sabato 9 aprile 2011

Acque agitate a Taranto: Young contro Ricchini

Incredibile, sembra che in casa Taranto stiano saltando i nervi:


Tornado Sophia. Con la forza del vento che fa saltare i tetti delle case, Young fa tremare i vetri del PalaMazzola. A pochi giorni dallo start delle semifinali scudetto, a una manciata di ore da gara 3 tra Sesto e Como, da cui emergerà il nome dell’avversario delle ioniche, inaspettatamente l’ala dei Caraibi alza la voce e rompe un orizzonte di calma apparente: “Il Coach ci carica di troppa tensione, questo non aiuta le nostre performance. I play off sono già una fase molto ansiogena, la posta in palio è altissima e non abbiamo bisogno di altra pressione”.
Sophia Young è un fiume in piena, è decisa a dire la sua e non percorre la via della diplomazia: “Jami aiutami a tradurre – chiama la sua compagna di squadra che, dopo aver ascoltato le sue parole, le chiede timidamente se sia proprio sicura di dire “quelle cose”. Non ha timore, Sophia, delle conseguenze in un momento già delicato per il team: “Parlo a mio nome, ma il malessere non è solo mio, è del gruppo: lo spogliatoio è unito. Se una giocatrice in campo fa una buona partita, il compito del tecnico, a mio avviso, è quello di gioire con lei. Se la stessa atleta gioca male, un buon Coach deve supportarla aiutandola a capire cosa non va. Ricchini può fare molto per noi, ma spesso accade che, in partita e in allenamento, gridi e sia troppo duro verbalmente con noi fino a deconcentrarci. Una squadra che deve difendere, se perde concentrazione finisce anche con l’attaccare male e questo non va bene”.
Nonostante la polemica in merito ai metodi di allenamento di Ricchini, Young non giustifica le sue prestazioni non esaltanti (almeno fino alla chiusura della regular season) facendo appello alle tensioni con la panchina. “Non sono soddisfatta del basket che ho mostrato a Taranto, ma questo è un problema mio. Da quando sono iniziati i play off sto riuscendo a fare meglio perché la posta in gioco è alta e io amo le sfide”.
Certamente, la fase attuale si fa sempre più calda, e il club ionico si gioca tutto. Il Cras al completo –
giocatrici, tecnico, società – ha uno scudetto da difendere e la speranza è che il tornado Young, piuttosto che distruggere e compromettere degli equilibri, possa produrne di nuovi. Nell’ottica che da un confronto anche acceso possano nascere un linguaggio e un dialogo rinnovati, con positive ripercussioni sul lavoro e il rendimento di tutti. “Il mio unico obiettivo è la conquista dello scudetto –conclude la giocatrice -. Sono venuta a Taranto per vincere e spero si riesca a comunicare meglio, per arrivare uniti alla meta”.

di Mara Venuto

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