sabato 23 aprile 2011

Cinguettii (226) - A1: niente miracolo al PalaAllende, Taranto in finale (1^parte - l'illusione)

"E tutto va come deve andare", cantava Max Pezzali. Ed è quello che succede spesso nel basket femminile, dove è raro che i valori si capovolgano. Schio-Taranto era la finale annunciata da tutti a inizio stagione, Schio-Taranto sarà.

Impossibile sapere come sarebbe finita gara-4 con Kristin Haynie in campo, anziché a seguire la partita di fianco allo speaker e all'addetto stampa del Geas. Vincere 3 volte di fila con Taranto era comunque un'impresa ardua, per cui è probabile che la serie sia finita, virtualmente, nel momento in cui il Cras si è portato sul 2-0, come in effetti avranno pensato tutti in quel momento. Però poi il Geas ha messo una crepa nella sicumera di Taranto, vincendo gara-3. E per un quarto e mezzo di gara-4, sembrava che il colpo pesasse ancora tanto in negativo sulle tricolori e in positivo sulle sestesi. Per cui, anche se un -25 dovrebbe lasciare poco spazio ad alibi o recriminazioni, è inevitabile che l'interrogativo rimanga: con Haynie il Geas avrebbe avuto la forza di durare 40 minuti e non 15? Per poi magari coronare l'opera in gara-5, con Taranto spaccata dalla pressione e Sesto ormai consapevole di non essere inferiore? :unsure:
Un esperto coi fiocchi, da me consultato prima di gara-4, mi ha detto che con Haynie in campo il 2-2 era sicuro. Io non lo so, perché il crollo del Geas in gara-4 è stato, a mio parere, prima fisico e difensivo che offensivo per mancanza del play titolare. Precisiamo, non dico che l'assenza di Haynie non si sia sentita. Si è sentita eccome. Ma non so quanto c'entri col fatto che, stavolta, la difesa del Geas era forabile come il burro per le incursioni tarantine; e l'attacco, in fondo, ha segnato sì 53 punti, pochi, ma in gara-1 ne aveva fatti 47, in gara-2 58 e in gara-3 62 di cui 5 su fallo sistematico nell'ultimo minuto.
--> Quel che è certo è che per 16 minuti il PalaAllende ha vissuto la grande illusione. Taranto si presenta con la faccia cattiva dopo lo "sgarro" di gara-3. Non a caso toglie Dacic dal quintetto base e mette Godin. Geas ovviamente con Arturi play, il resto uguale alle altre volte. Il Cras fora subito la zona con Siccardi da 3 e Greco dalla media (0-5), mentre Sesto fatica a costruire le prime azioni. Ma una tripla tabellata di Wabara dà fiducia; sale in cattedra Summerton, sbloccata in gara-3 dopo due prove a secco: un'iradiddio, segna 9 punti quasi consecutivi da tutte le posizioni. Taranto abbozza un pressing ma senza grossi effetti, per ora. In attacco replica con una Young decisamente più pimpante delle volte scorse: cerca il centro area e colpisce in jumper due volte. Il 1° quarto però si chiude col Geas avanti 16-14 con Arturi, l'osservata speciale, che segna in taglio su assist di chi? Di Summerton, manco a dirlo.
--> I primi 6 minuti del 2° quarto sono uno dei migliori sprazzi offensivi della stagione per il Geas. Zanoni è opaca ma in compenso c'è una Crippa tarantolata: spara una tripla, poi con nonchalance uccella Mahoney con una finta e le piazza una sospensione dalla lunetta. Mahoney, però, di là è di una concretezza e un'intelligenza da far paura. Segna su taglio in area, serve assist, strappa rimbalzi in attacco. Young, ancora tonica, e poi Giauro fanno il 21-22 Taranto. Ma nel frattempo è entrata chi per il Geas? Elisabetta Mazzoleni, play del '94, figlia del presidente, mai un minuto in A1 in vita sua. Quando, a zona, intercetta un passaggio a Young, il pubblico esplode: il miracolo sembra davvero possibile, se la ragazzina frega la stella Wnba. Davide che stende Golia, il vivaio che affonda la corazzata miliardaria e multinazionale. :woot:
Della galvanizzazione generale approfittano Zanon e Crippa per un 25-22 Geas al 13'. C'è un gran frullatore di cambi su entrambi i fronti, e l'ingresso di Dacic è un ulteriore spinta... per Sesto, perché la pivottona, in 3 minuti, si distingue solo per un cross (rimediato da Mahoney) e un mattonazzo da un metro su rimbalzo d'attacco. Invece per il Geas entra Twehues che, seppur ancora acciaccata alla spalla, rispolvera la mitraglia e infila la bomba che, insieme a un nuovo canestro dalla media di Zanon, vanifica il precedente controsorpasso della solita Mahoney. 30-26 al 15', lusso Geas che continua quando Ujhelyi segna un pregiato giro e tiro frontale per il 32-28 al 16'.
La mente umana fa presto a correre, pensando che ciò che vede in quel momento debba durare per sempre: così t'immagini già che Schio, in fondo, non è così imbattibile, e lo scudetto, perché no?, nessuno lo può negar. :ph34r: Invece si capirà presto che il Geas era al limite massimo del suo sforzo, ed essere solo a +4 quando dai il 110% è un indizio di crollo imminente. Sorprendentemente questo crollo non è stato progressivo ma tutto di colpo, innescato da un singolo episodio. :o:

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