giovedì 7 aprile 2011

Cinguettii (204) - A1: il Geas sfata il tabù Palasampietro, si va a gara-3. Il caso-Wabara

Ci chiedevamo chi, delle 6 sconfitte in gara-1 tra playoff e playout avrebbe potuto allungare la rispettiva serie alla terza partita. La risposta: solo il Geas e Napoli. L'impresa più difficile è stata di Sesto, che doveva sbancare un campo non solo minato già di suo, ma dove non aveva mai vinto nei 3 anni dal ritorno in A1. Aggiungiamo che non vinceva una partita di playoff dal 1987, anche se questo contava relativamente.

E in effetti, sul +13 Como a metà del 2° quarto, con Harmon e Hicks che stavano ripetendo i partitoni di gara-1 (37 punti in coppia alla fine), e una Zampella che piazzava... zampate (poi venute meno), non era in salita per il Geas: di più. Una parete di settimo grado, anche se non m'intendo di alpinismo. :wacko: Però il Bracco di quest'anno ha un abbonamento alle rimonte, anzi come abbiamo già notato in altre occasioni, è quasi più a suo agio quando deve rincorrere che quando deve far da lepre.
Curiosamente, le cose sono andate in maniera opposta al copione dei precedenti 3 derby del Palasampietro di questi anni, in cui era un classico che Sesto partiva a razzo e poi la Comense macinava alla distanza. S'è svegliata Haynie, la grande "assente" di gara-1, e la partita si è riaperta in un amen, tanto che in poco più di 3' il Geas è passato da -11 al +1 dell'intervallo. Poi si è andati in equilibrio fino a 3' dalla fine, dopodiché, complice un tecnico per simulazione a Stabile, Como ha perso contatto e il Bracco ha affondato i colpi fino a un +10 (65-75) che è senza dubbio scarto bugiardo, ma la vittoria è d'oro colato perché salva la stagione e costringe le rivali a dimenticare nel giro di 72 ore una sconfitta che lascia sicuramente più rimpianti di quanti ne avesse dati al Geas quella in gara-1, quando era stato quasi sempre sotto.
Grande prova di Zanoni, 19 punti: sommandoli a 13 di Haynie, e considerando che ne avevano totalizzato la miseria di... uno nella prima partita, si capisce già una delle chiavi del ribaltone, anche alla luce della brutta prova di Fazio rispetto alla Iaia nazionale. Poi, come in gara-1, un'ottima Wabara , solita energia e 15 punti: la fisicità sua e di Ujhelyi ha messo anche stavolta in difficoltà una Comense che ha assetti più leggeri. Le due lunghe titolari di Sesto han preso 8 rimbalzi in attacco, 15 di squadra, cifra importante in una serata in cui le percentuali si sono più o meno equivalse (Geas un poco meglio da 3 ma più sciupone dalla lunetta) e in cui le lariane hanno vinto di nuovo il conto recuperi-perse.
Da segnalare, sulla stampa comasca, un Pennestrì senior imbufalito, che dice: "dovevamo andare in campo per spaccare il mondo, invece la pallacanestro che abbiamo fatto è stata spazzatura". :woot: Senza peli sulla lingua. Ma l'andamento in realtà indica che Como all'inizio spaccava eccome: casomai il problema è stato che s'è fatta scappare la presa nel finale di 2° quarto. Ma onestamente non ci pare abbia i mezzi per dominare il Geas sull'arco dei 40 minuti (anche se può batterlo); e la situazione, a 3' dalla fine, era identica a gara-1, solo che stavolta gli ultimi minuti sono andati in direzione opposta. Barbiero invece parla di aumentata fisicità di Sesto concessa dagli arbitri (ma è proprio qui la maggior differenza tra le due squadre), e recrimina sul tecnico a Stabile.

Nel dopopartita esplode il caso-Wabara: sfiorata la rissa tra lei e i tifosi comaschi, o infiltrati, che l'han presa di mira :angry: suscitando la sua reazione, arginata dalle compagne (ci pare che le fosse già capitato, anni or sono, qualcosa di simile, con lei che quella volta salì addirittura in tribuna a farsi giustizia). Il presidente federale Meneghin ha mandato solidarietà: "Abiola è una delle nostre migliori giocatrici di interesse nazionale e solo dei mentecatti possono rovinare uno spettacolo sportivo come sono i playoff. Sicuramente non fanno parte del pubblico abituale della Pool Comense e della pallacanestro in generale". Mentre Viviana Ballabio ha detto che Wabara faceva meglio a starsene cheta anziché infiammarsi, perché una giocatrice deve saper incassare qualsiasi insulto. Rischia di sembrare una nota stonata, la Vivi nazionale, ma non ha tutti i torti. Solo che per non incazzarsi in una situazione del genere devi essere Giobbe o un lobotomizzato. Purtroppo l'incazzatura dell'atleta è la massima soddisfazione dell'ultrà che lo insulta, perché sa di aver colpito nel segno. Così come è vero che non si può far passare sotto silenzio un episodio del genere, però non c'è goduria maggiore, per un ultrà, di leggere sui giornali i "benpensanti" che gli danno del mentecatto, idiota, razzista, e così via. :cry:
E a proposito di giornali, della vicenda s'è occupata la Gazzetta, e immaginiamo che ora sarà ripresa anche da altri. Inevitabile nel mondo dei media generici, dove il femminile fa notizia solo quando succedono fattacci come questo (massimi picchi d'interesse per il basket donne che ci ricordiamo: quando il Geas si fece sponsorizzare dai preservativi e quando quell'americana scappò dalla sua amante); ma qui tra noi non sarebbe male se si parlasse, almeno un pochino, di gioco e non di un fischio di qua (vedi Geas-Como di stagione regolare), una mezza rissa di là (gara-1 di questa serie) e un'offesa di su: perché di una partita vibrante come gara-2, dove le due squadre hanno dato vita a una splendida battaglia per prevalere sull'altra, deve rimanere solo, o quasi solo, che Wabara è stata insultata da quattro scagnozzi? :huh:
A parte tutto ciò, gara-3 è l'epilogo più giusto e il più auspicabile per creare il massimo dell'interesse intorno a questo basket lombardo che dopo 7 anni avrà un posto nel quartetto nobile dell'A1. Chi se lo piglia? L'impressione è che il Geas abbia qualcosina di più (a livello fisico e di quantità di giocatrici che possono fare la differenza, se non sale di tono, per esempio, Jansone per Como), ma ovviamente deve saperlo calare sul piatto nel momento della somma verità. Il fattaccio-Wabara immaginiamo sarà un propellente ulteriore. E se non altro, fa salire l'interesse intorno alla partitissima di Cinisello.

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