La lettera di Pennestrì (definito erroneamente dal Corriere della Sera presidente di Lega, che invece è suo figlio Stefano) mi sembra particolarmente indicativa laddove dice: "Ma Comense ha ritenuto intelligente ed opportuno non stigmatizzare l'accaduto, contrariamente a quanto fatto da Geas che ha ritenuto invece intelligente (bontà sua!) gettare benzina sul fuoco".
E' piuttosto chiaro: Pennestrì sospetta il Geas di aver creato volutamente un polverone, poi ingigantito dalla risonanza mediatica che l'episodio, sorprendentemente ma forse no, ha avuto. Ritengo che Pennestrì non sia laureato in diplomazia. Anche perché definisce "altrettanto grave" il comportamento di Wabara rispetto a quello degl'insultatori.Interessante anche la parte iniziale, giacché sembra riconoscere che il Geas ha specificato che trattavasi di infiltrati e non di veri tifosi Comense, ma poi cambia repentinamente direzione: "Non permetto che nessuno osi gettare pessima reputazione sui tifosi della Comense": fa bene, ma se si è parlato d'infiltrati, perché se la prende come se fossero stati infangati i veri tifosi?
Altresì non mi pare che il Geas tragga necessariamente vantaggio dalla vicenda...
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