Intanto ricapitoliamo alcune tappe di questo "filone":
--> Ha cominciato Loris Barbiero, come già segnalammo sabato, il quale ha detto: "Secondo me il caso è stato montato solo perché qualcuno all'interno del Geas ha delle vicinanze con della stampa altolocata".
--> Nessuna risposta ufficiale da Sesto, che anzi, con fair play ha ospitato sul suo sito le dichiarazioni post-gara 3 del coach comasco (ovviamente tecniche, non sul caso Wabara). E' intervenuto però Carlo Genta, giornalista del Sole 24 Ore: "Di male in peggio le parole di Loris Barbiero, ex giocatore di buon livello e play di fosforo, ora allenatore della Comense, che dopo aver detto di non aver sentito nulla, ha avanzato un sospetto: sarebbe una gigantesca campagna stampa orchestrata da un Grande Vecchio del giornalismo sportivo italiano. Facendo nomi e cognomi, cosa che Barbiero si è guardato bene dal fare, Franco Arturi, vice-direttore e anima della Gazzetta dello Sport e padre di Giulia, giocatrice di Sesto San Giovanni, che è stata poi quella che con più energia ha bloccato Abiola che voleva buttarsi in mezzo alle bestie che l'avevano insultata. In un paio di famose occasioni anche Eto'o dovette essere fermato: voleva smettere di giocare e andare a casa dopo essere stato bersagliato da insulti dello stesso stampo. Che sia anche lui parente di Franco Arturi, magari alla lontana?
--> E sulla Provincia di Como, come già riportato da un forumista, Antonio Pennestrì ha ribattuto: "Nessuno tranne Wabara quella sera ha sentito degli insulti razzisti. Non ci sono stati cori. C'è stata invece una perfida regia di chi ha voluto costruire un impatto mediatico, di chiara matrice politica. E hanno raggiunto il loro scopo. In ultimo quello di creare dei condizionamenti su di noi e sulla squadra". Ma come ha già risposto il saggio Brosterhous, la sconfitta in gara-3 non pare esser stata causata da condizionamenti, né sulle giocatrici né sull'arbitraggio. Anzi, chi poteva esser più condizionata era proprio Wabara (che sarà un caso, ma dopo 2 super-partite ne ha disputata una così-così).
--> A sorpresa s'inserisce anche Superbasket, che dà spazio a un collaboratore della Provincia di Como, Gildo Broggi: il quale, dopo una ricostruzione direi obiettiva sia della partita, sia del fattaccio, e criticando (giustamente) certe imprecisioni dei media "esterni" che sono intervenuti (come la confusione tra Pennestrì padre e figlio), chiude con la seguente domanda: ma se Wabara avesse avuto un'altra maglia, ci sarebbe stato tutto il can-can? "Possibile che il fatto che il Geas stia a cuore alla Gazzetta abbia contribuito a dare maggior eco all'accaduto? (...) Se il razzismo è una piaga, e lo è, che lo si combatta sempre, con ferocia e spazi proporzionali. Non solo quando tocca una squadra vicina al quotidiano sportivo numero 1 d'Italia".
Pensandoci su, sta venendo anche a me un... sospetto: che uno dei problemi del basket femminile nostrano sia che molti di quelli che ci stanno dentro pensano, a qualsiasi mossa altrui, che sia fatta col recondito fine d'incularlo.
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