Sulla suddivisione delle categorie giovanili: credo che la soluzione attuale sia la meno peggio: l'under 20 quando fu varata non la fece praticamente nessuno, mentre la suddivisione under 18-under 16, in vigore fino a due anni fa, faceva finire troppo presto la carriera giovanile. Si potrebbe fare under 19 e under 16, ma così perderemmo una categoria, mentre ora abbiamo U17 e U15. Inoltre U19 in Italia coincide con la fine della scuola superiore, e quindi funziona meglio in relazione alla vita extrasportiva. In definitiva manterrei l'attuale suddivisione.
Sul perché Milano-città produca molte meno giocatrici di Roma-città: è un discorso muy stimolante, ma non tiene conto di una considerazione geografica a mio avviso fondamentale: Roma città, dal punto di vista amministrativo, è un comune immenso, con circa il doppio degli abitanti. Milano è ben più piccola come superficie comunale. Una Sesto San Giovanni, fossimo a Roma, rientrerebbe ampiamente nel comune capoluogo, visto che è attaccata a Milano. Tra Roma e immediate vicinanze c'è uno squilibrio molto più netto, a livello di urbanizzazione-popolazione, che tra Milano e provincia.
In poche parole, nella provincia di Roma c'è molto meno, in proporzione, che nella provincia di Milano, che è popolatissima e vitalissima, quasi un secondo polo paritario al capoluogo. Tant'è che in un breve raggio abbiamo Sesto, Biassono e Carugate.
Ciò non toglie che Milano-città potrebbe e dovrebbe sfornare più talenti. (Ci sarebbe molto da dire sulla mancanza di squadre dovuta alla scarsità e al costo abnorme delle palestre nel comune di Milano, ma faremmo notte).



