venerdì 30 novembre 2018

Linciaggio social contro Crespi

Visto il linciaggio che ha subìto Crespi per il non ingresso, credo che sarebbe stato ancor peggio se non l'avesse nemmeno convocata. "Insensibile" sarebbe stato l'aggettivo più gentile, "coglionazzo" quello più gettonato, come del resto è avvenuto in questi giorni. Allego un esempio fra i mille:



Più che un medico, qui ci vorrà un artigiano per rimettere insieme i cocci. Sul massimo quotidiano d'Italia, e per eco riflessa in tutti i social e piazze internettiane varie, il nostro basket femminile è stato associato a un covo di violenze sulle donne. Provate a sentire un campionario di non addetti ai lavori, che abbiano ricevuto tale eco, e vi accorgerete di ciò che è rimasto nelle menti del pubblico dopo la bufera.
Diventa persino secondario il fatto che ci ritroviamo un c.t. della Nazionale svillaneggiato (non so come farà a recuperare rispetto) e un gruppo che farà fatica a ritrovare serenità, il tutto a 6 mesi dagli Europei; che pure guai da poco non sono.

martedì 27 novembre 2018

Caso Crespi/Masciadri: intervenga Petrucci

Petrucci non deve dire di aver sbagliato, aumenterebbe la confusione. Ma uno esperto come lui avrebbe dovuto fiutare l’aria di magagna (che era fiutabilissima, per motivi già scritti qui), fare un tavolo a tre con Crespi e Masciadri e dire: “Patti chiari, tu Crespi hai l’obbligo di trovare almeno mezzo secondo in campo per Masciadri, e tu Masciadri non rompi se è mezzo secondo anziché venti minuti a partita aperta”, oppure: “Patti chiari, tu Masciadri ti accontenti della convocazione, che mi par di capire Crespi non ti avrebbe dato per motivi tecnici, e la celebrazione con gli applausi te la facciamo in una partita solo per te, ma adesso l’unica cosa è qualificarsi”.
In ogni caso era da prevenire, ormai il danno è fatto.

Oltretutto Petrucci conosce benissimo i suoi polli, e sa che non sono esattamente due caratteri flessibilissimi, perché si dice tanto di Crespi, però anche Masciadri è dotata di un certo amor proprio, al punto da battibeccare in diretta, anni or sono, con Max Mascolo perché voleva che le si attribuisse uno scudetto in più, vinto a 15 anni o giù di lì giocando forse mezzo minuto (non è che questo sia una colpa, lo dico io che rompevo i coglioni se sul referto di una partita mi avevano segnato un punto in meno dandolo al più scarso della squadra, po’raccio). Crespi doveva essere incazzato come un biscione perché quella si era autoconvocata, lei incazzata perché si capiva lontano un miglio che quello la considerava una pensionata. Quindi il rischio di frittata era altissimo.

La replica di Crespi sul "Corriere"

Crespi replica:

«Provo amarezza», spiega Crespi per telefono. «Penso di essere stato trasparente e leale con Raffaella Masciadri da subito, da quando mi ha chiamato a giugno per dirmi che era senza squadra e io le diedi massima disponibilità al fatto che per rispetto a un impegno preso verso le partite di qualificazione all’Europeo avrebbe sicuramente indossato una delle dodici maglie. Sempre allora, con la massima franchezza, aggiunsi che nel caso di qualificazione non sarebbe più rientrata nel programma». Mercoledì, però, le cose sono andate come neppure Crespi aveva in mente. «L’obiettivo chiaro era qualificarsi e qualificarsi come primi, questa era la cosa più importante al di là di Masciadri. Nella mia testa avevo immaginato di farla entrare all’inizio del quarto tempo, sperando che facesse canestro, per poi toglierla. Ma tutto il vantaggio conquistato all’inizio, dove avevamo dominato tatticamente e intellettualmente, lo abbiamo perso dopo e bisognava rimontare. A sedici secondi dalla fine, non a cinque, ho guardato i miei assistenti, Giovanni Lucchesi e Cinzia Zanotti. Lui mi ha detto: “Possiamo mettere Masciadri”. Lei ha fatto una faccia come a dire: “Ma no, cosa la fai entrare adesso?”. Ho pensato che fosse irrispettoso e ho sbagliato, perché invece ci teneva».


Ma, come succede in queste quando sei il bersaglio di turno degl’indignados da social (vedi anche Gramellini, il cui caso avevo citato l’altro giorno in abbinata a quello di Crespi), non c’è nulla che possa placarli: se stai zitto ti accusano di stare in silenzio, e intanto parlano le controparti rincarando la dose; se parli, il commento medio è del tipo “le scuse non bastano!” (probabilmente neanche il suicidio, sottinteso), “era meglio se stavi zitto, coglionazzo!”, eccetera.

PS: c’è poi il filone della “violenza sulle donne”, sulla scia della lettera di Passaro: i suocial pullulano di veterofemministe che vedono in Crespi il simbolo finale di tutte le angherie commesse dal genere maschile dall’antichità a oggi, e gliene vomitano addosso di ogni. Pazzesco, neanche il peggior nemico di Crespi poteva immaginare una cosa simile.

lunedì 26 novembre 2018

Il caso Crespi/Masciadri deflagra sul "Corriere"

Nuovo attacco del Corriere a Crespi, citando anche Petrucci. Ormai i mancati onori a Masciadri sono il terzo problema dell'umanità dopo il terrorismo islamico e la desertificazione del Sahel.

Certo sarebbe davvero geniale mandare via un c.t. che ha appena ottenuto una qualificazione importante, avviato progetti innovativi (utili o meno che siano, quello si vedrà), che è stato fortemente voluto da Petrucci stesso, ecc. ecc., per la colpa di non aver dato almeno 5 secondi a Masciadri. Certo, ormai già così è svillaneggiato e delegittimato, se è questo che si voleva ottenere.

Può darsi che si dimetta lui stesso, rendendosi conto che se ti sparano addosso in ‘sta maniera (perché "est modus in rebus"), nel giorno in cui hai raggiunto l’obiettivo per cui eri stato preso, e ti equiparano a chi fa violenza sulle donne sul massimo quotidiano nazionale, vuol dire che qualcuno stava aspettando il tuo primo passo falso per inchiavardarti. E così non si dura a lungo in ogni caso.

domenica 25 novembre 2018

Il dibattito su Crespi/Masciadri: sugli interventi di Passaro e Gottardi

Crespi, cosparso di pece e di piume, dovrà inginocchiarsi sui ceci (ma che dico ceci! Fango, sterco d'animale) davanti a Masciadri e chiederle umilmente perdono per l'oltraggio.

Comunque Passaro, già alla terza riga, definendo Masciadri "al culmine della sua forma fisica e mentale" (o meglio, paragonandola a Buffon che era tale nel giorno della sua ultima partita azzurra), dimostra che non segue il femminile da parecchio. O finge di non seguirlo. Le è stata regalata la convocazione senza presupposti tecnici attuali, questa è la verità. Onorificenza meritata per la carriera, ma data a discapito di qualcuno che avrebbe meritato più di lei al momento. Ci stavamo giocando gli Europei, facciamo finta di non saperlo o cosa?
Dopodiché, se Crespi le dava qualche secondo a fine partita, eravamo tutti più contenti, anche se ovviamente sarebbero saltati addosso comunque al c.t. reo di averle "dato il contentino" (mentre adesso gli saltano addosso per aver detto di non averle voluto dare il contentino). E se le avesse dato minuti veri a partita aperta? "Aah, Crespi, pazzo! Nella partita decisiva fai le passerelle d'onore!".

Io sono talmente fiducioso nella limpidezza dell'idealismo altrui che sospetto una guerra tra clans sotto quest'improvvisa fiammata.
D'altro canto, la frittata era talmente nell'aria (per i motivi che ho riassunto l'altra sera) che mi pare strano che uno accorto come Petrucci non ne abbia fiutato l'odore, cautelandosi d'anticipo.

Silvia Gottardi decisamente con più moderazione:

A proposito di Raffaella Masciadri (per altro ci sarà una sua intervista sul prossimo Pink Basket che sarà online mercoledì).
Prima di tutto mi rammarico molto che dopo la bella qualificazione agli Europei la notizia del giorno sia “Che stronzo Marco Crespi che non ha fatto giocare la capitana alla sua ultima uscita in maglia azzurra”. Bisognerebbe far festa, non polemica.
Ma visto che la polemica ormai c’è, io non ci vedo nessuno scandalo nel fatto che non sia entrata in campo. Lo sappiamo tutti, e lo sa anche Mascia che è una donna estremamente intelligente, che è stata portata nelle 12 di questo raduno per festeggiare la sua lunga e splendida carriera. Reputo che questo sia stato l’omaggio di Crespi. Cosa doveva fare di più? La partita era fondamentale per la nostra qualificazione, e comunque non mi permetto di entrare nello specifico delle scelte tecniche del coach. Parlare di “contentino” per una che è stata una grande protagonista in campo non ha senso. Una campionessa non ne ha bisogno!
Mascia in tutti questi anni ha dato tanto alla maglia azzurra, e lo ha fatto, anche se in modo diverso, anche in questa qualificazione. Giovedì era a La Spezia per farsi festeggiare e festeggiare la qualificazione azzurra. Così è stato!
#forzaazzurre

sabato 24 novembre 2018

Considerazioni sul caso Crespi/Masciadri (dopo Italia-Svezia)

Due uomini sulla graticola dei social in queste ore: Gramellini, l'editorialista del Corriere reo di aver definito "smania d'altruismo" l'atteggiamento di quella cooperante rapita; e Crespi, reo d'insensibilità nei confronti di Masciadri.

Naturalmente è inutile argomentare su quei canali, dove la modalità "indignazione", che partorisce insulti verso il bersaglio di turno, è considerata assai più divertente di un ragionamento obiettivo.

Chiaro che se la questione è vista solo come "era l'ultima partita di Masciadri e tu, bastardo, non le hai dato neanche un minuto", Crespi è colpevole d'insensibilità, irrispetto per un mito, eccetera, insomma tutto ciò che gli stanno sversando addosso.

Tuttavia mi sembra che vadano considerati più elementi nella vicenda. C'erano delle premesse negative, su cui probabilmente la Federazione doveva stare più attenta, in modo che non sfociassero in quello che è un danno d'immagine nel momento in cui ci sarebbe da festeggiare una qualificazione, giacché appunto ci sono i social che rigurgitano, e il quotidiano più importante d'Italia che s'è scomodato a parlarne. (A proposito, ma che gliene frega al Corriere della Sera di Masciadri, che non ne ha mai parlato una volta per la dozzina di scudetti abbondante che ha vinto; e mo' che finisce nell'unica controversia della sua carriera arriva l'editorialino con la bacchettata a Crespi?)

Le premesse negative erano:
- Masciadri, almeno così è apparso, ha deciso con mesi d'anticipo che avrebbe chiuso la carriera in nazionale con queste partite, cioè si è auto-assegnata una maglia, a prescindere da come avesse giocato nel periodo delle convocazioni. Almeno, io non ho letto cose tipo "Se Crespi riterrà opportuno", "Mi piacerebbe chiudere con quelle due partite di novembre"; no, sembrava un'auto-convocazione sicura. Crespi era d'accordo? Non si sa.
- una passerella individuale cozza contro la delicatezza di una partita decisiva per la squadra. Una passerella la fai, casomai, con una partita speciale organizzata ad hoc, come Masciadri in effetti meriterebbe. Ma quando c'è da giocarsi la qualificazione a un Europeo, cioè il lavoro di due anni, non puoi avere la distrazione di dover onorare il mito. Era un disturbo più che un vantaggio.
- il rendimento di Masciadri s'è flesso ulteriormente in questo scorcio di stagione; è palese che è stata assegnata una maglia a Masciadri a discapito di una delle giocatrici escluse, che tecnicamente la meritavano di più. Certo, come ha detto lo stesso Crespi, il discorso "meglio Tizia di Caia" è limitato, perché si costruisce la squadra migliore, non una sommatoria delle individualità migliori. Quindi Masciadri in un'economia di squadra ci poteva anche stare. Però in due partite tirate non ci stava tecnicamente dentro.

Di conseguenza, è possibile che Crespi si sia sentito costretto a convocarla, ma senza intenzione di darle minuti "reali", cioè a partita aperta. Presumo che se fossimo stati a +15 nel finale l'avrebbe fatta entrare. A meno che il suo "non volevo darle il contentino" (frase per la quale mo' è sulla graticola, ma che io ritengo logica) contemplasse qualsiasi tipo di situazione in cui il suo ingresso avvenisse solo per ragioni celebrative e non tecniche.

In sintesi?
1) Se Crespi metteva dentro Masciadri, si evitava sicuramente qualche rogna.
2) Ma il senso della carriera di Masciadri cambia di mezza virgola con questo n.e.? Perché sembra che sia tutto rovinato, a leggere i social.
3) Masciadri avrebbe probabilmente fatto meglio a ritirarsi a fine stagione scorsa. Poco senso ha questo moncone di fine 2018. C'è una strana linea di confine nella carriera dei miti: se si ritirano un attimo prima sono onorati da eroi, se aspettano un attimo di troppo diventano un peso e creano imbarazzo. Vedi Del Piero alla Juve o Totti alla Roma.
4) Ma Crespi e Masciadri non si sono parlati prima al riguardo? Masciadri è rimasta sorpresa di non essere stata impiegata? Non gettano acqua sul fuoco, adesso, in modo che non si scateni una tempesta in un bicchiere d'acqua?
5) Ci siamo fatti del male da soli.

venerdì 9 novembre 2018

Sulle critiche al fisico di Madera

Bollare l'obesità di per sé è limitante come bollare, che so, la bassa statura di un play uomo di 1.70 o donna da 1.55. Bisogna vedere se la deviazione dallo standard è fonte di handicap nel rendimento. Per me lo scetticismo su Madera, ai tempi delle giovanili, era non sul peso ma sui margini di miglioramento, perché a 15 anni sembrava in tutto e per tutto una 20enne, sia nel fisico (che non vuol dire solo le dimensioni, ma la capacità di controllo e uso del medesimo) sia nella maturità di gioco. Ricordo invece, ad esempio, un'Elisa Penna di cui a 15 anni vedevi l'evidente acerbità (si dice? Boh) sia fisica sia tecnica, ma intuivi grossi margini di miglioramento, un potenziale ancora molto inespresso. Chiaramente Madera può ancora essere una giocatrice importante, ma c'è un problema complessivo di quella generazione '98-99 (più lei che è '00 ma ha sempre giocato con quelle): tra chi è emigrata in America e chi è in sottoutilizzo, quanto stiamo rischiando di perdere, di quell'eccellente gruppo?

giovedì 1 novembre 2018

Caos a Napoli e infortunio a C. Dotto

La situazione precipita in A1: la miglior marcatrice italiana è k.o. e uno dei top-team rischia il collasso. Speriamo che, in questo secondo caso, sia uno di quegli allarmi-apocalisse finalizzati a fare in modo che qualche politico si metta in evidenza risolvendolo. Certo è strano che 'sta chiusura per le Universiadi sembri capitata tra capo e collo senza che si fosse pensato per tempo a un'alternativa.

mercoledì 24 ottobre 2018

La 2005 Zanardi in B grazie a una deroga

La derogata in questione è Carlotta Zanardi, classe 2005 della Brixia Brescia. Effettivamente è un talento, al punto che è già andata in doppia cifra un paio di volte, se non tre. La curiosità è che gioca con la madre, l'ex A1 Laura Marcolini.
A proposito di parentele, sempre alla Brixia gioca l'altra nobile veterana Roberta Colico, la quale 10 giorni fa ha affrontato il fratello, presidente di Giussano (che ha anche la nipote, Cecilia classe 2001, ma nell'occasione era indisponibile), e ha segnato il canestro della vittoria, facendo quindi chiagnere il parente.

domenica 21 ottobre 2018

L'urgenza di far vedere il basket in tv (dopo il trionfo del volley)

Mi piacerebbe sentire qualcuno di chi guida il movimento mettere fra le priorità quella di riportare le nazionali di basket sui canali Rai visibili a tutti. Non mi pare invece che ci sia consapevolezza di quanto sia grave tenere perennemente confinato il proprio sport nella nicchia.

Nell'ultimo mese e mezzo il pubblico generico, cioè quello che non segue uno sport specifico ma s'interessa a ciò che passa il convento (sì, esiste ancora, nonostante chi s'ingozza d'internet e pay-tv fatichi a rendersene conto), si è nutrito di pallavolo. Debbo confermare il dato ma leggo di un'audience boia per la finale di ieri, tipo 6 milioni di media e 14 milioni di contatti. Ma sono gli stessi che ai tempi di Atene 2004 mi davano di gomito, con sorrisoni sempliciotti ma genuini, per dirmi che avevano visto la nazionale di basket battere la Lituania in semifinale olimpica.
Da 14 anni questa gente non ha più idea dell'esistenza del basket. E' una cosa deprimente ma sembra non fregare a chi governa. Perché vuoi mettere quanto son belle le immagini di Sky e quanto bravi i commentatori? Ho capito, ma non lo vede nessuno, se non i soliti della cerchia, già appassionati da secoli. Quando leggo di euforia per "audience di 100.000 spettatori" mi vien da ridere o piangere a seconda dell'umore del momento.

Sì, lo so, non è solo da quello che dipende la pratica dei giovani, se no saremmo già estinti da tempo; oltretutto i giovani di adesso si raggiungono forse più sui cellulari che con la tv generalista. Però anche la gente di mezza età e gli anziani, a me non farebbe schifo raggiungerla. E' gente che magari oggi vede la nazionale e domani viene a seguire la squadra locale in campionato, porta soldi come pubblico pagante. Gli stessi sponsor, come fai a convincerli a finanziare il basket se è uno sport che non vede nessuno?

venerdì 19 ottobre 2018

Rosicamento per il volley finalista mondiale

Pensare che “ai piani alti” del basket ci sia gente che piange perché la pallavolo combina qualcosa è quanto di meno intelligente ci sia.
Ai piani alti (dovunque, mica solo in Fip) si è felici o tristi in base alle possibilità di conservare la poltrona al giro successivo, eventualità in cui i risultati degli altri sport contano zero.
Ma il problema non è come si sentono quelli ai piani alti della Fip, cosa di cui non mi frega nulla perché nulla cambia nella mia esistenza; il problema sono certe palestre del basket femminile più vuote dei seminari per preti e dei conventi per suore; il problema sono i campionati cancellati per mancanza d’iscrizioni; le ragazze che devono fare 40 km all’andata e 40 al ritorno per giocare e alla fine mollano perché se non sono fenomeni non ne vale la candela.
Si può discutere se e quanto c’entri la concorrenza del volley in questo; di certo c’è che godere perché “i piani alti” della propria federazione lo prenderebbero in quel posto per una vittoria del concorrente (cosa che non sussiste), in realtà è più da rosiconi dei presunti rosiconi che si vorrebbe sfottere.
Tutto ciò lasciando perdere il fatto che, nell’improbabile caso che la nazionale di basket combinasse qualcosa, difficilmente vedresti in un forum di volley utenti che esultano e fanno il dito medio ad altri pallavolisti. Ma è evidente che ogni sport ha gli utenti che si merita.

Di sicuro hanno un sacco di soldi: per organizzare 3 Mondiali in 8 anni (2010 e ’18 maschili, ’14 femminile) con formule faraoniche di 3 settimane, ma anche solo per sostenere le spese di nazionali perennemente impegnate (20 giorni in Giappone, con almeno 30 persone fra giocatrici e staff, quanto costerà?), devono avere la gerla piena zeppa.

Detto questo, rimane il fatto che nel basket (5 contro 5 a livello senior, insomma quello più importante) non combiniamo nulla di rilevante da 14 anni né tra i maschi né tra le femmine e non c'è segnale che a breve si combini qualcosa. Aggiungo: e se anche combinassimo qualcosa, lo vedrebbero solo i quattro gatti delle pay-tv, almeno allo stato attuale dei contratti.

E l'anno prossimo ci tocca pure il Mondiale di calcio femminile a rompere i maroni, il nuovo fenomeno in espansione, con l'Italia qualificata dopo un sacco di tempo. Mentre noi siam qui che recriminiamo ancora con l'arbitro o con le poche tesserate per non aver saputo battere la Lettonia, paese di 2 milioni d'abitanti. Invece di pensare se rosicano i forumisti o i kapatàz della Fip, che rosichino le nostre giocatrici, per non aver ancora combinato nulla a livello internazionale senior da una generazione intera.

giovedì 11 ottobre 2018

Sulla questione-tv di Lega a pagamento

Se vale il principio della gratuità a scopo di diffusione, non sarebbe doveroso anche mettere l'ingresso gratuito a ogni partita? Perché certamente col gratuito verrebbero molte più ragazzine con famiglia, anziché dover spendere qualche decina d'euro ogni volta (non so quanto sia il biglietto a Ragusa, magari anche gratis per i minori, ma i genitori immagino paghino).
Invece il biglietto è a pagamento e lo si ritiene giusto, no? Si offre uno spettacolo e si stabilisce un prezzo per potervi assistere. Sì, uno può dire: "Lo offro gratis per attirare più gente". Ok, ma alla fine i conti devono tornare. Se attiro più gente ma nessuno paga, sarà una soddisfazione morale ma come tiro avanti, visto che i costi di realizzazione del prodotto non sono pochi?

Arriva, cioè, un momento in cui la fase promozionale gratuita termina e si valuta se c'è il modo di creare un valore per il tuo prodotto, trovare cioè abbastanza gente che te lo paghi per avere un guadagno, o perlomeno non andare troppo in perdita. Presumo che alla Lega abbiano fatto un ragionamento di questo tipo. Dopodiché, se sarà un fiasco colossale dovranno fare le inevitabili valutazioni.

Per l'aspetto promozionale gratuito (per l'utenza) rimane comunque la partita su Sportitalia, e poi ora c'è anche la pagina sulla Gazzetta dello Sport cartacea, ogni martedì a quanto è stato annunciato (sono uscite le prime due volte). Tra l'altro noto che, tempo fa, utenti del forum scrivevano "ah, come mai la Lega non si fa promozione sulla Gazzetta", come se fosse la panacea; ora che c'è non ne ha ancora parlato nessuno. Mentre ora che è stato tolto lo streaming gratuito, sembra che senza quello si vada tutti in malora.

domenica 7 ottobre 2018

L'A1 in mano alle straniere

In generale, vedansi i tabellini, le straniere han fatto il bello e il cattivo tempo in tutte le squadre. D'altronde le migliori due italiane attuali sono all'estero e la terza ha 39 anni e accetterà probabilmente un ruolo di supporto alle straniere (ovviamente intendo Macchi, che comunque ha fatto 13 punti).

Certo, nel maschile la cosa è ancora più accentuata perché gli stranieri per squadra sono il doppio. Però, là, gli stranieri sono elementi che attirano pubblico, creano spettacolo. Purtroppo, fra le donne, le straniere, pur indiscutibilmente più brave della media delle italiane, non fanno prodezze tali per cui le folle paghino per vederle giocare. Alla fine che vai a vedere? La Johnson, la Smith o la Zunkuliute di turno che giocano e le italiane che gli passano la palla o le incitano dalla panca.

C'è 'sto problema di fondo nell'A1, secondo me. Ieri sera so' stato a vedere il derby di A2 Carugate-Sanga Milano, con la vendetta dell'ex Maffenini che ha segnato 29 punti facendo vincere Carugate; in campo gente che vedi in giro da anni, giovani varie, una straniera per squadra ma la partita le fanno le nostrane; insomma un livello non paragonabile all'A1 ma c'è sale, pepe e sugo. Sarà che l'ultima A1 che ho seguito è stata la sofferta stagione del Geas di 2 anni fa; nel precedente quadriennio 2008-2012 mi ero divertito indubbiamente; però boh.

martedì 2 ottobre 2018

Mondiali - finale: Usa campioni

La giornata finale del Mundial di Tenerife. La Spagna batte 67-60 il Belgio per il bronzo, in una partita dalle discrete emozioni anche se di qualità alterna. Rispetto al precedente di pochi giorni prima, il Belgio oltrepassa troppe volte il confine tra creatività e dissennatezza, perdendo oltre 20 palloni; inoltre il trio Meesseman (24)-K. Mestdagh-Allemand (quest'ultima in parte) fa il suo ma le compagne sono dannose. Brave le iberiche a riprendersi dalla delusione della semifinale, che certamente avevano vissuto molto più delle vallon-fiamminghe, le quali avevano messo in ampio preventivo di perdere con gli Usa (oltre a godere di qualche ora in più di riposo). Il Belgio rimonta da -13 a -1 ma non concretizza il sorpasso e nel finale è affondato da una Torrens rediviva (15) e dalla puntuale Xargay (17).
Il team rivelazione rimane a secco di medaglia; spedizione comunque da voto 9 la sua (anche per bellezza di gioco in rapporto all'organico). La Spagna però non avrebbe meritato di uscire dal podio, per quanto fatto almeno dai quarti in avanti. Nelle ultime 3 edizioni ha fatto bronzo-argento-bronzo; agli ultimi 3 Europei ha collezionato oro-4° posto-oro; ultima Olimpiade argento; certo qualche segnale di flessione c'è (le nate negli anni '90, a parte Ndour, non sembrano ancora all'altezza della generazione-Torrens né di quella Palau-Cruz), ma vorremmo averle noi queste flessioni.

Finalissima con poco sale. Il pepe, per la verità, l'hanno messo i tifosi spagnoli, fischiando e dileggiando Lizzona Cambage, rea di aver bozzato con mezzo mondo in semifinale, o semplicemente di aver demolito da sola le idole di casa. Se davvero il pubblico è riuscito a mandare in tilt mentale la star australiana, come sosteneva Crespi in telecronaca, quei pitali vanno curati per masochismo grave, perché evidentemente godevano per una finale a senso unico. Sta di fatto che Cambage è stata l'ombra di se stessa (7 punti con 2/9; aveva 28 di media), almeno in attacco perché 15 rimbalzi e 5 stoppate non sono nocciuoline. Ma va considerato che di fronte non c'erano le malleabili lunghe spagnole (certo, Ndour brava, ma 20-25 kg di meno), bensì un babau come Griner attorniato, in quintetto, da Tina Charles e Stewart, cioè tre fra l'1.90 e i 2.02. In più, quando la difesa sulle esterne morde, alla lunga arrivano pochi palloni buoni. Insomma c'è anche una spiegazione tecnica al crac di Cambage. Alla vigilia si leggeva che Brondello, la coach australiana, avrebbe imbrigliato Taurasi e Griner visto che le allena pure a Phoenix. In realtà è finita che la rivale Staley ha imbrigliato Cambage mentre Griner ha spadroneggiato (mettendo a nudo con 1 vs 1 dal palleggio la relativa carenza di mobilità della mastodonte oceanica) e Taurasi, pur calata alla distanza, ha aperto il 10-0 iniziale che ha incanalato tutto nella direzione degli Usa. Poi l'Australia, più con canestri estemporanei dei cambi (quando gli Usa han fatto riposare le totem) che con una vera presa in mano della partita, si è riportata a contatto, ma è bastata un'altra scrollatina americana a inizio 3° quarto per affondare definitivamente ogni emozione. Si è tirato a campare fino al 73-56 della sirena.
Griner mvp della finale (giusto); quintetto ideale per Stewart, Taurasi, Cambage, Meesseman e Ndour. Anche qui giuste scelte, salvo che sono 4 lunghe su 5. E l'unica guardia ha 36 anni; al contrario del maschile, fra le donne sono più in auge le lunghe delle piccole al momento. Positivo che 4 su 5 siano nate negli anni '90; nomi nuovi ce n'è, ad esempio la regista belga Allemand che è del '96 come la stella canadese Nurse; tra chi era fuori c'è la Russia che ha due '98 come migliori giocatrici. L'mvp Stewart, che fa triplete dopo mvp di stagione e di finali Wnba, è del '94.
Eravamo più pessimisti alla vigilia, sul valore del resto del mondo; invece si son viste buone cose dalla Cina, oltre che dall'atteso Giappone; il Canada è calato alla distanza ma in prospettiva c'è eccome.
Curiosamente, però, dopo una settimana che pareva smentire l'annunciato dominio in pantofole per gli Usa (sempre favorite, ma con un gap che sembrava ridursi), la finale ci ha riportato al quadro previsto inizialmente. E cioè che nessuno del resto del mondo si trova in un momento storico tale da poter competere contro le padrone assolute, per quanto queste fossero tutt'altro che al massimo, tra assenze e acciacchi (peccato aver visto Delle Donne trascinarsi). Va ricordato che l'Australia iridata 2006, e 3 volte argento olimpico, oltre alla divina Lauren Jackson aveva un'altra superstar come Penny Taylor, un armadio a muro come Batkovic e play-guardie come Timms e l'attuale c.t. Brondello. Questa Australia può essere al top per Tokyo 2020 (le migliori sono fra i 24 e i 30, mi pare), ma al momento ha solo Cambage come elemento di valore assoluto. Tant'è che, nella serata negativa del faro, nessuna era in grado di compensare: miseri i 19 punti totalizzati dal quintetto di partenza australiano.

Non oceanica ma nemmeno disprezzabile l'affluenza di pubblico: fra le 3000 e le 4000 unità per tutte e 4 le serate finali. Però questo Mundial è finito troppo compresso, l'abbiamo già notato, fra la stagione Wnba e quella imminente dei club europei e asiatici. Con la finale, oltretutto, in corrispondenza di eventi come la Ryder Cup di golf, il Mondiale di ciclismo, la finale mondiale di volley uomini, un GP di Formula 1 e la stagione calcistica in pieno svolgimento. Insomma, effetto promozionale scarsino, temiamo.
Tanto per fare la volpe e l'uva, se noi ci fossimo andati, con la ridotta platea di Sky anziché quella totale di Raidue di cui ha fruito il volley per una dozzina di prime serate, non avremmo potuto granché lanciare i famosi "spot per il movimento" che vagheggiamo. D'altronde nel basket contano più i club (Wnba compresa) che le nazionali, a differenza della pallaschiaffa che impernia ogni stagione su queste ultime, tra Mondiali, Grand Prix, SuperTrophy (invento) e altri eventi a getto continuo. Ma noi siamo noi e loro restano loro, cioè fuffa. Precisato questo, però, le prossime volte gradiremmo esserci; e pure alle Olimpiadi se Dio ci farà la grazia.

domenica 30 settembre 2018

Mondiali - semifinali: leggendaria Australia-Spagna

I quarti del Mundial erano stati piuttosto fiacchi, le semifinali invece hanno offerto quasi il massimo che ci si poteva aspettare. Un Belgio gajardo ha approfittato della tendenza di questi Usa a sonnecchiare più a lungo possibile, e comunque Meesseman (23 punti) è una che sta sullo stesso pianeta dei mostri americani; il problema è che per tornare i conti per 40 minuti serviva (come a qualsiasi avversario degli Usa) una panchina più lunga (Wauters era semi-k.o.) e percentuali da 3 che non scemassero; ma quando la fatica inizia a pesare, le medesime scendono fatalmente.
Inoltre, quando il giuoco si fa duro Taurasi si mette a giuocare: la divina finisce con 26 punti, e in assommata con Stewart (20), che corre a tutto campo come una piccina, e Griner (16), torreggiante anche se alterna nelle esecuzioni (ma forse è un errore pensare che una col suo fisico pauroso debba dominare sempre e comunque; per certi versi è tecnicamente limitata), produce lo strappo che il Belgio non può suturare.
93-77 è netto, ma lascia qualche interrogativo su questo Dream Team meno Dream di altre volte. E' da inizio Mondiale che pare aver inserito questa modalità di risparmio energetico (giochiamo un tempo e tanto basta); forse perché Dawn Staley non ha esattamente lo stesso polso di Geno Auriemma; o forse perché persino loro, con 4-5 assenze importanti, finiscono per avere un numero limitato di fuoriclasse totali, cioè quelle che fanno la differenza anche in una semifinale. Tant'è che ieri in pratica han deciso la partita in 3, mentre 5 hanno giocato meno di 10 minuti. Va considerato che questo Mondiale è incastrato fra la fine della Wnba e l'inizio della stagione euro-asiatica; una roba liofilizzata di 8 giorni da sbrigare più in fretta possibile e con una preparazione breve e frammentaria da parte delle americane.

C'è quindi spazio per le speranze australiane. Le cangure sembravano sul punto di capitolare di fronte alla rinascita spagnuola, già evidenziata nei quarti ma ancor più possente nei due periodi centrali di ieri, conclusi sul 58-50 dalle iberiche, le quali parevano un'onda montante e inarrestabile, dopo aver cancellato il -15 iniziale. A quel punto però montava la contro-onda delle oceaniche, trascinate da un'immensa Cambage. Sulla quale c'eravamo chiesti se fosse maturata come leader (dopo la figura non brillante in questo senso nel quarto di finale perduto a Rio 2016 contro la Serbia) e la risposta è stata eclatante. 33 punti e 15 rimbalzi, segnando tutto il segnabile nell'ultimo quarto (un 2+1 su punteggio pari ha dato il vantaggio definitivo; un canestro su palla vagante in area ha siglato la staffa), oltre ovviamente a troneggiare anche in difesa (4 stoppate). Per la Spagna una mazzata l'uscita per falli di Ndour (e poco dopo di Nicholls), la quale comunque a sua volta conferma il suo salto di qualità verso l'eccellenza (17 punti), sia pur a un livello sotto Cambage, in questo momento il miglior centro del pianeta come già la stagione Wnba aveva indicato.
A far tornare i conti, per le spagnole, sono mancate le due emergenti dei quarti, Ouvina e Casas, ambo opache ieri; inoltre Torrens chiude con 15 ma 6/18 al tiro e probabilmente è proprio il suo passo indietro, rispetto ai livelli cui aveva abituato, che fa la differenza in negativo per la compagine di casa, la quale comunque potrà giocarsi il bronzo nella rivincita col Belgio.

mercoledì 26 settembre 2018

Mondiali - spareggi (= ottavi)

Abboffata televisiva oggi coi Mondiali per gli ottavi, o spareggi che dir si voglia.
La partita più scoppiettante, non a sorpresa, è stata Cina-Giappone. Le pechinesi si prendono la rivincita sulla sconfitta nella guerra per la Manciuria d'un secolo abbondante fa, sancendo il loro ritorno in auge. Erano leggermente sfavorite rispetto a un Nippone superiore negli ultimi anni. Dinamismo e triple delle giapponesi contro superiorità fisica delle cinesi; questo il copione previsto ma la Cina ha dimostrato di reggere bene anche sul ritmo e ha infilato 9 triple su 16, mentre a loro volta le Giappe hanno preso più rimbalzi offensivi delle rivali. Insomma due ottime squadre (anche se a volte velocità ha fatto rima con frenesia) che si sono equivalse finché le migliori percentuali della Cina le hanno fatto prendere 10 punti di margine, con cui a 2'30" dalla fine sembravano andare in porto tranquille. Senonché il pressing giapponese e pastrocchi in serie delle cinesi hanno prodotto uno 0-8; sull'81-79 decisiva una buona palla dentro l'area per Yueru Li (la più bassa delle due torri del '99: appena 2 metri) che ha appoggiato il canestro decisivo. Non bastano 25 punti in 26' di Motohashi.

Mica male anche Nigeria-Grecia, più per l'equilibrio che per la qualità del gioco. Vincono le conterranee di Hakeem The Dream dopo aver preso il controllo nei due quarti centrali e aver rischiato di buttare tutto nell'ultimo quarto sulla rimonta ellenica guidata dalla giovane figlia d'arte Fasoula (18 punti); più di riffa e raffa che con chissà quali prodezze, sfruttando il tilt nigeriano, la Grecia passava a condurre con 2 liberi di Kaltsidou a 10 secondi dalla fine; ma nell'ultimo assalto africano, caotico come i precedenti, la palla finiva per caso in mano alla massiccia ossigenata Edeferioka, sin lì 0 punti, che come se niente fosse segnava i due liberi del 57-56 a 3 secondi dalla fine. Imbarazzante l'ultimo tentativo greco, dopo timeout, con una rimessa malfatta da Limoura che provocava una palla persa. Spiace per la Grecia ma è significativa la crescita di competitività del continente nero, per quanto non sia titanico aver battuto le elleniche, che l'anno scorso fecero i bambini coi baffi all'Europeo ma non valgono più di Russia o Serbia, compagini nostrane rimaste a casa.

Francia e Spagna, le bocciate (con sospetto traccheggio) di ieri, emergono alla distanza per stendere Turchia e Senegal. Niente sorprese qui, dunque. Gruda-Miyem, coppia garanzia per le transalpone: 38 punti in coppia giocando poco più di 20'; di là solita Hollingsworth, ok, ma le suddite di Erdogan si confermano in flessione rispetto a qualche anno or sono; ebbero fortuna ad Euro 2017 ma non valgono più di questo, attualmente. La Spagna non convince ancora; è contratta, o sta tenendo il freno a mano in vista di quando si farà sul serio o proprio non ne ha di più; subisce per due quarti un Senegal che parte con 5/6 da 3; poi con le operaie più che con le stelle (pochi minuti e poca roba da Torrens) fa afflosciare le africane che segnano solo 14 punti nella ripresa.

Di conseguenza venerdì abbiamo: Canadà-Spagna; Australia-Cina; Belgio-Francia; Usa-Nigeria.

Il dato saliente è che rimangono solo 3 europee, le medagliate dello scorso anno: il resto del mondo (salvo il Sudamerica, come già notato) ha la freccia verso l'alto, cosa che fa piacere per il movimento globale, però in prospettiva renderà ancora più difficile la nostra perenne ricerca di un rientro nell'elite. O forse no, se in realtà si tratta di una flessione europea, nel qual caso sarebbe più facile per noi fare risultato a Euro 2019. Cominciamo ad arrivarci, peraltro.

martedì 25 settembre 2018

Mondiali - il punto dopo la prima fase

Scelta fortunata anche oggi quella di Sky che della terza giornata del Mundial ci offre un Belgio-Spagna intrigante e intricato. Nel senso che il Belgio gioca meglio, molto meglio, e vince con merito di 9 punti. Ma Andreotti, inteso come il fu Giulio che diceva "A pensar male...", fiuterebbe aria d'intrico, in quanto arrivare primi in quel girone voleva dire finire sulla strada degli Usa in semifinale. E se al Belgio non importa granché, in quanto da esordiente all'evento sarebbe già grasso che cola fare una semi, la Spagna certo non ha organizzato il carrozzone per non provare a giungere almeno all'argento.
Per via dei risultati precedenti, la Spagna era prima con una sconfitta fino a 7 punti compresi; dopo essere stata anche a -17 (se non ricordo male), le ex suddite di Franco rimontano e, con due tiri liberi di Xargay a pochi secondi dalla fine, si portano a -7, ossia il massimo limite per essere prime; e manca solo 1" e 1 decimo. Rimessa Belgio dopo il timeout, taglio di Meesseman che riceve e deposita allo scadere il +9 delle vallon-fiamminghe. Quindi Belgio primo e Spagna seconda evitando gli Usa nel tabellone.
Chiaramente non ci sono elementi per dire che la Spagna l'abbia fatto apposta (poteva sbagliare i due liberi precedenti), ma credo che nemmeno abbia giocato col coltello fra i denti, sapendo che vincere conveniva poco, nella sua ottica.
Nel frattempo il Canadà conferma il suo ruolo di potenza emergente stendendo 71-60 la Francia con un gran ultimo quarto. E se vogliamo essere andreottiani al 100%, c'è qualche dubbio pure sulla Francia, che per via degli orari ha saputo della sconfitta spagnola proprio prima di iniziare l'ultimo quarto, che significava beccare le iberiche negli eventuali quarti, mentre così avrebbero il Belgio. Dice: ma poi avranno gli Usa in semi. Vero, ma credo che la Francia sia paga di giocarsi la semifinale e poi il bronzo nella finalina. Dopodiché mi posso anche mandare a cagare da solo con tutte 'ste dietrologie e può darsi benissimo che nulla sia stato premeditato.

In ogni caso il tabellone risulta:

vincente Spagna-Senegal contro Canadà
vincente Cina-Giappone contro Australia

vincente Francia-Turchia contro Belgio
vincente Nigeria-Grecia contro Usa

Tutti gli spareggi di domani (mercoledì) sono in diretta su Sky. Saporito il derby a mandorla con il dinamismo giapponese contro le torri gemelle classe 1999 cinesi.

Sulla concorrenza di calcio e volley

Che sia il calcio il nostro concorrente più che la pallavolo, l'idea fu espressa già da Bicio Ranieri di Costa alcuni anni or sono. Già tremo al pensiero dei Mondiali 2019 in Francia, dove purtroppo l'Italia femminile è qualificata.
Il problema però è che, soprattutto nei piccoli centri, se vicino a casa c'è solo il volley, e il basket più vicino sta a mezz'ora di macchina (e del calcio c'è solo la squadra dei maschi) anche una ragazzina portata a sports di contatto finisce per rassegnarsi a schiaffar palle sotto rete...

Per quanto riguarda la spettacolarità dei rispettivi campionati, siamo nell'ambito dei giudizi soggettivi e occhio alla tendenza a essere più autocritici nei confronti dello sport in cui si è addentro (meno facilmente si vedono i difetti altrui). Di oggettivo c'è che il campionato di volley femminile italiano è uno dei primi 2 o 3 al mondo (Russia e Turchia gli altri possibili concorrenti), mentre quello di basket non lo è (Wnba a parte, Russia e Turchia pure lì, c'è almeno la Spagna davanti e forse anche la Francia). Inoltre la gradevolezza dello spettacolo è data anche dal contorno ed è chiaro che se nel volley vedi un bel palazzetto con 2000-3000 spettatori, mentre nel basket perlopiù trovi impianti piccoli e vuoti, anche questo pesa.
Certo, su questo potresti obiettare: "miglioriamo lo spettacolo e i palazzetti si riempiranno". Non lo so. Se ci fosse un rapporto tra qualità di uno spettacolo e numero di spettatori, dovremmo dedurre che il calcio è meraviglioso e il resto degli sports fa pietà. I gusti sono gusti... film di merda fanno dieci volte gli incassi di fior di film, così in ogni ambito.

domenica 23 settembre 2018

Mondiali - riassunto 2. giornata

Bella partita trasmessa da Sky: Francia-Grecia, con le elleniche che dopo aver dato l'impressione di subire come da pronostico la supremazia transalpina, sfoderano una prova d'energia e di gasamento, trainate dall'immarcescibile Maltsi (trentello sfiorato a 39 anni...); hanno anche 7 punti di margine nell'ultimo quarto, poi cedono nel finale quando la profondità francese paga dividendi, anche se serve un piazzato di Gruda, difficile ma a bersaglio, per cavare d'impaccio le vice-campioni d'Europa.

Usa ancora con le marce basse (o meglio: alte in attacco, ma difesa lassista) sulla Cina, 100-88.
Canadà ancora convincente: che possa lottare per il podio?
Volatone thrilling: Giappone sul Belgio; Senegal su Lettonia; e pur con meno pathos Nigeria su Turchia, risultato interessante. L'Africa pare in crescita; il Sudamerica in crollo.

sabato 22 settembre 2018

Mondiali - riassunto 1. giornata

La Cina batte di 3 la Lettonia, che per ovvi motivi gufiamo. Argentina impresentabile contro la Turchia, a riprova almeno per ora del buio pesto in cui è caduto il Sudamerica. Il Canada sta demolendo la Grecia: forse nella disamina di ier l'altro non consideravamo le foglie d'acero tra le possibili emergenti.

Usa vincono di 20 ma non incantano... Esordio comunque mai da prendere come oro colato, però sembrano meno invulnerabili di altre volte. Anche se sui 40 minuti hanno troppa qualità diffusa - nonostante certe assenze illustri - perché non venga fuori alla distanza.