giovedì 28 aprile 2011

Caso-Wabara: la Digos indaga due comaschi

Per gli insulti alla Wabara, due i denunciati. Daspo in arrivo

ABIOLA WABARA Due denunciati per gli insulti ad Abiola Wabara, episodio avvenuto al termine della gara di playoff fra Como e Sesto.
Sentiti la cestista e altri testimoni ed esaminati filmati e foto, che escludono il coinvoigimento degli abituali tifosi di casa, la Digos ha
denunciato un uomo di 31 anni di Fino Mornasco per insulti xenofobi e un altro tifoso di 44 anni di Cantù per essere entrato sul parquet a
minacciara la Wabara. Nei confonti dei due indagati, verrà avviato un procedimento amministrativo con emissione di Daspo

Commento mio: ufficialmente, Pennestrì ha detto che gli insulti c'erano stati sì, quindi non li ha negati. L'accusa di essersi inventata tutto venne dagli ultras del Como e di Cantù, forse in quanto avevano la coda di paglia. Il motivo per cui Pennestrì è finito nella buriana è soprattutto l'aver equiparato gli insulti alla reazione di Wabara, oltre ad aver accusato (senza prove) il Geas di gettare benzina sul fuoco; ma non ha negato i fatti. Come ricordi tu, ha detto che gli insulti lui non li aveva sentiti, ma che non dubitava che ci fossero stati (ok, poco simpatico, però non direi negazionista). I cori? E be', i cori non ci sono stati, mi pare acclarato, no?

Alla fine sembra che la Digos abbia accertato quella che era parso fin dall'inizio la versione più attendibile dei fatti: insulti razzisti di qualche isolato tifoso di provenienza extracestistica.

A proposito, uno dei due denunciati vanta un buon curriculum (dalla "Provincia di Como"): "Sotto inchiesta, per la violazione della legge Mancino sulla discriminazione razziale o, per dirla con il comunicato della questura, «per aver rivolto frasi dal contenuto xenofobo in ambito sportivo», è una vecchia conoscenza degli agenti della questura: si tratta di Elia Bigi, 31enne di Fino Mornasco, sostenitore del Calcio Como già finito nei guai per gli scontri avvenuti il 19 dicembre 2002 in occasione dell'incontro di serie A tra gli azzurri e l'Udinese - quando sul terreno del Sinigaglia volarono pure pezzi dei bagni dello stadio - e successivamente finito a processo, e poi assolto per insufficienza di prove, per incendio colposo, perché sospettato di aver involontariamente dato fuoco con un fumogeno, nel maggio del 2008, ai boschi del Monte Croce dove si era inerpicato per poter assistere - poiché diffidato dall'entrare allo stadio - alla partita che valse al Calcio Como la promozione in serie C2."

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