Geas domina la prima semifinale di Next Gen Cup: 92-54 su Mirabello. Purtroppo assenti i grossi calibri di A1 da ambo le parti, ma ovviamente le ferraresi ne hanno risentito di più.
Hanno organizzato quelli del maschile, han detto: volete venire anche voi del femminile? Gli si è detto sì e anche giustamente.
Poi se Costa ha portato quelle di A1 è evidente che con un po' di sacrificio potevano farcela anche le altre, almeno nella giornata di venerdì. Ma francamente non credo che se c'era il duello Natali-Panzera trovavamo nuovi investitori mentre così no...
Certamente se Villa e compagne di A1 di Costa erano puntuali in campo in questi due giorni, potevano farlo anche le altre.
sabato 15 febbraio 2020
domenica 9 febbraio 2020
[A1] Resoconto di Costa-Torino
Parecchio in ritardo ma approfitto del weekend di sosta in A1...
Sabato 1 ho assistito alla disfida tra le compagini di Costa Masnaga e Torino, scontro direttissimo (si partiva da pari punti) per allontanarsi il più possibile dall'ultimo posto, ovvero da Battipaglia che nel frattempo cadeva con Vigarano.
All'ingresso del palazzetto, un volantino in distribuzione (quello poi diffuso sui vari canali web della società) ricordava, guastando l'umore agli astanti, che negli attuali chiari di luna la salvezza va conquistata tanto sul campo quanto fuori. Mi riferisco ovviamente all'appello del club masnaghese per trovare sovvenzionatori in vista del prossimo anno. Viene in mente di quando l'imprenditore Marson, circa 3 anni or sono, proclamava che col suo supporto Costa sarebbe entrata in Europa nel giro di un biennio. Ma ultimamente il patron di "Mia" è dedito soprattutto (o quasi solo) a Cantù maschile, insomma orbita in un'altra galassia.
L'ideale sarebbe uno come il "finanziatore anonimo" che salvò il Geas nell'autunno 2018, cioè uno che caccia la grana e non mette becco nella gestione. Ovvero il quasi impossibile.
Messo da parte il documentaccio, c'è una partita non priva d'interesse.
Primo quarto oscillante pur nell'equilibrio (5-0, poi 7-11, poi 17-15): per Costa spicca prima Baldelli, poi Davis, poi Rulli con impatto immediato dalla panchina. Per Torino il piano A, ma anche B e C, appare fin da subito quello di alimentare Johnson-Walker dentro l'area. La non altissima ma volumetrica americana è un'iradiddio per le molto meno volumetriche lunghe di Costa (ma Pavel poteva far meglio): usa bene il corpo, è agile in rapporto alla stazza, sa come farsi trovare dalle compagne. Finirà con 28 punti. Il problema per Torino è che resterà l'unica opzione valida della serata, stante la giornata spenta di Brcaninovic, l'unica altra giocatrice di talento superiore alla media, nella compagine piemontese.
Nel 2° quarto ancora sugli scudi la coppia superclassica Rulli-Baldelli per le padrondicasa. Ma c'è anche uno sprazzo-giovani con Villa e Allievi, che coincide col massimo vantaggio sul 31-21 al 18'. Qualche sbavatura di troppo, però, frena Costa, che cattura frotte di rimbalzi offensivi ma sciupa da sotto, e anche dalla lunetta è imprecisa. Così, una scaltra giocata di Barberis (una delle due lombarde fra le ospiti: l'altra è la grande ex Del Pero), canestro-e-fallo allo scadere, manda le ospiti all'intervallo sotto solo di 5 (31-26).
Clamorosa produzione a rimbalzo di Frost: già 16 in due quarti. Giocatrice che piace per la dedizione totale al collettivo: pretende pochissimi palloni, fa la differenza difendendo e ripulendo i tabelloni. Un'umiltè non comune nelle americane.
Il 3° quarto è il più favorevole a Torino, almeno all'inizio. Pur gravata di 3 falli, Johnson-Walker resta ben salda in campo e capitalizza ogni pallone che tocca in area, sia quelli forniti dalle compagne sia quelli che si procaccia da sola coi rimbalzi in attacco. Segna 11 punti nella frazione, quasi da sola porta avanti le figlie della Mole, anche se solo per brevissimi frangenti. Costa finisce con un 4-0 ispirato dall'infante Villa, la quale segna in arresto e tiro, poi stoppa Milazzo. Al 30' è 49-46.
All'inizio dell'ultimo periodo Costa rischia di pagare i problemi di falli delle lunghe: Rulli e Spinelli con 4, e Pavel che fin lì era imbambolata. Viene da pensare: mo' Johnson-Walker spacca tutto ancora più di prima. Va all'opposto: la difesa di casa trova argini al molosso americano, i servizi alla quale diventano troppo prevedibili e intercettabili; Pavel si sblocca al momento buono, con due canestri di fila. Altri due bersagli li aggiunge Frost, la quale dopo aver toccato quota 20 nei rimbalzi (finirà con 22) si rende utile anche coi punti. Si va sul 58-49 al 33' e già la partita è sul punto di rompersi.
Ma chi dà la spallata decisiva? La più giovine, la più leggera, la più funambolica, ovvero Matilde Villa, la quale inventa dal nulla un "coast to coast" concluso con un'entrata rovesciata per uccellare la chiusura di Brcaninovic. La quale per onestà avrebbe dovuto fermarsi, raccogliere il pallone e chiedere alla ragazza: "scusa, mi fai rivedere come hai fatto?". Con quello si va sul 60-49 e può essere già una sentenza.
Ma l'azione-shock scuote Torino, che segna con Brcaninovic e, da 3, Milazzo, ovvero due delle più sottotono. Ma risponde subito Villa, anche lei tripla, su buona circolazione di Costa: 64-54. Mancano 4'30".
Ci prova Barberis a riaprirla, con un elegantissimo giro dorsale ed entrata, 64-57. Ma Johnson-Walker, come detto, viene arginata mentre di là segnano Frost, dalla lunetta Pavel su assist di Davis, e poi ancora lei, feroce, Villa con una tripla in "step back" da 8 metri sullo scadere dei 24 secondi: 71-59 a 1'10" dalla fine, ma anche se mancava di più, dopo questa era "tutti a casa".
In verità c'era ancora interesse per la differenza-canestri: all'andata +7 Torino. Ma le suddite degli Agnelli non ne hanno proprio più, e finisce 72-59. Villa top scorer per le sue con 14. Bottino pieno per Costa che può concedersi anche una speranziella di risalire sulla zona-salvezza diretta, 4 punti sopra.
Torino, per quel che s'è visto nell'occasione (ma lo dice anche la classifica), sembra la maggior pericolante insieme a Battipaglia. Ok, era indisponibile Salvini; ok, Brcaninovic e Stejskalova possono far meglio, però Costa, che pure è della stessa fascia, ne ha di più. Idem Bologna ora che Harrison va a rullo. Palermo è 4 punti sopra Torino.
Postilla finale sul duello Villa-Milazzo, stravinto dalla prima. Maligna battuta vocifera che la pur brava siciliana, dopo il trattamento-Villa, abbia chiesto alla sorella Oriana, da poco diventata suor Chiara Luce in un convento di clausura: "Scusa, non è che vi avanza un posticino per me?". :ics:
Freddure a parte, in realtà all'andata Milazzo dominò la partita (22 punti), sta viaggiando a oltre 12 di media, in generale il suo lo sta facendo ampiamente. Diciamo che nell'occasione non dev'essere stato piacevole per l'autostima venire arata da una 15enne. Tuttavia c'è da ricordare una cosa: a sua volta Milazzo fu ragazzina-prodigio, già con minutaggio importante a 16-17 anni alla corte di Coppa, in un'epoca in cui c'era molto meno spazio in A1 per le giovani rispetto ad ora. A 19 anni era già oltre i 13 di media, cioè più di adesso. La questione dunque è quanto poi la precoce di turno riesca a migliorare nel corso della sua carriera.
Sabato 1 ho assistito alla disfida tra le compagini di Costa Masnaga e Torino, scontro direttissimo (si partiva da pari punti) per allontanarsi il più possibile dall'ultimo posto, ovvero da Battipaglia che nel frattempo cadeva con Vigarano.
All'ingresso del palazzetto, un volantino in distribuzione (quello poi diffuso sui vari canali web della società) ricordava, guastando l'umore agli astanti, che negli attuali chiari di luna la salvezza va conquistata tanto sul campo quanto fuori. Mi riferisco ovviamente all'appello del club masnaghese per trovare sovvenzionatori in vista del prossimo anno. Viene in mente di quando l'imprenditore Marson, circa 3 anni or sono, proclamava che col suo supporto Costa sarebbe entrata in Europa nel giro di un biennio. Ma ultimamente il patron di "Mia" è dedito soprattutto (o quasi solo) a Cantù maschile, insomma orbita in un'altra galassia.
L'ideale sarebbe uno come il "finanziatore anonimo" che salvò il Geas nell'autunno 2018, cioè uno che caccia la grana e non mette becco nella gestione. Ovvero il quasi impossibile.
Messo da parte il documentaccio, c'è una partita non priva d'interesse.
Primo quarto oscillante pur nell'equilibrio (5-0, poi 7-11, poi 17-15): per Costa spicca prima Baldelli, poi Davis, poi Rulli con impatto immediato dalla panchina. Per Torino il piano A, ma anche B e C, appare fin da subito quello di alimentare Johnson-Walker dentro l'area. La non altissima ma volumetrica americana è un'iradiddio per le molto meno volumetriche lunghe di Costa (ma Pavel poteva far meglio): usa bene il corpo, è agile in rapporto alla stazza, sa come farsi trovare dalle compagne. Finirà con 28 punti. Il problema per Torino è che resterà l'unica opzione valida della serata, stante la giornata spenta di Brcaninovic, l'unica altra giocatrice di talento superiore alla media, nella compagine piemontese.
Nel 2° quarto ancora sugli scudi la coppia superclassica Rulli-Baldelli per le padrondicasa. Ma c'è anche uno sprazzo-giovani con Villa e Allievi, che coincide col massimo vantaggio sul 31-21 al 18'. Qualche sbavatura di troppo, però, frena Costa, che cattura frotte di rimbalzi offensivi ma sciupa da sotto, e anche dalla lunetta è imprecisa. Così, una scaltra giocata di Barberis (una delle due lombarde fra le ospiti: l'altra è la grande ex Del Pero), canestro-e-fallo allo scadere, manda le ospiti all'intervallo sotto solo di 5 (31-26).
Clamorosa produzione a rimbalzo di Frost: già 16 in due quarti. Giocatrice che piace per la dedizione totale al collettivo: pretende pochissimi palloni, fa la differenza difendendo e ripulendo i tabelloni. Un'umiltè non comune nelle americane.
Il 3° quarto è il più favorevole a Torino, almeno all'inizio. Pur gravata di 3 falli, Johnson-Walker resta ben salda in campo e capitalizza ogni pallone che tocca in area, sia quelli forniti dalle compagne sia quelli che si procaccia da sola coi rimbalzi in attacco. Segna 11 punti nella frazione, quasi da sola porta avanti le figlie della Mole, anche se solo per brevissimi frangenti. Costa finisce con un 4-0 ispirato dall'infante Villa, la quale segna in arresto e tiro, poi stoppa Milazzo. Al 30' è 49-46.
All'inizio dell'ultimo periodo Costa rischia di pagare i problemi di falli delle lunghe: Rulli e Spinelli con 4, e Pavel che fin lì era imbambolata. Viene da pensare: mo' Johnson-Walker spacca tutto ancora più di prima. Va all'opposto: la difesa di casa trova argini al molosso americano, i servizi alla quale diventano troppo prevedibili e intercettabili; Pavel si sblocca al momento buono, con due canestri di fila. Altri due bersagli li aggiunge Frost, la quale dopo aver toccato quota 20 nei rimbalzi (finirà con 22) si rende utile anche coi punti. Si va sul 58-49 al 33' e già la partita è sul punto di rompersi.
Ma chi dà la spallata decisiva? La più giovine, la più leggera, la più funambolica, ovvero Matilde Villa, la quale inventa dal nulla un "coast to coast" concluso con un'entrata rovesciata per uccellare la chiusura di Brcaninovic. La quale per onestà avrebbe dovuto fermarsi, raccogliere il pallone e chiedere alla ragazza: "scusa, mi fai rivedere come hai fatto?". Con quello si va sul 60-49 e può essere già una sentenza.
Ma l'azione-shock scuote Torino, che segna con Brcaninovic e, da 3, Milazzo, ovvero due delle più sottotono. Ma risponde subito Villa, anche lei tripla, su buona circolazione di Costa: 64-54. Mancano 4'30".
Ci prova Barberis a riaprirla, con un elegantissimo giro dorsale ed entrata, 64-57. Ma Johnson-Walker, come detto, viene arginata mentre di là segnano Frost, dalla lunetta Pavel su assist di Davis, e poi ancora lei, feroce, Villa con una tripla in "step back" da 8 metri sullo scadere dei 24 secondi: 71-59 a 1'10" dalla fine, ma anche se mancava di più, dopo questa era "tutti a casa".
In verità c'era ancora interesse per la differenza-canestri: all'andata +7 Torino. Ma le suddite degli Agnelli non ne hanno proprio più, e finisce 72-59. Villa top scorer per le sue con 14. Bottino pieno per Costa che può concedersi anche una speranziella di risalire sulla zona-salvezza diretta, 4 punti sopra.
Torino, per quel che s'è visto nell'occasione (ma lo dice anche la classifica), sembra la maggior pericolante insieme a Battipaglia. Ok, era indisponibile Salvini; ok, Brcaninovic e Stejskalova possono far meglio, però Costa, che pure è della stessa fascia, ne ha di più. Idem Bologna ora che Harrison va a rullo. Palermo è 4 punti sopra Torino.
Postilla finale sul duello Villa-Milazzo, stravinto dalla prima. Maligna battuta vocifera che la pur brava siciliana, dopo il trattamento-Villa, abbia chiesto alla sorella Oriana, da poco diventata suor Chiara Luce in un convento di clausura: "Scusa, non è che vi avanza un posticino per me?". :ics:
Freddure a parte, in realtà all'andata Milazzo dominò la partita (22 punti), sta viaggiando a oltre 12 di media, in generale il suo lo sta facendo ampiamente. Diciamo che nell'occasione non dev'essere stato piacevole per l'autostima venire arata da una 15enne. Tuttavia c'è da ricordare una cosa: a sua volta Milazzo fu ragazzina-prodigio, già con minutaggio importante a 16-17 anni alla corte di Coppa, in un'epoca in cui c'era molto meno spazio in A1 per le giovani rispetto ad ora. A 19 anni era già oltre i 13 di media, cioè più di adesso. La questione dunque è quanto poi la precoce di turno riesca a migliorare nel corso della sua carriera.
Preolimpico - commenti sparsi
Giallo Ibekwe, gioca con la Nigeria ma per Ragusa sarebbe infortunata. La società sicula non è contenta.
Serbia battuta 88-69 dagli Usa a Belgrado. Belgio battuto dal Canadà. Svezia, come già notato da alcuni, suonata dal Giappone.
Cina batte Spagna. E nello stesso girone la Sud Corea batte la Gran Bretagna, semifinalista a sorpresa nello scorso Europeo. Trarremo i bilanci alla fine ma potrebbe darsi che dovremo registrare un'ascesa asiatica ai danni del nostro continente, visto anche come il Nippone ha strapazzato la Svezia l'altro giorno.
Comunque va ricordato che questo torneo è poco selettivo: passano le prime 3 di ogni girone. Quindi alla Spagna basterà battere la GB nell'ultima giornata.
Crespi che batosta, 50-80 dal Canadà, che peraltro non è certo scarso.
Grida Gruda: 26 punti nella vittoria della Francia sul Brasile. Transalpone già qualificate.
Mannaggia, ma siamo nel 2020, tutti i discorsi sulla donna emancipata eccetera, e ci troviamo ancora le giocatrici che cambiano cognome per matrimonio? Valeriane Ayayi è diventata Valeriane Vukosavljevic, forse primo caso di giocatrice di colore con cognome slavo, ma questo è un dettaglio.
La Spagna batte la Gran Bretagna ed evita la clamorosa eliminazione. Britanniche fuori. Primo grave ed evidente (mah) effetto della Brexit, non ditelo a Beppe Severgnini o ci tira fuori una trentina di editoriali.
Diciamo che in generale l'Europa ha mostrato dei limiti. Le squadre che hanno passato il turno sono solo 4 (Spagna, Francia, Belgio, Serbia) e sono esattamente le uniche che in questo momento storico si staccano dalla mediocrità. Stavolta si sono infilate nella compagnia Svezia e Gran Bretagna grazie a circostanze ben sfruttate lo scorso anno, ma ce ne sono altre 6 o 7, compresi noi, sullo stesso piano. Il quale piano è però situato a un livello modesto, mentre altrove si cresce, vedi Canadà e asiatiche.
Serbia battuta 88-69 dagli Usa a Belgrado. Belgio battuto dal Canadà. Svezia, come già notato da alcuni, suonata dal Giappone.
Cina batte Spagna. E nello stesso girone la Sud Corea batte la Gran Bretagna, semifinalista a sorpresa nello scorso Europeo. Trarremo i bilanci alla fine ma potrebbe darsi che dovremo registrare un'ascesa asiatica ai danni del nostro continente, visto anche come il Nippone ha strapazzato la Svezia l'altro giorno.
Comunque va ricordato che questo torneo è poco selettivo: passano le prime 3 di ogni girone. Quindi alla Spagna basterà battere la GB nell'ultima giornata.
Crespi che batosta, 50-80 dal Canadà, che peraltro non è certo scarso.
Grida Gruda: 26 punti nella vittoria della Francia sul Brasile. Transalpone già qualificate.
Mannaggia, ma siamo nel 2020, tutti i discorsi sulla donna emancipata eccetera, e ci troviamo ancora le giocatrici che cambiano cognome per matrimonio? Valeriane Ayayi è diventata Valeriane Vukosavljevic, forse primo caso di giocatrice di colore con cognome slavo, ma questo è un dettaglio.
La Spagna batte la Gran Bretagna ed evita la clamorosa eliminazione. Britanniche fuori. Primo grave ed evidente (mah) effetto della Brexit, non ditelo a Beppe Severgnini o ci tira fuori una trentina di editoriali.
Diciamo che in generale l'Europa ha mostrato dei limiti. Le squadre che hanno passato il turno sono solo 4 (Spagna, Francia, Belgio, Serbia) e sono esattamente le uniche che in questo momento storico si staccano dalla mediocrità. Stavolta si sono infilate nella compagnia Svezia e Gran Bretagna grazie a circostanze ben sfruttate lo scorso anno, ma ce ne sono altre 6 o 7, compresi noi, sullo stesso piano. Il quale piano è però situato a un livello modesto, mentre altrove si cresce, vedi Canadà e asiatiche.
giovedì 6 febbraio 2020
L'addio olimpico di Sottana
Al via i tornei Preolimpici. Quello cinese è stato spostato in Serbia.
Italia, come ben sappiamo, assente. Giorgia Sottana, in un messaggio un po' enigmatico su Instagram, fa gli auguri alle partecipanti, tra cui la sua ghèrfrend Mestdagh, e dichiara chiuso per lei il sogno olimpico. Imminente addio alla Nazionale o semplice presa d'atto che a Parigi 2024 avrebbe 35 anni?
Italia, come ben sappiamo, assente. Giorgia Sottana, in un messaggio un po' enigmatico su Instagram, fa gli auguri alle partecipanti, tra cui la sua ghèrfrend Mestdagh, e dichiara chiuso per lei il sogno olimpico. Imminente addio alla Nazionale o semplice presa d'atto che a Parigi 2024 avrebbe 35 anni?
mercoledì 5 febbraio 2020
Pareri su Caloro, Natali, Panzera
Well, ho visto una volta a testa, in questa stagione, le tre giocatrici in questione.
Di Caloro mi ha colpito l'intraprendenza. Era la prima giornata di B, campionato in cui era esordiente (quantomeno a livello lombardo, non so se in Toscana si fosse già cimentata con le grandi), ma non aveva nessuna paura di prendersi le sue iniziative, soprattutto in avvicinamento a canestro. Del resto anche sulla scena internazionale (la Champions U16) ha mostrato personalità, almeno a giudicare da resoconti e cifre. Forse non ha una specialità particolare, nel senso che non eccelle in nulla (per ora) ma sa fare bene molte cose. E la personalità non si insegna.
Natali l'ho vista contro Costa: ottima padronanza dei fondamentali, più scolastica e meno genialoide di Villa (se vogliamo fare un paragone) ma solida. Non ha sbagliato praticamente nulla né nelle scelte né nelle esecuzioni. Nel senso che sarebbero stati tiri giusti da prendere anche se fossero usciti. Da applausi un'azione in post basso, con finta, giro dorsale e appoggio a canestro, che è finita giustamente negli highlights della Lega. Bene anche in arresto e tiro.
Anche Panzera l'ho vista contro Costa ed era in serata nera, di quelle in cui non riesce nulla, persino un contropiede solitario. Ingiudicabile nell'occasione. C'è da dire che rispetto a Natali, e anche a Villa e le altre di Costa, Panzera gioca in una squadra con legittime ambizioni d'alta classifica, per cui le è richiesto uno standard più alto di rendimento. Sì, ci può stare il rischio di non avere ancora un'identità precisa, però occhio: con tutti questi casi di precocità in giro (ben vengano, s'intende) rischiamo di pretendere che a 17 anni una sia già senza difetti.
Di Caloro mi ha colpito l'intraprendenza. Era la prima giornata di B, campionato in cui era esordiente (quantomeno a livello lombardo, non so se in Toscana si fosse già cimentata con le grandi), ma non aveva nessuna paura di prendersi le sue iniziative, soprattutto in avvicinamento a canestro. Del resto anche sulla scena internazionale (la Champions U16) ha mostrato personalità, almeno a giudicare da resoconti e cifre. Forse non ha una specialità particolare, nel senso che non eccelle in nulla (per ora) ma sa fare bene molte cose. E la personalità non si insegna.
Natali l'ho vista contro Costa: ottima padronanza dei fondamentali, più scolastica e meno genialoide di Villa (se vogliamo fare un paragone) ma solida. Non ha sbagliato praticamente nulla né nelle scelte né nelle esecuzioni. Nel senso che sarebbero stati tiri giusti da prendere anche se fossero usciti. Da applausi un'azione in post basso, con finta, giro dorsale e appoggio a canestro, che è finita giustamente negli highlights della Lega. Bene anche in arresto e tiro.
Anche Panzera l'ho vista contro Costa ed era in serata nera, di quelle in cui non riesce nulla, persino un contropiede solitario. Ingiudicabile nell'occasione. C'è da dire che rispetto a Natali, e anche a Villa e le altre di Costa, Panzera gioca in una squadra con legittime ambizioni d'alta classifica, per cui le è richiesto uno standard più alto di rendimento. Sì, ci può stare il rischio di non avere ancora un'identità precisa, però occhio: con tutti questi casi di precocità in giro (ben vengano, s'intende) rischiamo di pretendere che a 17 anni una sia già senza difetti.
martedì 28 gennaio 2020
Eurolega: Zanda batte Schio
Schio suonata in casa dal Fenerbahce nel big match di Eurolega: 54-75.
Due partite in una: fino all'intervallo c'è equilibrio a basso punteggio; Schio c'arriva avanti 30-27 con un siluro di Dotto sulla sirena.
A senso unico la ripresa, con l'emerge della stratocumulosferica coppia Iagupova-Zandalasini, che totalizzerà 29+22 punti, ovvero 51, quasi quanto l'intera Schio. Per l'azzurra, ex dal core 'ngrato, 18 punti dopo l'intertempo.
Non è stellare come in certe annate recenti, il Fenerbahce, però due stelle assolute le ha. Schio invece in questo momento solo una: Gruda, 24 punti con 11/15. Purtroppo, quando sale il livello le brave-ma-non-eccezionali (s'intende in rapporto al massimo livello europeo) incidono poco.
In ogni caso Schio va verso la qualificazione. L'arduo sarà andare oltre il solito sbarramento dei quarti.
Da notare che in campionato Schio ha perso contro una Ragusa che ha segnato solo con 4 giocatrici più 2 punti di Gatti. Ma sono bastate. Hamby in questo momento (ma un po' in tutta la stagione) è di un altro pianeta rispetto al resto del campionato. D'altronde, col suo fresco titolo di "sesto uomo" (o sesta donna, boh) della Wnba è l'elemento di maggior spessore che milita nel nostro paese.
Due partite in una: fino all'intervallo c'è equilibrio a basso punteggio; Schio c'arriva avanti 30-27 con un siluro di Dotto sulla sirena.
A senso unico la ripresa, con l'emerge della stratocumulosferica coppia Iagupova-Zandalasini, che totalizzerà 29+22 punti, ovvero 51, quasi quanto l'intera Schio. Per l'azzurra, ex dal core 'ngrato, 18 punti dopo l'intertempo.
Non è stellare come in certe annate recenti, il Fenerbahce, però due stelle assolute le ha. Schio invece in questo momento solo una: Gruda, 24 punti con 11/15. Purtroppo, quando sale il livello le brave-ma-non-eccezionali (s'intende in rapporto al massimo livello europeo) incidono poco.
In ogni caso Schio va verso la qualificazione. L'arduo sarà andare oltre il solito sbarramento dei quarti.
Da notare che in campionato Schio ha perso contro una Ragusa che ha segnato solo con 4 giocatrici più 2 punti di Gatti. Ma sono bastate. Hamby in questo momento (ma un po' in tutta la stagione) è di un altro pianeta rispetto al resto del campionato. D'altronde, col suo fresco titolo di "sesto uomo" (o sesta donna, boh) della Wnba è l'elemento di maggior spessore che milita nel nostro paese.
lunedì 20 gennaio 2020
[A1] Resoconto di Costa-S. Martino
Sabato sera, dopo aver attraversato discontinui ma fitti banchi di nebbia, ho assistito alla piacevole disfida tra le compagini di Costa Masnaga e S. Martino di Lupari, valida per la seconda giornata di ritorno della massima serie.
L'andamento è assomigliato a quello di quasi tutte le partite interne di quest'anno di Costa (mi piacerebbe individuare il perché, ammesso che esista), ovvero break e controbreak nei primi due quarti, poi equilibrio stabile per arrivare al volatone decisivo. Il copione si è parzialmente modificato per la capacità di S. Martino di chiuderla con un attimo di anticipo, ma non tantissimo perché a una trentina di secondi dalla fine, Frost scoccava la potenziale tripla del -2, falliva, sull'altro fronte invece Bjorklund (molto sotto media: 10 punti contro 17 abituali) infilava dall'angolo, sempre da 3. La tenzone terminava dunque 62-70 per le luparensi.
Da tener conto che Costa era senza Rulli (influenza) e se è vero che S. Martino fa a meno di C. Dotto da inizio anno, la sua potenzialità d'assorbimento dell'assenza è superiore, diciamo così. Inoltre Costa veniva dal fatigante recupero infrasettimanale con Ragusa. Insomma può essere valutata positivamente la sua prova, anche se S. Martino dal 21' in avanti è sempre stata in testa, salvo un riaggancio sul 48-48 al 30', durato poco.
S. Martino è stata brava a leggere alcune situazioni di vantaggio, soprattutto dentro l'area (dove Costa già di solito non è a tenuta stagna, ancor meno senza Rulli), risalendo così dal -9 di inizio 2° quarto. Fietta, partita in sordina, ha trovato penetrazioni importanti fendendo la difesa. Non granché Bjorklund, come detto; bene Sulciute (che rivedevo dal vivo dopo parecchi anni, forse da quando si chiamava ancora Stakneviciene, un decennio fa); altalenante Ostarello (ma adesso diventa italiana e quindi per essere italiana è più che buona); un po' imprecisa Filippi ma puntuale collante fra i reparti; dalla panchina buona energia Toffolo.
Per Costa, tonica Pavel che è molto discontinua ma quando è in buona i numeri li ha; Davis che era reduce da un problema fisico ha iniziato bene ma finito un po' in calando; Frost ancora una volta hai l'impressione visiva che si sia sentita poco, invece guardi i numeri e ha prodotto sostanza notevole senza rubar palloni a nessuno (9 punti, 11 rimbalzi, 7 recuperi, 6 assist, se non ricordo male). Baldelli, come quasi sempre, inappuntabile per intraprendenza nei momenti caldi; se sbaglia è perché non si lesina responsabilità. Le giovani forse stavolta bisogna dire che non hanno trovato modo di incidere particolarmente, compresa Villa (0 punti).
Nei momenti in cui Costa sembrava potercela fare, stavo riflettendo sul fatto che, tolte le prime 3 squadre che fanno campionato a sé (Schio, Ragusa, Venezia ovviamente), i valori tra le altre si sono appiattiti parecchio da inizio stagione a ora, vuoi per infortuni che han colpito chi era partito meglio, vuoi per innesti e rappezzi di mercato.
Poi però la giornata ha proposto tutte vittorie delle meglio piazzate, salvo nella partita in cui sembrava impossibile, cioè Bologna su Ragusa. Ma forse la teoria rimane fondata.
In ogni caso, se si riuscisse a farlo sapere al di fuori della cerchia, è una stagione che ha sapore e pepe.
L'andamento è assomigliato a quello di quasi tutte le partite interne di quest'anno di Costa (mi piacerebbe individuare il perché, ammesso che esista), ovvero break e controbreak nei primi due quarti, poi equilibrio stabile per arrivare al volatone decisivo. Il copione si è parzialmente modificato per la capacità di S. Martino di chiuderla con un attimo di anticipo, ma non tantissimo perché a una trentina di secondi dalla fine, Frost scoccava la potenziale tripla del -2, falliva, sull'altro fronte invece Bjorklund (molto sotto media: 10 punti contro 17 abituali) infilava dall'angolo, sempre da 3. La tenzone terminava dunque 62-70 per le luparensi.
Da tener conto che Costa era senza Rulli (influenza) e se è vero che S. Martino fa a meno di C. Dotto da inizio anno, la sua potenzialità d'assorbimento dell'assenza è superiore, diciamo così. Inoltre Costa veniva dal fatigante recupero infrasettimanale con Ragusa. Insomma può essere valutata positivamente la sua prova, anche se S. Martino dal 21' in avanti è sempre stata in testa, salvo un riaggancio sul 48-48 al 30', durato poco.
S. Martino è stata brava a leggere alcune situazioni di vantaggio, soprattutto dentro l'area (dove Costa già di solito non è a tenuta stagna, ancor meno senza Rulli), risalendo così dal -9 di inizio 2° quarto. Fietta, partita in sordina, ha trovato penetrazioni importanti fendendo la difesa. Non granché Bjorklund, come detto; bene Sulciute (che rivedevo dal vivo dopo parecchi anni, forse da quando si chiamava ancora Stakneviciene, un decennio fa); altalenante Ostarello (ma adesso diventa italiana e quindi per essere italiana è più che buona); un po' imprecisa Filippi ma puntuale collante fra i reparti; dalla panchina buona energia Toffolo.
Per Costa, tonica Pavel che è molto discontinua ma quando è in buona i numeri li ha; Davis che era reduce da un problema fisico ha iniziato bene ma finito un po' in calando; Frost ancora una volta hai l'impressione visiva che si sia sentita poco, invece guardi i numeri e ha prodotto sostanza notevole senza rubar palloni a nessuno (9 punti, 11 rimbalzi, 7 recuperi, 6 assist, se non ricordo male). Baldelli, come quasi sempre, inappuntabile per intraprendenza nei momenti caldi; se sbaglia è perché non si lesina responsabilità. Le giovani forse stavolta bisogna dire che non hanno trovato modo di incidere particolarmente, compresa Villa (0 punti).
Nei momenti in cui Costa sembrava potercela fare, stavo riflettendo sul fatto che, tolte le prime 3 squadre che fanno campionato a sé (Schio, Ragusa, Venezia ovviamente), i valori tra le altre si sono appiattiti parecchio da inizio stagione a ora, vuoi per infortuni che han colpito chi era partito meglio, vuoi per innesti e rappezzi di mercato.
Poi però la giornata ha proposto tutte vittorie delle meglio piazzate, salvo nella partita in cui sembrava impossibile, cioè Bologna su Ragusa. Ma forse la teoria rimane fondata.
In ogni caso, se si riuscisse a farlo sapere al di fuori della cerchia, è una stagione che ha sapore e pepe.
domenica 12 gennaio 2020
[A1] Resoconto di Costa-Vigarano
Ieri sera ho assistito alla tenzone tra le compagini di Costa e Vigarano per la prima giornata di ritorno della massima serie.
Dinanzi a un pubblico di 250 unità secondo il dato del livescore (ma direi anche 300), tra due squadre dal giuoco garibaldino è stata una disfida divertente, terminate 78-76 per le padrone di casa dopo un pirotecnico batti-e-ribatti di canestri: negli ultimi 3 minuti il parziale è stato di 10-11 per le estensi.
Sembrava nel 1° quarto che Vigarano fosse nettamente superiore. Con le sue varie punte di diamante (ché tra Attura, Bocchetti e Kinard è un bel trio di realizzatrici) come un coltello nel burro; quando sbagliava c'era Kunaiyi ad arraffare rimbalzi e consentire secondi e terzi tiri. E Miccoli non mancava di dire la sua. Per contro Costa pareva impacciata in attacco, realizzando nei primi 8'30" solo con Baldelli (4 canestri dalla media).
Cangiava tutto nel 2° periodo: parziale di 27-10 per Costa. Si palesava la serata straordinaria di una Davis che due settimane avevamo legittimamente messo dietro la lavagna (sia per l'inopinato fallo allo scader del tempo costato la partita con Battipaglia, sia per il vistoso calo realizzativo dell'ultimo mese e mezzo), ma stavolta dobbiamo celebrare come matadòra assoluta: 29 punti, 13/16 dal campo, 6 rimbalzi, 3 assist, 30 di valutazione. E, in particolare, 15 punti nel 2° quarto e 10 nell'ultimo: cioè quando la partita è svoltata e quando si è decisa. Ai posteri l'ardua sentenza se sia lei che si è sbloccata da non so che, oppure se la squadra ha trovato il modo d'innescarla meglio. Ma questa è la giocatrice che può portare Costa alla terra promessa.
Non solo Davis, però: anche una difesa convincente, che non faceva più filtrare le vigaranensi dentro l'area e mordeva in pressione con recuperi che portavano, finalmente (nel senso che, come ha detto Seletti, è quello che volevano fare da inizio anno ma stava riuscendo poco), alla ripetuta esecuzione di contropiedi, in cui le giovani Villa, Spinelli e Allievi recitavano una bella parte.
Vigarano invece, pagando anche lo scotto delle rotazioni (49 punti dalla panchina per Costa, solo 13 per le emiliane, di cui 12 di Natali, unica convincente fra i cambi), s'incaponiva in padelle da 3 e rientrava lenta in difesa. Quindi 38-33 all'intervallo per le padrondicasa.
Dopo l'intervallo ambo le squadre tenevano in campo il loro assetto migliore, riducendo le rotazioni (per Costa dentro Frost e Davis tutto il tempo, Baldelli quasi, Rulli non più vista, Pavel poco), e iniziava una terza fase di partita: un lungo testa a testa, senza break consistenti. Anche con belle giocate, debbo dire. Qualcosa di più lo faceva Vigarano che tornava avanti limitando Davis e sfruttando qualche persa di troppo delle masnaghesi, oltre a continuare il dominio a rimbalzo in attacco con Kunaiyi.
Nell'ultima frazione ripartiva il ciclone Davis, che procacciava una fuga masnaghese sul 68-60 a 4' dalla fine. Un arbitraggio che aveva assegnato a Costa la bellezza di zero tiri liberi nei primi 30 minuti (!), ora gliene elargiva financo generosamente (12 nel solo ultimo periodo): c'avremmo scommesso. Ma era soprattutto colpa di Vigarano martellare a vuoto i ferri dalla lunga distanza: 8 triple sbagliate nel 4° periodo prima di mettere la prima.
L'abbondante potenziale offensivo delle ospiti però consentiva loro di rimettere rapidamente in piedi la partita, con Miccoli notevole nella bomba del 73-72 a -1'30".
Poi ancora un botta-e-risposta tra Frost (su assist di Villa) e Bocchetti: 75-74 a -1'. Indi il capolavoro di Davis che, allo scadere dei 24", trovandosi bloccata all'altezza della lunetta con Kinard addosso, e dovendo quindi forzare, realizzava un mirabile "jumper" per il 77-74 a -40".
Ultimo assalto di Vigarano con ben 4 tentativi per il pareggio, consentiti dalla solita messe di rimbalzi offensivi: ma Attura, Niccoli, Bocchetti, Kinard (di quest'ultima l'occasione più limpida) sparavano tutte fuori bersaglio. [Anzi, mi viene in mente ora: l'ultima tripla di Kinard è avvenuta dopo un passaggio mal eseguito da Davis in ripartenza dopo l'errore di Bocchetti].
Rimbalzo finalmente di Costa che subiva fallo con Villa. Alla bebè prodigio bastava realizzare il secondo libero per portare Costa fuori portata d'aggancio: inutile l'entrata di Attura sulla sirena per il 78-76 definitivo.
Giudizi. Rispetto allo scivolone con Battipaglia, la differenza per Costa è stata in uno-due episodi girati diversamente, ma in realtà la qualità della prestazione è stata ben superiore. La mazzata iniziale è stata assorbita bene e recuperata con personalità. Certo, poi una Davis così ti fa pentole e coperchi. Ma bene anche Baldelli e le giovani: 30 punti fra Villa, Spinelli, Allievi e Balossi. Su Villa, giusto per dire qualcosa che non sia stato già detto (o forse sì ma mi sono dimenticato), impressiona il fatto che sembri avere più continuità di tutte. Non ha più avuto il picco sublime col Geas, però è una garanzia. Tant'è che è sempre in campo quando si decide la partita. Frost poca roba in attacco ma è sempre utile come collante.
Una domanda alla quale mi piacerebbe aver risposta, ma non l'ho e forse non c'è, è come mai Costa, tranne quando gioca contro le "bigs", finisce sempre e comunque punto a punto. A volte vince, a volte perde, ma sempre in volata.
Per Vigarano può sembrare strano come non tornino i conti in una serata con 5 in doppia cifra, il 54% da 2, 21 rimbalzi in attacco contro 9 e quindi tanti possessi in più (perse e recuperi sono stati uguali fra le due squadre). Ma non ha trovato contromisure a Davis, in generale non ha difeso bene e ha bilanciato male le soluzioni dal 2° quarto in avanti, affidandosi troppo alle triple (8/33 alla fine). Delle 2002 già accennato: unica incisiva Natali, pregevole per linearità delle scelte e delle esecuzioni; Gilli ci ha provato varie volte ma nulla le è riuscito, al tiro; Gregori tre ferracci da 3 in rapida serie, poi rimasta in panca; Nativi ha segnato un libero, non s'è fatta notare per il resto.
Kunaiyi favolosa rimbalzista, ma solo 5 tiri: poteva essere innescata meglio contro avversarie prive di cristone in grado di contenere il suo strapotere atletico (come dimostrato dal dominio nelle palle arpionate). L'impressione è che con l'arrivo di Kinard si siano ridotti i palloni per lei.
Sta di fatto che per la seconda settimana di fila, Vigarano perde un'occasione contro una squadra più in basso in graduatoria e nuovamente subisce troppi punti: 86 a Torino la volta scorsa, 78 ieri. Forse è più giusto considerare sorprendente quanto fatto prima d'ora, piuttosto che deludente questo doppio passo falso, e in ogni caso la qualificazione alle F8 di Coppa non gliela toglie nessuno.
Dinanzi a un pubblico di 250 unità secondo il dato del livescore (ma direi anche 300), tra due squadre dal giuoco garibaldino è stata una disfida divertente, terminate 78-76 per le padrone di casa dopo un pirotecnico batti-e-ribatti di canestri: negli ultimi 3 minuti il parziale è stato di 10-11 per le estensi.
Sembrava nel 1° quarto che Vigarano fosse nettamente superiore. Con le sue varie punte di diamante (ché tra Attura, Bocchetti e Kinard è un bel trio di realizzatrici) come un coltello nel burro; quando sbagliava c'era Kunaiyi ad arraffare rimbalzi e consentire secondi e terzi tiri. E Miccoli non mancava di dire la sua. Per contro Costa pareva impacciata in attacco, realizzando nei primi 8'30" solo con Baldelli (4 canestri dalla media).
Cangiava tutto nel 2° periodo: parziale di 27-10 per Costa. Si palesava la serata straordinaria di una Davis che due settimane avevamo legittimamente messo dietro la lavagna (sia per l'inopinato fallo allo scader del tempo costato la partita con Battipaglia, sia per il vistoso calo realizzativo dell'ultimo mese e mezzo), ma stavolta dobbiamo celebrare come matadòra assoluta: 29 punti, 13/16 dal campo, 6 rimbalzi, 3 assist, 30 di valutazione. E, in particolare, 15 punti nel 2° quarto e 10 nell'ultimo: cioè quando la partita è svoltata e quando si è decisa. Ai posteri l'ardua sentenza se sia lei che si è sbloccata da non so che, oppure se la squadra ha trovato il modo d'innescarla meglio. Ma questa è la giocatrice che può portare Costa alla terra promessa.
Non solo Davis, però: anche una difesa convincente, che non faceva più filtrare le vigaranensi dentro l'area e mordeva in pressione con recuperi che portavano, finalmente (nel senso che, come ha detto Seletti, è quello che volevano fare da inizio anno ma stava riuscendo poco), alla ripetuta esecuzione di contropiedi, in cui le giovani Villa, Spinelli e Allievi recitavano una bella parte.
Vigarano invece, pagando anche lo scotto delle rotazioni (49 punti dalla panchina per Costa, solo 13 per le emiliane, di cui 12 di Natali, unica convincente fra i cambi), s'incaponiva in padelle da 3 e rientrava lenta in difesa. Quindi 38-33 all'intervallo per le padrondicasa.
Dopo l'intervallo ambo le squadre tenevano in campo il loro assetto migliore, riducendo le rotazioni (per Costa dentro Frost e Davis tutto il tempo, Baldelli quasi, Rulli non più vista, Pavel poco), e iniziava una terza fase di partita: un lungo testa a testa, senza break consistenti. Anche con belle giocate, debbo dire. Qualcosa di più lo faceva Vigarano che tornava avanti limitando Davis e sfruttando qualche persa di troppo delle masnaghesi, oltre a continuare il dominio a rimbalzo in attacco con Kunaiyi.
Nell'ultima frazione ripartiva il ciclone Davis, che procacciava una fuga masnaghese sul 68-60 a 4' dalla fine. Un arbitraggio che aveva assegnato a Costa la bellezza di zero tiri liberi nei primi 30 minuti (!), ora gliene elargiva financo generosamente (12 nel solo ultimo periodo): c'avremmo scommesso. Ma era soprattutto colpa di Vigarano martellare a vuoto i ferri dalla lunga distanza: 8 triple sbagliate nel 4° periodo prima di mettere la prima.
L'abbondante potenziale offensivo delle ospiti però consentiva loro di rimettere rapidamente in piedi la partita, con Miccoli notevole nella bomba del 73-72 a -1'30".
Poi ancora un botta-e-risposta tra Frost (su assist di Villa) e Bocchetti: 75-74 a -1'. Indi il capolavoro di Davis che, allo scadere dei 24", trovandosi bloccata all'altezza della lunetta con Kinard addosso, e dovendo quindi forzare, realizzava un mirabile "jumper" per il 77-74 a -40".
Ultimo assalto di Vigarano con ben 4 tentativi per il pareggio, consentiti dalla solita messe di rimbalzi offensivi: ma Attura, Niccoli, Bocchetti, Kinard (di quest'ultima l'occasione più limpida) sparavano tutte fuori bersaglio. [Anzi, mi viene in mente ora: l'ultima tripla di Kinard è avvenuta dopo un passaggio mal eseguito da Davis in ripartenza dopo l'errore di Bocchetti].
Rimbalzo finalmente di Costa che subiva fallo con Villa. Alla bebè prodigio bastava realizzare il secondo libero per portare Costa fuori portata d'aggancio: inutile l'entrata di Attura sulla sirena per il 78-76 definitivo.
Giudizi. Rispetto allo scivolone con Battipaglia, la differenza per Costa è stata in uno-due episodi girati diversamente, ma in realtà la qualità della prestazione è stata ben superiore. La mazzata iniziale è stata assorbita bene e recuperata con personalità. Certo, poi una Davis così ti fa pentole e coperchi. Ma bene anche Baldelli e le giovani: 30 punti fra Villa, Spinelli, Allievi e Balossi. Su Villa, giusto per dire qualcosa che non sia stato già detto (o forse sì ma mi sono dimenticato), impressiona il fatto che sembri avere più continuità di tutte. Non ha più avuto il picco sublime col Geas, però è una garanzia. Tant'è che è sempre in campo quando si decide la partita. Frost poca roba in attacco ma è sempre utile come collante.
Una domanda alla quale mi piacerebbe aver risposta, ma non l'ho e forse non c'è, è come mai Costa, tranne quando gioca contro le "bigs", finisce sempre e comunque punto a punto. A volte vince, a volte perde, ma sempre in volata.
Per Vigarano può sembrare strano come non tornino i conti in una serata con 5 in doppia cifra, il 54% da 2, 21 rimbalzi in attacco contro 9 e quindi tanti possessi in più (perse e recuperi sono stati uguali fra le due squadre). Ma non ha trovato contromisure a Davis, in generale non ha difeso bene e ha bilanciato male le soluzioni dal 2° quarto in avanti, affidandosi troppo alle triple (8/33 alla fine). Delle 2002 già accennato: unica incisiva Natali, pregevole per linearità delle scelte e delle esecuzioni; Gilli ci ha provato varie volte ma nulla le è riuscito, al tiro; Gregori tre ferracci da 3 in rapida serie, poi rimasta in panca; Nativi ha segnato un libero, non s'è fatta notare per il resto.
Kunaiyi favolosa rimbalzista, ma solo 5 tiri: poteva essere innescata meglio contro avversarie prive di cristone in grado di contenere il suo strapotere atletico (come dimostrato dal dominio nelle palle arpionate). L'impressione è che con l'arrivo di Kinard si siano ridotti i palloni per lei.
Sta di fatto che per la seconda settimana di fila, Vigarano perde un'occasione contro una squadra più in basso in graduatoria e nuovamente subisce troppi punti: 86 a Torino la volta scorsa, 78 ieri. Forse è più giusto considerare sorprendente quanto fatto prima d'ora, piuttosto che deludente questo doppio passo falso, e in ogni caso la qualificazione alle F8 di Coppa non gliela toglie nessuno.
mercoledì 8 gennaio 2020
Superbasket: nella top 100 niente donne
E' uscito un Superbasket con i "top 100 nomi del basket italiano"; presenza femminile ridotta praticamente a zero. Ho scritto questa lagnanza sulla pagina Facebook dell'autorevole testata:
Premesso che ho comprato la rivista e ho apprezzato l'imponente lavoro della vostra top 100, non si può fare a meno di notare:
- a) su 100 personaggi, uno solo legato al femminile, il c.t. Capobianco (a meno di considerare anche Brugnaro e Casarin perchè la Reyer ha pure la sezione-donne, ma presumo non sia per quella che li avete inseriti; altrimenti, più di loro meriterebbe Marcello Cestaro, patron di Schio che ha vinto 23 trofei nel decennio appena concluso...). Per carità, si sa che "il femminile conta poco", ma l'1% non è veramente troppo poco? E' pur sempre la parte del movimento che da anni porta più medaglie giovanili (due d'oro nella sola estate scorsa; magari un posticino tra i top 100 per Giovanni Lucchesi, responsabile di settore, ci poteva stare), ed è la speranza più concreta di riportare il basket alle Olimpiadi (nel 3x3, salvo miracoli dai maschi al Preolimpico contro la Serbia...). Sottolineo questo perché la vostra classifica dichiara di essere rivolta al 2020. A proposito, forse l'iniziativa conveniva chiamarla "top 100 del basket maschile", non "del basket italiano"; altrimenti è inevitabile constatare che per voi il femminile, nel basket italiano, praticamente non esiste.
- b) due sole donne su 100 personaggi (le presidentesse Bragaglio e Ferrarini). Vero, scarseggia la presenza femminile nelle posizioni di comando, federali o societarie che siano; non sono penne illustri del giornalismo né telecroniste di grido (in senso sia reale sia metaforico). Ok, no alle "quote rosa", cioè ai posti garantiti per il solo fatto di essere donne. Ma almeno una o due giocatrici, le migliori del momento, diciamo Zandalasini e Sottana, non meritano un posticino fra i top 100 del basket italiano, in cui rappresentano un'eccellenza nel loro ambito? O se parliamo di donne extra-campo, vi suggerisco un nome: Raffaella Masciadri. Che si è appena ritirata, dopo il 15° scudetto vinto, ma è ora presidentessa della Commissione Nazionale Atleti del Coni, che si sta occupando di temi importanti come il fondo maternità per le atlete e il professionismo femminile.
Cioè, più ci penso e più lo trovo grave, che su 100 nomi ce ne sia a malapena uno legato al femminile. Siamo ben sotto la soglia del minimo sindacale, giusto per accorgersi che la parte femminile del movimento esista, non dico conti.
Tutto questo nell'anno 2019 in cui persino il calcio, sommo esempio di maschilismo dittatoriale, ha sdoganato massicciamente la propria versione femminea, prima, durante e dopo il famigerato Mundialdonne che tanto ci ha scassato i maroni l'estate scorsa.
Ma anche fuori dall'ambito sportivo, nella società occidentale la donna vieppiù s'emancipa e occupa posizioni rilevanti, vedi l'Unione Europea.
Noi del basket invece si va a gambero verso un maschilismo da Medioevo, in cui gli uomini sgallettano protagonisti e le donne a casa a far la calza.
Almeno così si evince da quella top 100 priva di donne degne di nota, salvo quelle due presidentesse di società maschili.
Premesso che ho comprato la rivista e ho apprezzato l'imponente lavoro della vostra top 100, non si può fare a meno di notare:
- a) su 100 personaggi, uno solo legato al femminile, il c.t. Capobianco (a meno di considerare anche Brugnaro e Casarin perchè la Reyer ha pure la sezione-donne, ma presumo non sia per quella che li avete inseriti; altrimenti, più di loro meriterebbe Marcello Cestaro, patron di Schio che ha vinto 23 trofei nel decennio appena concluso...). Per carità, si sa che "il femminile conta poco", ma l'1% non è veramente troppo poco? E' pur sempre la parte del movimento che da anni porta più medaglie giovanili (due d'oro nella sola estate scorsa; magari un posticino tra i top 100 per Giovanni Lucchesi, responsabile di settore, ci poteva stare), ed è la speranza più concreta di riportare il basket alle Olimpiadi (nel 3x3, salvo miracoli dai maschi al Preolimpico contro la Serbia...). Sottolineo questo perché la vostra classifica dichiara di essere rivolta al 2020. A proposito, forse l'iniziativa conveniva chiamarla "top 100 del basket maschile", non "del basket italiano"; altrimenti è inevitabile constatare che per voi il femminile, nel basket italiano, praticamente non esiste.
- b) due sole donne su 100 personaggi (le presidentesse Bragaglio e Ferrarini). Vero, scarseggia la presenza femminile nelle posizioni di comando, federali o societarie che siano; non sono penne illustri del giornalismo né telecroniste di grido (in senso sia reale sia metaforico). Ok, no alle "quote rosa", cioè ai posti garantiti per il solo fatto di essere donne. Ma almeno una o due giocatrici, le migliori del momento, diciamo Zandalasini e Sottana, non meritano un posticino fra i top 100 del basket italiano, in cui rappresentano un'eccellenza nel loro ambito? O se parliamo di donne extra-campo, vi suggerisco un nome: Raffaella Masciadri. Che si è appena ritirata, dopo il 15° scudetto vinto, ma è ora presidentessa della Commissione Nazionale Atleti del Coni, che si sta occupando di temi importanti come il fondo maternità per le atlete e il professionismo femminile.
Cioè, più ci penso e più lo trovo grave, che su 100 nomi ce ne sia a malapena uno legato al femminile. Siamo ben sotto la soglia del minimo sindacale, giusto per accorgersi che la parte femminile del movimento esista, non dico conti.
Tutto questo nell'anno 2019 in cui persino il calcio, sommo esempio di maschilismo dittatoriale, ha sdoganato massicciamente la propria versione femminea, prima, durante e dopo il famigerato Mundialdonne che tanto ci ha scassato i maroni l'estate scorsa.
Ma anche fuori dall'ambito sportivo, nella società occidentale la donna vieppiù s'emancipa e occupa posizioni rilevanti, vedi l'Unione Europea.
Noi del basket invece si va a gambero verso un maschilismo da Medioevo, in cui gli uomini sgallettano protagonisti e le donne a casa a far la calza.
Almeno così si evince da quella top 100 priva di donne degne di nota, salvo quelle due presidentesse di società maschili.
martedì 31 dicembre 2019
Anno solare 2019: il meglio
Anno solare 2019, le mie scelte:
- Miglior partita (Italia):Schio-S. Martino 64-66, semifinale scudetto gara-2
- Miglior partita (mondo): Serbia-Spagna 66-71, semifinale Europei
- Miglior partita (giovanile/mondo):ex aequo Baylor-Notre Dame 82-81, finale Ncaa / Usa-Australia 74-70 dts, finale Mondiale U19
- Miglior partita (giovanile/Italia):Basket Roma-Costa 64-62, finale scudetto U14
- Miglior partita vista dal vivo (senior):Costa-Alpo 81-77, ritorno finale playoff A2
- Miglior partita vista dal vivo (giovanile):Venezia-Costa 72-44, finale scudetto U18 (più per la cornice che per la partita in sé)
- Impresa dell'anno (Italia/A1&nazionali):Geas in finale di Coppa Italia battendo Venezia
- Impresa dell'anno (Italia/A2): Bologna rimonta da -18 nello spareggio-promozione con Alpo
- Impresa dell'anno (Europa): Gran Bretagna in semifinale agli Europei
- Impresa dell'anno (giovanile/Italia):Nazionale U20 oro europeo
- Miglior giocatrice (mondo): Elena Delle Donne (mvp Wnba + titolo Wnba)
- Miglior giocatrice (Europa): Emma Meesseman (mvp finali Wnba)
- Miglior giocatrice (Italia): Cecilia Zandalasini
- Miglior giocatrice (giovanile/mondo):Sabrina Ionescu (mvp stagione Ncaa)
- Miglior giocatrice (giovanile/Italia): Ilaria Panzera (mvp Europei U18 + varie partite da titolare in A1)
- Prestazione dell'anno (senior/mondo):
- Prestazione dell'anno (senior/Italia):
- Prestazione dell'anno (giovanile/mondo):Juste Jocyte (Lituania): 33 punti in finale Europeo U16 a 13 anni e 9 mesi
- Prestazione dell'anno (giovanile/Italia):ex aequo Costanza Verona, 25 punti & canestro decisivo in finale Europeo U20 / Matilde Villa (Costa), 21 punti contro il Geas in A1 a 14 anni e 11 mesi
- Migliori momenti: tutta l'estate giovanile / Virtus Bologna entra nel femminile
- Peggiori momenti: scomparsa Napoli / eliminazione dell'Italia agli Europei con esclusione dalle Olimpiadi in concomitanza con la fanghiglia del calcio femminile
- Miglior partita (Italia):Schio-S. Martino 64-66, semifinale scudetto gara-2
- Miglior partita (mondo): Serbia-Spagna 66-71, semifinale Europei
- Miglior partita (giovanile/mondo):ex aequo Baylor-Notre Dame 82-81, finale Ncaa / Usa-Australia 74-70 dts, finale Mondiale U19
- Miglior partita (giovanile/Italia):Basket Roma-Costa 64-62, finale scudetto U14
- Miglior partita vista dal vivo (senior):Costa-Alpo 81-77, ritorno finale playoff A2
- Miglior partita vista dal vivo (giovanile):Venezia-Costa 72-44, finale scudetto U18 (più per la cornice che per la partita in sé)
- Impresa dell'anno (Italia/A1&nazionali):Geas in finale di Coppa Italia battendo Venezia
- Impresa dell'anno (Italia/A2): Bologna rimonta da -18 nello spareggio-promozione con Alpo
- Impresa dell'anno (Europa): Gran Bretagna in semifinale agli Europei
- Impresa dell'anno (giovanile/Italia):Nazionale U20 oro europeo
- Miglior giocatrice (mondo): Elena Delle Donne (mvp Wnba + titolo Wnba)
- Miglior giocatrice (Europa): Emma Meesseman (mvp finali Wnba)
- Miglior giocatrice (Italia): Cecilia Zandalasini
- Miglior giocatrice (giovanile/mondo):Sabrina Ionescu (mvp stagione Ncaa)
- Miglior giocatrice (giovanile/Italia): Ilaria Panzera (mvp Europei U18 + varie partite da titolare in A1)
- Prestazione dell'anno (senior/mondo):
- Prestazione dell'anno (senior/Italia):
- Prestazione dell'anno (giovanile/mondo):Juste Jocyte (Lituania): 33 punti in finale Europeo U16 a 13 anni e 9 mesi
- Prestazione dell'anno (giovanile/Italia):ex aequo Costanza Verona, 25 punti & canestro decisivo in finale Europeo U20 / Matilde Villa (Costa), 21 punti contro il Geas in A1 a 14 anni e 11 mesi
- Migliori momenti: tutta l'estate giovanile / Virtus Bologna entra nel femminile
- Peggiori momenti: scomparsa Napoli / eliminazione dell'Italia agli Europei con esclusione dalle Olimpiadi in concomitanza con la fanghiglia del calcio femminile
domenica 29 dicembre 2019
[A1] Resoconto di Costa-Battipaglia
Ieri sera mi sono recato nelle collinari lande di Costa Masnaga, oltrepassando il sempre gradevole presepe illuminato sulla collina di Nibionno, per assistere alla partita di fine decennio tra la compagine locale e Battipaglia.
Davanti a un pubblico più abbondante di quanto pensassi (considerando il periodo festivo e l'assenza delle ragazze delle giovanili, sparpagliate in tornei per ogni dove), la tenzone ha proposto ciò che era lecito aspettarsi: tanto pathos, brutture in abbondanza ed equamente distribuite.
Hanno vinto le campane per un malaugurato fallo di Davis su Cremona, che sul 67-66 per Costa (procurato da un notevole arresto-e-tiro di Rulli a 18" dalla fine) aveva già scoccato la tripla della disperazione, sbagliandola. L'americana le è franata addosso a 2 decimi dalla fine. La guardia classe 2000 ha realizzato con notevole freddezza, bisogna dire, i primi 2 liberi, senza tremori né aiuti del ferro: 67-68.
A quel punto Big Sandro Orlando le ha urlato di sbagliare apposta il terzo. La ragazza è parsa disorientata, come se non avesse mai visto una situazione del genere, dopodiché ha scoccato una provola che non ha nemmeno toccato il ferro, e quindi regalando un'ultima chance a Costa con rimessa da metà campo. Disperazione cupa di Orlando, che nella sua carriera ha vinto scudetti, allenato in Eurolega e quant'altro: come dire "che 'mme tocca sopportà..." :woot:
Il tempo però era troppo esiguo per le padrone di casa, che han potuto solo tentare un lob verso il canestro, intercettato. Scene di giubilo, più che comprensibili, da parte delle battipagliesi, alla prima vittoria dopo 11 knockouts. Il coach locale Seletti invece esternava disappunto agli arbitri, così come più volte ha fatto durante la partita, anche se poi nelle dichiarazioni non ha cercato alibi nella direzione di gara, cui non ha fatto cenno. Giusto così, ma è giusto anche notare che nel terzo quarto una manciata di tiri liberi assegnati alle campane per falli subiti sul palleggio, lontano da canestro, sono parsi un attimino generosi, e hanno contribuito a rimettere l'inerzia della partita in direzione ospite nel momento in cui sembrava girare a favore delle locali.
La serie di episodi finali è riassunta in questo video di appena 2 minuti: clicca.
Quindi molta casualità nell'esito finale. Nondimeno vanno riconosciuti i meriti di Battipaglia. Veniva dall'ennesima settimana di triboli, con la fuga di Houser, ovvero 12 punti, 5 rimbalzi e 4 assist di media in meno per una squadra già non ricchissima di risorse. E poi l'altrettanto ennesima esternazione del patron Rossini. Han saputo, le superstiti, trasformare la disgrazia in motivazioni forti. E anche idee chiare: difesa forte in area, con raddoppi in post basso: azzerata Pavel e pochissime penetrazioni per le esterne di casa. In attacco, al contrario, tante iniziative fino al ferro, con Jarosz sempre pronta a correggere gli errori altrui (a volte anche suoi: ha chiuso con 21 rimbalzi e 23 punti che potevano essere oltre 30), e Ciabattoni che ha tranciato più volte la difesa in penetrazione, cavandone canestri e/o falli (24 punti alla fine).
I primi due break consistenti della partita, un +9 nel 1° quarto e un +8 nel secondo, sono stati frutto di questa maggiore intensità ed efficacia campana nel trovare soluzioni ad alta percentuale e negarne a Costa.
Solo che l'organico di Battipaglia è veramente all'osso. In pratica ha ruotato 6 giocatrici, più spiccioli per Sasso e Scarpato, un paio di 2000 dal pedigree non paragonabile alle giovani di Costa. Ha tamponato l'addio di Houser dando 33 minuti a Mazza, che ne aveva meno di 10 di media finora. Cremona primo e unico cambio a tutti gli effetti.
In più, né Nori né Galbiati erano in serata al tiro: han fatto 3/20 sommate, anche se riconosco loro di esser sempre state vive nella partita. Al contrario, Costa da fuori ha avuto una percentuale ottima (anche perché, come detto, la scelta di Battipaglia era di proteggere l'area): 10/21 da 3 e anche buone cose dalla media.
In sostanza quindi ci si aspettava, vista la relativa facilità con cui Costa recuperava gli svantaggi, che a un certo punto la maggior quantità di risorse per le brianzole avrebbe fatto la differenza, consentendo loro di prendere se non il largo, almeno un margine di sicurezza per non arrivare in volata. Ma non è mai stato vicino a verificarsi, tutto ciò, salvo un paio di brevi occasioni sul 40-34 in avvio di 3° quarto e un 62-58 a 2'45" dalla fine. Ma poi arrivavano nuovi errori, buchi difensivi dentro l'area, palle perse.
Sono tre le cifre che condannano Costa, fermo restando che senza il fallo di Davis allo scadere non sarebbe stata condanna ma assoluzione: 24 perse (contro 17 avversarie), 20 rimbalzi in attacco concessi (contro 12 arraffati), 17 canestri dentro l'area concessi (contro solo 8 realizzati).
Rulli decisamente positiva, non solo per quel canestro che poteva essere decisivo; ne ha fatti 17 con 7/13 al tiro. Frost bene da 3 e a rimbalzo (17), ma mi è parsa poco incisiva in lunghe fasi della partita (ha giocato tutti e 40' i minuti). Baldelli imprecisa ma nulla da rimproverarle sull'iniziativa costante. Villa non spaziale (qualche palla persa evitabile) ma una garanzia che qualcosa di buono lo fa sempre, anzi ben più di qualcosa, e fa specie dirlo vista l'età, ormai peraltro inutile da ricordare ogni volta. Giudizi, beninteso, riferiti all'attacco, giacché in difesa la squadra di casa mi è parsa nel complesso deficitaria.
Le note più negative: Pavel, come detto, annullata (dalla difesa o da se stessa o dalla squadra che non le ha costruito granché), e Davis, che chiaramente è il vero rebus. A parte il patatrac finale, che può succedere anche ai migliori, ha 6 punti con 2/10 al tiro, di cui un paio di contropiedi solitari sbagliati; ok i 6 assist ma anche 6 perse. Se guardi le sue cifre individuali da dopo la partita con Broni vedi un calo verticale (tranne quella con Empoli). Colpa più sua o della squadra che non la mette in condizione di trascinarla? :unsure: Non m'addentro nella questione, però conviene che Costa risolva il problema, per quanto non sia obbligatorio dipendere da lei. E' una squadra di concezione diversa dai canoni, che prevedono gerarchie fisse.
Di sicuro, mani che si mordono, alla fine, nel clan masnaghese, in quanto una vittoria sarebbe valso un +8 sull'ultimo posto, cioè la retrocessione diretta. Invece così è solo +4; praticamente tutto da rifare.
Davanti a un pubblico più abbondante di quanto pensassi (considerando il periodo festivo e l'assenza delle ragazze delle giovanili, sparpagliate in tornei per ogni dove), la tenzone ha proposto ciò che era lecito aspettarsi: tanto pathos, brutture in abbondanza ed equamente distribuite.
Hanno vinto le campane per un malaugurato fallo di Davis su Cremona, che sul 67-66 per Costa (procurato da un notevole arresto-e-tiro di Rulli a 18" dalla fine) aveva già scoccato la tripla della disperazione, sbagliandola. L'americana le è franata addosso a 2 decimi dalla fine. La guardia classe 2000 ha realizzato con notevole freddezza, bisogna dire, i primi 2 liberi, senza tremori né aiuti del ferro: 67-68.
A quel punto Big Sandro Orlando le ha urlato di sbagliare apposta il terzo. La ragazza è parsa disorientata, come se non avesse mai visto una situazione del genere, dopodiché ha scoccato una provola che non ha nemmeno toccato il ferro, e quindi regalando un'ultima chance a Costa con rimessa da metà campo. Disperazione cupa di Orlando, che nella sua carriera ha vinto scudetti, allenato in Eurolega e quant'altro: come dire "che 'mme tocca sopportà..." :woot:
Il tempo però era troppo esiguo per le padrone di casa, che han potuto solo tentare un lob verso il canestro, intercettato. Scene di giubilo, più che comprensibili, da parte delle battipagliesi, alla prima vittoria dopo 11 knockouts. Il coach locale Seletti invece esternava disappunto agli arbitri, così come più volte ha fatto durante la partita, anche se poi nelle dichiarazioni non ha cercato alibi nella direzione di gara, cui non ha fatto cenno. Giusto così, ma è giusto anche notare che nel terzo quarto una manciata di tiri liberi assegnati alle campane per falli subiti sul palleggio, lontano da canestro, sono parsi un attimino generosi, e hanno contribuito a rimettere l'inerzia della partita in direzione ospite nel momento in cui sembrava girare a favore delle locali.
La serie di episodi finali è riassunta in questo video di appena 2 minuti: clicca.
Quindi molta casualità nell'esito finale. Nondimeno vanno riconosciuti i meriti di Battipaglia. Veniva dall'ennesima settimana di triboli, con la fuga di Houser, ovvero 12 punti, 5 rimbalzi e 4 assist di media in meno per una squadra già non ricchissima di risorse. E poi l'altrettanto ennesima esternazione del patron Rossini. Han saputo, le superstiti, trasformare la disgrazia in motivazioni forti. E anche idee chiare: difesa forte in area, con raddoppi in post basso: azzerata Pavel e pochissime penetrazioni per le esterne di casa. In attacco, al contrario, tante iniziative fino al ferro, con Jarosz sempre pronta a correggere gli errori altrui (a volte anche suoi: ha chiuso con 21 rimbalzi e 23 punti che potevano essere oltre 30), e Ciabattoni che ha tranciato più volte la difesa in penetrazione, cavandone canestri e/o falli (24 punti alla fine).
I primi due break consistenti della partita, un +9 nel 1° quarto e un +8 nel secondo, sono stati frutto di questa maggiore intensità ed efficacia campana nel trovare soluzioni ad alta percentuale e negarne a Costa.
Solo che l'organico di Battipaglia è veramente all'osso. In pratica ha ruotato 6 giocatrici, più spiccioli per Sasso e Scarpato, un paio di 2000 dal pedigree non paragonabile alle giovani di Costa. Ha tamponato l'addio di Houser dando 33 minuti a Mazza, che ne aveva meno di 10 di media finora. Cremona primo e unico cambio a tutti gli effetti.
In più, né Nori né Galbiati erano in serata al tiro: han fatto 3/20 sommate, anche se riconosco loro di esser sempre state vive nella partita. Al contrario, Costa da fuori ha avuto una percentuale ottima (anche perché, come detto, la scelta di Battipaglia era di proteggere l'area): 10/21 da 3 e anche buone cose dalla media.
In sostanza quindi ci si aspettava, vista la relativa facilità con cui Costa recuperava gli svantaggi, che a un certo punto la maggior quantità di risorse per le brianzole avrebbe fatto la differenza, consentendo loro di prendere se non il largo, almeno un margine di sicurezza per non arrivare in volata. Ma non è mai stato vicino a verificarsi, tutto ciò, salvo un paio di brevi occasioni sul 40-34 in avvio di 3° quarto e un 62-58 a 2'45" dalla fine. Ma poi arrivavano nuovi errori, buchi difensivi dentro l'area, palle perse.
Sono tre le cifre che condannano Costa, fermo restando che senza il fallo di Davis allo scadere non sarebbe stata condanna ma assoluzione: 24 perse (contro 17 avversarie), 20 rimbalzi in attacco concessi (contro 12 arraffati), 17 canestri dentro l'area concessi (contro solo 8 realizzati).
Rulli decisamente positiva, non solo per quel canestro che poteva essere decisivo; ne ha fatti 17 con 7/13 al tiro. Frost bene da 3 e a rimbalzo (17), ma mi è parsa poco incisiva in lunghe fasi della partita (ha giocato tutti e 40' i minuti). Baldelli imprecisa ma nulla da rimproverarle sull'iniziativa costante. Villa non spaziale (qualche palla persa evitabile) ma una garanzia che qualcosa di buono lo fa sempre, anzi ben più di qualcosa, e fa specie dirlo vista l'età, ormai peraltro inutile da ricordare ogni volta. Giudizi, beninteso, riferiti all'attacco, giacché in difesa la squadra di casa mi è parsa nel complesso deficitaria.
Le note più negative: Pavel, come detto, annullata (dalla difesa o da se stessa o dalla squadra che non le ha costruito granché), e Davis, che chiaramente è il vero rebus. A parte il patatrac finale, che può succedere anche ai migliori, ha 6 punti con 2/10 al tiro, di cui un paio di contropiedi solitari sbagliati; ok i 6 assist ma anche 6 perse. Se guardi le sue cifre individuali da dopo la partita con Broni vedi un calo verticale (tranne quella con Empoli). Colpa più sua o della squadra che non la mette in condizione di trascinarla? :unsure: Non m'addentro nella questione, però conviene che Costa risolva il problema, per quanto non sia obbligatorio dipendere da lei. E' una squadra di concezione diversa dai canoni, che prevedono gerarchie fisse.
Di sicuro, mani che si mordono, alla fine, nel clan masnaghese, in quanto una vittoria sarebbe valso un +8 sull'ultimo posto, cioè la retrocessione diretta. Invece così è solo +4; praticamente tutto da rifare.
sabato 28 dicembre 2019
Giocare sotto le feste
Sul tema del "giocare sotto le feste"... non so se la nostra A1 femminile trarrà qualche vantaggio da questa precettazione forzata, ma comunque non è del tutto nuova né improponibile per delle professioniste (non giuridicamente ma di fatto); per l'A2 francamente mi pare al limite del vessatorio, salvo per il fatto che i 30 turni vanno smaltiti in qualche modo, e l'alternativa erano gli infrasettimanali, quasi altrettanto molesti. Perché vessatorio? Be', perché azzeri la pausa per sacrosante festività in cambio di cosa? Guadagni extra? Spazi mediatici straordinari?
Cioè, le partite sotto le feste van bene per chi può trarne profitto di incassi e visibilità, tipo l'Nba, la serie A maschile, la pallavolo femminile, la quale, per curiosità, ha totalizzato questi dati di pubblico nella giornata del 26/12:
- 5344
- 1434
- 1600
- 1800
- 2384
- 1500
- 2826
"Li mortècci", commenterebbe qualche attore meridionale nostrano. Anche se, si ode voce, Caserta rischia il crac a stagione in corso. Può darsi che nonostante il grosso interesse intorno, i costi siano lievitati fin troppo, nel volley donne. Ultimamente il campionato italico è tornato il numero 1 in Europa (e direi al mondo), ri-sorpassando il russo e il turco. Però i fenomeni non vengono gratis. Un problema che a noi del basket per fortuna (si fa per dire) non tocca.
Cioè, le partite sotto le feste van bene per chi può trarne profitto di incassi e visibilità, tipo l'Nba, la serie A maschile, la pallavolo femminile, la quale, per curiosità, ha totalizzato questi dati di pubblico nella giornata del 26/12:
- 5344
- 1434
- 1600
- 1800
- 2384
- 1500
- 2826
"Li mortècci", commenterebbe qualche attore meridionale nostrano. Anche se, si ode voce, Caserta rischia il crac a stagione in corso. Può darsi che nonostante il grosso interesse intorno, i costi siano lievitati fin troppo, nel volley donne. Ultimamente il campionato italico è tornato il numero 1 in Europa (e direi al mondo), ri-sorpassando il russo e il turco. Però i fenomeni non vengono gratis. Un problema che a noi del basket per fortuna (si fa per dire) non tocca.
mercoledì 18 dicembre 2019
Sul presunto calo di Panzera
Per quello che ho visto dal vivo nella partita con Costa, all'inizio di questo suo periodo sottotono, penso che Panzera si entrata in uno di quei momenti che possono capitare in una stagione, in cui per improvviso calo di forma perdi reattività e non ti vengono più le cose che venivano prima. Sicché fai fatica a produrre, perdi fiducia e sbagli ciò che ti verrebbe semplice quando sei in condizione, e dunque tenti di meno eccetera eccetera, in un circolo vizioso.
Ma penso che un periodo così capiti a tutti in una stagione. A 17 anni non hai ancora gli strumenti dell'esperienza per compensare. Se il down di adesso è utile a tornare in "up" da febbraio in avanti, mettiamo, cioè da quando conterà davvero per i grandi obiettivi (compresi quelli dell'estate), meglio così.
Da notare però che, la scorsa settimana, Panzera con 22 punti ha trascinato le U18 del Geas a battere Costa, la quale era in versione-dream team giovanile avendo portato ambo le Villa, Spinelli, Balossi, Colognesi, Frustaci, Allevi, Allievi, e chi più ne ha (cioè loro, le altre no) più ne metta.
Ma penso che un periodo così capiti a tutti in una stagione. A 17 anni non hai ancora gli strumenti dell'esperienza per compensare. Se il down di adesso è utile a tornare in "up" da febbraio in avanti, mettiamo, cioè da quando conterà davvero per i grandi obiettivi (compresi quelli dell'estate), meglio così.
Da notare però che, la scorsa settimana, Panzera con 22 punti ha trascinato le U18 del Geas a battere Costa, la quale era in versione-dream team giovanile avendo portato ambo le Villa, Spinelli, Balossi, Colognesi, Frustaci, Allevi, Allievi, e chi più ne ha (cioè loro, le altre no) più ne metta.
venerdì 13 dicembre 2019
[A1] Resoconto di Costa-Empoli
Sono testè tornato da Costa Masnaga, dove ho assistito, sotto una luna gigante (peraltro rimasta fuori dal palazzetto), alla vittoria in volata delle padrone di casa su Empoli, 71-67.
Posto che la partita è stata tutto tranne che noiosa, devo ancora decidere se sia stata anche di qualità. E' un caso in cui le cifre contraddicono l'impressione soggettiva. Mi sono rimaste appunto impresse palle perse a raffica, così come erroracci gratuiti al tiro e buchi difensivi. Invece le cifre parlano di percentuali dignitose e un numero di palle perse (18 per entrambe) tutto sommato nella norma.
Lana caprina, probabilmente. Di sicuro l'andamento è stato pazzoide, con parziali e controparziali continui:
- 24-13 per Costa dopo i primi 11 minuti;
- 0-12 per Empoli che sorpassa a metà 2° quarto;
- ancora Empoli che allunga a +6 con un 1-9 a inizio 3° quarto, ma Costa ricuce sul 49-49 di fine 3°;
- ultimo quarto con uno 0-4 per Empoli, poi 12-3 per Costa (+5 verso metà), poi 3-11 per Empoli che va a +3 a poco più di 1' dalla sirena; ma 7-0 finale di Costa con tripla di Baldelli, entrata di Davis e, a tempo quasi scaduto, i liberi della staffa di Villa.
Il dettaglio degli ultimi 25 secondi: sul +2 Costa, Stepanova sbaglia da fuori, mischia a rimbalzo, fallo su Pavel che fa 0/2; sul rimbalzo Davis fa fallo (inopinato) su Mathias regalandole due liberi per il supplementare a -3 secondi. Ma la lunga empolese sbaglia il primo. E' costretta quindi a sbagliare apposta il secondo. Lo fa, ma si getta lei stessa come un bufalo a rimbalzo prima ancora che la palla abbia toccato il ferro: ovvio fischio per invasione e partita persa.
Sul piano del carattere nulla da imputare a entrambe le compagini. Ogni volta che sono andate sotto, hanno reagito. Costa ha avuto i guizzi giusti nel finale (ben costruito l'1 vs 1 di Davis per il +2), Empoli ha sbagliato; poteva finire all'opposto e non ci sarebbe stato da eccepire.
Da parte loro le toscane, decapitate dal crac di Madonna (che pena quando han fatto la presentazione delle squadre con uscita di corsa dal tunnel, giocatrice per giocatrice, e mentre tutte correvano lei ha dovuto trascinarsi camminando), hanno confermato i meriti di una stagione in cui finora han fatto nozze coi fichi secchi. Certo ora l'organico è secco e basta, senza fichi, perchè sono 6 giocatrici più la 2003 Ruffini, che non dico abbia sfigurato ma non è esattamente come le baby di Costa, tant'è che non ha ancora segnato un punto in tutta la stagione. Si legge che andranno sul mercato.
Stasera in attacco han giocato bene solo in due: Trimboli, 24 punti, precisissima, e Mathias, 19, una macchina ma con la macchia, appunto l'errore fatale dalla lunetta (e in precedenza un contropiede solitario sbagliato allo scadere del 3° quarto). Stepanova e Morris han fatto 3/13 e 2/11. Ramò e Narviciute non dico negative, ma nemmeno esaltanti. Di altro non c'era nulla. Ma lo dico a loro merito: se Empoli ha rischiato di vincere è perché l'impianto di gioco e la tenuta mentale sono solidi.
Anche Costa, va notato, ha ridotto le rotazioni rispetto alle abitudini (9 in campo, ma Balossi e Allievi 2-3 minuti a testa, quindi di fatto 7). Nell'ultimo quarto Seletti ha fatto... selection puntando fisso su Baldelli, Villa e Davis, più, dopo 2 minuti, Pavel e Rulli, quest'ultima poi uscita per 5 falli e rimpiazzata da Spinelli. Delle suddette 7, a ben guardare, solo Frost è stata sottotono, le altre almeno sufficienti anche se nessuna brillante.
Villa, che in settimana ha compiuto 15 anni e quindi ormai è veterana (...), era in una serata apparentemente così-così, senza la brillantezza guizzante del famoso exploit col Geas, eppure ha trovato modo di rendersi importante per la vittoria, con un canestrone a 1 minuto e rotti dalla fine, i due liberi conclusivi come detto, ma in generale una sensazione d'affidabilità, tant'è che appunto Seletti non l'ha smossa dal campo per tutti gli ultimi 16 minuti e mezzo di partita. Notevole (così come il tabellino che dice 9 punti, 5 rimbalzi, 4 assist).
I margini di crescita di Costa secondo me sono ancora ampi. Probabilmente quelli di Empoli meno.
Note: presenti circa 300-350 unità (palazzetto pieno) tra cui, li nomino a campione, Roberto Galli (marito di Cinzia Zanotti nonché ex grande coach di per sé), Franco Arturi (editorialista della Gazzetta nonché padre del capitano Geas), Martina Baiardo di Albino. Il pubblico ha scagliato in campo i peluche del "Teddy Bear Toss" dopo il primo canestro realizzato da Empoli.
Posto che la partita è stata tutto tranne che noiosa, devo ancora decidere se sia stata anche di qualità. E' un caso in cui le cifre contraddicono l'impressione soggettiva. Mi sono rimaste appunto impresse palle perse a raffica, così come erroracci gratuiti al tiro e buchi difensivi. Invece le cifre parlano di percentuali dignitose e un numero di palle perse (18 per entrambe) tutto sommato nella norma.
Lana caprina, probabilmente. Di sicuro l'andamento è stato pazzoide, con parziali e controparziali continui:
- 24-13 per Costa dopo i primi 11 minuti;
- 0-12 per Empoli che sorpassa a metà 2° quarto;
- ancora Empoli che allunga a +6 con un 1-9 a inizio 3° quarto, ma Costa ricuce sul 49-49 di fine 3°;
- ultimo quarto con uno 0-4 per Empoli, poi 12-3 per Costa (+5 verso metà), poi 3-11 per Empoli che va a +3 a poco più di 1' dalla sirena; ma 7-0 finale di Costa con tripla di Baldelli, entrata di Davis e, a tempo quasi scaduto, i liberi della staffa di Villa.
Il dettaglio degli ultimi 25 secondi: sul +2 Costa, Stepanova sbaglia da fuori, mischia a rimbalzo, fallo su Pavel che fa 0/2; sul rimbalzo Davis fa fallo (inopinato) su Mathias regalandole due liberi per il supplementare a -3 secondi. Ma la lunga empolese sbaglia il primo. E' costretta quindi a sbagliare apposta il secondo. Lo fa, ma si getta lei stessa come un bufalo a rimbalzo prima ancora che la palla abbia toccato il ferro: ovvio fischio per invasione e partita persa.
Sul piano del carattere nulla da imputare a entrambe le compagini. Ogni volta che sono andate sotto, hanno reagito. Costa ha avuto i guizzi giusti nel finale (ben costruito l'1 vs 1 di Davis per il +2), Empoli ha sbagliato; poteva finire all'opposto e non ci sarebbe stato da eccepire.
Da parte loro le toscane, decapitate dal crac di Madonna (che pena quando han fatto la presentazione delle squadre con uscita di corsa dal tunnel, giocatrice per giocatrice, e mentre tutte correvano lei ha dovuto trascinarsi camminando), hanno confermato i meriti di una stagione in cui finora han fatto nozze coi fichi secchi. Certo ora l'organico è secco e basta, senza fichi, perchè sono 6 giocatrici più la 2003 Ruffini, che non dico abbia sfigurato ma non è esattamente come le baby di Costa, tant'è che non ha ancora segnato un punto in tutta la stagione. Si legge che andranno sul mercato.
Stasera in attacco han giocato bene solo in due: Trimboli, 24 punti, precisissima, e Mathias, 19, una macchina ma con la macchia, appunto l'errore fatale dalla lunetta (e in precedenza un contropiede solitario sbagliato allo scadere del 3° quarto). Stepanova e Morris han fatto 3/13 e 2/11. Ramò e Narviciute non dico negative, ma nemmeno esaltanti. Di altro non c'era nulla. Ma lo dico a loro merito: se Empoli ha rischiato di vincere è perché l'impianto di gioco e la tenuta mentale sono solidi.
Anche Costa, va notato, ha ridotto le rotazioni rispetto alle abitudini (9 in campo, ma Balossi e Allievi 2-3 minuti a testa, quindi di fatto 7). Nell'ultimo quarto Seletti ha fatto... selection puntando fisso su Baldelli, Villa e Davis, più, dopo 2 minuti, Pavel e Rulli, quest'ultima poi uscita per 5 falli e rimpiazzata da Spinelli. Delle suddette 7, a ben guardare, solo Frost è stata sottotono, le altre almeno sufficienti anche se nessuna brillante.
Villa, che in settimana ha compiuto 15 anni e quindi ormai è veterana (...), era in una serata apparentemente così-così, senza la brillantezza guizzante del famoso exploit col Geas, eppure ha trovato modo di rendersi importante per la vittoria, con un canestrone a 1 minuto e rotti dalla fine, i due liberi conclusivi come detto, ma in generale una sensazione d'affidabilità, tant'è che appunto Seletti non l'ha smossa dal campo per tutti gli ultimi 16 minuti e mezzo di partita. Notevole (così come il tabellino che dice 9 punti, 5 rimbalzi, 4 assist).
I margini di crescita di Costa secondo me sono ancora ampi. Probabilmente quelli di Empoli meno.
Note: presenti circa 300-350 unità (palazzetto pieno) tra cui, li nomino a campione, Roberto Galli (marito di Cinzia Zanotti nonché ex grande coach di per sé), Franco Arturi (editorialista della Gazzetta nonché padre del capitano Geas), Martina Baiardo di Albino. Il pubblico ha scagliato in campo i peluche del "Teddy Bear Toss" dopo il primo canestro realizzato da Empoli.
sabato 30 novembre 2019
[A2] Riassunto breve di Carugate-Sanga
Dinnanzi ai miei modesti occhi il Sanga conquista il derby a Carugate, conducendo quasi tutta la partita. Da -19 al 27' le padrondicasa imbastiscono una rimonta fino a -4 e palla in mano a metà ultimo quarto, ma poi non segnano più negli ultimi 5 minuti e Milano riallunga, 58-69. Sugli scudi le ex Guarneri e Beretta ma un po' tutta la squadra; Lussana l'arma in più dalla panca. Per Carugate bene-bene nessuna, non male sicuramente Schieppati e Canova, alterna ma non da bocciare Gambarini, penalizzata dai fallli Tomasovic (non un fattore stasera), imprecise Diotti e la rientrante Maffenini, pur caparbie nel provarci.
sabato 23 novembre 2019
[A1] Resoconto di Costa-Geas
Sono testè tornato da Costa, dove il Geas s'è aggiudicato la prima edizione in A1 di questo derby nord-lombardo.
Antefatto: percorsa la salita per il palazzetto masnaghese, sotto la dura pioggia di novembre, chi trovo all'ingresso? Una giovine bionda con l'aria imbronciata e le stampelle: Martina Kacerik. Qual visione. Ma qual pena, anche.
Partita interessante, combattuta, mai prevedibile, anche se a mio parere nessuna delle due squadre si è espressa al suo meglio.
Al 27' l'ultimo vantaggio di Costa, poi sempre avanti un Geas che alla distanza fa meglio valere i suoi punti di forza. Domina in fase di possesso-palla (ovvero bilancio perse-recuperi) e riesce così ad avere una decina di tiri in più, che a parità di percentuali, non esaltanti, fanno la differenza.
In più Sesto ha 3 prove realizzative a quota 20 o dintorni (Williams, Brunner e Verona) contro le due di Costa (Frost e Villa). Potremmo dire che decide in negativo l'evanescenza di Davis, 1 punto con 0/6, 7 perse e -7 di valutazione. Ma anche Rulli e Baldelli non sono riuscite a far molto. Più corretto è dire che il Geas ha preparato la partita per farla decidere dalle sue top e per bloccare il più possibile le top di Costa, ed è riuscito in entrambi gli obiettivi.
Ha fatto cionondimeno fatica perché ha sciupato parecchio, specie ghiotti contropiedi, perché a Costa non è mancata la "garra" e perché Villa è stata paranormale. Gli archivi storici dicono che qualcuno ha esordito in A1 più precocemente di lei, ma se è esistito qualcuno che prima di compiere 15 anni ha segnato 21 punti nella massima serie, fatecelo sapere che non lo conosciamo. Bisogna scomodare gli altri sport per trovare qualcosa di simile: Jennifer Capriati che a 14 anni fu semifinalista al Roland Garros di tennis, Nadia Comaneci che a 14 anni dominò la ginnastica alle Olimpiadi di Montreal (giusto i primi due esempi che mi vengono in mente, ovviamente ce ne sono altri).
Chiaro che in parte la teenager-prodigio s'è infilata negli spazi lasciati liberi dalle attenzioni difensive sestesi concentrate su altre, ma ha fatto canestri assurdi, non certo regalati. Dei "passo e tiro" da manuale, e altra roba di tecnica pura. Più una stoppata a Williams che non ha senso logico, se si guarda il fisico dell'americana e quello suo. E' talento, quello. In più c'è una testa da paura, per cui la tipa ha sempre la stessa espressione d'assoluta nonchalance, sia che maciulli malcapitate coetanee, sia che se la veda con americane tutte muscoli e professioniste da una decina d'anni. E poi, ogni volta che la vedi sembra migliorata rispetto alla volta prima.
C'è da verificare se nell'economia della stagione questo ribaltamento gerarchico per cui la top americana ti fa 1 punto e la teenager 21 sia giovevole a Costa, ma per l'intanto è un trionfo del vivaio masnaghese, che in 3 anni ha portato una sua ragazza dall'Under 13 al ventello in A1 contro un'avversaria da metà alta di classifica.
Sul fronte Geas va apprezzata Verona, che dopo aver preso scudisciate dall'indemoniata Villa, roba che poteva abbattere l'autostima, s'è confermata agonista di vaglia (giacché se non lo sei non vinci un Europeo U20 col canestro decisivo) e ha segnato 7 punti con l'aggiunta di due assist nel momento cruciale dell'ultimo quarto. Brunner un martello (4/6 sia da 2 che da 3) rilevando il testimone da Williams che aveva dominato il primo tempo; Arturi garanzia di saggezza, Ercoli ha fatto il suo, non bene le altre (Oroszova out dopo un contrasto duro, ma non stava combinando granché). Panzera non so se avesse problemi fisici, ma è risultata inconsistente come mai m'era capitato di vederla (0 punti con 0/4 e 5 perse in 22 minuti).
Per Costa, di quelle finora non nominate, non m'è spiaciuta Spinelli, anche se è calata alla distanza, mentre Pavel ha fatto cose discrete, ma s'è anche mangiata canestri da sotto, come già l'avevo vista fare in partite precedenti.
Certo sarebbe stato epocale, considerando la (sana) rivalità tra i vivai delle due società nell'ultimo decennio, se Costa avesse vinto il derbissimo con mvp la propria giocatrice più giovane. Ma già così ha avuto una bella cassa (di risonanza), visto che si parla più della prestazione della bebè che dell'esito della partita.
Certo ne è passata d'acqua sotto i ponti da quando, a inizio decennio, il Geas prestò le sue giovani a Costa per fare la B1 (o A3 che dir si voglia). Nelle prime 7 giornate, Costa ha già dato minuti veri (cioè a partite pienamente aperte) a 7 giovani del suo vivaio (dal 2001 al 2004), per un totale di 387 minuti e 93 punti realizzati.
I dati del Geas al riguardo sono concentrati appunto nella Panzera Rosa, che consta di 193 minuti per 62 punti; a parte lei sono stati concessi 3 minuti totali a due giovani, per 2 punti realizzati.
Certamente bisogna tener conto degli obiettivi diversi di classifica, giacché il Geas lotta intorno alla quinta-sesta piazza e Costa per salvarsi. Chissà se il fu utente Duepuntozero, il quale tre stagioni fa, quando le due compagini duellavano in A2, si professava sicuro che Costa avesse un budget quadruplo di quello del Geas, ora farebbe gli stessi conti. Presumo di no.
Il vento magari cambierà nuovamente in futuro. Sta di fatto che al momento un genitore ambizioso di una figlia di talento, osservando dall'esterno, potrebbe dire: "Figa, a Costa anche senza bisogno di essere fenomeni assoluti alla Panzera ti fanno giocare sul serio in A1".
Anche se, per la verità, dopo i due recenti casi di trasferimento di talenti da Sesto a Costa (Spinelli, che era in campo sabato e ha segnato 7 punti, e Toffali), quest'estate s'è verificata un'inversione direzionale, con la quotata 2003 Valli che ha lasciato le colline brianzole per le distese post-industriali dell'ex Stalingrado d'Italia. E' stata proprio l'annata 2003 a segnare il passaggio di testimone nella leadership lombarda. Sì, anche la 2002 a livello di talenti; ma come risultati fu la '03 a strappare lo scettro con il famoso scudetto U14 del 2017. Con l'aiuto delle 2004 di cui le Villa sono simbolo pregnante, in quanto essendo residenti a Lissone avrebbero potuto portare i loro talenti a Sesto e invece hanno preso direzione nord.
La presidenza Nonino darà nuovo impulso a un vivaio non certo inaridito ma al momento surclassato da quello di Costa?
L'aver mandato le giovani in B a Bresso potrebbe essere il segnale di voler accelerare la loro maturazione per il futuro della prima squadra sestese. Da buon amante delle grappe, Nonino proverà a distillare una nuova epoca giovanile nel segno del Geas.
Antefatto: percorsa la salita per il palazzetto masnaghese, sotto la dura pioggia di novembre, chi trovo all'ingresso? Una giovine bionda con l'aria imbronciata e le stampelle: Martina Kacerik. Qual visione. Ma qual pena, anche.
Partita interessante, combattuta, mai prevedibile, anche se a mio parere nessuna delle due squadre si è espressa al suo meglio.
Al 27' l'ultimo vantaggio di Costa, poi sempre avanti un Geas che alla distanza fa meglio valere i suoi punti di forza. Domina in fase di possesso-palla (ovvero bilancio perse-recuperi) e riesce così ad avere una decina di tiri in più, che a parità di percentuali, non esaltanti, fanno la differenza.
In più Sesto ha 3 prove realizzative a quota 20 o dintorni (Williams, Brunner e Verona) contro le due di Costa (Frost e Villa). Potremmo dire che decide in negativo l'evanescenza di Davis, 1 punto con 0/6, 7 perse e -7 di valutazione. Ma anche Rulli e Baldelli non sono riuscite a far molto. Più corretto è dire che il Geas ha preparato la partita per farla decidere dalle sue top e per bloccare il più possibile le top di Costa, ed è riuscito in entrambi gli obiettivi.
Ha fatto cionondimeno fatica perché ha sciupato parecchio, specie ghiotti contropiedi, perché a Costa non è mancata la "garra" e perché Villa è stata paranormale. Gli archivi storici dicono che qualcuno ha esordito in A1 più precocemente di lei, ma se è esistito qualcuno che prima di compiere 15 anni ha segnato 21 punti nella massima serie, fatecelo sapere che non lo conosciamo. Bisogna scomodare gli altri sport per trovare qualcosa di simile: Jennifer Capriati che a 14 anni fu semifinalista al Roland Garros di tennis, Nadia Comaneci che a 14 anni dominò la ginnastica alle Olimpiadi di Montreal (giusto i primi due esempi che mi vengono in mente, ovviamente ce ne sono altri).
Chiaro che in parte la teenager-prodigio s'è infilata negli spazi lasciati liberi dalle attenzioni difensive sestesi concentrate su altre, ma ha fatto canestri assurdi, non certo regalati. Dei "passo e tiro" da manuale, e altra roba di tecnica pura. Più una stoppata a Williams che non ha senso logico, se si guarda il fisico dell'americana e quello suo. E' talento, quello. In più c'è una testa da paura, per cui la tipa ha sempre la stessa espressione d'assoluta nonchalance, sia che maciulli malcapitate coetanee, sia che se la veda con americane tutte muscoli e professioniste da una decina d'anni. E poi, ogni volta che la vedi sembra migliorata rispetto alla volta prima.
C'è da verificare se nell'economia della stagione questo ribaltamento gerarchico per cui la top americana ti fa 1 punto e la teenager 21 sia giovevole a Costa, ma per l'intanto è un trionfo del vivaio masnaghese, che in 3 anni ha portato una sua ragazza dall'Under 13 al ventello in A1 contro un'avversaria da metà alta di classifica.
Sul fronte Geas va apprezzata Verona, che dopo aver preso scudisciate dall'indemoniata Villa, roba che poteva abbattere l'autostima, s'è confermata agonista di vaglia (giacché se non lo sei non vinci un Europeo U20 col canestro decisivo) e ha segnato 7 punti con l'aggiunta di due assist nel momento cruciale dell'ultimo quarto. Brunner un martello (4/6 sia da 2 che da 3) rilevando il testimone da Williams che aveva dominato il primo tempo; Arturi garanzia di saggezza, Ercoli ha fatto il suo, non bene le altre (Oroszova out dopo un contrasto duro, ma non stava combinando granché). Panzera non so se avesse problemi fisici, ma è risultata inconsistente come mai m'era capitato di vederla (0 punti con 0/4 e 5 perse in 22 minuti).
Per Costa, di quelle finora non nominate, non m'è spiaciuta Spinelli, anche se è calata alla distanza, mentre Pavel ha fatto cose discrete, ma s'è anche mangiata canestri da sotto, come già l'avevo vista fare in partite precedenti.
Certo sarebbe stato epocale, considerando la (sana) rivalità tra i vivai delle due società nell'ultimo decennio, se Costa avesse vinto il derbissimo con mvp la propria giocatrice più giovane. Ma già così ha avuto una bella cassa (di risonanza), visto che si parla più della prestazione della bebè che dell'esito della partita.
Certo ne è passata d'acqua sotto i ponti da quando, a inizio decennio, il Geas prestò le sue giovani a Costa per fare la B1 (o A3 che dir si voglia). Nelle prime 7 giornate, Costa ha già dato minuti veri (cioè a partite pienamente aperte) a 7 giovani del suo vivaio (dal 2001 al 2004), per un totale di 387 minuti e 93 punti realizzati.
I dati del Geas al riguardo sono concentrati appunto nella Panzera Rosa, che consta di 193 minuti per 62 punti; a parte lei sono stati concessi 3 minuti totali a due giovani, per 2 punti realizzati.
Certamente bisogna tener conto degli obiettivi diversi di classifica, giacché il Geas lotta intorno alla quinta-sesta piazza e Costa per salvarsi. Chissà se il fu utente Duepuntozero, il quale tre stagioni fa, quando le due compagini duellavano in A2, si professava sicuro che Costa avesse un budget quadruplo di quello del Geas, ora farebbe gli stessi conti. Presumo di no.
Il vento magari cambierà nuovamente in futuro. Sta di fatto che al momento un genitore ambizioso di una figlia di talento, osservando dall'esterno, potrebbe dire: "Figa, a Costa anche senza bisogno di essere fenomeni assoluti alla Panzera ti fanno giocare sul serio in A1".
Anche se, per la verità, dopo i due recenti casi di trasferimento di talenti da Sesto a Costa (Spinelli, che era in campo sabato e ha segnato 7 punti, e Toffali), quest'estate s'è verificata un'inversione direzionale, con la quotata 2003 Valli che ha lasciato le colline brianzole per le distese post-industriali dell'ex Stalingrado d'Italia. E' stata proprio l'annata 2003 a segnare il passaggio di testimone nella leadership lombarda. Sì, anche la 2002 a livello di talenti; ma come risultati fu la '03 a strappare lo scettro con il famoso scudetto U14 del 2017. Con l'aiuto delle 2004 di cui le Villa sono simbolo pregnante, in quanto essendo residenti a Lissone avrebbero potuto portare i loro talenti a Sesto e invece hanno preso direzione nord.
La presidenza Nonino darà nuovo impulso a un vivaio non certo inaridito ma al momento surclassato da quello di Costa?
L'aver mandato le giovani in B a Bresso potrebbe essere il segnale di voler accelerare la loro maturazione per il futuro della prima squadra sestese. Da buon amante delle grappe, Nonino proverà a distillare una nuova epoca giovanile nel segno del Geas.
sabato 16 novembre 2019
Champions Cup U16: Costa battuta in finale
Stavolta non ce n'è: 45-84 per lo Spartak.
Vedremo dai commenti se è stata più una prova mostruosa delle russe o una sottotono delle masnaghesi, rispetto alla vittoria nel girone. Diciamo che contro il top del top (ma in Italia quante ce n'è? Forse nessuno) riemerge il piccolo difetto dell'annata 2004 di Costa, cioè di avere un certo dislivello dietro le Villa e la terza punta (che in questo caso è Caloro al posto della Barzaghi d'un tempo).
Mat. Villa premiata come mvp del torneo. Inserimento di Osazuwa fra le menzioni d'onore e non di Eleo.Villa, scelta bizzarra a guardar le cifre ma non avendo potuto visionare bisogna fidarsi dei giudizi della commissione...
Vedremo dai commenti se è stata più una prova mostruosa delle russe o una sottotono delle masnaghesi, rispetto alla vittoria nel girone. Diciamo che contro il top del top (ma in Italia quante ce n'è? Forse nessuno) riemerge il piccolo difetto dell'annata 2004 di Costa, cioè di avere un certo dislivello dietro le Villa e la terza punta (che in questo caso è Caloro al posto della Barzaghi d'un tempo).
Mat. Villa premiata come mvp del torneo. Inserimento di Osazuwa fra le menzioni d'onore e non di Eleo.Villa, scelta bizzarra a guardar le cifre ma non avendo potuto visionare bisogna fidarsi dei giudizi della commissione...
giovedì 14 novembre 2019
Nazionale: dopo la sconfitta con la Rep. Ceca
Ahò, oggi male, ma anche con Crespi abbiamo perso malamente la prima in casa e poi ci siamo qualificati (vedo ora che l'ha appena ricordato l'utente Pierpa).
Rimpiangere Crespi ormai non ha senso, dopo il caso Masciadri aveva tutto e tutti contro, a meno di un grande risultato agli Europei che non è giunto, anzi è giunto un passo del gambero.
Serve a poco il classico “toto nomi” che scatta a ogni sconfitta della Nazionale (in qualsiasi sport). In cui sembra sempre che chi è andato in campo sia una chiavica mentre gli assenti avrebbero salvato la patria ma per misterioso buio mentale del c.t. di turno non sono stati chiamati.
In una situazione in cui ci si ritrova a giocare una partita ufficiale senza aver potuto preparare nulla, è inevitabile che si riparta dalle solite note. Far bene uno scorcio di campionato non è sufficiente a dare garanzie di rendimento in un contesto completamente diverso.
Il problema è che chiami Tizia o chiami Caia, la mediocrità sostanziale rimane. Non è che si faccia schifo, ma si resta a metà del guado, con l’eterno problema delle lunghe, che ci costringe a un non-gioco perimetrale in cui si tira sovente al piccione, ma non per cattiva volontà, bensì perché se dai la palla dentro finisce che te la ricacciano fuori senza nulla di costruito.
Rimpiangere Crespi ormai non ha senso, dopo il caso Masciadri aveva tutto e tutti contro, a meno di un grande risultato agli Europei che non è giunto, anzi è giunto un passo del gambero.
Serve a poco il classico “toto nomi” che scatta a ogni sconfitta della Nazionale (in qualsiasi sport). In cui sembra sempre che chi è andato in campo sia una chiavica mentre gli assenti avrebbero salvato la patria ma per misterioso buio mentale del c.t. di turno non sono stati chiamati.
In una situazione in cui ci si ritrova a giocare una partita ufficiale senza aver potuto preparare nulla, è inevitabile che si riparta dalle solite note. Far bene uno scorcio di campionato non è sufficiente a dare garanzie di rendimento in un contesto completamente diverso.
Il problema è che chiami Tizia o chiami Caia, la mediocrità sostanziale rimane. Non è che si faccia schifo, ma si resta a metà del guado, con l’eterno problema delle lunghe, che ci costringe a un non-gioco perimetrale in cui si tira sovente al piccione, ma non per cattiva volontà, bensì perché se dai la palla dentro finisce che te la ricacciano fuori senza nulla di costruito.
mercoledì 13 novembre 2019
Champions Cup U16 - commento sulle gemelle Villa
Penso che l'Unione Europea su reclamo delle avversarie di Costa farà una legge che impone al massimo una Villa in campo per volta. Giocare contro ambo insieme, a livello giovanile (vedremo in futuro se anche in senior), è come avere a che fare con 4 avversarie.
Cioè, difficile oggettivare la cosa ma la sensazione è diversa da quando si ha a che fare con le normali (si fa per dire) giocatrici di talento. C'è qualcosa di quantitativamente abnorme nella loro produzione, più la gemellarità che si sostiene a vicenda.
PS: provo a spiegarmi meglio. In 15 anni che seguo il femminile ho visto, ovviamente, tanti talenti giovanili. Anche superiori alle Villa. Ho visto Zanda ragazzina librarsi nell'etere con il suo jumper scolpito da Michelangelo. Tempo prima vidi Martina Crippa che travolgeva le avversarie come Obelix coi romani.
Ho visto, di recente, Panzera 14enne, ho visto Zanardi. Ho visto anche perdere le Villa, in partite importanti come la finale regionale Join U13 o la finale scudetto U14.
Ma non ho mai visto due macchine del genere, nel senso di due che mi dessero questa doppia sensazione:
- a) che potrebbero giocare 100 partite a stagione, da 100 minuti l'una, totale 10.000 minuti, e giocherebbero con la stessa intensità e la stessa voglia ogni singolo minuto di quei 10.000. E non avrebbero nemmeno l'aria stanca, alla fine.
b) se le facessero giocare ora in Wnba, ovviamente le asfalterebbero, ma loro entrerebbero in campo con la stessa faccia, e farebbero lo stesso gioco, di quando affrontano le coetanee.
E’ proprio questo che le rende macchine. Zandalasini, il massimo esempio di talento giovanile nell’ultimo decennio in Lombardia, si limitava a distillare divinità quando era strettamente necessario. Anche le altre big giovanili ogni tanto si concedono pause. Persino di Dio si racconta che il settimo giorno si riposò.
Le Villa, invece, che siano in A1, punto a punto, contro un’americana (per ora solo Matilde, ok) o nelle giovanili sul +90 a 30 secondi dalla fine contro un’onesta ragazzotta dell’Elite lombarda, saranno sempre lì ad aggredirla per rubar palla e poi schizzare come un flipper a tutto campo.
A volte ho il sospetto che le abbia create in laboratorio Bicio Ranieri, novello Frankenstein, perché sono l’incarnazione dello stile di gioco che Costa ha fabbricato in questi ultimi anni. Non solo per l'aggressione e ripartenza a tutto campo, ma anche per il prendersi tiri a difesa schierata senza remora alcuna alla prima opportunità utile.
Le altre loro giocatrici “si conformano” a quello stile, le Villa “sono” quello stile.
Cioè, difficile oggettivare la cosa ma la sensazione è diversa da quando si ha a che fare con le normali (si fa per dire) giocatrici di talento. C'è qualcosa di quantitativamente abnorme nella loro produzione, più la gemellarità che si sostiene a vicenda.
PS: provo a spiegarmi meglio. In 15 anni che seguo il femminile ho visto, ovviamente, tanti talenti giovanili. Anche superiori alle Villa. Ho visto Zanda ragazzina librarsi nell'etere con il suo jumper scolpito da Michelangelo. Tempo prima vidi Martina Crippa che travolgeva le avversarie come Obelix coi romani.
Ho visto, di recente, Panzera 14enne, ho visto Zanardi. Ho visto anche perdere le Villa, in partite importanti come la finale regionale Join U13 o la finale scudetto U14.
Ma non ho mai visto due macchine del genere, nel senso di due che mi dessero questa doppia sensazione:
- a) che potrebbero giocare 100 partite a stagione, da 100 minuti l'una, totale 10.000 minuti, e giocherebbero con la stessa intensità e la stessa voglia ogni singolo minuto di quei 10.000. E non avrebbero nemmeno l'aria stanca, alla fine.
b) se le facessero giocare ora in Wnba, ovviamente le asfalterebbero, ma loro entrerebbero in campo con la stessa faccia, e farebbero lo stesso gioco, di quando affrontano le coetanee.
E’ proprio questo che le rende macchine. Zandalasini, il massimo esempio di talento giovanile nell’ultimo decennio in Lombardia, si limitava a distillare divinità quando era strettamente necessario. Anche le altre big giovanili ogni tanto si concedono pause. Persino di Dio si racconta che il settimo giorno si riposò.
Le Villa, invece, che siano in A1, punto a punto, contro un’americana (per ora solo Matilde, ok) o nelle giovanili sul +90 a 30 secondi dalla fine contro un’onesta ragazzotta dell’Elite lombarda, saranno sempre lì ad aggredirla per rubar palla e poi schizzare come un flipper a tutto campo.
A volte ho il sospetto che le abbia create in laboratorio Bicio Ranieri, novello Frankenstein, perché sono l’incarnazione dello stile di gioco che Costa ha fabbricato in questi ultimi anni. Non solo per l'aggressione e ripartenza a tutto campo, ma anche per il prendersi tiri a difesa schierata senza remora alcuna alla prima opportunità utile.
Le altre loro giocatrici “si conformano” a quello stile, le Villa “sono” quello stile.
sabato 2 novembre 2019
[A1] Resoconto di Costa-Broni
Sono tornato un'ora fa dalla partita in questione, appunto il derby longobardo Costa-Broni, e sì, l'estrema sintesi è che nel momento più buio, con la sua squadra a -11 intorno al 7' del terzo quarto, il coach casalingo Seletti ha avuto il coraggio (che rischiava d'esser definito follia in caso di sconfitta, e invece merita l'etichetta di colpo di genio) di togliere Jori Davis e Giulia Rulli per mettere Matilde Villa e Martina Spinelli (poco dopo rilevata da Allievi). Si tenga presente che Davis ha sciorinato una prova da 19 punti e 6 assist in 21 minuti, cioè non è che stesse giocando malaccio; Rulli un po' spenta ma pur sempre una colonna della squadra. Ebbene, com'è come non è, dopo quella mossa Costa ha recuperato tutto e ha vinto in volata.
Seletti ha tenuto il quintetto Baldelli-Frost-Pavel-Villa-Allievi (14 punti a testa per le prime tre, determinanti) per tutto l'ultimo quarto, salvo il cambio Allievi-Davis a -1'20" dalla fine; l'americana è stata poi cruciale con una tripla, un assist e due liberi nell'8-0 che ha ribaltato la tripla di Spreafico potenzialmente decisiva a -1'20".
Ma tutta la partita è stata imprevedibile, con una serie di parziali e controparziali:
- 13 a 3 per Costa all'inizio
- 2 a 19 per Broni nella parte centrale del 2° quarto
- 9 a 0 per Costa tra prima e dopo l'intervallo
- 6 a 18 per Broni nella parte centrale del 3° quarto (per il max vantaggio come detto sul 45-56 al 27')
- 18 a 4 per Costa per il sorpasso, 63-60 a 3'30" dalla fine
- 2 a 7 per Broni, ultimo vantaggio ospite sul 65-67
- 8 a 0 finale per Costa
Broni ha la valida attenuante dell'indisponibilità di Tikvic, ma la partita l'aveva in mano, e se l'è fatta sfilare appunto dal quintetto "alternativo" di Seletti. Costa non è riuscita ad evitare quei momentacci di crisi soprattutto difensiva che l'avevano zavorrata nelle prime 4 partite, ma stavolta li ha vissuti in tempo utile per potersi riprendere (cioè non alla fine ma nella parte centrale), ed è arrivata in fondo con più energie. Grande carica collettiva e anche grande spinta dal pubblico. I Viking bronesi, sarà che ero seduto dalla parte opposta, ma mi son parsi un po' più fiacchi del solito. Non ho visto il grande capo Gregory alla loro guida.
Seletti ha tenuto il quintetto Baldelli-Frost-Pavel-Villa-Allievi (14 punti a testa per le prime tre, determinanti) per tutto l'ultimo quarto, salvo il cambio Allievi-Davis a -1'20" dalla fine; l'americana è stata poi cruciale con una tripla, un assist e due liberi nell'8-0 che ha ribaltato la tripla di Spreafico potenzialmente decisiva a -1'20".
Ma tutta la partita è stata imprevedibile, con una serie di parziali e controparziali:
- 13 a 3 per Costa all'inizio
- 2 a 19 per Broni nella parte centrale del 2° quarto
- 9 a 0 per Costa tra prima e dopo l'intervallo
- 6 a 18 per Broni nella parte centrale del 3° quarto (per il max vantaggio come detto sul 45-56 al 27')
- 18 a 4 per Costa per il sorpasso, 63-60 a 3'30" dalla fine
- 2 a 7 per Broni, ultimo vantaggio ospite sul 65-67
- 8 a 0 finale per Costa
Broni ha la valida attenuante dell'indisponibilità di Tikvic, ma la partita l'aveva in mano, e se l'è fatta sfilare appunto dal quintetto "alternativo" di Seletti. Costa non è riuscita ad evitare quei momentacci di crisi soprattutto difensiva che l'avevano zavorrata nelle prime 4 partite, ma stavolta li ha vissuti in tempo utile per potersi riprendere (cioè non alla fine ma nella parte centrale), ed è arrivata in fondo con più energie. Grande carica collettiva e anche grande spinta dal pubblico. I Viking bronesi, sarà che ero seduto dalla parte opposta, ma mi son parsi un po' più fiacchi del solito. Non ho visto il grande capo Gregory alla loro guida.
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