mercoledì 7 maggio 2008

Sempre meglio dell'ufficio - Viaggio a Parma (3^parte)

 A fine allenamento, Masha ci viene incontro sulle tribune. Paperinik le fa capire quanto si sia rotto i maroni a sorbirsi tutta quella caterva di tiri, tiri e ancora tiri. Lei annuncia che a mangiare con noi vengono anche Iaia Zanoni e Valeria Battisodo: grande trio!  Inoltre ci svela che Scanzani (anzi, “Mauri”, come lo chiama lei) le ha chiesto sospettoso se “quelli là”, cioè io e Paperinik, sono con lei. Ohibò, teme forse spionaggio da Napoli? Certo, capisco che uno possa rimanere perplesso vedendo gente che fotografa e filma certosinamente una banale seduta di tiro… 



Masha a fine allenamento.

Segue un necessario periodo di attesa che le signore finiscano di lavarsi. Situazione alla quale sono temprato dai lunghi stazionamenti fuori dallo spogliatoio Geas cui mi sono sottoposto quest'anno con esiti alterni. La differenza, però, è che a quelle partite vado dopo cena, mentre ora sono circa le 13.30, a panza vuota e reduce da un viaggio e quindi, come direbbe il commissario Montalbano, "mi si è smorcato il pititto", cioè m’è venuta ‘na fame da lupo. 

Inizialmente io e Paperinik ci appostiamo fuori dal palazzetto. Passa Scanzani e mi sento in dovere di tranquillizzarlo: «Scusi se ho fatto un po' di foto, coach. Non si preoccupi, siamo innocui!». Lui fa, da signore: «Non c'è problema». E sale su una macchina vecchia e piccola (io sono un pessimo fisionomista di automobili, sicché non mi ricordo che modello fosse, ma comunque un trabiccolo): io e Paperinik ci auguriamo che sia la sua seconda auto, altrimenti decisamente conviene di più fare l’impiegato che l'allenatore di basket femminile... 

Siccome la giornata continua a essere bruttina e fa freddo, rientriamo nel palazzetto e stazioniamo nel corridoio degli spogliatoi, dove sono appese varie foto delle formazioni di Parma degli anni scorsi. Studio con particolare interesse, quasi da paleontologo, l'evoluzione della folta chioma di Dacic dall'inizio degli anni Duemila alla passata stagione. Curiosa anche la foto dell'anno in cui Masha arrivò a metà campionato: hanno sovrapposto la sua testa al corpo di un'altra (non saprei dire chi), con un effetto piuttosto grottesco.

Intanto cominciano a uscire le giocatrici. Paperinik, che è già venuto diverse volte a Parma, è in confidenza, le saluta come vecchie conoscenze. Io invece con dei timidi “ciao”, che forse manco si sentono. Devo dire che Paparazzo da vicino fa una certa impressione, tutt'altro che negativa s'intende, ma è chiaro che la stazza, sia di lei che di Rejchova, è la prima cosa che colpisce, almeno a me che sono di altezza normale. Per Paperinik, col suo 1.95 o giù di lì, è già diverso.

Manco a dirlo, le nostre sono le ultime. Ma c'è una gradita sorpresa: si aggregano anche Megan Mahoney e Laurence Van Malderen!  In pratica andiamo a pranzo con mezza squadra di Parma, di cui una delle migliori giocatrici in assoluto del campionato e una nazionale belga. Se penso che dovrei essere in ufficio a correggere espressioni di matematica, tipo mettere una parentesi tonda al posto di una quadra, quasi mi commuovo. Con Iaia è la prima volta che ci si parla di persona, ma lei si ricorda dell'intervista che le feci 3 anni fa alla vigilia del suo esordio in A1: anche qui rischio le lacrime (esagero un attimino, lo so, ma sono le piccole soddisfazioni di un fan del basket).

Nel tragitto siamo di nuovo in macchina Paperinik, Masha e io. Paperinik la rimena ancora sulla noia della seduta di tiro. Io invece sono entusiasta: «Oh, c'ho un video di Screen che tira da 3... una macchina, non ne sbagliava uno!». Commento di Masha: «Sì, è veramente forte, negli esercizi di tiro».  Una frase apparentemente "tranqui"... ma io, malizioso, ci colgo una sfumatura che è troppo da donne! Perché una donna non fa (quasi) mai un complimento assoluto a un'altra: tende sempre a delimitare il campo, sminuire con astuzia camuffando l'invidia. Esempio. Se una donna ammette: «Sì, quella là, di viso, è bellissima», cosa vuole sottintendere con quel "di viso"? Che di fisico è una ciofeca. Viceversa: «Sì, non è male, di fisico», vuol dire che di faccia è un cesso. Insomma, occhio a quello che viene dopo la virgola. 

Queste giocano a basket, ma l'istinto non cambia. Infatti Masha, secondo la mia interpretazione (che, voglio precisare a scanso equivoci, non avevo nessun elemento concreto per supportare!), voleva insinuare che l'australiana, se le metti una mano davanti, non segna più. E in effetti la sera dopo, in gara-2 con Napoli, ha fatto 0/5 da 3, cosa per me inspiegabile dopo aver visto come tira in allenamento...

Si va in una trattoria, dal nome "Il Battibecco", che sta proprio a due passi dalla casa di Masha. Atmosfera abbastanza caratteristica, tavoli in legno e via dicendo, però io non ho occhi che per le giuocatrici e quindi i dettagli non li memorizzo. Alla mia sinistra c'è Masha, di fronte Iaia e più a sinistra nientemeno che Megan, la quale si presenta, io mi scuso per non essermi presentato finora, lei fa finta di capire, ma Masha mi spiega che è meglio se le parlo in inglese. Ottimo inizio. 

C'è una pubblicità che dice "Basketball is a brotherhood". Un po' è vero, anche se ci sono fratelli più fighi e altri più sfigati. Perché grazie al basket vai a tavola con gente che non hai mai visto prima d'ora, con provenienze e modi di essere che non c'entrano nulla, ma sai già di cosa parlare, ti senti partecipe di quello che fanno, insomma come se ci fosse qualcosa in comune (e sottolineo il "come se").

Difficile dare giudizi su quattro persone appena conosciute e poi viste per poco più di un'ora, però provo a dire qualche impressione. Di Battisodo, oltre che il fisico da “donna normale”, colpisce il sorriso che fa simpatia istantanea, però ci ho parlato poco perché era dalla parte opposta del tavolo. Zanoni è un tipo piuttosto originale, direi che l'estro che ha in campo si riflette anche fuori: c'ha abbastanza il gusto della battuta surreale, o forse non sono battute perché lei è veramente così… Mahoney, nonostante la barriera linguistica, è un tipo piuttosto alla mano, sorriso dolce, si sforza di dire qualche parola in italiano, così come di capire di che cosa sono fatti i cibi del menu.

Van Malderen meriterebbe un capitolo a parte. Davvero un personaggio d'impatto immediato, un vulcano. Già la fisionomia è particolare: a parte l'altezza, ha questo strano mix tra un naso "importante" e occhi di un azzurro molto intenso, che sembrano quasi lampeggiare quando si scalda nella conversazione. E lei ne spara una dopo l‘altra. Va detto che parla un italiano eccellente per esser qui da 3 o 4 anni: l'accento si sente ma oltre a essere “fluent“, sa pure un sacco di parole difficili. Complimenz davvero. Inutile dire poi che il suo inglese, per quanto posso valutare, è impeccabile. Infatti durante la conversazione fa da interprete per Megan. E intanto mangia di tutto di più: non a caso le compagne la prendono in giro per l'appetito pantagruelico. Pare inoltre che le sue preferenze in campo maschile siano per quelli più alti di lei e di colore: requisiti entrambi non facilissimi da soddisfare, almeno a Parma e dintorni… Insomma una tipa decisamente fuori dalla norma. Abbiamo appena letto che il suo accordo per la prossima stagione con Valenciennes è saltato: ci spiace per lei, ma speriamo che a questo punto rimanga in Italia: non vogliamo perderti, Lori! 


La tavolata al "Battibecco": da sinistra Maiorano, Battisodo, Van Malderen, Mahoney e Zanoni. È stato oscurato Paperinik per motivi di privacy.

Di che si è parlato, a tavola? Innanzitutto si è sparlato...  Inevitabile, visto che dove c'è congrega di donne c'è pettegolezzo. A qualcuno saranno fischiate le orecchie. Dato che c'è gente permalosa in giro, e non voglio che mi si rompa i maroni per nulla, assicuro che è esattamente lo stesso meccanismo per cui, durante la pausa pranzo, gli impiegati fanno battute sul loro capufficio e i colleghi, i giornalisti sparlano del caporedattore, eccetera. È una normalissima dinamica sociale. Garantisco che non è stato detto nulla di pesante, solo qualche normale ironia o piccolo sfogo dopo un anno di duro lavoro.
A quanto pare, ad esempio, l'allenamento che hanno appena fatto era tosto rispetto alla media delle loro sedute del mattino, sicché Laurence brontola che era meglio farlo più duro il giorno prima e più leggero stavolta. Cose del genere, insomma.
Dopo un po' che la conversazione procede su questi binari, chiedo a Masha: «Senti, ma quanto posso pubblicare di tutto ciò?»
«Ma stai scherzando? Niente!», mi fa.
«Dai, lo sai che sono sempre riservato e non ti ho mai creato problemi» (sguardo eloquente della tipa, che in passato mi ha redarguito via sms per presunte indiscrezioni sui forum, che in realtà eran cazzate) «Va be', forse una o due volte...», ammetto. 

Purtroppo si parla anche di vacanze imminenti. Chiedono a Megan se parte subito in caso di sconfitta l'indomani. «No, non subito, prima I have to pack (devo fare i bagagli)». Wow, suona bene l'inglese, pronunciato dalle persone giuste. Ma mi sento in dovere di intervenire: «Ma quali bagagli? Voi domani vincete, poi andate a Napoli e le buttate fuori». (S'è visto...) Al riguardo le tipe convengono: «Se torniamo a Napoli, però, speriamo di andare in aereo anziché in pullman», perché pare che il viaggio per gara-1 sia stato decisamente duro, con Laurence che al ritorno ha dovuto dormire per terra (o era un aneddoto di una trasferta di coppa? Non mi ricordo più).

Insomma, si salta di palo in frasca, e c'è tempo anche per un'osservazione seria da parte di Laurence: «Ma perché in Italia c'è ancora il cartellino? Nel resto d'Europa, dopo la sentenza Bosman, è stato abolito». Be', qui da noi c'è chi contesta lo svincolo a 26 anni, figuriamoci se liberalizzano "in toto"... La belga ce l’aveva poi anche con i rilevatori statistici, ma non mi ricordo per quale motivo.

Nel frattempo io parlo con Iaia dell'ottima stagione del Geas, dell'incidente di Frantini, e così via. Poco dopo lei parla al cellulare con qualcuno e gli (o le) fa il mio nome: 'azz, chi conosce che conosce pure me? Ma poi mi sono dimenticato di chiederglielo.

(fine 3^ parte - nella prossima il colpo a sorpresa di Meursault)

Nessun commento:

Posta un commento