Ieri sera Gaia Angelo, una delle Favorite principi del qui scrivente, veniva a giocare in casa della Pob Binzago per il campionato Uisp lombardo. Poteva il Comitato perdersi questo evento che si svolgeva a 700 metri da casa sua? Certo che no, e dunque, sia pure in ritardo (dalla metà del 2° quarto), eccomi sugli spalti dell'Iis Versari del quartiere Sacra Famiglia, Cesano Maderno, ovviamente semideserti: 8 spettatori, me compreso (ma dall‘anno prossimo ci sarà la nuova palestra all‘oratorio, e allora sai che pienoni faremo!). ![]()
Il percorso cestistico di Gaia Angelo in questi ultimi anni è stato paradossale, rimbalzando da un estremo all'altro. Tre stagioni fa, non ancora ventenne, calcò per qualche mese i parquet dell'A1 (sia pure in una situazione del tutto particolare, in un'Alessandria in disfacimento), poi quell’estate era quasi fatta per andare in A2 a Carugate, ma all'ultimo momento saltò la trattativa; così lei tornò nel suo club d'origine, Malnate (poi diventato Varese), per due anni di B2 di cui il secondo, cioè quello scorso, concluso con la promozione in B1. Ma a dicembre 2007, subito dopo le dimissioni di coach Ganguzza, ha avuto divergenze (diciamo così) con la dirigenza e il resto della squadra, ha chiesto di essere ceduta ma gliel'hanno negato, sicché è rimasta bloccata.
A quel punto il Comitato ha pensato a un'abile mossa per aggirare il blocco del cartellino, ovvero proporle di chiedere se c'era posto nella squadra di Binzago che fa appunto l'Uisp, una lega amatoriale indipendente dalla Fip (se qualcuno è interessato a vedere chi ci gioca, clicchi qui). Ma la temibile Moiza, da signorina se non erro Canioni, nota alle folle come moglie di Stefano Fassina, coach del S. Gabriele Milano, con ancor più abile mossa l'ha arruolata per il BSB (Basket School Brianza) di Desio, sponsorizzato "Tubi Thor", che fa il medesimo campionato.
Queste dunque le premesse della partita di ieri sera. Certo, quando hai ancora negli occhi i playoff di A2 e ti ritrovi a vedere l'Uisp, il torneo dopolavoristico per eccellenza, in fondo alla piramide cestistica, fa un certo effetto. Vuoi per gli spalti vuoti, vuoi soprattutto perché in campo ci vanno oneste mogli, mamme o giovanotte dal fisico non necessariamente super-allenato, e quindi i ritmi sono un attimino blandi...
Ma innanzitutto non posso fare lo sborone perché è un livello che ho ampiamente frequentato anch'io da pseudo-giocatore
Tiro libero per Gaia.
Tra l'altro, Binzago-Desio è un derby (confinano), le squadre si conoscono già dagli anni passati e così si vede anche qualche bel colpo proibito, lievi accenni di litigio (di rissa no, sarebbe troppo), e a fine partita una binzaghese, andando verso gli spogliatoi, impreca: "Macellaie!".
In questo contesto è ovviamente impossibile valutare la prova di Gaia, che immagino si senta un po' a disagio, come un elefante in una cristalleria, cioè non c'entra niente con questo livello, è logico, e quindi si sforza soprattutto di coinvolgere le compagne, prendendo iniziative individuali solo di tanto in tanto. Difficile anche constatare quanto abbia perso in termini di condizione atletica e ritmo-partita in questi 6 mesi di lontananza dal basket che conta, visto che qui, come detto, si passeggia e si corricchia. In realtà, la prima sua azione che vediamo è un contropiede che l'arbitro misteriosamente annulla, forse per passi; mentre poco dopo c'è Moiza che si "spetascia" in entrata contro un'avversaria, vedendosi a sua volta fischiare infrazione. Però il punteggio è piuttosto alto: 34-41 all'intervallo.
Nella ripresa anche Binzago si mette a zona. Ecco che arriva qualche spunto di Gaia, tanto per giustificare il mio… lunghissimo
Ecco il marchio di fabbrica gaiesco: il tiro in sospensione.
Dopo questa umile ma anche gradevole partitella, c'è tempo per parlare un po' con Gaia, anche di politica, della sua università ma ovviamente soprattutto di basket. Quello che le è successo a Varese è stato spiacevole sotto tutti i punti di vista: non sto a indagare di chi sia la colpa, anche perché a sentire campane diverse, ad esempio il blog di Chiara Catella (in cui Gaia e Ganguzza sono inseriti sotto la voce "dire che odio è poco"
Anche se Gaia ha smentito, nel dibattito scoppiato di recente su Webbasket, di essersene andata per causa di Catella, mi sento in dovere, a costo che mi prendano entrambe a pesci in faccia, di lanciare un appello: "Cuz" e "Gaiuz", siete tutte e due importanti per il basket di Varese, perciò, a prescindere da cosa sia successo, e a prescindere da cosa vogliate fare nel vostro futuro cestistico, basta, basta con questa assurda ostilità tra di voi, che fa solo dispiacere a tutti e male al basket femminile della vostra città, che già è il parente poverissimo di quello maschile. Ve lo faccio dire pure dai Cranberries… non c’è nessun bisogno di litigare ancora!
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