martedì 30 giugno 2020

Coronavirus - cronologia dal 10 aprile al 25 giugno 2020

3^parte - dal vuoto alle prime ripartenze

10/4 (ven) - Nuovo DPCM: prolungato fino al 3 maggio lo stop agli eventi sportivi e agli allenamenti. Il calcio italiano spera di riprendere dal 4/5 con gli allenamenti e a fine maggio col campionato

21/4 (mar) - Il Coni fa pressione sul governo per la ripartenza degli allenamenti. Dopo settimane di pareri discordanti, la serie A di calcio vota per la ripresa del campionato

23/4 (gio) - Il presidente del Comitato provinciale Fip di Como, Antonio Pini, profetizza i campionati non potranno disputarsi per tutta la stagione '20/21. Ma negli stessi giorni il presidente regionale lombardo, Bellondi, invita a "farsi trovare pronti per la ripartenza", anche se dipenderà dalle indicazioni dall'alto

26/4 (dom) - Il Politecnico di Torino, incaricato dal Coni, pubblica un rapporto "Lo sport riparte in sicurezza" con un protocollo per la ripresa degli allenamenti nelle varie discipline. Per il basket è indicata la fattibilità per esercizi di riscaldamento, coordinazione motoria, allenamento sui fondamentali, non per situazioni di contatto fisico; per la partita si parla di "tampone 48 ore prima". In tutte le situazioni, si prescrivono "gruppi chiusi e costanti mantenendo le distanze interpersonali" e sanificazioni costanti di mani e attrezzi.

30/4 (gio) - Assemblea di Lega femminile: si valutano diversi scenari per la ripartenza; il "piano A" prevede il ritorno all'attività nei tempi canonici di inizio settembre, ma si contempla anche un "piano B" con inizio dei campionati a gennaio.
In questi stessi giorni le società chiedono che il governo preveda sgravi fiscali per le sponsorizzazioni (“credito d’imposta”)

4/5 (lun) - Mentre oggi in Italia è il primo giorno dopo il "lockdown" (durato 8 settimane), la Presidenza del Consiglio pubblica “Linee guida” per la ripresa degli allenamenti degli sport individuali; per ora ripartono solo gli allenamenti degli "atleti d'interesse nazionale" (negli impianti che riescono a mettersi in regola con le norme)

7/5 (gio) - In alcune città italiane vengono rimossi i canestri dai campi all'aperto per motivi sanitari (si registravano assembramenti abusivi).
In Corea del Sud riparte il campionato di basket 3x3, primo evento cestistico dopo lo stop globale

11/5 (lun) - La Federbasket turca decide che il campionato non riprenderà (era l'ultimo ancora in sospeso nel femminile)

16/5 (sab) - Ripartito il campionato tedesco di calcio: primo evento sportivo a riprendere in Europa

19/5 (mar) - La Presidenza del Consiglio pubblica "Linee guida per l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere", un ponderoso elenco di norme da rispettare per la ripresa degli allenamenti

20/5 (mer) - Consentita la ripresa degli allenamenti "per atleti di interesse nazionale" anche negli sport di squadra: nel basket un ristretto novero di società ricomincia ad allenarsi con rigidi protocolli

25/5 (lun) - Da oggi sono consentite, in virtù del DPCM del 17/5, "l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere" presso palestre e simili, previo rispetto del distanziamento e senza assembramenti. L'applicazione concreta del provvedimento dipende però dai gestori delle palestre (Comuni ecc.), non tutti disposti ad autorizzarla.
Intanto l'Eurolega maschile decide la cancellazione della stagione

27/5 (mer) - La Fip emana un protocollo, in collaborazione con il Politecnico di Torino, per la ripresa degli allenamenti per tutti. Ammessi gruppi di massimo 8 atleti per turno; consentiti solo esercizi che non prevedano contatto fisico; divieto di utilizzo degli spogliatoi.
Molti gli obblighi per le società: nominare un “responsabile Covid”, registrare ogni presenza, raccogliere autocertificazioni per ogni atleta, misurare la temperatura all’ingresso, sanificare i locali e gli attrezzi; ecc.

giugno - Solo una parte delle società ricomincia gli allenamenti; molte preferiscono aspettare settembre, per insostenibilità dei protocolli o indisponibilità degli impianti. Vengono intanto pubblicate notizie su un possibile accordo tra Fip e Politecnico di Torino per la produzione di mascherine adattate alla pratica del basket (poi finirà nel nulla).
Nel frattempo, i numeri della pandemia in Italia, già in forte calo per tutto maggio, si assestano intorno una relativamente tranquillizzante quota di 150 nuovi contagi al giorno (erano oltre 6000 verso il 20/3); le terapie intensive sono quasi vuote (meno di 100 ricoveri contro un picco di 4000 raggiunto ad aprile). Riaperti gli spostamenti tra una regione e l'altra; di fatto si è tornati a vivere quasi normalmente

giugno - In Germania e Spagna si disputano fasi finali (liofilizzate) della stagione maschile 2019/20 di basket; sono le uniche leghe in territorio europeo a riprendere

12/6 (ven) - La Fiba annuncia la cancellazione dei Mondali U17, l'ultima competizione estiva rimasta finora in calendario

13/6 (sab) - Ricomincia la serie A di calcio, primo sport a riprendere in Italia; entro fine luglio si concluderà il campionato, in agosto le coppe europee (tutto a porte chiuse). Nei giorni scorsi è stata approvata una modifica al protocollo, importante ai fini della ripartenza anche degli altri sport: in caso di positività di un giocatore, viene messo in quarantena solo lui, non tutta la squadra

16/6 (mar) - La Fiba comunica l'annullamento delle fasi finali delle coppe femminili (Eurolega ed EuroCup), inizialmente programmate per fine settembre-inizio ottobre. Il 2019/20 è dunque archiviato senza vincitrici

20/6 (sab) - Ad oltre 4 mesi e mezzo dalla sospensione e dopo numerose ripartenze annunciate e poi revocate, torna in campo la lega cinese maschile (a porte chiuse): primo sport a riprendere in Cina, epicentro della pandemia

25/6 (gio) - A partire da questa data, in virtù del DPCM dell'11/6 (nonostante il parere negativo del Comitato tecnico-scientifico), il governo torna a consentire gli “sport di contatto”, previa autorizzazione dalle singole regioni, le quali progressivamente la concedono tra fine giugno e metà luglio (il Veneto, ad esempio, già dal 26/6; la Lombardia dall'11/7). Torna dunque lecito dopo 3 mesi e mezzo/4 mesi (a seconda delle regioni) il basket vero e proprio, sia in palestra sia all’aperto (dove di fatto già da varie settimane si giocava in libertà)

mercoledì 8 aprile 2020

Coronavirus - cronologia dal 14 marzo al 7 aprile 2020

DALLA SOSPENSIONE ALLA CHIUSURA (14 marzo - 7 aprile)

14/3 (sab) - Negli ultimi 4 giorni si registrano varie rescissioni fra club di A1 e straniere: Gwathmey (S. Martino), Jarosz e Ciabattoni (Battipaglia), Frost e Pavel (Costa), Morris (Empoli); altre tornano "temporaneamente" a casa

15/3 (dom) - Petrucci, in un'intervista al Corriere della Sera, alla domanda "Ripartiranno i campionati?", risponde: "L'intenzione è quella. Vogliamo fortemente arrivare in fondo, magari cambiando le formule. In tutte le categorie, dalla serie A alle giovanili". Aggiunge: "Ma è chiaro che tutto dipende da come si evolverà la situazione"

16/3 (lun) - Mario Boni, vicepresidente Giba, dichiara che i giocatori della LNP maschile sono disponibili a continuare la stagione con qualsiasi formula, anche oltre il 30/6, mentre varie società vogliono la cancellazione per non pagare gli stipendi; dello stesso problema s'inizia a parlare anche nel femminile

17/3 (mar) - Videoconferenza fra le società di Lega: ribadita intenzione di riprendere la stagione quando possibile; valutate ipotesi di formule in base alle ipotetiche date di ripartenza dell'attività (la più ottimistica sarebbe quella del 4 aprile, cioè l'indomani dello stop ufficiale attualmente in vigore). Ma s'allarga il fronte del "no" alla ripartenza

18/3 (mer) - Termina il periodo di quarantena per Ragusa dopo il ritorno dalla trasferta a Costa Masnaga. Le giocatrici di tutte le società e categorie, costrette in casa a tempo indeterminato, s'arrabattano per tenersi in forma

19/3 (gio) - Sospensione anche del campionato turco, l'ultimo che era rimasto attivo in Europa: aveva giocato fino al 15/3 (in testa il Fenerbahce di Zandalasini) così come quello russo.

22/3 (dom) - Rescissione tra Lucca e Jeffery; 3 giorni prima la stessa Lucca aveva rescisso con Zempare. Le Olimpiadi di Tokyo sono a rischio di posticipo

24/3 (mar) - Le Olimpiadi di Tokyo sono rinviate all'estate 2021. Continuano a fioccare rinvii o cancellazioni di eventi sportivi internazionali, ormai fino a tutto maggio. La ceca Stejskalova (Torino) riesce a prendere un pullman per tornare a casa dopo settimane di attesa (solo 100 rimpatrii al giorno dall'Italia)

26/3 (gio) - La Fip dichiara chiusa la stagione 2019/20 dei campionati regionali (giovanili e senior, maschili e femminili) in tutta Italia. In una videoconferenza del Coni, intervento del Ministro per lo Sport, Spadafora, che auspica unità d'intenti fra tutti gli sport "verso una ripresa delle attività quando sarà possibile farlo"

27/3 (ven) - La LBF chiede alla Fip di dichiarare conclusi i campionati 2019/20 di A1 e A2 "con annullamento" (cioè senza assegnazione di scudetto, né promozioni e retrocessioni); propone la disputa delle Final Eight di Coppa Italia di A1 e A2, con sole giocatrici italiane, a fine giugno o a inizio settembre, qualora sia possibile.

30/3 (lun) - La LBF in un comunicato spiega il percorso che ha portato alla richiesta di cancellazione della stagione 2019/20, e annuncia di aver trovato, insieme al presidente dei procuratori Bernardi e a quello della Giba, Marzoli, una "linea unitaria" per il pagamento, negli accordi di rescissione fra società e atlete, del 75% dell'intero contratto (A1) e del 70% dell'intero contratto (A2). Immediatamente dopo, Giba e Ass. Procuratori smentiscono: "non è stata trovata alcuna intesa"

1/4 (mer) - Le giocatrici della Virtus Aprilia (B laziale) scrivono una lettera aperta a Petrucci, chiedendo di proporre ai comitati regionali di "lavorare su scenari e soluzioni per portare avanti" i campionati fino alla fine dell'estate (qualora sia possibile)

2/4 (gio) - Il ministro Spadafora annuncia "un piano straordinario per lo sport, per far ripartire le attività da maggio" (dettagli non specificati)

3/4 (ven) - La Fip dichiara conclusa la stagione 2019/20 anche per A1 e A2 femminili. La Wnba comunica il rinvio a tempo indefinito dell'inizio della stagione 2020, che era previsto il 15/5 (compresa Zandalasini a Minnesota). Il governo prolunga fino al 13/4 il blocco degli eventi sportivi (e degli allenamenti)

6/4 (lun) - In questi giorni, continua l'annullamento o rinvio di eventi internazionali in tutti gli sport, ormai fino ad almeno metà giugno (dal torneo di Wimbledon a GP di Formula 1).

7/4 (mar) - In un comunicato congiunto, gli allenatori di A1 e A2 femminili stabiliscono "volontariamente di ritoccare i nostri ingaggi di una percentuale massima del 15% annuale"; chiedono sensibilità verso chi percepisce compensi esigui e ha solo questo reddito. La Fiba decide la cancellazione degli Europei giovanili dell'estate 2020 (resta uno spiraglio per i Mondiali U17) e programma di terminare Eurolega ed EuroCup a inizio autunno con la formula delle Final Eight. Intanto la Fip annulla anche Serie A e A2 maschili, sottolineando che sia dalla politica sia dalla scienza arrivano "precise e stringenti indicazioni che riguardano il distanziamento sociale. Misure impossibili da attuare per uno sport di contatto come la pallacanestro". Nessuno ha idea di quando si potrà realmente tornare a giocare

giovedì 19 marzo 2020

Coronavirus - cronologia dal 21 febbraio al 13 marzo 2020

DALL'ALLARME ALLA SOSPENSIONE

21/2 (ven) - Inizia l'emergenza dopo i primi casi individuati nel Lodigiano e in Veneto. Primo rinvio di una partita: Lodi-Usmate di domani sera (B lombarda)

22/2 (sab) - Si gioca in tutta Italia; nel pomeriggio arriva rinvio partite di domani in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna

23/2 (dom) - In A1 si gioca solo Vigarano-Ragusa

24/2 (lun) - Giorni di incertezza per gli allenamenti nelle zone "bloccate": il decreto del governo (DPCM) li autorizza a porte chiuse ma vari gestori degli impianti (Comuni, oratori, dirigenti scolastici) non li riaprono

25/2 (mar) - Annunciato che le partite di Eurolega di Schio (con Sopron) e Venezia (con Riga) si giocheranno a Lubiana. La Fip decreta stop ai campionati A1-A2 nel weekend 29/2-1/3

26/2 (mer) - Sopron e Riga si rifiutano di giocare le partite di Eurolega con Schio e Venezia

27/2 (gio) - La Fiba assegna la vittoria 20-0 a tavolino per Schio e Venezia. Alcune squadre nelle zone bloccate riprendono ad allenarsi ma non tutti i gestori degli impianti si adeguano

29/2 (sab) - Weekend senza partite in A1 e A2. Si giocano i campionati regionali nelle zone non ancora bloccate. Riunione delle società di serie A: sarà formulato un calendario di recuperi (con partite a porte chiuse).

1/3 (dom) - In mattinata viene confermato che la Coppa Italia di A2 si giocherà regolarmente a Moncalieri dal 6 all'8 marzo. Nuovo DPCM: sospesi eventi sportivi fino all'8/3 ma permessi a porte chiuse, così come gli allenamenti

2/3 (lun) - Rinviata la Coppa Italia di A2 a inizio aprile (stessi giorni della Coppa di A1). Nelle zone bloccate continua la confusione tra squadre che riescono ad allenarsi e altre no; si susseguono interpretazioni e chiarimenti al DPCM, al termine dei quali risulta confermato il permesso di allenarsi a porte chiuse "per gli agonisti"

3/3 (mar) - La Coppa Italia di A1 è posticipata a metà aprile. Riparte l'A1 con 2 anticipi del 22° turno: Costa-Ragusa e Schio-Broni (giocati a porte chiuse).

4/3 (mer) - Rinviato il Preolimpico 3x3 previsto dal 18 al 22/3 in India. In mattinata il Coni chiarisce: sì ad allenamenti di tesserati agonisti, purché si rispetti 1 metro di distanza in spogliatoi. La Fip annulla il Trofeo delle Regioni (9-13/4). Nuovo DPCM in serata: nelle zone bloccate, allenamenti ancora autorizzati ma con obbligo di controlli medici a carico delle società, oltre a rispetto distanza di 1 metro (fino al 3 aprile)

5/3 (gio) - In seguito al DPCM di ieri, varie società tornano a bloccare gli allenamenti: pericolo per la salute, inattuabile l'obbligo di controlli medici. La Fip decreta sospensione campionati regionali in tutta Italia a tempo indeterminato

6/3 (ven) - Si gioca (a porte chiuse) Schio-Geas, anticipo del 21° turno previsto nel weekend. Nuova serie di chiarimenti/precisazioni all'ultimo DPCM

7/3 (sab) - Si giocano 4 partite di A2. Le società lombarde di A si riuniscono ed elaborano una lettera in cui chiedono lo stop immediato dei campionati. Albino ottiene rinvio partita con Bolzano.

8/3 (dom) - Nuovo DPCM "chiude" la Lombardia ma, sulla carta, autorizza ancora lo svolgimento dei campionati. Rinviate le 4 partite di A1 previste oggi

9/3 (lun) - La "chiusura" è estesa a tutta Italia. Il Coni blocca lo sport italiano fino al 3 aprile (esclusi gli eventi internazionali); di conseguenza la Fip stoppa i campionati fino al 3 aprile; esprime volontà di trovare insieme alla Lega una soluzione per il prosieguo. Ragusa si mette in quarantena fino al 18/3, cioè fino a due settimane dopo la trasferta a Costa.

11/3 (mer) - Schio, a Praga per giocare gara-1 dei playoff di Eurolega, è fermata dal governo ceco. Annullata Girona-Venezia di Eurocup. La settimana di coppe si disputa parzialmente (2 G1 dei quarti Eurolega, 1 andata dei quarti Eurocup). Sull'A1 il presidente di S. Martino, Giuriati, dichiara: mi sto chiedendo se abbia senso avanti; dal 4 aprile sarà possibile magicamente tornare a giocare?

12/3 (gio) - Tra ieri e oggi si ferma gran parte dello sport mondiale (Nba, Ncaa, Eurolega, formula 1, calcio ecc.). La Wnba comunica che, per il momento, l'inizio della stagione è confermato per il 15 maggio.

13/3 (ven) - La Fiba decreta stop alle coppe femminili "fino al termine della stagione di club".

domenica 23 febbraio 2020

Coronavirus - prima reazione

Se lo stop è precauzionale in attesa di capir meglio la situazione (consideriamo che il virus è stato individuato in Lombardia appena venerdì), è un conto; ma se lo stop è considerato inevitabile in ogni zona dove vi sia presenza del virus (la quale spero non si estenda, ma è probabile di sì), secondo logica dovrebbe durare a tempo indeterminato, cioè finché il virus non sia debellato.

sabato 22 febbraio 2020

[A1] Resoconto di Costa-V. Bologna: un altro Villa-show

Ormai è passata quasi una settimana e tutti hanno la testa al virus, ma tant'è, avevo ancora in canna questo arretrato...

Domenica 16, in un pomeriggio moderatamente soleggiato, mi sono recato a Costa Masnaga, per la stimolante sfida-salvezza fra la compagine locale e la prestigiosa, ancorchè pivella nel femminile, Virtus Bologna. Squadre appaiate in classifica, reduci ambo da una sconfitta nell'infrasettimanale: più onorevole quella felsinea col Geas (tripla dell'overtime fallita allo scadere da Micovic), rovinosa quella delle longobarde nel derby a Broni, -23 alla fine ma anche -40 nel terzo quarto. Con l'impressione, tuttavia, che fosse un episodio più che un sintomo di calo, visti i risultati positivi del periodo precedente lo stop per le nazionali.

Giungevo in ampio ritardo, causa impegni, e mal me ne incoglieva. La collocazione oraria, infatti, forse più comoda per la massa rispetto al consueto sabato sera, aveva favorito un afflusso di pubblico ancor più massiccio della media: esaurite non solo le tribune ma anche le scale tra un settore e l'altro, almeno 100 persone in piedi, fra le quali s'aggiungeva il sottoscritto, impiccato in un mezzo metro quadro individuato libero nell'angolo di una balconata, nel mezzo dei giovani del vivaio, maschi e femmine (i quali un po' guardano la partita, un po' il rispettivo cellulare, ma immagino sia la norma per gli adolescenti odierni; anzi è già positivo che ogni tanto si distraggano dallo schermo per vedere azioni di giuoco...).

La fo lunga con le premesse per coprire i primi 13 minuti di partita, che non ho veduto.
Ricostruivo poi il seguente canovaccio:
- partenza garibaldina per Costa, avanti per tutto il primo quarto, in particolare 15-7 dopo 7 minuti con Villa già a 9 punti;
- Bologna ricuciva con Salvadores e Harrison ma riallungava sul finire del tempo Davis con due canestri di fila;
- a inizio 2° quarto, uscita per infortunio di Micovic, che lasciava in braghe il reparto-italiane di Bologna, già orbo di D'Alie. Il fattore si è sentito parecchio, nell'economia della partita: alla fine sarà di 39-9 per Costa il conto dei punti italici.
- sul momento, però, buona reazione di Bologna che trovava il sorpasso sul 25-26, proprio mentre giungevo nell'impianto adagiato su uno dei colli masnaghesi.

Duello di sorpassi per qualche minuto. Villa riprende a martellare: due canestri in fila (arcobaleno in controtempo dal palleggio e ricezione a centro area). Ma Harrison in questo frangente è inarrestabile da sotto (Pavel già gravata di falli); si fa sentire anche Tava con la tripla del 31-33 al 16', che però resterà il massimo (si fa per dire) vantaggio per la Virtus.
Finale di 2° quarto tutto di marca-Costa con 5 punti d Rulli, 4 di Frost e, infine, una tripla di Villa su buona circolazione contro la zona. La stessa adolescente poi chiude bene sull'entrata di Salvadores allo scadere e si va al riposo sul 43-37.

Buone sensazioni per Costa che sembra aver scordato rapidamente la magra a Broni. Clamorosi i 16 punti di Villa all'intervallo (6/9 dal campo). Bologna aggrappata alle iniziative individuali delle pur eccellenti Salvadores (11 al riposo) e Harrison (già 17 con 5/5 da 2 e 5/6 ai liberi). Percentuali di squadra circa pari, ma qualche possesso in più per Costa grazie ai recuperi. Questo il punto alla pausa.

Terzo quarto di stallo. Bologna si adegua in difesa su Villa (fatto inaudito in tempi recenti: una difesa di A1 cura come prima minaccia una bebè di 15 anni; ma inevitabile visto il soqquadro che stava combinando) e Costa tira male da 3, tipo 0/6 nella frazione, e trova pochi sbocchi se non occasionali. Uno di questi è una magia di Villa, che sullo scadere dei 24", costretta ormai a prendersi lei il tiro, converge dalla zona destra del perimetro verso il centro dell'area e lì, sull'aiuto difensivo, scocca una palombella di sinistro che s'insacca per il 48-39 al 22' (è l'azione del video che ho linkato qualche giorno fa; lo incollo qui sotto, a mo' d'intermezzo nella prolissa cronaca:


Orbene, si vedono "tiri della domenica" anche più clamorosi e acrobatici; tuttavia questo non era un tiro della domenica, ma la giocatrice appariva averlo eseguito con la naturalezza di chi ce l'ha nel proprio repertorio di base.
Io dico che il 75% delle attuali giocatrici italiane di A1, nonostante magari giochi a basket da prima che la tipa nascesse, non è in grado di eseguire un'azione del genere. Ma questo sia detto a merito di Villa più che a biasimo delle altre; il problema è quando vedi una cospicua quota di giocatrici di A1 non riuscire a eseguire cose ben più semplici, cioè appena oltre il livello di difficoltà più elementare...

Chiusa parentesi. Dopo quel lampo, come dicevamo, Costa fatica in attacco; segna solo 8 punti in 8 minuti. Ma in difesa riesce a mettere la museruola a Harrison, scegliendo, come dirà coach Seletti, di circondare lei lasciando libera Begic, nella convinzione che quest'ultima non sia in grado di fare altrettanti sfracelli dell'americana. Il che in effetti è vero, ma la croata segna 3 canestri nel quarto; altri due ne aggiunge la stessa Harrison e tre Salvadores, di cui un'entrata allo scadere, anche se sbaglia il libero supplementare del pareggio; è dunque 57-56 al 30'.

Ultimo quarto, in cui Bologna pagherà la coperta corta, rispetto a una Costa che ha energie da tante. In primis ancora lei, MatiVilla, la quale, forse offesa da un passi di partenza fischiatole, torna a segnare con un'accelerazione sul lato destro che ciula l'intera difesa bolognese. Segnale negativo per la Virtus, segnale di carica per le padrone di casa, che infatti allungano sul 66-58 al 33' con Pavel, Frost e Davis.
La differenza è che il trio straniero delle longobarde s'innesta su un telaio italiano altrettanto incisivo, mentre le tre forestiere felsinee sono pressoché sole, nonostante Tassinari e Tava quantomeno ci provino; la piemontese realizza la tripla del 69-64 che, a 3'40" dalla fine, rianima le speranze ospiti, dopo che Pavel s'era mangiata il +10 da sotto.

Ennesimo finale casalingo in volata, quindi, per Costa? Sì e no, perché a Bologna escono triple-chiave per portarsi a meno di un possesso di distanza: dall'angolo con Tassinari a 3' dalla fine, poi a -15 secondi con Cabrini che aveva ampio spazio (ma la sua serata al tiro si completa con uno 0/6).
Non bastano quindi 7 punti di Salvadores nel finale. Costa riallunga (finale 77-70) con 3 liberi sul fallo sistematico, di cui uno di Villa che chiude la sua prestazione con 21 punti, 6/7 da 2, 2/6 da 3, ma anche 7 rimbalzi e 3 assist. Ne ha 16 Davis, 13 Rulli e Frost, 9 Pavel, mentre Bologna ha Salvadores a 25, Harrison a 23, Begic a 13, il resto della squadra solo 9.

Bilanci. Vista così, la Virtus è modesta. Ma con D'Alie, e Micovic a pieno servizio, ha evidentemente altra consistenza. Del resto già senza D'Alie ha portato il Geas (una delle squadre più in forma) all'ultimo tiro.
Per Costa la questione è se troverà più consistenza in trasferta, dove finora ha vinto solo una volta (proprio a Bologna). In casa, sarà il suo campo particolare, sarà il pubblico che aiuta, ma è competitiva con tutte. Ora il suo calendario è anomalo: le 3 partite caserecce rimanenti sono con le 3 "big", quindi o cambia marcia lontano da casa o rischia di far zero da qui a fine stagione regolare.

Su Villa-maravilla, come chiamavano in Spagna l'omonimo calciatore, :B): aggiungo alla cronaca le seguenti considerazioni:

1) ogni elogio mi pare meritato, sia perché qui c'è poco da inventare o da ingigantire, rispetto ai fatti concreti sciorinati dalla medesima (mvp della Next Gen e mvp di uno scontro diretto di A1 nel giro di 30 ore circa); sia perché, riflettevo andandomene a casa dopo la partita, cosa siamo in grado di offrire a queste ragazze in cambio di ciò che fanno? Se un 15enne maschio, fatte le proporzioni, segnasse due volte 21 punti in A1, come lei ha fatto, starebbe già pregustando futuri ingaggi, a 6 cifre se non 7, in Eurolega o financo in Nba, esibendosi davanti a migliaia di persone, non qualche centinaio quando va bene. Allo stato attuale, Villa non sa neanche se la sua società potrà tirare avanti in A1 l'anno prossimo (visto il recente comunicato d'allarme). Eppure non è che si sbatta di meno, lei come altre, rispetto al coetaneo maschio. Villa & colleghe "under" erano alla quarta partita in 4 giorni dopo l'infrasettimanale di A1 e le due di Next Gen. Lasciamo perdere il discorso sulla sua apparente resistenza paranormale (in fondo, pure le colleghe Spinelli e Allievi non sembravano stanche; si sa che da giovini si è inesauribili), ma è per dire: queste tipe ci mettono una dedizione totale, in cambio di poco di tangibile; almeno non facciamo i tirchi con i complimenti.

2) sorprende la rapidità dei progressi della ragazza. Naturalmente era già nota come talento precoce eccetera, ma a inizio giugno 2019, per dire, nella finale scudetto U18 era un buon cambio, niente più. Logicamente sotto il livello delle top della categoria (Madera, 4 anni più grande, ma anche Spinelli o Balossi o Frustaci). Com'è possibile che ora sembri meglio di quelle più grandi di lei di Costa e pure meglio di molte veterane di A1? Ok, ha fatto importanti esperienze internazionali in azzurro durante l'estate, ma il balzo di qualità resta in buona parte inspiegabile.

3) dal punto di vista di chi assiste, lo sport è anche emozione. Qualcosa che va al di là dei semplici fatti. A parità di prestazioni, lo si vede in tutte le discipline e a tutti i livelli, alcuni emozionano più di altri. Federer, per dire, emoziona più di Djokovic; Senna emozionava più di Prost. Razionalmente è ingiusto, ma lo sport fosse razionale come un lavoro da impiegato, verrebbe la stessa voglia di seguirlo? Matilde Villa, lo si vede dalle reazioni del pubblico ma anche da come ha fatto presa la sua storia raccontata sui media, fa parte della categoria di chi emoziona. Una ragazzina locale, con l'apparecchio ai denti e un fisico certo elastico, certo inesauribile ma leggero come fil di ferro, è un Davide che batte Golia con giocate di puro talento tecnico abbinato a una faccia di bronzo con pochi o nulli eguali. Sì, uno può anche reagire puntando il dito su alcune sue magagne o sostenendo che "ai suoi tempi" ce n'erano almeno 50 come lei in ogni annata, oppure (non del tutto a torto) che finora Villa ha approfittato di piani-partita avversari concentrati sulle compagne veterane. Tutto ciò è molto razionale. Ma si può altrettanto legittimamente lasciarsi emozionare e godersela.
Magari domani verrà sculacciata dalla coppia Verona-Arturi in quel di Sesto (qualora si riesca a giocare, vista l'emergenza), e anche le altre squadre non si lasceranno più uccellare; ma se succede, embè, quale gloria si potrà attribuire a chi batte una quindicenne esordiente? Mentre tutto ciò che continuerà a fare sarà tanto di guadagnato. Il tempo delle aspettative, delle pressioni su di lei, arriverà casomai in futuro. Magari nell'estate azzurra. Non ora.

sabato 15 febbraio 2020

Frantini e Rios dominano in C

Curiosità. Dopo tanti discorsi sulle giovani parlo di una veterana (37 anni), Michela Frantini, l'ex Geas, Sanga, Carugate, Virtus Spezia, Varese eccetera, la quale sta viaggiando a 20,8 punti di media in C lombarda con l'Idea Sport Milano (ultima partita 33 nel big match contro Brignano delle ex albinesi Devicenzi e Vincenzi) e a 34,5 di media in Uisp con le Vipere Sedriano (di recente ne ha messi 45 in una gara). Già 664 punti realizzati in stagione, tanto per non perdere l'ossessione del canestro.

Chiaramente è solo uno dei vari esempi di veterane che starebbero tranquillamente ancora in B ma anche in A2, dal punto di vista tecnico. Ma soprattutto in A2 è un'epoca poco propizia alle over 30...

Aggiungo: merita una menzione anche un'altra grande ex del mitico Geas promosso in A1 nel 2008, ovvero Yadiletsy Rios Bueno, in arte solo Yadi Rios, la quale è tornata in campo alla veneranda età di 42 anni (classe '77) e sta viaggiando a 19,4 di media, anche lei in C longobarda ma nell'altro girone, in quel di Cantù.

PS: a prescindere da questi due casi, e parlando in generale, a volte viene un sospetto, cioè che almeno in parte, in A1 e A2 femminili negli ultimi anni sia avvenuto come quando in una ditta cacciano la manodopera veterana, qualificata e quindi costosa, sostituendola con stagisti sottopagati, ché tanto più o meno si campa lo stesso...

Next Gen Cup U18 - commenti sparsi

Geas domina la prima semifinale di Next Gen Cup: 92-54 su Mirabello. Purtroppo assenti i grossi calibri di A1 da ambo le parti, ma ovviamente le ferraresi ne hanno risentito di più.

Hanno organizzato quelli del maschile, han detto: volete venire anche voi del femminile? Gli si è detto sì e anche giustamente.
Poi se Costa ha portato quelle di A1 è evidente che con un po' di sacrificio potevano farcela anche le altre, almeno nella giornata di venerdì. Ma francamente non credo che se c'era il duello Natali-Panzera trovavamo nuovi investitori mentre così no...

Certamente se Villa e compagne di A1 di Costa erano puntuali in campo in questi due giorni, potevano farlo anche le altre.

domenica 9 febbraio 2020

[A1] Resoconto di Costa-Torino

Parecchio in ritardo ma approfitto del weekend di sosta in A1...
Sabato 1 ho assistito alla disfida tra le compagini di Costa Masnaga e Torino, scontro direttissimo (si partiva da pari punti) per allontanarsi il più possibile dall'ultimo posto, ovvero da Battipaglia che nel frattempo cadeva con Vigarano.

All'ingresso del palazzetto, un volantino in distribuzione (quello poi diffuso sui vari canali web della società) ricordava, guastando l'umore agli astanti, che negli attuali chiari di luna la salvezza va conquistata tanto sul campo quanto fuori. Mi riferisco ovviamente all'appello del club masnaghese per trovare sovvenzionatori in vista del prossimo anno. Viene in mente di quando l'imprenditore Marson, circa 3 anni or sono, proclamava che col suo supporto Costa sarebbe entrata in Europa nel giro di un biennio. Ma ultimamente il patron di "Mia" è dedito soprattutto (o quasi solo) a Cantù maschile, insomma orbita in un'altra galassia.
L'ideale sarebbe uno come il "finanziatore anonimo" che salvò il Geas nell'autunno 2018, cioè uno che caccia la grana e non mette becco nella gestione. Ovvero il quasi impossibile.

Messo da parte il documentaccio, c'è una partita non priva d'interesse.
Primo quarto oscillante pur nell'equilibrio (5-0, poi 7-11, poi 17-15): per Costa spicca prima Baldelli, poi Davis, poi Rulli con impatto immediato dalla panchina. Per Torino il piano A, ma anche B e C, appare fin da subito quello di alimentare Johnson-Walker dentro l'area. La non altissima ma volumetrica americana è un'iradiddio per le molto meno volumetriche lunghe di Costa (ma Pavel poteva far meglio): usa bene il corpo, è agile in rapporto alla stazza, sa come farsi trovare dalle compagne. Finirà con 28 punti. Il problema per Torino è che resterà l'unica opzione valida della serata, stante la giornata spenta di Brcaninovic, l'unica altra giocatrice di talento superiore alla media, nella compagine piemontese.

Nel 2° quarto ancora sugli scudi la coppia superclassica Rulli-Baldelli per le padrondicasa. Ma c'è anche uno sprazzo-giovani con Villa e Allievi, che coincide col massimo vantaggio sul 31-21 al 18'. Qualche sbavatura di troppo, però, frena Costa, che cattura frotte di rimbalzi offensivi ma sciupa da sotto, e anche dalla lunetta è imprecisa. Così, una scaltra giocata di Barberis (una delle due lombarde fra le ospiti: l'altra è la grande ex Del Pero), canestro-e-fallo allo scadere, manda le ospiti all'intervallo sotto solo di 5 (31-26).
Clamorosa produzione a rimbalzo di Frost: già 16 in due quarti. Giocatrice che piace per la dedizione totale al collettivo: pretende pochissimi palloni, fa la differenza difendendo e ripulendo i tabelloni. Un'umiltè non comune nelle americane.

Il 3° quarto è il più favorevole a Torino, almeno all'inizio. Pur gravata di 3 falli, Johnson-Walker resta ben salda in campo e capitalizza ogni pallone che tocca in area, sia quelli forniti dalle compagne sia quelli che si procaccia da sola coi rimbalzi in attacco. Segna 11 punti nella frazione, quasi da sola porta avanti le figlie della Mole, anche se solo per brevissimi frangenti. Costa finisce con un 4-0 ispirato dall'infante Villa, la quale segna in arresto e tiro, poi stoppa Milazzo. Al 30' è 49-46.

All'inizio dell'ultimo periodo Costa rischia di pagare i problemi di falli delle lunghe: Rulli e Spinelli con 4, e Pavel che fin lì era imbambolata. Viene da pensare: mo' Johnson-Walker spacca tutto ancora più di prima. Va all'opposto: la difesa di casa trova argini al molosso americano, i servizi alla quale diventano troppo prevedibili e intercettabili; Pavel si sblocca al momento buono, con due canestri di fila. Altri due bersagli li aggiunge Frost, la quale dopo aver toccato quota 20 nei rimbalzi (finirà con 22) si rende utile anche coi punti. Si va sul 58-49 al 33' e già la partita è sul punto di rompersi.

Ma chi dà la spallata decisiva? La più giovine, la più leggera, la più funambolica, ovvero Matilde Villa, la quale inventa dal nulla un "coast to coast" concluso con un'entrata rovesciata per uccellare la chiusura di Brcaninovic. La quale per onestà avrebbe dovuto fermarsi, raccogliere il pallone e chiedere alla ragazza: "scusa, mi fai rivedere come hai fatto?". Con quello si va sul 60-49 e può essere già una sentenza.
Ma l'azione-shock scuote Torino, che segna con Brcaninovic e, da 3, Milazzo, ovvero due delle più sottotono. Ma risponde subito Villa, anche lei tripla, su buona circolazione di Costa: 64-54. Mancano 4'30".
Ci prova Barberis a riaprirla, con un elegantissimo giro dorsale ed entrata, 64-57. Ma Johnson-Walker, come detto, viene arginata mentre di là segnano Frost, dalla lunetta Pavel su assist di Davis, e poi ancora lei, feroce, Villa con una tripla in "step back" da 8 metri sullo scadere dei 24 secondi: 71-59 a 1'10" dalla fine, ma anche se mancava di più, dopo questa era "tutti a casa".

In verità c'era ancora interesse per la differenza-canestri: all'andata +7 Torino. Ma le suddite degli Agnelli non ne hanno proprio più, e finisce 72-59. Villa top scorer per le sue con 14. Bottino pieno per Costa che può concedersi anche una speranziella di risalire sulla zona-salvezza diretta, 4 punti sopra.
Torino, per quel che s'è visto nell'occasione (ma lo dice anche la classifica), sembra la maggior pericolante insieme a Battipaglia. Ok, era indisponibile Salvini; ok, Brcaninovic e Stejskalova possono far meglio, però Costa, che pure è della stessa fascia, ne ha di più. Idem Bologna ora che Harrison va a rullo. Palermo è 4 punti sopra Torino.

Postilla finale sul duello Villa-Milazzo, stravinto dalla prima. Maligna battuta vocifera che la pur brava siciliana, dopo il trattamento-Villa, abbia chiesto alla sorella Oriana, da poco diventata suor Chiara Luce in un convento di clausura: "Scusa, non è che vi avanza un posticino per me?". :ics:
Freddure a parte, in realtà all'andata Milazzo dominò la partita (22 punti), sta viaggiando a oltre 12 di media, in generale il suo lo sta facendo ampiamente. Diciamo che nell'occasione non dev'essere stato piacevole per l'autostima venire arata da una 15enne. Tuttavia c'è da ricordare una cosa: a sua volta Milazzo fu ragazzina-prodigio, già con minutaggio importante a 16-17 anni alla corte di Coppa, in un'epoca in cui c'era molto meno spazio in A1 per le giovani rispetto ad ora. A 19 anni era già oltre i 13 di media, cioè più di adesso. La questione dunque è quanto poi la precoce di turno riesca a migliorare nel corso della sua carriera.

Preolimpico - commenti sparsi

Giallo Ibekwe, gioca con la Nigeria ma per Ragusa sarebbe infortunata. La società sicula non è contenta.

Serbia battuta 88-69 dagli Usa a Belgrado. Belgio battuto dal Canadà. Svezia, come già notato da alcuni, suonata dal Giappone.

Cina batte Spagna. E nello stesso girone la Sud Corea batte la Gran Bretagna, semifinalista a sorpresa nello scorso Europeo. Trarremo i bilanci alla fine ma potrebbe darsi che dovremo registrare un'ascesa asiatica ai danni del nostro continente, visto anche come il Nippone ha strapazzato la Svezia l'altro giorno.
Comunque va ricordato che questo torneo è poco selettivo: passano le prime 3 di ogni girone. Quindi alla Spagna basterà battere la GB nell'ultima giornata.

Crespi che batosta, 50-80 dal Canadà, che peraltro non è certo scarso.

Grida Gruda: 26 punti nella vittoria della Francia sul Brasile. Transalpone già qualificate.

Mannaggia, ma siamo nel 2020, tutti i discorsi sulla donna emancipata eccetera, e ci troviamo ancora le giocatrici che cambiano cognome per matrimonio? Valeriane Ayayi è diventata Valeriane Vukosavljevic, forse primo caso di giocatrice di colore con cognome slavo, ma questo è un dettaglio.

La Spagna batte la Gran Bretagna ed evita la clamorosa eliminazione. Britanniche fuori. Primo grave ed evidente (mah) effetto della Brexit, non ditelo a Beppe Severgnini o ci tira fuori una trentina di editoriali.

Diciamo che in generale l'Europa ha mostrato dei limiti. Le squadre che hanno passato il turno sono solo 4 (Spagna, Francia, Belgio, Serbia) e sono esattamente le uniche che in questo momento storico si staccano dalla mediocrità. Stavolta si sono infilate nella compagnia Svezia e Gran Bretagna grazie a circostanze ben sfruttate lo scorso anno, ma ce ne sono altre 6 o 7, compresi noi, sullo stesso piano. Il quale piano è però situato a un livello modesto, mentre altrove si cresce, vedi Canadà e asiatiche.

giovedì 6 febbraio 2020

L'addio olimpico di Sottana

Al via i tornei Preolimpici. Quello cinese è stato spostato in Serbia.
Italia, come ben sappiamo, assente. Giorgia Sottana, in un messaggio un po' enigmatico su Instagram, fa gli auguri alle partecipanti, tra cui la sua ghèrfrend Mestdagh, e dichiara chiuso per lei il sogno olimpico. Imminente addio alla Nazionale o semplice presa d'atto che a Parigi 2024 avrebbe 35 anni?

mercoledì 5 febbraio 2020

Pareri su Caloro, Natali, Panzera

Well, ho visto una volta a testa, in questa stagione, le tre giocatrici in questione.

Di Caloro mi ha colpito l'intraprendenza. Era la prima giornata di B, campionato in cui era esordiente (quantomeno a livello lombardo, non so se in Toscana si fosse già cimentata con le grandi), ma non aveva nessuna paura di prendersi le sue iniziative, soprattutto in avvicinamento a canestro. Del resto anche sulla scena internazionale (la Champions U16) ha mostrato personalità, almeno a giudicare da resoconti e cifre. Forse non ha una specialità particolare, nel senso che non eccelle in nulla (per ora) ma sa fare bene molte cose. E la personalità non si insegna.

Natali l'ho vista contro Costa: ottima padronanza dei fondamentali, più scolastica e meno genialoide di Villa (se vogliamo fare un paragone) ma solida. Non ha sbagliato praticamente nulla né nelle scelte né nelle esecuzioni. Nel senso che sarebbero stati tiri giusti da prendere anche se fossero usciti. Da applausi un'azione in post basso, con finta, giro dorsale e appoggio a canestro, che è finita giustamente negli highlights della Lega. Bene anche in arresto e tiro.

Anche Panzera l'ho vista contro Costa ed era in serata nera, di quelle in cui non riesce nulla, persino un contropiede solitario. Ingiudicabile nell'occasione. C'è da dire che rispetto a Natali, e anche a Villa e le altre di Costa, Panzera gioca in una squadra con legittime ambizioni d'alta classifica, per cui le è richiesto uno standard più alto di rendimento. Sì, ci può stare il rischio di non avere ancora un'identità precisa, però occhio: con tutti questi casi di precocità in giro (ben vengano, s'intende) rischiamo di pretendere che a 17 anni una sia già senza difetti.

martedì 28 gennaio 2020

Eurolega: Zanda batte Schio

Schio suonata in casa dal Fenerbahce nel big match di Eurolega: 54-75.
Due partite in una: fino all'intervallo c'è equilibrio a basso punteggio; Schio c'arriva avanti 30-27 con un siluro di Dotto sulla sirena.
A senso unico la ripresa, con l'emerge della stratocumulosferica coppia Iagupova-Zandalasini, che totalizzerà 29+22 punti, ovvero 51, quasi quanto l'intera Schio. Per l'azzurra, ex dal core 'ngrato, 18 punti dopo l'intertempo.
Non è stellare come in certe annate recenti, il Fenerbahce, però due stelle assolute le ha. Schio invece in questo momento solo una: Gruda, 24 punti con 11/15. Purtroppo, quando sale il livello le brave-ma-non-eccezionali (s'intende in rapporto al massimo livello europeo) incidono poco.

In ogni caso Schio va verso la qualificazione. L'arduo sarà andare oltre il solito sbarramento dei quarti.

Da notare che in campionato Schio ha perso contro una Ragusa che ha segnato solo con 4 giocatrici più 2 punti di Gatti. Ma sono bastate. Hamby in questo momento (ma un po' in tutta la stagione) è di un altro pianeta rispetto al resto del campionato. D'altronde, col suo fresco titolo di "sesto uomo" (o sesta donna, boh) della Wnba è l'elemento di maggior spessore che milita nel nostro paese.

lunedì 20 gennaio 2020

[A1] Resoconto di Costa-S. Martino

Sabato sera, dopo aver attraversato discontinui ma fitti banchi di nebbia, ho assistito alla piacevole disfida tra le compagini di Costa Masnaga e S. Martino di Lupari, valida per la seconda giornata di ritorno della massima serie.

L'andamento è assomigliato a quello di quasi tutte le partite interne di quest'anno di Costa (mi piacerebbe individuare il perché, ammesso che esista), ovvero break e controbreak nei primi due quarti, poi equilibrio stabile per arrivare al volatone decisivo. Il copione si è parzialmente modificato per la capacità di S. Martino di chiuderla con un attimo di anticipo, ma non tantissimo perché a una trentina di secondi dalla fine, Frost scoccava la potenziale tripla del -2, falliva, sull'altro fronte invece Bjorklund (molto sotto media: 10 punti contro 17 abituali) infilava dall'angolo, sempre da 3. La tenzone terminava dunque 62-70 per le luparensi.

Da tener conto che Costa era senza Rulli (influenza) e se è vero che S. Martino fa a meno di C. Dotto da inizio anno, la sua potenzialità d'assorbimento dell'assenza è superiore, diciamo così. Inoltre Costa veniva dal fatigante recupero infrasettimanale con Ragusa. Insomma può essere valutata positivamente la sua prova, anche se S. Martino dal 21' in avanti è sempre stata in testa, salvo un riaggancio sul 48-48 al 30', durato poco.
S. Martino è stata brava a leggere alcune situazioni di vantaggio, soprattutto dentro l'area (dove Costa già di solito non è a tenuta stagna, ancor meno senza Rulli), risalendo così dal -9 di inizio 2° quarto. Fietta, partita in sordina, ha trovato penetrazioni importanti fendendo la difesa. Non granché Bjorklund, come detto; bene Sulciute (che rivedevo dal vivo dopo parecchi anni, forse da quando si chiamava ancora Stakneviciene, un decennio fa); altalenante Ostarello (ma adesso diventa italiana e quindi per essere italiana è più che buona); un po' imprecisa Filippi ma puntuale collante fra i reparti; dalla panchina buona energia Toffolo.
Per Costa, tonica Pavel che è molto discontinua ma quando è in buona i numeri li ha; Davis che era reduce da un problema fisico ha iniziato bene ma finito un po' in calando; Frost ancora una volta hai l'impressione visiva che si sia sentita poco, invece guardi i numeri e ha prodotto sostanza notevole senza rubar palloni a nessuno (9 punti, 11 rimbalzi, 7 recuperi, 6 assist, se non ricordo male). Baldelli, come quasi sempre, inappuntabile per intraprendenza nei momenti caldi; se sbaglia è perché non si lesina responsabilità. Le giovani forse stavolta bisogna dire che non hanno trovato modo di incidere particolarmente, compresa Villa (0 punti).

Nei momenti in cui Costa sembrava potercela fare, stavo riflettendo sul fatto che, tolte le prime 3 squadre che fanno campionato a sé (Schio, Ragusa, Venezia ovviamente), i valori tra le altre si sono appiattiti parecchio da inizio stagione a ora, vuoi per infortuni che han colpito chi era partito meglio, vuoi per innesti e rappezzi di mercato.
Poi però la giornata ha proposto tutte vittorie delle meglio piazzate, salvo nella partita in cui sembrava impossibile, cioè Bologna su Ragusa. Ma forse la teoria rimane fondata.

In ogni caso, se si riuscisse a farlo sapere al di fuori della cerchia, è una stagione che ha sapore e pepe.

domenica 12 gennaio 2020

[A1] Resoconto di Costa-Vigarano

Ieri sera ho assistito alla tenzone tra le compagini di Costa e Vigarano per la prima giornata di ritorno della massima serie.

Dinanzi a un pubblico di 250 unità secondo il dato del livescore (ma direi anche 300), tra due squadre dal giuoco garibaldino è stata una disfida divertente, terminate 78-76 per le padrone di casa dopo un pirotecnico batti-e-ribatti di canestri: negli ultimi 3 minuti il parziale è stato di 10-11 per le estensi.
Sembrava nel 1° quarto che Vigarano fosse nettamente superiore. Con le sue varie punte di diamante (ché tra Attura, Bocchetti e Kinard è un bel trio di realizzatrici) come un coltello nel burro; quando sbagliava c'era Kunaiyi ad arraffare rimbalzi e consentire secondi e terzi tiri. E Miccoli non mancava di dire la sua. Per contro Costa pareva impacciata in attacco, realizzando nei primi 8'30" solo con Baldelli (4 canestri dalla media).
Cangiava tutto nel 2° periodo: parziale di 27-10 per Costa. Si palesava la serata straordinaria di una Davis che due settimane avevamo legittimamente messo dietro la lavagna (sia per l'inopinato fallo allo scader del tempo costato la partita con Battipaglia, sia per il vistoso calo realizzativo dell'ultimo mese e mezzo), ma stavolta dobbiamo celebrare come matadòra assoluta: 29 punti, 13/16 dal campo, 6 rimbalzi, 3 assist, 30 di valutazione. E, in particolare, 15 punti nel 2° quarto e 10 nell'ultimo: cioè quando la partita è svoltata e quando si è decisa. Ai posteri l'ardua sentenza se sia lei che si è sbloccata da non so che, oppure se la squadra ha trovato il modo d'innescarla meglio. Ma questa è la giocatrice che può portare Costa alla terra promessa.
Non solo Davis, però: anche una difesa convincente, che non faceva più filtrare le vigaranensi dentro l'area e mordeva in pressione con recuperi che portavano, finalmente (nel senso che, come ha detto Seletti, è quello che volevano fare da inizio anno ma stava riuscendo poco), alla ripetuta esecuzione di contropiedi, in cui le giovani Villa, Spinelli e Allievi recitavano una bella parte.
Vigarano invece, pagando anche lo scotto delle rotazioni (49 punti dalla panchina per Costa, solo 13 per le emiliane, di cui 12 di Natali, unica convincente fra i cambi), s'incaponiva in padelle da 3 e rientrava lenta in difesa. Quindi 38-33 all'intervallo per le padrondicasa.

Dopo l'intervallo ambo le squadre tenevano in campo il loro assetto migliore, riducendo le rotazioni (per Costa dentro Frost e Davis tutto il tempo, Baldelli quasi, Rulli non più vista, Pavel poco), e iniziava una terza fase di partita: un lungo testa a testa, senza break consistenti. Anche con belle giocate, debbo dire. Qualcosa di più lo faceva Vigarano che tornava avanti limitando Davis e sfruttando qualche persa di troppo delle masnaghesi, oltre a continuare il dominio a rimbalzo in attacco con Kunaiyi.

Nell'ultima frazione ripartiva il ciclone Davis, che procacciava una fuga masnaghese sul 68-60 a 4' dalla fine. Un arbitraggio che aveva assegnato a Costa la bellezza di zero tiri liberi nei primi 30 minuti (!), ora gliene elargiva financo generosamente (12 nel solo ultimo periodo): c'avremmo scommesso. Ma era soprattutto colpa di Vigarano martellare a vuoto i ferri dalla lunga distanza: 8 triple sbagliate nel 4° periodo prima di mettere la prima.
L'abbondante potenziale offensivo delle ospiti però consentiva loro di rimettere rapidamente in piedi la partita, con Miccoli notevole nella bomba del 73-72 a -1'30".
Poi ancora un botta-e-risposta tra Frost (su assist di Villa) e Bocchetti: 75-74 a -1'. Indi il capolavoro di Davis che, allo scadere dei 24", trovandosi bloccata all'altezza della lunetta con Kinard addosso, e dovendo quindi forzare, realizzava un mirabile "jumper" per il 77-74 a -40".
Ultimo assalto di Vigarano con ben 4 tentativi per il pareggio, consentiti dalla solita messe di rimbalzi offensivi: ma Attura, Niccoli, Bocchetti, Kinard (di quest'ultima l'occasione più limpida) sparavano tutte fuori bersaglio. [Anzi, mi viene in mente ora: l'ultima tripla di Kinard è avvenuta dopo un passaggio mal eseguito da Davis in ripartenza dopo l'errore di Bocchetti].
Rimbalzo finalmente di Costa che subiva fallo con Villa. Alla bebè prodigio bastava realizzare il secondo libero per portare Costa fuori portata d'aggancio: inutile l'entrata di Attura sulla sirena per il 78-76 definitivo.

Giudizi. Rispetto allo scivolone con Battipaglia, la differenza per Costa è stata in uno-due episodi girati diversamente, ma in realtà la qualità della prestazione è stata ben superiore. La mazzata iniziale è stata assorbita bene e recuperata con personalità. Certo, poi una Davis così ti fa pentole e coperchi. Ma bene anche Baldelli e le giovani: 30 punti fra Villa, Spinelli, Allievi e Balossi. Su Villa, giusto per dire qualcosa che non sia stato già detto (o forse sì ma mi sono dimenticato), impressiona il fatto che sembri avere più continuità di tutte. Non ha più avuto il picco sublime col Geas, però è una garanzia. Tant'è che è sempre in campo quando si decide la partita. Frost poca roba in attacco ma è sempre utile come collante.
Una domanda alla quale mi piacerebbe aver risposta, ma non l'ho e forse non c'è, è come mai Costa, tranne quando gioca contro le "bigs", finisce sempre e comunque punto a punto. A volte vince, a volte perde, ma sempre in volata.

Per Vigarano può sembrare strano come non tornino i conti in una serata con 5 in doppia cifra, il 54% da 2, 21 rimbalzi in attacco contro 9 e quindi tanti possessi in più (perse e recuperi sono stati uguali fra le due squadre). Ma non ha trovato contromisure a Davis, in generale non ha difeso bene e ha bilanciato male le soluzioni dal 2° quarto in avanti, affidandosi troppo alle triple (8/33 alla fine). Delle 2002 già accennato: unica incisiva Natali, pregevole per linearità delle scelte e delle esecuzioni; Gilli ci ha provato varie volte ma nulla le è riuscito, al tiro; Gregori tre ferracci da 3 in rapida serie, poi rimasta in panca; Nativi ha segnato un libero, non s'è fatta notare per il resto.
Kunaiyi favolosa rimbalzista, ma solo 5 tiri: poteva essere innescata meglio contro avversarie prive di cristone in grado di contenere il suo strapotere atletico (come dimostrato dal dominio nelle palle arpionate). L'impressione è che con l'arrivo di Kinard si siano ridotti i palloni per lei.
Sta di fatto che per la seconda settimana di fila, Vigarano perde un'occasione contro una squadra più in basso in graduatoria e nuovamente subisce troppi punti: 86 a Torino la volta scorsa, 78 ieri. Forse è più giusto considerare sorprendente quanto fatto prima d'ora, piuttosto che deludente questo doppio passo falso, e in ogni caso la qualificazione alle F8 di Coppa non gliela toglie nessuno.

mercoledì 8 gennaio 2020

Superbasket: nella top 100 niente donne

E' uscito un Superbasket con i "top 100 nomi del basket italiano"; presenza femminile ridotta praticamente a zero. Ho scritto questa lagnanza sulla pagina Facebook dell'autorevole testata:

Premesso che ho comprato la rivista e ho apprezzato l'imponente lavoro della vostra top 100, non si può fare a meno di notare:

- a) su 100 personaggi, uno solo legato al femminile, il c.t. Capobianco (a meno di considerare anche Brugnaro e Casarin perchè la Reyer ha pure la sezione-donne, ma presumo non sia per quella che li avete inseriti; altrimenti, più di loro meriterebbe Marcello Cestaro, patron di Schio che ha vinto 23 trofei nel decennio appena concluso...). Per carità, si sa che "il femminile conta poco", ma l'1% non è veramente troppo poco? E' pur sempre la parte del movimento che da anni porta più medaglie giovanili (due d'oro nella sola estate scorsa; magari un posticino tra i top 100 per Giovanni Lucchesi, responsabile di settore, ci poteva stare), ed è la speranza più concreta di riportare il basket alle Olimpiadi (nel 3x3, salvo miracoli dai maschi al Preolimpico contro la Serbia...). Sottolineo questo perché la vostra classifica dichiara di essere rivolta al 2020. A proposito, forse l'iniziativa conveniva chiamarla "top 100 del basket maschile", non "del basket italiano"; altrimenti è inevitabile constatare che per voi il femminile, nel basket italiano, praticamente non esiste.

- b) due sole donne su 100 personaggi (le presidentesse Bragaglio e Ferrarini). Vero, scarseggia la presenza femminile nelle posizioni di comando, federali o societarie che siano; non sono penne illustri del giornalismo né telecroniste di grido (in senso sia reale sia metaforico). Ok, no alle "quote rosa", cioè ai posti garantiti per il solo fatto di essere donne. Ma almeno una o due giocatrici, le migliori del momento, diciamo Zandalasini e Sottana, non meritano un posticino fra i top 100 del basket italiano, in cui rappresentano un'eccellenza nel loro ambito? O se parliamo di donne extra-campo, vi suggerisco un nome: Raffaella Masciadri. Che si è appena ritirata, dopo il 15° scudetto vinto, ma è ora presidentessa della Commissione Nazionale Atleti del Coni, che si sta occupando di temi importanti come il fondo maternità per le atlete e il professionismo femminile.

Cioè, più ci penso e più lo trovo grave, che su 100 nomi ce ne sia a malapena uno legato al femminile. Siamo ben sotto la soglia del minimo sindacale, giusto per accorgersi che la parte femminile del movimento esista, non dico conti.
Tutto questo nell'anno 2019 in cui persino il calcio, sommo esempio di maschilismo dittatoriale, ha sdoganato massicciamente la propria versione femminea, prima, durante e dopo il famigerato Mundialdonne che tanto ci ha scassato i maroni l'estate scorsa.

Ma anche fuori dall'ambito sportivo, nella società occidentale la donna vieppiù s'emancipa e occupa posizioni rilevanti, vedi l'Unione Europea.

Noi del basket invece si va a gambero verso un maschilismo da Medioevo, in cui gli uomini sgallettano protagonisti e le donne a casa a far la calza.
Almeno così si evince da quella top 100 priva di donne degne di nota, salvo quelle due presidentesse di società maschili.

martedì 31 dicembre 2019

Anno solare 2019: il meglio

Anno solare 2019, le mie scelte:

- Miglior partita (Italia):Schio-S. Martino 64-66, semifinale scudetto gara-2
- Miglior partita (mondo): Serbia-Spagna 66-71, semifinale Europei
- Miglior partita (giovanile/mondo):ex aequo Baylor-Notre Dame 82-81, finale Ncaa / Usa-Australia 74-70 dts, finale Mondiale U19
- Miglior partita (giovanile/Italia):Basket Roma-Costa 64-62, finale scudetto U14
- Miglior partita vista dal vivo (senior):Costa-Alpo 81-77, ritorno finale playoff A2
- Miglior partita vista dal vivo (giovanile):Venezia-Costa 72-44, finale scudetto U18 (più per la cornice che per la partita in sé)

- Impresa dell'anno (Italia/A1&nazionali):Geas in finale di Coppa Italia battendo Venezia
- Impresa dell'anno (Italia/A2): Bologna rimonta da -18 nello spareggio-promozione con Alpo
- Impresa dell'anno (Europa): Gran Bretagna in semifinale agli Europei
- Impresa dell'anno (giovanile/Italia):Nazionale U20 oro europeo

- Miglior giocatrice (mondo): Elena Delle Donne (mvp Wnba + titolo Wnba)
- Miglior giocatrice (Europa): Emma Meesseman (mvp finali Wnba)
- Miglior giocatrice (Italia): Cecilia Zandalasini
- Miglior giocatrice (giovanile/mondo):Sabrina Ionescu (mvp stagione Ncaa)
- Miglior giocatrice (giovanile/Italia): Ilaria Panzera (mvp Europei U18 + varie partite da titolare in A1)

- Prestazione dell'anno (senior/mondo):
- Prestazione dell'anno (senior/Italia):
- Prestazione dell'anno (giovanile/mondo):Juste Jocyte (Lituania): 33 punti in finale Europeo U16 a 13 anni e 9 mesi
- Prestazione dell'anno (giovanile/Italia):ex aequo Costanza Verona, 25 punti & canestro decisivo in finale Europeo U20 / Matilde Villa (Costa), 21 punti contro il Geas in A1 a 14 anni e 11 mesi

- Migliori momenti: tutta l'estate giovanile / Virtus Bologna entra nel femminile
- Peggiori momenti: scomparsa Napoli / eliminazione dell'Italia agli Europei con esclusione dalle Olimpiadi in concomitanza con la fanghiglia del calcio femminile

domenica 29 dicembre 2019

[A1] Resoconto di Costa-Battipaglia

Ieri sera mi sono recato nelle collinari lande di Costa Masnaga, oltrepassando il sempre gradevole presepe illuminato sulla collina di Nibionno, per assistere alla partita di fine decennio tra la compagine locale e Battipaglia.

Davanti a un pubblico più abbondante di quanto pensassi (considerando il periodo festivo e l'assenza delle ragazze delle giovanili, sparpagliate in tornei per ogni dove), la tenzone ha proposto ciò che era lecito aspettarsi: tanto pathos, brutture in abbondanza ed equamente distribuite.
Hanno vinto le campane per un malaugurato fallo di Davis su Cremona, che sul 67-66 per Costa (procurato da un notevole arresto-e-tiro di Rulli a 18" dalla fine) aveva già scoccato la tripla della disperazione, sbagliandola. L'americana le è franata addosso a 2 decimi dalla fine. La guardia classe 2000 ha realizzato con notevole freddezza, bisogna dire, i primi 2 liberi, senza tremori né aiuti del ferro: 67-68.
A quel punto Big Sandro Orlando le ha urlato di sbagliare apposta il terzo. La ragazza è parsa disorientata, come se non avesse mai visto una situazione del genere, dopodiché ha scoccato una provola che non ha nemmeno toccato il ferro, e quindi regalando un'ultima chance a Costa con rimessa da metà campo. Disperazione cupa di Orlando, che nella sua carriera ha vinto scudetti, allenato in Eurolega e quant'altro: come dire "che 'mme tocca sopportà..." :woot:
Il tempo però era troppo esiguo per le padrone di casa, che han potuto solo tentare un lob verso il canestro, intercettato. Scene di giubilo, più che comprensibili, da parte delle battipagliesi, alla prima vittoria dopo 11 knockouts. Il coach locale Seletti invece esternava disappunto agli arbitri, così come più volte ha fatto durante la partita, anche se poi nelle dichiarazioni non ha cercato alibi nella direzione di gara, cui non ha fatto cenno. Giusto così, ma è giusto anche notare che nel terzo quarto una manciata di tiri liberi assegnati alle campane per falli subiti sul palleggio, lontano da canestro, sono parsi un attimino generosi, e hanno contribuito a rimettere l'inerzia della partita in direzione ospite nel momento in cui sembrava girare a favore delle locali.
La serie di episodi finali è riassunta in questo video di appena 2 minuti: clicca.

Quindi molta casualità nell'esito finale. Nondimeno vanno riconosciuti i meriti di Battipaglia. Veniva dall'ennesima settimana di triboli, con la fuga di Houser, ovvero 12 punti, 5 rimbalzi e 4 assist di media in meno per una squadra già non ricchissima di risorse. E poi l'altrettanto ennesima esternazione del patron Rossini. Han saputo, le superstiti, trasformare la disgrazia in motivazioni forti. E anche idee chiare: difesa forte in area, con raddoppi in post basso: azzerata Pavel e pochissime penetrazioni per le esterne di casa. In attacco, al contrario, tante iniziative fino al ferro, con Jarosz sempre pronta a correggere gli errori altrui (a volte anche suoi: ha chiuso con 21 rimbalzi e 23 punti che potevano essere oltre 30), e Ciabattoni che ha tranciato più volte la difesa in penetrazione, cavandone canestri e/o falli (24 punti alla fine).

I primi due break consistenti della partita, un +9 nel 1° quarto e un +8 nel secondo, sono stati frutto di questa maggiore intensità ed efficacia campana nel trovare soluzioni ad alta percentuale e negarne a Costa.
Solo che l'organico di Battipaglia è veramente all'osso. In pratica ha ruotato 6 giocatrici, più spiccioli per Sasso e Scarpato, un paio di 2000 dal pedigree non paragonabile alle giovani di Costa. Ha tamponato l'addio di Houser dando 33 minuti a Mazza, che ne aveva meno di 10 di media finora. Cremona primo e unico cambio a tutti gli effetti.
In più, né Nori né Galbiati erano in serata al tiro: han fatto 3/20 sommate, anche se riconosco loro di esser sempre state vive nella partita. Al contrario, Costa da fuori ha avuto una percentuale ottima (anche perché, come detto, la scelta di Battipaglia era di proteggere l'area): 10/21 da 3 e anche buone cose dalla media.

In sostanza quindi ci si aspettava, vista la relativa facilità con cui Costa recuperava gli svantaggi, che a un certo punto la maggior quantità di risorse per le brianzole avrebbe fatto la differenza, consentendo loro di prendere se non il largo, almeno un margine di sicurezza per non arrivare in volata. Ma non è mai stato vicino a verificarsi, tutto ciò, salvo un paio di brevi occasioni sul 40-34 in avvio di 3° quarto e un 62-58 a 2'45" dalla fine. Ma poi arrivavano nuovi errori, buchi difensivi dentro l'area, palle perse.

Sono tre le cifre che condannano Costa, fermo restando che senza il fallo di Davis allo scadere non sarebbe stata condanna ma assoluzione: 24 perse (contro 17 avversarie), 20 rimbalzi in attacco concessi (contro 12 arraffati), 17 canestri dentro l'area concessi (contro solo 8 realizzati).
Rulli decisamente positiva, non solo per quel canestro che poteva essere decisivo; ne ha fatti 17 con 7/13 al tiro. Frost bene da 3 e a rimbalzo (17), ma mi è parsa poco incisiva in lunghe fasi della partita (ha giocato tutti e 40' i minuti). Baldelli imprecisa ma nulla da rimproverarle sull'iniziativa costante. Villa non spaziale (qualche palla persa evitabile) ma una garanzia che qualcosa di buono lo fa sempre, anzi ben più di qualcosa, e fa specie dirlo vista l'età, ormai peraltro inutile da ricordare ogni volta. Giudizi, beninteso, riferiti all'attacco, giacché in difesa la squadra di casa mi è parsa nel complesso deficitaria.
Le note più negative: Pavel, come detto, annullata (dalla difesa o da se stessa o dalla squadra che non le ha costruito granché), e Davis, che chiaramente è il vero rebus. A parte il patatrac finale, che può succedere anche ai migliori, ha 6 punti con 2/10 al tiro, di cui un paio di contropiedi solitari sbagliati; ok i 6 assist ma anche 6 perse. Se guardi le sue cifre individuali da dopo la partita con Broni vedi un calo verticale (tranne quella con Empoli). Colpa più sua o della squadra che non la mette in condizione di trascinarla? :unsure: Non m'addentro nella questione, però conviene che Costa risolva il problema, per quanto non sia obbligatorio dipendere da lei. E' una squadra di concezione diversa dai canoni, che prevedono gerarchie fisse.
Di sicuro, mani che si mordono, alla fine, nel clan masnaghese, in quanto una vittoria sarebbe valso un +8 sull'ultimo posto, cioè la retrocessione diretta. Invece così è solo +4; praticamente tutto da rifare.

sabato 28 dicembre 2019

Giocare sotto le feste

Sul tema del "giocare sotto le feste"... non so se la nostra A1 femminile trarrà qualche vantaggio da questa precettazione forzata, ma comunque non è del tutto nuova né improponibile per delle professioniste (non giuridicamente ma di fatto); per l'A2 francamente mi pare al limite del vessatorio, salvo per il fatto che i 30 turni vanno smaltiti in qualche modo, e l'alternativa erano gli infrasettimanali, quasi altrettanto molesti. Perché vessatorio? Be', perché azzeri la pausa per sacrosante festività in cambio di cosa? Guadagni extra? Spazi mediatici straordinari?

Cioè, le partite sotto le feste van bene per chi può trarne profitto di incassi e visibilità, tipo l'Nba, la serie A maschile, la pallavolo femminile, la quale, per curiosità, ha totalizzato questi dati di pubblico nella giornata del 26/12:
- 5344
- 1434
- 1600
- 1800
- 2384
- 1500
- 2826

"Li mortècci", commenterebbe qualche attore meridionale nostrano. Anche se, si ode voce, Caserta rischia il crac a stagione in corso. Può darsi che nonostante il grosso interesse intorno, i costi siano lievitati fin troppo, nel volley donne. Ultimamente il campionato italico è tornato il numero 1 in Europa (e direi al mondo), ri-sorpassando il russo e il turco. Però i fenomeni non vengono gratis. Un problema che a noi del basket per fortuna (si fa per dire) non tocca.

mercoledì 18 dicembre 2019

Sul presunto calo di Panzera

Per quello che ho visto dal vivo nella partita con Costa, all'inizio di questo suo periodo sottotono, penso che Panzera si entrata in uno di quei momenti che possono capitare in una stagione, in cui per improvviso calo di forma perdi reattività e non ti vengono più le cose che venivano prima. Sicché fai fatica a produrre, perdi fiducia e sbagli ciò che ti verrebbe semplice quando sei in condizione, e dunque tenti di meno eccetera eccetera, in un circolo vizioso.
Ma penso che un periodo così capiti a tutti in una stagione. A 17 anni non hai ancora gli strumenti dell'esperienza per compensare. Se il down di adesso è utile a tornare in "up" da febbraio in avanti, mettiamo, cioè da quando conterà davvero per i grandi obiettivi (compresi quelli dell'estate), meglio così.

Da notare però che, la scorsa settimana, Panzera con 22 punti ha trascinato le U18 del Geas a battere Costa, la quale era in versione-dream team giovanile avendo portato ambo le Villa, Spinelli, Balossi, Colognesi, Frustaci, Allevi, Allievi, e chi più ne ha (cioè loro, le altre no) più ne metta.

venerdì 13 dicembre 2019

[A1] Resoconto di Costa-Empoli

Sono testè tornato da Costa Masnaga, dove ho assistito, sotto una luna gigante (peraltro rimasta fuori dal palazzetto), alla vittoria in volata delle padrone di casa su Empoli, 71-67.

Posto che la partita è stata tutto tranne che noiosa, devo ancora decidere se sia stata anche di qualità. E' un caso in cui le cifre contraddicono l'impressione soggettiva. Mi sono rimaste appunto impresse palle perse a raffica, così come erroracci gratuiti al tiro e buchi difensivi. Invece le cifre parlano di percentuali dignitose e un numero di palle perse (18 per entrambe) tutto sommato nella norma.

Lana caprina, probabilmente. Di sicuro l'andamento è stato pazzoide, con parziali e controparziali continui:
- 24-13 per Costa dopo i primi 11 minuti;
- 0-12 per Empoli che sorpassa a metà 2° quarto;
- ancora Empoli che allunga a +6 con un 1-9 a inizio 3° quarto, ma Costa ricuce sul 49-49 di fine 3°;
- ultimo quarto con uno 0-4 per Empoli, poi 12-3 per Costa (+5 verso metà), poi 3-11 per Empoli che va a +3 a poco più di 1' dalla sirena; ma 7-0 finale di Costa con tripla di Baldelli, entrata di Davis e, a tempo quasi scaduto, i liberi della staffa di Villa.

Il dettaglio degli ultimi 25 secondi: sul +2 Costa, Stepanova sbaglia da fuori, mischia a rimbalzo, fallo su Pavel che fa 0/2; sul rimbalzo Davis fa fallo (inopinato) su Mathias regalandole due liberi per il supplementare a -3 secondi. Ma la lunga empolese sbaglia il primo. E' costretta quindi a sbagliare apposta il secondo. Lo fa, ma si getta lei stessa come un bufalo a rimbalzo prima ancora che la palla abbia toccato il ferro: ovvio fischio per invasione e partita persa.

Sul piano del carattere nulla da imputare a entrambe le compagini. Ogni volta che sono andate sotto, hanno reagito. Costa ha avuto i guizzi giusti nel finale (ben costruito l'1 vs 1 di Davis per il +2), Empoli ha sbagliato; poteva finire all'opposto e non ci sarebbe stato da eccepire.
Da parte loro le toscane, decapitate dal crac di Madonna (che pena quando han fatto la presentazione delle squadre con uscita di corsa dal tunnel, giocatrice per giocatrice, e mentre tutte correvano lei ha dovuto trascinarsi camminando), hanno confermato i meriti di una stagione in cui finora han fatto nozze coi fichi secchi. Certo ora l'organico è secco e basta, senza fichi, perchè sono 6 giocatrici più la 2003 Ruffini, che non dico abbia sfigurato ma non è esattamente come le baby di Costa, tant'è che non ha ancora segnato un punto in tutta la stagione. Si legge che andranno sul mercato.
Stasera in attacco han giocato bene solo in due: Trimboli, 24 punti, precisissima, e Mathias, 19, una macchina ma con la macchia, appunto l'errore fatale dalla lunetta (e in precedenza un contropiede solitario sbagliato allo scadere del 3° quarto). Stepanova e Morris han fatto 3/13 e 2/11. Ramò e Narviciute non dico negative, ma nemmeno esaltanti. Di altro non c'era nulla. Ma lo dico a loro merito: se Empoli ha rischiato di vincere è perché l'impianto di gioco e la tenuta mentale sono solidi.

Anche Costa, va notato, ha ridotto le rotazioni rispetto alle abitudini (9 in campo, ma Balossi e Allievi 2-3 minuti a testa, quindi di fatto 7). Nell'ultimo quarto Seletti ha fatto... selection puntando fisso su Baldelli, Villa e Davis, più, dopo 2 minuti, Pavel e Rulli, quest'ultima poi uscita per 5 falli e rimpiazzata da Spinelli. Delle suddette 7, a ben guardare, solo Frost è stata sottotono, le altre almeno sufficienti anche se nessuna brillante.
Villa, che in settimana ha compiuto 15 anni e quindi ormai è veterana (...), era in una serata apparentemente così-così, senza la brillantezza guizzante del famoso exploit col Geas, eppure ha trovato modo di rendersi importante per la vittoria, con un canestrone a 1 minuto e rotti dalla fine, i due liberi conclusivi come detto, ma in generale una sensazione d'affidabilità, tant'è che appunto Seletti non l'ha smossa dal campo per tutti gli ultimi 16 minuti e mezzo di partita. Notevole (così come il tabellino che dice 9 punti, 5 rimbalzi, 4 assist).
I margini di crescita di Costa secondo me sono ancora ampi. Probabilmente quelli di Empoli meno.

Note: presenti circa 300-350 unità (palazzetto pieno) tra cui, li nomino a campione, Roberto Galli (marito di Cinzia Zanotti nonché ex grande coach di per sé), Franco Arturi (editorialista della Gazzetta nonché padre del capitano Geas), Martina Baiardo di Albino. Il pubblico ha scagliato in campo i peluche del "Teddy Bear Toss" dopo il primo canestro realizzato da Empoli.