venerdì 2 maggio 2008

Spunti su Geas e spostamento linea da 3

 Un paio di spunti di discussione:


 1) Sul Geas. Nei finali punto a punto, tenendo conto che a disposizione ci sono quattro esterne come Arturi, Frantini, Censini e Crippa, chi terreste fuori se servissero due lunghe? Mercoledì, contro Udine, nel finale Galli le ha tenute tutte dentro con Rios unica lunga, ma contro Bologna, che potrebbe avere contemporaneamente Arnetoli e Albertazzi in campo, cosa fareste? Tolgo l'unico play Arturi? O rinuncio all'esperienza di Censini? O all'esplosività di Crippa? O al tiro e alla difesa di Frantini? Un vero rebus. Troppa grazia Sant'Antonio, ma è davvero difficile scegliere.  

 2) Ieri sera, durante la telecronaca di gara-2 di finale scudetto, Schio-Napoli, ho sentito Massimiliano Mascolo, alias Brosterhous da queste parti, deplorare il futuro spostamento della linea dei 3 punti a 6 metri e 75. Io non son tanto d'accordo col pur ottimo Massimiliano nazionale. Intanto perché sono solo 50 centimetri e la modifica entrerà in vigore, se ho ben capito, dal 2010 per le competizioni internazionali e dal 2012 in quelle nazionali, quindi c'è tutto il tempo per adeguarsi; inoltre secondo me molte tiratrici hanno già un raggio di tiro che si avvicina ai 7 metri, se non li supera; e infine perché se dovessero diminuire i tiri da 3 sarebbe solo tanto di guadagnato, visto che ormai anche nel femminile stiamo arrivando al tetto di 20 tentativi a partita per squadra, che a mio immodesto parere è la massima soglia di sopportazione.
Nel maschile siamo al grottesco: oggi Siena ha perso la semifinale di Eurolega facendo 11/45 da 3. Quarantacinque tentativi: osceno!  Io la linea la porterei anche a 7,25, come nella Nba, e lo dico pur sapendo che alcune mie idole come Maiorano e Frantini ne soffrirebbero; però il basket per me è diverso dal tiro al piattello, mi piace chi batte l'avversario in un leale duello corpo a corpo, non chi lo sforacchia con una fiondata di pura destrezza balistica, per quanto anche i piattellatori meritino applausi quando segnano. Ma quando sparano a vuoto è un pianto. 

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