mercoledì 20 aprile 2011

Cinguettii (223) - A1: le mazzate di Mazzante fanno piangere Napoli

E dunque si conclude senza ribaltoni la serie fratricida di playout tra le campane. Pozzuoli domina in gara-3 così come Napoli l'aveva fatto in gara-2 e la stessa Pozzuò in gara-1, sempre tra le mura amiche. Napoli paga una partenza "lievemente" fiacca (3 punti nel primo quarto, contro 18) e così zavorrata può solo tentare un inseguimento vano, che però Mazzante spegne con 25 punti (6/10 da 3), confermandosi giocatrice di caratura internazionale. Non sono bastati a Napoli, priva di Vujovic e con poca roba da Giddens e Grant, gli sforzi onorevoli delle due Micovic: Marija 20 punti e Milica 10. Le solforose non hanno neanche dovuto suonare la sveglia alle due americane belle (cestisticamente, s'intende) <_< ma indolenti di questa stagione, ovvero Walker e Dixon.

Bene per Pozzuoli, male per le avversarie che anche l'anno prossimo dovranno recarsi nel folkloristico quanto inospitale bunker della squadra di Palumbo; ma male soprattutto per Napoli, che completa la sua parabola discendente, emblema di come le glorie passino in fretta nel basket femminile, anche se un destino amaro, anzi peggio, l'ha avuto pure il maschile di Napoli negli ultimi anni.
Sembrano passate ere geologiche, ma il Vomero Napoli era una potenza del basket rosa nostrano fino a non più tardi di 3 anni fa. Le tappe più gloriose con lo sponsor Phard: arrivò in A1 nel 2003 e già nel 2005 vinceva la Fiba Cup con una "squadretta" comprendente Zara, Antibe, Bullet e Andrade. Poi nel 2007 il punto più alto, lo scudetto conquistato battendo Faenza in finale. C'erano Cirone, Antibe, Holland-Corn, N'Diaye e le varie Sara Giauro, Gentile (la bandiera), Mauriello, Paterna come gruppo italico. Forse non una corazzata ma solida, poi Ballardini s'infortunò e tutto fu più facile. In realtà c'era già qualche scricchiolio, perché lo storico impianto di casa, al Vomero, diventò inagibile e il trasferimento al PalaBarbuto, smisurato coi suoi 4000 posti e rotti, la privò sostanzialmente di un fattore-campo, anche se nel giorno del tricolore la folla si materializzò. Ma la routine, soprattutto negli ultimi anni, vedeva poche decine di tifosi sperduti nell'immensità delle tribune. Tuttavia ci fu gloria ancora nel 2008, quando Napoli, con una rimonta leggendaria, incaprettò la favoritissima Taranto in semifinale e pur finendo poi battuta da Schio difese degnamente il suo tricolore.
Da lì però il declino è stato rapido. Nel 2009 la squadra era ancora dignitosa, pur con qualche pasticcio con le straniere; arrivò un nono posto che voleva dire salvezza diretta. Nel 2010 la stagione regolare fu un disastro, ma a metà anno arrivarono Eric e Bjelica, con Agresti si prepararono in largo anticipo a giocarsi tutto nei playout e alla fine si salvarono ai danni di Livorno, che pure s'era piazzata molto meglio. Insomma, una salvezza tirata per i capelli.
Quest'anno l'organico di partenza non era inferiore alle altre candidate ai playout; l'Opening Day fu incoraggiante con una vittoria su Parma all'overtime dove si videro discrete cose. Il problema è che poi Grant si è rivelata un flop, Gidden ha avuto problemi fisici, e mentre le dirette concorrenti si sono rinforzate sul mercato, oppure hanno sviluppato un'identità forte (Lucca), Napoli è rimasta così, ha trovato vantaggio solo effimero dal cambio di allenatore Riga-Massaro (il colpo gobbissimo su Taranto, ma poi non ha quasi più vinto, fino a farsi superare da Pozzuoli col derby di ritorno), ha finito ultima, e a quel punto battere Parma e poi Pozzuoli sempre in trasferta, era una montagna ripida.
Sul futuro non ho la minima idea di cosa succeda; l'estate scorsa il club era stato a lungo, ci pare, in bilico se iscriversi o meno; vedremo cosa cambia la retrocessione. Certo è un po' sovrabbondante che la città abbia due team di A2, di cui peraltro il secondo (Gymnasium) appare più pimpante ultimamente, per quanto infarcito di giovani a basso costo. Guardandola da un certo punto di vista, l'A1 perde l'unica metropoli superstite. Ma non è che avere le metropoli porti reali vantaggi, nella nostra nicchia, anzi spesso è sinonimo d'indifferenza intorno. :cry: Comunque sia, stasera la solfatara ride e il Vesuvio chiagne.

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