domenica 10 aprile 2011

Cinguettii (208) - L'ora delle outsider: Texas A&M campione Ncaa, Salamanca sul tetto d'Europa

Inizio aprile, tempo di Final Four di college ed Eurolega: e dopo un periodo di dominii (Connecticut e Spartak rispettivamente) è arrivato quest'anno il momento delle outsider. L'impressione, in entrambi i casi, è che non abbia vinto la più forte, però tutto sommato, non fa male che ogni tanto ci siano sorprese, evento piuttosto raro nel basket femminile.

--> Il primo dei due titoli s'è assegnato martedì 5 con la finalissima Ncaa disputata a Indianapolis davanti ad "appena" 17.000 spettatori. <_< Campione a sorpresa, sebbene fosse comunque tra le teste di serie, la poco blasonata Texas A&M, che ha prevalso 76-70 su Notre Dame. Bella partita in cui ha fatto la differenza una scatenata Danielle Adams, autrice di 30 punti di cui 22 nel secondo tempo, con 13/22 dal campo più 9 rimbalzi. Notevole, considerando anche l'importanza della partita, il 55% dal campo per le neo-campionesse.
Le due grandi favorite erano cadute in semifinale: l'eterna piazzata Stanford (63-62 per mano di Texas A&M) e la pluri-laureata Connecticut: 72-63 contro Notre Dame, con splendido duello tra il nuovo fenomeno Skylar Diggins, 28, e la campionessa del mondo Maya Moore, 36. Questa partita dev'essere stata un vero spettacolo se il severissimo Sergio Tavcar (noto telecronista di Capodistria) ha commentato così sul suo blog:
"Tornando al basket USA altro godimento sublime è stato vedere finalmente dopo 30 anni un play vero, che faceva tutte le cose che nei miei sogni un play deve saper, poter e voler fare. Una ragazza, nientemeno!! Mi sono lustrato gli occhi (anche esteticamente, perché negarlo? C'è gente ancora più vecchia di me che frequenta ragazzine non solo platonicamente) seguendo le gesta di Skylar Diggins, sophomore di Notre Dame, battuta in finale da Texas A&M dopo aver battuto in semifinale la favoritissima UConn della fenomena totale Maya Moore, probabilmente in questo momento il miglior giocatore di basket al mondo fatte le dovute proporzioni per l'assoluta impossibilità di poter essere fermata. Questa Diggins, oltre a segnare (mancina) in tutti i modi, da tre, con arresto-tiro, in penetrazione ambidestra, detta i ritmi alla squadra in modo sublime, distribuisce assist appena può senza cercare effetti speciali e ragiona, tanto che sembra di vedere in ogni momento le rotelle del cervello girare a pieno regime. (...) A fine partita la intervistano chiedendole del perché abbiano vinto e lei esordisce con un abbacinante: "We played like boys" che è secondo me detto in quattro parole tutto quello che c'è da dire sulle prospettive del basket femminile, per poi continuare a torrente con una lucidissima disamina tecnica sui contenuti tattici e tecnici della partita. Basta, inutile: l'amo." :wub:
--> Oggi s'è invece assegnato il titolo di Eurolega. Momento storico perché dopo 4 titoli consecutivi lo Spartak Regiondimosca ha ceduto lo scettro, battuto in finale da Salamanca per 68-59. Le spagnole (che riportano sul trono la loro nazione dopo 18 anni: ovvero i due trionfi del mitico Dorna Valencia di Mujanovic) hanno capitalizzato il 30-22 del primo tempo. Miglior marcatrice Dominguez con 16, bene anche Sancho Lyttle e un'Alba Torrens consacrata "rising star" col titolo di mvp delle finali. Si trattava di un ultimo atto tra outsider, in verità, perché nessuno, a ottobre, accreditava lo Spartak di potersi ripetere, avendo perso gente come Taurasi, Fowles e pure McCarville, avendo sì ancora Bird in regia, e Korstin-Osipova come valido duo russo, ma al posto dei fenomeni solo straniere buonine come Prince, Quinn, la vegliarda McWilliams, le slave Milovanovic e Petrovic. Le favoritissime erano altre ma han fatto flop: il Fenerbahce già nei quarti, Ekaterinburg in semifinale, tutte e due per mano dello Spartak. E questo aumenta i rimpianti di Schio, che con lo Spartak se la giocò fino all'ultimo negli ottavi. :cry:
Vero psicodramma in semifinale per Ekaterinburg, per il quarto anno di fila battuta dalle connazionali. Mai come stavolta sembrava tutto pronto per il successo di Ekaterì: squadrone nettamente più forte (Parker, Gruda, Dumerc, Nolan, Pondexter, Stepanova, Arteshina, insomma quelle che hanno asfaltato Taranto) rispetto al ridimensionato Spartak; e per giunta vantaggio di giocare in casa, davanti a 5500 spettatori. Perdere segnando 43 punti (contro 54), di cui la miseria di 16 nella ripresa, è spiegabile solo con un crollo mentale... in realtà inspiegabile per campionesse del genere, che tra Wnba, nazionali e club hanno vinto fior di trofei in carriera. :ph34r: Roba non da chiodi, di più. Anche nell'altra semifinale non si era visto gran basket, col derby spagnolo vinto da Salamanca (trascinata dal 7/8 da 2 più 11 rimbalzi di Sancho Lyttle) su Valencia per 61-49.

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