lunedì 21 ottobre 2013

Taccuino illustrato (30)

Pillole del weekend. In A1, nuova infornata di scarti oceanici: +54 Ragusa su Chieti (le siciliane sono già oltre il +100 di differenza canestri...), +40 di Venezia su Priolo, +30 di Lucca su Umbertide, e quest'ultima almeno è una partita con una certa consistenza agonistica. Nuova prova di forza delle toscane vicecampioni, che dopo il +4 all'intervallo spazzano le umbre con un 30-8 nel 3° quarto; Halman 28 (in 30') e Robbins 21. In attesa di vedere Ragusa in un test più probante, le credenziali lucchesi come anti-Schio sono buone.
Due partite serrate: Spezia (dopo il 20-0 su Priolo) inaugura l'A1 sul campo passando 52-57 a S. Martino (Favento 16); Parma passa 71-74 a Orvieto cui non bastano i 50 in coppia per Morris e Maznichenko contro i 24 di Harmon e i 17 di Zanoni.
La fascia alle spalle di Schio e Lucca è magmatica; tante straniere da scoprire, i nuovi equilibri con la straniera in meno, i cambiamenti estivi, eccetera. Deprimente che non ci sia ancora il tabellino completo da Chieti, e chissà mai se arriverà. :cry:
In A2 Nord, netto il Geas in casa Virtus Cagliari (41-54) in una gara a strappi; promettente esordio dell'argentina Burani, 12+14 rimbalzi; Zandalasini non alla miglior prova in carriera (1/9 al tiro e -6 di valutazione) ma Arturi è in recupero di condizione e ne fa 11+3 assist. Ma impressiona Torino, che all'esordio frulla a domicilio (46-70) l'Astro, autore di una buona prova a Sesto. Quarta 21 punti.
Al Nord-Est Muggia è già sola in testa; il resto appare livellato al basso. Valmadrera non è poi così materasso come si temeva, battendo la ridimensionata Alghero con 17 di Canova. Onestamente appare la conference più debole.
Al Centro, solitaria Vigarano ma anche Crema e Bologna sono imbattute. Da segnalare i 31 di Perini in "losing effort" per Civitanova contro Bologna. Al Centro-Sud ancora una volata vincente per Brindisi (all'overtime a Viterbo) e ancora una prova super per la '96 Tagliamento: 25 punti in 27' con 6/7 da 2 e 3/3 da 3. :woot: Napoli batte Catania e annuncia l'ingaggio di Pastore: il fossato di mezzi a disposizione tra Nord e Sud è profondo da paura.
In A3 Nord-Ovest, in testa le lombarde Carugate e Albino che si sfideranno sabato. Da segnalare l'exploit di Mazzoleni: la figlia del "pres" Geas fa 8 punti in 29' sabato a Cagliari in A2, l'indomani ne fa 23 in 31' per Carugate contro Moncalieri. Umilmente ha dichiarato a "Pink Basket" di aver scelto il doppio tesseramento pensando di aver poco spazio in A2 insieme a cotante compagne, ma per ora è lei a giostrare sopra le righe. Da segnalare anche la solita Schieppati "factotum": 10 punti, 9 rimba, 6 stoppate e 6 recuperi.

Nella foto: Marzia Tagliamento.


Taccuino illustrato (29)

Qualche altro appunto su Milano-Genova di ieri.
De Scalzi: super nei primi 2 quarti e mezzo per dinamismo e precisione in avvicinamento (spettacolare un suo canestro da sotto con ricezione in taglio e galleggiamento in area eludendo Calastri e subendone il fallo), poi spenta dalla box and one e in crisi nel finale come tutta Genova, ma alla fine mvp legittima, anche se l'ex compagna (alla Virtus Spezia) Frantini le stava soffiando la palma. Giocatrice miglioratissima negli ultimi anni.
E. e M. Bestagno: non brillanti, fatto la loro parte. Elena indubbiamente sa manovrare il gioco da categoria superiore, però l'impressione è che debba ancora riconvertirsi da gregaria in A1 a protagonista in A2, cosa non immediata: le due entrate fallite clamorosamente nel finale sembrano frutto di ruggine. Martina non era in giornata al tiro (4/17 e non 4/10 come indica il tabellino), ha provato molto dalla media senza esito. Però è comunque un fattore.
Frantini: quest'anno, senza Zanon e in prospettiva senza Gottardi, ha 20 tiri a partita assicurati, e con questa quantità è difficile che stia sotto i 20 punti, perché prima o poi lei trova il modo di accendersi, anche quando, come ieri, non è in gran vena per 3 quarti. Il guaio è che rischia di diventare troppo facile bersaglio per le difese altrui, e gli spazi che apriva Zanon non ci sono più. Inoltre se spende troppe energie per liberarsi in attacco, non può spremersi come un limone anche in difesa (ieri ha ceduto alcune volte in 1 contro 1). Fondamentale più che mai.
Gottardi: per essere una "semipensionata" è un bel vedere, ieri poi è stata piuttosto lineare nelle scelte di tiro, salendo di livello nella ripresa (lei la prima a suonar la carica). Però trasmette, in qualche modo, una sensazione di precarietà, vuoi per la partenza in canna, vuoi perché a 35 anni deve sempre più raschiare il barile per estrarre le magie d'un tempo.
Lepri: bella energia a rimbalzo in attacco, però in questa squadra serve che vada in doppia cifra di media, o almeno che l'avvicini.
Stabile: sembrava fuori condizione, s'è limitata a qualche guizzo. Ma se l'anno scorso il Sanga aveva il problema della carenza di cambi per lei, quest'anno, senza più Pulvirenti, è ancora peggio: 40 minuti di fisso, nei big match.
Calastri: senza Zanon e Pastorino, e in attesa di scoprire l'oggetto misterioso Cismasiu, deve far reparto da sola. La sua sfiga è sempre che fa quegli errori da sotto che le attirano le ire della plebe, ma in realtà le cose buone equivalgono e anzi superano quelle negative. In difesa è indispensabile baluardo, ha fatto sbagliare varie volte le avversarie. Però è inevitabile che si carichi di falli. Saprà recitare da protagonista fissa? Incognita.
Zanon: ogni volta che il Sanga perderà, sarà inevitabile sentir mormorare "Ah, se c'era Zanon", versione cestistica del tormentone "Ah, se c'era Renzi". Altrettanto inutile, però. Chi vivrà vedrà, per ora il roster del Sanga è questo.
Genova: da matricola (neanche promossa) super-rinnovata ha 4 punti in cascina con 2 vittorie in volata. Ha mostrato pregi e limiti in egual misura, prima dominando, poi sembrando paralizzata di fronte alla zona e alla crescita d'intensità di Milano. Con Belfiore al meglio, e con le Bestagno rodate all'A2, può crescere ancora parecchio.
Milano: ha mostrato di poter rovesciare anche la più laida delle prestazioni, con lampi di classe e un'aumentata intensità difensiva; al tempo stesso però ha una coperta così corta che non può permettersi il minimo inconveniente, che sia una partenza a lumaca o un'uscita per falli o la serata-no di qualcuna. La zona sarà probabilmente il marchio di fabbrica e quindi per le avversarie sarà questione di metterla da fuori (o di correre per non farla schierare).

Nella foto (di A. Amato): contesa tra Calastri e M. Bestagno. Osservano Frantini e De Scalzi.


domenica 20 ottobre 2013

Taccuino illustrato (28)

Genova passa a Milano e rimane in testa alla conferenza Nord-Ovest di A2 insieme al Geas. Una partita per 2 quarti fiacca, nel terzo più accesa ma senza variazioni nello scarto, ha invece regalato emozioni nell'ultimo, ma non ha ribaltato l'esito indirizzato dal break iniziale delle ospiti.
E' solo la seconda giornata, ma con appena 12 partite nella prima fase, che diventano 10 togliendo le 2 con Biassono che daranno 4 punti uguali a tutte (salvo miracoli delle brianzole), sono già punti che pesano parecchio.
Per Milano due "fantasmi dell'opera" in tribuna: Zanon, che è fuori rosa, e Pastorino, infortunata; ciò significa una rotazione da 7, di cui Colli che è una '96, e la romeno-portoghese Cismasiu autrice solo di una poco incoraggiante comparsata. Genova invece al completo, però anch'essa non lunghissima (2 "n.e.", pochi minuti per Algeri, a mezzo servizio Belfiore).
Nel primo tempo il Sanga è spentissimo, a tratti quasi imbarazzante. Forse fatica a prender le misure a un'avversaria "vera" dopo la passeggiata con Biassono; d'altronde però aveva fatto un precampionato contro squadre di livello. Fatto sta che in 20 minuti le arancioni segnano 18 punti, con nessuna che riesce a suonar la carica. Mentre per Genova è brillante il finale di 1° quarto, in cui tocca il +13. De Scalzi appare subito scatenata, buca la difesa in entrata e in contropiede, mentre Bindelli crivella da fuori. Le due Bestagno sono meno ficcanti in attacco, ma Elena smista buoni palloni e Martina arraffa rimbalzi.
Nel 2° periodo, la zona di Milano abbassa i ritmi e ferma l'emorragia. Però non segna mai. Qui Genova sembra sedersi, non affonda i colpi: parziale di 7-10 in 10 minuti (18-31 il totale), non bellissimo.
A inizio ripresa Milano ha un altro piglio: morde di più in difesa e corre. Calastri si sblocca, Lepri strappa tanti rimbalzi in attacco, Frantini segna due volte in entrata, Gottardi c'è. Però non basta perché De Scalzi è imprendibile, arriva a 21 a metà 3° quarto. Poi Pinotti le mette addosso Colli in box-and-one e in qualche modo la spegne. Ma sul 36-50 al 30', poi 42-54 al 32', sembra che la rimonta sia morta sul nascere.
Invece, mai sottovalutare la classe delle venerande. Gottardi segna dalla media e con tripla. Poi Frantini, fin lì alterna, s'accende in modo classico per lei con una rubata + contropiede. A quel punto, il consesso di esperti intorno al qui scrivente (Nonino, Luca Visconti, Stefano Fassina, Walter Ambrosi) sa già cosa sta per succedere: Frantini segna 2 triple di fila, da 7 metri abbondanti. E' 56-56 con 2'10" da giocare. Genova è in tilt: tiretti corti, circolazioni mosce contro la zona che ora sembra una muraglia, due clamorosi errori di Elena Bestagno in entrata. Il pienone del PalaGiordani s'incandesce.
Ma la veterana Cerretti con un'entrata sblocca Genova. Poi il colpo di scena: Frantini segna ancora da 3 ma l'arbitro annulla per riga laterale pestata, a -20". Cerretti fa 2/2 ai liberi, Frantini sbaglia e Martina Bestagno arrotonda sul 56-62, curiosamente punteggio identico all'ultima partita ufficiale lì giocata: gara-2 di finale playoff con S. Martino. 23 punti di De Scalzi (22 nel tabellino, che è un po' impreciso), 13 (nel tabellino 16) per Bindelli; di là 20 per Frantini, 15 (nel tabellino 17) per Gottardi.

Nella foto (di A. Amato): Gottardi in entrata sullo sfondo della tribuna gremita.


sabato 19 ottobre 2013

Sulla mancanza di personaggi nel basket femminile

Mabel Bocchi lo era, però. Ed è vero che ci sono personaggi che "bucano lo schermo" (cioè attraggono) più di altri. Gallinari, ad esempio, è uno che piace al di là di quello che fa in campo. Non ha mai vinto una mazza (tranne il torneo Cadetti di Bovisio Masciago) e ha solo offerto lampi di talento, indiscutibile ma a intermittenza anche per via dei 10.000 infortuni. Però Gallinari è personaggio. Così come, visto che hai citato il tennis, Agassi vinceva meno di Sampras ma era molto più personaggio di lui. E non credo solo perché aveva sposato Brooke Shields e combinato varie marachelle fuori dal campo.
Il problema è: nelle condizioni di popolarità che ha oggi il basket femminile, c'è qualche italiana che può diventare personaggio, cioè il volto immediatamente riconoscibile del nostro sport? Io penso che Mabel Bocchi lo fosse, ai suoi tempi. Non dico che tutti sapessero chi fosse, però la sua popolarità usciva dal novero degli appassionati.

venerdì 18 ottobre 2013

Taccuino illustrato (27)

Giorgia Sottana non è un play, dicono alcuni intenditori. Può darsi che sia vero. Ma non è neanche "personaggio"? Lo ha scritto Bibi Velluzzi, la scorsa settimana sulla Gazzetta, presentando il campionato: tra le pecche del movimento ci sarebbe che le "vedettes", le donne-immagine, sono sempre solo Macchi e Masciadri, ormai avviate verso i 35, mentre Sottana non sa ancora esserlo, al di là di ciò che fa in campo.
Sarà vero? Mah, il vecchio Bibi è uno che il glamour lo fiuta, quindi se non l'ha fiutato per Sottana, ci fidiamo. Per le poche occasioni in cui ho visto Sottana dappresso, e cioè un paio di volte nei corridoi del palazzetto di Cinisello, quando veniva da avversaria del Geas, in effetti posso ricordare che non è una di quelle presenze che ti colpiscono immediatamente se sei nella stessa stanza con loro. Si badi che non parlo di mero aspetto fisico, ma di quel non so che di personalità, magari dettato da come uno parla, da come si muove, da come attira in modo naturale l'attenzione. Lei ha una voce abbastanza sommessa, tranquilla, con un accento veneto molto marcato, insomma in borghese pare una ragazza come le altre. Non so se sia una colpa, tutto ciò. :unsure:
Sul piano tecnico, difficilmente poteva fare di più, negli ultimi 2 anni. Certo, in confronto alle aspettative "da Messia" che suscitava una decina d'anni fa, qualsiasi esito appare insufficiente. Ma ha vinto 2 scudetti, 2 supercoppe, 3 Coppe Italia risultando mvp in buona parte delle finali; ha disputato alcune prove brillanti agli Europei, al punto che si diceva che se l'Italia fosse arrivata in semifinale, un posto nel quintetto ideale era suo. E in pratica è l'unica giocatrice di valore assoluto nella sua generazione in Italia (diciamo quella che va dall'86 al '90): le altre migliori sono solo buone, non ottime: da Cinili a Crippa, da Zanoni a Bagnara. E' lecito pensare che una come lei giocherà sempre nella potenza dominante del momento (oggi Schio) e quindi a fine carriera avrà un numero di scudetti simile a Macchi e Masciadri. Le quali, apparizioni in Wnba a parte, non è che a livello internazionale abbiano ottenuto traguardi fantascientifici.
E quindi? Boh, la sensazione che manchi sempre qualcosa a Sottana per essere quello che era destinata a essere, forse non s'è ancora dissolta. Ma se non è "personaggio", magari dipende anche da circostanze avverse come 'sta crisi che brucia piazze storiche del femminile sostituendole con realtà caserecce in cui, più che a Sottana o a Macchi, si pensa a tirare a campare.
E poi il buio televisivo è opprimente: stasera su RaiSport c'era l'A1 di pallanuoto femminile e passava il "promo" del campionato di volley. D'accordo, le schiaffapalla vivono su un altro pianeta, ma la pallanuoto? Possibile che loro hanno i danari per pagarsi le riprese e noi no? Senza tv, anche una Taurasi non diventerebbe personaggio.
Intanto sul sito Bgtalks.com, il blog tenuto dalle giocatrici, abbiamo trovato una Sottana non malaccio in versione scrittrice.

Nella foto: Sottana si dispera per il giudizio di Velluzzi.


lunedì 14 ottobre 2013

Taccuino illustrato (26)

Una partita non disputata per rinuncia e 4 terminate con scarti di 17, 22, 49 e 57 punti. Questo il bilancio agonistico dell'Opening Day di A1 che, se non fosse per la temperatura estiva che ha consentito ai presenti di sollazzarsi in ispiaggia, qualcuno potrebbe definire "raggelante".
Franco Montorro (l'ex direttore di Superbasket, che ora tiene un sito internet) ha zufolato su Facebook: "DONNE DU DU - Dopo la giornata di gala della A1 donne, aspetto con curiosità i commenti di certa stampa locale. Soprattutto i titoli". :wacko: Ma che vorrà che scrivano, poveracci? Qualcun altro ha postato: "Poi ci si stupisce se gli sponsor scappano". Ma a me pare che siano già scappati, e casomai gli squilibri sono conseguenza di tale fuga, non causa: giacché varie squadre son fatte con due lire. Soprattutto Chieti, di cui non si sapeva nulla nei giorni scorsi, e in effetti non c'era nulla da sapere, se non il fatto che han smantellato il 90% dell'organico. Per cui, che ne abbiano presi 49 da Schio è quasi ovvio; stupisce di più il -57 di S. Martino con Ragusa, anche se le siciliane si candidano a rivelazione (Riquna Williams 22 in 21'; capocannoniera annunciata) e le venete avranno pagato l'emozione dell'esordio, con tante ragazze di paese.
A salvare il quadro, la bella vittoria delle padrone di casa contro Parma (62-57) nell'unica partita equilibrata. Anche Arioli e Fassina in doppia cifra. Così, tanto per citare qualche italiana (in generale, con 3 straniere anziché 4, la parte del leone nei punti la fan sempre le importate).
L'altra partita con un po' di significato è stata Lucca-Venezia, con autorevole prova delle finaliste 2013 (66-44) e scialba della Reyer, anche se non ha giocato McCallum.
Altri spunti del weekend. Cantano le cugine Bestagno in Genova-V. Cagliari, miglior partita di A2 Nord (69-68 dopo overtime): Martina segna 29 punti, Elena pareggia al 40' con un'invenzione fuori equilibrio. Ma è De Scalzi la migliore per valutazione, addirittura 38.
Nel Nord-Est spicca il +31 di Muggia ad Alghero; al Centro il 74-68 di Crema su Ancona (Picotti 36 di valutazione); al Sud il 66-65 di Brindisi su Napoli, con 21 della '96 Cut-the-Chin (= Tagliamento).
In A3, il tanto atteso esordio del gonnellino del Lussana Bergamo finisce con un poco gratificante 27-37 contro Carugate. Non è l'unico punteggio da minibasket registrato nelle 3 serie maggiori, ma concediamo l'alibi della prima giornata; certo che il 27-44 dopo 2 supplementari (ovvero 50' di gioco) tra Sassari e Acilia è un'impresa. :cry:

Nella foto: Brunetti e Arioli, bandiere del Cus Cagliari.


domenica 13 ottobre 2013

Taccuino illustrato (25)

Poche ore dopo e si passa a Biassono per il derby con il Sanga. Anche qui un buon pubblico, circa 150, in larga maggioranza milanesi. Purtroppo i timori di una partita inconsistente sono confermati fin dalla palla a due, tanto più che alle brianzole manca Porro, cioè il maggior riferimento a cui aggrapparsi in una sfida impossibile. Per Milano invece in campo Lepri, partente per motivi di studio (ma sperano d'utilizzarla almeno nelle partite più importanti; in sospeso la situazione di Zanon).
Inutile spendersi in dettagli su un confronto tra giocatrici vere e ragazzine tutte da plasmare, a livello tecnico ma anche fisico, perché, ad esempio, vedere le acerbe guardiole di fianco a Frantini, oppure le lunghette venir stoppate da Calastri senza neanche saltare, mentre i goliardici cori del calientissimo gruppo ultras di Milano infierivano ("Biassonese pezzo di merda", "Biassonese del cazzo", anche se ritengo fossero diretti più all'homo biassonensis in generale che alle giocatrici), metteva un certo disagio, diciamo così. Ricordiamo poi che coach Fassina ha ripreso in mano la squadra solo da una settimana, per cui è tutto un cantiere. Il 9/60 dal campo è eloquente, e fortuna ha voluto che siano stati mandati due arbitri che fischiano (merce rara), per cui Biassono ha avuto ben 20 tiri liberi.
A metà 2° quarto si era già sul 10-32, con Calastri a quota 12, Gottardi a 8. Nella ripresa in evidenza soprattutto Frantini, che chiude a 20, e la giovane Colli, 14. Ecco, le ragazzine del Sanga (le esordienti Valli e Scuto, più Falcone già vista l'anno scorso) sono parse più spigliate rispetto a quelle biassonesi, per quanto ovviamente entrare sul +30/+40 agevoli le cose...
Punteggio finale 32-86 (valutazione 4-122), ed è evidente che una situazione così fa male al campionato, se diventa la norma. Ma riponiamo fiducia in Fassina e magari nel mercato invernale; inoltre ricordiamo Carugate del 2008/09 che, in B1, con una squadra inizialmente brancaleonica, crebbe poco a poco fino a salvarsi. Lo stesso College Italia, lo scorso anno, incassò un -54 a Spezia ma poi la scampò. Male che andasse, Biassono ha il bonus-ripescaggio da giocarsi.

Nella foto: Gottardi e Stabile pochi minuti prima del prepartita con l'inedita maglia nera.


Taccuino illustrato (24)

Ieri pomeriggio apertura delle ostilità 2013/14. Il Geas ritrova l'A2 a 5 anni e mezzo dalla leggendaria promozione post-morte del presidente Carzaniga, e scampa nel finale allo sgambetto dell'Astro Cagliari, squadra poco considerata nelle gerarchie ma che non è parsa affatto male (tra parentesi, complimenti al movimento cagliaritano, 3 squadre fra A1 e A2): Pat Marcello è già ben nota ed è una garanzia; Martellini, Cirronis e Pacilio è un trio che regge bene la categoria; la slovacca Letkova è grande e grossa e ci sa fare (non un portento ma buona). In più, il Geas non aveva l'argentina Burani per un problema di tesseramento, e Arturi era a mezzo servizio dopo lo stop in precampionato. Equilibrio costante fino a metà (18-18, 39-36), poi sembra che la maggior profondità e qualche lampo individuale di Zandalasini e Gambarini, lanciate in contropiede da Arturi, faccia il break decisivo (49-38 al 26'); ma tra qualche rotazione che forse toglie un po' di ritmo e qualche vuoto difensivo, il Geas si fa sorpassare (53-55 al 33'). Bel testa a testa finale che si risolve con un 8-0 Geas firmato da Mazzoleni e Meroni, direi le migliori in campo come qualità (quantitativamente Gamba & Zanda han fatto di più ma a corrente alternata; mi è piaciuta anche Beretta).
Finisce 72-65, Zandalasini 19 con 8/20 (non le entrava il tiro dalla media; meglio in avvicinamento), Gambarini 14, Mazzoleni 13, Meroni 11; di là Marcello 23, Letkova e Cirronis 14. Partita godibile, buon pubblico e bella atmosfera, tra 2 settimane a Sesto c'è il derby con Milano e sarà super.
Il Geas è certamente destinato a crescere, una volta al completo e rodato. Cosa non mi convince? Forse che ha 3 play validi (Arturi, Gambarini, Mazzoleni) ma nessuna "2-3" vera e propria. Le Gottardi e Frantini del Sanga, per intenderci.

Nella foto: Gambarini prepara il "jumper" dal limite dell'area.



Taccuino illustrato (23) - Minnesota campione Wnba

Si è conclusa in 3 gare secche la serie di finale Wnba. Minnesota, dopo aver distrutto Atlanta nelle prime 2 partite in casa (84-59 e 88-63), ha faticato giusto un pizzico di più in trasferta (86-77) chiudendo i conti sul 3-0. Superiorità schiacciante e finale un po' sottotono per una stagione che invece è stata brillante, con le nuove superstar e quelle vecchie che hanno brillato quasi all'unisono. Mvp della serie è stata Maya Moore, il 24enne talento forse meno celebrato rispetto ad altre "big", ma di prima grandezza. Vincono anche le nostre vecchie conoscenze Brunson e McCarville, entrambe con ruoli da buone comprimarie al trio di superstar Moore-Whalen-Augustus.
Per Minnesota è il secondo titolo in 3 anni; sarebbe stato tris se l'anno scorso non avesse perso a sorpresa con Indiana in finale dopo aver dominato la stagione.
Chiusi i battenti della Wnba, ora le migliori migrano verso Turchia e Russia più scaglie del resto.

Nella foto: Maya Moore.


sabato 12 ottobre 2013

Taccuino illustrato (22)

Situazione curiosa per le 3 lombarde del girone (vabbè, conference) Nord-Ovest di A2: per un motivo o per l'altro è come se iniziassero ora il precampionato, non il campionato. In che senso? Be', Biassono è evidente: solo all'inizio dell'ultima settimana coach Fassina ha potuto riprendere il timone; e la squadra ha perso tutte le giocatrici più forti dell'anno scorso salvo Porro e Colombo, due giovanissime. Rinforzi: nessuno. Oggi come oggi è una delle squadre più acerbe mai viste in A2, però confidiamo in mastro Fassina, già costruttore di due salvezze (anche se con organici ben migliori), e nella capacità di migliorarsi delle ragazze. E poi c'è Valmadrera al Nord-Est che non è messa molto meglio, nonostante qualche veterana sia rimasta e coach Frigerio sappia il fatto suo.
Milano patisce le note tribolazioni societarie, che potrebbero anche ribaltarsi se la ricerca di sponsor fruttasse (la Gazza di ieri dava per non impossibile il ritorno di Zanon), però di fatto oggi portano a non aver più né Zanon, né Lepri (in partenza per studiare in Umbria) né Pastorino attualmente infortunata; la panchina è tutta bebè, anche se la '96 Colli è promettente; la romen-portoghese Cismasiu è da scoprire. La presenza di Stabile-Frantini-Gottardi, più Calastri che se ci crede può essere una signora pivot in quest'A2, garantisce un tot di vittorie, quante non lo so, e poi Gottardi a gennaio-febbraio starà via.
Il Geas ha avuto un mese di porte girevoli, con gente che si scassava e gente che partiva per i Mondialuzzi di 3 contro 3 dall'altra parte del mondo. Mercoledì erano date in dubbio Arturi e Galli per oggi, oltre a Barberis, Kacerik e Picco sicuramente fuori infortunate.
Insomma un magma per ora informe ma vedremo cosa ne scaturisce tra un mesetto o due. Peccato solo che la stagione-bonsai da 20 giornate riduce il godimento.

Nella foto: il Sanga festeggia l'accesso alla finale 2013; si rivedrà la scena o è utopia?


Taccuino illustrato (21)

Mancano solo un paio d'ore al via dell'annata (antipasto di Supercoppa a parte): derby Umbertide-Orvieto all'Opening di A1 e qualche partita in orario "sardo" per A2 e A3. Giusto qualche appunto dalla settimana di vigilia.
"Il femminile non è morto, ma è agonizzante", ha scritto ieri Bibi Velluzzi sulla Gazzetta, presentando l'A1.
In effetti, segnali di un'imminente apocalisse in questi giorni fioccavano. Le notizie più gettonate erano queste: la rinuncia di Priolo alla prima giornata; la querelle sulla ragazza del Lussana Bergamo che non può svincolarsi perché costa 18.000 euro; la lettera di Madonna per denunciare insulti a Spezia; il probabile oscuramento tv dell'A1 anche quest'anno; le società che impazziscono per compilare liste R (o N) ed espletare tesseramenti, perché Fip online è in crisi; giocatrici di A2 di buon livello che ormai guadagnerebbero di più a far pulizie part time in qualche ufficio. :blink:
E altre che ormai in A2 non han più cittadinanza, sebbene sappiano giocare, perché pigliarle costa 3500 euro (più il rimborsuccio spese), le società non trovano più sponsor salvo miracoli, e quindi meglio metter dentro la '97 del vivaio che faticava magari a far la differenza in Under 17 fino all'anno scorso. D'altronde succede così anche in mille aziende d'Italia (a parte gli indispensabili, pochi, per gli altri posti meglio lo stagista a costo zero che l'impiegato di mezza età), e poi sempre sulla Gazzetta di ieri era significativa una frase di Minucci, il boss di Siena maschile: ormai vincere o perdere sul campo conta poco, l'importante è sopravvivere a livello societario. :o: Non a caso in questi giorni su Facebook tutte le società chiedono un clic per vincere il concorso Kinder che elargisce soldi che sarebbero manna.
Ma ci vuole anche ottimismo e dunque oggi sarà pur sempre divertente, ad esempio, il doppio menu Geas-A. Cagliari e Biassono-Milano di A2, e la pagina intera della Gazzetta di ieri (sezione Lombardia) sull'A2 medesima è davvero un piacevole inedito.
Già che ci siamo, segnaliamo il nuovo video-spot del Sanga ideato da Silvia Gottardi, con le giocatrici in versione attrici. Speriamo poi in qualche bel jumper di Zandalasini (nella foto) e la vita sembrerà migliore. Ah, intanto oggi Masha Maiorano fa 10 Opening Day consecutivi: a volte se uno ci crede, ci riesce.



mercoledì 9 ottobre 2013

La GIBA contro il gonnellino del Lussana

La posizione della GIBA in merito alla nuova divisa proposta dal Lussana Basket Femminile.

In questi giorni, il mondo del basket femminile è animato da una polemica riguardante la nuova divisa da gioco proposta dalla società del “Lussana Basket Femminile”, che giocherà il Campionato di A3.

La divisa è composta da canottiera aderente, leggins e – sopra i leggins – un gonnellino.

Tale abbigliamento non è solo scomodo per la pratica sportiva del basket, ma anche vietato dalla normativa federale.

Inoltre, alcune giocatrici del “Lussana Basket Femminile” si sono pronunciate apertamente contro la divisa, per la sua poca praticità.

La GIBA ritiene di dover prendere posizione in merito alla questione, per sottolineare come non sarà certo una divisa – non regolamentare e scomoda – a ridare forza al movimento cestistico femminile, che ha comunque bisogno di nuove idee ed entusiasmo.

In un momento storicamente delicato, in cui c’è bisogno di una sempre maggiore sensibilità verso il ruolo della donna nella società, proteggendo la figura femminile dai continui attacchi – morali e fisici – provenienti dal più becero machismo spacciato per “cultura”, la GIBA invita tutti a rispettare il movimento cestistico femminile, partendo dai settori giovanili.

Alle persone che hanno avuto l’idea della divisa da gioco, la GIBA rivolge un sincero e sportivo invito a canalizzare i loro sforzi e le loro capacità di comunicazione – evidenti, stante l’eco avuta dall’iniziativa – verso proposte finalizzate ad una reale valorizzazione del basket femminile, per fornire una concreta spinta positiva ad un movimento che ha bisogno di tornare a crescere.

martedì 8 ottobre 2013

Taccuino illustrato (20)

Memorial Pasquini di notevole interesse in chiave-lombarde di A2, lo scorso weekend a Crema. C'erano infatti le 4 squadre più competitive della pattuglia regionale, con tutto il rispetto per Biassono e Valmadrera che al momento hanno un visibile ritardo di competitività (squadre già da playout lo scorso anno, svuotate dal mercato estivo).

Antipasto di campionato ma solo in parte, giacchè Crema e Broni giocheranno al Centro-Sud, Milano e Geas al Nord. Ma si cercava comunque di trarre indicazioni, auspici e strologamenti, oltre al valore dei risultati di per sé, perché le sfide tra quelle squadre val la pena di vincerle anche in precampionato. E il bello è stato che son venute fuori almeno 3 partite equilibrate, di cui 2 punto a punto.
Tuttavia le contendenti sono parse tutte in fase di cantiere. Crema forse meno delle altre (ma aveva assenze) e infatti ha vinto il torneo dominando Broni in finale (+21 a metà). Pare comunque leggermente meno forte dell'anno scorso, senza più Kozdron-Losi né una sostituta, anche se Capoferri fece vedere nei playoff di essere cresciuta a tal punto da rimpiazzarla; e Zagni è una buona presa dalla defunta Cremona.
Broni che ha fatto una campagna acquisti "faraonica" (tra virgolette perché i tempi sono grami), con le varie Laterza, Zampieri e Corradini, ma ha bisogno di tempo per incastrare i pezzi nel modo giusto; per ora è legnosa.
Milano ha fatto una buona figura, impegnando Broni fino al 39' e battendo il Geas nella finalina. E' un roster amputato, rispetto alle idee di luglio, dopo l'addio di Zanon, lo stop ai box per Pastorino e il mancato arrivo di Donvito o chi per essa. Oltretutto sta per lasciare Lepri per motivi di studio. Il quintetto resta fra i migliori nella categoria, con la "sacra triade" sul perimetro (Stabile, Gottardi, Frantini) e Calastri-Cismasiu sotto. Il resto è da inventarsi.
Infine il Geas, cui mancava Arturi, ovvero la regista titolare, unica con esperienza, leader tecnica e spirituale, eccetera; e anche Barberis e la sovente acciaccata Kacerik. Inoltre Zanda & Gamba erano reduci dal Mondiale 3 vs 3, l'argentina Burani appena arrivata. Ha impegnato sia Crema (meno; però era a +5 al 20') che Sanga, per ora non basta ma può solo crescere.


Taccuino illustrato (19)

Da Basketinside, una vicenda spinosa sulla lombarda (d'origine brasiliana) ex Udine Tayara Madonna, prima presa e poi rilasciata da Spezia. Oltre al dispiacere per la situazione, viene da chiedersi: in questi casi scrivere una lettera come questa conviene o non conviene a una giocatrice? E in generale, quando uno pensa di aver subìto un'ingiustizia, è vantaggioso farlo sapere pubblicamente?
Qui, poi, c'è il problema che l'ingiuria verbale è difficile da oggettivare.

Riceviamo e pubblichiamo una lettera da Tay Madonna, ex giocatrice di Udine e La Spezia in merito alla sua vicenda di quest’estate, che l’ha portata a lasciare la squadra ligure. “ Mi trovo a scrivere questa lettera, per fare un po’di chiarezza con quanto successo negli ultimi mesi. Sento la volontà ma anche quasi l’obbligo di farlo pubblicamente, in quanto penso che il rispetto non debba mai mancare sia con le giocatrici sia con le persone. Rispetto, appunto. Non mi sento ancora arrivata nel mondo della pallacanestro, tutt’altro: devo e voglio ancora migliorare e crescere ma come tante altre vivo col sogno di rendere questo fantastico sport che amo il mio futuro, così come ha rappresentato il passato e presente. A Udine mi son trovata benissimo, sia in campo sia fuori. Persone stupende che mi hanno fatto sentire in una seconda famiglia, ma nello sport si sa che i treni difficilmente passano due volte e l’occasione di finire in A con La Spezia era quella che non potevo rifiutare. Ho sentito troppe voci cattive sul mio conto, da chi ha scritto che non mi allenavo, a quelle riguardanti il fatto che hanno preferito una giocatrice differente. La realtà è però un'altra. Sono stata insultata e aggredita verbalmente da chi all’interno di una società dovrebbe tutelare le loro atlete e non mettere in difficoltà una ragazza che comunque si trovava alla prima esperienza lontano da casa. Tutto ciò ha portato a una pressione esagerata che aggiunta al poco rispetto che mi son sentita ha poi definito la rescissione del contratto. Con questo spero di chiarire una volta per tutte le voci su di me, ringraziando comunque coach Loris Barbiero per le due settimane di allenamento con lui e le altre compagne. Ora passata l’amarezza, non vedo l’ora di ricominciare con l’entusiasmo e la grinta che mi hanno sempre tenuta attaccata al basket.” Tay Madonna





lunedì 7 ottobre 2013

Taccuino illustrato (18)

Il caso Manuela Zanon. Che farà una delle giocatrici più importanti del panorama lombardo e, se lei avesse ancora voglia e possibilità, anche del panorama nazionale?
Da quando il Sanga ha avuto problemi economici, cioè da agosto, la sua permanenza a Milano è diventata dubbia. Inevitabile il farsi avanti di varie pretendenti. Tra queste, Carugate sembrava aver guadagnato la pole position la scorsa settimana, quando ha schierato la massiccia ala dell'80 in un'amichevole con Crema, vincendola con lei a quota 19 di valutazione. Tuttavia, dopo una riflessione su tempi, modi e motivazioni, l'accordo non s'è concretizzato. Sembra soprattutto per necessità lavorative di Zanon (gestisce una palestra a Barlassina). In precedenza era sfumata anche una pista svizzera, a Bellinzona dove gioca ora Yadi Rios. Al momento l'ipotesi più probabile diventa il ritiro della giocatrice, ma non è detto che sia davvero il finale della storia.


domenica 6 ottobre 2013

Taccuino illustrato (17) - Schio vince la Supercoppa

Si ricomincia da dove s'era rimasti: Supercoppa italiana a Schio che batte Lucca 62-53. Più o meno sulla falsariga delle sfide salienti dello scorso anno fra queste due squadre, ovvero la finale di Copp'Italia e le 3 per lo scudetto: Lucca che tiene per un po', anche abbastanza a lungo (primo tempo +1 toscano, 29-30), poi però quando Schio decide di cambiar passo arriva un momento in cui la partita si spacca. In questo caso il terzo quarto con un parziale di 25-9. Poi Lucca come si sa non è squadra che molli, però come già in passato, i suoi tentativi non rimettono in discussione l'esito. Sottana mvp con 18 punti, Macchi 13, Godin 12 contro Halman 16.

Inutile dire che questo primo trofeo assegnato appare un preludio a un'altra stagione di dominio scledense, forse ancor più dell'anno scorso vista la scomparsa di Taranto, che nel 2012/13 certo non fu la miglior avversaria (scivolò nei quarti), ma aveva almeno le potenzialità economiche e il "know how" per stare nello stesso pianeta di Schio. Scorrendo gli organici della nuova A1 (dove spicca il ritorno a 3 sole straniere), dove anche quest'anno ci sono stati parecchi movimenti, si vedono varie buone squadre, come Lucca, Parma, Venezia, Umbertide, forse pure Ragusa, ma non tali da infastidire Schio che oltre ad aver ripreso Ress ha anche il vantaggio di aver cambiato meno rispetto alle principali rivali.

Nella foto: la premiazione della Supercoppa.


sabato 5 ottobre 2013

Taccuino illustrato (16)

Capitolo "informazione sul basket femminile": un paio di segnalazioni di tipo ben diverso fra loro, ma altrettanto interessanti.
Da un paio d'anni e mezzo, anche se non so quanto se ne sia parlato, esiste una rivista in formato PDF (o newsletter, come fa più figo dire) sul sito Fip, dal titolo "RePlay", che è una sorta di bollettino sulle attività delle Nazionali, le iniziative Fip eccetera. Mensile, risulta quindi una sorta di sintesi dei comunicati stampa che compaiono nella colonna "News". Ciò è particolarmente interessante nei mesi estivi, quelli dedicati alle Nazionali: in quei periodi le pagine diventano un ottimo surrogato del fu Superbasket (per noi nostalgici; per il pubblico generico non so). Chiaro, il femminile è solo una parte minoritaria, ma ce n'è.
Novità recente è invece il sito Bgtalks.com, dove "BG" sta per "Basketball Girls": è iniziato a settembre e ha la particolarità che sono direttamente le giocatrici che scrivono. L'"editoriale" dice: "Il nostro ambizioso progetto è di portare alla luce i lati nascosti del basket in rosa. Non ci interessano le cronache delle partite, le analisi, i discorsi da bar – o, meglio, solo in modo marginale. Noi vogliamo darvi qualcosa che tutti gli altri ancora non vi danno. Noi vogliamo mostrarvi il basket femminile dal di dentro, come lo vivono le giocatrici".
Per fare un esempio, c'è Giorgia Sottana che racconta cosa si prova nel tempo passato in Nazionale; c'è Elodie Godin che spiega come si sta preparando Schio alla Supercoppa. Logicamente non è qualcosa di giornalistico né di sistematico; tuttavia se le ragazze mantengono una certa continuità nello scrivere è una prospettiva nuova e interessante. Anche se com'è inevitabile un po' di auto-censura dovranno sempre imporsela, quindi nel "sancta sanctorum" dei segreti delle giocatrici non entreremo mai. Però, considerando quanto sono banali (salvo eccezioni) le loro dichiarazioni nelle interviste, c'è la speranza che scrivendo loro quel che vogliono siano ben più interessanti...

Nella foto: una pagina di RePlay e una di BG Talks.


venerdì 4 ottobre 2013

Taccuino illustrato (15)

E' tra Atlanta Sogno e Minnesota Lince (Dream e Lynx, s'intende) la finale Wnba 2013, che inizia domenica 6. Le finali di conference si sono chiuse con secchi 2-0 ai danni di Indiana, campione uscente, e Phoenix di Taurasi e Griner. Poca storia sul campo, tant'è che ha avuto più rilevanza il bacio in bocca di Taurasi a Seimone Augustus (durante gara-1 Minnesota-Phoenix) che il lato agonistico. Anche se non stupisce, visto che i baci saffici o pseudo-saffici sono stati il tormentone dell'estate (vedi Mondiali di atletica).
Il duello da copertina, raffigurato anche nel manifesto qua sotto, è tra Angel McCoughtry e la stessa Augustus. Ma Minnesota, già campione nel 2011, conta anche su Maya Moore, Lindsay Whalen (e le nostre vecchie conoscenze Brunson e McCarville), mentre per Atlanta non ci sono altre superstar da cassetta.
A proposito di superstars, poco più d'una settimana fa sono stati diramati i 2 quintetti ideali della stagione: nel primo ci sono Fowles e Parker come lunghe, Whalen play, Taurasi (ottava volta, pareggiato il record di Leslie) e Moore esterne; nel secondo Catchings, Delle Donne, Tina Charles, McCoughtry e Augustus.
Questo non solo per fare l'elenchino ma per dire che ai Mondiali 2014, con questo ben d'Iddio e almeno altre 5 o 6 super-giocatrici arruolabili, gli Usa faranno polpette di tutti ancor più marcatamente che ai Mondiali '10 e Olimpiadi '12. L'Italia non ci sarà, com'è noto, ma c'è mancato poco e pensate la povera Francesca Dotto, piccina com'è, se avesse provato una delle sue entrate kamikaze trovandosi di fronte quel mostro di Griner che arriva a 3.50 quando salta. Le americane stanno vivendo un'epoca di gran fioritura di talenti, lo stesso non sembra per il resto del mondo, nonostante la recente Spagna-Francia finale europea sia stata una gran bella partita.


giovedì 3 ottobre 2013

Taccuino illustrato (14)

Sono usciti nei giorni scorsi i classici premi di Lega per la passata stagione. Come da tradizione hanno fatto discutere, a torto o a ragione che sia. C'è qualcosa che non convince del tutto, ciò non significa però che tutti i premi siano scandalosi o dati con motivazioni politiche, come qualcuno sbraita.
Nel dettaglio. A1: Nadalin migliore italiana non è il primo nome che verrebbe in mente, non certo perché è oriunda ma perché ha vissuto la sua classica annata da solida comprimaria (8 punti e 5 rimbalzi). Il problema è che alternative lampanti non ve n'è. La stagione è stata depressiva per il parco-italiane, il che potrebbe indurre al pessimismo nel momento in cui si è tolta una straniera... Macchi e Sottana, complici infortuni, hanno vissuto una stagione sottotono (rispetto al loro potenziale); Masciadri è in flessione come altre grandi vecchie; le 24-27enni come Zanoni, Bagnara, Crippa, Cinili han fatto cose oneste ma con pochi acuti. Donvito è forse l'unica che è andata sopra le righe, lasciandosi alle spalle 3 anni di infortuni e raddoppiando la media punti. Quindi ci poteva stare Donvito, ma non era supportata dai risultati di squadra mentre Nadalin ha vinto lo scudetto. Sintesi: scelta poco esaltante ma non assurda.
Sempre A1: Lavender miglior straniera è sacrosanto. Serventi miglior coach ci sta perché ha fatto l'unico vero colpo a sorpresa dell'anno, eliminando Taranto. Però Diamanti ha fatto tutta una stagione, da sorpresa, quindi chissà se non meritava di più lui. Dubbio.
Miglior giovane Francesca Dotto, giusto per quel che ha fatto, legittimato poi (anche se non c'entra) con l'estate brillante.
A2: qui, chissà perché, c'è la legge non scritta di premiare delle giovani (e italiane) come migliori giocatrici. Ecco dunque i premi alle '93 Maffenini e Bocchetti. Brave ma proprio le migliori? Maffenini ha numeri ottimi (oltretutto frenati dall'infortunio del precampionato) ma è penalizzata dall'esser retrocessa. Bocchetti è andata bene di squadra, ma ha cifre buone, non eccelse. Per me la migliore al Nord è stata Mandache, al Sud non mi pronunzio per non aver seguito dappresso.
Ha più senso il criterio usato per l'A3 dove si distingue tra migliore in assoluto e miglior giovane: così s'è dato il premio rispettivamente ad Arturi e a Gambarini, entrambe del Geas, scelte sensate: rendimento individuale e promozione ottenuta. Però in effetti, scindendo anche in A2, forse c'era un eccesso di premi.
In ogni caso è materia in cui l'opinabilità è somma.

Nella foto: Nadalin.


martedì 1 ottobre 2013

Taccuino illustrato (13)

Seconda settimana di precampionato in archivio. Tra le lombarde di A2-A3, buone sensazioni per Costa, che tra sabato e domenica ha vinto il torneo di Valmadrera in memoria del padre di Bussola. Battute Carugate in semifinale e Valma in finale. Con Tagliabue, Tunguz e fin dall'inizio F. Pozzi, l'organico è sicuramente migliore dell'anno scorso per Costa.
Poco giudicabile il Geas, che era senza gran parte delle migliori, perdendo con Valma di misura e vincendo la finalina con Carugate. Quest'ultima aveva la domenica prima perso di misura col Sanga. Il quale domenica questa ha invece ceduto in casa nel suo "Memorial De Ponti", 60-64 con Torino, non bastando 19 punti di Calastri.
Torino indubbiamente col ritorno di Quarta e Montanaro ha un buon organico; Milano senza Pastorino (ferma ai box) e senza Zanon la cui posizione è in sospeso (resterà o partirà)? In sospeso anche, all'aggiornamento di domenica sera, la situazione di coach S. Fassina a Biassono.

Altri risultati lombardi di questa preparazione: Broni ha battuto il Geas, il Sanga ha battuto il Lussana, il Geas ha battuto Crema, Crema ha battuto Broni, insomma un rimescolio che dice poco (anche perché spesso si gioca con punteggio azzerato ogni quarto, poi chi vince lo trasforma in un'amichevole ufficiale con tabellino e tutto, chi perde lo declassa a "scrimmage"...).
Una lombarda invece emigrata, Giulia Maffenini (Napoli), per il secondo anno di fila s'è infortunata in precampionato e, graziadeo, per il secondo anno di fila si teme il peggio ma si rivela non grave. :)

Nella foto: Carolina Bossi mvp al torneo di Valmadrera.