mercoledì 19 gennaio 2011

Cinguettii (124) - A1: tra rimescolamenti, arrivi e infortuni

Chi segue il Geas ha un vantaggio: con la partita al sabato sera, si può guardare anche quella in tv della domenica più quella in streaming di Priolo (dove c'è il noto Aldo Gierardini che fa da spalla tecnica, in curiosa alternanza tra parlata nordica sua e quella sicula del telecronista), quando gioca in casa. Così si riescono a vedere in diretta 3 partite su 6 della giornata. Sai che figo. Comunque va detto che ogni settimana qualcosa d'interessante succede. Le gerarchie cambiano in fretta; non al vertice assoluto (Schio a Priolo ha vinto con autorità, perché Priolo s'è sbattuta parecchio, è tornata a -2 a inizio ultimo quarto, ma poi è arrivata una gragnuola stile Tyson dei bei tempi, tra Cohen, Masciadri eccetera), ma dietro è tutto un brulicare. Lucca-Comense ha certificato l'ascesa della prima e il calo della seconda. Ora ci sono solo 2 punti in classifica tra le due. L'esito della partita è ineccepibile: Lucca ha fatto il break nel 2° quarto e l'ha tenuto fino alla fine, con un massimo di 12 o 13 (se non ricordo male) e un minimo di 4 o 5. Devastanti Willis e Hampton, entrambe intorno al ventello + 10 rimbalzi, ma è inquietante per Como essersi fatta metter sotto così da due sole giocatrici in giornata. Perché non è che Lucca abbia fatto i miracoli (anche se merita tutti i complimenti per come sta sfruttando le occasioni); la partita è stata brutta brutta. Como quasi inguardabile: perse a raffica, percentuali a picco, 45 punti totali, ma erano meno di 30 dopo 3 quarti, e la famigerata "difesa violenta" di Lucca (che a noi è parsa piuttosto normale, salvo Andrade ma non tanto per le legnate, quanto per le simulazioni di sfondamento: come fanno gli arbitri a cascarci ancora? :blink: ) c'entra poco. Zampella che sparava piccioni contro il ferro, Fazio impalpabile, uniche efficaci Donvito e Hicks. Quando l'avevamo vista contro Venezia non c'aveva convinto, ma due quarti buoni li aveva giocati; stavolta un disastro. Pennestrì Antò ha confermato la fiducia a Barbiero e nella squadra, ma solo il derby di domenica col Geas potrà dare risposte a certi interrogativi. L'assenza di Harmon (e gli acciacchi di Jansone e Spreafico) non spiega tutto.

Però è anche vero che gli infortuni stanno condizionando tanti risultati. Non è una novità, ma resta un dato di fatto. Ci vorrebbe un'analisi statistica, ma la sostanza sembra semplice: se una squadra con un'infortunata gioca contro una al completo, perde. E' un po' triste, perché sembra che le classifiche siano fatte più dalla sorte che dai meriti, e ci piace vedere squadre che superano le difficoltà, ma in A1 se manca un pezzo dell'ingranaggio (figurarsi due) è dura improvvisare e sopperire. Esempio: Umbertide non ha Zara e perde con Priolo, poi va a Venezia dove ha Zara e non trova di là Sottana, e vince, uscendo dalla serie di 3 sconfitte. Mentre ora in crisi c'è Venezia (non tanto per le 2 sconfitte, ma per la classifica che piange) oltre appunto a Como.
Insomma, tra questo fattore e quello dei nuovi arrivi di mercato, ormai una girandola incessante (prossime a debuttare: Drjalica a Umbertide, Eric a Priolo e Mazzante a Pozzuoli, non di poco conto), i valori sono fluttuanti, e la classifica finale rischia di rifletterli solo in parte, visto che c'è gente che inizia il campionato con un organico e lo finisce con un altro, gente che gioca gran parte della stagione senza pedine importanti, eccetera. D'altra parte può essere un ulteriore motivo d'interesse per i playoff, perché mai come stavolta le squadre dal 5° all'8° posto saranno vicine nei valori alla terza e alla quarta... E anche la lotta per evitare i playout è da seguire: e dobbiamo fare ammenda, avendo detto che Napoli e Pozzuoli parevano rassegnate a far passare il tempo in vista della post-season e invece non è così, viste le due vittorie di Nàppule dopo il cambio panchina, e l'arrivo di Mazzante tra le solforose.

Cinguettii (123) - A1: Taranto gela un Geas tarantolato nel finale

Nel big match di giornata, un Geas reduce da 7 vittorie consecutive ma apparentemente ancora poco considerato come "big" a tutti gli effetti (almeno finché su Superbasket di questa settimana Roberto Lurisi non l'ha definito "mina vagante per lo scudetto" :o: ) aveva l'occasione di continuare l'escalation ospitando una Taranto che lagnava l'assenza di Greco, qualche acciacco - però dall'altra parte eran date malconce Crippa e Wabara - e forse una certa stanchezza per aver giocato 2 sere prima in Eurolega. Insomma si presumeva di non vedere il dominio tarantino dell'andata (sempre a Cinisello, all'Opening Day), e così è stato.

Anche se le bi-tricolori hanno condotto quasi sempre. All'inizio sembravano un po' inebetite, con Young che sparava quattro peti più che quattro tiri (sempre dalla media, poi ha capito che le conveniva avvicinarsi) e il Geas che scattava sul 9-1 al 5'. Poi una stretta difensiva micidiale (comunque indice di credito guadagnato dal Bracco: si vede quando un top team difende al massimo perché sa che la partita conta), l'ingresso fruttuoso di Mahoney e Giauro, buoni giochi a due con Wambe che smazza bene per le lunghe (nel 2° quarto buon impatto anche di Dacic, poi però non più utilizzata) e il parzialone è 0-15 (9-16 all'11'). Poi si procede a elastico, col Cras che ora allunga (massimo +13), ora viene rimontato (33-39 al 30'). Francamente non è stato un gran spettacolo, se non sul piano agonistico: attacchi limacciosi (salvo qualche buono sprazzo), polveri bagnate da fuori non sempre per merito delle difese, eccetera; c'è stato un frangente in cui si sono visti 4 o 5 tiri di fila che non hanno preso il ferro. :wacko: Anche se vanno citati alcuni balzi di Young e un tap-in di Mahoney su suo stesso errore. Siamo esigenti, ma era pur sempre seconda contro terza.
Summerton e Haynie impalpabili in attacco (in coppia, 6 punti con 3/15 al tiro e -5 di valutazione... :sick: ), e questo condiziona ovviamente il Geas, che non può compensare con una Zanoni ancora pimpante, e nonostante la tenuta in difesa e gli alti e bassi di una Taranto non al meglio, scivola sul 37-48 con 5'30" da giocare (poco più di un punto al minuto per Sesto) e sembra spacciato. Ma dopo l'impresa a Venezia era dura dar per morto il Geas, che infatti anche stavolta ha piazzato una rimonta-lampo. Sembrava essersi acceso l'interruttore all'improvviso: difesa a doppia energia, canestri da sotto che prima non venivano mai, e soprattutto 3 bombe incredibili di Twehues. Quando tira così, è quasi sovrumana, perché non è che segna perché ha spazio, semplicemente riceve e, dovunque sia, carica e spara senza neanche mirare. :woot: A 3' dalla fine era 50-51, quindi 13-3 in 2'30": Cras piuttosto smarrito nel frangente, a parte una bomba-respiro di Montagnino. Poi addirittura il sorpasso di Haynie in entrata a -2'. Finale farraginoso, in cui il Geas torna a smarrirsi, Young fa 0/2 ma Wambe risorpassa in entrata, poi Ujhelyi e Twehues sbagliano, la svizzera difende bene su Mahoney che in 1 vs 1 voleva chiudere i conti, ma Taranto ha 2 falli da spendere prima del bonus, mangia tempo e a -6" Ujhelyi forza un passaggio per Haynie e c'è l'intercetto. Montagnino fa 1/2 in lunetta ma Twehues deve sparare da metà campo, impossibile: 52-54.
Sintesi: Taranto con poco smalto, cinica ma ha meritato, avendo complessivamente tenuto le mani sulla partita dal 7'-8' al 35' e anche in modo netto. Young può fare la differenza sì: non era in gran serata ma il potenziale si vede. Il Geas, come contro Schio, perde un'occasione ma ha anche il merito di non farsi dominare, avendo poi l'agonismo e la freschezza per rimettere in piedi una situazione compromessa. Con Schio forse c'aveva creduto un po' tardi, qui col morale ben più alto dopo 7 vittorie credo ci abbia creduto già in partenza, ma è difettata la qualità in attacco. Che forse è ciò che manca al Geas per essere davvero al livello delle due di testa. Specie se Summerton e Haynie non funzionano. La classifica comunque continua a essere lusinghiera, il fieno in cascina molto, ma come abbiam già detto giorni addietro, è una squadra che deve ricordarsi le sue radici "operaie", perché non ha il talento per vincere a priori contro nessuno.
Nota finale sul pubblico: purtroppo un altro fiasco, in dimensioni che non mi aspettavo. 220 spettatori, decina in più decina in meno. Dopo 7 vittorie, gli appelli del "pres" Mazzoleni e con un'avversaria del genere, se il risultato è questo c'è da chiedersi dov'è l'errore. :cry: Ma insistere bisogna, e domenica c'è il derby con la Comense sempre a Cinisello.

Cinguettii (122) - Sorpresa: l'A1 in tv interessa

Un dato interessante, e diremmo inatteso, arriva da Superbasket di questa settimana: Lucca-Priolo trasmessa il 5/12 da RaiSport ha avuto una media di 40.000 telespettatori, con un picco di 71.000 nel combattuto finale. Chiaro, non sono numeri di massa; ma considerando che la media dell'A maschile su Sky è quest'anno di 34.000 (penoso), non sono pochi; anche la media stagionale dell'A1 femminile, che viene data sui 19.000, non è un dato che sfigura, considerando il divario d'interesse che c'è tra campionato uomini e donne.

Complimenti ai telecronisti, che probabilmente contribuiscono a tenere attaccato qualche spettatore generico che se non gradisce fa zapping. Col progressivo espandersi del digitale terrestre, essere su RaiSport è un affare, perché la platea potenziale coinciderà presto con l'Italia intera. Altro che la nicchia di Sky o di Rai satellite. Come fa notare Stefano Valenti su SB, giova la collocazione alla domenica pomeriggio, anziché il vecchio lunedì in orario che la gente era ancora in giro per tornare dal lavoro; anche se forse (dico io) un leggero anticipo, tipo 15.30, aiuterebbe a far sì che gli appassionati che poi vanno a vedersi la partita dal vivo possano vedersi quella in tv fino alla fine, prima di uscire. Peraltro, non è che costoro siano tantissimi: Valenti fa notare che i 40.000 che han guardato Lucca-Priolo sono pari al totale degli spettatori in tribuna di 7 giornate di campionato. Noi diremmo anche più di 7 giornate... perché 40.000 in 7 giornate vorrebbe dire quasi 1000 spettatori a partita, dato che solo 3-4 piazze raggiungono. A Lucca, domenica, ad esempio, pur essendo un palasport molto grande non credo ce ne fossero più di 400-500. A Napoli s'arriva a 100 nelle... grandi occasioni. Però, magari se si allarga la platea televisiva qualche curioso in più si può anche attirare. A patto che lo spettacolo sia dignitoso, però. :unsure:

martedì 18 gennaio 2011

Sullo scarso spazio alle giovani; giudizio su Cinili

Col campionato a 12 squadre, tutte più o meno competitive, e solo 22 giornate, il margine per far giocare le giovani, quand'anche ce ne fossero a bizzeffe, s'è ridotto parecchio. Qui se butti via una o due partite ti giochi mezzo campionato. E le partite vinte largamente, con sprazzi di gioco regalabili per gli esperimenti, sono quasi nulle.

In questa situazione non biasimerei nessun allenatore per non far giocare granché una giovane che non è pronta subito, giacché se non vince, quella è la porta. Ad esempio, a Montini chi potrebbe dir qualcosa perché non fa giocare Schieppati?
Chiaro che al tempo stesso se una non gioca, difficilmente sarà pronta, ma la situazione è questa. E più di 12 squadre in A1, al momento, non si riesce ad averle.

PS: Cinili a me piace solo fino a un certo punto. Ok la statura, ok le buone movenze e la mano morbida, ma mi pare che la strada della concretezza sia ancora da percorrere. Fuorviati dalle doti di cui sopra, si rischia di fare "ooh" per ogni cosa buona che fa, come succede coi talenti un po' indolenti, quando magari una più goffa ma combattiva ragazzotta qualunque fa lo stesso fatturato o anche di più.

Segnalazioni mediatiche varie

- Su Superbasket della scorsa settimana, Roberto Lurisi ha stilato la classifica delle ali grandi del campionato: 1) McCarville, 2) Godin, 3) Antibe, 4) Summerton, 5) Robert, 6) Jokic, 7) Ervin, 8) Harmon, 9) Willis, 10) Grasso, 11) Seino, 12) Ma.Micovic.


- Sulla Gazzetta di sabato, Francesco Velluzzi intervista Macchi che ventila l'addio alla nazionale. Ovviamente non poteva esimersi da una domanda "alla Velluzzi": che giocatrice vedresti bene all'Isola dei Famosi? Risposta di Macchi: Chiara Pastore, "perché ha le caratteristiche giuste e la faccia come il culo". :blink:

- La nuova puntata della rubrica di Alice Pedrazzi sul sito di Lega. Dopo la citazione risorgimentale della scorsa settimana, stavolta va sul letterario con Poe.

''Viaggiare è come sognare'', diceva Edgar Allan Poe, aggiungendo: ''la differenza è che non tutti al risveglio ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornata''.

Nella prima giornata di ritorno del nostro massimo campionato, la meta del viaggio si è chiamata (quasi) sempre vittoria. Cinque delle sei gare in programma, infatti, si sono concluse con i due punti strappati dalla squadra ospite: solo Le Mura di Lucca, splendide anche quando sono avvolte da una fredda foschia, hanno resistito all’assalto avversario.

Lucca batte Como 54-45, dunque, trovandosi ad essere l’unica squadra capace di ribaltare il risultato dell’Opening Day di Cinisello Balsamo. Approccio mentale alla gara intenso per le ragazze di coach Diamanti, capaci di sopperire alla mano stranamente gelida di Beba Bagnara (1/11 dal campo) con una prova luccicante della coppia di lunghe Willis-Hampton (38 punti e 21 rimbalzi in due). Carestia di canestri per la Comense, con coach Barbiero che trova mille cerotti (Harmon ancora out per la nota distorsione, Jansone con un dito vistomanete fasciato) tranne quello giusto per fermare l’emorragia di palle perse (28 alla fine).

E per una piccola crisi che si apre (terza sconfitta consecutiva per la Comense) ce n’è una che si chiude: Umbertide va al Taliercio per superare (69-54) Venezia e tutti i suoi recenti problemi. Serventi ritrova Zara, generosa nella distribuzione degli assist e una Ballardini che sorride con continuità al canestro (18 punti, 67% da 2 e 24 di valutazione), proprio nel giorno del suo ritorno al passato (più recente): MVP italiana di giornata, anche per il peso emozionale della gara giocata. Incontenibili l’energia e la furia tecnico-agonistica Robert, perfetta nella sua esuberanza cestistica: 20 punti, 75% da 2, 12 rimbalzi e un 36 di valutazione che le valgono, senza dubbio, il titolo di MVP straniera di giornata.

Faenza castiga Pozzuoli (67-55 per la squadra di coach Molino nella trasferta in Campania), con Adriana che solo per un sospiro non mette a referto l’ennesima doppia-doppia stagionale (17 punti, 9 rimbalzi e 21 di valutazione per la regista brasiliana). Dura come il granito la prova della coppia Ervin-Sipaviciute (28 punti e 46 di valutazione in due) , che sgretolano i tentativi di Pozzuoli di salutare l’acquisto di Mazzante, esordirà nella prossima gara, con una vittoria.
Schio non cade nelle trappole difensive che Priolo cerca di tendere a tutte le proprie avversarie e torna dalla Sicilia con i due punti in mano ed in classifica. Cirov (21) e Pascalau (15) provano in ogni modo e maniera a far ombra alle potenzialità tecniche e fisiche delle avversarie, ma Schio vede la luce, grazie alla regia lineare e produttiva di Cohen (16 punti, 3 assist) e una Chicca Macchi da 14 punti, 8 rimbalzi e 21 di valutazione. Davvero il suo talento non si illuminerà più d’azzurro?

Infine i due blitz di giornata: Taranto, priva di Greco, si deve aggrappare al talento di Sophia Young (doppia-doppia per lei con 12 punti, 11 rimbalzi in 23’ di utilizzo) per piegare (54-52 per la squadra di Ricchini in Lombardia) un sempre più convincente Geas (Twehues 16 e Ujhelyi 10+14), che si candida non a parole, ma a suon di prestazioni eccellenti, sempre più come quarta (almeno) forza del campionato.

E Napoli che ripete l’impresa della prima giornata battendo, e questa volta nemmeno in campo neutro, Parma, che smarrisce nuovamente la via della vittoria. Callens e Gidden, pur senza strafare, trascinano le compagne alla seconda vittoria consecutiva, dando a coach Massaro il 100% di successi in questa nuova avventura e il titolo di ''Allenatore di giornata''.
In Emilia, invece, non si trova pace né continuità: non possono bastare a Procaccini i 15 punti di Stevenson, né la continuità di rendimento che pare aver trovato Battisodo (6 punti, 4 rimbalzi, 3 assist e 12 di valutazione), ancora una volta MVP giovane di giornata, seppur in una classifica che, ahinoi, non offre grande competitività.

MVP italiana: Simona Ballardini (Umbertide), coraggio e sfrontatezza per scacciare lontano i fantasmi di una piccola crisi umbra e quelli di un passato recente vissuto intensamente.
MVP straniera: Geraldine Robert (Umbertide), che strappa lo scettro di regina della settimana a Willis (Lucca)
MVP giovane: Valeria Battisodo (Parma), il suo Lavezzini perde nuovamente la via della vittoria, ma lei si mantiene ferma sulla strada della concretezza.
Quintetto ideale: Adriana (Faenza), Ballardini (Umbertide), Macchi (Schio), Robert (Umbertide), Willis (Lucca).
Allenatore della settimana: Massimo Massaro (Napoli), altro giro, altra vittoria.
Menzioni speciali: Young (Taranto) qualità quando serve, Sipaviciute (Faenza) ed il valore aggiunto pescato nel mercato di ''riparazione'', Zara (Umbertide) torna per riportare il sorriso alle compagne, Hampton (Lucca) fisico e tecnica (ora) anche bene educati; Gidden (Napoli) la sostanza di una Napoli nuovamente guerriera.

Serie A2. Nel Girone Nord dopo 14 partite senza vittorie è arrivato il primo acuto stagionale di Cervia contro una Virtus Cagliari senza una regia vera per via degli infortuni di Carta e Mini. Protagoniste del successo cervese Valeria Rossi (20 punti con 3/5 da 2; 3/9 da 3; 5/5 dalla lunetta; 3 rimbalzi e 5 recuperi) e Francesca Santarelli (11 punti in 22’ con 4 recuperi e 2 assist per la giocatrice nata nel 1994).

Giovani in evidenza anche nel successo di Alghero su Borgotaro con Stella Panella (classe 1993) ancora in doppia cifra (18 punti, 6/12 da 2, 1/1 da 3, 3/4 dalla lunetta, 5 rimbalzi e 2 assist) e Paola Cucchiara al suo high in carriera (17 punti, 15 rimbalzi, 3 recuperi, 1 assist e 33 di valutazione). High in carriera anche per Safy Fall, classe 1989, che ne segna 25 in 23 minuti (8/10 da 2; 1/2 da 3; 6/8 dalla lunetta) oltre a 5 rimbalzi, 2 recuperi e 26 di valutazione nel successo di Bolzano a Biassono.

Hanno i volti noti di Marta Savelli (19 punti, 7 falli subiti e un ''immacolato'' 10/10 dalla lunetta) e Marcella Filippi (21 punti con 6/8 da 2, 3/5 da 3, 5 rimbalzi, 3 recuperi e 25 di valutazione) i successi rispettivamente di Vigarano su San Martino di Lupari e di Udine sulla capolista Bologna, ora più vicina.

Nel Girone Sud molte giocatrici hanno stabilito il loro high in carriera: così Sara De Scalzi (18 punti e 9 rimbalzi) e Sara Baggioli (19 in 32’) sono state protagoniste del successo della Virtus La Spezia dopo un overtime su Ragusa (Granieri 23), Oriana Milazzo (14 punti, 8 rimbalzi, 3 recuperi e 2 assist), classe 1991, ha dato il suo apporto nel successo di Alcamo su Rende (Urmos 23 e 9 rimbalzi; Gallo 18 e 7 rimbalzi).

L’impresa del giorno è di Battipaglia che vince a La Spezia sul parquet della capolista (high in carriera per Nara Innocente 16 punti e 12 rimbalzi). Pomezia vince a Siena (15/57 dal campo e quarta sconfitta in fila) con l’high in Italia della bulgara Milena Tomova, MVP di giornata con una prestazione da incorniciare: 24 punti, 5/11 da 2, 3/4 da 3, 5/8 dalla lunetta, 21 rimbalzi, 1 stoppata, 2 recuperi e 42 di valutazione!
Buono l’esordio di Perseu (16 punti in 28’).
Conferma il buon momento anche Beatrice Consoli (Orvieto), 17 punti con 6/8 dal campo e 5/5 dalla lunetta, oltre a 5 rimbalzi e 23 di valutazione nel successo contro College Italia. Molto bene la coppia di Viterbo Rejchova-Bonafede (28 punti e 21 rimbalzi di fatturato complessivo) nella vittoria con Firenze.
Mercoledì si recuperano Orvieto-Siena (ore 18,30) e Pomezia-Firenze (ore 21,00).

venerdì 14 gennaio 2011

Cinguettii (121) - Riassunto lombardo: la grande impresa di Usmate. Ecatombe in A2

Primo sommario settimanale del 2011. Già ampiamente detto dell’A1 (da ricordare però domani sera il “rendez vous” a Cinisello per Geas-Taranto), il nuovo anno si apre da cani per il trio longobardo di A2:cry: A preoccupare è soprattutto la caduta libera di Crema (7 sconfitte di fila), trafitta nettamente in casa dalla diretta rivale Alghero, ancora priva di Monticelli. E forse è ancor più preoccupante che Belfiore sia tornata al meglio (17+15 rimbalzi; anche se a legger la cronaca locale pare che le sue statistiche ingannino): perché se si è perso così, vuol dire che in questo momento sono sgonfie le altre (Censini e Caccialanza 1/10, Barbiero 4/13, Fumagalli non incide, eccetera).

Mentre Milano ha sì perso, ma ha fatto degnissima figura a Bolzano (chi è su Facebook, guardi gli “highlights” della partita sulla pagina del Sanga): mancava Gottardi e l’asfaltata era dietro l’angolo, invece dopo un 13-2 iniziale la resistenza è stata strenua (anche -2 in avvio di ultimo quarto). Ottima Rovida con 20, ancora spunti interessanti dalla ’91 Pulvirenti (15), rediviva Brioschi. Nella pausa, il Sanga aveva cercato rinforzi (le ex Martina Monticelli, Marulli e Fumagalli; la giovane Salvini di Moncalieri; varie ed eventuali) ma senza esito. Pare invece che la fuoriuscita Zamelli s'accasi in B1 a Broni.
Infine Biassono con grossi rimpianti a Borgotaro: esordisce Invernizzi, parte fortissimo la ’93 Fumagalli, poi tocca a Contestabile, sembra vicino il successo sul +6 a 5’ dalla fine, ma Martini confeziona un 8-1 finale compreso il canestro-partita a -5”; poi sbagliano Invernizzi e Contestabile. La classifica piange per tutte e tre.
In B1, girone “A1”, colpo importante di Valmadrera a Lavagna (sul campo della terza), con 14 di Bussola (ma Zanon è ancora fuori): 47-53. Si illude per 3 quarti Costamasnaga con Biella (17 di Molteni), poi perde 81-73. Male Cantù a Moncalieri (47-39) e Vittuone a Torino (57-39): sarebbero entrambe fuori dai playoff, oggi.
Nel girone “A2”, Bergamo perde netto in casa con Alpo.
Nel girone “B1”, giorno di gloria per Usmate, prima squadra quest’anno a fermare Reggio Emilia: il tutto nonostante l’assenza del play titolare Gervasoni. Gran difesa per coach Mannis (fresco di “oscar” della Prealpina: ed è tutto dire), Reggio fa 34 punti nei primi 30’, poi rimonta ma è tardi: 58-53. Mvp, con 20 punti (8/13 da 2) e 6 rimbalzi, è Chiara Bonfanti, l’ex vittuonese, da non confondere con l’omonima di Carugate, prodotto Geas: invece il sito di Lega le confonde, tant’è che se clicchi su “Bonfanti Chiara” ti vengono fuori le cifre di entrambe, mescolate... :woot: Sale Cremona che vince 44-36 il derby con Broni; Lodi si rilancia passando a Prato 39-54; Carugate cede a Valdarno 57-50.
In B2 lombarda, a segno al completo il trio di testa Rho-Albino-Villasanta. Prezioso in particolare il successo di Rho nel derby con Canegrate. L’abbiam vista ma non è stato proprio uno showtime: 45-35, percentuali da brivido. :sick: Mvp Ponchiroli con 14+12 rimbalzi, sbloccandosi nel finale; bene anche Rigamonti.
Flash sulle giovanili Open: nelle Under 19 comanda Biassono (9-0) davanti a Bergamo (7-2) e Geas (6-3); nelle U17 davanti il Geas (8-0), segue Vittuone (6-2), che Sesto ha appena battuto nello scontro diretto; nelle U15, che riprendono domani dopo la sosta, ancora Geas (7-0) e Biassono (7-0) appaiate. Insomma finora “tutto va come deve andare” (cit. 883).
Una menzione poi la merita il “Criterium Città di Milano” che si è svolto subito dopo Natale: impegnate le Under 14 di Sanga, Geas, Milano Stars, Urago, Budapest, Barcellona. Han vinto le ungheresi davanti al Sanga paròn di casa.

giovedì 13 gennaio 2011

Cinguettii (120) - Chi scende; confronto classifica/pronostici

Vediamo invece chi piagnucola dopo questa doppia riffa. A parte i pianti parziali (Taranto per essersi fatta ciulare da Napoli; Venezia per la già citata follia col Geas; Faenza per aver perso 2 punti pesanti a Priolo; Pozzuoli per non aver sfruttato l'occasione con Sesto) e le risate a metà anche se importanti (Napoli per l'impresa con Taranto, ma prima s'era fatta mazzolare a Lucca; la stessa Lucca per aver battuto Napoli, ma poi ha perso a Faenza; Parma per aver steso la Comense), dietro la lavagna ci vanno solo in due:
- Umbertide: sconfitta onorevole con Schio, ma con Priolo i fari erano spentissimi. Bisogna dare un giudizio equilibrato: vero è che con Zara fuori, una straniera in meno, Ballardini acciaccata e Robert con la luna storta, è già tanto, forse, esser state in partita per 3 quarti e mezzo; tuttavia il giuoco visto in tv è stato quantomeno deficitario, tra perse banali e conclusioni mal costruite. Tutte le attenuanti del mondo, ma 13 punti in 20' nella ripresa (3 nell'ultimo quarto) è un po' troppo. Infatti abbiamo letto che Serventi è incazzato nero con la squadra; però c'era una sensazione d'asfissia pesante, nell'attacco umbro, e magari anche il coach c'entra qualcosa. :unsure: Ora c'è da capire se e chi arriva al posto della già tagliata Phillips. Ma se, come pare, non è un "crack", è troppo nelle mani di 2-3 giocatrici non del tutto affidabili per età, acciaccabilità o carattere. Sembra vagamente il Geas di Penicheiro e Tillis: va dove la porta il talento; ma se il talento a un certo punto non c'arriva, riesce a sopperire? Comunque la classifica resta ottima; e pare che Zara tornerà presto.
- Comense: poteva (e forse doveva) cavare 4 punti, tra una Venezia quasi battuta (+11 al 33') e una Parma malconcia e senza vittorie da un secolo. Invece s'è ridimensionata dopo l'ottimo inizio di stagione. Anche qui c'è un concorso di colpe e sfighe, perché Harmon è sempre fuori e non si sa quando torna, mentre Jansone, neo-acquisto, s'è fatta male dopo 4 minuti a Parma. Con calma e gesso può ripartire per un 5° posto assolutamente alla portata, magari quarto se qualcuna davanti cede. Tuttavia sembra essersi messa del nervosismo addosso con quella lavata di capo pubblica da coach Barbiero ad alcune giocatrici. A inizio stagione, partita con poco credito dopo il brutto precampionato, tutto ciò che veniva era tanto di guadagnato; ma dopo le vittorie e il rinforzo-Jansone ora c'è l'obbligo di far bene e quindi più pressione.

Infine, un rapido confronto tra la classifica di fine andata e i nostri pronostici prestagionali (ora i valori col mercato cambiano, quindi è più onesto farlo ora, il raffronto). Avevam detto: 1. fascia Schio-Taranto (e qui ok, ma era facile); 2. fascia Geas-Faenza-Umbertide (ci siamo, tranne Faenza che è sesta ma alla pari con Como); 3. fascia Como-Venezia-Priolo-Parma (Como leggermente meglio ma alla fine neanche tanto; buono aver azzeccato Venezia zoppicante; Priolo e Parma peggio del previsto ma hanno avuto guai, soprattutto Parma); 4. fascia Napoli-Pozzuoli-Lucca (ok le partenopee, sottovalutata Lucca che ha praticamente sfruttato ogni occasione che aveva). Chi altro aveva fatto pronostici venga avanti e faccia il suo bilancio. :o:

Cinguettii (119) - A1: chi sale dopo il doppio turno

Due giornate a distanza ravvicinata, subito dopo le feste, erano quanto di più insidioso potesse capitare; e infatti sono arrivati partite rocambolesche e risultati a sorpresa, che avevano scarseggiato nei primi 2 mesi di stagione. Domenica, poi, con le cadute di Umbertide, Taranto e Como in partite teoricamente favorevoli, s'è raggiunto il top dell'imprevedibile. Soltanto 3 squadre hanno fatto doppio bottino tra il 6 e il 9:

Schio: allungando a +4 grazie agli scivoloni di Taranto e Umbè mette forse non un'ipoteca, ma almeno una manina sul primato a fine stagione regolare. Se non s'inceppa per motivi suoi, chi va a recuperargli 4 punti in 11 giornate? Potrebbe far corsa a sé come Taranto lo scorso anno. Brava a piegare la resistenza di Umbertide (e lì Zara c'era), ma anche uscire con autorità dal bunker di Pozzuoli non era scontato.
Geas: un po' di cose le abbiamo dette nel Cinguettio precedente. Aggiungiamo che, con questa classifica e 7 partite in casa su 11 nel ritorno, ha buone probabilità di finire tra le prime 4 la regular season, il che significa fattore-campo nei quarti (negli ultimi anni sempre rispettato). Siccome a legger ciò si staran già toccando, a Sesto, non nominiamo neanche la parola scudetto (2 anni fa, appena qualcuno la pronunziò, avvenne un calo verticale; :woot: ma soprattutto, Schio pare ancora inarrivabile, presumibilmente anche Taranto quando quadrerà il cerchio). Parliamo solo del presente e ribadiamo che in queste 2 giornate ha veramente fatto un superbingo, perchè ha vinto 2 partite che rischiava seriamente di perdere (ha inseguito per 70 minuti circa su 80...) mentre le avversarie dirette han perso punti per strada. Ha strappato a Umbertide (e Como) la palma di squadra "overachiever" dell'andata (termine figo per dire chi fa più del dovuto). Il segreto? Già detto, peraltro, ma è la panchina che ogni volta propone uno o due assi diversi, consentendo, ad esempio, a Haynie il lusso di poter far spesso pietà per 2 o 3 quarti per poi rientrare snebbiata e far la differenza nel finale. La cosa curiosa è che da tante parti si continua a parlare di "ascesa silenziosa", "Geas quatto quatto": forse paradossalmente la partenza a fari spenti (1-3) ha aiutato a togliere pressione, e anche ora c'è chi dubita che sia lassù in alto per reale forza anziché per circostanze favorevoli; :unsure: ma ormai qualcheduno dovrebbe essersi accorto di 'sto Geas da 7 vittorie in fila... Finché continuano a credere che "dura minga", comunque, tanto meglio: più tranquillità e stimoli a guadagnar ulteriore credito. A proposito di credito, complimenti a Walter Montini che ha sì un bell'organico, ma non una Ferrari, e lui la sta mettendo a punto da buon meccanico, facendo meglio di qualche presunta fuoriserie.
Priolo: batte Faenza e Umbertide, e pure in modo autorevole, tornando in corsa per i playoff. Teoricamente eran 4 punti ardui e invece ha cavato sangue dalle rape pur avendo solo 3 straniere (arriva Eric o chi?). Spencer, dopo l'esordio in sordina, è stata preziosa con Umbè: centimetri, tiro da fuori, personalità, ecc. Mina vagante del ritorno? Aggiungo un plauso a Buccianti, perché dopo essere stata anche esplicitamente sfiduciata da Coppa, sta spremendo il massimo, ci pare, dal suo potenziale che proprio da fior fiore non è; anche con Umbertide c'ha messo l'anima e un paio di canestri pesanti, tipo uno allo scadere di quarto e una tripla per l'allungo nell'ultimo.

mercoledì 12 gennaio 2011

Cinguettii (118) - La rimontissima del Geas può cambiare il corso di una stagione

Una delle critiche (legittime) al basket femminile, per riallacciarci al Cinguettio precedente, è la scarsa frequenza di rimonte consistenti. Troppo spesso la prima squadra che fa il break vince. Nelle ultime 2 giornate, però, il luogo comune è stato smentito in almeno 4 casi significativi: rimonta del Geas su Pozzuoli da -18; di Venezia su Como da -13 al 29' e -11 al 33'; di Como su Parma da -14/-15 al sorpasso tra 2° e 3° quarto (anche se poi ha perso); e infine del Geas su Venezia, la più eclatante di tutte.

Rimonta del secolo? In fondo, visto che il secolo è cominciato da una decina d'anni, ci può anche stare... 17 punti in 3 minuti e mezzo, o poco più, sono un'impresa da record per il Geas, giacché c'è chi è risalito da -20 e passa, chiaro, ma in così poco tempo sarebbe dura trovare dei precedenti, anche scartabellando parecchio. Un "collaboratore" ci ha gentilmente fornito la sequenza precisa degli avvenimenti (siccome ha qualche problema con la grafia di Ujhelyi, perdonate se l'ha scritto in varie maniere): :blink:

time out geas 7.50 alla fine (63-46)
hayne facile penetra 63-48
sottana forza entrata
hayne per summerton da sola sotto canestro 63-50
time out rossi
passi jokic a metà campo su pressione
buona difesa ma bel canestro uhjanes 63-52
tiro kostaki dai 6 metri ferro
ujuna sbaglia da sotto da sola
david sbaglia terzo tempo
fallo jokic su ursula 2su2 ai liberi 63-54
tiro da 3 aperto maiorano ferro (appena entrata)
summerton da sotto 63-56
persa da kostaki a metà campo su pressione
iaia sbaglia penetrazione ma uiuluhi prende rimbalazo e segna 63-58
passaggio azzardato di kostaki a maiorano che non lo prende, forse errore suo, ma non era palla facile
rientra sottana per maio
summerton bomba difficile 63-61
persa da ohlde
fallo su iaia in contropiede, di kostaki
2su2 ai liberi 63-63, 4.08 sul cronometro. rientra jokic


Dunque, un Geas che ha azzeccato tutte le azioni tranne una, e una Reyer che è andata in tilt (non solo perdendo palloni ma anche concedendo canestri rapidi e agevoli, sebbene non in tutti i casi), giacché per una rimonta del genere devi essere grande tu, ma anche un po' pirla l'avversario, con tutto il rispetto. Venezia che di pressing e rimonta ferì, appunto contro Como, di pressing e rimonta perì. :blink:
Stupisce che un tecnico esperto come Rossi si sia fatto sfilare così una partita già vinta (dopo averne sfilata una analoga a Como 3 giorni prima), così come nella "scatola nera" del disastro veneziano va rintracciato il motivo per cui Sottana sul -3 ha tirato da due allo scadere; ma evidentemente sono cose in cui non c'è una scienza. -_-
Il peso specifico di questa vittoria del Geas va ben oltre 2 punti qualsiasi. a) Fattore pratico: invece di essere Geas quarto a 14 punti con Venezia a 12, quindi nel mirino, Sesto è a +6 sulla Reyer (16 vs 10), arduo da rimontare nel ritorno. Inoltre il Geas appaia Taranto e Umbertide ed è a +4 sul 5° posto. Lusso puro. Venezia invece deve tornare a sudarsi la risalita in classifica; ha tutti i mezzi per farlo ma deve gestire anche la coppa, è solo a +2 sulla zona-playout e le avversarie crescono (vedi Priolo). b) Fattore psicologico: un rovesciamento così può demolire il morale e le sicurezze di chi lo subisce (perché i rimpianti di aver gettato una partita già vinta e stravinta, con tutto quello che contava, ti lasciano incubi e fantasmi; tanto più che, per Venezia, spezza già l'effetto-euforia dei rinforzi e del raid a Como) e galvanizzare invece chi lo mette a segno: se il Geas è venuto fuori da una situazione del genere, ora sa di potercela fare su qualunque campo e in qualunque circostanza. Se avesse perso netto al Taliercio, come sembrava fino a 7' dalla fine, non sarebbe stato nulla di grave (dopo 6 vittorie di fila e le sconfitte delle dirette rivali), ma un mini-ridimensionamento l'avrebbe portato, oltre a rimettere in corsa le avversarie. Invece tutto il contrario.
Ovviamente starà ad allenatori e gruppo gestire lo "shock" nel modo migliore, su entrambi i fronti: a Venezia voltando subito pagina, a Sesto non illudendosi di essere diventate samurai invincibili, perché comunque il fatto di essere state a -18 con Pozzuoli e -17 con Venezia indica che se la squadra non dà il massimo, non ha una forza-base tale da renderla superiore "di default" anche alle squadre di bassa fascia come le campane.

Precisazioni al discorso sulla spettacolarità del femminile

1) L'aspetto tecnico non può essere distinto, se non in piccola parte, da quello fisico-atletico: qualsiasi movimento, o gesto, eseguito da un giocatore è una fusione di entrambi gli aspetti. Se una giocatrice esegue un'entrata tecnicamente buona, ma l'altezza a cui rilascia la palla è un metro sotto il canestro (esagero, ma nemmeno tanto), perché è 1,70 e salta poco o nulla, è qualcosa che da vedere è poco spettacolare, al pari dei gesti dei giocatori delle serie minori maschili (ho detto Promozione che da noi in Lombardia non è un livello del tutto disprezzabile, magari in altre regioni è un cesso totale; allora diciamo serie C2). Il discorso dell'articolo che ho citato si riferiva appunto alla spettacolarità.


2) Tu citi Macchi e Adriana, ma parli del meglio del meglio. Io invece intendo certe giocatrici che d'accordo, forse allenandosi 10 volte alla settimana rispetto al dilettante maschio che ne fa 2 o 3 sono messe meglio come forma fisica e preparazione tattica, ma quello che poi vedi eseguire da loro è di estrema pochezza. O meglio, ci vuole qualcuno che sappia valutare la diversa difficoltà per le donne di eseguire un certo gesto rispetto agli uomini, e quindi riesca ad apprezzare la sua capacità di riuscirci (così come una donna, chessò, può apprezzare un uomo che riesce a manovrare l'uncinetto seppure a modo suo), ma sono pochi quelli in grado di compiere quest'operazione. Ecco perché, a mio avviso, agli occhi dello spettatore medio, anche quello appassionato di basket, il gioco delle donne appare roba strana, inferiore.

Sintesi? Per apprezzare lo spettacolo del femminile devi saperti mettere in un'ottica del tipo "però, sono brave per essere donne", così come se vai a vedere il giovanile devi saper pensare "però, sono bravi per avere 14 anni", o se vai a vedere il basket in carrozzina devi pensare "però, sono bravi per essere dei disabili". Se no è dura che ti piaccia.
Poi ci sono elementi "collaterali" in grado di attirar pubblico, come il considerare importante una realtà sportiva del tuo territorio, o se vogliamo l'elemento "sessuale" che qualche forumista tempo addietro giurava che è la chiave del successo del volley donne; ma parlando del gioco in sé e per sé, che era l'argomento della succitata Picariello, il discorso secondo me è questo, e non è solo un affare di schiacciate mancanti.

Cinguettii (117) - Non è solo questione di schiacciate, ma...

Avevamo già segnalato, tipo un mese fa, il magazine online "Pick & Roll", rintracciabile tramite un link dal sito di Lega basket femminile. Lodevole iniziativa tutta dedicata alla pallacanestro in rosa. La scorsa settimana c'era questo articolo, a firma Manuela Picariello, con riflessioni - a tratti ingenue, forse, ma stimolanti - sulla mancanza d'interesse intorno al basket donne. Ci sarebbe magari un rilievo filosofeggiante da fare subito: e cioè che è tipico di chi ha una passione farsi venire il sangue amaro perché gli sembra che il popolo burino non la condivida abbastanza; il problema è che nella rutilante società d'oggi ci sono migliaia di altre attrattive, tutte meritevoli d'interesse a detta di chi ne è coinvolto; conseguenza logica ne è che, a parte le poche cose che riescono a catalizzare un vasto pubblico, ci sono infinite nicchie frequentate da fanatici, al di fuori dei quali non gliene frega nulla a nessuno. Il basket femminile è messo un po' meglio di altre nicchie, ma nicchia è. Ecco comunque l'articolo in questione:

(...) I grandi numeri sono quelli che dettano legge nel mondo sportivo contemporaneo. Per farsi notare bisognerebbe avere nei palazzetti un numero medio di spettatori a cinque cifre, forse solo allora qualcuno comincerebbe ad interrogarsi su cosa sia il basket femminile in Italia.
Ebbene bisogna constatare che noi non siamo il popolo dei grandi numeri, ma non per questo abbiamo meno dignità. Vorrei mostrare a tutti gli scettici quale meravigliosa atmosfera si possa vivere in un palazzetto della serie A1 italiana, invidiabile rispetto agli stadi del calcio. In un’epoca in cui celebriamo e riscopriamo il rugby come sport simbolo del “fair play”, mi chiedo perché il basket rosa non venga citato.
Voglio provare attraverso queste righe a confrontarmi con le numerose obiezioni che giustificano molto spesso l’indifferenza mediatica nei confronti di questo sport. Mi è capitato molte volte di sentire che nel basket femminile manca la spettacolarità perché non si schiaccia. Davvero lo spettacolo di uno sport così complesso può essere ridotto solo a quel gesto? Personalmente non credo e non solo perché noi di Pick&Roll ci sentiamo portavoci del movimento femminile. Il basket non si racchiude in una schiacciata. E’ un picco di adrenalina, un’emozione che nasce e si dilegua in pochi secondi. La pallacanestro è molto di più! La vera magia del basket, maschile e femminile, è nella perfezione dei momenti, nella sincronia dei gesti, nella velocità delle scelte. La scintilla scocca in quei momenti di grazia assoluta in cui i giocatori e le giocatrici diventano un tutt’uno con i loro gesti. La forza, l’altezza, la potenza fisica sono solo le variabili che modulano l’estetica, non la sostanza. (...)


Aggiungo un paio di considerazioni: la prima è che "un numero medio di spettatori a cinque cifre" (cioè 10.000) è utopia pura (solo la Wnba c'è arrivata, nei suoi anni migliori), ma lasciamo perdere; la seconda, sulle schiacciate: è una parte di verità, ma non tutta, nel senso che gli spregiatori del femminile hanno anche altri appunti da muovere oltre alla mancanza di schiaccioni (o stopponi siderali). Non consideriamoli solo pregiudizi misogini. Il problema reale, a mio parere, è che il basket femminile, rispetto al maschile, trasmette una sensazione di difficoltà e fatica sensibilmente maggiore. Ciò è vieppiù evidente scendendo di categoria, ma anche in A1. Essendo maggiore la distanza verticale dal ferro, maggiore lo sforzo per tirare da lontano, maggiore la fatica a liberarsi dell'avversaria perché velocità, atletismo, ecc. sono inferiori, è inevitabile che tutto sembri più sofferto, e che la quantità di errori (tiri sbagliati, palle perse) aumenti. Il basket è per definizione pieno di situazioni d'errore, ma quando queste superano una certa soglia, il gioco diventa una pena.
Mettiamoci poi elementi aggiuntivi, tipo che la (relativamente) scarsa competizione per arrivare al vertice porti in serie A giocatrici che sanno fare più o meno le cose che qualsiasi giocatorucolo maschio di Promozione sa fare, ed ecco che la diffidenza dello spettatore profano è meno inspiegabile di quanto l'egregia Picariello ritenga.
Soluzioni? Ovviamente non si può cambiare radicalmente le cose, ma migliorarle sì. Negli ultimi tempi sono diventato favorevole al canestro ribassato. A settembre la Fiba aveva rispolverato l'idea, poi non so che fine abbia fatto il dibattito, ma varrebbe la pena di provare. Ma non per vedere schiacciate a raffica: quella è una chimera del tutto inutile. Bensì perché, abbassando il canestro, avremmo entrate più facili da concludere (una ragazza di 1.65-1.70, che non salta un foglio di giornale, fa una faticaccia ad appoggiare a 3,05), tiri da 7-8 metri eseguibili in modo più fluido, eccetera. Perciò, signori della Fiba, che sicuramente leggete questo prestigioso forum, prendete nota e regolatevi di conseguenza. -_-

martedì 11 gennaio 2011

Pictures of you (10)

[IMG]http://farm6.static.flickr.com/5281/5346713353_a46bec11e1_b.jpg[/IMG]

Como-Venezia (A1, 6/1): Maiorano in pressing a tutto campo sull'ex compagna Stabile.


[IMG]http://farm6.static.flickr.com/5044/5347322346_8874568dfd_z.jpg[/IMG]

Conclusione in "reverse" per Ohlde.


[IMG]http://farm6.static.flickr.com/5085/5346713903_9a58ce1824_b.jpg[/IMG]

Tiro libero della divin Sottana, alla fine decisiva con 22 punti anche se con alti e bassi.


[IMG]http://farm6.static.flickr.com/5206/5347322824_9ea11cdbe5_b.jpg[/IMG]

Zampella cerca lo slalomeggio in palleggio. Ha un po' fuso le batterie alla fine.


[IMG]http://farm6.static.flickr.com/5089/5346714309_1f8c9e4fbd.jpg[/IMG]

Rho-Canegrate (B2, 8/1): Lele Menapace cerca lo scarico fuori per Vera Ponchiroli; Susanna Frantini prova a opporsi. Partita non ideale per gli esteti (45-35 il punteggio finale).


[IMG]http://farm6.static.flickr.com/5284/5346714493_8a6be2b9cb_z.jpg[/IMG]

A fine partita, Ponchiroli premiata da Ezio Parisato di Imbecilli.it con l'"imbedonna-arrivato", che corrisponde a un titolo di mvp.


[IMG]http://farm6.static.flickr.com/5043/5347321464_1f88867411_z.jpg[/IMG]

Con questa plastica conclusione celebriamo il ritorno in campo di Federica Tognalini, che dopo mesi da "desaparecida" e una comparsata in A1 contro Como il 6/1, torna in pista in A2 con S. Martino di Lupari.


[IMG]http://farm6.static.flickr.com/5045/5347321694_36d2ae153d_z.jpg[/IMG]

Inga Muciniece, pivot lèttone che dovrebbe debuttare con la Virtus Spezia.

venerdì 7 gennaio 2011

Cinguettii (116) - Gli "oscar" Prealpina del 2010: vincono Gottardi, Galbiati, Mannis, Zanotti

Mentre apprendiamo che il tradizionale premio della Gazzetta dello Sport alla miglior giocatrice europea è andato a Hana Horakova (mvp dei Mondiali con la Rep. Ceca), sono andati nel segno della continuità gli altrettanto tradizionali premi dell'autorevole Prealpina per l'anno solare appena trascorso, pubblicati lunedì 3. Ricordando che potevano vincere solo personaggi operanti nell'area di diffusione del giornale, e ad esclusione della serie A1, si sono imposti: nella categoria "giocatrice senior" Silvia Gottardi del Sanga Milano (davanti a Ponchiroli di Rho e Contestabile di Biassono); tra le giocatrici "under 20" Virginia Galbiati di Biassono (seconda Maffenini di Cantù, terza Pastorino del Sanga); tra gli allenatori "senior" Marino Mannis di Usmate (regolati Paletti di Rho e Fassina di Cantù); tra gli allenatori giovanili Cinzia Zanotti del Geas (davanti a Riccardi di Vittuone e Piccinelli di Biassono ex aequo). Menzioni d'onore per vari altri. Per 3 dei 4 premiati, ovvero tutti tranne Zanotti, si tratta di un bis: Gottardi e Galbiati s'erano già imposte nel 2009, Mannis nel 2006. A mo' di riepilogo storico, pubblichiamo qui una tabella dei premiati dal 2002 a oggi:



Barbiero attacca giocatrici

Barbiero, coach Comense, incazzato come una biscia dopo la sconfitta di ieri: «Fossi in Vilipic e Sowinski mi vergognerei. Vilipic che ha 36 anni ancora di più: stava bene, eravamo pronti a darle una mano, non ha scusanti. Non hanno fatto il minimo sforzo, nemmeno per buttarsi su una palla. Così Jansone ha dovuto giocare troppo. Quando Harmon rientrerà, Jansone sarà pivot e Vilipic cambio».

Be', bisogna fare dei distinguo: Sowinski è una causa persa, mentre Vilipic era stranamente fuori fase (al di là dei falli) dopo un buon inizio campionato. Forse a un fisicaccio pesante come il suo hanno nuociuto le feste.

giovedì 6 gennaio 2011

Cinguettii (115) - A1: la nuova Venezia rinasce e beffa Como

Assistito oggi a Comense-Venezia, "sottoclou" di giornata dopo Schio-Umbertide. Partita interessante, con molte emozioni, dall'andamento pazzo visto che ha cambiato radicalmente faccia due volte, con entrambe le squadre che hanno mostrato pregi e fragilità in egual misura, in attesa di macinare la loro identità definitiva una volta assorbiti i recenti innesti.

Circa 400 gli spettatori. Parte fortissimo la rinnovata Venezia (che per tutta la partita gioca in pressing), con Sottana che va a canestro quando vuole, Ohlde e David che danno man forte da sotto, mentre Como sembra impacciata, Vilipic si carica subito di falli, poco dopo pure Fazio; fa qualcosa Hicks ma il quintettino con lei e Spreafico ali (si vede anche, a più riprese, il triplo play in campo per le lariane, cioè Zampella-Donvito-Stabile) fatica a contenere il quintettone con Jokic-Ohlde-David insieme. Solo un canestro allo scadere di Donvito limita i danni sul 13-25 a fine 1° quarto.
Dopo il -13 a inizio 2° periodo, cambia tutto perché per Como si scatena Zampella (2 triple e un'entrata), il neo-arrivo Jansone (freschissima ex di turno) incide subito parecchio, Spreafico è utile (nonostante la maschera protettiva per il naso rotto); mentre Venezia ha un quintetto poco funzionante con Kostaki (frastornato esordio)-Valerio-Ogorodnikova esterne, il pressing non funziona più e Como segna quando vuole, costruendo bene in avvicinamento mentre Venezia ora è bloccata (Sottana rientra ma non combina, Ohlde idem) e sparacchia male da 3: parziale di 17-2 per il sorpasso (32-30). Da lì all'intervallo si viaggia abbastanza in equilibrio, ma Meneghel regala tiri liberi ed è 41-37 all'intervallo.
Nel 3° quarto il gioco si fa meno gradevole, con tanti errori. Venezia continua il momentaccio, sciupando anche da sotto con David e perdendo palloni contro la zona. Como ne approfitta inizialmente poco, perché Vilipic fa il 4° fallo e di fatto esce dalla partita; ma poi una ficcante Donvito, Jansone e una tripla da 8 metri di Zampella confezionano il massimo vantaggio sul 56-43 che diventa 56-44 a fine 3° periodo.
L'impressione è di giochi fatti, perché Venezia sembra spentissima, ma è invece Como a perdere la matassa. Un paio di minuti di Sowinski per Jansone, in assenza di Vilipic, sono sufficienti a far perdere spessore alla squadra, ma ovviamente non è solo colpa sua ma della squadra in generale, che forse ha creduto troppo presto di avercela fatta, e ha smesso di costruire le buone cose viste nei 2 periodi centrali, facendosi irretire dalla pressione di Venezia. Che è risalita pian piano pur senza fare miracoli. Sarebbe però superficiale parlar solo di fattori mentali, oppure del volpone Rossi che alla distanza ha infinocchiato l'esordiente Barbiero, perché c'è qualcosa di più terra-terra eppure quasi matematico: se già non hai Harmon, e non ricavi quasi nulla da Vilipic e Fazio, ecco che la coperta si fa corta, specie se Zampella cala vistosamente nel finale. Eppure sul 59-48 al 33', dopo un canestrone di Spreafico su taglio in area, più aggiuntivo, sembrava ancora tutto in mano comasca.
Ma lì è arrivato uno 0-8 con contributo importante della silenziosa ma efficace Ogorodnikova. Poi Jokic e ancora Ogorodnikova (in mezzo a una selva d'errori, soprattutto di Como ma anche Reyer) per il 61-61 a 3' dalla fine. Poi il sorpasso di una rediviva Sottana dà inizio a un rocambolesco finale. In cui Jansone dà l'ultimo pari (63-63 a -1'30"), ma Sottana fa l'azione-chiave con una rubata a Spreafico più contropiede e poi allunga con 2 liberi (63-67). Negli ultimi 40 secondi, Como segna 3 volte da sotto, di cui 2 con fallo, complici svarioni veneziani, ma Jokic pesca un rimbalzo d'attacco su 0/2 in lunetta di Sottana a -9"; fa solo un libero (70-72) ma Zampella sbaglia l'entrata del supplementare (alquanto forzata).
Un colpo davvero gobbo per Venezia perchè la partita era quasi persa. Fa il paio con quella acciuffata a Lucca un mesetto fa. Per la Comense il primo vero scivolone, ora il Geas è quarto da solo. La buona notizia per Como è che Jansone è già ben inserita, mentre la brutta per Venezia - seppur ovviamente più forte dopo le mosse di mercato - è che Kostaki, se è così, può al massimo fare da cambio e comunque le sorti restano in mano a Sottana (stasera 22 punti con genio e sregolatezza in egual misura); però intanto i due punti se li pippa Venezia. Che domenica prova a bissare con un Geas risorto da -18 contro Pozzuoli, grazie all'esplosione di Zanoni (21 punti) e all'ulteriore conferma che un Bracco così "lungo" nella panca difficilmente paga dazio con le medio-piccole, perché può anche avere 2 o 3 titolari sottotono, ma su 9 giocatrici omogenee, qualche asso lo può sempre estrarre.
Masha Maiorano raggiante a fine partita; discreta prova per lei con 5 punti in 19 minuti, e soprattutto direi che quando era in campo, la squadra andava meglio, sebbene su qualche uno contro uno comasco abbia subìto più del dovuto (ha il vecchio difetto di star troppo incollata all'avversaria, a mio immodesto giudizio tecnico). In ogni caso, utile alla vittoria.

Cinguettii (114) - Mercato di A1, cosa cambia?

 Le trattative in A1 sono ancora in fermento, ma dato che oggi si ricomincia a giocare (con lo scontro al vertice Schio-Umbertide) si può fare un punto sui movimenti a fine pausa.

Chi ha già cambiato - Taranto: Sophia Young (al posto di Smith) è una giocatrice di valore assoluto (15 di media in Wnba), da capire se basta a colmare il divario da Schio, al di là del discorso-Eurolega dove il suo arrivo può fare ancor di più la differenza (con un tabellone buono, essendo già ben piazzata, può arrivare alle final four). La risposta alla domanda sta probabilmente in Dacic, perché se la Dubi sovranazionale non funziona, sotto canestro c'è una certa scopertura.
Venezia: dopo David ha preso Kostaki (al posto delle infortunate Giauro e Screen); quindi un assetto semi-rivoluzionato trattandosi di una lunga e un play. Presumiamo che David e Sottana saranno le italiane da quintetto, Ohlde-Jokic-Kostaki le straniere. Oppure Sottana sempre play titolare con Ogorodnikova esterna, poi Kostaki dalla panca. Probabile meno spazio per Maiorano e Meneghel oltre che ovviamente per Rossi. Certo ora l'organico è di notevole spessore, ma se perde oggi a Como rischia di trovarsi a -6 dalle posizioni che contano, difficile da rimontare nel ritorno. Però in prospettiva playoff sarà una mina vagante.
Faenza: prese Sarni e Sipaviciute (al posto dell'infortunata Alexander e della tagliata Zherzherunova). Non conosciamo il valore della lituana, però che sia peggio di Zherzherunò è difficile; mentre su Sarni, chiaramente non si parla di un fenomeno ma fa molto brodo in un settore sguarnitissimo dopo il k.o. di Alexander. Anche qui si tratta di non accumulare troppo ritardo e arrivare pronta alla post-season.
Como: pigliata Jansone, in prospettiva al posto di Sowinski (che almeno per ora non è tagliata ma sarà quinta straniera), per ora al posto di Harmon infortunata. Acquisto notevole, quando tornerà Harmon ha 9-giocatrici-9, se vogliamo 9 e mezza con Pasqualin. Con Vilipic-Harmon-Jansone-Hicks può cambiare assetti tra ali e pivot ed essere ora pachidermica ora veloce a seconda delle necessità. L'incognita, a parte il recupero di Harmon, è solo se gli equilibri finora ottimi non rischiano di rompersi, ma dal punto di vista tecnico non se ne vede il motivo. Insomma puntare alle semifinali non è utopistico.
Chi sta cambiando - Altre notizie che caviamo da Superbasket: a Priolo arriveranno la nota Eric e una tale ala Spencer (anzi, quest'ultima dovrebbe debuttare già oggi); a Umbertide arriverà la lunga Lukacovicova (mai sentita) al posto di Phillips (non pare cambiare molto); a Parma arriverà Sauret; Pozzuoli dovrà sostituire l'infortunata Egnell.
Chi non cambia - A Schio invece paiono smentite le voci di innesti (e in effetti cosa c'è da cambiare?); Sesto, Napoli e Lucca non prospettano giravolte.
Sintesi - Tante novità interessanti ma andiamo al sodo: nell'economia del campionato conta quanto segue. E' già evidente che ai playoff ci andranno le prime 7 attuali, mentre le altre 5 battaglieranno per l'ottavo, che equivale al diritto di farsi eliminare al primo turno (presumibilmente da Schio). Al momento è davanti Lucca, ma Priolo e Parma cresceranno. Napoli e Pozzuoli rischiano di tirare a campare finché i playout suoneranno la sveglia. Davanti, invece, Geas, Comense, Umbertide, Faenza, Venezia lotteranno per evitare il settimo posto, che vuol dire beccare l'altra corazzata (a meno che, ovviamente, Umbertide non riesca a infilarsi ancora tra le due, ma se continua ad avere solo 2 straniere valide ne dubitiamo, salvo scivoloni delle due "big" complici impegni di Eurolega). Al momento Venezia e Faenza sono in difficoltà rispetto alle 3 rivali. Chi riesce ad arrivare tra terzo e sesto poi se la gioca pressoché alla pari per andare in semifinale. Per cui i valori della stagione regolare potrebbero non essere alterati più di tanto da codesti cambi (come ha fatto notare il sapiente Armaditaggia, 11-12 giornate sono poche per recuperare), ma Faenza e Venezia (e Como, che però è già in alto) lavoreranno per arrivare ad aprile coi meccanismi oliati ed incaprettare nei playoff un'avversaria meglio piazzata.

Cinguettii (113) - Il vero momento in cui Peterson decise di tornare

 Tra gli utenti di questo forum, anche i più accaniti snobbatori del maschile avranno saputo ciò che è successo all'Olimpia Milano in questi giorni: esonerato l'allenatore Bucchi, clamoroso ritorno in panchina di Dan Peterson dopo 23 anni e mezzo da commentatore televisivo (e molte altre cose), e ieri primo successo contro Caserta, con gioco spumeggiante, pubblico entusiasta, eccetera.

Dice: ma che c'entra col femminile? C'entra, perché le cronache ufficiali dicono che Peterson ha deciso di tornare in campo lunedì dopo un incontro a pranzo col presidente dell'AJ, Proli, e questa rimarrà la storia ufficiale, ma noi sappiamo che in realtà l'idea, al grande Dan, balenò in testa due anni e quattro mesi prima, ovvero nell'ottobre 2008. Perché c'eravamo, alla presentazione del "nuovo Geas" di A1 e della sponsorizzazione Bracco, e c'era pure il cosiddetto "Nano Ghiacciato". Il quale a un certo punto fu stuzzicato da Luca Chiabotti della Gazzetta, in veste di presentatore: "Coach, se Roberto Galli è tornato dopo 20 anni e ha subito vinto, non le viene in mente di imitarlo?". Lui si schermì, ovviamente, rispondendo qualcosa tipo: "Well, Roberto è un genio, io ormai sono più di 20 anni che sono fuori, well, chi lo sa...". Ma vedemmo una specie di lampadina accenderglisi sopra la capoccia. Giureremmo che Peterson, in quel momento, si ripromise di provarci, alla prima occasione. Poi magari ha messo nel cassetto l'idea, ma quando Proli l'ha chiamato, gli è tornato in mente di quella volta alla presentazione Geas.
Sarà trionfale il ritorno di Peterson come lo fu quello di Galli (ovviamente, finale a parte)? Non sappiamo, però i due hanno qualcosa in comune: entrambi icone degli anni '80, massimo fulgore del basket nostrano nonché della "Milano da bere"; entrambi amanti del bel gioco (e lo diciamo a rischio di sembrare i soliti sempliciotti per cui punteggi alti = basket piacevole); entrambi capaci di una visione del movimento al di là del loro naso; entrambi, soprattutto, personaggi in grado di creare interesse intorno a sé. E questa è una qualità che ovviamente non può andar disgiunta dai risultati, ma che va oltre i risultati stessi; è qualcosa che non s'insegna, e può identificarsi con la parola "carisma". Che serve a farsi seguire dai giocatori, chiaro; ma qui l'intendiamo nel senso dei rapporti verso l'esterno, cioè il saper comunicare "Ehi, gente, qui stiamo facendo qualcosa di speciale, seguiteci".
Un meccanismo che ha dei risvolti negativi (perché in fondo è qualcosa di superficiale, che concerne con l'arte di sapersi vendere, per cui, parlando in generale, uno che vale 5 può ottenere di più di uno che vale 10 ma non ha carisma), però Dio solo sa quant'è importante quest'arte, in un mondo frammentato in migliaia di spettacoli, interessi, eventi, che rischiano di confinarti nell'anonimato, per bravo che tu sia, se non riesci in qualche modo a distinguerti.