Intanto interviene il noto Gildo Posca* con una lettera alla "Provincia di Como":
Faccio parte dei "Fedelissimi", il gruppo di tifosi, quelli veri che mai hanno abbandonato la società. Per noi la Comense non è solo l'oggetto del nostro tifo ma una "fede", qualcosa in cui noi crediamo ed a cui siamo affezionati perché cogliamo giorno per giorno la sensazione degli sforzi che dirigenti e presidente compiono perché questa gloriosa bandiera, nata nel 1972, continui a sventolare. Una società pulita, non politicizzata, libera di esprimere sempre e ovunque il proprio pensiero e le proprie ragioni. Parlano per lei gli straordinari successi colti in ogni disciplina. Perché questa lettera? Perché abbiamo colto l'indegna, ingiusta, umiliante campagna di stampa che è stata condotta contro la società, contro la città di Como, contro noi tifosi, additati al mondo quali depositari del
razzismo, una parola oggi troppo comoda quando si vogliono raccogliere voti e consensi.
Ma quale "razzismo"? Noi eravamo seduti a fianco di quel gruppo di ragazzi che per le sciarpe al collo e la tipologia di tifosi erano di chiara matrice calcistica, non certo allineati al nostro tifo soft o "salottiero " come spesso lo definiscono i nostri avversari ma neppure minimamente parenti di quella matrice che alcuni giornalisti, presenti, all'incontro (o no?) hanno voluto dipingere.
Noi non abbiamo sentito cori razzisti, semmai qualche coro rivolto al pubblico (Milano di m...) né sappiamo dove li abbiano colti i dirigenti Geas e il signor Montini, che erano almeno quattro volte distanti rispetto a noi. Chi per anni è stato con noi sa perfettamente che non lo avremmo mai permesso.
La stessa Wabara pare abbia confermato alla Digos che i cori razzisti non ci sono stati, semmai qualche insulto personale da parte del pubblico più vicino. Domanda: prima o dopo che lei ha mostrato al pubblico il dito medio e addirittura si è scagliata contro gli stessi. E la signorina Manuela Zanon cosa faceva davanti a questo gruppo di ragazzi ad applaudire ironicamente a partita finita?
Diamoci un taglio, perché i santi stanno solo in Paradiso e se qualcuno intendeva fare pressioni per il match di ritorno l'impresa è perfettamente riuscita. Punto e a capo: comincia un'altra storia, quella dello sport vero, in cui la Comense è maestra, per tutti.
* Un momento: ma quello che tutti chiamano "Gildo" è questo Gildo Posca della lettera, o è il Gildo Broggi che ha scritto su Superbasket?
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