E allora chi vince questa serie lombarda? No, non mi azzardo a sbilanciarmi, però dico: a parità di salute per entrambe le squadre, avrei detto 50 e 50%, al massimo 51% per il Geas non tanto per il fattore campo (che pure è stato sempre rispettato nelle 6 partite di stagione regolare di questi 3 anni), ma per quel po' di fiducia in più accumulata durante l'anno, sia per le maggiori vittorie sia per aver potuto lavorare più a lungo senza intoppi. Con Donvito fuori ma soprattutto Harmon in dubbio (le ultime notizie che abbiam raccattato è che prova ad allenarsi per vedere se ce la fa), si può arrivare a un 55% Geas, ma è solo per non sottrarsi al gioco delle percentuali.
L'importante è che la serie duri fino a gara-3, perché più dura più si gode. Non crediamo che si rischi di vedere ciò che temo sia successo più d'una volta negli anni passati, e cioè che una squadra, generalmente la sfavorita, decide che è arrivato il tempo delle vacanze e allora "gliela dà su" prima del tempo. Qua, ammesso che qualcuna della Comense avesse voglia di mollare e aggrapparsi a un eventuale alibi-infortuni, credo che Pennestrì l'inseguirebbe col forcone. Quindi diamo per scontata una lotta al 100% delle possibilità di ognuna.Como, dicevamo già nel Cinguettio scorso, non va in semifinale dal 2004; il Geas dal 1987. Anzi, andiamo oltre: Sesto non vince una partita di playoff da quell'anno, perché poi iniziò il suo declino irreversibile (o meglio, revertito ma vent'anni dopo). Anche nelle ultime 2 stagioni ha chiuso i playoff in bianco.
Quindi, se da un lato la tentazione dei voli pindarici c'è (grazie all'aver evitato la parte di tabellone di Schio), dall'altro c'è la consapevolezza di dover fare un passetto alla volta. L'indole operaia, a una squadra "montiniana", non manca mai. Per il coach rossonero è l'occasione di dimostrare di poter guidare un team di vertice assoluto, non solo di media classifica. O meglio, con la stagione regolare l'ha già dimostrato, ora però deve confermarlo nella prova per lui più "personale", contro il suo passato. Montini non ha la vocazione al protagonismo, casomai al pragmatismo. Come personaggio, si sa, è l'opposto del suo predecessore Galli. L'uomo tornato dal mito aveva quel carisma naturale e quell'aria di chi sta scrivendo la storia anche quando si soffia il naso. Montini, invece, se anche vincesse l'Eurolega dandone 20 a Ekaterinburg, con flemma impassibile ti parlerebbe per prima cosa di un paio di sbavature a metà secondo quarto che potevano costare care.
Ci sono un paio di cabale, infine, pro-sestesi: negli ultimi 4 anni, nessuna squadra peggio piazzata ha passato i quarti; e negli ultimi 2 anni la terza classificata è sempre andata in finale (Venezia 2009 e Schio 2010).
"Ending on a high note", cioè finendo bene: in entrambi i roster ci sono ragazze fatte in casa che giocano sul serio. Chiaramente di più quelle del Geas (Crippa e Arturi, mentre Zanoni la mettiamo un attimo fuori categoria), avendo qualche anno di vantaggio su Pasqualin-Spreafico. Però se Harmon è davvero k.o., Spreafico può diventare una giocatrice-chiave nella serie. Ma anche se non fosse, "qualche" motivo d'interesse rimane di sicuro. Plebe, non hai scuse per non venire sabato alle 18. Altro che il derby di calcio.
PS: sulle altre 3 serie, cosa dire? Ha già scritto abbastanza Superbasket: compratevelo, ora che si può farlo pure online non ci sono più scuse di edicole scomode eccetera.
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