La vittoria di Schio a Faenza era non dico certa, ma quasi: era una pena veder le romagnole trascinarsi semi-cadaveriche (sempre fuori Alexander, Modica e Santucci) in quest'ultima parte di stagione.
Quella di Taranto a Priolo è stata ben più sofferta, come si poteva prevedere, ma in realtà il +1 finale è frutto di una tripla allo scadere di Favento, quindi non si è andati esattamente all'ultimo tiro; il Cras era a +10, poi le siciliane hanno fatto una rimonta disperata. Ottima cosa per le tricolori guadagnarsi un riposo aggiuntivo rispetto alla loro rivale in semifinale (la vincente di Geas-Como) che sarà invece reduce da gara-3.E veniamo al risultato più interessante, che è il successo di Umbertide a Venezia. E non di misura come in gara-1: dominando. Era +15 a fine terzo quarto, poi 58-71. Si pensava che senza Robert potesse diventare favorita Venezia, ma evidentemente sopravvalutavamo l'importanza della franco-gabonese per le sorti delle umbre (gran giocatrice, ma in effetti non era in gran spolvero, ultimamente), così come sopravvalutavamo la voglia e/o la capacità della Reyer di riscattare una stagione senza squilli. Certo, finire quinti (o sesti, se il Geas perde gara-3) non è un disonore, specie dopo aver rischiato di non fare il campionato... ma il confronto col passato recente del club, nonché una considerazione sul valore dell'organico rispetto a quello di Umbertide senza Robert, rendono difficile ritenere soddisfacente questo esito. Così come le prestazioni di Sottana da quando è arrivata Kostaki: ieri 2 punti con 1/9 al tiro.
Mentre può essere più che soddisfatta Umbertide, a prescindere da come andrà con Schio: finalista in Copp'Italia, semifinalista in campionato, non è malaccio per un club del tutto nuovo al vertice (3 anni fa era in A2), anzi sono due traguardi storici. Si conferma, comunque, che nel femminile, se hai i danari e non li spendi male, fai in fretta a scalare la piramide.
Una nota a parte la merita Ballardini: ai suoi detrattori, quelli che dicono che "non fa la differenza", vorremmo ricordare il seguente ruolino di marcia della giocatrice: 2004/05 (a Faenza): finale scudetto; 05/06 (Faenza): semifinale scudetto, finale Coppa Italia; 06/07 (Faenza): finale scudetto, vittoria Coppa Italia; 07/08 (Faenza): quarti di finale (giocato solo metà stagione per infortunio); 08/09 (Venezia): finale scudetto, semifinale Coppa Italia; 09/10 (Venezia): semifinale scudetto, finale Coppa Italia; 10/11 (Umbertide): semifinale scudetto, finale Coppa Italia. Totale: in 6 stagioni in cui è stata sana, 3 finali scudetto, 3 semifinali, 1 vittoria e 2 finali in Coppa Italia. Delle due l'una: o per puro culaccio le assegnano sempre squadre forti, oppure è lei che le rende tali, ovvero fa la differenza. Tanto di cappello.
Nei playout, archivia la pratica in due mosse Parma, mentre Napoli porta Lucca alla "bella" e pare che Andrade rischia di non esserci. Che rischio per la squadra che più di tutte merita di salvarsi. Oltretutto Gidden pare tornata all'efficienza, sicché Napoli ha le armi per fare il colpo.
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