lunedì 29 febbraio 2016

Punto - Nazionale (qualificazioni europee)

Sto definitivamente perdendo la battaglia con gli arretrati, anche perché stolidamente il 29 febbraio, anziché essere regalato alla cittadinanza come giorno di ferie (essendo un extra), è un lavorativo normale. Ma almeno due parole sulla Nazionale maggiore bisogna dirle. Alcuni utenti hanno già fornito esaurienti analisi, per cui ci limitiamo alla bruta cronaca e qualche conclusione.

Italia-Montenegro (purtroppo in contemporanea con le semifinali di Coppa Italia maschile). Una vittoria sofferta, una vittoria bruttina, una vittoria però di quelle che servono molto all'inizio di un nuovo corso, come a dare l'idea che nasca sotto una buona stella. Se avessimo perso non ci sarebbe stato nulla da dire; il primo tempo era stato condotto costantemente ma a basso punteggio, più che altro sfruttando gli errori del Montenegro (merito anche della nostra difesa); quando però le trans-adriatiche azzeccavano, da metà 3° quarto, una serie di 6-7 azioni tutte a buon fine, mentre l'Italia sbagliava tutto, si creava un clamoroso parziale di 0-16 nel giro di 5 minuti (da 37-28 a 37-44). Uno shock da cui provvidenzialmente ci riscuoteva una tripla di Masciadri pressoché sulla sirena.
Nel 4° quarto rincorrevamo ancora, troppo a singhiozzo in attacco per poter agganciare un Montenegro la cui fiammata peraltro si spegneva di botto così come era sorta. Dal 48-49 con circa 6' da giocare ci bloccavamo per oltre 4'30", fortunatamente quasi imitati dalle ospiti che segnavano solo 5 punti. Dotto ci sbloccava con un'entrata acrobatica delle sue. Ma quando Perovanovic segnava due liberi per il 50-56 a -1'20" sembravamo spacciati.
Siamo invece stati salvati dalle veterane (anche top scorers complessive: Ress 12-Masciadri 11-Macchi 10). Tripla di Masciadri, la donna delle scosse emotive. Poi due liberi di Ress, 55-56. Buona difesa che lasciava una tripla non facile al Montenegro, errata. A quel punto, con 20 secondi alla fine, palla ovviamente a Macchi, da cui ti aspetti una pennellata stile-finale scudetto scorsa. Ma stavolta lei apportava una sapiente variazione: venendo chiusa a centro area scaricava per Ress appostata nel mezzo angolo: dentro per il sorpasso a -4". Il tempo scadeva su un raddoppio a metà campo. Quindi 57-56 e tripudio per la gran folla di Schio, che come ha detto Kaysay è sede migliore di qualche località marittima se si vuole un fattore-campo, anche se agevola pure la collocazione invernale.

Il Montenegro poi per la depressione perdeva anche in Gran Bretagna, mentre noi sfruttavamo il turno con l'Albania, smentita vivente al luogo comune secondo cui "non ci sono più materassi". Nemmeno Trapattoni, l'uomo che temeva la Moldavia, :woot: avrebbe potuto dipingere come insidosa questa partita dopo il +83 dell'andata. Stavolta "solo" +46 (40-86) con 14 di Sottana, 13 di Zandalasini, 12 di Bestagno, ovvero tre che non avevano o giocato o brillato nella precedente.

Insomma tutto bene tranne il fatto che, Capobianco o Ricchini o chi altro, il nostro valore è lo stesso del Montenegro, cioè da prime 8 d'Europa se va bene, da prime 12 se va male. Forse con le veterane ci assicuriamo di vincere partite tipo quelle perse con la Bielorussia e la Grecia agli Europei scorsi. Ma per quanto il ritorno di Macchi e l'inossidabile capacità di Masciadri di mettere tiri importanti, nonché quella di Ress di fare reparto da solo, siano grasso che cola per noi, a lungo termine non possiamo camparci sopra, né si vedono ricambi pronti. In più se Sottana, l'elemento di maggior classe tra le "non vecchie", viene messa ai margini; se il reparto-lunghe è cronicamente... corto, come possiamo diventare diversi da quello che siamo? :unsure:
In effetti credo che la scommessa di Petrucci, pragmaticamente, non possa che essere quella di massimizzare il risultato coi mezzi a disposizione (alias cavare il sangue dalle rape, detto in modo volutamente bruto), affidandosi a uno staff che lui ritiene più affidabile e/o più completo di quello della precedente gestione.

Nella foto: l'importanza dello staff nel nuovo corso azzurro è ben rappresentata da quest'immagine in cui esso appare grande grande e le giocatrici piccine picciò.

venerdì 26 febbraio 2016

[A1] - Resoconto di Geas-Lucca

Arretrati, vi smaltirò. Siamo a Geas-Lucca, addirittura di 12 giorni or sono. Ma per fortuna c'è stata la sosta del campionato, quindi non siamo superati dagli eventi. E poi è stata una delle partite più divertenti che ho visto quest'anno, spiacerebbe sottacerla.
Vista non per intero, verità sia detta, giacché entravo nel palazzetto sestese esattamente nel mini-intervallo tra il 1° e il 2° quarto, sull'elevato punteggio di 20-27 per la capolista.
Avendo seguito l'andamento dalla macchina, sapevo che Lucca aveva già provato la fuga sul +11 ma il Geas aveva ricucito almeno in parte, con Mandache già a 13 punti. Sarà il tema di tutta la partita, questo fuggire toscano e questo indomito rincorrere sestese. Una squadra più forte contro una caparbia e in miglior serata al tiro: ecco come mai Lucca conduceva sì, ma non la chiudeva mai anzitempo.

Tribune non pienissime ma nemmeno troppo vuote, considerando che in questa uggiosa serata di metà febbraio la tv propinava due avvenimenti di richiamo quali la finale di Sanremo e la disfida calciocratica Juve-Napoli. :sick:
L'arrivo ritardato m'impediva purtroppo di vedere come sia stata l’accoglienza a Martina Crippa, geassina purosangue (dai 12, se non erro, ai 23 anni vestendo la maglia decorata col tondo rossonero), il prodotto del vivaio dei tempi di Nat Carzaniga che ha fatto più carriera, al pari di Iaia Zanoni, la quale però se ne andò via prima, a 19 anni.
Un talento naturale non da A1, Crippa, a mio immodesto parere (anche se dotata di una solidità fisica pari a quella di un dolmen in movimento), :ph34r: ma con una straordinaria capacità di assorbire come una spugna ciò che serve per scalare un gradino dopo l'altro, superando così compagne e avversarie con più doni innati ma meno capaci di recepire e interagire con la squadra e l’allenatore.
Il tipo di giocatrice che fa la miglior pubblicità possibile al lavoro di un vivaio, perché se (quasi) chiunque avrebbe potuto far diventare elemento da Nazionale una Zandalasini, è molto più lodevole riuscirci con una Crippa, alla quale pochi avrebbero pronosticato la strada che ha fatto.
Insomma, onore a lei, ma in questo suo ritorno Martina era, come la sua Lucca (e come Laterza, l'altra ex di turno; o come Micia Gatti, la centrona ex Varese, Sanga eccetera che a sua volta era attesa da alcuni aficionados nostrani), una preda pregiata da azzannare con fame da lupe per quelle del Geas, rinfrancate dal +20 su Battipaglia ma consce di non poter campare solo sugli scontri diretti per agguantare la salvezza. Vigarano su Ragusa, il modello da imitare.

Il problema è che Lucca, delle quattro di testa, è forse quella con minor talento complessivo, ma anche quella che meno si concede serate di pausa, condizione necessaria affinché l'ultima in classifica possa sperare in un colpaccio. Harmon è un riferimento eccezionale, un martello pneumatico che abbina il "jumper" dalla media e il contropiede a un'energia inesauribile e una capacità di crearsi sempre l'occasione di tiro. Nel 2° quarto è lei, con 10 punti sui soli 14 di Lucca, a sostenere compagne per il resto in blackout collettivo. In particolare Templari falliva più volte triple con spazio contro la zona. Al contrario il Geas inanellava fiondate dall’arco, addirittura 5 in questa frazione, di cui 3 di fila per ricucire da -10 a -1: autrici Madonna, Arturi e Brown nell’ordine.
Un Geas insomma che iniziava a crederci. Ancor più quando Brown infilava ancora una tripla allo scadere del 20’, da ben dietro la linea dopo un cross-over in palleggio: troppa grazia, (Sesto) San Giovanni. 41-41 e immaginiamo che Diamanti, che 41 punti vuole subirli in tutta la partita, altro che in un tempo (anche se quest'anno si è in parte adeguato alla piacevole moda dei punteggi in rialzo), abbia detto due paroline sulla difesa delle sue in spogliatoio, di cui sono stati rinvenuti calcinacci nel dopopartita. :woot:

Com’era infatti scontato, Lucca ripartiva con un altro tipo d’intensità nella sua metà campo. A seconda dell’appartenenza all’una o all’altra sponda, si dirà che le toscane attuavano una difesa forte oppure scorretta. Io dico solo che mi ricordo di peggio, anni or sono, contro Lucca: gente che volava al suolo come birilli.
Fatto sta che il Geas segnava solo 2 punti nei primi 6’ del terzo quarto. Lucca però faticava a scappar via, stentando ancora nel tiro da fuori. Trovava però 3 iniziative da sotto per issarsi quantomeno a +7. Poi la solita Harmon due volte dalla media, infine Dotto due volte dall’arco, sbloccando l’impasse balistica delle ospiti. Al contrario il Geas non centrava più il bersaglio pesante. Giusta fotografia il +11 a fine 3° quarto (52-63).

A cavallo della penultima sirena si vedeva anche Laterza per 5 minutucci; catturava due rimbalzi in attacco ma in ambo i casi perdeva palla pochi istanti dopo. Ma cambiava poco. Il Geas si riavvicinava con 4 tiri liberi (ottimo 9/9 dalla lunetta nella quarta frazione per le rossonere), ma Templari si scuoteva con un’entrata in “reverse” e una tripla; l’ennesimo tiro dalla media di Harmon e un’entratona di Dotto rincaravano la dose sul 58-72 a -4’30”. Finita lì, virtualmente.
Merito del Geas era poi di non voler uscire con un passivo pesante sulla groppa, sicché con un 8-2 si riportava a -6 con 1’10” e qualche speranziella la nutriva; ma con personalità Dotto serviva un assist a Pedersen per la staffa definitiva (66-74 a -50”), sebbene la caparbietà sestese continuasse fino in fondo, riducendo a un onorevolissimo -3 (71-74) lo scarto finale con un contropiede di Brown sulla sirena.
Brown 16, Mandache 15 (ma solo 2 dal 2° quarto), Correal 14, Barberis 12; di là Harmon 25 con 12/22, Pedersen 14, Dotto e Templari 11. Geas oltre il 45% da 2 e 40% da 3: si suol dire “segnali positivi”, e non è che non lo siano stati, quelli contro Lucca, ma a Cagliari sarà tutto un altro tipo di partita, una guerriglia nella giungla nemica, col triplo della pressione addosso, per giunta dopo la sosta a spezzare i rispettivi momenti. Altrimenti, contassero solo i “segnali”, un Geas che perde di 3 con la capolista sarebbe favorito su una Cagliari che fa ha fatto -41 con Parma. Insomma mi limiterei ad apprezzare la compagine di Zanotti per quanto fatto nella circostanza, ma non mi sbilancerei in pronostici sulla corrida del 28 febbraio.

Nella foto: Dotto riesce a sovrastare la difesa Geas, ma deve sudarsela.

lunedì 22 febbraio 2016

Punto A1

Arretrati, siate maledetti che non finite mai. Per l'A1 credo che mi sia rimasto il turno di settimana scorsa, il bizzarro anticipo in blocco della penultima giornata dopo il differimento della Coppa Italia. C'eravamo già chiesti se in qualche modo questo spostamento non altererà le sorti del campionato, perché magari alla penultima giornata c'era chi trovava un'avversaria col piazzamento già assodato e quindi meno motivata, eccetera. Ma è inutile strologare su ciò che sarebbe potuto essere; parliamo di ciò che è stato.

Il vecchio Max Pezzali avrebbe commentato: "E tutto va come deve andare". In tutte le partite infatti ha vinto la compagine meglio piazzata, tranne nel derby campano, dove però una Battipaglia pungolata a riscattare la magra della settimana prima col Geas era almeno leggermente favorita su Napoli, che per giunta ha perso in corsa Pastore per frattura al malleolo. Peraltro Pastore ha giocato 33 minuti, perciò l'infortunio non assolve Napoli dalla mattanza incassata nel 1° quarto (30-12), anche se da -19 all'intervallo le concittadine della pizza si erano riportate sul -9 al 30' (poi 77-65). Spicca per le salernitane la prova di Treffers (23 + 12 rimbalzi, 33 di valutazione), quasi ignorata dalle compagne (o abulica lei) col Geas, stavolta invece micidiale con la compagna di ruolo Gray (22 per 32 di valutaz).
Quindi Battipaglia si porta a quota 14 raggiungendo la stessa Napoli e Torino, ovvero +6 sulla quota-salvezza. Penso che queste 3 siano ormai al sicuro, con 7 giornate da disputare. Napoli però rischia un finale di stagione avaro di soddisfazioni, diciamo così.
Stava per fare il colpo Orvieto nel derby con Umbertide, grazie a 24 di Ivezic e 19 di Dietrick; ma poi perde 73-78 al supplementare, piegata dai 35 di Simmons e dai 22 di Agunbiade. Da notare che le due appena citate han giocato tutti e 45 i minuti: altri segnali di ritorno allo stile anni '80, cioè rosters non chilometrici, titolari fisse che accumulano cifre pingui. Per Orvieto poteva essere l'occasione di chiudere la pratica-salvezza o quasi, invece rischia ancora qualcosa.
Dopo lo sfogo contro gli arbitri, Cagliari non pare reagire positivamente, venendo asfaltata in casa da Parma: 57-98. Prahalis ne fa 29 ma presumo molti a partita già compromessa, visto che il 1° quarto era 9-28.
Per il resto c'è il solito poker delle "big 4", con modalità diverse: agevoli Ragusa (Brunson 25 + 14 rimbalzi per 37 di valutazione) e Venezia su Torino e Vigarano; soffrendo come previsto (cioè tanto ma non troppo) Schio a S. Martino, soffrendo più del previsto Lucca a Sesto (71-74).
Insomma un turno che si rivela di transizione, cambiando poco nelle situazioni che contano in testa e in coda.

domenica 21 febbraio 2016

Italia batte Montenegro; Gottardi vs Gazzetta

L'Italia vince una partita già persa, da -6 a 1'20" dalla fine col Montenegro; canestro di Ress a -4 secondi dal mezzo angolo sinistro.

E be', d'altronde non è che arriva Capobianco e a mo' di fatina trasforma una squadra media/mediocre in una squadra ottima. Il Montenegro del resto agli scorsi Europei è andato a un soffio dall'eliminare la Spagna nei quarti, ovvero ha fatto meglio di noi.

A proposito della partita, clamoroso attacco di Silva Gottardi alla Gazzetta dello Sport che non ha pubblicato nulla sul giornale di oggi al riguardo (in realtà poi in seguito a una perizia si scopre che sì, se ne parla, in 5 righe in una miscellanea di "brevi" in fondo alla pagina "Tuttenotizie"):

sabato 20 febbraio 2016

Punto A2

Arretrati maledetti, vi smaltirò mai? Cominciamo dall'A2, che l'A1 essendo in pausa non diventa troppo sorpassata, la roba di settimana scorsa.

Girone A: continuano i risultati oscillanti per le compagini tra il 5° e l'11° posto. Albino, in cui è tornata a mancare Bedalov, spreca una grossa occasione di staccarsi dalla bagarre, cedendo a Cagliari, la quale invece rianima le speranze di playout (ora a -4 dal duo Castelnuovo-Bolzano).
Marghera vince uno scontro diretto con Alpo che potrebbe valere almeno una posizione nella griglia-playoff (che entrambe devono comunque ancora conquistare). Pordenone stava per far saltare il banco con Crema, che però dopo aver sciupato il +12 al 30' la porta a casa nel supplementare con 27 di Caccialanza e 24 di Veinberga. Da notare che il satellite reyerino ha schierato tutto il possente trio Cubaj-Madera-Castello nel quintetto iniziale, più anche Porcu. Ma Madera si è fermata a 8, Cubaj a 11, Porcu 16 ma non è bastato contro una squadra più oliata rispetto a una che ogni volta cambia un terzo o anche metà del personale.
Broni non con vita facile a Carugate ma alla fine passa 60-71 con 5 in doppia cifra. Sono 19 vittorie di fila, a testimonianza non solo di qualità tecnica ma anche di forza mentale, perché su 19 partite, prima o poi, sarebbe anche normale un passo falso. Invece loro mai.
Vicenza sembra aver cambiato passo, lasciandosi alle spalle gli zoppicamenti esterni della prima parte di stagione: asfaltata Selargius a domicilio, 36-69 con già +16 al 10'. Ramon mostro spaventevole con 21 punti, 8/14 dal campo, 5/6 ai liberi, 25 rimbalzi, 47 di valutazione. :woot: "Come on, Ramon, you turn me on!", canta la plebe in suo onore.
Occasioni sfruttate da Costa e Milano in casa. Le brianzuole travolgono subito Bolzano, che all'andata le battè ma in una versione ben diversa (non c'erano Ristic, Visconti, Mistò); ulteriore tegola per le ex-impero austroungarico l'infortunio del play Giordano, out per la stagione. Così Costa (che in questi giorni riceve il Premio Reverberi) riaggancia Selargius al 9° posto, alias salvezza diretta; e il trio Marghera-Alpo-Pordenone è solo 2 punti sopra.
Milano invece domina per 2 quarti e mezzo su Castelnuovo, poi rischia nel finale sulla rimonta piemontese guidata dall'ex Palacios, dal neo-acquisto Salvini e dalla giovine Porro che ai tempi di Biassono battè una volta il Sanga con un canestro allo scadere. Ma alla fine la vittoria ha comunque arriso alle meneghine, così come arride il riallungo a +4 su Albino, ovvero il 4° posto finale ora è più probabile.
Insomma, tutto deciso per i primi 2 posti, per il terzo se la giocano Vicenza e Milano, grande interesse per quello che succede dalla metà bassa dei playoff alla parte alta dei playout. Tra chi riderà e chi piangerà potrebbe essere questione di tiri allo scadere, di differenze-canestri minime, eccetera.

Equo spazio per il girone B: Spezia come Broni, 19 su 19. Ferrara tiene, Castel S. Pietro, rimasta in versione molto giovane, cede.

venerdì 19 febbraio 2016

Punto Eurolega + rassegna stampa

Smaltimento arretrati, si continua. In Eurolega brava Schio che spampinando 75-57 Villeneuve d'Ascq non si fa scippare il 2° posto finale nel girone, che significa fattore-campo nei playoff. 26 punti con 11/17 al tiro per un'elefantesca Yacoubou. Chi trova Schio, però, a frapporsi tra lei e le Final Four? Le campionesse uscenti di Praga, e c'è da stare attenti perché di gente ottima ne ha eccome (l'ex tarantina Vaughn, la serba Petrovic che ha brillato agli scorsi Europei, le spagnole Palau e Xargay, le indigene ceche che non sono male) ed è una squadra vera, non una collezione di figurine, che ha dimostrato di saper sovvertire i pronostici. Se ce la facesse, Schio sarebbe la prima compagine italiana a raggiungere il traguardo, 14 anni dopo Parma di Titì Penicheiro (cito a memoria, se Kaysay non è morto mi corregga). In anni recenti, il sodalizio dei supermercati è arrivato due volte alle finali, ma erano Eight, non Four, e la differenza non è da poco.
Gli altri accoppiamenti sono: l'Ekaterinburg delle superstars contro il Galatasaray; il derby russo tra Nadezhda Orenburg e Dynamo Kursk; il Fenerbahce contro Cracovia.

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Rassegna stampa dei due mensili cestistici nostrani. Su Basket Magazine intervistano Becky Brunson e Virginia Galbiati, ovvero una top di A1 e una di A2. Da notare un paio di "boxetti" con i tops e i flops di gennaio nei due campionati: per l'A1 danno Vigarano come sorpresa (si era all'indomani della vittoria su Ragù) e Umbertide in crisi; mvp Harmon (d'accordo); per l'A2, sarà entusiasta l'utente Jabbar di questo forum, sorpresa Carugate e in crisi Milano. :rolleyes:

Passando al più patinato Superbasket, si è presa un mese di pausa, a quanto pare, Silvia Gottardi con la sua rubrica: probabilmente si deve al suo viaggio in Patagonia, cui comunque s'accenna in un trafiletto della paginetta di notizie varie. Abbiamo poi, tamburo di rulli, un'intervista di Giulia Arturi (che quando gioca è figlia d'arte di madre, quando scrive è figlia d'arte di padre) al sommo di tutti i sommi, ovvero Giovanni Petrucci. Due parti: una sulla nazionale maschile (non c'interessa), l'altra sui piani di rilancio per il femminile.
Piani che in effetti lo Zeus del basket italiano conferma, senza però dettagliare che cosa si farà (per esempio è scettico sulle idee tipo College o progetti ad hoc) a parte puntare forte sulla Nazionale, che lui ritiene specchio e propellente del movimento intero. Fiducia in Capobianco, massima dovizia di mezzi per ottenere i risultati, ricordando però che agli ultimi Europei siamo usciti solo per un rimbalzo sfigato con la Bielorussia (che in realtà è falso: siamo usciti per la sconfitta con la Grecia anche se, ok, avessimo vinto all'esordio con le russobianche, sarebbe cambiato il morale eccetera, in ogni caso è solo un dettaglio). <_< Svela che il colloquio per il ritorno di Macchi in Nazionale era iniziato maluccio ma poi ha trovato le corde giuste. Arturi gli chiede cosa invidia a Francia e Spagna. Risposta: niente, solo il fatto che loro non hanno la concorrenza del volley, che a noi ha arrubbato onori e tesserate. A proposito di tesserate: l'intervista inizia con l'agghiacciante dato di 290.000 praticanti uomini contro 23.000 donne. Che sarebbero 8000 in meno del dato che pubblicò Sky l'estate scorsa (31.000) e che ci pareva essere la cifra sinora dichiarata dalla Federazione. Cos'è successo? C'è stata un'ulteriore emorragia (ma il 25% in meno... solo nel crollo di Wall Street del 1929 si vide di peggio)? Si è revisionato il metodo di conta? O il dato qui proposto non è stato vagliato e rivisto al rialzo dalla censura petrucciana? :woot:

giovedì 18 febbraio 2016

Polemiche arbitrali (Cus Cagliari & Carugate)

Approfitto per altri arretrati da smaltire. La scorsa settimana sono echeggiate due polemiche contro gli arbitri da parte di una società di A1 e una di A2 (o meglio, due di cui ci siamo accorti, perché a spulciare le rassegne stampa, è probabile che se ne trovino varie altre).

A Cagliari, sponda Cus, il vicepresidente Vasapollo ha contestato l'espulsione di Prahalis contro Torino [dall'Unione Sarda]: "Adesso basta, basta con questo atteggiamento da parte degli arbitri. Cosa possiamo fare perché la Federazione esamini il comportamento degli arbitri nei confronti della nostra squadra? Adesso hanno preso di mira la nostra giocatrice Samantha Prahalis, la miglior realizzatrice del torneo. Oggi è stata espulsa per aver esultato dopo aver realizzato una importante tripla. La settimana scorsa gli è stato fischiato un tecnico per uno sfogo, arrivato dopo aver subito tanti colpi. Addirittura dopo un'evidente spintone l'arbitro ha fatto finta di non vedere. (...) Ora basta. Chiediamo a chi di dovere, alla Federazione, che si verifichino i filmati così da stabilire se l'errore è nostro o degli arbitri. O forse è stato già deciso che il Cus Cagliari debba retrocedere? Visti i tanti errori arbitrali subiti finora sembrerebbe così. Se siamo scomodi, se la trasferta in Sardegna non è più gradita, basta dirlo e saremo noi a ritirarci".

Che dire? Prahalis un gesto l'ha fatto, un utente qui ha testimoniato che l'espulsione era probabilmente eccessiva; più complesso mi pare sostenere che ci sia un disegno ordito per eliminare Cagliari dall'A1, visto che la scorsa estate fu fatto di tutto per riammetterla dopo che, ricordiamo, fuori tempo massimo la società isolana tornò sui suoi passi dopo la rinunzia alla massima serie. :blink:
V'è da chiedersi se quando ci sono sfoghi di questo genere, lo sfogatario (= colui che si sfoga) pensi realmente quello che dice, oppure stia cercando di ottenere qualche vantaggio nelle partite a venire. Ma questo non possiamo saperlo.

In A2 s'è lamentata Carugate per l'arbitraggio avuto contro Pordenone. Nel comunicato stampa societario post-partita, dopo aver messo in guardia dal valutare il conto dei tiri liberi a favore (che sono 3 in più per le lombarde, ma sarebbe il frutto di un'astuta compensazione effettuata nel finale per non dare nell'occhio), si elenca una serie di torti arbitrali, concludendo: "Carugate pretende un minimo di imparzialità e non ci va giù di fare otto ore di pullmino per essere presi in giro dai Sigg. Andreatta e Corrias".

L'elemento interessante, qui, è soprattutto che la designazione della suddetta coppia sarebbe viziata in partenza dalla territorialità dei due fischietti, in particolare Corrias. Approfondisce con un retroscena il sito Fuoridalcomune.it, a firma Giorgio Bacchiega:
"Da questo punto di vista è apparsa particolarmente fuori luogo la presenza in maglia grigia di Chiara Corrias, arbitro nazionale da circa un anno e mezzo, della quale si leggono su La Nuova Venezia i dettagli della promozione: 'Il messaggio della Fip di abilitazione alla A3 e A2 è arrivato via sms a Corrias insieme alla sua ex compagna, Eleonora Carrer (questa stagione allenatrice delle under 14 e under 16 del Sistema Rosa Pordenone n.d.r.), quando si erano accordate con il Pordenone per giocare in B. Ma poi Chiara ha cambiato idea'."

Sostanzialmente, quindi, si tratterebbe di favoritismi alla squadra di casa da parte di arbitri che non possono essere imparziali in quanto non soltanto sono del luogo, ma avrebbero legami, stretti o meno, con la società medesima.
Non possiamo sapere se Carugate sia stata realmente danneggiata nella misura in cui dice di esserlo stata, ma il problema posto è concreto: può una partita di A2, e in particolare una che potrebbe pesare moltissimo sugli esiti della stagione (ora Pordenone è a +4 su Carugate: se vinceva Carugate erano pari, e stanno lottando tra playoff/salvezza/playout...), essere affidata ad arbitri sulla cui imparzialità - e non stiamo dicendo onestà, che non discutiamo, ma semplicemente equidistanza tra le due parti - ci sono inevitabilmente dei dubbi?
Ricordiamo che il grande Aldo Giordani aveva tra i suoi chiodi fissi quello degli "arbitri finitimi", ovvero confinanti con una delle due squadre arbitrate, e ogni tanto sciorinava statistiche che dimostravano una percentuale di vittorie maggiore coi "finitimi" che con quelli provenienti da più lontano.
La questione sarebbe valida, chiaramente, anche nel caso in cui l'arbitro locale avesse dei conti in sospeso con la società del posto (può benissimo succedere) e quindi fosse portato a danneggiarla anziché favorirla.

Insomma, questo degli arbitri locali è un problema serio, ma purtroppo la caciara anti-arbitrale che spesso sgorga a vanvera dai vari club fa sì che, anche quando c'è qualcosa da prendere realmente in considerazione, finisca nel calderone delle polemiche che, a mo' di sasso lanciato nello stagno, fanno un po' di ondine ma poi passano senza lasciar traccia alcuna.

Olivari insinua su Bracco & Geas

Il noto giornalista Stefano Olivari, sul suo blog "Indiscreto", parlando del progetto di rinascita della Pallacanestro Milano maschile, calunnia così:



Va notato che Olivari non è nuovo a 'ste frasi acido-superficiali sul Geas, giacché anni or sono ebbe a dipingere il grande Geas degli anni '70 come una congrega di primedonne litigiose, apparentemente prendendo come oro colato certi racconti di Fabio Guidoni, il coach della Coppa Campioni '78 (nonché nonno, curiosamente, di due attuali giocatrici del vivaio Sanga).
A mio parere un ritorno d'immagine per la Bracco vi fu; ovviamente sarebbe illogico che l'immagine di un colosso della farmaceutica dipendesse più di una virgola o un punto e virgola da una sua sponsorizzazione nel basket femminile...

Perché Bracco scelse Geas? Non è un segreto perché lo dichiarò la stessa massiccia imprenditrice in un'intervista al "Giorno": fu Franco Arturi a contattarla. Dopodiché evidentemente valutò che l'investimento fosse interessante.

Aggiungo che secondo me parlare solo di "ritorni" è limitante: non sono mai stato capitano d'azienda e quindi vado a supposizioni, ma credo che possa succedere che una grossa azienda abbia nel budget una certa somma che stabilisce d'investire in sponsorizzazioni, sovvenzioni e simili; quindi se trova un ambito che pare valerne la pena, li elargisce, non necessariamente per averne in cambio qualcosa, ma semplicemente perché quei soldi vanno comunque spesi e quindi meglio spenderli per qualcosa di decente che lasciarli inutilizzati o darli a destinatari indegni. Questo non per dire che li buttano dalla finestra, ma non penso che la signora Bracco non dormisse di notte per controllare se per ogni euro dato al Geas ne ricavava il famoso "ritorno". Oltretutto, nel caso in questione, pur nei limiti di diffusione del femminile s'era creato un bel binomio.

mercoledì 17 febbraio 2016

[A1] - Resoconto di Geas-Battipaglia

Arretrati da smaltire; partite viste. Cominciamo con Geas-Battipaglia del 7 febbraio. Dice: ormai è vecchia di 10 giorni, che bisogno c'è? Ma l'umanità lo richiede. -_-

Cinzia Zanotti aveva parlato di "quasi ultima spiaggia" alla vigilia; non so se per aumentare nelle sue l'urgenza di vincere, ma in effetti dopo il gennaio polare, da 5 sconfitte di cui le ultime due per un totale di 58 punti di scarto, era impellenza assoluta per il Geas smuovere la classifica. Giacché le rivali nel frattempo avevano battuto colpi, in particolare quello fragoroso e inopinato di Vigarano su Ragusa. E questo era il problema, ben più del -25 a S. Martino, ché perdere con onore o con disonore non cambia nulla ai fini della salvezza; invece se il terzultimo posto scappa via 4 punti sopra, quello sì che cambia.

Con questi foschi ragionamenti in un altrettanto cupa serata nord-milanese, percorrevamo la strada in lieve ritardo, seguendo però sul cellulare la partenza alla dinamite delle padrone di casa, che in breve si portavano sul 13-4 al 5' e sul 22-8 al 10'.
Entravamo nel palazzetto, popolato da un pubblico nella media stagionale di affluenza (cioè intorno alla duecentina di persone, forse 250), mentre ormai era il 18' e Brown siglava un +18 in contropiede tra l'esultanza generale (tranne, ovviamente, la dozzina ospite già in acuta depressione dalla parte opposta). Sembrava insomma l'anno scorso, quando se arrivavi in ritardo rischiavi di trovare la partita già in ghiaccio in favore del Geas.
Ancora Brown realizzava in contropiede sulla sirena dell'intervallo (43-26), sfruttando un tiro sbagliato da Orazzo lasciando troppi secondi al Geas per la replica. Rappezzavamo qualche numero per capire quanto accaduto: Geas con 17/37 al tiro, Battipaglia con 9/29, dati eloquenti non solo sulle migliori percentuali sestesi, ma anche sul maggior numero di conclusioni procacciatesi, grazie ai rimbalzi in attacco ai recuperi. Si configurava infatti come chiave della partita, anche nel secondo tempo, un'intensità largamente superiore da parte delle padrone di casa, che sovente sverniciavano in velocità le stranamente inebetite campane. Si rovesciava insomma la situazione che aveva visto il Geas dalla parte della vittima a Orvieto e a Torino.

Nel 3° quarto, probabilmente istruita da coach Riga in tal senso, Battipaglia appoggiava costantemente palla a Gray sotto canestro, con qualche risultato, e fruiva del risveglio di Tagliamento che all'intervallo aveva solo 2 punti, museruolata da Kacerik. Ma erano due (peraltro neanche sempre efficaci) contro un'intera squadra in spolvero. Apatiche soprattutto Boyd e una Treffers che riceveva palla ogni 5 o 6 minuti; in difficoltà Bonasia a macinar giuoco contro Arturi e Madonna. L'omonima della Vergine Maria completava un'ulteriore spallata da 11-0 con cui il Geas volava su un oceanico e insperato +26 (58-32 al 27'30"). Partita finita.

Battipaglia metteva una pezzulla con uno 0-7 nel finale di 3° quarto, ma questo Geas era troppo convinto e ispirato al tiro, quanto tagliaburro in entrata, per preoccuparsene, e infatti ecco, nel 4° periodo, contro un tentativo di zona campano, una serie di cose notevoli come un "jumper" di Brown di puri garretti, da fermissima sul gomito con Russo addosso; o un'entratona di Barberis con virata a 360° (o anche 720°, avvitandosi più volte su se stessa); o una Correal che dopo un colpo in faccia preso da Gray le rifilava un sottomano rovesciato uccellandola con piglio volitivo sulla linea di fondo; o infine un "quasi 3 punti" (piede sulla linea) infilato da Madonna con uno "steppuccio back" (versione femminile dello step back di gran moda oggigiorno) per il 78-54 al 38'.

Finiva 80-60 con Brown a 23, Correal a 21, di là Gray a 25 e Tagliamento a 15 ma 2/12 da 3 (meglio così, però, che far da vassalla alle americane). Il Geas a centrocampo festeggiava cantando [URL=https://www.youtube.com/watch?v=TbU7oVz0Uq0]"I am the resurrection"[/URL] degli Stone Roses e tornando a credere in una salvezza nuovamente distante solo 2 punti a 8 giornate dal giudizio finale. Quanto a Battipaglia, mi è parso di captare qualche umore non troppo lieto da parte di un distinto signore che mi veniva spiegato essere il patron Rossini. In effetti, andare in casa dell'ultima in classifica reduce da 5 sconfitte, ecc. ecc., e venire passati al pestacarne non è l'ideale per un ritorno a casa sereno. :ics:

lunedì 15 febbraio 2016

Punto A2

Madonna, quanti arretrati da smaltire. In A2 ero rimasto indietro addirittura di 3 turni. Nel girone A continuano a esserci solo due certezze: Broni e Crema. Più Vicenza che si sta consolidando al 3° posto nonostante la perdita di Keys (sino ai playoff se non erro). Il resto è tutto un ondivago altalenarsi.

Nella quarta di ritorno (ultima di gennaro), il risultato spiccante è stato il 73-46 di Alpo, pur svuotatasi di Richter e M. Fumagalli, su Albino, priva di Bedalov per l'ultima volta. Di Milano a segno su Pordenone avevo già narrato; risultato che rimetteva 4 punti di cuscino fra il Sanga e il 5° posto. Grande la sicurezza di Crema a Marghera (+7 alla fine ma era +15 e +17 nei due parziali precedenti), nonostante 21 di Striulli. Non da meno Broni, con 22 di Galbiati, a Costamasnaga. Bolzano: colpo di coda sulla declinante Selargius, con 19 di Fall e 18 di Zambarda. Carugate frena la risalita di Cagliari in una partita femmina (nel senso di ricca di sane botte tra donzelle di sana e robusta costituzione quali Scibelli, Zanon, Frantini, Sarni: perché usare lo stereotipo "maschia"? Pure le girls sanno darsele di brutto). -_- Vicenza guariva, seppur solo parzialmente vista la fatica, dal suo mal di trasferta passando sul pavimento da giuoco di Castelnuovo.
Quindi dopo questa giornata s'aveva un appiattimento della classifica, con Carugate che appaiava Costa e Selargius, ovvero si ingolfavano 7 squadre tra il 5° e l'11° posto in un fazzoletto di soli 4 punti.

Cambia il mese però e il borsino fluttua nuovamente. Nella quinta di ritorno Albino batte Milano in una partita agonistica, spigolosa, cresciuta di qualità nel secondo tempo (l'ho seguita in istreaming), in cui le bergamasche si giovavano di migliori percentuali rispetto a un Sanga reattivo in fase di recuperi, e finalmente con una Da Silva dominante (24 punti e 12 rimbalzi dopo gli erroracci con Pordenone); percentuali dicevamo che troncavano sul più bello la rimonta meneghina, che da -14 aveva portato a tirare per il sorpasso. Poi la rientrante Bedalov nel finale dava una mano importante alle orobiche, che per un solo punto ribaltavano la differenza canestri (+7 contro -6 all'andata). Insomma, corsa per il 4° posto riaperta.
Nel contempo si aveva: solita esibizione casalinga di Broni e Crema (quest'ultima in realtà almeno per 3 quarti soffrendo con Cagliari); Pordenone che batte Carugate con il già celebrato Madera-show (29 punti in 32', 12/15 al tiro, 10 rimbalzi, 41 di valutazione) :woot: e rialzava quindi le proprie quotazioni in calo, così come Selargius vincente su Marghera; e così come Castelnuovo, che dopo esser parsa in stato vegetativo, si rianimava alla grande col ritorno di Gabba, spampinando Bolzano a domicilio (48-72) in una sfida-salvezza importante per tenere a distanza Cagliari in chiave-retrocessione diretta.
Infine, Costamasnaga calava l'asso Visconti ma non bastava per sfuggire alla legge difensiva di Vicenza sul suo campo (ma che hanno, i tappi sui canestri?): 56-48 con 15 di Pegoraro. Visconti incappava in uno 0/7 da 3.
Dopo tutto questo bailamme ci si ritrovava quindi (ma stiamo già parlando al passato) con un +2 di Vicenza su Milano per il 3° posto, e un rinculo a -2 dalla zona salvezza per la coppia Carugate-Costa.

Questa drammatica immagine ci mostra Chiara Pastore in un letto d'ospedale. Piove sul bagnato per Napoli.

venerdì 12 febbraio 2016

Lutto per Quondamatteo

Grave lutto nelle Marche:

PORTO SAN GIORGIO - Era a casa, aveva appena finito di mangiare quando si è alzata e all’improvviso si è accasciata a terra. Ha perso i sensi e non si è più ripresa. Una tragedia inspiegabile, è stata disposta l’autopsia, ha strappato alla vita Giuditta Quondamatteo, 23enne giocatrice di basket di Porto San Giorgio. Per anni, con i suoi 185 centimetri, ha militato tra Adria Porto San Giorgio, città dove gioca il fratello, e Faleria Basket. Una tragedia che ha colpito la cittadina sangiorgese e il mondo del basket. Immediate le condoglianze del presidente della Fip Marche Davide Paolini che ha rinviato la partita di sabato, dove sarebbe dovuto scendere in campo il fratello, tra Porto San Giorgio Basket e Virtus Civitanova per lutto.

mercoledì 10 febbraio 2016

Punto A1

Arretrati da smaltire, A1, ultimi due turni.
Quello di fine gennaio è marchiato dal botto di Vigarano, l'affondamento repentino e inspiegabile (di cui abbiamo già discusso) della corazzata Ragusa, addirittura 84-68, che ha condotto al licenziamento altrettanto brusco e inaspettato (ma evidentemente la tranquillità era solo una superficie sotto cui covava qualcosa) di coach Molino, l'uomo che solo 8 mesi prima arrivava a un minuto di follia delle sue (e a una magia di Macchi) dal conquistare uno storico scudetto.
Non entriamo nel merito di codesta scelta dirigenziale (né di quella successiva di chiamare Lambruschi), anche se ci piacerebbe sapere che cosa si fosse rotto tra Molino e il gruppo, perché non ce n'era la minima avvisaglia, a meno che il coach ragusano non avesse finto di avere un lutto familiare quando non si presentò recentemente a Sesto, o roba del genere. Diciamo solo che sul piano tecnico, neanche se quelle di Vigarano avessero visto la Madonna (quella vera, non Tayara) avrebbero potuto fare il 56% da 2 e 109-63 di valutazione contro Ragusa (che era priva di Erkic, ma suvvia), se la Passalacqua non avesse in qualche modo giocato all'incontrario (e non dico apposta: mi limito all'effetto senza insinuare la causa). :woot: Meritano comunque apprezzamento i 17 punti della giovane Crudo a completare un quartetto fra i 16 e i 20 punti per la compagine ferrarese.
Per Vigarano un jolly che può cambiare le sorti della stagione, per quanto da solo non basti; però, ad esempio, potrebbe capitare che, nel ritorno col Geas, la Meccanica Nova non debba ribaltare il -15 dell'andata ma solo vincere con qualsiasi scarto. Differenza non da poco. :wacko:
L'altro colpaccio salvezza lo fa Cagliari con Orvieto, la quale in casa dà l'impressione di valere più della sua classifica attuale (da quando c'è Ivezic), ma in trasferta non lo sta ancora confermando. Certo quando Prahalis gioca su una nuvola (38 punti, 14/24 dal campo, 7 rimbalzi, 9 assist, 43 di valutazione) "are you kidding me?", dicono negli Usa, cioè "ma stiamo a scherzà?") si può solo applaudire. Ottima spalla Milic con 19 punti e 28 di valutazione. Ancor più che nel caso di Vigarano, si nota la tendenza che abbiamo già notato, e cioè che col modo di giocare più garibaldino e a roster ristretti che vige quest'anno, sono tornate in auge le prestazioni "monstre" di cui ci abboffavamo nei ruggenti anni '80 e che invece erano state messe al bando nel basket sparagnino e collettivistico dei tempi recenti. Ma vorremmo sottolineare, sempre su Cagliari, l'intelligenza di Cinzia Arioli, una che andava in doppia cifra abbondante in anni recenti, e che invece accetta di far da gregaria assoluta per il bene della squadra (1 punto con 2 tiri in 36 minuti contro Orvieto).
Per il resto risultati lineari e quindi saltiamo al turno d'inizio febbraio, cioè l'ultimo.

La copertina qui se l'è presa Venezia battendo Schio 53-51: finalmente le suddite di Brugnaro, esaltato in tribuna come ai vecchi tempi, sfatano il tabù con le tricolori, da cui erano state beffate per l'ennesima volta all'andata; rischiano grosso anche stavolta perché Schio ha due volte la palla per pareggiare o vincere, ma l'ultimo tentativo di Sottana non va. Si parla di 1430 spettatori e forse è la volta buona che la Reyer ha ritrovato il rapporto col suo pubblico, un tempo tra i più calienti d'Italia ma poi disamorato dopo l'auto-retrocessione. In classifica invece si è con Schio terza a +2 su Venezia e differenza canestri pari.
La seconda vittoria più importante è del Geas su Battipaglia, con un franco e rotondo 80-60. Avendo assistito avrei da dirne ma se ce la fo, non lo so; diciamo per intanto che Sesto ripristina la situazione antecedente il disgraziato turno di fine gennaio, ovvero alla pari con Cagliari e a -2 dalla zona-salvezza dove sta Vigarano. A questo punto Battipaglia rischia? Vista domenica, sì, ma il calendario mi pare migliore di altre e poi ci sta che una squadra giovane oscilli se non trova le condizioni giuste e incoccia in un'avversaria in missione. Con Trimboli infortunata e la sola Bonasia in regia, però, mi pare che si soffra in fase di costruzione, e le individualità da pascolare equamente non sono semplici.
Bene anche Orvieto su Parma, con 22 di Ivezic (quando si dice "rinforzo"); e bene anche Torino con Cagliari che recrimina per l'espulsione di Prahalis dovuta a un gestaccio non bene identificato (almeno dal filmato che ho visto io) nei confronti di un arbitro dopo una tripla.
Infine Napoli, che perde a Lucca, e ci sta; ma ci sta un po' meno essere a 14 punti, cioè poco meglio di squadre dall'organico assai meno farcito. Se Molino fosse stato cacciato solo per una sconfitta, qui che dovrebbero fare?

lunedì 8 febbraio 2016

Punto coppe europee

Ho arretrati da smaltire. Coppe europee: in Eurolega grande Schio che va a vincere in casa del Fenerbahce capolista (60-66 con 12 di Anderson e Yacoubou): vola addirittura a +16, viene rimontata a +5 ma Masciadri mette la tripla della staffa. La compagine dei supermercati aveva già vinto a Istanbul col Galatasaray in questa stagione.
A una giornata dalla fine, Schio non può comunque raggiungere il Fener (11-2 contro 9-4) ma è un successo importante nella lotta per il 2° posto che significa fattore-campo nei playoff. Al momento Schio è appaiata alla Dynamo Kursk con cui ha un vantaggio di 2 punti nel doppio confronto.

In Eurocup, eliminata Venezia, che negli ottavi s'è scontrata col possente Besiktas d'Istanbul. Dopo aver perso l'andata di 8, giocabile, la compagine della laguna ha pareggiato lo scarto al ritorno, ma nel supplementare ha ceduto nettamente (parziale di 6-16) venendo così eliminata con rimpianto. 20 punti a testa per Pondexter e Milovanovic nelle fila turche, 19 di Ruzickova in quelle di Brugnaro.

Nella foto: il grande Gigi Datome (che gioca nel Fenerbahce maschile) con le ragazze di Schio.

giovedì 4 febbraio 2016

Sull'esonero di Molino

Su Vigarano-Ragusa, non è per sminuire Vigarano, ci sta che loro parlino dei loro meriti, giornata spaziale eccetera, e non ho visto la partita per poter insinuare che Ragusa abbia perso apposta, ma avendo visto sia Vigarano sia Ragusa contro il Geas dal vivo, e in ogni caso considerando che nel femminile l'ultima che batte la prima è un evento più raro di una morte di papa, è impossibile che Ragusa abbia perso di 16 (non semplicemente perso) senza che ci sia qualcosa di anomalo. La conferma sta proprio nell'esonero di Molino, altrimenti insensato per un semplice incidente di percorso.

martedì 2 febbraio 2016

Lombardia: punto su B & giovanili

Punto della situazione in Lombardia alla boa del 31 gennaio, ovvero metà stagione.

Serie B: come dicevamo temp'addietro, campionato ancor più interessante degli anni scorsi vista la scomparsa dell'A3. Milita gente di pedigree illustre come Gottardi, Contestabile, De Gianni, Cipo Brioschi, Giunzioni, Marcolini, Frusca e varie altre; ma in questo momento l'mvp è Francesca Cassani, la '95 ex Pro Patria Busto e Geas che sta emergendo negli ultimi 2 mesi con prestazioni urticanti (per le avversarie). Domenica ha fatto 20 punti e 10 rimbalzi per 30 di valutazione contro il Basket Femm. Milano di Gottardi e Contestabile. Varese ha 11 vittorie di fila ed è prima nella fase Gold (che raggruppa le 9 migliori della prima fase, con 5 posti nei playoff interregionali) alla pari con Milano Stars di De Gianni, Brioschi e Giunzioni. Quattro punti sotto, stanno Brixia di Frusca-Marcolini e Usmate, solita fucina dove si cava il massimo dal materiale che c'è, mai roboante dal punto di vista fisico o del curriculum. Altri 4 punti sotto c'è gran bagarre per il 5° e ultimo posto utile: il già citato Basket Femm. Mi duella con Mariano Comense di varie ex... Comense (Bossi, Mandonico, S. Gatti), Villasanta (dove impazza l'ex Biassono Zucchi) e Pontevico.
Nel girone Silver, per la salvezza, è un "si salvi chi può" viste le 6 retrocessioni su 12; ormai quasi spacciate sia la gloriosa e rinata Comense (che ha appena esonerato coach Berri) delle leggende L. Maiorano e Girardin, sia Canegrate delle giovani del Sanga. Anche se può essere utile accalappiarsi un posto buono in lista ripescaggi.

Giovanili: panorama molto interessante. Esaurita la generazione '94-95-96 che dominò ogni categoria con la maglia Geas, ora le annate leader sono le '97-98-99 dove la Lombardia è poco ferrata a livello nazionale ('99 un po' meglio, però), ma dove c'è in compenso un bell'equilibrio.
Discorso preliminare a parte per l'Under 20 che è un po' anomala, giacché è una categoria posticcia che ha messo insieme organici di A2 senza le "over 20" (Sanga e Carugate), organici di B idem (Varese e Vittuone), un'under 18 (Geas), una joint venture (Basket Femm. Milano con Mariano) e oneste squadre da campionato provinciale, producendo così scarti più degni di un'U13 o U14 che di una categoria matura come questa. Comunque ora si fa sul serio perché sono iniziati i playoff.
In U18 Elite, il primo dei veri campionati giovanili, capeggia, un po' a sorpresa, Varese che sta vivendo un'annata super in tutte le categorie, diciamo da terza forza lombarda complessiva dietro le poderose Geas e Costamasnaga. Giusto ieri Varese, in U18, ha vinto a Costa il big match per il primato e ora è a +4 in classifica. Attardate sia Biassono, storica leader con le '98-99 ma con qualche perdita estiva, sia il Geas, che ha qui una lieve falla tra la generazione dorata e quella successiva che promette quasi altrettanto bene.
Infatti già in U16 Elite ritroviamo il Geas capintesta, imbattuto a fine andata. Segue Costa, riproponendo la rivalità già culminata nel quarto di finale nazionale U15 vinto a sorpresa dalle brianzole lo scorso anno.
In U14 potrebbe riproporsi il duello Geas-Costa: entrambe stanno tritando le malcapitate avversarie delle prima fase.
In U13 purtroppo non ci saranno le finali regionali (abolite dopo che l'anno scorso erano state reintrodotte dopo che l'anno prima erano state abolite), ma anche qui Geas e Costa accumulano scarti ciclopici e paiono i due gruppi più forti.
In Esordienti sta dominando Milano Stars davanti a Bussero alias Carugate.
Nelle Gazzelle è partito forte il Sanga.
Nelle Libellule la più forte potrebbe essere Usmate.

C'è comunque una buona pluralità con almeno una decina di clubs che meriterebbero la menzione, quindi facciamo prima che non nomino nessun altro sino al momento delle finali, quando la scrematura sarà data dai valori veri e non presunti e bisunti.

domenica 31 gennaio 2016

[A2] Resoconto Sanga Mi-Pordenone

Ieri, in una mite serata di fine gennaio, mi sono recato tra gl'immensi palazzoni d'Affori, estremo nord di Milano, per assistere a Sanga-Pordenone di A2. Partita delicata per la compagine di casa, reduce da 5 sconfitte in 6 gare, ma soprattutto da un -30 a Vicenza con l'encefalogramma piatto (i precedenti risultati, salvo la caduta a Bolzano, ci potevano stare). Anche Pordenone in periodo di ribasso: ma per un team-fattoria la questione è diversa, anche se di questo passo rischia i playout. Solo 5 giocatrici delle 11 impiegate ieri dalla succursale Reyer avevano giocato la partita precedente: contro Costa si puntava su Pinzan, Pan e Cubaj, stavolta ecco Porcu, Castello e la 2000 prodigio Madera a fare da vedettes. Troppa grazia Sant'Antonio, schiaffo alla miseria eccetera, però è difficile trovare una continuità.

Giungevamo sul 16-15 a inizio 2° quarto, notando al microfono della "Sanga tv" nientemeno che Mario Castelli, telecronista di Sportitalia, in sostituzione dell'abituale commentatore, l'utente Dafighter di questo forum. In tribuna anche Giulia Rossi: il neo-acquisto, dopo 2 partite, è già in stampelle: stagione jellata. :cry: Sul campo, Pordenone allungava sino a +7 (22-29) con due triple, di cui una di Madera: il suo tabellino all'intervallo recitava già 16 punti, imbarazzando una navigata straniera come Da Silva. Milano però ricuciva con spunti dalla panca di Albano e Rossini (29-31 all'intervallo).

Nel 3° quarto s'assisteva a un cambio di passo di Milano, con una zona adattata che imbrigliava Madera (solo 5 punti nella ripresa, di cui 3 nell'ultimo minuto e mezzo) e non veniva punita dalla mira scentrata di Porcu e compagne di reparto. Vari palloni rubati fruttavano ripartenze veloci con Maffenini, mentre Martello Martelliano, un po' appannata nel recente periodo, ritrovava ficcanza con una serie di penetrazioni. Inoltre Milano dominava a rimbalzo d'attacco: ben 23 alla fine. Scattava così sul +9 (46-37).

Ficcava però i bastoni tra le ruote una Da Silva che disperava tutti con errori clamorosi da mezzo metro (4/17 alla fine): e chi si metteva le mani nei capelli quando Calastri si mangiava qualche appoggio da sotto (suo storico tallone d'Achille) ora la rimpiange amaramente. Coach Pinotti accusava nel frattempo un lieve malessere (dovuto alla febbre) che lo costringeva a seguire il resto della partita seduto, mentre il vice Piccinelli s'alzava al suo posto. Pordenone ricuciva con uno 0-8 nel finale di 3° quarto, coronato dal riscatto di Porcu con tripla siderale sulla sirena (49-49).

Nonostante questo sussulto pordenonese, però, la supremazia nel gioco restava nelle mani di Milano, che dopo 3 minuti di stallo piazzava il decisivo break, ancora con le incursioni di Martelliano (8 punti di fila) e un contropiede di Maffenini (61-53 a -2'30"), la quale poi infilava anche una tripla da 8 metri sullo scadere dei 24" per il sigillo. Pordenone appariva stanca (erroracci anche da sotto, perse banali e rientri lenti sulle transizioni), non ricavando qualità dalla quantità, ovverosia, imbrigliata Madera, dalle rotazioni profonde non emergeva chi potesse dare qualcosa in più. Finiva 65-56 con rilancio Sanga a +4 sulle quinte, vista la sconfitta di Albino.

Martelliano 22 + Maffenini 19, gran coppia d'esterne per il Sanga; di là Madera finiva con 21 punti, 11 rimbalzi, 34 di valutazione: a 15 anni e mezzo s'è visto di peggio. Che impressione mi ha fatto? Opposta a quella di Zandalasini quando debuttò in A2 a Broni: l'airone pavese naturalizzato sestese era tutta leggiadria e potenziale apparentemente infinito, sebbene a volte tendente più allo svolazzo che all'efficacia; la massiccia toscana è tutta concretezza, va al sodo, ovvero dritta al canestro, e a dispetto di una mole un attimino da assottigliare ha una notevole rapidità nelle partenze in palleggio, oltre a una mano morbida anche dalla lunga distanza.
Insomma è una che in A1 ci andrà di sicuro, non so però se possa diventare un elemento di valore internazionale assoluto. Adesso è di sicuro una delle migliori 2000 d'Europa (l'ha già dimostrato l'anno scorso), però dà l'idea di una precocità nella maturazione persino eccessiva. Ma è solo un'impressione di una notte di fine gennaio.

sabato 30 gennaio 2016

Riassunto A2

Turno scorso di A2, che stan già per cominciare le partite nuove.
Nel girone A, Broni fa pizzette di Castelnuovo, che in questo momento, senza la leader Gabba e con Cagliari risorta, credo che sia la squadra più debole del lotto: 51 di scarto.
Crema, altra che non perde colpi da mesi, si sbarazza d'Alpo improvvisamente svuotatasi di Richter e Fumagalli, e allunga a +6 sul 3° posto: Vicenza infatti trita una Milano non pervenuta. E' la quinta sconfitta nelle ultime 6 gare per Milano, ma è la prima rovinosa. Scatenata Benko (21 punti in 25'), c'è da capire però come mai Vicenza, squadra non certo di giovani inesperte (ancor meno il loro coach), sia tanto micidiale in casa quanto titubante fuori (in casa ha +21 di diff. canestri media, in trasferta è pari). In attesa di capirlo, le suddite di Corno sono comunque terze, avendo appaiato il Sanga ma con scontri diretti ora a favore.
Molto interessante quanto succede dietro. Cagliari certifica la sua rinascita sbancando Marghera e a questo punto è una mina vagante. Sarni 20 punti + 14 rimbalzi: ok, viene dall'A1, ma non mi pare avesse mai giocato così quand'era in A2.
C'è poi la risalita di Costa e Carugate verso la zona salvezza/playoff. Costa è già ora al 9° posto (agganciata Selargius ma 1-0 negli scontri diretti), Carugate è a -2 da codesta coppia.
Costa passa a Pordenone con "Lazzaro" Maiorano che passa dall'assenza quasi sicura al titolo di mvp della partita: 21 punti con 5/12 da 3. Per Pordenone c'erano Pan e Cubaj ma l'impressione è che continuando a cambiare roster ogni volta, i risultati ne risentano, anche se presumo che alla casa madre Venezia non interessino come priorità.
Carugate fa un'impresa a Selargius senza Frantini e Zanon: oggettivamente non poco, se si considera che Milano quasi al completo aveva sì vinto laggiù, 2 settimane prima, ma soffrendo sino all'ultimo, invece Carugate ha fatto +13. Gran protagoniste le giovani Beretta e Colli (16 punti per la prima, 20 per l'ex G...., anzi no ex S...., volevo dire ex Novara) accanto alla sempiterna Stabile (15). L'unico neo è che nell'ultima azione, come abbiamo constatato in streaming, Stabile ha congelato la palla e così Carugate non ha provato a ribaltare il -14 dell'andata. Ma se i rispettivi trend continuano, Carugate può puntare al sorpasso sulle sarde.
Insomma il borsino del girone indica un possibile prossimo ribaltamento dei valori rispetto a quelli espressi dall'andata. Le uniche certezze sono per Broni e Crema, penso poi che Vicenza s'assesterà giungendo terza, il resto è tutto da definire.

Con consueta parità di trattamento parliamo del girone B per dire che Ferrara è caduta a Stabia e quindi Spezia ha allungato a +4.

venerdì 29 gennaio 2016

Riassunto A1 + difficoltà Geas

Lo scorso turno di A1, prima che scada. Per le partite delle prime 4, l'interesse sta solo nel conteggiare gli scarti, 'ché l'esito già si sa. Nella fattispecie il tassametro (della tariffa rifilata alle malcapitate di giornata) assomma +99.
Venezia doppia (anzi di più) Cagliari, dà spazio a 12 elementi per almeno 7' ciascuno (ma avrebbe di che schierarne 25 o 30, con tutte le giovani che alleva nelle sue scuderie), tra cui Lorellona Cubaj, il nostro pivot del futuro, che però riesce in appunto 7' a fare 0/4 da 2 e 5 falli.
Schio fa +17 su Umbertide, con 30 punti (e 8/11 da 3 + 10 rimbalzi) di Anderson.
Stesso scarto per Ragusa su Battipaglia, peraltro anche davanti all'inizio e staccata solo nell'ultimo quarto della partita trasmessa su Sportitalia. Qualità delle immagini non esattamente simile a Sky (sembrava uno streaming societario e probabilmente lo era, cioè "le telecamere di Sportitalia" mi sa che stavolta era solo un modo di dire). Ma con due talenti del microfono come Mario Castelli e Silvia Gottardi ci si è divertiti lo stesso. Bisogna in realtà dire che il merito va anche al gioco gradevole. L'abbiamo già detto: c'è un modo di giocare, quest'anno, che anche nelle partite senza pathos per il risultato offre quantomeno divertimento. Si corre, si segna, non ci si ruzza in maniera troppo abominevole, non si producono degli orridi 50-45 che piacciono solo ai cultori del tatticismo. :yes:
I risultati interessanti vengono dalle retrovie. Parma espugna Napoli, dove si continua a non trovare la quadra fra nomi e risultati. Decisiva Spreafico ed è un passo avanti interessante per una ragazza che sinora ha vissuto soprattutto di gregariato.

Il colpaccio di giornata è però di Orvieto su S. Martino (74-70). Ivezic ne fa 24 ma anche Baldelli 16. Le umbre confermano di poter cambiare aria (dal fetore della lotta salvezza all'onest'odore di pianura del nono-decimo posto o giù di lì), mentre alle venete, pur sempre quinte, sembra mancare un tassello per essere una vera grande e non una medio-buona.
C'era poi uno scontro-salvezza a mio parere solo apparente, quello tra Torino e Geas. E' finito 86-53 con un monologo piemontese; indemoniate Anderson e Smith, santabarbara Puliti con 5 triple, ecc. ecc. Ma dico "apparente" perché, a mio parere, Torino come Orvieto vale più del piazzamento che aveva finora. Al completo e con un calendario meno ostico (all'andata ha avuto, per 4 partite casalinghe di fila, le top 4, ovvero, di riflesso, quasi tutte quelle abbordabili in trasferta) per me non ne sentiremo più parlare come di una pericolante. -_-

Restano quindi Geas, Cagliari e Vigarano a giocarsi una salvezza sola. Campanacci d'allarme suonano a Sesto dopo aver fatto, se possibile, quasi peggio con Torino che con Orvieto, arrivando a 5 sconfitt'in fila. E' intervenuto anche Bibi Velluzzi sulla Gazzetta (edizione Lombardia), analizzando le debolezze congenite di un organico allestito con mezzi limitati, le difficoltà di aver giocato il girone d'andata con 2 straniere, il rendimento di qualcuna che potrebbe essere migliore, ecc. ecc.
Tutto sensato, ma resta poco spiegabile, o quantomeno contraddittorio, il fatto che a dicembre il Geas, con 2 straniere, fosse cresciuto al punto da vincere a Umbertide e quasi a Parma, per poi battere Vigarano di 15 e, il 3 gennaio, perdere solo in volata con Napoli. Mentre con Correal i due scontri diretti sono andati malissimo. O si è patita la tensione del dover vincere (il che però non si concilia con l'ottimo rendimento contro Vigarano), o forse il lungo periodo a organico ridotto ha prosciugato le energie di qualcuna. Anche se non saprei dire chi di preciso; mi pare più questione di collettivo che di singole.
Ma anziché filosofeggiare, preferisco guardare al pratico e cioè: 1) il Geas è a soli 2 punti dalla zona salvezza alias playoff; 2) come detto, Orvieto e Torino col senno di poi non saranno più avversarie dirette e quindi i recenti rovesci saranno derubricati a normali sconfitte contro squadre più attrezzate; 3) alla fine, perdere di 1 o di 60, salvo che per l'onore, è indifferente, purché si battano Cagliari e Vigarano. Dice: e be', ma così giocando, si battono Cagliari e Vigarano? :unsure: Io non lo so ma i famosi "segnali", quelli che spesso si tirano in ballo, in realtà sono bolle di sapone. Non è che se impegni Ragusa vuol dire che sarai pronto a battere Torino, o viceversa se hai fatto cagare oggi lo farai anche domani.

giovedì 28 gennaio 2016

Differenza basket/volley secondo una 12enne

Oggi ho chiesto a una tipa del 2004, che domenica ha debuttato nel basket in categoria Esordienti pur continuando a fare volley, quali differenze ha trovato fra le partite dei due sport. Mi aspettavo che parlasse del contatto fisico, invece ha detto: 1) nel volley le partite sono molto più lunghe (in effetti nel minibasket, giocando ciascuna 2 tempi da 8 minuti, non è che si stia in campo molto); 2) anche nel volley si corre tanto e ci si urta perché hanno degli schemi che le portano ad alternarsi le posizioni nel corso dell'azione e quindi sbattono anche tra di loro.
Volevo approfondire meglio questo secondo punto, che mi è parso poco chiaro, ma mi pareva di aver già scassato a sufficienza.

Per le femmine 12 anni non sono pochi, c'è già chi è vicina alla sua taglia fisica definitiva. D'altra parte le più brave giocano già in U13 se non U14, quindi penso che in Esordienti lo "stile minibasket" dei quintetti che si alternano sia giusto. Però un po' più di competitività nel campionato (dico a livello formale, non sostanziale perché poi in campo le ragazze non è che stanno a pensare se conta o non conta vincere) non guasterebbe.

venerdì 22 gennaio 2016

Riassunto del weekend (A2)

L'A2 non è contagiata dal ritorno di fiamma dell'offensivismo, che forse è praticabile solo con una certa qualità delle interpreti e la possibilità di allenarsi due volte al dì anziché tre o quattro volte in tutta la settimana. :huh: Pullulano ancora i punteggi "under 60" se non "U50". Ma pazienza: l'A2 non è fatta per lo spettacolo ma per l'agonismo.

In A2 Nord si sta, da un lato, dilatando la fuga di Broni e Crema, l'una imbattuta, l'altra con 3 sconfitte ma solo una, con Broni, nelle ultime 11 partite); dall'altro, va riducendosi quel fossato che, abbastanza rapidamente, aveva separato le 5 pericolanti dalle 9 di zona playoff e salvezza. Nella fascia comprendente Milano, Vicenza, Marghera, Alpo, Albino, Pordenone e Selargius, nessuna sta trovando continuità nell'ultimo periodo; i risultati di un turno contraddicono quello precedente.
Così stavolta abbiamo Vicenza che cade a Carugate (46-44 con canestro di Scarsi a -2"), zoppicando nuovamente in trasferta dopo aver dilagato in casa; abbiamo Marghera che dopo essere parsa in ascesa è infilzata in casa da Albino (Fumagalli 28) che sembrava invece in calo; Alpo che dopo aver vinto a Pordenone trova in Cagliari (0 vinte-14 perse sinora) una buccia di banana che potrebbe rimpiangere. In questo caso però c'è il trucco, ovvero che Cagliari schierava il nuovo acquisto Big Silvia Sarni, la quale ha timbrato 19 punti e 7 rimbalzi: se prima le nuragiche erano, in attacco, solo Masic-Scibelli più sprazzi di Pacilio, ora con 3 punte e una buona è un altro paio di maniche. A sua volta Pordenone, dopo un periodo sottotono, si rilancia pur senza Madera che ultimamente sembrava il fulcro d'ogni cosa. Ma stavolta i riflettori li merita Castello.

Insomma stanno meglio (nel complesso) le 5 in basso, cosa che potrebbe portare a un rimescolamento di posizioni nell'arco di un mese o due. Costa ha perso con Crema pagando anche gli infortuni ma prima aveva fatto 4 vittorie su 5. Carugate è a 3 su 4; contro Vicenza di Frantin dovè far senza (rima), e pure di Beretta, per cui aver strappato 2 punti è grasso. Anche Castelnuovo ha battuto un colpo importante battendo una Selargius che soffre nelle esterne: stavolta ne ha presi 20 da Porro e in attacco non bastano Ljubenovic e Manfrè.

Con la consueta equità di spazio, :ride: parliamo dell'A2 Sud: La Spezia imita Broni e fa 15 su 15 spazzando Bologna; Ferrara sempre 2 punti dietro; perde terreno Castel S. Pietro, uccellata da Palermo (15 punti per il bronzo U16 Verona) in casa.

Intanto Marina Fumagalli e Alice Richter rilasciate da Alpo. Potrebbero essere due pedine interessanti di mercato. Povera Marina: 3 righe di comunicato con la formula di circostanza, e fin qui vabbè, è la prassi; ma neanche la soddisfazione di leggere il suo cognome scritto giusto ("Fumangalli"). [NB: Richter si accasa poi a Broni]