mercoledì 20 aprile 2011

Cinguettii (222) - A1: che ce frega della Kristin, noi c'avemo Arturi-gol

Rispolveriamo un vecchio coro dei tifosi calciofili romanisti (che al posto di "Kristin" e "Arturi" mettevano "er cileno", ovvero il laziale Salas, e "Totti-gol") per introdurre il seguente concetto: domani, gara4 Geas-Taranto di semifinale scudetto, non sarà una partita come le altre per Giulia Arturi.
La 24enne figlia della divina Bozzolo si trova improvvisamente investita del bastone di comando dopo che la titolare Haynie s'è procurata una doppia frattura del metatarso, terminando la stagione sul più bello. Si può ben dire che l'americana si è immolata per la causa, visto che l'infortunio è avvenuto nel ricadere, con impatto contro un tabellone pubblicitario, da un canestro di fondamentale importanza per il +4 Geas a circa 2' dalla fine. Un canestro che ha indirizzato la partita, anche se poi è stata altrettanto cruciale la freddezza della sua rimpiazzante Arturi, che ha fatto 5/6 ai liberi sul fallo sistematico. Una sorta di staffetta a lieto fine. Ora però non si tratta più, per il Bracco, di reggere 2 minuti senza Haynie, ma 40, nella partita più importante della stagione (o seconda più importante, dopo gara-3 Geas-Como che a mio avviso faceva da spartiacque tra successo e parziale delusione nel bilancio complessivo dell'annata).
Partiamo da una premessa razionale quanto scontata: perdere il play titolare in una gara-4 di semifinale è quanto di più deleterio possa succedere. E' il ruolo chiave, il cardine che detta i ritmi e fa girare tutto il meccanismo. Tra titolare e riserva, nel ruolo di regista, c'è solitamente molta meno intercambiabilità che negli altri ruoli, eccettuato forse il caso del "pivottone puro", che infatti è l'altro ruolo meno sostituibile.
Nel caso specifico di Haynie, è vero che non stava giocando una buona serie sotto l'aspetto realizzativo (di fatto ha avuto solo due squilli: nel terzo quarto di gara-1 e nel finale di gara-3; in gara-2 ha totalizzato la miseria di 2 punti), tuttavia stava viaggiando a quasi 4 assist di media, grasso che cola considerando la difficoltà di entrambe le squadre nel costruire canestri facili.
E comunque, pur non segnando, restava un discreto spauracchio per la difesa, nel senso che Taranto non poteva "battezzarla" né al tiro da fuori, né in penetrazione. Giocatrice enigmatica, che può passare dal divino all'inguardabile e viceversa nel corso della stessa partita, tuttavia è una che se fossi la squadra avversaria mi lascerebbe in apprensione costante. Questo per dare l'idea della gravità della perdita, al di là della sua vena un po' appannata.
Veniamo ad Arturi. No, non mi lancio in una sua biografia dalle origini perché i Cinguettii devono essere brevi. <_< Ma guardando le sue 3 annate di A1, spicca un dato interessante: non c'è, in pratica, mai stata un'occasione del tutto attendibile di valutarla come play titolare. Infatti PenicheiroMartinez e Haynie, le tre straniere che il Geas ha avvicendato nel ruolo, hanno totalizzato le seguenti assenze stagionali: Penicheiro 1 (contro Viterbo, avversaria disastratissima), Martinez 0, Haynie 2 (ma in Coppa Italia, inizio ottobre). E' vero che Arturi partì titolare in 8 partite, lo scorso campionato, ma era sempre affiancata da Martinez. Nella prima di Copp'Italia di quest'anno, contro Napoli e senza Haynie, piacque la sua prova, ma si capisce che un conto è cavarsela a ottobre contro una squadra da playout, un conto prendere in mano la situazione nel momento più delicato della stagione e contro un'avversaria da Eurolega come Taranto... :rolleyes:
Il tutto dopo un'annata in cui il suo ruolo, con 15 minuti a partita, è stato sostanzialmente quello di dar riposo a Haynie (nelle serate di vena dell'americana) o di scuotere la squadra cambiando ritmi e atteggiamento (nelle serate d'apatia dell'ex Priolo). Compito, quest'ultimo, che la ragazza da San Siro, la quale a nostro parere è nel complesso sottovalutata (da messer Ticchi in primis, perlomeno l'estate scorsa se le preferì una Donvito infortunata da un anno e mezzo), :blink: ha ben eseguito più volte. Non si tengono i dati del plus/minus nel femminile, ma ufficiosamente sono svariate le partite in cui quello di Arturi risultava in netto positivo. La sua miglior prova in tal senso è stata forse quella a Schio, non un'avversaria qualsiasi.
E tuttavia, anche stavolta l'obiezione è inevitabile: un conto è entrare a partita in corso, mettere in ritmo le compagne, spingere in contropiede e difendere, segnando qualche canestruccio saltuario, per poi tornare a sedersi qualche minuto dopo; un conto è dirigere l'orchestra sull'arco dell'intera gara in una partita di cotanta importanza (cosa che ad Arturi non capita dai gloriosi tempi della promozione in A1), possibilmente rivestendo anche un ruolo di minaccia offensiva, non solo di smistaggio.
A complicare ulteriormente la missione della Giulia sestese, c'è il fatto che, a guardarsi intorno, non si vedono compagne in grado di spalleggiarla, se non a spizzichi e bocconi, nel compito registico di domani. Tra le altre esterne del Geas, infatti, né Crippa, né Zanoni, né l'acciaccata Twehues paiono avere attitudini da play. Mai viste costoro portar palla, francamente. Le altre sono lunghe o mezze lunghe. Il secondo miglior play "superstite" del Bracco, paradossale a dirsi, ci pare essere Elisabetta Mazzoleni, figlia del presidente nonché nazionale '94... :woot: Taranto, per dare l'idea, quando stette fuori Wambe aveva pur sempre Gianolla, Greco e all'occorrenza Mahoney e Siccardi.
Conclusione? Se Arturi guiderà il Geas alla vittoria in gara-4 sarà impresa vera. Non impossibile, perché a volte il collettivo, l'ardore, l'effetto-sorpresa, il non aver nulla da perdere, e in questo caso pure il fattore-campo, possono ribaltare i valori. Ma vincere due volte, compresa gara-5 a Taranto... be', saremmo oltre i limiti del miracolo, credo. La certezza è che domani Giulia Arturi sarà chiamata al massimo cimento della sua carriera.

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