sabato 30 aprile 2011

Cinguettii (234) - Finale scudetto: una Taranto guerriera vince il primo round

La prima partita di una serie, specialmente al meglio delle 5, è la meno decisiva per l'esito finale, ma la più interessante per vedere come impattano le due squadre, soprattutto a livello mentale. In gara-1 di semifinale tra Geas e Taranto ci sorprese notare che le tricolori sembravano più contratte e meno "sul pezzo" rispetto alle debuttanti (a quel livello) di Sesto. Stavolta tutto il contrario: Taranto carica a pallettoni, avanti dall'inizio alla fine (inizio che non abbiamo visto, sciaguratamente, per via del volley che s'è prolungato a oltranza "segando" sulla Rai il primo quarto del basket; e meno male che s'è slittato l'inizio dalle 18 alle 18.15), :angry: e Schio che subisce, rappezzando la situazione un po' di volte (da 26-15 al 13' a 35-35 al 19': secondo quarto di eccellente livello complessivo, va detto; poi ancora nel finale da -12 a -5) ma incassando una sconfitta ultra-meritata, dopo aver dominato i due precedenti di stagione regolare e aver perso solo una volta in tutto l'anno. Insomma, la Taranto di oggi era una lontana parente, ma in positivo, di quella che aprì la serie col Geas, pur vincendola pure là in qualche modo.

Tra le spiegazioni possibili, non credo tanto nel fattore-campo, perché in fondo, nell'ultima partita in casa, il Cras aveva fatto una brutta figura col Geas in gara-3; inoltre Schio ha già dimostrato di poter dominare al PalaMazzola. Non credo nemmeno molto in fattori tecnici particolari, perché dal punto di vista tecnico non è che Schio non sia riuscita a imporre diverse sue armi: Yacoubou che domina in area (10 punti nell'ultimo quarto, 16 totali), Macchi che pennella, in generale percentuali migliori, sia pur di poco (20/44 contro 26/60) e maggior ficcanza in avvicinamento rispetto a una Taranto che continua a faticare dentro l'area: spia ne sono i 21 tiri liberi pro-Famila contro 13.
Insomma si conferma che Schio, dal punto di vista prettamente tecnico, ne ha di più, nonostante una McCarville a mezzissimo servizio e altre opache (Masciadri, anche per il 4° fallo già al 25'; Cohen; Erkic). E nonostante una Young coi baffi (15 punti con 5/10, 21 di valutazione), che ha ridotto questo gap tecnico con una prestazione da stella Wnba quale effettivamente è, anche se nel secondo tempo è calata, prima di tornare protagonista nel finale con almeno due giocate d'oro: stoppata in contropiede su McCarville (preceduta da un canestro da fuori di Dacic e seguita da una tripla di Greco per un decisivo 63-53 a 5' dalla fine) e canestro su rimbalzo in attacco per il definitivo 68-61 a -17".
--> E allora? Abbastanza lampante: la chiave è stata l'intensità che Taranto c'ha messo, cogliendo un po' imbambolata Schio. C'è da chiedersi se è solo una questione di ruggine dopo 12 giorni di pausa (ma Taranto ne aveva avuti 9, non molti meno) o se rischia di essere il vero tallone d'Achille per Schio: squadra di grande talento, tecnica, completezza, anche fisicità (nonostante McCarville al 50%), ma quanto è stata messa alla prova quest'anno sul piano della lotta nel fango, e del reagire alle difficoltà? Praticamente mai. Forse solo in Eurolega, dove peraltro ha spesso perso nelle situazioni tirate.
Dato-chiave di ciò: 26 recuperi per Taranto contro 10 perse. Indubbiamente quella dei recuperi è un'arma costante per il Cras, che ha prevalso pure sul Geas (altro specialista in materia) su quel terreno, ma che dominasse così sulle palle vaganti con Schio era difficile prevederlo. Il Famila ha fior di trattatrici di palla, anche se in effetti non è la prima volta che ne perde più del lecito. La più costosa, un passaggio gettato alle ortiche da Macchi nell'ultimo minuto. 12 perse tra Macchi e Cohen, un po' troppe. <_< Il dato dei rimbalzi in attacco è favorevole al Famila, ma in realtà nel secondo tempo, quando contava, il Cras ne ha arraffati a raffica, pure con la "tappa" Gianolla (forse ne manca qualcuno, sul tabellino).
L'mvp, più che a Young, lo darei a Mahoney (16 in 23' + 4 assist) per aver spaccato la partita (11 punti a cavallo tra 3° e 4° quarto, quando Taranto ha ripreso il largo) e perché, rispetto alla caraibica, ha un maggior impatto trascinante sulla squadra.
Prospettive? Per Taranto, oltre all'1-0, era fondamentale mettere una tarma nel cervello di Schio e sapere di potersela giocare. Che erano un po' gli interrogativi che ci si poneva alla vigilia. Ora s'è avuta la risposta. Però il Famila resta favorito perchè ha pur sempre il fattore-campo e più margini di miglioramento rispetto a oggi.

venerdì 29 aprile 2011

Cinguettii (233) - Finale scudetto, Schio domina o Taranto se la gioca?

Inizia domani (sabato) la serie-scudetto, dopo una lunga pausa che rischia di aver spezzato il ritmo non solo alle squadre ma anche agli appassionati, scuocendo l'interesse. Le due squadre più forti, le più ricche, le due piazze con più pubblico, una ha vinto la Coppa Italia e l'altra la Supercoppa, hanno perso in coppia una partita di playoff su 11 disputate. E però, alla vigilia, la domanda non è tanto su chi vince ma se Taranto può dare fastidio a Schio, renderla insomma una serie vera e non una passerella per il Famila. La stessa domanda dell'anno scorso, ma a parti invertite, perchè stavolta Schio ha fatto corsa a sé come il Cras l'anno passato, mentre il Cras ha avuto gli stenti che ebbero le venete nel 2010 prima di qualificarsi ai danni di Faenza.


--> MOTIVI PER CUI SCHIO DOMINERA'
- I due precedenti in stagione regolare non lasciano speranze a un Taranto che, salvo episodi sporadici, non pare migliorato da allora, anzi ha più problemi.
- Taranto non ha risposte a Yacoubou né a McCarville qualora quest'ultima sia al meglio; Schio invece ha pedine da opporre a qualsiasi giocatrice del Cras.
- Dopo aver perso 1 volta in tutto l'anno, è possibile che tu ne perda 3?
- L'impressione è che Taranto debba giocare al limite della perfezione per stare alla pari: ma riuscirà a farlo più di una, massimo due volte?
- C'è qualche elemento di Taranto che non è sintonizzato sulla stessa mentalità e orgoglio di altre.

--> MOTIVI PER CUI TARANTO SE LA GIOCHERA'
- Schio è imbolsita da 12 giorni di pausa (Taranto 9, in effetti, ma sono pur sempre di meno).
- Schio ha fatto 2 turni di playoff contro squadre azzoppate dagli infortuni (Faenza e Umbertide): vita troppo facile, mentre Taranto s'è temprata di più contro Priolo e Geas.
- Non si sa in che condizioni sarà McCarville, mentre Taranto, a parte i soliti acciacchi di Godin, non ha problemi.
- Non è corretto dire che Taranto non abbia niente da perdere, però certo ha più da perdere Schio, dopo aver dominato la stagione.
- Se Taranto sfrutta il fattore-campo in gara-1 può indirizzare la serie.
- La Taranto di gara-4 col Geas, al di là dei guai sestesi, ha ben impressionato.

Cinguettii (232) - Riassunto lombardo: A2, Crema fa le cose a Norma (Rizzi); B1, caramba Carugate

Due giorni di playoff e playout A2-B1, a metà settimana, per riprendere dopo la pausa pasquale. Va a Crema il primo round della riffa-salvezza contro Biassono (senza appello per chi perde, con spareggio per chi vince): 71-59. Brianzole ferme da due settimane tonde, cremasche da 10 giorni: non so quanto abbia pesato, ma è stata Crema a far la partita dall'inizio alla fine: a parte un mini-sorpasso a inizio 2° quarto, Biassono è riuscita al massimo a tornare a contatto più volte, venendo però sempre respinta. Sorpresa della partita, la '93 Norma Rizzi, 21 punti con 9/9 da 2. Poi Fumagalli e Caccialanza con 13. Di là Contestabile con 18+13 rimba, Canova 17. Ma Biassono è ancora a secco di vittorie in questi playout: anche stavolta troppe perse e percentuali a picco. :cry: Domenica o si sblocca o è finita.

--> Non ha bisogno di sbloccarsi, perché continua a vincere, Carugate, che apre le semifinali del suo tabellone di B1 con un colpo a Cremona (39-42). Impresa ancor più rilevante se si considera che Cremona era imbattuta in casa da 3 anni, sebbene in categorie diverse (nel 2008/09 era ancora in C, l'anno scorso in B2). Partita dai molti spigoli e dai pochi canestri, come del resto l'ultimo precedente tra le due squadre, anche quello vinto da Carugate; la quale stavolta va all'intervallo a +9 e resiste alla carica finale delle padrone di casa. Decisiva la maggior profondità carugatese: nessuna in doppia cifra ma a segno in 9 di cui 16 punti dalla panchina, mentre Cremona come al solito s'è imperniata sul quintetto ma ha avuto 0 punti da Marulli; 17 invece da Colico, 10 da Marcolini. Carugate è in forma e ha preso fiducia; inoltre la profondità è diventata una risorsa anziché un pestarsi i piedi l'un l'altra. :yes: Cremona ha bisogno che nessuna delle sue titolari stecchi, perché di alternative non ha. Anche qui si gioca domenica gara-2.
--> Nel resto dei playoff di B1, per le lombarde: bene Valmadrera su Ponzano (69-58); bastonate, ma era abbastanza previsto trattandosi di "teste di serie numero 1" da affrontare, per Costamasnaga a Muggia (64-32) e per Broni col S. Raffaele Roma (70-46).
--> Ieri sera al "Transafrica Party", tenutosi a Milano in zona Bovisa, la multidimensionale Silvia Gottardi e i suoi co-organizzatori dell'evento han raccolto tipo 4.500 euro con un'asta benefica di magliette e cimeli sportivi vari di basket e altri sport. Abiola Wabara ha esposto sue opere pittoriche, le quali pare che siano state acquistate in blocco da Diana Bracco, così dicono voci che sussurrano anche di ipotesi di mercato per due giocatrici del Geas, nonché del ritorno all'attività di procuratore per il grande ex Roberto Galli. Ovviamente restiamo sul vago perché, qui, solo notizie verificate compaiono. -_- Ancora Silvia Gottardi e la sua nuova iniziativa rallystica in collaborazione con la Gazzetta saranno di scena domenica (ma quanta roba c'è domenica? Non potevate scaglionare, dico a tutti? Oltretutto il 1° maggio sarebbe riposo) in occasione del "Sanga Day" in via Cambini.

giovedì 28 aprile 2011

Cinguettii (231) - Elogio delle retrocessioni da tutelare

Calma, non intendiamo le retrocessioni in quanto tali (qualche vittima recente potrebbe prendersela), ma della lotta selvaggia che provocano. La retrocessione, massima ansia e spauracchio per società, giocatori e tifosi. Ma anche massimo godimento quando la eviti. La salvezza si festeggia come e più di una promozione. Un po' perché, con questi chiari di luna, la promozione è spesso una disgrazia: per la società, che dovrà cacciar fuori i soldi per la categoria superiore; e per le giocatrici, buona parte delle quali dovrà far le valigie (ironia, però non troppo). Ma soprattutto, crediamo, perché alla salvezza sono legati istinti primordiali: quelli di quando sei in lotta per la sopravvivenza, e quindi vivi in uno stato di tensione parossistica, finché ti rendi conto di averla scampata, e allora ti liberi dall'incubo, provi quella sensazione di sopravvissuto contro tutto e contro tutti, la stessa dei nostri antenati quando, dopo una forsennata corsa nella savana, s'accorgevano che la tigre non li inseguiva più, e la pellaccia era salva. "Piacer figlio d'affanno", diceva Leopardi: e aveva ragione. :shifty:

Da tifoso di Milano maschile, non ricordo niente di più ansiogeno, e poi di più liberatorio, che la salvezza all'ultima giornata nel 2002. Ma per fare qualche esempio più recente, e più femminile, ecco a proposito di Milano la recentissima salvezza del Sanga. Abbiamo già riportato qui sul forum una foto di Gottardi che abbraccia coach/patron Pinotti, con un'espressione stravolta di Rovida sullo sfondo. :o: La festa di via Cambini dopo il 2-0 su Biassono, e dopo una stagione intera con l'incubo di retrocedere, è stata di pari intensità di quella del 2009 al Palalido per la promozione. La partita, poi, ci ha messo del suo nel moltiplicare le emozioni, perché, ricordiamo, Biassono era a +10 a 6' dalla fine, quando da un episodio (antisportivo di Galbiati su Brioschi che le aveva rubato palla: 2/2 di Brioschi e tripla di Giunzioni) è cambiato tutto: sorpasso di Milano nel giro di 2'30" e cavalcata trionfale negli ultimi minuti. Chi vedeva la morte in faccia s'è salvato e chi già pregustava gara-3 in casa propria s'è ritrovato nel dramma. Insomma il bello e il crudele del basket, tutto insieme.
Ma è solo uno dei tanti esempi di queste settimane. Pozzuoli che fa festa dopo aver fatto retrocedere Napoli. Il College Italia che fa festa vincendo allo scadere in gara-3 con Firenze. La lotta-salvezza è un moltiplicatore dell'interesse. Come ovviamente, sul versante opposto, la lotta per salire.
--> E però, sappiamo bene che la tendenza degli ultimi anni è di ridurre il più possibile, o addirittura cancellare, le retrocessioni e di conseguenza le promozioni. In particolare, nella "B unica" post-riforma imminente, l'abbiamo già notato (ok, si vocifera di ritocchi in vista, ma per ora possiamo solo parlare dell'unico piano messo nero su bianco), ci sarebbero solo 2 promozioni su 136 squadre, e quasi nulle retrocessioni, almeno nelle regioni in cui sotto la B ci sarà poco o niente. Il che equivale all'abbattimento massiccio di obiettivi, emozioni e picchi d'interesse, i quali si toccano quando ci sono in palio traguardi concreti.
--> Obiezione: ma più che alle emozioni bisogna pensare a salvare le società in un periodo di crisi generale: una retrocessione ammazza, senza retrocessioni puoi programmare con calma, far giocare le giovani ecc. Può darsi. Però non è certo che togliendo interesse a un campionato si aiutino le società. Ma soprattutto, perché cristallizzare le gerarchie, permettendo a chi è in crisi di rimanere dov'è, e impedendo a chi è in crescita di salire dove merita? Un sistema è più sano se promuove chi sta meglio e retrocede chi sta peggio. Se c'è ampia mobilità, tu sai che se fai le cose bene puoi salire, se le fai male (per colpa o per disgrazia) scendi ma non è una tomba perchè se l'anno dopo (o tra 2 anni, o quanto ti serve) starai meglio, potrai risalire. Qui invece si va verso un sistema in cui chi è sopra ci resta anche vivacchiando, e chi sta sotto gli ci vuole un miracolo per andare su. Serve una via di mezzo più accettabile. Salviamo le retrocessioni.
--> E di conseguenza salviamo, anzi direi aumentiamo, il numero di categorie. Perché? Perché più categorie ci sono, più è morbido il passaggio dall'una all'altra. Invece, creando maxi-scalini come sta per fare la riforma (aggiungendone uno enorme tra B e A2 a quello già enorme tra A2 e A1), ogni salto di categoria, nell'uno e nell'altro verso, è uno shock. Io vedrei bene, ad esempio, un'A2 a girone unico, elitaria, sorta di anticamera all'A1, sia tecnica che economica. Ma questa è solo un'utopia, anzi casomai è più gettonata l'ipotesi della maxi-A2 da 36.

Caso-Wabara: la Digos indaga due comaschi

Per gli insulti alla Wabara, due i denunciati. Daspo in arrivo

ABIOLA WABARA Due denunciati per gli insulti ad Abiola Wabara, episodio avvenuto al termine della gara di playoff fra Como e Sesto.
Sentiti la cestista e altri testimoni ed esaminati filmati e foto, che escludono il coinvoigimento degli abituali tifosi di casa, la Digos ha
denunciato un uomo di 31 anni di Fino Mornasco per insulti xenofobi e un altro tifoso di 44 anni di Cantù per essere entrato sul parquet a
minacciara la Wabara. Nei confonti dei due indagati, verrà avviato un procedimento amministrativo con emissione di Daspo

Commento mio: ufficialmente, Pennestrì ha detto che gli insulti c'erano stati sì, quindi non li ha negati. L'accusa di essersi inventata tutto venne dagli ultras del Como e di Cantù, forse in quanto avevano la coda di paglia. Il motivo per cui Pennestrì è finito nella buriana è soprattutto l'aver equiparato gli insulti alla reazione di Wabara, oltre ad aver accusato (senza prove) il Geas di gettare benzina sul fuoco; ma non ha negato i fatti. Come ricordi tu, ha detto che gli insulti lui non li aveva sentiti, ma che non dubitava che ci fossero stati (ok, poco simpatico, però non direi negazionista). I cori? E be', i cori non ci sono stati, mi pare acclarato, no?

Alla fine sembra che la Digos abbia accertato quella che era parso fin dall'inizio la versione più attendibile dei fatti: insulti razzisti di qualche isolato tifoso di provenienza extracestistica.

A proposito, uno dei due denunciati vanta un buon curriculum (dalla "Provincia di Como"): "Sotto inchiesta, per la violazione della legge Mancino sulla discriminazione razziale o, per dirla con il comunicato della questura, «per aver rivolto frasi dal contenuto xenofobo in ambito sportivo», è una vecchia conoscenza degli agenti della questura: si tratta di Elia Bigi, 31enne di Fino Mornasco, sostenitore del Calcio Como già finito nei guai per gli scontri avvenuti il 19 dicembre 2002 in occasione dell'incontro di serie A tra gli azzurri e l'Udinese - quando sul terreno del Sinigaglia volarono pure pezzi dei bagni dello stadio - e successivamente finito a processo, e poi assolto per insufficienza di prove, per incendio colposo, perché sospettato di aver involontariamente dato fuoco con un fumogeno, nel maggio del 2008, ai boschi del Monte Croce dove si era inerpicato per poter assistere - poiché diffidato dall'entrare allo stadio - alla partita che valse al Calcio Como la promozione in serie C2."

mercoledì 27 aprile 2011

Cinguettii (230) - L'assenza di Macchi diventa un caso... nazionale?

"Laura non c'è, è andata via", cantava un tizio in voga una decina d'anni fa. Nonostante tutti la chiamino Chicca, Macchi è pur sempre Laura e quindi il tormentone musicale di cui sopra lo possiamo riciclare per il suo caso. E' proprio il... caso di chiamarlo così, perché a quanto pare c'è sotto qualcosa, nel suo forfait dalla Nazionale per il Pre-europeo prossimo venturo, e quindi ovviamente dall'eventuale Europeo. Nonché dall'Olimpiade 2012, anche se, qualora per puro miracolo l'Italia dovesse arrivare tra le prime 5, se ne potrebbe riparlare l'anno prossimo. Ma in pratica è come se Macchi avesse lasciato perdere la sua ultima opportunità in carriera di andare alle Olimpiadi. D'altronde, ha vinto talmente tanto, con la Nazionale, che può anche fregarsene di un Europeo e di un'Olimpiade (ironia, s'intende)... <_<

Già, in Nazionale Macchi non ha vinto una mazza, neanche sfiorato (massima gloria il sesto posto agli Europei 2009, semi-fiasco agli Europei 2007 cui partecipammo solo perché squadra ospitante, in precedenza fischi e fiaschi nelle varie qualificazioni), però le sue estati di corvée azzurra se l'è fatte e ci vuole rispetto, anche se non condivisione, per chi sceglie di fare un passo indietro, essendo ormai "over 30". C'è chi l'ha fatto pure prima dei 30.
Il problema è che non s'è capito quali siano le motivazioni ufficiali. Macchi aveva ventilato, tempo fa, la possibilità di un passo indietro per "gestione della carriera" e "sirene Wnba" (ricorda Roberto Lurisi su Superbasket di questa settimana). Ma in occasione dell'uscita della lista delle 24 convocate, cioè quando l'assenza è diventata realtà, non s'è saputo nulla. Trattandosi della miglior giocatrice italiana indiscussa, non era una cosa da poco, di quelle da far passare sotto silenzio... Infatti Lurisi dice che "non sarebbe stata inopportuna" una spiegazione. Ma conclude: "il perché della scelta non lo sapremo mai".
--> In coda all'articolo, però, interviene Stefano Valenti, l'uomo delle aggiunte spinose quando il collaboratore Big Roberto non può affondare i colpi. Ma anche Valenti sembra camminare sulle uova: "Il silenzio è amaro, anche nei confronti di Macchi che all'azzurro ha dato. Il perché non possa più farlo evidentemente non si può dire: equilibri, gelosie, frizioni? (...) Nel silenzio, tutte le speculazioni sono valide". Insomma, dice e non dice, ma si capisce che c'è puzza di bruciato. La pista verso cui c'indirizza il valente Valenti è una pista gossipara, che Lurisi non aveva osato insinuare. E infatti, siccome il paese del femminile è piccolo e la gente mormora, in questi giorni circola un gossipaccio a spiegare il "no" di Macchi. :o: Gossipaccio che, come tanti gossip del basket donne, tutti sanno ma nessun giornale riporta in quanto, come spiega Stefano Olivari su Indiscreto.it proprio oggi, "Perché i giornalisti non scrivono tutto quello che sanno, anche quelli che non si occupano di segreti militari o complotti internazionali? La risposta buonista è che nascondendo notizie leggere non vogliano rovinare rapporti con chi fornisce loro notizie pesanti. Quella cattivista è che in questo mestiere, così come in molti altri, la carriera ma anche la semplice sopravvivenza sono assicurate solo dall'evitare grane, opinioni, reazioni, reputazione di piantagrane". :wacko:
Inutile dire che se le cose stanno realmente come spiffera il gossipaccio in questione, perdere la miglior giocatrice azzurra per un motivo del genere è assolutamente demenziale, roba da far la gioia dei detrattori del basket femminile. In tal caso, parlarne non sarebbe bassa macelleria da gossip bensì un dovere civico, perché si tratterebbe di un dolo perpetrato all'Italia intera. Ma anche se il motivo non è quello, resta un'assenza finora ingiustificata. Lurisi chiama in causa la Fip: possibile che nessuno si sia mosso per evitare la rottura? E Petrucci, il boss del Coni, che c'ha sempre tenuto alla presenza di più squadre possibili alle Olimpiadi: possibile che accetti passivamente che l'Italbasket donne veda le sue speranze azzoppate da un forfait per futili motivi? Forse ne sapremo di più in seguito, forse no. :unsure:

martedì 26 aprile 2011

Cinguettii (229) - Riassunto lombardo: "Regioni", è tripletta; A2-B1, rumbe al via

Cos'era rimasto da dire, su quanto successo negli ultimi 12 giorni, cioè dal precedente riassunto? Geas eliminato, già detto; Crema battuta da Cervia in gara-3 e costretta al playout senz'appello con Biassono (domani, cioè mercoledì 27, gara-1 in terra cremasca), già detto.

--> Passiamo quindi alla B1, dove nel weekend prima di Pasqua si sono giocate le gare-3 dei quarti di ciascun tabelloncino-playoff. Completamente rispettato il fattore campo nelle partite riguardanti le lombarde. Quindi cantano trallallà Costamasnaga (53-41 su S. Bonifacio), Valmadrera (67-42 su Vicenza, che pure in gara-1 aveva messo paura dominando in casa della Starlight; top scorer Gariboldi con 11 in 11 minuti) e Broni (48-43 su Ghezzano). Invece piangono Bergamo (perso 53-33 a Lavagna) e Usmate (perso 51-47 a Viareggio, peccato perché era partita 1-0 nella serie). S'erano già qualificate in 2 gare Cremona Carugate, già eliminata Cantù. Da notare che Carugate è stata una delle sole 3 squadre, su 24 accoppiamenti in tutt'Italia, a passare il turno nonostante il fattore-campo a sfavore.
Dunque le semifinali comprendenti lombarde, che iniziano domani (mercoledì 27), sono: Muggia-Costamasnaga, Valmadrera-Ponzano, S. Raffaele Roma-Broni, Cremona-Carugate. Ricordiamo che le semifinali non sono due... ma 12, perché poi si fa la finale di ogni tabelloncino e le 6 vincenti vanno a fare lo spareggione-promozione con 2 soli posti per l'A2 (più facile che un cammello passi per la cruna di un ago piuttosto che salire in A2, direbbe Cristo Gesù). :wacko:
--> In B2 lombarda, nel turno pre-pasquale, saltano gli ostacoli le prime 4 della classe (con qualche affanno Albino a Cerro), mentre la quinta, Canegrate, cade a Mariano e quindi perde contatto con la zona-playoff. Alla ripresa, domenica prossima, gran derby Canegrate-Rho. Mancano solo 2 giornate. La classifica (prime pos.): Rho 44; Albino 42; Giussano 40; Villasanta 38; Canegrate 36; Mariano 34.
--> Tripletta per la Lombardia al Trofeo delle Regioni, quest'anno a Torino. Dopo le '94 e le '95, trionfano anche le '96, sempre guidate da Drive Singthemass (Guido Cantamesse). E come l'anno scorso, non è stato minga facile in finale, dopo aver fatto il vuoto nelle prime partite. Infatti il Lazio scattava a tamburo sul 18-5 di fine primo quarto, con le longobarde stranamente imballate. Poi man mano la rimonta, ma sempre sotto (di 8 all'intervallo, di 6 al 30'), finché proprio in dirittura d'arrivo c'era l'incul... ehm, il sorpasso ai danni delle laziali (57-54). Miglior marcatrice Zandalasini nonostante un infortunio. Forte matrice Geas nella selezione (5 su 12), com'è logico che sia vista l'incetta di talenti di quest'annata (e anche della precedente) da parte del club sestese. [Nonino, non c'è bisogno che intervieni a precisare che non è stata un incetta bensì le ragazze sono venute spontaneamente: va tutto bene]. :P
--> Giovedì 28, a Milano presso il "Bistrot Triennale Bovisa", si tiene il "Transafrica Party", presentazione della nuova avventura rallystica, diciamo così, di Silvia Gottardi col patrocinio della Gazzetta dello Sport (l'anno scorso, ricordiamo, andò in Mongolia). Consumazione obbligatoria con ricavato in beneficenza, vendita del libro di Gottardi sulla spedizione dello scorso anno, e pure esposizione di quadri di Abiola Wabara. Anche un'asta benefica.
--> Gaia Angelo protagonista sulla scena politica varesina. La giocatrice ex Varese e oggi in B1 a Biella tiene un discorso dal palco durante la celebrazione del 25 aprile a Gallarate, in qualità di rappresentante dell'Anpi (associazione partigiani); in tale discorso ricorda i valori della costituzione, ma a differenza di certi parlavuoto non li lascia in astratto bensì mostra esempi concreti di calpestamento di tali valori nella società d'oggi (esempio, la dignità del lavoro azzerata da pseudo-contratti precari di merda). Risultato? Un tizio del Pdl locale le dà della "fascista". Chi lo dice sa di esserlo. :sick:

domenica 24 aprile 2011

Cinguettii (228) - A1: niente miracolo al PalaAllende, Taranto in finale (3^parte - spunti vari)

--> Pubblico: ne ho contati circa 500, più o meno come per gara-3 Geas-Como direi (però qui il numero vale di più perché in quel caso c'era una buona fetta di comaschi). Ancora magliette rosse e palloncini rossi e neri. Grande calore, ovviamente un po' spentosi nel frangente del crollo-Geas, ma alla fine standing ovation per la stagione. Se almeno 300 di questi 500 tornassero sempre per le partite "di routine", l'anno prossimo, sarebbe una bella base da cui partire... -_-

--> Dopopartita: Masha Maiorano in minigonna competitiva. Manuela Zanon in maglietta senza maniche con braccia degne del padre Lorenzo, ex campione di boxe. Sophia Young con la medesima espressione tra il serio e il triste sfoggiata per tutta la partita (salvo i festeggiamenti finali). I forumisti Paperinik, Forzacras'85, Pruzzo, Dafighter e forse anche altri in incognito. Megan Mahoney e il suo italiano migliore delle passaportate. Si sente dire che qualche giocatrice, non so di che squadra, è salita sul pulmino senza fare la doccia.
--> Iaia Zanoni senza mezze misure in questi playoff, almeno dal punto di vista realizzativo. Su 7 partite, ne ha fatte 4 esplosive (due contro Como, due contro Taranto, tutte di fila: un 19, un 18, un 17 e un 20) e 3 del tutto improduttive (due zeri e un 2). Segno che non è ancora a quel livello di gioco in cui sei in grado anche nelle serate di scarsa vena di cavar fuori qualche punto col mestiere e la classe (vedi Mahoney). Ma indubbiamente ha raggiunto in questi playoff una nuova dimensione come giocatrice.
--> Terza finale consecutiva per Taranto, ovvero tutti gli anni dell'era-Ricchini. L'ultima squadra a riuscirci, in quest'epoca senza dinastie, fu la Comense tra il 2001 e il 2004 (quindi 4 volte di fila), vincendo 2 titoli. Schio ha vinto 3 scudetti in 4 anni tra il 2005 e il 2008 ma nel 2007 non arrivò in finale.
--> Non è stata forse la giornata più rosea possibile per Giulia Arturi, per molti versi la più attesa della serata di giovedì. In mattinata aveva appreso di essere l'unica italiana del Geas non convocata nel gruppone azzurro (Wabara, Zanon, Crippa e Zanoni ci sono). Ma probabilmente se l'aspettava: di play veri e propri han chiamato solo Gianolla e Battisodo. Quindi in pratica è stata bruciata da Battisodo, ma salvo imprevisti si trattava solo di una presenza simbolica alla prima scrematura. Ben più importante era il banco di prova di gara-4, difficilissimo per mille motivi che avevamo provato ad analizzare alla vigilia. La sfida è stata impari: Arturi da sola contro il play titolare del Belgio e quello dell'Italia (Wambe-Gianolla ovviamente) in staffetta e pure incazzate dopo il k.o. di gara-3. :wacko: La Giulia sestese ha provato a essere più diligente possibile, forse osando qualcosa meno di quel che avrebbe potuto, limitando i danni a 3 perse (poche contro la pressione forte di Taranto), finendo però con 2/8 dal campo, frutto di varie forzature obbligate verso lo scadere dei 24", situazione in cui spesso il Geas s'è cacciato, a metà tra demeriti propri e meriti della morsa del Cras. In sostanza? Ci voleva di più per non far sentire l'assenza di Haynie, ma le cause primarie del -25 sono state, come abbiam già detto, in altri aspetti.
--> Alcune cifre rilevanti: rimbalzi in attacco a metà partita, Taranto 10-Geas 4. Recuperi finali, Taranto 21-Geas 13. Eloquente il divario nella valutazione complessiva: 42 Geas, 97 Taranto. Interessante però che già nel 2° quarto, equilibrato per almeno 7 minuti, si sia verificata una spaccatura statistica: 13 Geas, 33 Taranto. Dimostrazione che è stata proprio lì, anche se al 20' era solo +7 nel punteggio, la vera coltellata del Cras.
--> Ma ecco, per chiudere, un lavoretto che presentiamo qui sotto con questa premessa. Abbiamo suddiviso (prendendo spunto da Sergio Tavcar, il celebre telecronista italo-sloveno di Koper-Capodistria) i tiri effettuati da Geas e Taranto tra tiri "aperti" (cioè da smarcati, diciamo un paio di metri di spazio) e "marcati" (cioè con uno o più difensori addosso), distinguendo ulteriormente tra tiri in area, tiri dalla media e tiri da 3 (i tiri liberi sono a parte). Nella seguente tabella ecco il risultato. Sono evidenziati in rosso i dati a nostro parere più eloquenti per fotografare com'è cambiata in modo decisivo la partita tra il 2° e il 3° quarto. Notate in particolare come il Geas nel 1° quarto sia riuscito a far tirare Taranto soprattutto da fuori (dove non ci prendeva), mentre nel  e nel  si sono rotti gli argini e il Cras ha tirato una valanga di volte da sotto (22 canestri alla fine), mentre Sesto ha avuto in tutta la partita appena 2 tiri da sotto smarcati (quindi praticamente zero contropiedi), e ne ha segnati solo 6 su 19 con la difesa addosso. La scelta di Taranto è stata di non concedere nulla di facile da sotto e dalla media, a costo di rischiare qualcosa sul perimetro. Infatti il Geas s'è retto nel 1° tempo grazie al tiro da 3 che entrava bene. Poi stop. Taranto invece, tanto per non farsi mancare nulla, nell'ultimo quarto ha martellato pure dalla lunga (3/3). Spicca anche che il Cras, tra recuperi e rimbalzi in attacco, ha avuto 10 tentativi dal campo (e 6 liberi) più del Geas.
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Cinguettii (227) - A1: niente miracolo al PalaAllende, Taranto in finale (2^parte - il bastone)

Si era dunque sul 32-28 al 16' per un Geas che giocava divinamente in attacco pur senza Haynie. Poi c'è un assist di Wambe per un taglio dell'onnipresente Mahoney, che segna da sotto il 32-30. Inizia qui una serie impressionante di canestri da sotto per Taranto: chiave di volata della partita perché segnale del cedimento verticale di un Geas che, per tutto l'anno e pure in questa serie, regalava davvero poco in area. Ma a suonare la... scarica (contrario di suonare la carica) è un erroraccio di Ujhelyi: in 1 contro 1 con Godin la sbatte per terra di potenza, poi va su per un appoggio elementare (ad avversaria per terra), il pubblico già gusta i 2 punti... e incredibilmente l'ungherese sbaglia. :woot: Sembra un episodio da nulla, per quanto da mani nei capelli sul momento, e invece da lì il morale delle due squadre si ribalta. Il Geas è come se s'accorgesse di aver finito la benzina. Taranto è come se pensasse: "Ehi, però, non sono così forti, perdio". Perché fin lì sembrava che una forza misteriosa spingesse Sesto e paralizzasse un Cras che non riusciva a sfruttare un potenziale evidentemente superiore. Su quello sbaglio di Ujhelyi è come se fossero suonate le campane di mezzanotte e la carrozza del Geas è tornata zucca (va be', la faccio un po' enfatica ma è per far capire quanto quell'episodio ha fatto da spartiacque nella partita). :blink:

--> Pareggia subito Wambe in contropiede. Assist di Mahoney per Godin. Giauro dalla media su scarico. Wambe in entrata. Godin in entrata di potenza. Tutto questo da lì all'intervallo: la gragnuola di Taranto colpisce un Geas salvato dalla sirena di metà gara (33-40, parziale di 1-12) come un pugile all'angolo: in quei 3 minuti e mezzo ha ricavato solo un tiro libero di una Summerton sparita dal campo così come le compagne. Una stoppata di Godin su Zanoni, vari rimbalzi in attacco per Taranto: tanti indizi che fanno una prova, il Cras ha le mani sulla partita e il Geas o si rigenera dopo la pausa, o la sua stagione si chiude qui.
--> Bastano pochi minuti del 3° quarto per capire che sarà vera la seconda. Wambe segna subito in entrata, poi stoppa Arturi e recupera palla, Mahoney serve un altro assist a Giauro (33-44). Ovvero lo stesso copione dei minuti prima dell'intervallo. Ora Taranto gioca davvero da grande squadra. Il Geas dopo pochi minuti passa a una uomo aggressiva, generosa, ma il Cras è micidiale e soprattutto difende ancora più forte. Sesto farà 2 punti nei primi 8' del 3° quarto (Wabara al 22' su rimbalzo d'attacco): il resto, tante palle perse e pochissimi tiri. Taranto infierisce, sempre da sotto, con Greco su rubata d'astuzia, con Godin in sontuoso contropiede più fallo (miglior azione della partita: la stessa francese aveva recuperato palla in difesa, scattando poi sulla fascia sinistra dopo aver aperto per Wambe che gliel'ha ridata in corsa per l'appoggio in estensione), :B): poi con Young su ennesimo assist di Mahoney, infine con Gianolla in bell'arresto e tiro che vanifica una stoppata di Zanoni su contropiede di Young, vano tentativo di reazione sestese. 35-54 al 27' (parziale di 3-26 dal +4 Geas...) :o: e sipario.
--> Il resto è accademia, anche se bella da seguire perché il Geas si sblocca e lotta per finire con dignità mentre il Cras non smette mai di spingere (due bombe di Montagnino per spegnere ogni reazione, 44-67 al 33') fino al 53-78 conclusivo. D'altronde, quando si hanno 10-giocatrici-10 e se fai uscire Greco entra Mahoney, se esce Wambe entra una Gianolla ispirata, s'intuisce che Taranto ne ha un attimino di più. Difficile dire se contro questa Taranto un Geas al completo poteva farcela. Forse è già tanto che, per un po', abbia fatto credere tutti (compresi gli osservatori neutrali) di potercela fare. Migliori per Taranto (che a parte Dacic non ha avuto note negative) senza dubbio Mahoney e Godin, giocatrici totali, sempre a fare cose utili sui due lati del campo. E pensare che nel corso della serie erano parse in difficoltà a tratti (Mahoney) o spesso (Godin). Ma abbiamo già visto gli anni scorsi come quelle due sappiano alzare il rendimento quando conta davvero.

Perché il College deve mirare a produrre giocatrici "medie"

Le ragazze con potenzialità da fenomeno le trovi ogni morte di papa. Attenzione che di giocatrici italiane super non ce n'è mai più di 4-5 per volta in circolazione. Io per giocatrici italiane super intendo, per capirci: Macchi, Masciadri, Ballardini, Zara e parzialmente Sottana. Altre non me ne vengono. Queste qui, secondo me, non basta il lavoro per produrle, devi anche avere la fortuna di trovare il super-talento fisico-tecnico-mentale. Non le crei in laboratorio. Quello che puoi creare, però, sono tante buone giocatrici. Creiamo le Zanon, le Zanoni, le Ress, le Gianolla, per dire le prime che mi vengono in mente. Gente in grado di avere una solida carriera decennale in A1 e rendersi utile al proprio club e alla nazionale.

Dici: ma non c'è bisogno di un College per farne così. Invece temo che in questo momento sia difficile anche tirar fuori ragazze del genere, cioè comprimarie dignitose da A1. E comunque, se col College riusciamo ad aumentare la quantità di questo tipo di giocatrici, facciamo un'ottima cosa perché il problema del basket italiano, anche maschile (non lo dico solo io ma gente più esperta) è che non riusciamo più a produrre il "giocatore medio". Il Belinelli-Gallinari-Bargnani da Nba ci salta fuori per miracolo, ma una volta tiravamo fuori tanti buoni giocatori/giocatrici che facevano l'ossatura della nazionale senza bisogno di essere supercampioni. Il College, secondo me, può sostituire i vivai di una volta nella produzione "modello fabbrica" di queste giocatrici standard. Il fenomeno, purtroppo, non te lo garantisce nessuno. Ci vuole fortuna.

sabato 23 aprile 2011

Cinguettii (226) - A1: niente miracolo al PalaAllende, Taranto in finale (1^parte - l'illusione)

"E tutto va come deve andare", cantava Max Pezzali. Ed è quello che succede spesso nel basket femminile, dove è raro che i valori si capovolgano. Schio-Taranto era la finale annunciata da tutti a inizio stagione, Schio-Taranto sarà.

Impossibile sapere come sarebbe finita gara-4 con Kristin Haynie in campo, anziché a seguire la partita di fianco allo speaker e all'addetto stampa del Geas. Vincere 3 volte di fila con Taranto era comunque un'impresa ardua, per cui è probabile che la serie sia finita, virtualmente, nel momento in cui il Cras si è portato sul 2-0, come in effetti avranno pensato tutti in quel momento. Però poi il Geas ha messo una crepa nella sicumera di Taranto, vincendo gara-3. E per un quarto e mezzo di gara-4, sembrava che il colpo pesasse ancora tanto in negativo sulle tricolori e in positivo sulle sestesi. Per cui, anche se un -25 dovrebbe lasciare poco spazio ad alibi o recriminazioni, è inevitabile che l'interrogativo rimanga: con Haynie il Geas avrebbe avuto la forza di durare 40 minuti e non 15? Per poi magari coronare l'opera in gara-5, con Taranto spaccata dalla pressione e Sesto ormai consapevole di non essere inferiore? :unsure:
Un esperto coi fiocchi, da me consultato prima di gara-4, mi ha detto che con Haynie in campo il 2-2 era sicuro. Io non lo so, perché il crollo del Geas in gara-4 è stato, a mio parere, prima fisico e difensivo che offensivo per mancanza del play titolare. Precisiamo, non dico che l'assenza di Haynie non si sia sentita. Si è sentita eccome. Ma non so quanto c'entri col fatto che, stavolta, la difesa del Geas era forabile come il burro per le incursioni tarantine; e l'attacco, in fondo, ha segnato sì 53 punti, pochi, ma in gara-1 ne aveva fatti 47, in gara-2 58 e in gara-3 62 di cui 5 su fallo sistematico nell'ultimo minuto.
--> Quel che è certo è che per 16 minuti il PalaAllende ha vissuto la grande illusione. Taranto si presenta con la faccia cattiva dopo lo "sgarro" di gara-3. Non a caso toglie Dacic dal quintetto base e mette Godin. Geas ovviamente con Arturi play, il resto uguale alle altre volte. Il Cras fora subito la zona con Siccardi da 3 e Greco dalla media (0-5), mentre Sesto fatica a costruire le prime azioni. Ma una tripla tabellata di Wabara dà fiducia; sale in cattedra Summerton, sbloccata in gara-3 dopo due prove a secco: un'iradiddio, segna 9 punti quasi consecutivi da tutte le posizioni. Taranto abbozza un pressing ma senza grossi effetti, per ora. In attacco replica con una Young decisamente più pimpante delle volte scorse: cerca il centro area e colpisce in jumper due volte. Il 1° quarto però si chiude col Geas avanti 16-14 con Arturi, l'osservata speciale, che segna in taglio su assist di chi? Di Summerton, manco a dirlo.
--> I primi 6 minuti del 2° quarto sono uno dei migliori sprazzi offensivi della stagione per il Geas. Zanoni è opaca ma in compenso c'è una Crippa tarantolata: spara una tripla, poi con nonchalance uccella Mahoney con una finta e le piazza una sospensione dalla lunetta. Mahoney, però, di là è di una concretezza e un'intelligenza da far paura. Segna su taglio in area, serve assist, strappa rimbalzi in attacco. Young, ancora tonica, e poi Giauro fanno il 21-22 Taranto. Ma nel frattempo è entrata chi per il Geas? Elisabetta Mazzoleni, play del '94, figlia del presidente, mai un minuto in A1 in vita sua. Quando, a zona, intercetta un passaggio a Young, il pubblico esplode: il miracolo sembra davvero possibile, se la ragazzina frega la stella Wnba. Davide che stende Golia, il vivaio che affonda la corazzata miliardaria e multinazionale. :woot:
Della galvanizzazione generale approfittano Zanon e Crippa per un 25-22 Geas al 13'. C'è un gran frullatore di cambi su entrambi i fronti, e l'ingresso di Dacic è un ulteriore spinta... per Sesto, perché la pivottona, in 3 minuti, si distingue solo per un cross (rimediato da Mahoney) e un mattonazzo da un metro su rimbalzo d'attacco. Invece per il Geas entra Twehues che, seppur ancora acciaccata alla spalla, rispolvera la mitraglia e infila la bomba che, insieme a un nuovo canestro dalla media di Zanon, vanifica il precedente controsorpasso della solita Mahoney. 30-26 al 15', lusso Geas che continua quando Ujhelyi segna un pregiato giro e tiro frontale per il 32-28 al 16'.
La mente umana fa presto a correre, pensando che ciò che vede in quel momento debba durare per sempre: così t'immagini già che Schio, in fondo, non è così imbattibile, e lo scudetto, perché no?, nessuno lo può negar. :ph34r: Invece si capirà presto che il Geas era al limite massimo del suo sforzo, ed essere solo a +4 quando dai il 110% è un indizio di crollo imminente. Sorprendentemente questo crollo non è stato progressivo ma tutto di colpo, innescato da un singolo episodio. :o:

Pictures of you (22)

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Sanga Milano-Biassono (playout A2, gara-2, 13/4): un'entrata di Pastorino. [foto di A. Amato]

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Sanga-Biassono: a fine partita s'abbracciano Franz Pinotti e Silvia Gottardi, mentre Nadia Rovida, dietro, sembra sconvolta. [foto di A. Amato]

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Geas-Taranto (semifinale A1, gara-4, 21/4): il pubblico del Geas crede in Giulia Arturi come sostituta di Haynie.

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Geas-Taranto: il forumista Dafighter in veste di tifoso (a sinistra), e l'ex coach del Sanga Stefano Fassina.

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Geas-Taranto: nella zona stampa il forumista Pruzzo in veste di inviato di un giornale di Taranto.

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Una rimessa di Summerton, indemoniata all'inizio.

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Gianolla appoggia in contropiede. Buona prova del play azzurro.

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La ferocia di Wambe in pressing su Arturi.

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Il saluto finale tra le due squadre mentre il pubblico applaude in piedi.

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Cos'avrà Ricchini da spiegare all'arbitro dopo un +25?

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Mahoney, grande protagonista della partita, scambia saluti.

Cinguettii (225) - A2: il College è salvo (ma non dalle critiche). Un'analisi

Com'è noto, domenica scorsa College Italia s'è salvato al primo turno di playout vincendo 48-49 a Firenze. Decisivi 5 punti di Marta Masoni: l'ala da Taranto, dopo aver sbagliato 9 tiri dal campo su 9, ha aggiustato la mira al momento giusto segnando una tripla e poi un canestro da 2 per ribaltare il risultato da -4 al 39'. :yes: Quindi la prima stagione in A2 delle collegiali si conclude con un risultato sufficiente. Non penso che si potesse puntare a più della salvezza. Forse poteva arrivare una salvezza diretta se le cose fossero andate meglio del previsto, ma l'impatto iniziale con la nuova categoria è stato brutale. Da questo punto di vista i progressi ci sono stati. Quando avevamo riferito di Virtus Spezia-College, vista dal vivo all'inizio del girone di ritorno, la preoccupazione era appunto che i progressi (come squadra, non dico come individualità che è un discorso a parte) sembravano latitare. Invece poi il College ha fatto 5 vinte e 9 perse nel ritorno, contro 1-13 dell'andata. Più appunto la salvezza al primo turno di playout.

Tuttavia le trombe dei critici non si sono acquietate, anzi, come s'è visto in settimana sul forum, sono alquanto squillanti. Tali critiche sono un po' su tutti gli aspetti; secondo alcuni non si doveva neanche fare, 'sto College, quindi non criticano l'esito ma proprio l'idea. Invece, considerando valida l'idea, noi preferiremmo che si valutasse se la realizzazione sta venendo bene. Valutazione che dev'essere fatta in base ai corretti parametri. Il risultato sul campo, intanto, è uno di questi, perché se si è deciso di fare l'A2 voleva dire che ci si metteva alla prova su quel livello. E' arrivata la salvezza? Esame passato. Non con la lode, ma passato. Inutile dire che speriamo vivamente che la voce di un abbandono dell'agonismo, da parte del College, sia infondata, perché ci pare dannoso oltre che contraddittorio con quanto fatto finora. Perché cambiare sempre, rimescolare? Seguiamo una strada e aspettiamo con pazienza i frutti.
Secondo parametro sicuramente attendibile: come giocheranno agli Europei (e Mondiali) di categoria. Ovvio che il College ha tra le finalità primarie quella di fare da ossatura delle nazionaline. Vediamo come va quest'estate, ma già mi stanno sui coglionazzi quelli che aspetteranno eventuali fiaschi per venir qui e scrivere "Visto? L'avevo detto io, che non serviva niente il College".
Terzo parametro possibile: il rendimento delle collegiali negli interzona disputati con i loro club di appartenenza. C'è chi dice che sono parse regredite anziché progredite. Ma questo per me non è un parametro valido. Le ragazze del College non hanno lavorato 2 anni per fare gli interzona coi propri club. E' un obiettivo del tutto secondario per loro. Oltretutto, buttate dentro come corpi estranei (ha giustamente detto qualcuno) a pochi giorni dall'impegno, cosa possono fare se non improvvisare, in un tipo di gioco che non è il loro?
Questo è un punto molto importante, a mio avviso, e anche dibattuto. Perché, a prescindere dagli interzona, c'è chi dice che le ragazze non stanno comunque migliorando. Ma cosa intendiamo per "migliorare"? Secondo me al College, d'accordo, puoi e devi crescere individualmente, ma soprattutto devi imparare a diventare una giocatrice da squadra senior di alto livello: A1 e A2 competitiva. Il che significa non certo imparare a fare i fenomeni da 30 punti a livello giovanile (quello, in linea di massima, lo sapevano già fare, se sono state selezionate), pigliando palla e facendo 1 vs 5 per 40 minuti, bensì essere un pezzo di un ingranaggio, una pedina più o meno importante di un collettivo che gioca un basket evoluto. Rendiamoci conto che il mestiere dell'80% delle italiane di A1 è quello di supportare le straniere, facendo da gregarie o co-protagoniste a seconda dell'occorrenza. Ragazzine che fanno 25 tiri a partita, sembrando fenomeni, e poi quando trovano gente forte come e più di loro si smontano perché fare 4-5 tiri in 15-20 minuti non gli aggrada, non servono al basket di alto livello, che è quello che il College deve produrre. In poche parole: inutile trarre conclusioni da un interzona, perché non c'entra col basket che le collegiali si allenano a giocare, cioè un basket più maturo, dove il più bravo non è per forza quello che fa più punti, ma quello che fa cose utili in base al suo preciso, e specializzato, compito. -_-
In tal senso qual è, secondo me, la tipologia di giocatrice che fa bene ad andare al College? Una giocatrice che dal punto di vista individuale e fisico è già avanti, ma che deve imparare come si gioca di squadra a livello serio. Quindi vedo meglio una 17enne già "adulta" nella struttura e ben messa nei fondamentali, piuttosto che una 15enne acerba fisicamente e tutta da sgrezzare come gioco individuale, sebbene magari con potenziale superiore. Inoltre, se una ragazza fa già parte di una società dove si può allenare con compagne all'altezza e c'è una prima squadra di alto livello (ma in effetti sono poche in queste condizioni), non vedo molto senso nell'intrupparsi a Roma.
Conclusione? Dare addosso al progetto College nella sua interezza non ha senso, oggi. Bisogna individuare i singoli aspetti da migliorare e poi attendere i frutti. I quali sono, primariamente, le giocatrici che ne escono in ottica senior. Secondariamente, i risultati delle nazionali giovanili, ben sapendo però che in tornei a eliminazione diretta non si può prenderli come oro colato.
PS: un aspetto da migliorare, dal mio punto di vista, è la comunicazione. Sulle partite di quest'anno, miseri resoconti di una decina di righe scarse. L'anno scorso han fatto servizi tv promozionali, e quello va bene come immagine, ma ci vogliono cose più tecniche per gli addetti ai lavori. I quali penso che vogliano sapere tutto: come han giocato la tale partita, su cosa stanno lavorando in allenamento, in che cosa stanno progredendo le singole. Se tutto ciò è stato comunicato e io non me ne sono accorto, faccio ammenda ma vuol dire che non è stato evidenziato a dovere. Solo che ho il timore che tutto ciò non ci sia stato affatto. :unsure: