Nel momento in cui s'alzava la palla a due della "bella" tra Geas e Comense, c'erano almeno due certezze: una lombarda sarebbe andata in semifinale dopo 7 anni, e le tossine del caso-Wabara sarebbero state dimenticate almeno per un'ora e mezza di battaglia dura ma tutta cestistica. Come avrebbe poi scritto su un social network il "pres" sestese Mazzoleni, potendosi finalmente sciogliere dopo tante tensioni, "una bella serata di sport". Vince dunque il Bracco, torna in semifinale dove mancava dal 1987 (tempi di Valerie Still, mica una qualunque; allenatore Tiziano Gualtieri; sponsor Marelli; Nonino all'epoca dirigente da meno di 40 anni
), e lo fa dopo una gara-3 nuovamente sofferta, come tutta la serie, ma comandata più a lungo di quanto avesse fatto nei primi due episodi.
E lì però sfumava la grande occasione di Como, che non riusciva ad affondare i colpi contro un quintetto forzatamente d'emergenza per il Geas, nel quale teneva botta con caparbietà (ma con pochi canestri dopo l'uscita di Summerton che stava segnando a raffica), il trio di prodotti di casa Arturi-Zanoni-Crippa (ci ha fatto piacere veder loro in campo insieme in un momento fondamentale, così come il buon minutaggio di una caparbia Pasqualin e di Spreafico sull'altro fronte).
La chiave di volta, come abbiamo già detto nel Cinguettio precedente, è stato l'esplodere di Zanoni: 11 punti nell'ultimo quarto, guidando un assetto piccolo ma aggressivo e veloce per le sue. E la partita è scivolata via quasi di colpo dalle mani di Como, che quando s'è risvegliata dal blackout era ormai troppo tardi, sul 56-46 a circa 4' dalla fine (parzialone di 15-1). Nel finale imperversava Haynie, che, come già altre volte, col sorrisetto malandrino di chi se l'è spassata fino a quel momento mentre le compagne spaccavano la legna per lei, chiudeva i conti slalomeggiando su una Comense ormai senza benzina, che aveva speso troppo con le poche giocatrici in serata, non trovando stranamente supporto da una Harmon eccellente nelle prime due partite ma stavolta più abulica che imprecisa. Debbo ricredermi sul fatto che l'assenza di Donvito non avrebbe pesato: con Zampella così-così, un cambio di ritmo della razzente play ex Varese sarebbe potuto servire. Ma resta un'ipotesi. Mentre per il Bracco è stata certezza granitica una Zanon poco appariscente ma di gran sostanza: 8 punti, 9 rimbalzi, 5 recuperi, la miglior valutazione per le sue con 21. Finale 68-58, stavolta niente episodi da moviola né tantomeno codazzi extracestistici, solo la festa della squadra di casa insieme a un pubblico stavolta sì, alquanto numeroso (500 abbondanti, direi, forse 600: purtroppo non ho stavolta un conto più attendibile). Grande rivincita personale per Montini, ex di turno che non fu, come dire, salutato con grandi onori quando lasciò Como.
--> Anche la residua gara-3 di playout segna il dominio del fattore-campo: Lucca infatti ha piegato Napoli e s'è quindi salvata (meritatamente), con buona pace di chi mal sopporta il gioco aggressivo di coach Diamanti. Oltre a segnalare che "Lazzaro" Andrade, data a rischio per infortunio, ha giocato e anche bene, dobbiamo riconoscere che eravamo stati frettolosi a dipingere Hampton come un mezzo bidone (forse non l'abbiamo scritto qui sul forum, ma lo pensavamo), mentre invece durante la stagione è cresciuta fino a diventare un cardine della salvezza (in gara-3 19 punti con 7/7 da 2).
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