giovedì 5 maggio 2011

Cinguettii (239) - Riassunto lombardo: A2, Crema all'inferno. B1: Carugate in paradiso. B2: definite le "F4"

Come abbiamo già accennato ieri sera nel quadro del mercoledì d'A2, c'è il verdetto sulla retrocessa lombarda in B ed è Crema, che come già con Cervia non capitalizza il fattore-campo e un vantaggio di 1-0 nella serie. Come quasi sempre succede, nella "scatola nera" di una stagione disgraziata si possono rinvenire tanto colpe proprie quanto jelle assortite. Diciamo che le premesse di partenza non erano straordinarie per via della rinuncia alla straniera e di un mercato fatto di necessità virtù (anche se Belfiore era un buon acquisto, Fumagalli un bel ritorno e Conti una scommessa vinta); poi ci si sono messe le perdite di Cerri e Barbiero, in seguito quella di Frusca, e poi svariate sconfitte di misura che hanno fatto precipitare una classifica inizialmente buona; alla fine però tutto era rappezzabile nei playout ma l'impressione, come abbiamo detto, è che la squadra abbia un po' "regalato" le gare-2 sia con Cervia che con Biassono, non affondando i colpi dopo l'1-0 iniziale, e così dovendosi giocare tutto in gare-3 che sono girate storte.

Biassono invece è stata brava a riprendersi dopo tante sconfitte che sembravano spia di un cedimento sia di forma che di morale. Ha ripreso fiducia in gara-2 (sfruttando un dominio iniziale) e ieri ha meritato, conducendo quasi sempre prima del rabbioso rush finale di Crema che ha impattato con due bombe di Frusca più quella-miracolo di Conti, la più giovane di tutte, allo scadere del 40'. Ma negli ultimi 2' dell'overtime ha dilagato (69-79). Contestabile 19, Canova 18, Barbieri 15; di là Belfiore 17, Conti 14, Censini 12. Crema che recrimina per i 50 tiri liberi a favore di Biassono contro 19.
Ora Biassono gioca già sabato in casa per gara-1 della serie-spareggio con Firenze (meglio delle 3): tutto di nuovo in bilico, però già essere in pole-position per i ripescaggi è un risultato importante.
--> In B1, chi l'avrebbe detto fino a un mese fa, l'unica lombarda già in finale è Carugate: 2-0 secco a Cremona. Due partite combattute, difensive (della prima avevamo già parlato), ma in quest'ultima c'è stato meno da soffrire che all'andata per la Castel, che preso un +7 a fine 3° quarto l'ha incrementato e Cremona ha alzato bandiera bianca. Calastri 14, di là Marulli 12 (ex compagne al Geas) ma 2/11 da 3, che fa 3/22 di squadra per le sue.
Vanno a gara-3 sia Valmadrera (battuta 60-47 a Ponzano) sia Broni (bel 66-61 sul S. Raffaele: se vincesse gara-3 andrebbe contro Carugate), mentre Costamasnaga s'arrende netto anche in gara-2 con Muggia (44-66) e saluta.
--> In B2 lombarda definite le 4 finaliste con una giornata d'anticipo: Giussano batte Cerro e si mette al sicuro, idem Villasanta che supera Crema/2. Così Canegrate è andata in campo con Rho, il giorno dopo, sapendo di essere già tagliata fuori; non è comunque riuscita a battere la capolista. La classifica (prime pos.): Rho 46; Albino 44; Giussano 42; Villasanta 40; Canegrate 36.
--> In lombarda sono in corso i playoff (ricordiamo che la finalissima varrà la B unica al pari delle final four di B2...): già qualificata Paderno di Martina Monticelli, 2-0 su Gavirate; vanno a gara-3 Pontevico e Malnate di Chiara Catella.

Pictures of you (23)

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L'ultimo acuto del Geas: il trio Crippa-Twehues-Zanon s'abbraccia dopo la vittoria in gara-3 di semifinale a Taranto (18/4). Sulla sinistra Arturi, sulla destra un noto losco forumista con l'aria soddisfatta. [foto Francesco Giusto]

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La Lombardia classe '96, vincitrice del Trofeo delle Regioni (25/4).

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Il manifesto del "Transafrica Party", lancio ufficiale della nuova idea di Silvia Gottardi con la Gazzetta (28/4).

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Una fase di Canegrate-Rho (B2, 1/5): con la palla Menapace di Rho, sulla destra si scorge Vera Ponchiroli.

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Carugate festeggia la qualificazione alla finale di B1 davanti al suo gran pubblico dopo il 2-0 su Cremona (1/5). [foto Carugate]

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Il duello tra Annalisa Censini (con palla) e Mara Invernizzi durante la serie tra Crema e Biassono, vinta dalle brianzole (qui gara-2, 1/5). [foto Marco Brioschi]

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Due curiose espressioni di Susanna Frantini (Canegrate): a sinistra urla e mima una specie di saluto romano nella partita contro Mariano Comense; a destra urla di dolore per una distorsione alla caviglia in contropiede contro Rho (1/5). [foto Claudio Colombo]

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Visto che si è in campagna elettorale e siamo notoriamente imparziali, presentiamo un duetto d'immagini bipartisan: qui un certo sindaco uscente di Milano fa parata col Sanga (1/5). Per il bene del basket femminile, anche fare patti col diavolo è lecito... [foto Sanga]

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... ma preferiamo Gaia Angelo (giocatrice varesina di Biella, B1) mentre nobilita la festa del 25 aprile parlando da un palco di Gallarate come rappresentante dell'Anpi. Ha ricordato i valori della Costituzione e attaccato il governo. Sicuramente più sincera e disinteressata di quel tal sindaco, ma è più conveniente tenersi buono il sindaco che Gaia Angelo, anche se una Gaia incazzata ha dimostrato di farsi valere. [foto Varesenews.it, credo]

Cinguettii (238) - A2: pazzo mercoledì, Alcamo e Cus Cagliari corsare

C'è una legge non scritta, ma che si realizza quasi sempre: in una serie di 3 partite, se fai il botto esterno in gara-1 ma non chiudi in gara-2 sul tuo campo, sei fottuto perché non hai un secondo colpo in canna. Lo disse anche Alice Pedrazzi, una che se ne intende, quando commentò la sconfitta della Comense in gara-3 col Geas, un mese fa. La serata di ieri ha segnato la demolizione di questo concetto: nelle due gare-3 di semifinale hanno vinto in trasferta le due squadre che avevano sciupato il match-point in casa dopo essere passate sull'altrui campo in gara-1. In pratica il fattore-campo, in queste due serie, è saltato 6 volte su 6. Mica male rispetto al luogo comune che su certi campi è impossibile passare, perché l'ambiente, l'arbitraggio ecc. ecc. Se hai gli zebedei ce la puoi fare. L'ha dimostrato soprattutto Alcamo, che dopo aver fatto 0-2 in stagione con la Termo Spezia l'ha battuta 2 volte nel suo palazzetto ultra-pieno e ultra-caliente col solito "Willy" a capeggiare i tifosi: davvero una piazza ritrovata. Però per i sogni di gloria dovranno ripresentarsi l'anno prossimo.

Alcamo è stata criticata durante la stagione per essere sembrata forte sì, ma con poca attitudine al combattimento. Ma forse era solo questione che senza Gattini la corazzata non era tale. E aver vinto 2 volte in campo avverso all'ultimo tiro, contro una squadra che sembrava caratterialmente fortissima, è una prova somma di carattere. La partita di ieri è stata una girandola di parziali e controparziali, con Spezia che con un 26-12 nel 2° quarto ha comandato a lungo, poi nel finale è parsa crollare sotto Mandache (23 punti), ma con Tava (15) s'è riportata in parità, quindi a +3 con Costa (16). Ma la bandiera Caliendo (18 pts con 31 di valutazione), in serata super, ha pareggiato con un giuoco da 3 punti per Alcamo, poi Spezia a sbagliato, e all'ultimo secondo un rimbalzo in attacco di Prado ha firmato il colpo gobbissimo (63-65). A Spezia sono mancate le lunghe: 6/23 al tiro tra Sarti, Mariani e Molinari. Nel complesso, con 3 partite finite in volata e la qualità delle interpreti, ritengo che sia stata la miglior serie di playoff di A2 dai tempi della finale Geas-Crema del 2008. :yes:
--> La finale tra Chieti e Alcamo è uno spareggio-promozione anticipato? Obiettivamente dal Nord non sembra venire una candidatura altrettanto forte. Infatti, se la già qualificata Bolzano è buona ma ha avuto la strada spianata dall'eliminazione di Udine e dall'infortunio di Iemmi, il Cus Cagliari ha sì vinto alla grande a Bologna ma sembra aver perso il pilastro Brunetti per infortunio. :cry: Bravo comunque il Cus a zittire le tante armi di Bologna, tenendola a 42 punti in gara-3. Pure la divina Zanoli è stata messa al gabbio, con 1/7 al tiro e 8 perse. Il Cus aveva già dato durante la stagione l'idea di non essere inferiore a nessuno come talento, ma ieri, persa Brunetti, l'ha vinta con la difesa feroce più che coi punti di Fabianova e Arioli. Per Bologna 14/52 dal campo e 29 perse, un calvario. :o: Purtroppo per il club felsineo è l'ennesima annata chiusa a pochi passi dal traguardo.
--> Nei playout, vanno all'inferno Rende e Crema, mentre Firenze e Biassono si guadagnano l'ultimo purgatorio, che inizia già sabato. Per entrambe le neo-retrocesse si completa una parabola discendente dopo aver vissuto anni migliori.

martedì 3 maggio 2011

Cinguettii (237) - Finale scudetto: Macchi smacchia Schio dallo smacco matto: 1-1

Che gran partita, gara-2 appena terminata. Forse non sul piano tecnico perché c'è stata molta farragine, ma sul piano emotivo una serata da 10 e lode. Con esito sul filo di lana, d'importanza capitale per la serie perché Taranto era meritatamente sul 2-0... se un miracolo di Macchi non l'avesse tirata fuori dalla fossa e rilanciata alla grandissima. Elenco di come cambia la vita per Schio con quei due tiri liberi:

1) si è sull'1-1 (che ovviamente è la cosa fondamentale);
2) una sconfitta del genere è una mazzata mentale da paura per le avversarie, che erano quasi sempre state avanti e avevano "fatto" la partita anche stavolta, confermando di aver annullato il gap della stagione regolare (ovviamente l'esito azzera i meriti di Taranto, che di fatto aveva messo nell'angolo le favoritissime, lasciandole sfogare all'inizio per poi tenerle a bada quasi fino in fondo, con la pecca di non aver saputo piazzare la zampata pur avendone l'opportunità: da chiodi il 16/51 da 2; ma rispetto all'ipotesi iniziale che Schio ammazzasse la serie, siamo lontanissimi);
3) Schio vince nonostante un potenziale sfruttato solo in parte: poco o nulla da Cohen, Masciadri e in parte da Yacoubou, tre pezzi grossissimi, mentre Taranto ha avuto forse pochi squilli dalle comprimarie ma le "big three" Mahoney-Greco-Young hanno prodotto 43 punti, il che vuol dire che Schio può crescere molto, Taranto mah;
4) Schio ha ritrovato McCarville: 17 punti e 12 rimbalzi, la migliore dopo Macchi (18+11). Con lei così, la bilancia del talento si sposta pesantemente dalla parte del Famila.
5) Schio dimostra di saper vincere anche con le unghie e con i denti (buona difesa nel complesso e attutito il gap perse-recuperi nella ripresa), non solo quando tutto fila liscio. E batte in volata Taranto che di volate di solito è maestra.

--> Cronaca. Schio entra con la faccia incazzata, e questo era abbastanza prevedibile dopo la sconfitta e dopo le accuse di Orlando di aver giocato da "signorine". Si rivede il contropiede, Macchi è decisissima a buttarsi dentro (poi però si bloccherà a lungo prima del gran finale), diventa 11-4 dopo 4 minuti. Poi però entra Mahoney, Taranto torna ad aggredire come in gara-1 e Schio torna a incepparsi, sparacchiando da fuori e perdendo palloni. Greco, Young (clamorosa una sua entrata su Macchi segnando in totale squilibrio) e Mahoney firmano un 2-15 per il 13-19 al 10'.
Nel 2° quarto il vantaggio di Taranto si stabilizza, il Cras ha il pallino in mano ma sciupa qualcosa di troppo dalla lunetta e così dal +6 ancora: al 18' si ritrova solo a +1 all'intervallo, dopo uno spettacolare "coast to coast" di Yacoubou allo scadere: nemmeno un elefante avrebbe potuto opporsi senza venire travolto e ucciso, infatti Greco si è scostata. Il giorno in cui troveremo un centro italiano in grado di fare un'azione del genere, comunque, mi farò prete. :blink:
A inizio 3° quarto fase farraginosa, c'è pure un tecnico a Orlando (probabilmente frainteso mentre cazziava Cohen per un'uscita pigra su Siccardi) ma Schio pareggia dopo 4' con una volitiva McCarville che fa esaurire rapidamente il bonus a Taranto, la quale in attacco spadella dalla media, ed è costretta a tenere Dacic semi-fissa in campo perché Godin ha già 4 falli. Si viaggia in equilibrio costante: 42-42 al 28' quando succede un fatto straordinario: Dacic effettua un taglio in area e subisce fallo sotto canestro. Viene proposto di sospendere la partita per celebrare l'evento. :P Sull'onda emotiva, Taranto torna a +6 al 30', complici due "passi" scledensi. Masciadri e Cohen ancora non pervenute alla penultima sirena. Yacoubou a 4 falli.
A inizio ultimo quarto Taranto sciupa un paio di occasioni buone per il +8. Schio punisce tornando in parità con un coast-to-coast a testa di Erkic e Macchi, poi in vantaggio con Macchi (52-50, 33'). Chi risponde subito? Greco e Mahoney, le donne dei tiri pesanti, con una tripla a capoccia (52-56). Grande canestro di Macchi ma grande assist Wambe-Young. Poi ancora Wambe, in entrata, conferma il +4 (56-60, 36'). Yacobou sbatte a terra, come un pupazzo, Greco che s'arrabbia: sembra un moscerino che sbraita contro un bue. Coraggiosa, però. Poi Greco cerca di punire proprio Yacoubou con un "cross over" più tiro ma sbaglia (3 errori di fila). Dacic stoppa il pari di McCarville (e quando merita, bisogna dirlo), poi c'è un minuto di caos totale coronato da un insensato lancio di Yacoubou a tutto campo che va sul fondo.
Ancora 58-60 a -1'45". Wambe sbaglia la tripla del +5 e Cohen ricuce a -1 con un libero. Greco sublime in arresto e tiro da 6 metri ma la rediviva Cohen accorcia in entrata (61-62 a -45"). Young deve forzare allo scadere dei 24". Cohen vuol pensarci da sola e sbaglia in entrata, ma Macchi piglia il rimbalzo e subisce fallo a tempo semi-scaduto (3 decimi). E lì vedi l'importanza della casualità nelle sorti umane. Bastava che il rimbalzo carambolasse più lontano, o che qualcuna di Taranto riuscisse a toccarlo prima di Macchi, e mezzo scudetto era in Puglia. :woot: Una volta che Macchi è andata in lunetta, si è intuito come sarebbe andata a finire. Infatti s'è vista Mahoney scuotere preventivamente la testa, come a dire: "Abbiamo perso"; e infatti la Chicca non più nazionale li ha segnati tutti e due: 63-62 Schio. Ma non di culo, puliti puliti, come se la palla non pesasse piombo. Dopo 2 time-out, Taranto riesce a costruire un tiro nemmeno malvagio per Dacic, ma non va. Festa Schio e unghie mangiate Taranto.

lunedì 2 maggio 2011

Cinguettii (236) - Caso Wabara: due denunce, una strana telefonata e un paio di misteri

Aggiornamento sul caso Wabara, a due settimane dalla puntata precedente (vedi pag. 1514). A quasi un mese dallo scoppio, la bomba s'è ovviamente raffreddata, ma fatti salienti negli ultimi giorni ce ne sono stati e il dibattito è ancora vivo, sebbene quasi solo da parte comasca (il Geas non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali ultimamente).

--> Un lettore di Superbasket, sul numero di settimana scorsa: definisce "allucinante" la conclusione dell'intervento/articolo di G. Broggi ospitato dalla rivista due numeri prima (conclusione in cui il tipo alludeva ad "amicizie" Geas-Gazzetta che avrebbero creato il caso mentre se Wabara giocava altrove non sarebbe successo nulla). Nel rispondere, il direttore Limardi dice: "Resta il fatto che ritengo tutte le iniziative che sono seguite lodevoli (...) ma un po' fuorvianti sulla consistenza effettiva del problema. (...) L'aspetto stupido di questa vicenda è averla interpretata (...) come un fatto tra due squadre e due società invece che questione solo da condannare tutti insieme".
--> Un lettore della "Provincia di Como" ha testimoniato: "Io mi trovavo dietro la nostra panchina, seduto non lontano da Viviana Ballabio, quindi non vicinissimo, ma ho udito distintamente le grida: evidentemente non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire! Negare l'evidenza non serve a difendere il buon nome della nostra città e della Comense, anzi è controproducente".
--> Quasi a conferma della testimonianza suddetta, d'altronde non l'unica, sono arrivate, pochi giorni dopo, due denunce della Digos: a Elia Bigi, ultrà del Como Calcio, per aver "rivolto frasi dal contenuto xenofobo in ambito sportivo"; e a Mauro Colombo per aver "invaso il campo minacciando Wabara" nel dopopartita. Trovano quindi conferma le ricostruzioni che sembravano fin dall'inizio le più attendibili, cioè insulti provenienti da alcuni singoli imbufaliti e di provenienza extra-cestistica o quantomeno extra-Comense. Pare però che non siano ancora finite le indagini, quindi chissà che non salti fuori qualche altro nome.
--> "L'Ordine", quotidiano comasco di destra il cui massimo interesse, nel dibattito, è stato contrattaccare il "Fatto Quotidiano" per aver attribuito all'episodio un valore emblematico del razzismo di Como-città, ha commentato così i provvedimenti: "La verità è che la vicenda - certamente deplorevole - non ha nulla a che vedere con il razzismo e men che meno con l'aria che si respira sul lago. La vicenda è esattamente un caso di ordinaria idiozia da pseudo tifo sportivo. (...) Si tratta di un atteggiamento odioso? Sì. Si tratta di un atteggiamento che è rintracciabile settimanalmente nelle curve di qualsivoglia stadio italiano? Sì. È forse un atteggiamento che ha qualcosa a che vedere con la specificità del territorio comasco? Evidentemente no. Gli spalti degli impianti sportivi non sono certo un osservatorio privilegiato per individuare l'animus di una popolazione o lo spirito dei tempi".
--> Ovviamente però la reazione più notevole è stata quella di Antonio Pennestrì, il quale s'è detto soddisfatto che sia stata provata l'assenza di cori, e ha annunciato che dopo la sentenza federale farà una conferenza stampa in cui sarà "durissimo contro tutti quelli che ci hanno ricoperti di fango, perchè deve essere fatta giustizia". :woot: Ma Pennestrì (o meglio, la "Provincia di Como" interpretando Pennestrì) allude anche a possibili provvedimenti disciplinari contro Wabara (ho idea che farebbero clamore, se davvero arrivassero); e nega che ci sia stata invasione a fine partita, perché, a suo dire, c'era già mezzo mondo in campo.
--> C'è qualcosa di paradossale: alla notizia delle due denunce, vi è chi ha rinfacciato a Pennestrì di aver negato che fosse successo alcunché contro Wabara, mentre Pennestrì rinfaccia a non si sa bene chi di aver sparso fango a vanvera. Sembra come quando parlano Napolitano o il papa, e ognuna delle controparti politiche dice che ha dato ragione a loro e torto agli altri. :wacko: In realtà, Pennestrì non ha negato gli insulti, né, d'altra parte, si capisce bene a chi alluda quando vuol vendicarsi del "fango", a meno che intenda certi giornalisti nazionali che l'hanno un po' bacchettato. Fango da altri, almeno in via ufficiale, non mi pare che l'abbia ricevuto.
--> Forse coerentemente con la sua convinzione che l'invasione di campo sia falsa, Pennestrì, a quanto dice quel tal Colombo indagato, gli ha telefonato, immaginiamo per esprimere solidarietà. Pare di capire da ciò, nonché dal fatto che la "Provincia di Como" definisce Colombo "molto noto negli ambienti del tifo", e inoltre lo stesso Colombo giura che lui era dalla parte opposta rispetto agli insultatori, che la questione s'ingarbuglia. Perché? Perché fino adesso si era stra-ripetuto che i fattacci contro Wabara erano opera di elementi estranei al tifo-Comense, ovverosia quegl'infiltrati arrivati con aria alticcia a partita in corso e appostatisi dietro al canestro più vicino alla panchina comasca. Invece quel tal Colombo parrebbe uno che Pennestrì conosce, nonché estraneo a quel gruppaccio. Quindi, o non è vero che a prendersela con Wabara sono stati solo degli infiltrati, oppure la Digos ha preso un abbaglio. Nel primo caso Pennestrì rischia di non fare una gran figura se davvero ha telefonato al Colombo.
--> In attesa delle decisioni federali, resta ancora aperto un altro mistero: perché gli arbitri non hanno scritto nulla sul referto? :unsure:

domenica 1 maggio 2011

Cinguettii (235) - A2: Chieti e Bolzano già in finale, Spezia e Bologna riacciuffano

Molto interessanti le semifinali di A2, sia al Nord sia soprattutto al Sud. Al settentrione ha già chiuso la serie sul 2-0 la settentrionalissima Bolzano. Bisogna dire che le semi-crucche, pur meritevoli, hanno avuto alcune fortune non da poco, ovvero che Udine fosse stata fatta fuori da Borgotaro, e che Borgotaro medesima avesse perso Iemmi per infortunio nel corso della serie precedente. Di conseguenza è bastato a Bolzano far pesare la sua oggettiva superiorità. In gara-1 Fritz ha tenuto in piedi le parmensi con 32 punti su 59 della squadra ma han perso comunque di 10. In gara-2, sul loro campo sempre minato, se la sono giocata fino in fondo ma non è bastata. Per Bolzano in evidenza, nella serie, Kurpniece, Fall e Zambarda.
--> In parità invece la serie tra Bologna Cus Cagliari. Nette vittorie per le viaggianti, ovvero le cagliaritane prima e le felsinee poi. A mio parere ciò dipende, a parte le fatiche di Coppa Italia per Bologna (che hanno pesato probabilmente anche per Spezia, vedi sotto), dagli umori del Cus, che ha grande talento ma può passare dal superlativo al mediocre a seconda delle giornate. Anche se la dimostrazione di forza data da Bologna in gara-2 (+20 a fine 3° quarto, con una Zanoli da 17 punti con 6/9 dal campo e 5 assist) fa intuire che il Cus dovrebbe pescare proprio una giornata di grazia per rifare il colpo in gara-3. Bologna è indubbiamente più profonda. Il Cus ha pescato in gara-1 16 punti da Piana ma se no è molto dipendente dal trio Brunetti-Arioli-Fabianova. E poi in regia, con Zanoli (più Nannucci) contro Azzellini, il divario è notevole.
--> Chieti avanza in due mosse al Sud. Non era uscita bene dalla Coppa Italia casalinga (vittoria risicata con Udine e sconfitta inequivocabile con Spezia), ma è pur sempre la testa di serie numero 1, e dopo aver vinto sul filo in gara-1 ha fatto ragù di Ragusa (+16 all'intervallo, +17 alla fine). Grande "The Big Kitten" Valentina Gatti, 18+13 in gara-2 mentre in gara-1 s'era esibita Sordi, 20 punti con 12 falli subiti.
--> Dulcis in fundo, la serie tra Termo Spezia e Alcamo, forse una finale anticipata ma non vorremmo sottovalutare Chieti né la vincente del Nord. Due partite in volata e, da quanto si legge, pure ben giocate. In gara-1 colpaccio di Alcamo, con Spezia forse un po' condizionata dalla sbornia della Copp'Italia, anche se in realtà era partita bene, ma un 6-24 nel terzo quarto ha ribaltato la partita per Alcamo, che poi ha subìto la rimonta spezzina che si sarebbe potuta concretizzare dopo un antisportivo a Caliendo a pochi secondi dalla fine sul +2 Alcamo, ma Costa ha fatto 1/2 e l'ultimo tiro è andato fuori. Grande duello tra individualità, con 51 punti tra Sarti-Mariani-Costa cui han risposto 56 tra Mandache-Gattini-Caliendo. Quindi Spezia sembrava passare dalle stelle alle stalle in pochi giorni, ma ha fatto un'impresa passando ad Alcamo (come del resto aveva già fatto in stagione regolare), contenendo Gattini e sostituendo nel trio portante Mariani con la solita controcazzuta (nel senso che ha gli attributi) Tava a fianco delle solite Costa e Sarti.
--> Nei playout vanno a gara-3 sia Crema-Biassono che Firenze-Rende. Quindi solo mercoledì sapremo chi retrocede e chi si può salvare in corner, cioè con lo spareggio.
--> Per cronache più dettagliate si legga Basketinside, che scrive tanto da far invidia ai tempi eroici e logorroici di questo forum. Noi, qui, ormai siamo al telegrafico. -_-

sabato 30 aprile 2011

Cinguettii (234) - Finale scudetto: una Taranto guerriera vince il primo round

La prima partita di una serie, specialmente al meglio delle 5, è la meno decisiva per l'esito finale, ma la più interessante per vedere come impattano le due squadre, soprattutto a livello mentale. In gara-1 di semifinale tra Geas e Taranto ci sorprese notare che le tricolori sembravano più contratte e meno "sul pezzo" rispetto alle debuttanti (a quel livello) di Sesto. Stavolta tutto il contrario: Taranto carica a pallettoni, avanti dall'inizio alla fine (inizio che non abbiamo visto, sciaguratamente, per via del volley che s'è prolungato a oltranza "segando" sulla Rai il primo quarto del basket; e meno male che s'è slittato l'inizio dalle 18 alle 18.15), :angry: e Schio che subisce, rappezzando la situazione un po' di volte (da 26-15 al 13' a 35-35 al 19': secondo quarto di eccellente livello complessivo, va detto; poi ancora nel finale da -12 a -5) ma incassando una sconfitta ultra-meritata, dopo aver dominato i due precedenti di stagione regolare e aver perso solo una volta in tutto l'anno. Insomma, la Taranto di oggi era una lontana parente, ma in positivo, di quella che aprì la serie col Geas, pur vincendola pure là in qualche modo.

Tra le spiegazioni possibili, non credo tanto nel fattore-campo, perché in fondo, nell'ultima partita in casa, il Cras aveva fatto una brutta figura col Geas in gara-3; inoltre Schio ha già dimostrato di poter dominare al PalaMazzola. Non credo nemmeno molto in fattori tecnici particolari, perché dal punto di vista tecnico non è che Schio non sia riuscita a imporre diverse sue armi: Yacoubou che domina in area (10 punti nell'ultimo quarto, 16 totali), Macchi che pennella, in generale percentuali migliori, sia pur di poco (20/44 contro 26/60) e maggior ficcanza in avvicinamento rispetto a una Taranto che continua a faticare dentro l'area: spia ne sono i 21 tiri liberi pro-Famila contro 13.
Insomma si conferma che Schio, dal punto di vista prettamente tecnico, ne ha di più, nonostante una McCarville a mezzissimo servizio e altre opache (Masciadri, anche per il 4° fallo già al 25'; Cohen; Erkic). E nonostante una Young coi baffi (15 punti con 5/10, 21 di valutazione), che ha ridotto questo gap tecnico con una prestazione da stella Wnba quale effettivamente è, anche se nel secondo tempo è calata, prima di tornare protagonista nel finale con almeno due giocate d'oro: stoppata in contropiede su McCarville (preceduta da un canestro da fuori di Dacic e seguita da una tripla di Greco per un decisivo 63-53 a 5' dalla fine) e canestro su rimbalzo in attacco per il definitivo 68-61 a -17".
--> E allora? Abbastanza lampante: la chiave è stata l'intensità che Taranto c'ha messo, cogliendo un po' imbambolata Schio. C'è da chiedersi se è solo una questione di ruggine dopo 12 giorni di pausa (ma Taranto ne aveva avuti 9, non molti meno) o se rischia di essere il vero tallone d'Achille per Schio: squadra di grande talento, tecnica, completezza, anche fisicità (nonostante McCarville al 50%), ma quanto è stata messa alla prova quest'anno sul piano della lotta nel fango, e del reagire alle difficoltà? Praticamente mai. Forse solo in Eurolega, dove peraltro ha spesso perso nelle situazioni tirate.
Dato-chiave di ciò: 26 recuperi per Taranto contro 10 perse. Indubbiamente quella dei recuperi è un'arma costante per il Cras, che ha prevalso pure sul Geas (altro specialista in materia) su quel terreno, ma che dominasse così sulle palle vaganti con Schio era difficile prevederlo. Il Famila ha fior di trattatrici di palla, anche se in effetti non è la prima volta che ne perde più del lecito. La più costosa, un passaggio gettato alle ortiche da Macchi nell'ultimo minuto. 12 perse tra Macchi e Cohen, un po' troppe. <_< Il dato dei rimbalzi in attacco è favorevole al Famila, ma in realtà nel secondo tempo, quando contava, il Cras ne ha arraffati a raffica, pure con la "tappa" Gianolla (forse ne manca qualcuno, sul tabellino).
L'mvp, più che a Young, lo darei a Mahoney (16 in 23' + 4 assist) per aver spaccato la partita (11 punti a cavallo tra 3° e 4° quarto, quando Taranto ha ripreso il largo) e perché, rispetto alla caraibica, ha un maggior impatto trascinante sulla squadra.
Prospettive? Per Taranto, oltre all'1-0, era fondamentale mettere una tarma nel cervello di Schio e sapere di potersela giocare. Che erano un po' gli interrogativi che ci si poneva alla vigilia. Ora s'è avuta la risposta. Però il Famila resta favorito perchè ha pur sempre il fattore-campo e più margini di miglioramento rispetto a oggi.

venerdì 29 aprile 2011

Cinguettii (233) - Finale scudetto, Schio domina o Taranto se la gioca?

Inizia domani (sabato) la serie-scudetto, dopo una lunga pausa che rischia di aver spezzato il ritmo non solo alle squadre ma anche agli appassionati, scuocendo l'interesse. Le due squadre più forti, le più ricche, le due piazze con più pubblico, una ha vinto la Coppa Italia e l'altra la Supercoppa, hanno perso in coppia una partita di playoff su 11 disputate. E però, alla vigilia, la domanda non è tanto su chi vince ma se Taranto può dare fastidio a Schio, renderla insomma una serie vera e non una passerella per il Famila. La stessa domanda dell'anno scorso, ma a parti invertite, perchè stavolta Schio ha fatto corsa a sé come il Cras l'anno passato, mentre il Cras ha avuto gli stenti che ebbero le venete nel 2010 prima di qualificarsi ai danni di Faenza.


--> MOTIVI PER CUI SCHIO DOMINERA'
- I due precedenti in stagione regolare non lasciano speranze a un Taranto che, salvo episodi sporadici, non pare migliorato da allora, anzi ha più problemi.
- Taranto non ha risposte a Yacoubou né a McCarville qualora quest'ultima sia al meglio; Schio invece ha pedine da opporre a qualsiasi giocatrice del Cras.
- Dopo aver perso 1 volta in tutto l'anno, è possibile che tu ne perda 3?
- L'impressione è che Taranto debba giocare al limite della perfezione per stare alla pari: ma riuscirà a farlo più di una, massimo due volte?
- C'è qualche elemento di Taranto che non è sintonizzato sulla stessa mentalità e orgoglio di altre.

--> MOTIVI PER CUI TARANTO SE LA GIOCHERA'
- Schio è imbolsita da 12 giorni di pausa (Taranto 9, in effetti, ma sono pur sempre di meno).
- Schio ha fatto 2 turni di playoff contro squadre azzoppate dagli infortuni (Faenza e Umbertide): vita troppo facile, mentre Taranto s'è temprata di più contro Priolo e Geas.
- Non si sa in che condizioni sarà McCarville, mentre Taranto, a parte i soliti acciacchi di Godin, non ha problemi.
- Non è corretto dire che Taranto non abbia niente da perdere, però certo ha più da perdere Schio, dopo aver dominato la stagione.
- Se Taranto sfrutta il fattore-campo in gara-1 può indirizzare la serie.
- La Taranto di gara-4 col Geas, al di là dei guai sestesi, ha ben impressionato.

Cinguettii (232) - Riassunto lombardo: A2, Crema fa le cose a Norma (Rizzi); B1, caramba Carugate

Due giorni di playoff e playout A2-B1, a metà settimana, per riprendere dopo la pausa pasquale. Va a Crema il primo round della riffa-salvezza contro Biassono (senza appello per chi perde, con spareggio per chi vince): 71-59. Brianzole ferme da due settimane tonde, cremasche da 10 giorni: non so quanto abbia pesato, ma è stata Crema a far la partita dall'inizio alla fine: a parte un mini-sorpasso a inizio 2° quarto, Biassono è riuscita al massimo a tornare a contatto più volte, venendo però sempre respinta. Sorpresa della partita, la '93 Norma Rizzi, 21 punti con 9/9 da 2. Poi Fumagalli e Caccialanza con 13. Di là Contestabile con 18+13 rimba, Canova 17. Ma Biassono è ancora a secco di vittorie in questi playout: anche stavolta troppe perse e percentuali a picco. :cry: Domenica o si sblocca o è finita.

--> Non ha bisogno di sbloccarsi, perché continua a vincere, Carugate, che apre le semifinali del suo tabellone di B1 con un colpo a Cremona (39-42). Impresa ancor più rilevante se si considera che Cremona era imbattuta in casa da 3 anni, sebbene in categorie diverse (nel 2008/09 era ancora in C, l'anno scorso in B2). Partita dai molti spigoli e dai pochi canestri, come del resto l'ultimo precedente tra le due squadre, anche quello vinto da Carugate; la quale stavolta va all'intervallo a +9 e resiste alla carica finale delle padrone di casa. Decisiva la maggior profondità carugatese: nessuna in doppia cifra ma a segno in 9 di cui 16 punti dalla panchina, mentre Cremona come al solito s'è imperniata sul quintetto ma ha avuto 0 punti da Marulli; 17 invece da Colico, 10 da Marcolini. Carugate è in forma e ha preso fiducia; inoltre la profondità è diventata una risorsa anziché un pestarsi i piedi l'un l'altra. :yes: Cremona ha bisogno che nessuna delle sue titolari stecchi, perché di alternative non ha. Anche qui si gioca domenica gara-2.
--> Nel resto dei playoff di B1, per le lombarde: bene Valmadrera su Ponzano (69-58); bastonate, ma era abbastanza previsto trattandosi di "teste di serie numero 1" da affrontare, per Costamasnaga a Muggia (64-32) e per Broni col S. Raffaele Roma (70-46).
--> Ieri sera al "Transafrica Party", tenutosi a Milano in zona Bovisa, la multidimensionale Silvia Gottardi e i suoi co-organizzatori dell'evento han raccolto tipo 4.500 euro con un'asta benefica di magliette e cimeli sportivi vari di basket e altri sport. Abiola Wabara ha esposto sue opere pittoriche, le quali pare che siano state acquistate in blocco da Diana Bracco, così dicono voci che sussurrano anche di ipotesi di mercato per due giocatrici del Geas, nonché del ritorno all'attività di procuratore per il grande ex Roberto Galli. Ovviamente restiamo sul vago perché, qui, solo notizie verificate compaiono. -_- Ancora Silvia Gottardi e la sua nuova iniziativa rallystica in collaborazione con la Gazzetta saranno di scena domenica (ma quanta roba c'è domenica? Non potevate scaglionare, dico a tutti? Oltretutto il 1° maggio sarebbe riposo) in occasione del "Sanga Day" in via Cambini.

giovedì 28 aprile 2011

Cinguettii (231) - Elogio delle retrocessioni da tutelare

Calma, non intendiamo le retrocessioni in quanto tali (qualche vittima recente potrebbe prendersela), ma della lotta selvaggia che provocano. La retrocessione, massima ansia e spauracchio per società, giocatori e tifosi. Ma anche massimo godimento quando la eviti. La salvezza si festeggia come e più di una promozione. Un po' perché, con questi chiari di luna, la promozione è spesso una disgrazia: per la società, che dovrà cacciar fuori i soldi per la categoria superiore; e per le giocatrici, buona parte delle quali dovrà far le valigie (ironia, però non troppo). Ma soprattutto, crediamo, perché alla salvezza sono legati istinti primordiali: quelli di quando sei in lotta per la sopravvivenza, e quindi vivi in uno stato di tensione parossistica, finché ti rendi conto di averla scampata, e allora ti liberi dall'incubo, provi quella sensazione di sopravvissuto contro tutto e contro tutti, la stessa dei nostri antenati quando, dopo una forsennata corsa nella savana, s'accorgevano che la tigre non li inseguiva più, e la pellaccia era salva. "Piacer figlio d'affanno", diceva Leopardi: e aveva ragione. :shifty:

Da tifoso di Milano maschile, non ricordo niente di più ansiogeno, e poi di più liberatorio, che la salvezza all'ultima giornata nel 2002. Ma per fare qualche esempio più recente, e più femminile, ecco a proposito di Milano la recentissima salvezza del Sanga. Abbiamo già riportato qui sul forum una foto di Gottardi che abbraccia coach/patron Pinotti, con un'espressione stravolta di Rovida sullo sfondo. :o: La festa di via Cambini dopo il 2-0 su Biassono, e dopo una stagione intera con l'incubo di retrocedere, è stata di pari intensità di quella del 2009 al Palalido per la promozione. La partita, poi, ci ha messo del suo nel moltiplicare le emozioni, perché, ricordiamo, Biassono era a +10 a 6' dalla fine, quando da un episodio (antisportivo di Galbiati su Brioschi che le aveva rubato palla: 2/2 di Brioschi e tripla di Giunzioni) è cambiato tutto: sorpasso di Milano nel giro di 2'30" e cavalcata trionfale negli ultimi minuti. Chi vedeva la morte in faccia s'è salvato e chi già pregustava gara-3 in casa propria s'è ritrovato nel dramma. Insomma il bello e il crudele del basket, tutto insieme.
Ma è solo uno dei tanti esempi di queste settimane. Pozzuoli che fa festa dopo aver fatto retrocedere Napoli. Il College Italia che fa festa vincendo allo scadere in gara-3 con Firenze. La lotta-salvezza è un moltiplicatore dell'interesse. Come ovviamente, sul versante opposto, la lotta per salire.
--> E però, sappiamo bene che la tendenza degli ultimi anni è di ridurre il più possibile, o addirittura cancellare, le retrocessioni e di conseguenza le promozioni. In particolare, nella "B unica" post-riforma imminente, l'abbiamo già notato (ok, si vocifera di ritocchi in vista, ma per ora possiamo solo parlare dell'unico piano messo nero su bianco), ci sarebbero solo 2 promozioni su 136 squadre, e quasi nulle retrocessioni, almeno nelle regioni in cui sotto la B ci sarà poco o niente. Il che equivale all'abbattimento massiccio di obiettivi, emozioni e picchi d'interesse, i quali si toccano quando ci sono in palio traguardi concreti.
--> Obiezione: ma più che alle emozioni bisogna pensare a salvare le società in un periodo di crisi generale: una retrocessione ammazza, senza retrocessioni puoi programmare con calma, far giocare le giovani ecc. Può darsi. Però non è certo che togliendo interesse a un campionato si aiutino le società. Ma soprattutto, perché cristallizzare le gerarchie, permettendo a chi è in crisi di rimanere dov'è, e impedendo a chi è in crescita di salire dove merita? Un sistema è più sano se promuove chi sta meglio e retrocede chi sta peggio. Se c'è ampia mobilità, tu sai che se fai le cose bene puoi salire, se le fai male (per colpa o per disgrazia) scendi ma non è una tomba perchè se l'anno dopo (o tra 2 anni, o quanto ti serve) starai meglio, potrai risalire. Qui invece si va verso un sistema in cui chi è sopra ci resta anche vivacchiando, e chi sta sotto gli ci vuole un miracolo per andare su. Serve una via di mezzo più accettabile. Salviamo le retrocessioni.
--> E di conseguenza salviamo, anzi direi aumentiamo, il numero di categorie. Perché? Perché più categorie ci sono, più è morbido il passaggio dall'una all'altra. Invece, creando maxi-scalini come sta per fare la riforma (aggiungendone uno enorme tra B e A2 a quello già enorme tra A2 e A1), ogni salto di categoria, nell'uno e nell'altro verso, è uno shock. Io vedrei bene, ad esempio, un'A2 a girone unico, elitaria, sorta di anticamera all'A1, sia tecnica che economica. Ma questa è solo un'utopia, anzi casomai è più gettonata l'ipotesi della maxi-A2 da 36.

Caso-Wabara: la Digos indaga due comaschi

Per gli insulti alla Wabara, due i denunciati. Daspo in arrivo

ABIOLA WABARA Due denunciati per gli insulti ad Abiola Wabara, episodio avvenuto al termine della gara di playoff fra Como e Sesto.
Sentiti la cestista e altri testimoni ed esaminati filmati e foto, che escludono il coinvoigimento degli abituali tifosi di casa, la Digos ha
denunciato un uomo di 31 anni di Fino Mornasco per insulti xenofobi e un altro tifoso di 44 anni di Cantù per essere entrato sul parquet a
minacciara la Wabara. Nei confonti dei due indagati, verrà avviato un procedimento amministrativo con emissione di Daspo

Commento mio: ufficialmente, Pennestrì ha detto che gli insulti c'erano stati sì, quindi non li ha negati. L'accusa di essersi inventata tutto venne dagli ultras del Como e di Cantù, forse in quanto avevano la coda di paglia. Il motivo per cui Pennestrì è finito nella buriana è soprattutto l'aver equiparato gli insulti alla reazione di Wabara, oltre ad aver accusato (senza prove) il Geas di gettare benzina sul fuoco; ma non ha negato i fatti. Come ricordi tu, ha detto che gli insulti lui non li aveva sentiti, ma che non dubitava che ci fossero stati (ok, poco simpatico, però non direi negazionista). I cori? E be', i cori non ci sono stati, mi pare acclarato, no?

Alla fine sembra che la Digos abbia accertato quella che era parso fin dall'inizio la versione più attendibile dei fatti: insulti razzisti di qualche isolato tifoso di provenienza extracestistica.

A proposito, uno dei due denunciati vanta un buon curriculum (dalla "Provincia di Como"): "Sotto inchiesta, per la violazione della legge Mancino sulla discriminazione razziale o, per dirla con il comunicato della questura, «per aver rivolto frasi dal contenuto xenofobo in ambito sportivo», è una vecchia conoscenza degli agenti della questura: si tratta di Elia Bigi, 31enne di Fino Mornasco, sostenitore del Calcio Como già finito nei guai per gli scontri avvenuti il 19 dicembre 2002 in occasione dell'incontro di serie A tra gli azzurri e l'Udinese - quando sul terreno del Sinigaglia volarono pure pezzi dei bagni dello stadio - e successivamente finito a processo, e poi assolto per insufficienza di prove, per incendio colposo, perché sospettato di aver involontariamente dato fuoco con un fumogeno, nel maggio del 2008, ai boschi del Monte Croce dove si era inerpicato per poter assistere - poiché diffidato dall'entrare allo stadio - alla partita che valse al Calcio Como la promozione in serie C2."

mercoledì 27 aprile 2011

Cinguettii (230) - L'assenza di Macchi diventa un caso... nazionale?

"Laura non c'è, è andata via", cantava un tizio in voga una decina d'anni fa. Nonostante tutti la chiamino Chicca, Macchi è pur sempre Laura e quindi il tormentone musicale di cui sopra lo possiamo riciclare per il suo caso. E' proprio il... caso di chiamarlo così, perché a quanto pare c'è sotto qualcosa, nel suo forfait dalla Nazionale per il Pre-europeo prossimo venturo, e quindi ovviamente dall'eventuale Europeo. Nonché dall'Olimpiade 2012, anche se, qualora per puro miracolo l'Italia dovesse arrivare tra le prime 5, se ne potrebbe riparlare l'anno prossimo. Ma in pratica è come se Macchi avesse lasciato perdere la sua ultima opportunità in carriera di andare alle Olimpiadi. D'altronde, ha vinto talmente tanto, con la Nazionale, che può anche fregarsene di un Europeo e di un'Olimpiade (ironia, s'intende)... <_<

Già, in Nazionale Macchi non ha vinto una mazza, neanche sfiorato (massima gloria il sesto posto agli Europei 2009, semi-fiasco agli Europei 2007 cui partecipammo solo perché squadra ospitante, in precedenza fischi e fiaschi nelle varie qualificazioni), però le sue estati di corvée azzurra se l'è fatte e ci vuole rispetto, anche se non condivisione, per chi sceglie di fare un passo indietro, essendo ormai "over 30". C'è chi l'ha fatto pure prima dei 30.
Il problema è che non s'è capito quali siano le motivazioni ufficiali. Macchi aveva ventilato, tempo fa, la possibilità di un passo indietro per "gestione della carriera" e "sirene Wnba" (ricorda Roberto Lurisi su Superbasket di questa settimana). Ma in occasione dell'uscita della lista delle 24 convocate, cioè quando l'assenza è diventata realtà, non s'è saputo nulla. Trattandosi della miglior giocatrice italiana indiscussa, non era una cosa da poco, di quelle da far passare sotto silenzio... Infatti Lurisi dice che "non sarebbe stata inopportuna" una spiegazione. Ma conclude: "il perché della scelta non lo sapremo mai".
--> In coda all'articolo, però, interviene Stefano Valenti, l'uomo delle aggiunte spinose quando il collaboratore Big Roberto non può affondare i colpi. Ma anche Valenti sembra camminare sulle uova: "Il silenzio è amaro, anche nei confronti di Macchi che all'azzurro ha dato. Il perché non possa più farlo evidentemente non si può dire: equilibri, gelosie, frizioni? (...) Nel silenzio, tutte le speculazioni sono valide". Insomma, dice e non dice, ma si capisce che c'è puzza di bruciato. La pista verso cui c'indirizza il valente Valenti è una pista gossipara, che Lurisi non aveva osato insinuare. E infatti, siccome il paese del femminile è piccolo e la gente mormora, in questi giorni circola un gossipaccio a spiegare il "no" di Macchi. :o: Gossipaccio che, come tanti gossip del basket donne, tutti sanno ma nessun giornale riporta in quanto, come spiega Stefano Olivari su Indiscreto.it proprio oggi, "Perché i giornalisti non scrivono tutto quello che sanno, anche quelli che non si occupano di segreti militari o complotti internazionali? La risposta buonista è che nascondendo notizie leggere non vogliano rovinare rapporti con chi fornisce loro notizie pesanti. Quella cattivista è che in questo mestiere, così come in molti altri, la carriera ma anche la semplice sopravvivenza sono assicurate solo dall'evitare grane, opinioni, reazioni, reputazione di piantagrane". :wacko:
Inutile dire che se le cose stanno realmente come spiffera il gossipaccio in questione, perdere la miglior giocatrice azzurra per un motivo del genere è assolutamente demenziale, roba da far la gioia dei detrattori del basket femminile. In tal caso, parlarne non sarebbe bassa macelleria da gossip bensì un dovere civico, perché si tratterebbe di un dolo perpetrato all'Italia intera. Ma anche se il motivo non è quello, resta un'assenza finora ingiustificata. Lurisi chiama in causa la Fip: possibile che nessuno si sia mosso per evitare la rottura? E Petrucci, il boss del Coni, che c'ha sempre tenuto alla presenza di più squadre possibili alle Olimpiadi: possibile che accetti passivamente che l'Italbasket donne veda le sue speranze azzoppate da un forfait per futili motivi? Forse ne sapremo di più in seguito, forse no. :unsure:

martedì 26 aprile 2011

Cinguettii (229) - Riassunto lombardo: "Regioni", è tripletta; A2-B1, rumbe al via

Cos'era rimasto da dire, su quanto successo negli ultimi 12 giorni, cioè dal precedente riassunto? Geas eliminato, già detto; Crema battuta da Cervia in gara-3 e costretta al playout senz'appello con Biassono (domani, cioè mercoledì 27, gara-1 in terra cremasca), già detto.

--> Passiamo quindi alla B1, dove nel weekend prima di Pasqua si sono giocate le gare-3 dei quarti di ciascun tabelloncino-playoff. Completamente rispettato il fattore campo nelle partite riguardanti le lombarde. Quindi cantano trallallà Costamasnaga (53-41 su S. Bonifacio), Valmadrera (67-42 su Vicenza, che pure in gara-1 aveva messo paura dominando in casa della Starlight; top scorer Gariboldi con 11 in 11 minuti) e Broni (48-43 su Ghezzano). Invece piangono Bergamo (perso 53-33 a Lavagna) e Usmate (perso 51-47 a Viareggio, peccato perché era partita 1-0 nella serie). S'erano già qualificate in 2 gare Cremona Carugate, già eliminata Cantù. Da notare che Carugate è stata una delle sole 3 squadre, su 24 accoppiamenti in tutt'Italia, a passare il turno nonostante il fattore-campo a sfavore.
Dunque le semifinali comprendenti lombarde, che iniziano domani (mercoledì 27), sono: Muggia-Costamasnaga, Valmadrera-Ponzano, S. Raffaele Roma-Broni, Cremona-Carugate. Ricordiamo che le semifinali non sono due... ma 12, perché poi si fa la finale di ogni tabelloncino e le 6 vincenti vanno a fare lo spareggione-promozione con 2 soli posti per l'A2 (più facile che un cammello passi per la cruna di un ago piuttosto che salire in A2, direbbe Cristo Gesù). :wacko:
--> In B2 lombarda, nel turno pre-pasquale, saltano gli ostacoli le prime 4 della classe (con qualche affanno Albino a Cerro), mentre la quinta, Canegrate, cade a Mariano e quindi perde contatto con la zona-playoff. Alla ripresa, domenica prossima, gran derby Canegrate-Rho. Mancano solo 2 giornate. La classifica (prime pos.): Rho 44; Albino 42; Giussano 40; Villasanta 38; Canegrate 36; Mariano 34.
--> Tripletta per la Lombardia al Trofeo delle Regioni, quest'anno a Torino. Dopo le '94 e le '95, trionfano anche le '96, sempre guidate da Drive Singthemass (Guido Cantamesse). E come l'anno scorso, non è stato minga facile in finale, dopo aver fatto il vuoto nelle prime partite. Infatti il Lazio scattava a tamburo sul 18-5 di fine primo quarto, con le longobarde stranamente imballate. Poi man mano la rimonta, ma sempre sotto (di 8 all'intervallo, di 6 al 30'), finché proprio in dirittura d'arrivo c'era l'incul... ehm, il sorpasso ai danni delle laziali (57-54). Miglior marcatrice Zandalasini nonostante un infortunio. Forte matrice Geas nella selezione (5 su 12), com'è logico che sia vista l'incetta di talenti di quest'annata (e anche della precedente) da parte del club sestese. [Nonino, non c'è bisogno che intervieni a precisare che non è stata un incetta bensì le ragazze sono venute spontaneamente: va tutto bene]. :P
--> Giovedì 28, a Milano presso il "Bistrot Triennale Bovisa", si tiene il "Transafrica Party", presentazione della nuova avventura rallystica, diciamo così, di Silvia Gottardi col patrocinio della Gazzetta dello Sport (l'anno scorso, ricordiamo, andò in Mongolia). Consumazione obbligatoria con ricavato in beneficenza, vendita del libro di Gottardi sulla spedizione dello scorso anno, e pure esposizione di quadri di Abiola Wabara. Anche un'asta benefica.
--> Gaia Angelo protagonista sulla scena politica varesina. La giocatrice ex Varese e oggi in B1 a Biella tiene un discorso dal palco durante la celebrazione del 25 aprile a Gallarate, in qualità di rappresentante dell'Anpi (associazione partigiani); in tale discorso ricorda i valori della costituzione, ma a differenza di certi parlavuoto non li lascia in astratto bensì mostra esempi concreti di calpestamento di tali valori nella società d'oggi (esempio, la dignità del lavoro azzerata da pseudo-contratti precari di merda). Risultato? Un tizio del Pdl locale le dà della "fascista". Chi lo dice sa di esserlo. :sick: