italiano della passata stagione meno Madonna (infortunata) e Novati (attualmente a Mantova). Beretta era l’unico cambio senior disponibile. Ok che il Famila non era al completo, però se hai dalla panchina Verona, M. Bestagno, Guirantes e Crippa, c’erano 50 punti di scarto teorico, non i 26 che ci sono stati alla fine. Giornata balistica da ricordare per Bonomi, 5/8 da 3 per 17 punti, dopo che non era mai andata oltre i 7 quest'anno.
Ancora più osso duro Battipaglia per Ragusa, che pur senza Milazzo e Jakubcova aveva passeggiato con Faenza nell’altro anticipo di mercoledì 20 (tra parentesi, a forza di dire “Faenza crescerà, vedrete”, non vorrei che aspettassimo Godot…), mentre con le campane l’ha risolta nell’ultimo quarto. Ha esordito per Batti l’ucraina Yurkevichus appena divorziata dal Sanga; bizzarramente indicata però come “Monteiro” (cioè una delle due ex straniere di Rossini) nel tabellino peraltro buono per lei, 9 punti, 12 rimbalzi e 6 assist. Al tirar delle somme, comunque, Milano in Coppa e Battipaglia unica esclusa, restando a zero in classifica.

- Personalmente, sabato 23, nell’insolito tepore da 15 gradi di giorno e una decina di gradi di sera, che ha avvolto il Nord nei giorni intorno a Natale, mi sono recato a Sesto S. Gianni per il derby longobardo Geas-Brescia. Auspicavo una partita viva fino all’ultimo e così è stato. Dinnanzi a un pubblico né scarso né foltissimo, le Zanottiane, alla terza partita in 8 giorni, pur essendo più forti non avevano lo smalto necessario per vincere per k.o., ma sono riuscite a farlo di misura. Le Zanardiane (libera scelta se intendere Carlotta o coach Stefano), a seconda delle prospettive, possono essere contente per essere rimaste in partita fino all’ultimo tiro (sbagliato nettamente da Garrick allo scadere, per il pareggio, ma era molto difficile per via della buona difesa del Geas) o rimpiangere un’occasione persa.
Fatto sta che Brescia ha dominato il 1° quarto, 6-17, poi 12-23, segnando 5 triple. Poi però il Geas, che è squadra da parziali, ha messo a posto la difesa, attivato qualche realizzatrice (le solite Moore e Gwathmey, ma anche Bestagno, Trucco e nel primo tempo Dotto; non, invece, Panzera che è stata panchinata per gran parte del secondo tempo) prendendo man mano il controllo sinché sembrava che l’avesse chiusa, sul +10 a 4'30" dalla fine, dopo un'azione controversa in cui Zanardi, difendeva, subiva un colpo che la costringeva a restare bloccata sul posto, sicché Conti tagliava a canestro e riceveva indisturbata, depositando due punti. Il che faceva scattare imbufalita dalla tribuna Laura Marcolini, madre della giovine stella bresciana ed ex giocatrice, che indirizzava dolci parole all'indirizzo degli arbitri. :] Sui quali basterebbe dire che il Geas ha avuto 2 tiri liberi in tutta la partita, Brescia 5. Vero che si è giocato molto sul perimetro (23 triple Sesto, 30 Brixia) ma non è che in area si stendesse il tappeto rosso... Spesso gli arbitri, quando non fischiano nulla per 3 quarti, mettono a posto le cifre diventando fiscali nell'ultimo; stavolta nemmeno quello. Ci risulta che il cenone natalizio si faccia il 24, non il 23; altri motivi per accorciare il più possibile la durata del match non vengono in mente. :angry:
Tuttavia non era finita, anzi. Inopinatamente Sesto, dopo un elegante "jumper" di Gwathmey dall'altezza del tiro libero, per il 68-59 a 3'50" dalla sirena, non segnava più e Brescia, pur sbagliando 3 triple di fila che potevano riportarla a contatto con uno o due minuti d’anticipo, si ritrovava a meno 3 dopo un’entrata di Zanardi (la quale ha segnato 15 punti, imprecisa da 3, ma comunque un fattore positivo, anche se meglio di lei Louka). Errore di Moore dalla media distanza e palla a Brixia per andare al supplementare, ma come detto la difesa era buona e concedeva solo un tiraccio (68-65 il finale).

Il Geas ha già chiuso l’andata, 7 vinte-5 perse, aspetta il risultato di S. Martino con Venezia per sapere se è quinto o… Sesto; Brescia ha un’opportunità da non mancare con Battipaglia per scavalcare di nuovo Roma al 9° posto.

domenica 24 dicembre 2023

Coppe europee: colpaccio Bologna a Salamanca; Schio lotta ma è sempre sotto. Avanti le due di Eurocup

Negli ultimi fuochi d'Eurolega prima della sosta è stavolta Bologna a ridere. Grasso che cola per la Virtus, che veniva da un periodo opaco, ed era ancora senza Dojkic, ma espugna Salamanca nello scontro diretto per il 5° posto. Conduce, in realtà, solo per pochi momenti la compagine felsinea, che però ha il merito di stare sempre lì attaccata, e finalmente di portare a casa un finale in volata, dopo averne perse tanti: non brillante nel complesso la Segafredo, ma guerriera.
Le iberiche, sostenute da un pubblico massiccio, azzannano la partita (9-2, 16-9); la Virtus spegne la fiammata avversaria, tiene basso il punteggio e mette la freccia subito prima dell'intervallo con una tripla di Zandalasini allo scadere (26-28).
Salamanca però riprende a correre nel 3° quarto, in cui tocca all'attacco bolognese incepparsi; ancora Zanda allo scadere mette una pezza ma è 43-37 al 30' per le ispaniche guidate in regia dall'iper-veterana Dominguez (36 anni ma mi sembrano 20 che è sulla breccia). Nell'ultimo quarto sale di qualità l'attacco da ambo le parti; le si dà e le si prende con notevole brio agonistico; sembra cambiare poco però nell'andamento, con Salamanca avanti 55-50 a 4' dalla fine. Invece è proprio da lì la svolta: le padrone di casa falliscono il k.o., Bologna pesca un jolly inatteso quando Zanda segna in entrata subendo fallo, sbaglia il libero, palla toccata fuori dalle iberiche; rimessa da fondo con Pasa che uccella la difesa, riceve e segna da sotto. In un colpo solo, tutto riaperto; poco dopo ancora viene pescata con assist, 56-56 a 2' dalla fine.
Tocca poi a Peters, fin lì anonima, ergersi a protagonista con due piazzati per altrettanti vantaggi della Virtus, inframmezzati da un pareggio di Kone da sotto. Sul 58-60 a -40", Salamanca sbaglia da 3, ha un'altra chance ma perde palla. Pasa salta il pressing e trova André libera come uccel di bosco sotto canestro per il 58-62 della staffa. Zanda 17 punti con 8/14, Pasa e Cox 11.
In classifica ora la Virtus è quinta ma ad appena una vittoria di distanza dal trio insediato fra il secondo e il quarto posto: tutto apertissimo a 4 turni dalla fine.

- Non altrettanto bene va per Schio (senza Keys e Juhasz) a Miskolc, contro la seconda del suo gruppo. C'è equilibrio per un quarto e mezzo, poi una sciabolata da 11-0 affonda il Famila a meno 15, ritoccato a meno 13 (45-32) all'intervallo. Nel terzo, generosi tentativi scledensi di rimonta, in cui si fa viva anche una Penna che si conferma in ripresa, con un paio di triple, ma le magiare respingono (62-53 al 30'). Sfiora invece l'aggancio l'ennesima risalita ospite a inizio ultimo quarto. Ma Miskolc, fiutando il pericolo, reagisce e di fatto non si lascia più avvicinare (72-64); lo 0-5 negli ultimi 20 secondi la fa sembrare una sconfitta di misura ma non lo è stata (73-69). Guirantes 16, Penna 13 con 5/6, Sottana 12 per le battute. Jovanovic 17 per le trionfanti.
Chiave tecnica, a fronte di percentuali simili, è stata la supremazia a rimbalzo di Miskolc: 14 offensivi contro 5, tradotti in 73 tentativi dal campo contro 55.
Schio resta quarta con 2 vittorie di vantaggio su Valencia, demolita in casa da Lione. Le francesi, ora che hanno svuotato l'infermeria, stanno cercando una furiosa rimonta ma dovrebbero recuperare su Schio 3 partite in 4 turni.

- Tutto bene nel ritorno del 1° turno playoff di Eurocup. C'era timore per Sassari, che doveva proteggere un sottile +6 a Namur. Well, le nuragiche aggrediscono la partita con grande autorità, quello che deve fare una squadra in trasferta per impedire che le casalinghe si gasino e credano nel ribaltamento dello scarto. Preso un +11 a fine 1° quarto, la Dinamo lo conferma quasi identico alla fine degli altri periodi; chiude 52-63 senza che le avversarie (fra cui le ex "italiane" Zelnyte e Perisa) minaccino anche solo vagamente di cambiare l'andazzo. Hollingshed 19 punti, Carangelo 18.
Per Venezia dopo il +20 in trasferta, c'era solo da evitare improbabili suicidi. Cosa che peraltro, dopo il 1° quarto, non era del tutto da escludere, giacché Friburgo era inopinatamente a +9. Nel 2° quarto però la Reyer chiudeva virtualmente il discorso-qualificazione (39-40) per poi scudisciare duramente le tedesche con un 27-4 di parziale nel terzo, quasi a punirle di aver voluto provarci con quell'inizio baldanzoso. Finale 72-51; Shepard 18+14 rimba, Cubaj 13+14 carambole pure lei ma anche 6 assist.
Dagli ottavi si farà sul serio (francamente poco selettiva per ora questa coppa, anche se ad esempio le due greche ci hanno lasciato le penne): Venezia-Gdynia e Lattes-Sassari. Facile non sarà.

mercoledì 20 dicembre 2023

Perché non faccio crociate anti-Fip (segue)

 A differenza dei disfattisti, io sostengo:

a) che il basket non è "ridotto al lumicino". E' la classica frase dozzinale da depressi disfattisti. Cosa dovrebbero dire allora la maggioranza degli sport che hanno meno soldi, meno spettatori, meno praticanti del basket? Piantiamola con questo sentirci delle merde, superati dal Burundi e dalla pelota basca, non è la rappresentazione corretta della realtà.

b) che l'importanza dei federali nell'andamento del basket è secondaria. I federali, come i politici, sono gente che mette la faccia negli eventi, occupa poltrone, ma le cose vanno avanti, bene o male che sia, indipendentemente da loro. Per questo non sono ossessionato da sapere se c'è Petrucci, Petrini o Petrelli. Un giorno se ne andrà e ne verrà un altro di cui ci si lamenterà e si dirà che è il diavolo come lo diceva il grande Aldo Giordani del presidente Vinci (quello degli anni Ottanta del boom), come lo si diceva del professor Maifredi una dozzina d'anni fa (ho recentemente postato il link al topic di Basketcafè al riguardo), eccetera.

Bologna e Campobasso, siete voi nelle "top 4": battuti Geas e S. Martino. Scossa Brescia su Roma. A2: infortunio a Ronchi

- Il turno d'A1 di metà dicembre era imperniato sulla doppia sfida fra le contenders al terzo posto, dietro le imprendibili Venezia e Schio. Partivano tutte praticamente alla pari avendo 3 sconfitte al passivo, anche se S. Martino e Geas con una disputata in meno. Gli scontri, risolti solo in dirittura d'arrivo, premiano Bologna e Campobasso che così scappano momentaneamente a +4 sulle battute, le quali possono risalire a meno 2 se sfrutteranno la partita in più da giocare di qui a fine andata. Piazzamenti tra le "top 4" che valgono anche, rammentiamo, la qualificazione diretta al 2° turno della Coppa Italia "new format".

- Nel sabato pomeriggio felsineo, dinanzi a un pubblico per la verità non oceanico, la Virtus, pur senza Dojkic, aveva un grosso vantaggio d'organico di fronte un Geas orbo all'ultim'ora di Moore, in aggiunta alla cronica assenza dell'ex di turno Begic. Le sestesi debbono farsi benedire: da inizio stagione hanno sempre avuto almeno 2 infortunate per volta, ovvero Begic più Dotto fino a 2 giornate fa, poi Trucco che s'è fatta male nella partita scorsa (lievemente) e adesso Moore. :woot: Ciò nonostante, le Zanottiane sono rimaste in corsa fino all'ultimo minuto, tornando caparbiamente a contatto ogni volta che le V nere provavano a scrollarle via. Pensare che dopo 7'30" si era sul 22-7 e sembrava un "no contest". Brave invece Panzera (12 tutti nel 1° tempo) e Trucco a guidare la rimonta insieme a Gwathmey e poi Conti, anche se solo per un brevissimo momento nel 2° quarto le ospiti hanno messo la capoccia avanti.
Nell'ultimo minuto, in cui Bologna è entrata sul +6 grazie a una tripla cruciale di Pasa, Trucco ha messo 2 liberi, André ha fatto 1/2, Gwathmey ha segnato una tripla impiccata per il meno 2 ma Zanda, grande ex, ha sigillato con due liberi (71-67). André mvp per Bologna (13+17 rimbalzi) anche se la squadra si conferma non in un periodo brillantissimo. Il Geas ne ha 17 da Trucco e Gwhathmey, 15 da Conti; torna in campo già mercoledì 20 a Roma, poi ha il derby il 23 con Brescia, insomma due insidie sulla via del Natale.

- Domenica è toccato all'altro clou, tra Lupe e "Fiori d'acciaio". Partita non per amanti dei punteggi alti; dopo 3 quarti si è sul 32-35 per Campobasso. Sembra trovare l'abbrivio vincente S. Martino con un 12-3 nei primi 5' dell'ultimo (triple di Russo e Conte che poi segna anche il +6). Da 44-38, invece, gran reazione delle molisane con la mossa di una box-and-one (Kacerik su D'Alie) e clamoroso ribaltone da 0-11 con due canestri di Dedic, poi Kacerik, Quinonez e una tripla di Mistinova, che fa il paio con quella decisiva infilata contro Brescia la settimana prima.
Finisce 46-49 ed è l'ennesima vittoria di misura per Campobasso, che conferma di essere collettivo con tante opzioni; stavolta opaca Pallas (4+3 rimba, 5 falli in 13'30") ma vince lo stesso. Trimboli 10 punti e 4 assist. Per SML ficcante Kostowicz, 19+18 rimba, bene Conte con 15, ma tradisce la mano solitamente calda di Turcinovic (0/13!) e nemmeno D'Alie riesce a fare la differenza (2/10 e 6 perse).

In zone meno nobili, ma non ignobili, di classifica, era interessante Brescia-Roma. Sia perché metteva in palio il 9° posto (ovvero la salvezza diretta, ovviamente solo per ora), sia perché s'affrontavano due squadre dal potenziale considerato buono, ma finora concretizzato poco. Ebbene, sono le lombarde a rilanciarsi, con un netto 74-62 che nasconde un testa a testa durato tutta la partita.
Scatto delle capitoline in avvio, recupero di Brescia con Zanardi e Louka; scambi di colpi di pregio e di mini-parziali (giocata-top un terzo tempo in corsa della Carlotta nazionale sulla sirena del 3° quarto da 9-10 metri), sinché verso i 4 minuti dal termine le padrone di casa trovano il break vincente con Garrick che si scuote dal torpore con una tripla, Zanardi che continua a imperversare, Tassinari che fa il suo, ma la chiave tattica è Skoric con la sua polivalenza: arraffa rimbalzi offensivi, serve assist, recupera palloni. Finalmente per Brescia hanno giocato contemporaneamente bene in tante (anziché un paio sì e le altre latitanti) e sono stati limitati i momenti di calo. Zanardi chiude con 23 punti e 30 di valutazione.
Roma ha una prova d'appello domani contro il Geas; senza dubbio le manca qualcosa che va al di là dei nomi a disposizione, tutt'altro che... Scarsi (chiedo venia per la freddura, m'è venuta spontanea): :blink: la difesa concede troppo, ma soprattutto la sensazione è che se gira tutto bene, allora l'Oxygen vince e convince; se invece la situazione si fa complessa e si va punto-a-punto, allora perde.

Faenza, come già varie altre volte, va vicina a fare la sorpresa ma si ferma al "quasi". Sua mancata vittima di turno è Sassari, che si conferma in ascesa; scatenata Raca, 27 con 10/14 e 32 di valutazione; meno spari del solito dall'arco per le sarde (8/23). Faenza ha Tagliamento da 16, Cvijanovic da 15 e Peresson da 14 con 4/5 da 3, ma ha poco da Dixon e Booker. Quella di Seletti sembra una torta che, aspettando e sperando, può venir fuori croccante dal forno, ma per ora manca il lievito.

- C'erano poi le due partite con esito già scritto per via dello sbilancio di forze: Battipaglia contro Schio Milano contro Ragusa.
Personalmente mi sono recato a vedere quest'ultima, nel sontuoso Bocconi Sport Center che, al piano inferiore, ospitava un'affollata "Swim Cup" nella sua piscina olimpica, mentre al piano di sopra il Sanga - davanti a un pubblico di 180 presenze ufficiali - cercava di tener testa alle sicule, prive sì di Milazzo e Jakubcova, ma pur sempre meglio messe delle locali, orbe di Diallo, Vintsilaiou e Madonna, vale a dire 3 potenziali elementi da quintetto.
Nel 1° quarto la vena di Tulonen (23 punti alla fine) teneva in qualche modo aggrappata Milano, costretta ad arrangiarsi in regia con Toffali spalleggiata da Penz (ovvero due guardie); nel secondo già si scavava un solco (bene Miccoli) ma siccome Ragusa tirava male da 3 mentre il Sanga trovava qualche tripla con Bonomi, con la bebè di casa Finessi (2006) e sulla sirena del 2° quarto con Toffali, c'erano "solo" 15 punti di divario a metà gara (22-37).
Poi nel terzo Chidom s'accorgeva di poter andare a canestro a piacimento, e Ragusa veleggiava a +30. Per Chidom alla fine 24 punti con 10/10 da 2 e 40 di valutazione, ma francamente non è stata un'impresa titanica. Apprezzabile il tentativo di Milano di ridurre lo scarto nel finale, almeno in parte riuscito, ma la sostanza è che va in archivio un 52-76 con pochissima storia. Con questa formula, già dicevamo, c'è peraltro poca urgenza per chi sta nei bassifondi; è un lungo allenamento fino a marzo, come già dicevamo, e non è nemmeno detto che le facce in campo saranno le stesse di ora, visto che si vocia di manovre di mercato.

- In A2 sembra purtroppo che Sara Ronchi in Udine-Bolzano abbia riportato un infortunio serio. :cry: Ci auguriamo che venga smentito; sarebbe il secondo dopo quello patito nell'estate 2021 in azzurro. [Aggiornamento: purtroppo è confermata la rottura del crociato]
Intanto sempre avanti Valdarno e Derthona, con Broni terza, nell'Ovest; prima da sola Roseto, con Udine e Matelica subito dietro e poi una gran mischia per il 4° posto, nell'Est.